Testo dell'articoloVigente
Art. 56 D.Lgs. 79/2011 – Conferenza nazionale del turismo
Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79)
1. La Conferenza nazionale del turismo è indetta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato almeno ogni due anni ed è organizzata d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Sono convocati per la Conferenza: i rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato, della Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Sindaco di Roma capitale, i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), dell’Unione delle province d’Italia (UPI) e dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (UNCEM), del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), di UNIONCAMERE, dell’ISTAT e delle altre autonomie territoriali e funzionali, i rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative degli imprenditori turistici, dei consumatori, del turismo sociale, delle associazioni pro loco, delle associazioni senza scopo di lucro operanti nel settore del turismo, delle associazioni ambientaliste e animaliste, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.
3. La Conferenza esprime orientamenti per la definizione e gli aggiornamenti del documento contenente le linee guida del piano strategico nazionale. 3-bis. Il documento contenente le linee guida del piano strategico nazionale contiene, altresì, una sezione per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico di Roma capitale. Le connesse linee guida sono attuate dal Sindaco di Roma capitale d’intesa con il Ministro con delega al turismo e le competenti amministrazioni dello Stato e delle Regioni, sentite le associazioni di cui al comma 2.
4. La Conferenza, inoltre, ha lo scopo di verificare l’attuazione delle linee guida, con particolare riferimento alle politiche turistiche e a quelle intersettoriali riferite al turismo, e di favorire il confronto tra le istituzioni e le rappresentanze del settore. Gli atti conclusivi di ciascuna Conferenza sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti.
5. Agli oneri derivanti dal funzionamento della Conferenza si provvede nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri afferenti il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, con le risorse allo scopo trasferite ai sensi del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233. articolo precedente articolo successivo
In sintesi
Indice dei contenuti
La Conferenza come sede di concertazione della politica turistica nazionale
L'articolo 56 del Codice del turismo istituzionalizza la Conferenza nazionale del turismo come luogo periodico di confronto e orientamento politico sulla strategia turistica del Paese. La cadenza biennale e' una scelta equilibrata: abbastanza frequente da consentire un aggiornamento continuo delle linee guida e la verifica dell'attuazione delle politiche, ma abbastanza distanziata da permettere di valutare i risultati nel medio termine. La Conferenza non ha poteri deliberativi diretti, ma la sua funzione orientativa - attraverso la formulazione di indirizzi per il piano strategico nazionale - e' politicamente rilevante e alimenta il ciclo di programmazione del settore.
La composizione plurale della Conferenza
Il comma 2 elenca in modo dettagliato i soggetti convocati per la Conferenza, delineando un modello di governance partecipata che coinvolge tutti i livelli istituzionali (Presidenza del Consiglio, regioni, province autonome, Roma capitale, ANCI, UPI, UNCEM) e le principali rappresentanze della societa' civile e dell'economia: CNEL, UNIONCAMERE, ISTAT, associazioni degli imprenditori turistici, associazioni dei consumatori, turismo sociale, associazioni pro loco - che rappresentano il tessuto capillare della promozione turistica locale - associazioni ambientaliste e animaliste, organizzazioni sindacali dei lavoratori. Questa composizione rispecchia la natura trasversale del turismo come settore che interseca economia, lavoro, ambiente, cultura e tutela dei consumatori.
Il piano strategico nazionale e la sezione Roma capitale
Il comma 3 attribuisce alla Conferenza la funzione di orientare le linee guida del piano strategico nazionale del turismo, che e' il principale strumento di programmazione della politica turistica italiana a livello centrale. Il comma 3-bis, aggiunto successivamente, introduce una sezione specifica per Roma capitale nel documento contenente le linee guida: il sindaco di Roma, d'intesa con il Ministro delegato e le competenti amministrazioni statali e regionali, e' responsabile dell'attuazione delle linee guida relative al sistema turistico della capitale.
La funzione di verifica e il raccordo parlamentare
Il comma 4 aggiunge una funzione di controllo: la Conferenza verifica l'attuazione delle linee guida già approvate, con particolare attenzione alle politiche turistiche e a quelle intersettoriali - cultura, infrastrutture, ambiente, sicurezza - che riguardano il turismo. Gli atti conclusivi di ciascuna Conferenza sono trasmessi alle commissioni parlamentari competenti, assicurando il raccordo con il Parlamento e la trasparenza democratica del processo.
Casi pratici
Caso 1: Contributo di un'associazione di categoria alla Conferenza
Federalberghi, in qualita' di associazione maggiormente rappresentativa degli imprenditori alberghieri, viene convocata alla Conferenza nazionale del turismo ai sensi dell'articolo 56 comma 2. Presenta un documento con le proprie proposte sullo sviluppo della classificazione alberghiera e sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi, contribuendo alla formazione degli orientamenti per il piano strategico nazionale.
Caso 2: Verifica dell'attuazione del piano nella Conferenza successiva
Nella Conferenza nazionale svoltasi due anni dopo la precedente, il Dipartimento per il turismo presenta il rapporto di verifica sull'attuazione delle linee guida: incremento dei flussi turistici verso le destinazioni meno conosciute, stato di avanzamento dei circuiti di eccellenza, risultati delle politiche di destagionalizzazione. La Conferenza valuta i risultati e formula nuovi orientamenti per il prossimo ciclo di programmazione.
Caso 3: Sezione Roma capitale nel piano strategico
Nel documento di linee guida adottato a seguito della Conferenza, viene inserita una sezione specifica per Roma capitale con obiettivi di valorizzazione del patrimonio culturale e decongestione dei siti più visitati. Il sindaco di Roma, d'intesa con il Ministro delegato, adotta il piano locale di attuazione, coinvolgendo le associazioni di categoria e le istituzioni statali competenti per i siti nazionali.
Domande frequenti
Quanto spesso si tiene la Conferenza nazionale del turismo?
Almeno ogni due anni. L'articolo 56 prevede una cadenza biennale minima; nulla impedisce che sia convocata piu' frequentemente se necessario.
Chi partecipa alla Conferenza nazionale del turismo?
Una platea molto ampia: rappresentanti dello Stato, delle regioni e delle province autonome, del sindaco di Roma capitale, di ANCI, UPI, UNCEM, CNEL, UNIONCAMERE, ISTAT, delle associazioni degli imprenditori turistici, dei consumatori, del turismo sociale, delle pro loco, delle associazioni ambientaliste e animaliste, delle organizzazioni sindacali.
Le decisioni della Conferenza sono vincolanti?
No. La Conferenza esprime orientamenti per le linee guida del piano strategico nazionale e ne verifica l'attuazione, ma non adotta atti deliberativi vincolanti. I suoi atti conclusivi vengono trasmessi alle commissioni parlamentari competenti e alimentano il processo di programmazione politica.
Come si collega la Conferenza del turismo con il piano strategico nazionale?
La Conferenza ha la funzione specifica di orientare le linee guida del piano strategico nazionale del turismo - il principale strumento di programmazione a livello centrale - e di verificare l'attuazione di quelle gia' adottate. E' dunque il principale momento di partecipazione allargata al ciclo di pianificazione del settore.