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Art. 45 c.p.c. – Conflitto di competenza
In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)
Quando, in seguito all’ordinanza [1] che dichiara l’incompetenza del giudice adito per ragione di materia o per territorio nei casi di cui all’articolo 28, la causa nei termini di cui all’articolo 50 è riassunta davanti ad altro giudice, questi, se ritiene di essere a sua volta incompetente, richiede d’ufficio il regolamento di competenza.
[1] La parola «sentenza» è sostituita con «ordinanza» dall’art. 45, comma 4, L. 18 giugno 2009, n. 69.
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In sintesi
Se il giudice riassuntivo si ritiene a sua volta incompetente, richiede d'ufficio il regolamento di competenza.
Ratio della norma
L'art. 45 c.p.c. risolve il cosiddetto conflitto negativo di competenza: la situazione in cui due giudici si dichiarano entrambi incompetenti, rischiando di lasciare la parte senza un organo giudicante. Il legislatore ha preferito affidare la decisione alla Corte di Cassazione d'ufficio, senza attendere l'istanza di parte, a garanzia del diritto di accesso alla giustizia (art. 24 Cost.) e del principio di ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.).
Analisi del testo
La norma individua una sequenza precisa di presupposti. In primo luogo, occorre che il giudice originariamente adito abbia emesso un'ordinanza di incompetenza per materia o per territorio nelle ipotesi di cui all'art. 28 c.p.c. (competenza inderogabile per ragioni di ordine pubblico processuale). In secondo luogo, la parte deve aver riassunto la causa davanti al giudice indicato come competente, nei termini previsti dall'art. 50 c.p.c. Infine, il giudice della riassunzione deve, a sua volta, ritenere di non essere competente. In tale situazione non può limitarsi a emettere una nuova ordinanza di incompetenza: la legge gli impone di sollevare d'ufficio il regolamento di competenza, rimettendo la questione alla Corte di Cassazione affinché indichi il giudice competente in via definitiva.
Quando si applica
L'art. 45 opera tipicamente nelle seguenti situazioni: (a) contrasto tra giudici ordinari di diverso livello (es. Tribunale e Giudice di Pace) sull'identificazione del giudice competente per materia; (b) contrasto tra tribunali di circoscrizioni diverse in materie in cui la competenza territoriale è inderogabile ai sensi dell'art. 28 (es. esecuzione immobiliare, opposizione all'esecuzione). Non si applica, in linea generale, ai casi di competenza territoriale derogabile tra privati, per i quali l'ordinamento prevede meccanismi diversi. È inoltre necessario che la riassunzione sia avvenuta nei termini di legge: se la causa si è estinta per mancata riassunzione, non sorge conflitto.
Connessioni con altre norme
L'art. 45 si colloca all'interno di un sistema coerente: l'art. 28 c.p.c. definisce i casi di competenza territoriale inderogabile che possono innescare il meccanismo; l'art. 42 c.p.c. disciplina il regolamento di competenza su istanza di parte, rimedio alternativo/complementare; l'art. 43 c.p.c. regolamenta gli effetti del regolamento sul processo; l'art. 44 c.p.c. prevede il regolamento d'ufficio in altri casi; l'art. 47 c.p.c. si occupa del conflitto positivo di competenza; l'art. 50 c.p.c. fissa i termini per la riassunzione, la cui osservanza è presupposto indefettibile dell'art. 45.
Domande frequenti
Che cos'è il conflitto negativo di competenza disciplinato dall'art. 45 c.p.c.?
Si ha conflitto negativo di competenza quando due giudici si dichiarano entrambi incompetenti a conoscere la stessa causa. L'art. 45 c.p.c. risolve questa situazione imponendo al secondo giudice di richiedere d'ufficio il regolamento di competenza alla Corte di Cassazione, che indica definitivamente il giudice competente.
Il secondo giudice può emettere una normale ordinanza di incompetenza anziché richiedere il regolamento?
No. Una volta che la causa è stata ritualmente riassunta davanti al secondo giudice e questi si ritiene incompetente, la legge non gli lascia scelta: deve richiedere d'ufficio il regolamento di competenza. Non può limitarsi a emettere un'ordinanza di incompetenza, che altrimenti innescherebbe un rimpallo potenzialmente infinito tra giudici.
L'art. 45 si applica anche ai casi di incompetenza territoriale derogabile?
In linea generale no. La norma richiede che la declaratoria di incompetenza del primo giudice riguardi la materia o il territorio nei casi di cui all'art. 28 c.p.c., ossia le ipotesi di competenza territoriale inderogabile. Per la competenza territoriale ordinaria, derogabile per accordo delle parti, operano meccanismi diversi.
Cosa succede se la parte non riassume la causa nei termini dell'art. 50 c.p.c.?
Se la riassunzione non avviene nei termini di legge, il processo si estingue. In tal caso non si forma alcun conflitto di competenza ex art. 45 c.p.c., perché la causa non è validamente pendente davanti al secondo giudice. La parte dovrà, se ancora possibile, proporre una nuova domanda giudiziale.
Qual è la differenza tra il regolamento d'ufficio ex art. 45 e quello su istanza di parte ex art. 42 c.p.c.?
Il regolamento ex art. 42 è rimesso all'iniziativa della parte e può essere proposto quando il primo giudice si dichiara incompetente. Il regolamento ex art. 45 è invece obbligatorio e d'ufficio: scatta automaticamente per iniziativa del secondo giudice quando si verifica un conflitto negativo, senza che la parte debba attivarsi.
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