Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Detrazione ristrutturazione edilizia 2026: aliquote 50% e 36%

    In sintesi

    • Aliquota differenziata dal 2025: 50% per interventi sull’abitazione principale dei titolari di diritto di proprietà o diritto reale di godimento; 36% in tutti gli altri casi.
    • Limite di spesa 96.000 euro per unità immobiliare oggetto di intervento, da considerare cumulativamente con le spese degli anni precedenti se i lavori proseguono.
    • Ripartizione in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa è sostenuta.
    • Interventi ammessi: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali e su parti comuni condominiali.
    • Obbligo di bonifico «parlante» con causale del versamento, codice fiscale del contribuente e codice fiscale o partita IVA dell’impresa beneficiaria.
    • Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori tramite il portale bonusfiscali.enea.it, obbligatoria per gli interventi che comportano risparmio energetico.

    Come funziona la detrazione ristrutturazione edilizia nel 730/2026

    La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR e spetta per le spese sostenute nel periodo d’imposta 2025 per una vasta gamma di interventi su immobili residenziali esistenti. Dal 1° gennaio 2025 l’aliquota non è più unica: la misura del 50% è riservata ai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento che eseguono interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, mentre per tutti gli altri immobili l’aliquota si riduce al 36%.

    Il limite massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Se i lavori iniziati in anni precedenti proseguono nel 2025, occorre sottrarre quanto già speso negli anni pregressi dallo stesso contribuente per il medesimo intervento: nell’anno corrente si può indicare al massimo la differenza tra 96.000 euro e le spese già sostenute. La detrazione è suddivisa obbligatoriamente in 10 quote annuali costanti di pari importo.

    Gli interventi ammessi comprendono la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali, nonché la manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici residenziali. Rientrano nella detrazione anche la ricostruzione o il ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi e la realizzazione di box o posti auto pertinenziali. I pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario o postale soggetto a ritenuta, dal quale risultino la causale del versamento, il codice fiscale del contribuente e il numero di partita IVA o il codice fiscale del beneficiario.

    Nel modello 730/2026 le spese vanno indicate nei righi da E41 a E43 della Sezione III-A del quadro E. Per le spese sostenute nel 2025 è obbligatorio compilare anche la Sezione III-B con i dati catastali dell’immobile. Se i lavori interessano parti comuni condominiali, va indicato il codice fiscale del condominio nella colonna 3 e barrata la casella ‘Condominio’ nella Sezione III-B.

    Aliquote e massimali 2025 – detrazione ristrutturazione edilizia
    Immobile / situazione Aliquota Limite spesa Detrazione massima
    Abitazione principale (proprietà o dir. reale di godimento) 50% 96.000 euro 48.000 euro
    Altri immobili residenziali (seconda casa, locato, ecc.) 36% 96.000 euro 34.560 euro
    Ripartizione 10 rate annuali – –

    Esempio pratico

    • Tizio, proprietario e residente nella propria abitazione principale, sostiene nel 2025 spese di ristrutturazione per 80.000 euro (rifacimento bagni e impianto elettrico). Aliquota applicabile: 50%. Detrazione totale: 80.000 × 50% = 40.000 euro, fruibile in 10 rate da 4.000 euro ciascuna a partire dalla dichiarazione 2026. Caio, invece, ristruttura un appartamento che affitta a terzi spendendo 60.000 euro: aliquota 36%, detrazione totale 21.600 euro, rate annuali di 2.160 euro.

    Documenti necessari

    • Fatture delle imprese esecutrici dei lavori
    • Ricevute dei bonifici bancari o postali soggetti a ritenuta (con causale, CF contribuente e P.IVA impresa)
    • Concessione edilizia, DIA o SCIA oppure autocertificazione per gli interventi non soggetti a titolo abilitativo
    • Dati catastali dell’immobile oggetto degli interventi (da riportare in Sezione III-B del quadro E)
    • Ricevuta di trasmissione dati all’ENEA (per interventi con risparmio energetico), entro 90 giorni dalla fine lavori
    • Delibera condominiale e tabella millesimale, in caso di lavori su parti comuni

    Lavori di ristrutturazione sull'abitazione principale avviati in anni precedenti

    Scenario. Sempronio ha sostenuto 30.000 euro nel 2023 e 10.000 euro nel 2024 per la ristrutturazione del proprio appartamento (abitazione principale). Nel 2025 intende completare i lavori sostenendo ulteriori 60.000 euro.

    Come si applica. Il limite massimo di spesa agevolabile è 96.000 euro. Poiché negli anni precedenti Sempronio ha già speso 40.000 euro (30.000 + 10.000), nel 2025 potrà indicare al massimo 56.000 euro (96.000 – 40.000). L’aliquota applicabile alle spese 2025 è del 50%, trattandosi di abitazione principale. La detrazione sulle spese 2025 sarà al massimo 56.000 × 50% = 28.000 euro, in 10 rate da 2.800 euro.

    In pratica

    • Compilare la colonna 4 con codice ‘1’ (spese relative a un intervento iniziato in anni precedenti)
    • In colonna 9 indicare 56.000 euro (non i 60.000 reali, in quanto si supererebbe il limite di 96.000)
    • Barrare la colonna 7 con codice ‘3’ per applicare l’aliquota del 50% per abitazione principale

    Condomino con spese per parti comuni

    Scenario. Caio è condomino in un palazzo che nel 2025 esegue lavori di manutenzione straordinaria alle parti comuni (rifacimento del tetto). La quota di spesa imputata a Caio è di 15.000 euro, versati al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione.

    Come si applica. Le spese per interventi sulle parti comuni di edifici residenziali danno diritto alla detrazione se effettivamente versate al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione. L’aliquota è del 36% poiché le parti comuni non sono ‘abitazione principale’ del singolo condomino ai fini di questa disposizione. Detrazione: 15.000 × 36% = 5.400 euro, in 10 rate da 540 euro.

    In pratica

    • Indicare in colonna 3 il codice fiscale del condominio (o del condomino che ha effettuato il bonifico se si tratta di condominio minimo senza CF)
    • Barrare la casella ‘Condominio’ nella Sezione III-B; non compilare le colonne dei dati catastali (le indica l’amministratore nel quadro K)
    • Conservare la delibera assembleare e la tabella millesimale di ripartizione delle spese

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Qual è l'aliquota di detrazione per la ristrutturazione nel 2025?

    Dal 1° gennaio 2025 l’aliquota è del 50% per i lavori sull’abitazione principale eseguiti da chi è titolare di proprietà o di un diritto reale di godimento (uso, usufrutto, ecc.). Per tutti gli altri immobili residenziali l’aliquota scende al 36%.

    Qual è il limite massimo di spesa agevolabile?

    Il limite è di 96.000 euro per unità immobiliare. Se i lavori proseguono in anni successivi al primo, il limite va calcolato sottraendo le spese già sostenute negli anni precedenti per lo stesso intervento.

    La detrazione spetta anche all'inquilino o al comodatario?

    Sì, la detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa e possiede o detiene l’immobile in base a un titolo idoneo (proprietà, altro diritto reale, locazione, comodato). L’aliquota del 50% per abitazione principale richiede però che chi la richiede sia titolare di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento.

    Quali documenti servono per la detrazione?

    Le fatture delle imprese, le ricevute dei bonifici soggetti a ritenuta (con causale, CF contribuente e P.IVA impresa), il titolo abilitativo o autocertificazione per lavori non soggetti a titolo, i dati catastali dell’immobile e, per gli interventi con risparmio energetico, la ricevuta di trasmissione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.

    In quante rate va suddivisa la detrazione?

    La detrazione va sempre suddivisa in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa è sostenuta. Non è possibile scegliere un numero diverso di rate per le spese ordinarie di ristrutturazione.

    Il bonus vale anche per la seconda casa?

    Sì, la detrazione spetta anche per immobili diversi dall’abitazione principale (seconda casa, immobile locato, ecc.), ma con l’aliquota ridotta al 36% invece del 50%.

    Vedi anche: Bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus, Acquisto immobile ristrutturato da impresa, Bonus barriere architettoniche 75% e Ristrutturazione.

  • Art. 237 viciesbis Cod. Amb. – (Disposizioni transitorie e finali)

    Art. 237 Viciesbis Cod. Amb. – (Disposizioni transitorie e finali)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Gli impianti esistenti si adeguano alle disposizioni del presente Titolo entro il 10 gennaio

    2016. 2. Per gli impianti esistenti, fermo restando l’obbligo a carico del gestore di adeguamento previsto al comma 1, l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione provvede all’aggiornamento della stessa secondo le norme regolamentari e tecniche stabilite dal presente decreto, in occasione del primo rinnovo, rilascio o riesame dell’autorizzazione ambientale, successivo alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

    3. Per gli impianti esistenti che effettuano coincenerimento di rifiuti non pericolosi secondo le procedure semplificate di cui al Capo V, del Titolo I alla Parte Quarta per i quali si effettui il rinnovo della comunicazione prevista articoli dal predetto Capo V, resta fermo l’obbligo di adeguamento, a carico del gestore, previsto al comma

    1. 4. Agli impianti di coincenerimento non sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, con l’esclusione degli impianti che utilizzano rifiuti pericolosi, possono essere applicate le procedure semplificate di cui al Capo V, del Titolo I della Parte quarta. L’ammissione delle attività di coincenerimento dei rifiuti alle procedure semplificate è subordinata alla comunicazione di inizio di attività che dovrà comprendere, oltre a quanto previsto agli articoli 237-quinquies, comma 2, e 237-sexies, comma 1, la relazione prevista all’articolo 215, comma

    3. Per l’avvio dell’attività di coincenerimento dei rifiuti la regione chiede la prestazione di adeguata garanzia finanziaria a suo favore nella misura definita dalla regione stessa e proporzionata alla capacità massima di coincenerimento dei rifiuti. L’avvio delle attività è subordinato all’effettuazione di una ispezione preventiva, da parte della provincia competente per territorio, da effettuarsi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della predetta comunicazione. Le ispezioni successive, da effettuarsi almeno una volta l’anno, accertano: a) la tipologia e la quantità dei rifiuti sottoposti alle operazioni di coincenerimento; b) la conformità delle attività di coincenerimento a quanto previsto agli articoli 214 e 215, e relative norme di attuazione.

    5. Nel caso in cui la provincia competente per territorio, a seguito delle ispezioni previste al comma 4, accerta la violazione delle disposizioni stabilite al comma stesso, vieta, previa diffida e fissazione di un termine per adempiere, l’inizio ovvero la prosecuzione dell’attività, salvo che il titolare dell’impianto non provveda, entro il termine stabilito, a conformare detta attività alla normativa vigente.

    6. Nelle more del rilascio delle autorizzazioni di cui ai commi 2 e 3, i gestori continuano ad operare sulla base del titolo autorizzatorio precedentemente posseduto.

    7. Con riguardo agli impianti autorizzati ai sensi dell’articolo 208, nel caso in cui il titolo autorizzatorio di cui al comma 6 non preveda un rinnovo periodico entro il 10 gennaio 2015, entro tale data i gestori degli impianti di incenerimento o di coincenerimento di rifiuti esistenti presentano comunque all’autorità competente una richiesta di rinnovo del titolo autorizzatorio ai fini dell’adeguamento di cui al comma

    1. 8. Per il recepimento di normative tecniche comunitarie di modifica degli allegati al presente Titolo si provvede con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa comunicazione ai Ministri della salute e delle attività produttive; ogni qualvolta la nuova normativa comunitaria preveda poteri discrezionali per la sua trasposizione, il decreto è adottato di concerto con i Ministri della salute e delle attività produttive, sentita la Conferenza unificata.

  • Art. 237 TUEL – Funzionamento del collegio dei revisori

    Art. 237 TUEL – Articolo 237

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Il collegio dei revisori è validamente costituito anche nel caso in cui siano presenti solo due componenti.

    2. Il collegio dei revisori redige un verbale delle riunioni, ispezioni, verifiche, determinazioni e decisioni adottate.

  • Art. 237 viciessemel Cod. Amb. – (Spese)

    Art. 237 Viciessemel Cod. Amb. – (Spese)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Le spese relative alle ispezioni e ai controlli, in applicazione delle disposizioni del presente Titolo, nonché quelle relative all’espletamento dell’istruttoria per il rilascio dell’autorizzazione e per la verifica degli impianti sono a carico del titolare dell’autorizzazione, sulla base del costo effettivo del servizio, secondo tariffe e modalità di versamento da determinarsi, salvi i casi disciplinati dalla Parte seconda del presente decreto, con disposizioni regionali.

    2. Fatto salvo il comma 1, le attività e le misure previste rientrano nell’ambito dei compiti istituzionali delle amministrazioni e degli enti interessati, cui si fa fronte con le risorse di bilancio allo scopo destinate a legislazione vigente.

    3. Dall’attuazione del presente titolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  • Art. 236 TUEL – Incompatibilità ed ineleggibilità dei revisori

    Art. 236 TUEL – Articolo 236

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Valgono per i revisori le ipotesi di incompatibilità di cui al primo comma dell’articolo 2399 del codice civile , intendendosi per amministratori i componenti dell’organo esecutivo dell’ente locale.

    2. L’incarico di revisione economico-finanziaria non può essere esercitato dai componenti degli organi dell’ente locale e da coloro che hanno ricoperto tale incarico nel biennio precedente alla nomina, … dal segretario e dai dipendenti dell’ente locale presso cui deve essere nominato l’organo di revisione economico-finanziaria e dai dipendenti delle regioni, delle province, delle città metropolitane, delle comunità montane e delle unioni di comuni relativamente agli enti locali compresi nella circoscrizione territoriale di competenza.

    3. I componenti degli organi di revisione contabile non possono assumere incarichi o consulenze presso l’ente locale o presso organismi o istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo o vigilanza dello stesso.

  • Art. 237 vicies Cod. Amb. – (Accessi ed ispezioni)

    Art. 237 Vicies Cod. Amb. – (Accessi ed ispezioni)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. I soggetti incaricati dei controlli sono autorizzati ad accedere in ogni tempo presso gli impianti di incenerimento e coincenerimento per effettuare le ispezioni, i controlli, i prelievi e i campionamenti necessari all’accertamento del rispetto dei valori limite di emissione in atmosfera e in ambienti idrici, nonché del rispetto delle prescrizioni relative alla ricezione, allo stoccaggio dei rifiuti e dei residui, ai pretrattamenti e alla movimentazione dei rifiuti e delle altre prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzatori o regolamentari e di tutte le altre prescrizioni contenute nel presente decreto.

    2. Il proprietario o il gestore degli impianti sono tenuti a fornire tutte le informazioni, dati e documenti richiesti dai soggetti di cui al comma 1, necessari per l’espletamento delle loro funzioni, ed a consentire l’accesso all’intero impianto.

  • Art. 235 TUEL – Durata dell’incarico e cause di cessazione

    Art. 235 TUEL – Articolo 235

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. L’organo di revisione contabile dura in carica tre anni a decorrere dalla data di esecutività della delibera o dalla data di immediata eseguibilità nell’ipotesi di cui all’articolo 134, comma 3, e i suoi componenti non possono svolgere l’incarico per più di due volte nello stesso ente locale . Ove nei collegi si proceda a sostituzione di un singolo componente la durata dell’incarico del nuovo revisore è limitata al tempo residuo sino alla scadenza del termine triennale, calcolata a decorrere dalla nomina dell’intero collegio. Si applicano le norme relative alla proroga degli organi amministrativi di cui agli articoli 2, 3, comma 1, 4, comma 1, 5, comma 1, e 6 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293 , convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 1994, n. 444 .

    2. Il revisore è revocabile solo per inadempienza ed in particolare per la mancata presentazione della relazione alla proposta di deliberazione consiliare del rendiconto entro il termine previsto dall’articolo 239, comma 1, lettera d).

    3. 3. Il revisore cessa dall’incarico per: a) scadenza del mandato; b) dimissioni volontarie da comunicare con preavviso di almeno quarantacinque giorni e che non sono soggette ad accettazione da parte dell’ente ; c) impossibilità derivante da qualsivoglia causa a svolgere l’incarico per un periodo di tempo stabilito dal regolamento dell’ente.

  • Art. 318 quater Cod. Amb. – Verifica dell’adempimento

    Art. 318 Quater Cod. Amb. – Verifica dell’adempimento

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione ai sensi dell’articolo 318-ter, l’organo accertatore verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione. 2. Quando risulta l’adempimento della prescrizione, l’organo accertatore ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa, ai fini dell’estinzione del reato, destinata all’entrata del bilancio dello Stato, unitamente alla somma dovuta ai sensi dell’articolo 318-ter, comma

    4-bis. Entro centoventi giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo accertatore comunica al pubblico ministero l’adempimento della prescrizione nonché l’eventuale pagamento della somma dovuta ai fini dell’estinzione del reato e di quella da corrispondere, ai sensi dell’articolo 318-ter, comma 4-bis, per la redazione della prescrizione o, in alternativa, per il rilascio dell’asseverazione tecnica. Gli importi di cui all’articolo 318-ter, comma 4-bis, sono riscossi dall’ente accertatore e sono destinati al potenziamento delle attività di controllo e verifica ambientale svolte dai predetti organi ed enti

    3. Quando risulta l’inadempimento della prescrizione, l’organo accertatore ne dà comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro novanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella stessa prescrizione.

  • Detrazione spese veterinarie 2026 nel 730: tetto e franchigia

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sulle spese veterinarie sostenute nel 2025.
    • Il tetto massimo è 550 euro: non puoi indicare di più nel 730.
    • C’è una franchigia di 129,11 euro: la detrazione si calcola solo sulla parte eccedente.
    • Il risparmio fiscale massimo teorico è 79,99 euro (19% di 421 euro, cioè 550 meno 129,11).
    • Sono ammessi solo gli animali legalmente detenuti per compagnia o per pratica sportiva.
    • Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, ecc.).

    Come funziona la detrazione per le spese veterinarie

    Se nel 2025 hai portato il tuo cane o gatto dal veterinario, una parte di quelle spese può ridurre le tasse che paghi. La detrazione è del 19%, ma funziona in modo leggermente diverso rispetto ad altre: c’è sia un tetto massimo che una franchigia, cioè una parte di spesa che resta sempre a tuo carico.

    La franchigia è di 129,11 euro. Questo significa che le prime 129,11 euro di spesa veterinaria non danno diritto ad alcuna detrazione. La detrazione del 19% si calcola solo sulla parte che supera quella soglia. Il tetto massimo indicabile nel 730 è invece 550 euro: anche se hai speso di più, puoi portare al massimo 550 euro. In pratica, la base su cui calcoli il 19% è al massimo 550 – 129,11 = 420,89 euro, arrotondati a 421 euro, con un risparmio massimo di circa 79,99 euro.

    La detrazione vale per gli animali legalmente detenuti per compagnia o per la pratica sportiva. Rientrano quindi cani e gatti da compagnia, cavalli da sport, e in generale gli animali domestici regolarmente detenuti. Non rientrano invece gli animali allevati a scopo commerciale o da reddito.

    Come per tutte le detrazioni del 19%, il pagamento deve essere tracciabile: non si può pagare in contanti e poi detrarre. Sono ammessi bonifici, carte di debito e di credito, bancomat e altri mezzi elettronici.

    Riepilogo detrazione spese veterinarie
    Voce Importo
    Aliquota di detrazione 19%
    Tetto massimo indicabile 550,00 euro
    Franchigia (quota a tuo carico) 129,11 euro
    Base massima su cui si calcola il 19% 420,89 euro (cioè 550 – 129,11)
    Risparmio fiscale massimo circa 79,99 euro
    Rigo nel 730 Da E8 a E10, codice 29

    Esempio pratico

    • Tizio ha speso nel 2025 600 euro dal veterinario per il suo cane. Nel 730 indica 550 euro (il tetto massimo). Chi presta assistenza fiscale (CAF o commercialista) calcola la detrazione del 19% solo sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro: 550 – 129,11 = 420,89 euro. Il 19% di 420,89 euro vale circa 79,97 euro di risparmio fiscale. Se Tizio avesse speso invece 200 euro, indicherebbe 200 euro, e la detrazione sarebbe calcolata su 200 – 129,11 = 70,89 euro, pari a circa 13,47 euro di risparmio.

    Documenti necessari

    • Fattura del veterinario intestata al contribuente
    • Scontrino fiscale o ricevuta per farmaci veterinari prescritti
    • Estratto conto o ricevuta che prova il pagamento tracciabile
    • Documentazione che attesti la legale detenzione dell’animale (libretto sanitario, microchip, ecc.)

    Caio porta il gatto dal veterinario per una visita e cure

    Scenario. Caio ha un gatto e nel 2025 ha sostenuto spese veterinarie per 320 euro (visite, analisi e farmaci prescritti), pagati con carta di credito.

    Come si applica. Caio indica nel 730 il totale di 320 euro (sotto il tetto di 550). La detrazione del 19% si applica sulla parte eccedente la franchigia: 320 – 129,11 = 190,89 euro. Il 19% di 190,89 euro vale circa 36,27 euro di risparmio fiscale.

    In pratica

    • Importo da indicare nel 730: 320 euro
    • Il CAF sottrae automaticamente la franchigia di 129,11 euro
    • Risparmio fiscale: circa 36,27 euro (19% di 190,89)

    Tizio ha spese veterinarie superiori al tetto

    Scenario. Tizio ha un cane che si è fatto male: visita, radiografie, intervento chirurgico e farmaci per un totale di 900 euro, pagati con bonifici.

    Come si applica. Tizio può indicare nel 730 al massimo 550 euro, anche se ha speso 900. La detrazione del 19% si calcola su 550 – 129,11 = 420,89 euro, cioè circa 79,97 euro di risparmio. I restanti 350 euro di spesa (900 – 550) non danno diritto ad alcuna detrazione.

    In pratica

    • Importo da indicare nel 730: 550 euro (non 900)
    • La parte eccedente il tetto non è mai detraibile
    • Risparmio fiscale massimo: circa 79,99 euro

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quali animali danno diritto alla detrazione veterinaria?

    Gli animali legalmente detenuti per compagnia (cani, gatti, ecc.) o per la pratica sportiva (ad esempio cavalli da equitazione). Non sono ammessi gli animali allevati per scopi commerciali o di reddito.

    Qual è il risparmio massimo con la detrazione veterinaria?

    Il risparmio fiscale massimo è di circa 79,99 euro: è il 19% della differenza tra il tetto di 550 euro e la franchigia di 129,11 euro.

    Se ho speso meno di 129,11 euro dal veterinario, posso detrarre qualcosa?

    No. La franchigia di 129,11 euro è la parte che resta sempre a tuo carico. Se la spesa non supera quella soglia, non c’è nulla da detrarre.

    Rientrano i farmaci veterinari?

    Sì, i farmaci prescritti dal veterinario rientrano nelle spese detraibili, a condizione di avere la fattura o lo scontrino fiscale e di aver pagato in modo tracciabile.

    Posso detrarre le spese veterinarie di animali non miei?

    La detrazione spetta per gli animali legalmente detenuti dal contribuente. Non è prevista una possibilità di detrarre spese per animali intestati ad altri soggetti.

    Dove si indicano le spese veterinarie nel 730?

    Nei righi da E8 a E10, con il codice 29. L’importo massimo indicabile è 550 euro anche se la spesa reale è superiore.

    Vedi anche: Spese veterinarie, Detrazione spese mediche, Spese mediche all’estero, Spese mediche specialistiche, Franchigia spese sanitarie e Spese mediche oltre 15.493 euro.

  • Reperibilità, trasferta e indennità nel CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    Reperibilità, trasferta e indennità nel CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    Dove il servizio non può fermarsi — impianti, assistenza, soccorso, presidio continuo — la reperibilità è un istituto centrale: compensa la disponibilità a intervenire fuori orario, mentre l’eventuale chiamata genera lavoro effettivo da retribuire a parte. A questo si affiancano trasferta e rimborsi spese.

    In sintesi

    La reperibilità compensa con un’indennità il vincolo di restare disponibili a intervenire fuori orario; l’intervento effettivo è lavoro a tutti gli effetti, da retribuire a parte e nel rispetto del riposo minimo di legge. A questo si aggiungono trasferta e rimborsi spese, con le soglie di esenzione dell’art. 51 TUIR.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assovetro (Confindustria) · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Istituti trattati
    Reperibilità e interventi · Trasferta e rimborsi · Indennità di turno
    Riferimenti
    Art. 51, commi 5 e 6, TUIR (regime fiscale) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per importi e maggiorazioni
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Le voci in sintesi

    Le indennità legate alla mobilità e alla disponibilità hanno natura e trattamento fiscale diversi. La tabella riepiloga le principali, distinguendo la voce dal suo regime contributivo e fiscale.

    Indennità legate a trasferta e disponibilità — quadro generale
    Voce Quando spetta Regime fiscale (regola di legge)
    Indennità di trasferta (fuori Comune) Prestazione temporanea fuori dal territorio comunale della sede Esente fino a 46,48 €/giorno in Italia e 77,47 €/giorno all’estero (art. 51 c. 5 TUIR)
    Rimborso analitico (a piè di lista) Spese di vitto, alloggio e viaggio documentate Non imponibile se documentato; le soglie forfettarie si riducono se cumulato
    Indennità per trasferta nel Comune Spostamenti entro il territorio comunale della sede Imponibile per intero, salvo rimborsi di trasporto documentati
    Indennità di reperibilità Obbligo di restare disponibile a intervenire fuori orario Imponibile (retribuzione a tutti gli effetti)
    Indennità di turno Articolazione del lavoro su turni avvicendati Imponibile; percentuali dell’art. 20 del CCNL
    Indennità di trasfertismo Lavoratori abitualmente in trasferta (importo fisso e continuativo) Imponibile al 50% (art. 51 c. 6 TUIR)
    Nel testo letto (art. 40) l’indennità di trasferta fuori Comune è il 25% della retribuzione giornaliera per operai e intermedi se la missione supera le 24 ore e il 40% per impiegati e quadri se supera le 12 ore (fino a sei giorni); per la reperibilità il CCNL non fissa un importo nazionale, che resta agli accordi aziendali. Le soglie di esenzione fiscale sono fissate dalla legge e valgono per tutti i settori.

    Reperibilità: disponibilità, chiamata e riposo

    Dove il servizio è continuo, la reperibilità è l’istituto attorno a cui ruota l’organizzazione fuori orario. È bene distinguere con precisione le sue tre fasi, perché ciascuna ha un trattamento proprio.

    La disponibilità

    È il solo vincolo di restare raggiungibili e pronti a intervenire. Non è lavoro effettivo: viene compensata da un’indennità di reperibilità, di regola parametrata alla giornata e di importo diverso tra feriale e festivo; nel testo nazionale del CCNL non c’è un importo, che è definito dagli accordi aziendali.

    L’intervento

    Se la chiamata arriva, le ore effettivamente lavorate sono retribuite a parte come lavoro prestato, con le maggiorazioni che ricorrono (notturne, festive). L’indennità di disponibilità non assorbe il compenso per l’intervento.

    Il riposo

    L’intervento incide sul riposo giornaliero: l’art. 7 del D.Lgs. 66/2003 garantisce 11 ore consecutive ogni 24. Quando la chiamata notturna comprime questo riposo, va riconosciuto un riposo compensativo. Anche il riposo settimanale e i limiti di durata massima vanno rispettati nella programmazione dei turni di reperibilità.

    La trasferta nel CCNL: l’art. 40

    Per il personale inviato dall’azienda fuori Comune il contratto prevede il rimborso delle spese di viaggio, delle altre spese necessarie alla missione e di vitto e alloggio (da concordare preventivamente per operai e intermedi, nei limiti della normalità per impiegati e quadri), più un’indennità:

    • operai e intermedi: 25% della retribuzione giornaliera (1/25 di paga e contingenza mensili) se la missione dura oltre 24 ore; 20% per le missioni di lunga durata, dall’inizio del secondo mese, o quando i viaggi sono una caratteristica propria delle mansioni;
    • impiegati e quadri: 40% della retribuzione giornaliera (stipendio e contingenza mensili divisi per 25) se la missione dura oltre 12 ore e fino a sei giorni; 25% da 7 a 30 giorni; 20% dal secondo mese o per i viaggi frequenti. Questa indennità assorbe anticipazioni e protrazioni di orario, ma le prestazioni oltre l’orario normale chieste esplicitamente dal datore si pagano con le maggiorazioni dell’art. 19.

    I tre sistemi di rimborso: forfettario, analitico, misto

    La normativa fiscale (art. 51, comma 5, TUIR) prevede tre modalità di trattamento della trasferta fuori dal Comune, che il CCNL e la prassi aziendale possono combinare.

    1. Rimborso forfettario

    Al lavoratore è riconosciuta un’indennità giornaliera fissa. È esente da imposte e contributi fino a 46,48 € al giorno per le trasferte in Italia e 77,47 € al giorno per quelle all’estero; la parte eccedente concorre al reddito.

    2. Rimborso analitico (a piè di lista)

    Vengono rimborsate le spese effettivamente sostenute e documentate (vitto, alloggio, viaggio). Tali rimborsi, se giustificati, non sono imponibili. È possibile riconoscere in piè una piccola indennità non documentata, esente entro un limite ridotto.

    3. Rimborso misto

    Si combinano indennità forfettaria e rimborso analitico. In questo caso le soglie di esenzione forfettaria si riducono: di un terzo se è rimborsato analiticamente il vitto oppure l’alloggio, di due terzi se sono rimborsati entrambi.

    Trasfertisti: il regime dell’art. 51, comma 6 TUIR

    È trasfertista chi, per la natura della mansione, lavora abitualmente fuori dalla sede e percepisce un’indennità fissa e continuativa, non legata alla singola missione. Per questi lavoratori non vale la soglia piena di esenzione della trasferta occasionale: le indennità e maggiorazioni concorrono al reddito imponibile nella misura del 50%. La distinzione tra trasferta occasionale e trasfertismo va valutata sulla base delle concrete modalità di svolgimento del rapporto ed è fonte frequente di contenzioso.

    Casi pratici

    Tizio — reperibilità nel weekend con chiamata notturna
    Tizio è in reperibilità da sabato a domenica e percepisce la relativa indennità. Alle 2 di notte viene chiamato e lavora due ore. Quelle ore non sono coperte dalla sola indennità: vanno retribuite come lavoro effettivo, con la maggiorazione notturna del CCNL. Se l’intervento gli ha tolto parte del riposo, ha diritto a un riposo compensativo a tutela delle 11 ore di legge.
    Caia — settimana di reperibilità senza interventi
    Caia è reperibile per un’intera settimana ma non viene mai chiamata. Le spetta comunque l’indennità di reperibilità per ciascun giorno di disponibilità, feriali e festivi secondo gli importi dell’accordo aziendale: l’indennità remunera il vincolo, non l’effettivo intervento.

    Domande frequenti

    L’indennità di trasferta è sempre esente da tasse?
    No. È esente solo entro le soglie di legge (46,48 €/giorno in Italia, 77,47 €/giorno all’estero) e solo per le trasferte fuori dal Comune della sede. La parte eccedente, e l’indennità per spostamenti dentro il Comune, sono imponibili.
    Le voci di trasferta e reperibilità entrano nel calcolo del TFR?
    Le voci a carattere retributivo e continuativo rientrano nella base di calcolo del TFR e delle mensilità aggiuntive nei limiti previsti dal CCNL. Per le voci occasionali occorre verificare la clausola contrattuale specifica.
    Dove trovo gli importi esatti previsti dal mio contratto?
    La trasferta fuori Comune è nell’art. 40 del CCNL (25% della retribuzione giornaliera per operai e intermedi, 40% per impiegati e quadri nei primi sei giorni); le percentuali di turno e notturno sono negli artt. 19 e 20; la reperibilità non ha un importo nazionale e dipende dall’accordo aziendale. Le soglie di esenzione fiscale sono di legge.
    Se durante la reperibilità non vengo chiamato, mi spetta comunque qualcosa?
    Sì: l’indennità di reperibilità remunera il vincolo di disponibilità, non l’intervento. Spetta per ogni giorno di reperibilità anche in assenza di chiamate, negli importi dell’accordo aziendale.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità, paternità e congedi 2026 e tredicesima, quattordicesima e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge. Le percentuali di trasferta e di turno sono quelle degli artt. 19, 20 e 40 del CCNL (testo 2023; il rinnovo 2026 non è stato verificato); gli importi di reperibilità dipendono dagli accordi aziendali.

  • Art. 237 undevicies Cod. Amb. – (Incidenti o inconvenienti)

    Art. 237 Undevicies Cod. Amb. – (Incidenti o inconvenienti)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Fatte salve le disposizioni della Parte sesta, di attuazione della direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 , sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale e esclusi i casi disciplinati all’articolo 29-undecies, in caso di incidenti o inconvenienti che incidano in modo significativo sull’ambiente, il gestore: a) deve informare immediatamente le Regioni, le Province e i Comuni territorialmente competenti; b) deve adottare immediatamente le misure per limitare le conseguenze ambientali e prevenire ulteriori eventuali incidenti o inconvenienti.

    2. Ai fini del comma 1, le Regioni e le Province territorialmente competenti, diffidano il gestore ad adottare ogni misura complementare appropriata e necessaria per limitare le conseguenze ambientali e prevenire ulteriori eventuali incidenti o inconvenienti.

  • Supporto Formazione e Lavoro (SFL) 2026: a chi spetta, importo e domanda (esempio)

    In sintesi

    • L’SFL è il sostegno erogato dall’INPS ai soggetti tra 18 e 59 anni inseriti in percorsi di formazione, qualificazione, orientamento e politiche attive.
    • È una misura attivante: il beneficio è condizionato alla partecipazione effettiva ai percorsi, gestiti tramite la piattaforma SIISL.
    • La novità del comma 158 riguarda la durata: 18 mesi iniziali, poi rinnovi di 12 mesi ciascuno previa nuova domanda.
    • Rispetto al passato (di fatto 12 mesi più un solo rinnovo) la misura diventa rinnovabile più volte.
    • La disciplina di base resta negli artt. 12 (requisiti), 13 (importi) e 3 (durata) del D.L. 48/2023.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 158 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) modifica la durata del Supporto Formazione e Lavoro (SFL), introdotto dal D.L. 48/2023 («Decreto Lavoro»): erogazione iniziale fino a 18 mesi, primo rinnovo di 12 mesi previa nuova domanda, e ulteriori rinnovi di 12 mesi ciascuno, sempre su domanda.

    Approfondimento normativo completo: Comma 158 LB 2026: rinnovo Supporto Formazione e Lavoro (SFL).

    Cos'è l'SFL e cosa cambia con il comma 158

    Il Supporto Formazione e Lavoro è una delle due misure introdotte dal D.L. 48/2023 (insieme all’Assegno di Inclusione) per sostituire il vecchio Reddito di cittadinanza. È rivolto a chi, pur in condizione di fragilità economica, è attivabile al lavoro: soggetti tra 18 e 59 anni inseriti in percorsi di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento al lavoro.

    Si tratta di una misura attivante in senso stretto: l’erogazione è condizionata alla partecipazione effettiva ai percorsi, gestiti attraverso la piattaforma SIISL e la presa in carico dei servizi per il lavoro. Non è quindi un sostegno passivo, ma uno strumento legato a un patto di attivazione.

    Il comma 158 interviene sulla durata (art. 3, comma 2, del D.L. 48/2023), prevedendo tre regimi: erogazione iniziale per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi; primo rinnovo per ulteriori 12 mesi previa nuova domanda; rinnovi successivi di 12 mesi ciascuno, sempre su domanda. Rispetto alla disciplina previgente, che limitava di fatto la misura a 12 mesi più un solo rinnovo, la novità sostanziale è la rinnovabilità ripetuta del beneficio.

    Requisiti e adempimenti da verificare

    • L’età compresa tra 18 e 59 anni e la condizione economica richiesta dall’art. 12 del D.L. 48/2023.
    • L’iscrizione e l’attivazione sulla piattaforma SIISL e la presa in carico dei servizi per il lavoro.
    • L’effettiva partecipazione ai percorsi: l’SFL è condizionato all’attivazione, pena la decadenza.
    • I termini per la nuova domanda in occasione dei rinnovi (iniziale 18 mesi, poi 12+12…).
    • L’importo mensile del sostegno è pari a 500 euro (art. 13 D.L. 48/2023 e succ. adeguamenti), erogato per l’intera durata di fruizione, compresi i periodi di rinnovo introdotti dal comma 158 LB 2026.

    Caso 1 – Tizio, 35 anni, in percorso di formazione

    Scenario. Tizio ha 35 anni, è disoccupato e viene inserito in un percorso di qualificazione professionale. Vuole sapere per quanto tempo può contare sull’SFL.

    Come si legge in pratica. Con il comma 158, Tizio può ricevere l’SFL per un periodo iniziale fino a 18 mesi, a condizione di partecipare effettivamente al percorso tramite SIISL. Alla scadenza, presentando una nuova domanda, può ottenere un rinnovo di 12 mesi e, in seguito, ulteriori rinnovi di 12 mesi ciascuno.

    In pratica

    • Erogazione iniziale fino a 18 mesi.
    • Rinnovi di 12 mesi ciascuno, previa nuova domanda.
    • Beneficio condizionato alla partecipazione effettiva (SIISL).

    Caso 2 – Caia confronta vecchia e nuova durata

    Scenario. Caia aveva già percepito l’SFL in passato per 12 mesi e ricorda un solo rinnovo. Si chiede se ora le regole consentano di più.

    Come si legge in pratica. Sì. Nel regime previgente la misura era di fatto limitata a 12 mesi più un solo rinnovo di 12. Con il comma 158 l’erogazione iniziale arriva a 18 mesi e i rinnovi di 12 mesi possono ripetersi più volte, sempre previa nuova domanda e nel rispetto delle condizioni di attivazione.

    Confronto

    • Prima: 12 mesi + un solo rinnovo di 12.
    • Dal 2026: 18 mesi iniziali + rinnovi ripetuti di 12.
    • Sempre subordinato a nuova domanda e attivazione.

    Caso 3 – Sempronio interrompe il percorso

    Scenario. Sempronio percepisce l’SFL ma smette di partecipare alle attività di formazione e orientamento.

    Come si legge in pratica. L’SFL è una misura attivante: l’erogazione è condizionata alla partecipazione effettiva ai percorsi. L’interruzione ingiustificata espone al rischio di decadenza dal beneficio. Per non perderlo, Sempronio deve mantenere gli impegni del patto di attivazione gestito tramite SIISL e i servizi per il lavoro.

    Attenzione

    • Beneficio legato alla partecipazione effettiva ai percorsi.
    • L’interruzione ingiustificata può comportare decadenza.
    • Gli obblighi passano dalla piattaforma SIISL.

    Quando conviene una verifica

    Per orientarti tra requisiti, domanda e percorsi di attivazione può essere utile il supporto di un patronato o di un consulente del lavoro: trova un consulente del lavoro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Quanto dura l'SFL con le regole 2026?

    Il comma 158 della Legge di Bilancio 2026 prevede un’erogazione iniziale fino a 18 mesi, un primo rinnovo di 12 mesi previa nuova domanda e ulteriori rinnovi di 12 mesi ciascuno, sempre su domanda.

    Chi può chiedere il Supporto Formazione e Lavoro?

    I soggetti tra 18 e 59 anni in possesso dei requisiti dell’art. 12 del D.L. 48/2023, inseriti in percorsi di formazione, qualificazione, orientamento e politiche attive, attivati tramite la piattaforma SIISL.

    L'SFL è compatibile con l'Assegno di Inclusione?

    SFL e Assegno di Inclusione sono le due misure introdotte dal D.L. 48/2023 con presupposti diversi (attivabilità al lavoro per l’SFL). La compatibilità nel singolo caso va verificata con l’INPS e i servizi competenti.

    Cosa succede se non partecipo ai percorsi?

    L’SFL è una misura attivante: il beneficio è condizionato alla partecipazione effettiva. L’interruzione ingiustificata può comportare la decadenza dal sostegno.

    Come si presenta la domanda di rinnovo?

    Ogni rinnovo (di 12 mesi) richiede una nuova domanda. Le modalità e i termini operativi sono definiti dalle istruzioni dell’INPS e dalla gestione tramite SIISL.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.