Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Legge 104 e lavoro: sede, trasferimento e tutele

    La legge 104 non garantisce solo permessi e congedi: contiene anche tutele importanti sul posto di lavoro, pensate per consentire alla persona disabile e a chi la assiste di conciliare lavoro e assistenza. Vediamo le principali, dalla scelta della sede al divieto di trasferimento, fino al lavoro agile.

    La scelta e l’avvicinamento della sede

    Il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave, e il lavoratore con handicap grave egli stesso, hanno diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere o al proprio. Non è un diritto assoluto e incondizionato: è subordinato alla compatibilità con l’organizzazione aziendale e alla disponibilità di posti, ma impone al datore di valutarlo con attenzione.

    Il divieto di trasferimento

    È una delle tutele più forti: il lavoratore che assiste un familiare disabile grave, e il lavoratore disabile grave, non possono essere trasferiti ad altra sede senza il loro consenso (art. 33 della legge 104). Il trasferimento disposto in violazione di questa regola è illegittimo. Anche qui la giurisprudenza richiede un bilanciamento con le effettive esigenze dell’impresa, ma la tutela del lavoratore è prioritaria.

    Il lavoro notturno

    Il lavoratore con disabilità grave, o che ha a carico una persona disabile, non è obbligato a svolgere lavoro notturno. Si tratta di una tutela specifica volta a salvaguardare la salute del lavoratore e la continuità dell’assistenza.

    Il lavoro agile (smart working)

    La normativa più recente ha riconosciuto una priorità nell’accesso al lavoro agile ai lavoratori con disabilità grave e a quelli che assistono familiari con disabilità grave, quando la mansione è compatibile con questa modalità. È uno strumento sempre più rilevante per conciliare assistenza e attività lavorativa senza rinunciare al posto.

    Il diritto alla conservazione del posto

    L’art. 34 della legge 104 e la disciplina del collocamento mirato tutelano inoltre la permanenza al lavoro della persona con disabilità, prevedendo adattamenti dell’organizzazione e delle mansioni. Il licenziamento legato alla disabilità, se non sorretto da ragioni legittime e dopo aver verificato la possibilità di soluzioni alternative, può risultare discriminatorio e quindi illegittimo.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Con la legge 104 posso rifiutare il trasferimento?

    Sì. Il lavoratore che assiste un familiare disabile grave, e il lavoratore disabile grave, non possono essere trasferiti ad altra sede senza il loro consenso. Un trasferimento imposto in violazione è illegittimo.

    Ho diritto ad avvicinarmi a casa con la 104?

    Hai diritto a scegliere, ove possibile, la sede più vicina al domicilio della persona assistita o al tuo. Non è un diritto assoluto: dipende dalla disponibilità di posti e dall’organizzazione aziendale.

    La legge 104 dà priorità allo smart working?

    Sì. La normativa riconosce una priorità nell’accesso al lavoro agile ai lavoratori con disabilità grave e a chi assiste familiari in tale condizione, se la mansione è compatibile.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Art. 233 TUEL – Conti degli agenti contabili interni

    Art. 233 TUEL – Articolo 233

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Entro il termine di 30 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario, l’economo, il consegnatario di beni e gli altri soggetti di cui all’articolo 93, comma 2, rendono il conto della propria gestione all’ente locale il quale lo trasmette alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall’approvazione del rendiconto.

    2. 2. Gli agenti contabili, a danaro e a materia, allegano al conto, per quanto di rispettiva competenza: a) il provvedimento di legittimazione del contabile alla gestione; b) la lista per tipologie di beni; c) copia degli inventari tenuti dagli agenti contabili; d) la documentazione giustificativa della gestione; e) i verbali di passaggio di gestione; f) le verifiche ed i discarichi amministrativi e per annullamento, variazioni e simili; g) eventuali altri documenti richiesti dalla Corte dei conti.

    3. Qualora l’organizzazione dell’ente locale lo consenta i conti e le informazioni relative agli allegati di cui ai precedenti commi sono trasmessi anche attraverso strumenti informatici, con modalità da definire attraverso appositi protocolli di comunicazione.

    4. I conti di cui al comma 1 sono redatti su modello approvato con il regolamento previsto dall’articolo 160.

  • Articolo 49 TU Giustizia Tributaria: Competenza del giudice monocratico

    Art. 49 D.Lgs. 175/2024 – Competenza del giudice monocratico

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Le corti di giustizia tributaria di primo grado decidono in composizione monocratica le controversie di valore fino a 10.000 euro. Sono escluse le controversie di valore indeterminabile.

    2. Per valore della lite si intende quello determinato ai sensi dell'articolo 57, comma 2. Si tiene conto anche dell'imposta virtuale calcolata a seguito delle rettifiche di perdita.

    3. Nel procedimento davanti alla corte di giustizia tributaria di primo grado in composizione monocratica si osservano, in quanto applicabili e ove non derogate dal presente testo unico, le disposizioni ivi contenute relative ai giudizi in composizione collegiale.

  • Credito d’imposta beni strumentali 4.0 2026: come funziona il nuovo fondo, esempio

    In sintesi

    • Il Fondo ha una dotazione di 1.300 milioni di euro stanziati per l’anno 2026.
    • Le risorse sono destinate esclusivamente a investimenti in beni 4.0 effettuati entro il 31 dicembre 2025.
    • Il credito è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 nel corso del 2026.
    • La ripartizione del Fondo avviene con decreto MEF, eventualmente di concerto con il MIMIT: il decreto non è ancora stato pubblicato.
    • Il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa né al valore della produzione netta ai fini IRAP.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 770 della L. 199/2025 istituisce nel bilancio MEF un Fondo da 1.300 milioni di euro per il 2026, destinato a incrementare le misure a favore delle imprese. Le risorse possono essere assegnate, limitatamente agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, all’incremento dei limiti di spesa del credito d’imposta beni 4.0 (art. 1, c. 446, L. 207/2024), utilizzabile in compensazione tramite F24 nel corso del 2026.

    Approfondimento normativo completo: Comma 770 LB26: Fondo da 1,3 miliardi per il credito d’imposta b.

    Il fondo da 1,3 miliardi e il credito d'imposta beni 4.0: inquadramento normativo

    La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) interviene sul credito d’imposta per i beni strumentali tecnologici (cosiddetti beni 4.0) istituendo, con il comma 770, un Fondo da 1.300 milioni di euro nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. L’obiettivo dichiarato è incrementare le dotazioni delle misure a favore delle imprese che hanno effettuato investimenti qualificati.

    Il meccanismo opera come segue: il Fondo non riconosce direttamente il credito alle singole imprese, ma alimenta l’innalzamento dei limiti di spesa già previsti dall’articolo 1, comma 446, della L. 207/2024. Le imprese che hanno completato gli investimenti entro il 31 dicembre 2025 potranno quindi beneficiare di un credito più capiente, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24 nel corso del 2026. Attenzione: la norma è in attesa di decreto attuativo del MEF, eventualmente di concerto con il MIMIT. Senza tale decreto, la ripartizione concreta delle risorse del Fondo non è ancora determinata.

    Sul piano fiscale, il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa (art. 83 TUIR) e non entra nel valore della produzione netta rilevante ai fini IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/97). Il momento di effettuazione dell’investimento agevolato segue il principio di competenza fiscale ex art. 109 TUIR, con rilevanza determinante della data di consegna o collaudo del bene.

    Checklist: l'impresa è nelle condizioni per accedere al credito?

    • L’investimento in beni strumentali tecnologici (allegati A e B L. 232/2016) è stato effettuato entro il 31 dicembre 2025.
    • Il bene rientra tra quelli agevolabili dal credito d’imposta di cui all’art. 1, c. 446, L. 207/2024.
    • L’impresa monitora la pubblicazione del decreto MEF/MIMIT che definirà la ripartizione del Fondo e l’incremento dei limiti di spesa.
    • Il credito verrà utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 nel 2026 (codice tributo da determinare con decreto o risoluzione AdE).
    • Si verifica che il credito non sia cumulato con altre agevolazioni incompatibili sugli stessi costi ammissibili.

    Tizio S.r.l.: macchinario industria 4.0 consegnato a novembre 2025

    Scenario. Tizio S.r.l., una PMI manifatturiera, ha acquistato e ricevuto in consegna a novembre 2025 un macchinario a controllo numerico incluso nell’allegato A alla L. 232/2016, per un valore ipotetico di 500.000 euro. L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.

    Come si legge in pratica. L’investimento è stato effettuato entro il 31 dicembre 2025, quindi rientra nel perimetro temporale del comma 770. Tizio S.r.l. potrà beneficiare del credito d’imposta sui beni 4.0 calcolato secondo le aliquote previste dall’art. 1, c. 446, L. 207/2024, nei limiti incrementati dal Fondo. Tuttavia, l’ammontare effettivo del credito spettante dipende dal decreto MEF che ripartirà le risorse del Fondo: fino alla pubblicazione di tale decreto non è possibile quantificare con certezza la misura del beneficio. Il credito sarà compensabile tramite F24 nel 2026.

    Punti chiave per Tizio S.r.l.

    • Investimento effettuato entro il 31/12/2025: requisito temporale soddisfatto.
    • Bene incluso nell’allegato A alla L. 232/2016: requisito oggettivo soddisfatto.
    • Aliquota e limite definitivi dipendono dal decreto MEF/MIMIT: monitorare la Gazzetta Ufficiale.
    • Compensazione tramite F24 nel 2026 con il codice tributo che sarà istituito dall’AdE.
    • Il credito non aumenta né il reddito imponibile IRES né la base IRAP.

    Caia S.p.A.: investimento completato a dicembre 2025, collaudo a gennaio 2026

    Scenario. Caia S.p.A. ha ordinato un impianto automatizzato per un corrispettivo ipotetico di 800.000 euro. Il bene è stato consegnato il 20 dicembre 2025 ma il collaudo definitivo si è tenuto il 10 gennaio 2026.

    Come si legge in pratica. Il momento di effettuazione dell’investimento, ai fini del credito d’imposta, segue il principio di competenza ex art. 109 TUIR. Per i beni mobili, il momento rilevante è generalmente la consegna o la spedizione. Se il contratto di acquisto collega il trasferimento del rischio alla consegna avvenuta a dicembre 2025, l’investimento è da considerarsi effettuato entro il 31 dicembre 2025. Si raccomanda una verifica documentale puntuale (contratto, DDT, fattura) per stabilire con certezza la data rilevante, in considerazione del fatto che il decreto attuativo MEF potrebbe introdurre ulteriori precisazioni sul perimetro temporale.

    Punti chiave per Caia S.p.A.

    • La data di consegna (20/12/2025) è il momento rilevante ai fini del principio di competenza ex art. 109 TUIR.
    • Il collaudo a gennaio 2026 non sposta necessariamente la data di effettuazione dell’investimento.
    • Conservare DDT, contratto e fattura per documentare la data di consegna in caso di verifica.
    • Attendere il decreto MEF per conferma definitiva dei limiti di spesa incrementati.
    • Il credito d’imposta sarà non concorrente al reddito IRES e alla base IRAP.

    Sempronio & Associati S.r.l.: investimento in bene software (allegato B)

    Scenario. Sempronio & Associati S.r.l., società che opera nel settore della logistica, ha acquisito nel 2025 un software gestionale avanzato rientrante nell’allegato B alla L. 232/2016, per un valore ipotetico di 120.000 euro.

    Come si legge in pratica. I beni immateriali dell’allegato B sono agevolabili nell’ambito del credito d’imposta beni 4.0. Il comma 770 consente l’assegnazione delle risorse del Fondo anche a incremento dei limiti per questa tipologia di beni, purché l’investimento sia stato effettuato entro il 31 dicembre 2025. Le aliquote specifiche per i beni dell’allegato B e i relativi massimali restano subordinati al decreto di riparto del Fondo. Sempronio & Associati dovrà monitorare la pubblicazione del decreto MEF e predisporre la documentazione tecnica che attesti la qualificazione del software.

    Punti chiave per Sempronio & Associati S.r.l.

    • Il software gestionale rientra nell’allegato B alla L. 232/2016: verificare la qualificazione tecnica.
    • L’investimento deve essere completato entro il 31/12/2025 per rientrare nel perimetro del Fondo.
    • Il decreto MEF definirà aliquota e limite massimo spettanti per i beni immateriali.
    • Il credito è compensabile in F24 nel corso del 2026.
    • L’eventuale recupero del credito d’imposta inesistente segue il termine ottennale ex art. 38-bis DPR 600/73.

    Quando conviene una verifica

    La norma è complessa e in attesa di decreto attuativo. Un consulente fiscale può aiutarti a verificare i requisiti, pianificare la compensazione e monitorare gli aggiornamenti normativi. Consulta un esperto fiscale.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Il Fondo da 1,3 miliardi eroga direttamente il credito alle imprese?

    No. Il Fondo non eroga direttamente risorse alle singole imprese. La sua funzione è incrementare i limiti di spesa previsti dall’art. 1, c. 446, L. 207/2024 per il credito d’imposta beni 4.0. Le imprese accederanno al beneficio attraverso i meccanismi ordinari del credito d’imposta, con compensazione tramite F24, una volta che il decreto MEF avrà definito la ripartizione delle risorse.

    Quali investimenti sono ammissibili al credito del Fondo ex comma 770?

    Sono ammissibili gli investimenti in beni strumentali tecnologici inclusi negli allegati A e B alla L. 232/2016 (beni 4.0 materiali e immateriali), effettuati entro il 31 dicembre 2025. Il limite temporale è tassativo: investimenti completati dal 1° gennaio 2026 in poi non rientrano nel perimetro del comma 770. La qualificazione del bene deve essere documentata con perizia tecnica o dichiarazione del fornitore.

    Quando sarà disponibile il decreto MEF che definisce la ripartizione del Fondo?

    La norma non fissa un termine per la pubblicazione del decreto MEF, eventualmente di concerto con il MIMIT. La pagina normativa di riferimento sarà aggiornata alla pubblicazione. Si raccomanda di monitorare la Gazzetta Ufficiale e il sito del MEF. Nel frattempo, le imprese possono predisporre la documentazione tecnica e contabile relativa agli investimenti effettuati entro il 31/12/2025.

    Il credito d'imposta del Fondo è tassato ai fini IRES e IRAP?

    No. Ai sensi dell’art. 83 TUIR, il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRES. Ai sensi dell’art. 5 D.Lgs. 446/97, il credito non rientra nel valore della produzione netta ai fini IRAP. Si tratta di un beneficio fiscale netto, che non genera materia imponibile aggiuntiva per l’impresa beneficiaria.

    Cosa succede se il credito d'imposta viene utilizzato in misura superiore a quella spettante?

    L’utilizzo di un credito d’imposta inesistente o in misura superiore a quella spettante è soggetto a recupero con atto di accertamento ai sensi dell’art. 38-bis DPR 600/73. Il termine per l’accertamento è di otto anni. Oltre al recupero del credito, si applicano le sanzioni previste per l’utilizzo di crediti inesistenti in compensazione, che possono essere particolarmente severe. È fondamentale non procedere alla compensazione prima che il decreto attuativo abbia confermato l’ammontare spettante.

  • Art. 230 TUEL – Lo stato patrimoniale e conti patrimoniali speciali

    Art. 230 TUEL – Articolo 230

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Lo stato patrimoniale rappresenta i risultati della gestione patrimoniale e la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio ed è predisposto nel rispetto del principio contabile generale n. 17 e dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale di cui all’allegato n. 1 e n. 4/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

    2. Il patrimonio degli enti locali è costituito dal complesso dei beni e dei rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun ente. Attraverso la rappresentazione contabile del patrimonio è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale.

    3. Gli enti locali includono nello stato patrimoniale i beni del demanio, con specifica distinzione, ferme restando le caratteristiche proprie, in relazione alle disposizioni del codice civile .

    4. 4. Gli enti locali valutano i beni del demanio e del patrimonio, comprensivi delle relative manutenzioni straordinarie, secondo le modalità previste dal principio applicato della contabilità economico-patrimoniale di cui all’allegato n. 4/3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni. a) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; b) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; c) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; d) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; e) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; f) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; g) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ; h) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 ;

    5. Lo stato patrimoniale comprende anche i crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, sino al compimento dei termini di prescrizione. Al rendiconto della gestione è allegato l’elenco di tali crediti distintamente rispetto a quello dei residui attivi.

    6. Il regolamento di contabilità può prevedere la compilazione di conti patrimoniali di inizio e fine mandato degli amministratori.

    7. Gli enti locali provvedono annualmente all’aggiornamento degli inventari.

    8. Il regolamento di contabilità definisce le categorie di beni mobili non inventariabili in ragione della natura di beni di facile consumo o del modico valore.

    9. Lo stato patrimoniale è redatto secondo lo schema di cui all’allegato n. 4/3 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni e integrazioni.

    9-bis. Nell’apposita sezione dedicata ai bilanci del sito internet degli enti locali è pubblicato il rendiconto della gestione, il conto del bilancio articolato per capitoli, e il rendiconto semplificato per il cittadino di cui all’ art. 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni e integrazioni.

  • Art. 229 TUEL – Conto economico

    Art. 229 TUEL – Articolo 229

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Il conto economico evidenzia i componenti positivi e negativi della gestione di competenza economica dell’esercizio considerato, rilevati dalla contabilità economico-patrimoniale ,nel rispetto del principio contabile generale n. 17 e dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale di cui all’allegato n. 1 e n. 10 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni, e rileva il risultato economico dell’esercizio.

    2. Il conto economico è redatto secondo lo schema di cui all’allegato n. 10 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 .

    4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 .

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 .

    6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 . 7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 . 8. Il regolamento di contabilità può prevedere la compilazione di conti economici di dettaglio per servizi o per centri di costo. 9. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 . 10. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 , COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 .

  • Articolo 123 TU Giustizia Tributaria: Decisione

    Art. 123 D.Lgs. 175/2024 – Decisione

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Ove ricorrano i motivi di cui all'articolo 395 del codice di procedura civile la corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado decide il merito della causa e detta ogni altro provvedimento conseguenziale.

    2. Contro la sentenza che decide il giudizio di revocazione sono ammessi i mezzi d'impugnazione ai quali era originariamente soggetta la sentenza impugnata per revocazione.

  • Art. 228 TUEL – Conto del bilancio

    Art. 228 TUEL – Articolo 228

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione rispetto alle autorizzazioni contenute nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione.

    2. 2. Per ciascuna tipologia di entrata e per ciascun programma di spesa, il conto del bilancio comprende, distintamente per residui e competenza: a) per l’entrata le somme accertate, con distinzione della parte riscossa e di quella ancora da riscuotere; b) per la spesa le somme impegnate, con distinzione della parte pagata e di quella ancora da pagare e di quella impegnata con imputazione agli esercizi successivi rappresentata dal fondo pluriennale vincolato.

    3. Prima dell’inserimento nel conto del bilancio dei residui attivi e passivi l’ente locale provvede all’operazione di riaccertamento degli stessi, consistente nella revisione delle ragioni del mantenimento in tutto od in parte dei residui e della corretta imputazione in bilancio, secondo le modalità di cui all’ art. 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

    4. Il conto del bilancio si conclude con la dimostrazione del risultato della gestione di competenza e della gestione di cassa e del risultato di amministrazione alla fine dell’esercizio.

    5. Al rendiconto sono allegati la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale ed il piano degli indicatori e dei risultati di bilancio. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 26 OTTOBRE 2019, N. 124 .

    6. Ulteriori parametri di efficacia ed efficienza contenenti indicazioni uniformi possono essere individuati dal regolamento di contabilità dell’ente locale.

    7. Il Ministero dell’interno pubblica un rapporto annuale, con rilevazione dell’andamento triennale a livello di aggregati, riguardante parametri contenuti nella apposita tabella di cui al comma 5. I parametri a livello aggregato risultanti dal rapporto sono resi disponibili mediante pubblicazione nel sito internet del Ministero dell’interno.

    8. I modelli relativi al conto del bilancio sono predisposti secondo lo schema di cui all’allegato n. 10 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

  • Art. 237 sexdecies Cod. Amb. – (Residui)

    Art. 237 Sexdecies Cod. Amb. – (Residui)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. La quantità e la pericolosità dei residui prodotti durante il funzionamento dell’impianto di incenerimento o di coincenerimento devono essere ridotte al minimo: I residui sono riciclati in conformità alla Parte IV del presente decreto legislativo, quando appropriato, direttamente nell’impianto o al di fuori di esso. I residui che non possono essere riciclati devono essere smaltiti in conformità alle norme del presente decreto legislativo.

    2. Il trasporto e lo stoccaggio intermedio di residui secchi sotto forma di polveri devono essere effettuati in modo tale da evitare la dispersione nell’ambiente di tali residui, ad esempio mediante l’utilizzo di contenitori chiusi.

    3. Preliminarmente al riciclaggio o smaltimento dei residui prodotti dall’impianto di incenerimento o di coincenerimento, devono essere effettuate opportune analisi per stabilire le caratteristiche fisiche e chimiche, nonché il potenziale inquinante dei vari residui. L’analisi deve riguardare in particolare l’intera frazione solubile e la frazione solubile dei metalli pesanti.

  • Trattore e macchinari nuovi in azienda agricola: come si calcola il credito d’imposta 40% 2026 (esempio)

    In sintesi

    • Credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali nuovi delle imprese di agricoltura, pesca e acquacoltura (produzione primaria), comparti esclusi dal nuovo iperammortamento.
    • Spesa agevolabile fino a 1 milione di euro; investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028 in beni 4.0 degli allegati IV e V della L. 199/2025.
    • Si usa solo in compensazione F24, dall’anno successivo a quello della spesa; non concorre al reddito imponibile né al valore della produzione.
    • Divieto di cumulo (comma 456) con l’iperammortamento (commi 427-436), con la ZES unica e con il credito ex art. 1, c. 446, L. 207/2024.
    • Attenzione al plafond: le risorse sono solo 2,1 milioni di euro l’anno per il 2026-2028; il decreto attuativo definisce le procedure di concessione per rispettare il limite.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    I commi 454-459 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introducono un credito d’imposta del 40% per gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, delle imprese della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura, su una spesa massima di 1 milione di euro, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028. Il comma 456 vieta il cumulo con l’iperammortamento (commi 427-436), con la ZES unica e con il residuo credito ex art. 1, c. 446, L. 207/2024.

    Approfondimento normativo completo: Commi 454-459 LB 2026: credito d’imposta investimenti agricoltura.

    Un credito pensato per i comparti agricolo e ittico

    I commi da 454 a 459 introducono un credito d’imposta settoriale a favore delle imprese della produzione primaria di prodotti agricoli e dei settori della pesca e dell’acquacoltura. L’obiettivo dichiarato è sostenere la transizione tecnologica di comparti esclusi dal nuovo iperammortamento dei commi 427-436, riservato agli altri titolari di reddito d’impresa. I beni agevolabili sono quelli degli allegati IV e V della legge: macchinari, attrezzature e software con caratteristiche 4.0, funzionali alla trasformazione digitale ed ecologica del settore, acquistati anche in leasing.

    A differenza dell’iperammortamento, qui il beneficio è un credito d’imposta e non una maggiorazione del costo deducibile: vale il 40% della spesa, entro il tetto di 1 milione di euro di investimento, e si utilizza esclusivamente in compensazione tramite F24 a partire dall’anno successivo a quello in cui la spesa è sostenuta. Il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile né del valore della produzione ai fini IRAP.

    C’è però un limite di sistema da conoscere subito: lo stanziamento è di soli 2,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Un plafond così contenuto significa che non tutte le richieste potranno essere soddisfatte: il decreto attuativo (MASAF, di concerto con MIMIT e MEF) definisce le procedure di concessione proprio per assicurare il rispetto del limite di spesa. L’aliquota e i massimali, invece, sono già fissati dalla legge e non dipendono dal decreto.

    Cosa verificare prima di programmare l'investimento

    • L’appartenenza dell’impresa al perimetro soggettivo: produzione primaria agricola, pesca, acquacoltura.
    • Che il bene rientri negli allegati IV o V della L. 199/2025 e sia nuovo.
    • Che lo stesso investimento non benefici già dell’iperammortamento, della ZES unica o del credito ex art. 1, c. 446, L. 207/2024 (divieto di cumulo, comma 456).
    • Le fatture e i documenti di trasporto devono riportare il riferimento espresso ai commi 454-459 della L. 199/2025.
    • Serve la certificazione delle spese da parte del soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

    Caso 1 – Tizio, azienda agricola che compra un trattore

    Scenario. Tizio gestisce un’azienda agricola in produzione primaria e nell’aprile 2026 acquista un trattore nuovo a guida assistita, interconnesso ai sistemi aziendali e rientrante nell’allegato IV, per 120.000 euro. Vuole sapere quanto vale il credito dei commi 454-459 e quando può usarlo.

    Come si legge in pratica. La spesa di 120.000 euro è ampiamente sotto il tetto di 1 milione: il credito è pari al 40%, cioè 48.000 euro, utilizzabile in compensazione F24 dal 2027 (anno successivo a quello della spesa). Tizio deve farsi indicare in fattura e nel documento di trasporto il riferimento ai commi 454-459 della L. 199/2025 e far certificare l’effettivo sostenimento della spesa dal revisore legale. Resta l’incognita del plafond nazionale di 2,1 milioni l’anno: conviene seguire le procedure del decreto attuativo appena operative, perché a risorse esaurite il credito non spetta più.

    In pratica

    • Spesa: 120.000 euro (trattore allegato IV, nuovo).
    • Credito: 40% = 48.000 euro, in F24 dal 2027.
    • Fattura e DDT con dicitura commi 454-459 L. 199/2025 + certificazione del revisore.

    Caso 2 – Caio e il divieto di cumulo

    Scenario. Caio, titolare di un’impresa agricola con sede in area ZES, aveva pensato di sommare sullo stesso macchinario il credito agricoltura e il credito ZES unica.

    Come si legge in pratica. Non è possibile: il comma 456 vieta il cumulo con l’iperammortamento (commi 427-436), con la ZES unica e con il credito ex art. 1, c. 446, L. 207/2024. Caio deve scegliere un solo binario per quell’investimento. Il confronto ora si può fare con i numeri: il credito agricoltura vale il 40% su spesa fino a 1 milione, ma sconta un plafond nazionale molto piccolo; il credito ZES ha aliquote teoriche fino al 60% ma richiede un investimento minimo di 200.000 euro e le proprie finestre di comunicazione. La scelta dipende da importo, tempi e settore dell’investimento. Il cumulo con altre agevolazioni sui medesimi costi resta possibile solo se non si supera il costo sostenuto.

    Attenzione

    • Vietato cumulare con iperammortamento, ZES unica e credito L. 207/2024 c. 446.
    • Per ogni investimento si sceglie un solo binario.
    • Il confronto va fatto su aliquota, soglie di accesso e plafond disponibile.

    Caso 3 – Sempronio, impresa di acquacoltura

    Scenario. Sempronio gestisce un impianto di acquacoltura e nel 2026 investe 200.000 euro in impianti di ossigenazione e monitoraggio 4.0 riconducibili all’allegato IV. Si chiede se il suo settore sia incluso e quanto gli spetta.

    Come si legge in pratica. Sì: il perimetro dei commi 454-459 comprende la produzione primaria di prodotti agricoli e i settori della pesca e dell’acquacoltura, proprio per coprire i comparti esclusi dall’iperammortamento. Su 200.000 euro di spesa ammissibile il credito è pari al 40%, cioè 80.000 euro, compensabile in F24 dall’anno successivo. Anche per Sempronio valgono la dicitura in fattura, la certificazione del revisore e la corsa al plafond: con 2,1 milioni l’anno a livello nazionale, la tempestività nella procedura di concessione è parte della pianificazione.

    Perimetro

    • Inclusi: produzione agricola primaria, pesca, acquacoltura.
    • Spesa 200.000 euro → credito 80.000 euro (40%), F24 dall’anno successivo.
    • Plafond nazionale 2,1 mln/anno: risorse limitate, procedura nel decreto attuativo.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Chi può usare il credito d'imposta per l'agricoltura 2026?

    Le imprese della produzione primaria di prodotti agricoli e dei settori della pesca e dell’acquacoltura, secondo il perimetro dei commi 454-459 della Legge di Bilancio 2026. Sono i comparti esclusi dal nuovo iperammortamento dei commi 427-436.

    Quanto vale il credito d'imposta?

    Il 40% del costo di acquisizione dei beni agevolabili (allegati IV e V della L. 199/2025), su una spesa massima di 1 milione di euro, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028. Aliquota e massimali sono fissati direttamente dalla legge; il decreto attuativo disciplina solo le procedure di concessione, necessarie perché il plafond nazionale è di 2,1 milioni di euro l’anno.

    Quando e come si utilizza il credito?

    Esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a partire dall’anno successivo a quello in cui la spesa agevolabile è stata sostenuta. Servono la dicitura dei commi 454-459 in fattura e nei documenti di trasporto e la certificazione delle spese da parte del revisore legale.

    Posso cumularlo con l'iperammortamento o con il credito ZES?

    No. Il comma 456 vieta il cumulo con l’iperammortamento (commi 427-436), con la ZES unica e con il credito ex art. 1, c. 446, L. 207/2024. Sullo stesso investimento si sceglie un solo binario agevolativo; con altre agevolazioni il cumulo è ammesso solo entro il costo sostenuto.

    Il credito fa reddito imponibile?

    No: non concorre alla formazione del reddito imponibile né del valore della produzione ai fini IRAP. È un beneficio netto, il cui unico vincolo di fruizione è la capienza dei versamenti da compensare in F24.

  • Spese sanitarie e ausili per disabili: detrazione 19% senza franchigia

    In sintesi

    • Aliquota: 19% sull’intero importo speso – nessuna franchigia da scalare (diversamente dalle spese sanitarie ordinarie che scontano 129,11 euro)
    • Cosa rientra: mezzi per accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento; sussidi tecnici e informatici per l’autosufficienza e l’integrazione
    • Chi ne beneficia: persone riconosciute con disabilità dalla Commissione medica (L. 104/1992) o da altre commissioni pubbliche (invalidi civili, di lavoro, di guerra)
    • Autocertificazione ammessa: le persone con disabilità possono attestare le proprie condizioni con dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio
    • Rigo del 730: E3, codice onere 3 nella Certificazione Unica
    • Rigo E4 per veicoli: detrazione separata sull’acquisto di auto e moto adattate, nel limite di 18.075,99 euro, una sola volta ogni quattro anni

    Spese sanitarie per disabili: come funziona la detrazione

    Se tu o un tuo familiare a carico avete una disabilità riconosciuta, le spese sanitarie sostenute per i mezzi di ausilio e i sussidi tecnici danno diritto a una detrazione del 19% senza alcuna franchigia. In altre parole, la detrazione si calcola sull’intero importo speso, non sulla parte eccedente i 129,11 euro come avviene per le spese sanitarie comuni.

    Le spese ammesse sono di due tipi. Il primo riguarda i mezzi per la mobilità: carrozzine, deambulatori, sollevatori, ausili per la locomozione e qualunque strumento necessario all’accompagnamento, alla deambulazione o al sollevamento della persona con disabilità. Il secondo riguarda i sussidi tecnici e informatici: dispositivi e strumenti che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione nella vita quotidiana e lavorativa.

    Per essere considerata persona con disabilità ai fini fiscali è necessario il riconoscimento da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104/1992, oppure da altre commissioni mediche pubbliche che certificano l’invalidità civile, di lavoro o di guerra. I grandi invalidi di guerra sono equiparati e non devono sottoporsi a ulteriori accertamenti. Chi ha già la documentazione rilasciata dai ministeri competenti può usarla direttamente.

    Riepilogo detrazioni spese sanitarie e ausili per disabilità
    Tipo di spesa Rigo 730 Detrazione Franchigia
    Mezzi deambulazione, locomozione, sollevamento E3 19% Nessuna – sull'intero importo
    Sussidi tecnici e informatici per autosufficienza E3 19% Nessuna – sull'intero importo
    Veicoli adattati (auto/moto) per disabilità E4 19% Tetto 18.075,99 euro, 1 veicolo ogni 4 anni
    Cane guida per non vedenti E5 19% Sull'intero importo, 1 cane ogni 4 anni

    Esempio pratico

    • Esempio: Tizio, riconosciuto invalido civile al 75%, acquista nel 2025 una carrozzina elettrica da 3.200 euro e un software di sintesi vocale da 800 euro (sussidio informatico per l’autosufficienza). Totale spesa: 4.000 euro. Detrazione del 19% sull’intero importo: 4.000 × 19% = 760 euro di imposta risparmiata. Se avesse sostenuto queste spese per un familiare fiscalmente a carico, la detrazione spetterebbe comunque a lui.

    Documenti necessari

    • Certificazione della disabilità rilasciata dalla Commissione medica (L. 104/1992) o da altra commissione pubblica
    • Fattura o ricevuta fiscale per ciascun mezzo di ausilio o sussidio tecnico acquistato
    • Per i sussidi tecnici e informatici: documentazione che attesti la finalità (accompagnamento, autosufficienza, integrazione)
    • In alternativa alla certificazione medica: dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio con copia del documento di identità
    • Per i veicoli (rigo E4): libretto di circolazione e fattura d’acquisto o di riparazione straordinaria

    Persona con disabilità fisica che acquista ausili per la mobilità

    Scenario. Caio ha una disabilità motoria riconosciuta dalla Commissione medica (L. 104). Nel 2025 acquista un deambulatore da 600 euro e fa riparare il sollevatore già in suo possesso con una spesa straordinaria di 400 euro. Paga tutto con bonifico.

    Come si applica. Entrambe le spese rientrano tra i mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento (rigo E3). La detrazione del 19% si applica sull’intero importo di 1.000 euro senza nessuna franchigia: risparmio fiscale di 1.000 × 19% = 190 euro. Per i sussidi tecnici come il sollevatore, la spesa di riparazione straordinaria è ammessa in detrazione.

    In pratica

    • Indica la spesa totale nel rigo E3 del modello 730 (codice onere 3)
    • Conserva le fatture e il certificato di disabilità
    • La detrazione spetta anche se il pagamento è in contanti per i dispositivi medici, ma è consigliabile usare mezzi tracciabili per documentare la spesa

    Figlio a carico con disabilità che usa sussidi informatici

    Scenario. Sempronia ha un figlio di 20 anni con disabilità sensoriale riconosciuta. Per sostenerlo nell’autosufficienza acquista: un software di comunicazione aumentativa (1.200 euro) e un dispositivo di ingrandimento per ipovedenti (500 euro). La spesa è pagata da Sempronia.

    Come si applica. I sussidi tecnici e informatici che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione rientrano nel rigo E3. Il figlio è fiscalmente a carico: Sempronia può detrarre l’intera spesa di 1.700 euro. Detrazione: 1.700 × 19% = 323 euro. Il documento di spesa può essere intestato al figlio oppure a Sempronia.

    In pratica

    • La spesa per familiari a carico con disabilità dà diritto alla detrazione al genitore che l’ha sostenuta
    • Conserva sia le fatture dei dispositivi sia la certificazione di disabilità del figlio
    • Se il documento è intestato al figlio, annota sulla fattura la percentuale di spesa sostenuta da ciascun genitore

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quale certificazione serve per accedere a questa detrazione?

    Il riconoscimento da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della L. n. 104/1992, oppure la certificazione di invalidità civile, di lavoro o di guerra rilasciata da altre commissioni mediche pubbliche. In alternativa è ammessa un’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio) accompagnata da copia del documento d’identità.

    Quali sussidi tecnici e informatici rientrano?

    Quelli che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione della persona con disabilità. Esempi tipici: software di sintesi vocale, dispositivi di ingrandimento per ipovedenti, comunicatori aumentativi, tastiere e mouse adattati. La chiave è che lo strumento serva concretamente a ridurre lo svantaggio derivante dalla disabilità.

    C'è una soglia massima di spesa detraibile?

    No. A differenza delle spese sanitarie ordinarie, per le spese sanitarie per disabili (rigo E3) non esiste un tetto di spesa né la franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% si applica all’intero importo speso.

    Posso detrarre le spese sostenute per un genitore non a carico ma con patologia esente?

    Le spese sanitarie per familiari non a carico con patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket vanno indicate nel rigo E2 (non E3), nel limite di 6.197,48 euro. Il rigo E3 è specifico per la disabilità riconosciuta ai sensi della L. 104.

    La detrazione per i veicoli è diversa?

    Sì. I veicoli adattati (o non adattati ma destinati a ciechi, sordi, persone con grave disabilità) vanno nel rigo E4. La detrazione del 19% si applica su un limite di 18.075,99 euro per un solo veicolo, ed è fruibile una sola volta ogni quattro anni.

    Posso rateizzare la spesa se è molto elevata?

    Per le spese al rigo E3 non è prevista la rateizzazione volontaria in quattro anni (quella è riservata alle spese ordinarie superiori a 15.493,71 euro nei righi E1/E2). Invece, per i veicoli (rigo E4), la rateizzazione in quattro quote annuali è espressamente ammessa.

    Vedi anche: Detrazione veicoli e ausili per disabili, Contrassegno disabili (CUDE), Spese mediche e assistenza disabili, Spese sanitarie per familiari a carico, Spese sanitarie oltre 15.493,71 euro e Congedo straordinario per assistere un familiare disabile (L. 104).

  • Art. 227 TUEL – Rendiconto della gestione

    Art. 227 TUEL – Articolo 227

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. La dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediante il rendiconto della gestione, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale.

    2. Il rendiconto della gestione è deliberato entro il 30 aprile dell’anno successivo dall’organo consiliare, tenuto motivatamente conto della relazione dell’organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell’organo consiliare prima dell’inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità. 95

    2-bis. In caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione entro il termine del 30 aprile dell’anno successivo, si applica la procedura prevista dal comma 2 dell’articolo 141. 95

    2-ter. Contestualmente al rendiconto, l’ente approva il rendiconto consolidato, comprensivo dei risultati degli eventuali organismi strumentali secondo le modalità previste dall’ art. 11, commi 8 e 9, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

    3. Nelle more dell’adozione della contabilità economico-patrimoniale, gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che si avvalgono della facoltà, prevista dall’art. 232, non predispongono il conto economico, lo stato patrimoniale e il bilancio consolidato.

    4. Ai fini del referto di cui all’ articolo 3, commi 4 e 7, della legge 14 gennaio 1994, n. 20 , e del consolidamento dei conti pubblici, la Sezione enti locali potrà richiedere i rendiconti di tutti gli altri enti locali.

    5. 5. Al rendiconto della gestione sono allegati i documenti previsti dall’ art. 11 comma 4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni, ed i seguenti documenti: a) l’elenco degli indirizzi internet di pubblicazione del rendiconto della gestione, del bilancio consolidato deliberati e relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, dei rendiconti e dei bilanci consolidati delle unioni di comuni di cui il comune fa parte e dei soggetti considerati nel gruppo “amministrazione pubblica” di cui al principio applicato del bilancio consolidato allegato al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce. Tali documenti contabili sono allegati al rendiconto della gestione qualora non integralmente pubblicati nei siti internet indicati nell’elenco; b) la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale; c) il piano degli indicatori e dei risultati di bilancio.

    6. Gli enti locali di cui all’articolo 2 inviano telematicamente alle Sezioni enti locali il rendiconto completo di allegati, le informazioni relative al rispetto del patto di stabilità interno, nonché i certificati del conto preventivo e consuntivo. Tempi, modalità e protocollo di comunicazione per la trasmissione telematica dei dati sono stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Conferenza Stato, città e autonomie locali e la Corte dei conti.

    6-bis. Nel sito internet dell’ente, nella sezione dedicata ai bilanci, è pubblicata la versione integrale del rendiconto della gestione, comprensivo anche della gestione in capitoli, dell’eventuale rendiconto consolidato, comprensivo della gestione in capitoli ed una versione semplificata per il cittadino di entrambi i documenti.

    6-ter. I modelli relativi alla resa del conto da parte degli agenti contabili sono quelli previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194 . Tali modelli sono aggiornati con le procedure previste per l’aggiornamento degli allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.

    6-quater. Contestualmente all’approvazione del rendiconto, la giunta adegua, ove necessario, i residui, le previsioni di cassa e quelle riguardanti il fondo pluriennale vincolato alle risultanze del rendiconto, fermo restando quanto previsto dall’art. 188, comma 1, in caso di disavanzo di amministrazione.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.