Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 237 septies Cod. Amb. – (Consegna e ricezione dei rifiuti)

    Art. 237 Septies Cod. Amb. – (Consegna e ricezione dei rifiuti)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Il gestore dell’impianto di incenerimento o di coincenerimento adotta tutte le precauzioni necessarie riguardo alla consegna e alla ricezione dei rifiuti per evitare o limitare per quanto praticabile gli effetti negativi sull’ambiente, in particolare l’inquinamento dell’aria, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee nonché altri effetti negativi sull’ambiente, odori e rumore e i rischi diretti per la salute umana. Tali misure devono soddisfare almeno le prescrizioni di cui ai commi 3, 4 e

    5. 2. Prima dell’accettazione dei rifiuti nell’impianto di incenerimento o di coincenerimento, il gestore determina la massa di ciascun tipo di rifiuti, possibilmente individuati in base all’elenco europeo dei rifiuti.

    3. Prima dell’accettazione dei rifiuti pericolosi nell’impianto di incenerimento o nell’impianto di coincenerimento, il gestore raccoglie informazioni sui rifiuti al fine di verificare l’osservanza dei requisiti previsti dall’autorizzazione, in particolare quelli di cui all’articolo

    237-sexies. 4. Le informazioni di cui al comma 3 comprendono quanto segue: a) tutti i dati di carattere amministrativo sul processo produttivo contenuti nei documenti di cui al comma 5, lettera a); b) la composizione fisica e, se possibile, chimica dei rifiuti e tutte le altre informazioni necessarie per valutarne l’idoneità ai fini del previsto processo di incenerimento e coincenerimento; c) le caratteristiche di pericolosità dei rifiuti, le sostanze con le quali non possono essere mescolati e le precauzioni da adottare nella manipolazione dei rifiuti.

    5. Prima dell’accettazione dei rifiuti pericolosi nell’impianto di incenerimento o di coincenerimento il gestore applica almeno le seguenti procedure: a) controllo dei documenti prescritti ai sensi della Parte Quarta, e, se del caso, di quelli prescritti dal regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006 , relativo alla spedizione di rifiuti e dalla legislazione in materia di trasporto di merci pericolose; b) ad esclusione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo e di eventuali altri rifiuti individuati dall’autorità competente, per i quali il campionamento risulti inopportuno, devono essere prelevati campioni rappresentativi. Questa operazione va effettuata, per quanto possibile, prima del conferimento nell’impianto, per verificarne mediante controlli la conformità all’autorizzazione nonché alle informazioni di cui ai commi 3 e 4, e per consentire alle autorità competenti di identificare la natura dei rifiuti trattati. I campioni sono conservati per almeno un mese dopo l’incenerimento o il coincenerimento dei rifiuti da cui sono stati prelevati.

    6. L’autorità competente, in sede di autorizzazione, può concedere deroghe ai commi 2, 3 4 e 5, lettera a), per gli impianti di incenerimento o di coincenerimento che sono parte di un’installazione di cui al Titolo III-bis della Parte Seconda a condizione che inceneriscano o coinceneriscano esclusivamente i propri rifiuti, nel luogo in cui gli stessi sono stati prodotti, e che venga garantito il rispetto delle previsioni del presente titolo, anche mediante la prescrizione di misure specifiche che tengano conto delle masse e delle categorie di tali rifiuti.

  • Detrazione spese funebri nel 730/2026: come funziona

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sulle spese funebri sostenute nel 2025.
    • Il massimale è di 1.550 euro per ogni decesso, non per contribuente.
    • Non è richiesto un legame di parentela: chiunque abbia sostenuto la spesa può detrarre.
    • Se la spesa è divisa tra più persone, il limite di 1.550 euro vale comunque per l’intero importo riferito a quel decesso.
    • Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, bancomat): contanti esclusi.
    • In caso di più decessi nello stesso anno, si compila un rigo separato per ciascuno.

    Come funziona la detrazione per le spese funebri

    Quando si affronta la perdita di una persona cara, tra i pensieri meno immediati c’è la dichiarazione dei redditi. Eppure le spese funebri danno diritto a una detrazione d’imposta del 19%, cioè riducono le tasse che paghi. Vale la pena conoscerla.

    La regola di base è semplice: se nel 2025 hai pagato spese funebri, puoi portare in detrazione il 19% dell’importo sostenuto, fino a un massimo di 1.550 euro per ogni persona deceduta. La detrazione si applica sull’importo effettivamente pagato e rimasto a tuo carico.

    Una particolarità importante: non serve essere parenti del defunto. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate dicono chiaramente che la detrazione spetta per la morte di qualsiasi persona, indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela. Puoi quindi detrarre anche le spese funebri di un amico, di un vicino o di chiunque altro, purché tu abbia effettivamente sostenuto la spesa.

    Attenzione al limite: i 1.550 euro sono riferiti al singolo decesso, non al singolo contribuente. Se sei in due a pagare le spese funebri di una stessa persona, potete detrarre complessivamente al massimo 1.550 euro, da dividere tra voi in proporzione a quanto ciascuno ha versato.

    Riepilogo detrazione spese funebri
    Voce Regola
    Aliquota di detrazione 19%
    Massimale per decesso 1.550,00 euro
    Limite per contribuente Nessuno specifico (vale il limite per decesso)
    Vincolo di parentela richiesto No: spetta per qualsiasi persona deceduta
    Modalità di pagamento ammesse Solo tracciabili (bonifico, carta, bancomat, ecc.)
    Rigo nel 730 Da E8 a E10, codice 14

    Esempio pratico

    • Tizio ha pagato nel 2025 le spese funebri di un amico: fatture e ricevute per un totale di 2.100 euro. Il massimale detraibile è 1.550 euro, quindi indica nel 730 la cifra di 1.550 euro. La detrazione del 19% su 1.550 euro vale 294,50 euro di risparmio fiscale. Se Tizio avesse speso solo 900 euro, avrebbe indicato 900 euro e la detrazione sarebbe stata di 171 euro (19% di 900).

    Documenti necessari

    • Fattura o ricevuta della pompa funebre intestata a chi ha sostenuto la spesa
    • Estratto conto bancario, ricevuta bancomat o bonifico che prova il pagamento tracciabile
    • Se la spesa è divisa tra più persone, annotazione sulla fattura della quota sostenuta da ciascuno
    • Certificato di decesso (da conservare, non da allegare al 730)

    Tizio paga da solo le spese funebri della madre

    Scenario. Tizio è l’unico figlio e si occupa di tutto. Le spese funebri ammontano a 1.800 euro, pagate con bonifico bancario.

    Come si applica. Tizio può detrarre al massimo 1.550 euro (il limite per decesso). Indica 1.550 euro nel rigo E8/E9/E10 con il codice 14. La detrazione del 19% vale 294,50 euro che vengono sottratti dall’imposta dovuta nel 730.

    In pratica

    • Importo da indicare nel 730: 1.550 euro (non 1.800, che è la spesa reale)
    • Risparmio fiscale: 294,50 euro (19% di 1.550)
    • Documento indispensabile: fattura della pompa funebre + prova del bonifico

    Caio e il fratello dividono le spese funebri del padre

    Scenario. Caio e suo fratello pagano insieme le spese funebri del padre: 1.400 euro totali, 700 euro a testa, entrambi con carta di credito.

    Come si applica. Il totale è 1.400 euro, sotto il limite di 1.550 euro per decesso. Caio indica nel suo 730 i 700 euro che ha pagato lui; il fratello fa lo stesso nel proprio 730. Ciascuno detrae il 19% della propria quota, cioè 133 euro di risparmio a testa. Sul documento di spesa deve risultare la ripartizione delle quote.

    In pratica

    • Il limite di 1.550 euro vale per il decesso, non per ogni figlio
    • Caio e il fratello detraggono 700 euro ciascuno (la propria quota)
    • Annotare la quota di ciascuno sulla fattura o in un documento separato

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto risparmio con la detrazione spese funebri?

    Il risparmio è il 19% dell’importo che porti in detrazione. Il massimo detraibile è 1.550 euro per decesso, quindi il risparmio massimo è 294,50 euro per ogni persona deceduta.

    Posso detrarre le spese funebri di una persona con cui non sono imparentato?

    Sì. La legge non richiede nessun legame di parentela. Puoi detrarre le spese funebri di chiunque, a condizione di aver effettivamente pagato e di avere i documenti che lo provano.

    Se la spesa supera 1.550 euro, posso detrarre il resto l'anno prossimo?

    No. La parte di spesa che eccede 1.550 euro non è detraibile e non si può riportare agli anni successivi.

    Posso pagare le spese funebri in contanti e poi detrarre?

    No. Dal 2020 tutte le detrazioni del 19% richiedono un pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat, ecc.). Il contante non dà diritto alla detrazione.

    Se siamo in più a pagare le spese funebri, come funziona il limite di 1.550 euro?

    Il limite di 1.550 euro riguarda l’intero importo riferito a quel decesso. Se siete in due a pagare, la somma delle vostre detrazioni non può superare 1.550 euro complessivamente.

    Dove indico le spese funebri nel modello 730?

    Nei righi da E8 a E10, con il codice 14. Se ci sono stati più decessi nello stesso anno, si compila un rigo separato per ognuno.

  • Art. 231 CPI – Domande anteriori

    Art. 231 CPI – Domande anteriori

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Le domande di registrazione di marchio e le domande di trascrizione depositate prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , sono trattate secondo le disposizioni in esso contenute. Tuttavia, per quanto riguarda la regolarità formale, sono soggette alle norme preesistenti. Nota all’art. 231: – Il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , concernente «Attuazione della direttiva n. 89/104/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 , recante ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa», è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 dicembre 1992, n. 295, supplemento ordinario.

  • Art. 218 TUEL – Annotazione della quietanza

    Art. 218 TUEL – Articolo 218

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Il tesoriere annota gli estremi della quietanza direttamente sul mandato o su documentazione meccanografica da consegnare all’ente, unitamente ai mandati pagati, in allegato al proprio rendiconto.

    2. Su richiesta dell’ente locale il tesoriere fornisce gli estremi di qualsiasi operazione di pagamento eseguita nonché la relativa prova documentale.

  • Articolo 23 TU Giustizia Tributaria: Procedimento disciplinare

    Art. 23 D.Lgs. 175/2024 – Procedimento disciplinare

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Il procedimento disciplinare è promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal presidente della corte di giustizia tributaria di secondo grado nella cui circoscrizione presta servizio l'incolpato.

    2. Il Consiglio di presidenza, nel termine di dieci giorni dalla richiesta di apertura del procedimento disciplinare, affida ad un suo componente l'incarico di procedere agli accertamenti preliminari da svolgersi entro trenta giorni.

    3. Il Consiglio di presidenza, sulla base delle risultanze emerse provvede a contestare i fatti all'incolpato con invito a presentare entro trenta giorni le sue giustificazioni, a seguito delle quali, se non ritiene di archiviare gli atti, incarica un proprio componente di procedere alla istruttoria, che deve essere conclusa entro novanta giorni col deposito degli atti relativi presso la segreteria. Di tali deliberazioni deve essere data immediata comunicazione all'incolpato.

    4. Il presidente del Consiglio di presidenza, trascorso comunque il termine di cui al comma 3, fissa la data della discussione davanti allo stesso con decreto da notificare almeno quaranta giorni prima all'incolpato, il quale può prendere visione ed estrarre copia degli atti e depositare le sue difese non oltre dieci giorni prima della discussione.

    5. Nella seduta fissata per la discussione, il componente del Consiglio di presidenza di cui al comma 3 svolge la relazione. L'incolpato ha per ultimo la parola e può farsi assistere da altro componente di corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado.

    6. La sanzione disciplinare deliberata dal Consiglio di presidenza è applicata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

    7. Per quanto non contemplato dal presente testo unico si applicano le disposizioni sul procedimento disciplinare vigenti per i magistrati ordinari in quanto compatibili.

  • Donazioni alle scuole nel 730/2026: detrazione del 19% (codice 31)

    In sintesi

    • Detrazione del 19% per le erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro (codice 31).
    • Finalità specifiche ammesse: innovazione tecnologica, edilizia scolastica e universitaria, ampliamento dell’offerta formativa.
    • Rientrano anche le donazioni a ITS Academy, istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e università.
    • Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta di debito o credito, assegno bancario o circolare. Il contante non è ammesso.
    • Attenzione alla non cumulabilità: la detrazione per le scuole (codice 31) non è cumulabile con la detrazione per l’ampliamento dell’offerta formativa prevista con il codice che riguarda le istituzioni scolastiche.
    • La detrazione si riduce per redditi sopra 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro.

    Cosa si può detrarre con le donazioni alle scuole

    Se nel 2025 hai donato denaro a una scuola – pubblica o paritaria senza scopo di lucro – puoi detrarre il 19% di quella somma dall’imposta dovuta nel 730/2026. L’agevolazione vale anche per le donazioni a università, istituzioni AFAM (conservatori, accademie di belle arti) e ITS Academy, purché le risorse siano destinate a scopi precisi.

    Le finalità ammesse sono tre: innovazione tecnologica, edilizia scolastica e universitaria, ampliamento dell’offerta formativa. Non basta quindi donare genericamente: il versamento deve essere destinato – anche solo in via dichiarativa – a uno di questi obiettivi. In pratica, di solito basta che l’ente beneficiario rilasci un’attestazione con la causale corretta.

    Il codice da indicare nel 730/2026 è il 31, nei righi da E8 a E10. L’importo non ha un massimale fisso in euro, ma la detrazione del 19% è calcolata sull’intera somma versata. Come per quasi tutte le detrazioni del 19%, anche questa rientra nel meccanismo del ‘riordino delle detrazioni’ per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, e diminuisce per redditi sopra 120.000 euro.

    Riepilogo detrazione per donazioni agli istituti scolastici
    Voce Dettaglio
    Aliquota di detrazione 19%
    Massimale di spesa Non previsto (detrazione sul totale versato)
    Codice da indicare nel 730 31 (righi da E8 a E10)
    Enti beneficiari ammessi Scuole statali e paritarie, università, AFAM, ITS Academy
    Finalità richieste Innovazione tecnologica, edilizia scolastica, ampliamento offerta formativa
    Modalità di pagamento Tracciabile (bonifico, carta, assegno)

    Esempio pratico

    • Caio ha versato 1.000 euro tramite bonifico all’istituto tecnico superiore della sua città, con causale ‘donazione per innovazione tecnologica’. Nel 730/2026 indica 1.000 euro con il codice 31 nei righi da E8 a E10. La detrazione spettante è il 19% di 1.000 euro, cioè 190 euro sottratti direttamente dall’imposta dovuta. Se Caio avesse un reddito superiore a 120.000 euro, la detrazione sarebbe ridotta proporzionalmente.

    Documenti necessari

    • Ricevuta del bonifico bancario con causale riferita all’erogazione liberale e alla finalità (es. ‘innovazione tecnologica’)
    • Attestazione rilasciata dalla scuola o dall’università con importo, data e finalità della donazione
    • Estratto conto della carta di debito o credito (se il pagamento è avvenuto con carta)
    • Certificazione Unica del datore di lavoro (codice onere 31, se già indicato)

    Donazione a un liceo statale per l'acquisto di tablet

    Scenario. Tizio, genitore di uno studente, ha versato 200 euro al liceo statale frequentato dal figlio per finanziare l’acquisto di dispositivi digitali per la didattica.

    Come si applica. La finalità rientra nell’innovazione tecnologica, che è una delle tre ammesse dalla norma. Tizio indica 200 euro con il codice 31 nei righi da E8 a E10. La detrazione del 19% porta a un risparmio d’imposta di 38 euro. È sufficiente conservare la ricevuta del bonifico e, idealmente, l’attestazione della scuola.

    In pratica

    • Codice 31 nei righi da E8 a E10.
    • Detrazione: 19% di 200 euro = 38 euro di imposta in meno.
    • Causale del bonifico chiara: ‘erogazione liberale per innovazione tecnologica’.

    Donazione a un'università per l'ampliamento dell'offerta formativa

    Scenario. Sempronio ha donato 5.000 euro alla propria università di laurea per finanziare nuovi laboratori didattici, tramite pagamento con carta di credito.

    Come si applica. Le università rientrano tra i soggetti beneficiari ammessi. L’importo di 5.000 euro viene indicato con il codice 31. La detrazione del 19% equivale a 950 euro. L’estratto conto della carta è prova sufficiente del pagamento tracciabile. Sempronio conserva anche la ricevuta rilasciata dall’ateneo.

    In pratica

    • Detrazione: 19% di 5.000 euro = 950 euro.
    • L’estratto conto della carta di credito è documentazione sufficiente.
    • Chiedere all’università un’attestazione con la causale ‘ampliamento offerta formativa’.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto si detrae per una donazione a una scuola?

    Si detrae il 19% dell’importo donato. Non c’è un massimale fisso in euro, quindi la detrazione si applica sull’intera somma versata, purché a un ente ammesso e per le finalità previste.

    Quali scuole danno diritto alla detrazione?

    Le scuole statali e le scuole paritarie senza scopo di lucro che fanno parte del sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000), oltre a università, istituzioni AFAM e ITS Academy.

    Posso detrarre una donazione generica alla scuola, senza finalità specifica?

    In teoria no: la norma richiede che la donazione sia finalizzata all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica o all’ampliamento dell’offerta formativa. In pratica, è consigliabile indicare la causale nel bonifico e chiedere un’attestazione alla scuola.

    Posso pagare in contanti?

    No. Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta di debito o credito, assegno. Il contante non dà diritto alla detrazione.

    La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?

    Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro la detrazione del 19% decresce progressivamente e si azzera a 240.000 euro. Inoltre, per chi supera 75.000 euro, la donazione rientra nel ‘riordino delle detrazioni’ che fissa un tetto complessivo alle spese detraibili.

    Questa detrazione è cumulabile con altre per le scuole?

    No. Le istruzioni precisano che la detrazione con il codice 31 non è cumulabile con quella prevista per l’ampliamento dell’offerta formativa indicata con un codice diverso. Non si deve indicare la stessa spesa in due righi.

  • Art. 237 sexies Cod. Amb. – Contenuto dell’autorizzazione

    Art. 237 Sexies Cod. Amb. – Contenuto dell’autorizzazione

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. L’autorizzazione alla realizzazione ed esercizio degli impianti di incenerimento e coincenerimento deve in ogni caso indicare esplicitamente: a) un elenco di tutti i tipi di rifiuti che possono essere trattati nell’impianto, individuati mediante il riferimento ai relativi codici dell’elenco europeo dei rifiuti, nonché l’informazione sulla quantità di ciascun tipo di rifiuti autorizzati; b) la capacità nominale e il carico termico nominale autorizzato dell’impianto; c) i valori limite per le emissioni nell’atmosfera e nell’acqua per ogni singolo inquinante; d) le procedure e la frequenza di campionamento e misurazione da utilizzare per rispettare le condizioni fissate per il controllo delle emissioni, nonché la localizzazione dei punti di campionamento e misurazione; e) il periodo massimo durante il quale, a causa di disfunzionamenti, guasti o arresti tecnicamente inevitabili dei dispositivi di depurazione e di misurazione, le emissioni nell’atmosfera e gli scarichi di acque reflue possono superare i valori limite di emissione previsti; f) i periodi massimi di tempo per l’avviamento e l’arresto durante il quale non vengono alimentati rifiuti come disposto all’articolo 237-octies, comma 11, del presente Titolo e conseguentemente esclusi dal periodo di effettivo funzionamento dell’impianto ai fini dell’applicazione dell’Allegato 1, paragrafo A, punto 5, e paragrafo C, punto 1; g) le modalità e la frequenza dei controlli programmati per accertare il rispetto delle condizioni e delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione medesima, da effettuarsi, ove non diversamente disposto, da parte delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, con oneri a carico del gestore; h) il periodo che deve intercorrere tra la messa in esercizio e la messa a regime dell’impianto. La messa in esercizio deve essere comunicata all’autorità competente con un anticipo di almeno quindici giorni. L’autorizzazione stabilisce altresì la data entro cui devono essere comunicati all’autorità competente i dati relativi alle emissioni effettuate in un periodo continuativo di marcia controllata decorrente dalla messa a regime, e la durata di tale periodo, nonché il numero dei campionamenti da realizzare.

    2. In aggiunta alle prescrizioni di cui al comma 1, l’autorizzazione rilasciata per un impianto di incenerimento e di coincenerimento che utilizza rifiuti pericolosi contiene: a) un elenco delle quantità ed i poteri calorifici inferiori minimi e massimi delle diverse tipologie di rifiuti pericolosi che possono essere trattati nell’impianto; b) i flussi di massa minimi e massimi di tali rifiuti pericolosi, i loro valori calorifici minimi e massimi e il loro contenuto massimo di policlorobifenile, pentaclorofenolo, cloro, fluoro, zolfo, metalli pesanti e altre sostanze inquinanti.

    3. Per quanto concerne il coincenerimento dei propri rifiuti nel luogo di produzione in caldaie a corteccia utilizzate nelle industrie della pasta di legno e della carta, l’autorizzazione è subordinata almeno alle seguenti condizioni: a) devono essere adottate tecniche tali da assicurare il rispetto dei valori limite di emissione fissati nell’ Allegato 1 , paragrafo A, per il carbonio organico totale; b) le condizioni d’esercizio autorizzate non devono dare luogo ad una maggior quantità di residui o a residui con un più elevato tenore di inquinanti organici rispetto ai residui ottenibili applicando le prescrizioni di cui al presente articolo. 3-bis. L’autorità competente riesamina periodicamente e aggiorna, ove necessario, le condizioni di autorizzazione

  • Detrazione abbonamento trasporto pubblico 730/2026: come funziona

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sulle spese per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (art. 15, comma 1, lettera i-decies, TUIR).
    • Nel 730: righi da E8 a E10, codice 40.
    • Massimale di spesa: 250 euro complessivi per il contribuente e i familiari a carico; 250 euro è anche il tetto per ogni singolo abbonato, anche se la spesa è divisa tra i genitori.
    • Pagamento tracciabile: bancomat, carta, bonifico, app o altro mezzo diverso dal contante.
    • Detrazione massima: 47,50 euro (19% di 250 euro). Si riduce oltre 120.000 euro di reddito e si azzera a 240.000 euro.
    • Principio di cassa: conta la data in cui hai pagato, non il periodo di validità dell’abbonamento.

    Spese di trasporto detraibili nel 730: quali sono

    «Spese di trasporto» nel 730 non è una voce unica: ogni spesa ha il suo codice e il suo limite. Questa tabella riassume quelle previste dalle istruzioni del 730/2026.

    Spese di trasporto nel 730/2026: cosa si detrae e dove
    Spesa Dove nel 730 Limite
    Abbonamento a bus, metro, tram, treno regionale o interregionale, battello di linea Righi E8-E10, codice 40 250 euro di spesa in totale (detrazione 19%)
    Trasporto scolastico (scuolabus del Comune o della scuola) Righi E8-E10, codice 12 (spese di istruzione) 1.000 euro per alunno, cumulabile con il codice 40
    Trasporto in ambulanza di una persona con disabilità Rigo E3 Nessun limite, detrazione 19% sull’intero importo
    Biglietti singoli, biglietti a tempo (anche di 72 ore), carte turistiche con musei Non detraibili –

    Per il trasporto scolastico vedi la guida su mensa, trasporto e spese scolastiche nel 730 (codice 12); per l’ambulanza la guida sul trasporto in ambulanza e la detrazione nel rigo E3.

    Abbonamento ai mezzi pubblici nel 730: rigo E8-E10, codice 40

    Se nel 2025 hai pagato un abbonamento a bus, metro, tram, treno regionale o interregionale o battello di linea, puoi detrarre il 19% della spesa nel 730/2026. Si compila uno dei righi da E8 a E10 indicando il codice 40 e la spesa, compresi gli importi già indicati con il codice 40 nella Certificazione Unica (punti da 341 a 352). Le aziende di trasporto trasmettono i dati degli abbonamenti all’Agenzia delle Entrate, quindi la spesa può trovarsi già nel 730 precompilato: controlla che ci sia e che l’importo sia giusto.

    La legge di bilancio 2026 non ha modificato questa detrazione: le stesse regole valgono per gli abbonamenti pagati nel 2026, da indicare nel 730 del 2027.

    Quali abbonamenti danno diritto alla detrazione

    Per l’Agenzia delle Entrate (circolare 14/E del 2023) l’abbonamento è un titolo di trasporto che consente un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo stabilito: abbonamenti mensili, trimestrali, annuali. Rientra qualsiasi servizio di trasporto pubblico di persone, con qualsiasi mezzo, ad accesso generalizzato, con itinerari, orari, frequenze e tariffe prestabilite, gestito da enti pubblici o da privati affidatari del servizio: per esempio gli abbonamenti delle aziende del trasporto locale (ATM, ATAC, GTT, ACTV, Cotral) e dei treni regionali come Trenord.

    Non danno diritto alla detrazione i biglietti singoli, i titoli a durata oraria anche se superiore al giorno (per esempio il biglietto 72 ore) e le carte turistiche che includono musei o spettacoli. Per un abbonamento che copre una tratta italiana e una estera si detrae solo la parte italiana; se non è distinguibile, si detrae l’intera spesa.

    Massimale di 250 euro: per te e per i familiari a carico

    Il tetto di 250 euro di spesa è complessivo: vale insieme per il tuo abbonamento e per quelli dei familiari fiscalmente a carico (figli, coniuge). Anche con tre figli abbonati la spesa detraibile non supera 250 euro. Lo stesso limite vale per ogni singolo abbonato: se i genitori dividono un abbonamento da 400 euro del figlio a carico, la spesa detraibile resta 250 euro, da ripartire tra loro.

    Si guarda alla data del pagamento (principio di cassa): un abbonamento pagato a dicembre 2025 con validità dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 va nel 730/2026.

    Riepilogo detrazione abbonamenti trasporto pubblico
    Voce Importo / regola
    Aliquota di detrazione 19%
    Massimale di spesa detraibile 250 euro (contribuente + familiari a carico; anche per singolo abbonato)
    Detrazione massima ottenibile 47,50 euro
    Abbonamenti coperti Trasporto pubblico locale, regionale, interregionale
    Pagamento ammesso Solo strumenti tracciabili (no contanti)
    Rigo nel 730 Da E8 a E10, codice 40
    Reddito oltre 120.000 euro Detrazione ridotta, nulla da 240.000 euro
    Reddito oltre 75.000 euro La spesa rientra nel tetto complessivo degli oneri detraibili (art. 16-ter TUIR)

    Documenti per la detrazione dell’abbonamento

    Servono il titolo di viaggio e, se non riporta importo e data, la ricevuta di pagamento (per esempio quella della ricarica della tessera nominativa), con la durata dell’abbonamento e la prova del pagamento tracciabile. Se la ricevuta è intestata al familiare a carico, chi detrae aggiunge una dichiarazione sostitutiva che indica chi ha sostenuto la spesa. Per i titoli elettronici la documentazione deve far risultare l’utilizzatore, il periodo di validità, la spesa e la data del pagamento.

    Abbonamento pagato o rimborsato dal datore di lavoro

    Non si può detrarre la spesa che il datore ti ha rimborsato nello stesso anno in sostituzione dei premi di risultato, indicata nella CU (punti da 701 a 706) con il codice 40; la detrazione spetta comunque sulla parte non rimborsata, entro i 250 euro. Più in generale, la spesa rimborsata non è rimasta a tuo carico.

    Esempio pratico

    • Caio ha un abbonamento annuale alla metro che costa 320 euro. Sua figlia (fiscalmente a carico) ha un abbonamento al bus urbano da 80 euro. La spesa totale è 400 euro, ma il massimale è 250 euro. Caio inserisce nel 730 la spesa di 250 euro con il codice 40: la detrazione spettante è il 19% di 250 euro, cioè 47,50 euro di imposta in meno. Se la figlia usasse anche lo scuolabus del Comune, quella spesa andrebbe a parte con il codice 12.

    Documenti necessari

    • Abbonamento o ricevuta di pagamento con importo, data e durata (intestato al contribuente o al familiare a carico)
    • Prova del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta del POS o dell’app)
    • Dichiarazione sostitutiva su chi ha pagato, se la ricevuta è intestata al familiare a carico
    • Certificazione Unica, se il datore di lavoro ha gestito la spesa con codice onere 40

    Abbonamento solo per se stessi

    Scenario. Tizio lavora in città e nel 2025 ha comprato un abbonamento annuale alla metropolitana per 180 euro, pagato con bancomat.

    Come si applica. La spesa è sotto il massimale di 250 euro. Tizio inserisce 180 euro in uno dei righi da E8 a E10 con il codice 40. La detrazione è il 19% di 180 euro = 34,20 euro che riducono l’imposta da pagare.

    In pratica

    • Spesa detraibile: 180 euro (sotto il tetto di 250 euro)
    • Detrazione ottenuta: 19% × 180 = 34,20 euro

    Abbonamento per sé e per un figlio a carico

    Scenario. Sempronia ha un abbonamento al treno regionale da 200 euro e suo figlio (a carico) ha un abbonamento al bus da 120 euro. Totale speso: 320 euro.

    Come si applica. Il tetto massimo è 250 euro per l’insieme del contribuente e dei familiari a carico. Sempronia può indicare al massimo 250 euro. La detrazione è il 19% di 250 euro = 47,50 euro. I 70 euro eccedenti il massimale non vengono presi in considerazione.

    In pratica

    • Spesa totale sostenuta: 320 euro
    • Spesa ammessa in detrazione: 250 euro (massimale)
    • Detrazione: 19% × 250 = 47,50 euro

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    In quale rigo del 730 si mette l’abbonamento ai mezzi pubblici?

    In uno dei righi da E8 a E10, con il codice 40. Nell’importo vanno comprese anche le spese indicate con il codice 40 nella Certificazione Unica.

    Posso detrarre un abbonamento al treno regionale?

    Sì. La detrazione riguarda gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale: il treno regionale rientra tra questi, come bus, metro, tram e battelli di linea.

    Il massimale di 250 euro vale per ogni familiare o è unico?

    È un massimale complessivo: riguarda insieme il contribuente e tutti i familiari fiscalmente a carico. Non si moltiplica per il numero di persone, e vale anche per il singolo abbonato se la spesa è divisa tra i genitori.

    Posso detrarre un abbonamento pagato in contanti?

    No. Dal 2020 la detrazione del 19% su questa spesa spetta solo se il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili (bancomat, carta, bonifico, app di pagamento).

    I biglietti singoli o il biglietto 72 ore danno diritto alla detrazione?

    No. Servono abbonamenti che consentono viaggi illimitati per più giorni; sono esclusi i biglietti singoli, i titoli a durata oraria anche oltre il giorno e le carte turistiche con musei o spettacoli.

    Ho pagato a dicembre un abbonamento valido dall’anno dopo: in quale 730 va?

    Nel 730 dell’anno del pagamento: conta la data in cui hai pagato, non il periodo di validità dell’abbonamento.

    Devo conservare qualche documento?

    Sì: il titolo di viaggio o la ricevuta con importo, data e durata e la prova del pagamento tracciabile. Se la ricevuta è intestata al familiare a carico, serve anche una dichiarazione sostitutiva su chi ha pagato. Non si invia nulla, ma vanno esibiti in caso di controllo.

    Se il datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento, posso ugualmente detrarlo?

    No, per la parte rimborsata. Le istruzioni escludono espressamente le spese rimborsate dal datore in sostituzione dei premi di risultato (CU, punti da 701 a 706, codice 40); la detrazione spetta sulla parte rimasta a tuo carico.

    Da leggere insieme

  • Donazioni a cultura e spettacolo nel 730/2026: aliquote e limiti

    In sintesi

    • Tre codici distinti per la cultura nel 730: codice 26 per attività culturali e artistiche in genere, codice 27 per enti dello spettacolo, codice 28 per fondazioni musicali.
    • Aliquota del 19% per tutti e tre, ma i massimali sono calcolati sul reddito complessivo: 30% per la Biennale di Venezia (codice 24), 2% del reddito per spettacolo (codice 27) e 2% per fondazioni musicali (codice 28, elevato al 30% in casi particolari).
    • Art-bonus escluso: le detrazioni con i codici 26, 27 e 28 spettano solo per le liberalità che non rientrano nel credito d’imposta ‘art-bonus’ (da indicare nel rigo G9).
    • Pagamento tracciabile obbligatorio per tutte le tipologie.
    • Erogazioni in denaro e in natura: per il codice 26 è ammessa anche la cessione gratuita di beni al valore normale.
    • La detrazione si riduce per redditi sopra 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro.

    Le donazioni alla cultura: codici, percentuali e limiti da sapere

    Donare a enti culturali, fondazioni musicali o enti dello spettacolo dà diritto a una detrazione del 19% nel 730/2026, ma le regole cambiano a seconda del destinatario. Il punto chiave è che per le erogazioni allo spettacolo e alle fondazioni musicali il limite non è un tetto fisso in euro, ma una percentuale del proprio reddito complessivo.

    Il codice 26 riguarda le erogazioni liberali per attività culturali e artistiche in senso ampio: si tratta di donazioni a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali, di fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro che svolgono o promuovono attività di rilevante valore culturale o artistico, oppure organizzano mostre, ricerche e restauri di beni di interesse artistico, storico, archeologico o etnografico. Le iniziative devono essere autorizzate dal Ministero della cultura. Il codice 27 copre invece le donazioni agli enti dello spettacolo – istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo per realizzare nuove strutture o produrre spettacoli – ma con il vincolo che la detrazione è calcolata su un importo non superiore al 2% del reddito complessivo.

    Il codice 28 è riservato alle fondazioni operanti nel settore musicale (gli ex enti lirici trasformati in fondazioni di diritto privato): il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per le somme versate al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione della delibera. La Biennale di Venezia ha invece un codice proprio (24) con limite al 30% del reddito.

    Detrazioni per erogazioni a cultura e spettacolo nel 730/2026
    Codice Destinatario Aliquota Limite massimo
    24 Società di cultura La Biennale di Venezia 19% 30% del reddito complessivo
    26 Attività culturali e artistiche (Stato, enti locali, fondazioni riconosciute) 19% Nessun limite fisso (intero importo)
    27 Enti dello spettacolo (fondazioni, associazioni senza scopo di lucro) 19% 2% del reddito complessivo
    28 Fondazioni musicali (ex enti lirici, D.Lgs. 367/1996) 19% 2% del reddito (fino al 30% in casi di trasformazione)

    Esempio pratico

    • Tizio ha un reddito complessivo di 40.000 euro e ha donato 2.000 euro a una fondazione lirica (codice 28) tramite bonifico. Il limite del 2% del reddito corrisponde a 800 euro: la detrazione del 19% sarà calcolata su 800 euro, non sull’intera donazione di 2.000 euro. Il risparmio d’imposta è quindi 152 euro (800 × 19%). Se invece Tizio avesse donato 500 euro, la detrazione sarebbe calcolata sull’intero importo versato, perché inferiore al 2% del reddito (800 euro).

    Documenti necessari

    • Ricevuta del bonifico bancario o postale con causale dell’erogazione liberale
    • Attestazione rilasciata dall’ente beneficiario con importo e finalità della donazione
    • Dichiarazione sostitutiva di atto notorietà presentata al Ministero della cultura (per il codice 26, se richiesta)
    • Certificazione Unica del datore di lavoro (codici onere 24, 26, 27 o 28, se già indicati)
    • Atto scritto di impegno pluriennale (solo per fondazioni musicali con limite elevato al 30%, codice 28)

    Donazione a un ente dello spettacolo con limite percentuale

    Scenario. Caio ha un reddito complessivo di 30.000 euro e ha versato 1.500 euro a un’associazione senza scopo di lucro che produce teatro, tramite bonifico bancario.

    Come si applica. Il codice da usare è il 27. Il limite è il 2% del reddito complessivo, cioè 600 euro (2% di 30.000). La detrazione del 19% sarà calcolata su 600 euro, non su 1.500: il risparmio d’imposta è 114 euro. I restanti 900 euro di donazione non danno diritto ad agevolazione. Caio non perde nulla sul piano legale, ma fiscalmente non recupera niente sulla parte eccedente il 2% del reddito.

    In pratica

    • Codice 27 nei righi da E8 a E10.
    • Limite: 2% di 30.000 euro = 600 euro di base imponibile per la detrazione.
    • Detrazione effettiva: 19% di 600 euro = 114 euro di imposta in meno.

    Donazione per attività culturali senza limite percentuale

    Scenario. Sempronio ha donato 800 euro a una fondazione riconosciuta senza scopo di lucro che organizza mostre di arte contemporanea autorizzate dal Ministero della cultura.

    Come si applica. La donazione rientra nel codice 26 (attività culturali e artistiche). Per questo codice non esiste un tetto fisso in euro: la detrazione del 19% si applica all’intero importo versato. Sempronio indica 800 euro con il codice 26 e ottiene 152 euro di detrazione (800 × 19%). Deve però verificare che la fondazione non sia inclusa nell”art-bonus’: in quel caso la donazione va indicata nel rigo G9, non nel codice 26.

    In pratica

    • Codice 26 nei righi da E8 a E10.
    • Nessun limite percentuale sul reddito: detrazione sul totale versato.
    • Detrazione: 19% di 800 euro = 152 euro.
    • Verificare che la donazione non rientri nell’art-bonus (rigo G9).

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto si detrae per una donazione a una fondazione culturale?

    Si detrae il 19% dell’importo donato. Per il codice 26 (attività culturali generali) non c’è un tetto fisso; per il codice 27 (spettacolo) il limite è il 2% del reddito complessivo; per il codice 28 (fondazioni musicali) il limite ordinario è il 2% del reddito, elevabile al 30% in casi particolari di trasformazione.

    Cos'è l'art-bonus e perché non va confuso con il codice 26?

    L’art-bonus è un credito d’imposta del 65% per donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico: è più conveniente della detrazione del 19% e va indicato nel rigo G9. La norma stabilisce che le due agevolazioni sono alternative: se una donazione rientra nell’art-bonus, non si può indicare anche con il codice 26.

    Posso detrarre una donazione in natura a un museo?

    Per il codice 26 la norma ammette la cessione gratuita di beni (ad esempio un’opera d’arte), valorizzata al costo specifico o al valore normale. La donazione deve essere fatta in base ad apposita convenzione.

    Come funziona il limite del 2% del reddito per lo spettacolo?

    Il CAF o il sostituto d’imposta calcola automaticamente il 2% del reddito complessivo (comprensivo di eventuali redditi da cedolare secca): la detrazione del 19% si applica solo sull’importo minore tra quanto hai donato e il 2% del tuo reddito.

    Le donazioni alle fondazioni musicali hanno regole particolari?

    Sì. Il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per i versamenti al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione da ente lirico, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione. Per il limite elevato serve un impegno scritto a versare per tre anni consecutivi.

    La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?

    Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro le detrazioni dei codici 26, 27 e 28 decrescono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Chi supera 75.000 euro è soggetto anche al ‘riordino delle detrazioni’ che fissa un tetto complessivo.

  • Art. 217 TUEL – Estinzione dei mandati di pagamento

    Art. 217 TUEL – Articolo 217

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. L’estinzione dei mandati da parte del tesoriere avviene nel rispetto della legge e secondo le indicazioni fornite dall’ente, con assunzione di responsabilità da parte del tesoriere, che ne risponde con tutto il proprio patrimonio sia nei confronti dell’ente locale ordinante sia dei terzi creditori, in ordine alla regolarità delle operazioni di pagamento eseguite.

  • Art. 245 bis CPI – (Regime transitorio)

    Art. 245 Bis CPI – (Regime transitorio)

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Le cause riguardanti il brevetto europeo rilasciato per l’Italia, pendenti fino alla data di entrata in vigore dell’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 3 novembre 2016, n. 214 , e quelle promosse dopo l’entrata in vigore dell’Accordo davanti all’autorità giudiziaria italiana per effetto del regime transitorio di cui all’articolo 83, paragrafo 3, dell’Accordo medesimo, sono decise in conformità alla legislazione italiana in materia.

  • Art. 33 TUPI: Eccedenze di personale e mobilità collettiva

    Art. 33 TUPI: Eccedenze di personale e mobilità collettiva

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    (Eccedenze di personale e mobilità collettiva) 1.

    Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall'articolo 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.

    Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto pena la nullità degli atti posti in essere.

    La mancata attivazione delle procedure di cui al presente articolo da parte del dirigente responsabile è valutabile ai fini della responsabilità disciplinare.

    Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il dirigente responsabile deve dare un'informativa preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.

    Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, l'amministrazione applica l' articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 , in subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell'ambito della regione tenuto anche conto di quanto previsto dall' articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 , convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nonché del comma 6 .

    I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali.

    Si applicano le disposizioni dell'articolo 30.

    Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 l'amministrazione colloca in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell'ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilità.

    Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un'indennità pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.

    I periodi di godimento dell'indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa.

    È riconosciuto altresì il diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all' articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69 , convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153 . (43) 48

    Fonte: Normattiva.it.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.