Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
1. L’organo di revisione economico-finanziaria dell’ente provvede con cadenza trimestrale alla verifica ordinaria di cassa, alla verifica della gestione del servizio di tesoreria e di quello degli altri agenti contabili di cui all’articolo 233.
2. Il regolamento di contabilità può prevedere autonome verifiche di cassa da parte dell’amministrazione dell’ente.
1. Le norme del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , che disciplinano la decadenza per non uso si applicano ai marchi già concessi alla data di entrata in vigore dello stesso decreto legislativo, purché non ancora decaduti a tale data. Nota all’art. 235: – Per il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , si veda la nota all’art. 231.
Aliquota: 19% sulla spesa sostenuta per l’iscrizione annuale o l’abbonamento
Chi ne beneficia: ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni (anche se il compleanno cade nel corso del 2025)
Massimale: fino a 1.000 euro per ciascun ragazzo; se hai più figli iscritti, il limite si applica a ognuno separatamente
Limite di reddito: la detrazione spetta solo se il tuo reddito complessivo non supera 36.000 euro (incluso eventuale reddito da cedolare secca)
Strutture ammesse: conservatori di musica, istituzioni AFAM legalmente riconosciute, scuole di musica iscritte nei registri regionali, cori, bande e scuole di musica riconosciute da una pubblica amministrazione
Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta di debito/credito o assegno – il contante non dà diritto alla detrazione
Come funziona la detrazione per conservatori e scuole di musica
Se hai iscritto tuo figlio a un conservatorio, a una scuola AFAM o a una banda musicale, puoi recuperare il 19% della spesa in dichiarazione dei redditi. La detrazione è stata pensata per sostenere le famiglie che investono nella formazione musicale dei ragazzi, al di là della scuola dell’obbligo.
L’agevolazione riguarda le iscrizioni annuali e gli abbonamenti, non i singoli corsi spot. Le strutture devono essere formalmente riconosciute: conservatori statali, istituzioni AFAM (alta formazione artistica, musicale e coreutica) riconosciute ai sensi della legge n. 508/1999, scuole di musica iscritte nei registri regionali, oppure cori e bande riconosciuti da una pubblica amministrazione.
C’è una condizione fondamentale: il tuo reddito complessivo – sommando anche eventuali redditi da affitti in cedolare secca – non deve superare 36.000 euro. Sopra quella soglia la detrazione non spetta, senza possibilità di fruirne parzialmente.
Riepilogo detrazione spese conservatorio/AFAM
Voce
Importo / Condizione
Aliquota detrazione
19%
Massimale di spesa per ragazzo
1.000 euro
Età ammessa del ragazzo
da 5 a 18 anni
Limite reddito complessivo dichiarante
non superiore a 36.000 euro
Pagamento ammesso
tracciabile (bonifico, carta, assegno)
Esempio pratico
Esempio: Tizio ha un figlio di 12 anni iscritto a un conservatorio. Ha pagato 900 euro di quota annuale con bonifico. Reddito complessivo di Tizio: 28.000 euro (sotto la soglia). Detrazione spettante: 900 × 19% = 171 euro di imposta in meno. Se la figlia di Tizio fosse iscritta anche a una scuola di musica riconosciuta dalla regione, Tizio potrebbe detrarre fino ad altri 1.000 euro per la seconda figlia, compilando un rigo separato nel modello 730.
Documenti necessari
Ricevuta o fattura di pagamento dell’iscrizione annuale o abbonamento, intestata al genitore o al figlio a carico
Estratto conto bancario o ricevuta carta di pagamento che attesti il pagamento tracciabile
Documentazione dell’istituzione che attesti il riconoscimento legale (conservatorio statale, registro regionale, ecc.)
Codice fiscale del ragazzo da indicare nel modello 730
Figlio unico iscritto a un conservatorio statale
Scenario. Caio ha una figlia di 15 anni iscritta al Conservatorio di Musica della propria città. Ha pagato 800 euro annui di retta con bonifico bancario. Il suo reddito complessivo è 31.000 euro.
Come si applica. La struttura (conservatorio statale) rientra tra quelle ammesse. Il reddito è sotto i 36.000 euro. La spesa di 800 euro è sotto il massimale di 1.000 euro per ragazzo. Caio può portare in detrazione l’intera spesa di 800 euro, ricavando una riduzione di imposta pari a 800 × 19% = 152 euro.
In pratica
Conserva la ricevuta di pagamento con il bonifico effettuato
Indica la spesa nei righi da E8 a E10 del modello 730 con il codice onere 45
Se la spesa è divisa tra i genitori, annotate la percentuale di ciascuno sul documento
Due figli iscritti a strutture diverse
Scenario. Sempronia ha due figli: uno di 10 anni iscritto a una scuola di musica regionale (spesa 700 euro) e uno di 17 anni che suona nella banda municipale (quota associativa 400 euro). Reddito complessivo: 34.000 euro.
Come si applica. Entrambe le strutture rientrano nei tipi ammessi. Il reddito è sotto la soglia. Sempronia può detrarre 700 euro per il primo figlio e 400 euro per il secondo, compilando due righi separati nel 730. Detrazione totale: (700 + 400) × 19% = 209 euro.
In pratica
Compila un rigo da E8 a E10 per ciascun ragazzo, con codice 45 e la spesa riferita a quel ragazzo
Anche una banda o un coro riconosciuto da Comune o Regione è un’istituzione ammessa
Il limite di 1.000 euro si applica singolarmente a ogni ragazzo, non al totale familiare
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il 19% di 1.000 euro, cioè al massimo 190 euro di imposta risparmiata per ciascun ragazzo.
Vale anche per i corsi privati di un insegnante singolo?
No. L’agevolazione riguarda solo le iscrizioni a istituzioni riconosciute: conservatori, scuole AFAM, scuole di musica nei registri regionali, cori e bande riconosciuti da una pubblica amministrazione. I corsi tenuti da privati non rientrano.
Cosa succede se il figlio compie 18 anni durante il 2025?
Nessun problema: secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 34/E del 2008), se il ragazzo raggiunge il limite di età nel corso dell’anno d’imposta la detrazione spetta per l’intero anno.
Posso detrarre la spesa se il documento è intestato a mio figlio?
Sì. La spesa sostenuta per i familiari fiscalmente a carico dà diritto alla detrazione anche se la ricevuta è intestata al figlio. In quel caso, i genitori devono ripartire la spesa in base a quanto hanno effettivamente pagato ciascuno.
Cosa succede se il mio reddito supera i 36.000 euro?
La detrazione non spetta. Diversamente da altre agevolazioni, qui non esiste una riduzione proporzionale: il superamento del limite fa perdere il beneficio per intero.
È necessario il pagamento tracciabile?
Sì. Dal 2020, per ottenere la detrazione del 19%, la spesa deve essere pagata con strumenti tracciabili: bonifico, carta di credito, carta di debito, carte prepagate o assegni. Il pagamento in contanti non dà diritto alla detrazione.
Art. 237 Undecies Cod. Amb. – (Coincenerimento di rifiuti animali rientranti nell’ambito di applicazione del regolamento n. 1069/2009/UE)
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. Il coincenerimento dei prodotti trasformati derivanti da materiali di categoria 1, 2 e 3 di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 , è autorizzato secondo le disposizioni degli articoli 237-quinquies e 237-sexies, a condizione che siano rispettati i requisiti, le modalità di esercizio e le prescrizioni di cui all’Allegato
3. 2. La domanda per il rilascio delle autorizzazioni è inviata anche alla Azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente.
3. Nella documentazione di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 1° aprile 1998, n. 148 , e nel Modello unico di dichiarazione ambientale, di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70 , e successive modificazioni, deve essere indicato, nella parte relativa all’individuazione e classificazione dei rifiuti di cui al presente articolo, il codice dell’Elenco europeo dei rifiuti; 020203 ‘Scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazioné.
Art. 93 D.Lgs. 175/2024 – Estinzione del processo per rinuncia al ricorso
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Il processo si estingue per rinuncia al ricorso.
2. Il ricorrente che rinuncia deve rimborsare le spese alle altre parti salvo diverso accordo fra loro. La liquidazione è fatta dal presidente della sezione o dalla corte di giustizia tributaria con ordinanza non impugnabile.
3. La rinuncia non produce effetto se non è accettata dalle parti costituite che abbiano effettivo interesse alla prosecuzione del processo.
4. La rinuncia e l'accettazione, ove necessaria, sono sottoscritte dalle parti personalmente o da loro procuratori speciali, nonché, se vi sono, dai rispettivi difensori e si depositano nella segreteria della corte di giustizia tributaria.
5. Il presidente della sezione o la corte di giustizia tributaria, se la rinuncia e l'accettazione, ove necessaria, sono regolari, dichiarano l'estinzione del processo. Si applica l'ultimo comma dell'articolo 94.
1. Il tesoriere, su richiesta dell’ente corredata dalla deliberazione della giunta, concede allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio. 136
2. Gli interessi sulle anticipazioni di tesoreria decorrono dall’effettivo utilizzo delle somme con le modalità previste dalla convenzione di cui all’articolo 210.
2-bis. Per gli enti locali in dissesto economico-finanziario ai sensi dell’articolo 246, che abbiano adottato la deliberazione di cui all’articolo 251, comma 1, e che si trovino in condizione di grave indisponibilità di cassa, certificata congiuntamente dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione, il limite massimo di cui al comma 1 del presente articolo è elevato a cinque dodicesimi fino al raggiungimento dell’equilibrio di cui all’articolo 259 e, comunque, per non oltre cinque anni, compreso quello in cui è stato deliberato il dissesto. È fatto divieto ai suddetti enti di impegnare tali maggiori risorse per spese non obbligatorie per legge e risorse proprie per partecipazione ad eventi o manifestazioni culturali e sportive, sia nazionali che internazionali.
Art. 237 Decies Cod. Amb. – (Coincenerimento di olii usati)
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. È vietato il coincenerimento di oli usati contenenti PCB/PCT e loro miscele in misura eccedente le 50 parti per milione. Tale divieto deve essere espressamente menzionato nell’autorizzazione concessa dall’autorità competente ad impianti di coincenerimento che utilizzano rifiuti pericolosi.
2. Il coincenerimento di olii usati, fermo restando il divieto di cui al comma 1, è autorizzato secondo le disposizioni del presente titolo, a condizione che siano rispettate le seguenti ulteriori prescrizioni: a) gli oli usati come definiti all’articolo 183, comma 1, lettera c), siano conformi ai seguenti requisiti: 1) la quantità di policlorodifenili (PCB) di cui al decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 , e successive modificazioni, e degli idrocarburi policlorurati presenti concentrazioni non superiori a 50 ppm; 2) questi rifiuti non siano resi pericolosi dal fatto di contenere altri costituenti elencati nell’Allegato D alla Parte Quarta, in quantità o concentrazioni incompatibili con gli obiettivi previsti dall’articolo 177, comma 4; 3) il potere calorifico inferiore sia almeno 30 MJ per chilogrammo; b) la potenza termica nominale della singola apparecchiatura dell’impianto in cui sono alimentati gli oli usati come combustibile sia pari o superiore a 6 MW.
Art. 234 CPI – Trasferimento e licenza del marchio
D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato
1. Le norme del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , che disciplinano il trasferimento e la licenza del marchio si applicano anche ai marchi già concessi, ma non ai contratti conclusi prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 . Nota all’art. 234: – Per il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , si veda la nota all’art. 231.
Aliquota 50% sulle spese per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi destinati all’arredo dell’immobile ristrutturato.
Tetto di spesa 5.000 euro per unità immobiliare per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025 (comprensivo anche delle spese di arredo sostenute nell’anno precedente per lo stesso immobile).
Collegamento obbligatorio a un intervento di recupero del patrimonio edilizio già avviato: la data di inizio lavori di ristrutturazione deve essere anteriore alla data di acquisto dei mobili.
Classi energetiche minime per gli elettrodomestici acquistati dal 2022: forni ≥ A, lavatrici/lavasciugatrici/lavastoviglie ≥ E, frigoriferi/congelatori ≥ F.
Ripartizione in 10 rate annuali di pari importo; il limite di 5.000 euro è riferito alla singola unità immobiliare, a prescindere dal numero di contribuenti che partecipano alla spesa.
Pagamento tracciabile: bonifico bancario/postale o carta di credito/debito; non sono ammessi assegni, contanti o altri mezzi di pagamento non tracciabili.
Come funziona il bonus mobili nel 730/2026 (rigo E57)
Il bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione IRPEF del 50% riconosciuta ai contribuenti che acquistano mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi destinati all’arredo di un immobile oggetto di intervento di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione va indicata nel rigo E57 della Sezione III-C del quadro E del modello 730/2026.
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025 il tetto massimo di spesa agevolabile è di 5.000 euro per unità immobiliare (comprensiva delle pertinenze). Il limite è condiviso tra tutti i contribuenti che partecipano alla spesa per lo stesso immobile. La detrazione – pari al massimo a 2.500 euro (50% di 5.000) – è suddivisa in 10 rate annuali di pari importo da 250 euro ciascuna.
Il collegamento a un intervento edilizio è condizione necessaria: la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, ma non è richiesto che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo. Gli interventi edilizi che danno accesso al bonus sono: manutenzione ordinaria sulle parti comuni, manutenzione straordinaria e ristrutturazione su parti comuni e su singole unità immobiliari residenziali, ricostruzione o ripristino per eventi calamitosi, ristrutturazione di interi fabbricati da imprese costruttrici.
A partire dalle spese sostenute nel 2022 si applicano le nuove etichette energetiche europee per gli elettrodomestici: forni, classe energetica non inferiore ad A; lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe non inferiore a E; frigoriferi e congelatori, classe non inferiore a F. Per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica è sempre richiesta la classe minima. Il pagamento deve avvenire con bonifico bancario o postale (non è necessario il bonifico soggetto a ritenuta previsto per le spese edilizie) oppure con carta di credito o di debito; non sono ammessi assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
Bonus mobili 2025 – riepilogo delle condizioni
Parametro
Valore
Aliquota di detrazione
50%
Limite di spesa (spese 2024-2025)
5.000 euro per unità immobiliare
Detrazione massima fruibile
2.500 euro (50% di 5.000 euro)
Ripartizione
10 rate annuali di pari importo
Classe energetica minima – forni
A
Classe energetica minima – lavatrici, lavasciugatrici, lavastoviglie
E
Classe energetica minima – frigoriferi e congelatori
F
Pagamento ammesso
Bonifico bancario/postale o carta di credito/debito
Esempio pratico
Tizio ristruttura il proprio appartamento avviando i lavori a febbraio 2025. A giugno 2025 acquista un frigorifero di classe F (700 euro), una lavastoviglie di classe E (500 euro) e mobili per la cucina (2.800 euro), per un totale di 4.000 euro. Il limite di 5.000 euro non è superato. Detrazione: 4.000 × 50% = 2.000 euro, fruibile in 10 rate da 200 euro l’anno. Se Tizio avesse speso 6.000 euro, avrebbe potuto detrarre solo il 50% di 5.000 euro = 2.500 euro.
Documenti necessari
Fatture di acquisto dei beni con specificazione di natura, qualità e quantità (mobili e grandi elettrodomestici)
Ricevute dei bonifici bancari o postali oppure ricevute telematiche di avvenuta transazione con carta di credito o debito
Documentazione attestante la data di inizio dei lavori di ristrutturazione (SCIA, DIA, comunicazione al comune) anteriore alla data di acquisto dei mobili
Schede tecniche degli elettrodomestici acquistati, con indicazione della classe energetica
Acquisto di mobili e cucina durante la ristrutturazione dell'abitazione principale
Scenario. Sempronio avvia nel marzo 2025 la ristrutturazione del bagno della propria abitazione principale (intervento di manutenzione straordinaria su singola unità immobiliare residenziale). A settembre 2025 acquista mobili e arredi per il bagno ristrutturato per un importo di 3.200 euro e una lavasciugatrice di classe E per 800 euro, in tutto 4.000 euro.
Come si applica. L’intervento di manutenzione straordinaria avviato a marzo 2025 è valido come intervento edilizio collegato. La data di inizio lavori (marzo) è anteriore all’acquisto degli arredi (settembre). Il totale di spesa è 4.000 euro, entro il limite di 5.000 euro. Detrazione: 4.000 × 50% = 2.000 euro in 10 rate da 200 euro. La lavasciugatrice di classe E rispetta la soglia minima.
In pratica
Conservare la ricevuta del pagamento tramite bonifico o carta (non è necessario il bonifico parlante con ritenuta usato per i lavori edilizi)
Le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati sono incluse nel bonus
Il limite di 5.000 euro vale per l’unità immobiliare: se Sempronio e il coniuge partecipano entrambi alla spesa, il totale agevolabile resta comunque 5.000 euro diviso in base alle quote di spesa effettiva di ciascuno
Acquisto elettrodomestici per appartamento ristrutturato ereditato
Scenario. Caio ha ereditato nel 2024 un appartamento in cui il de cuius aveva già avviato lavori di ristrutturazione edilizia. Caio ha proseguito i lavori e nel 2025 acquista un frigorifero di classe G (600 euro) e mobili per 2.000 euro.
Come si applica. Il frigorifero di classe G non rispetta la classe minima F richiesta per i frigoriferi acquistati dal 2022: la spesa relativa al frigorifero non è agevolabile. I mobili (2.000 euro) sono invece ammissibili. Detrazione sui soli mobili: 2.000 × 50% = 1.000 euro in 10 rate da 100 euro.
In pratica
Prima di acquistare un elettrodomestico verificare la classe energetica sull’etichetta energetica europea: per i frigoriferi è richiesta almeno la classe F
Gli elettrodomestici con classe inferiore al minimo richiesto sono esclusi dall’agevolazione, anche se acquistati per un immobile ristrutturato
Per l’immobile ereditato va indicata in colonna 5 della Sezione III-A il codice ‘4’ (acquisto, eredità o donazione nell’anno 2025)
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Qual è il tetto massimo di spesa per il bonus mobili nel 2025?
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025 il limite è di 5.000 euro per unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze. Il limite è condiviso tra tutti i contribuenti che partecipano alla spesa per lo stesso immobile.
Il bonus mobili vale senza una ristrutturazione in corso?
No. Il bonus mobili richiede che sia stato avviato un intervento di recupero del patrimonio edilizio sull’immobile. La data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere anteriore a quella di acquisto dei mobili, ma le spese di ristrutturazione non devono necessariamente essere sostenute prima di quelle per l’arredo.
Quali elettrodomestici sono ammessi?
Sono ammessi i grandi elettrodomestici nuovi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti, forni a microonde, radiatori e ventilatori elettrici. Dal 2022 devono rispettare le classi minime: forni ≥ A, lavatrici/lavasciugatrici/lavastoviglie ≥ E, frigoriferi/congelatori ≥ F.
Con quale mezzo si deve pagare?
Il pagamento deve avvenire con bonifico bancario o postale (non è necessario il bonifico soggetto a ritenuta usato per i lavori edilizi) oppure con carta di credito o di debito. Non sono ammessi assegni bancari, contanti o altri mezzi non tracciabili.
In quante rate va suddivisa la detrazione del bonus mobili?
La detrazione è suddivisa in 10 rate annuali di pari importo a partire dall’anno in cui le spese sono sostenute. La rata annua massima è di 250 euro (50% di 5.000 euro diviso 10).
Il bonus mobili si può sommare ad altri bonus casa?
Il bonus mobili (rigo E57) è compatibile con la detrazione per ristrutturazione edilizia (Sezione III-A) dello stesso immobile. Non è invece cumulabile con il bonus arredo giovani coppie (rigo E58) per l’arredo della medesima unità abitativa.
1. I titoli di proprietà dell’ente, ove consentito dalla legge, sono gestiti dal tesoriere con versamento delle cedole nel conto di tesoreria alle loro rispettive scadenze.
2. Il tesoriere provvede anche alla riscossione dei depositi effettuati da terzi per spese contrattuali, d’asta e cauzionali a garanzia degli impegni assunti, previo rilascio di apposita ricevuta, diversa dalla quietanza di tesoreria, contenente tutti gli estremi identificativi dell’operazione.
3. Il regolamento di contabilità dell’ente locale definisce le procedure per i prelievi e per le restituzioni.
1. I marchi di impresa registrati prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , sono soggetti, in quanto alle cause di nullità, alle norme di legge anteriori.
2. Non può essere dichiarata la nullità del marchio se anteriormente alla proposizione della domanda principale o riconvenzionale di nullità, il segno, a seguito dell’uso che ne sia stato fatto, abbia acquistato carattere distintivo.
3. Non può essere dichiarata la nullità del marchio se il marchio anteriore sia scaduto da oltre due anni ovvero tre se si tratta di marchio collettivo o possa considerarsi decaduto per non uso anteriormente alla proposizione della domanda principale o riconvenzionale di nullità.
4. Ai fini dell’applicazione dell’ articolo 48 del regio decreto 29 giugno 1942, n. 929 , come sostituito dal decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore dello stesso. Note all’art. 233: – Per il dereto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480, si veda la nota all’art.
231. – Il testo dell’ art. 48 del regio decreto 21 giugno 1942, n. 929 , «Testo delle disposizioni legislative in materia di marchi registrati», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 agosto 1942, n. 203, è il seguente: «Art.
48. –
1. Il titolare di un marchio d’impresa anteriore ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettere d), e), g) e h), e il titolare di un diritto di preuso che importi notorietà non puramente locale, i quali abbiano, durante cinque anni consecutivi, tollerato, essendone a conoscenza, l’uso di un marchio posteriore registrato uguale o simile, non possono domandare la dichiarazione di nullità del marchio posteriore né opporsi all’uso dello stesso per i prodotti o servizi in relazione ai quali il detto marchio è stato usato sulla base del proprio marchio anteriore o del proprio preuso, salvo il caso in cui il marchio posteriore sia stato domandato in malafede. Il titolare del marchio posteriore non può opporsi all’uso di quello anteriore o alla continuazione del preuso.
2. La preclusione all’azione di nullità di cui al comma 1 si estende anche ai terzi.
3. La disciplina del comma 1 si applica anche al caso di marchio registrato in violazione dell’art. 18, comma 1, lettera f), e dell’art. 21.».
Art. 237 Novies Cod. Amb. – Modifica delle condizioni di esercizio e modifica sostanziale dell’attività
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. Per determinate categorie di rifiuti o determinati processi termici, l’autorità competente può, in sede di autorizzazione, prevedere espressamente l’applicazione di prescrizioni diverse da quelle riportate ai commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell’articolo 237-octies, nonché, per quanto riguarda la temperatura, di cui al comma 11 dell’articolo 237-octies, purché nell’impianto di incenerimento e di coincenerimento siano adottate tecniche tali da assicurare: a) il rispetto dei valori limite di emissione fissati nell’Allegato 1, parte A, per l’incenerimento e Allegato 2, parte A, per il coincenerimento; b) che le condizioni d’esercizio autorizzate non diano luogo ad una maggior quantità di residui o a residui con un più elevato tenore di inquinanti organici rispetto ai residui ottenibili applicando le prescrizioni di cui all’articolo
237-octies. 1-bis. Per le emissioni di carbonio organico totale e monossido di carbonio degli impianti di coincenerimento dei rifiuti, autorizzati a modificare le condizioni di esercizio, è comunque assicurato il rispetto dei valori limite di emissione fissati nell’Allegato 1, paragrafo A .
2. Le autorità competenti comunicano Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare tutte le condizioni di esercizio autorizzate ai sensi del presente articolo e i risultati delle verifiche effettuate anche alla luce delle relazioni annuali di cui all’articolo 237-septiesdecies. Il Ministero provvede a comunicare alla Commissione europea le informazioni ricevute nell’ambito delle relazioni di cui all’articolo 29-terdecies.
3. Se un impianto di incenerimento dei rifiuti o di un impianto di coincenerimento dei rifiuti tratta esclusivamente rifiuti non pericolosi, la modifica dell’attività che comporti l’incenerimento o il coincenerimento di rifiuti pericolosi è considerata sostanziale.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.