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Art. 28 c.p.c. – Foro stabilito per accordo delle parti
In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)
La competenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti, salvo che per le cause previste nei numeri 1, 2, 3 e 5 dell’articolo 70, per i casi di esecuzione forzata, di opposizione alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui l’inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge.
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In sintesi
Consente alle parti di derogare la competenza territoriale per accordo, salvo i casi di inderogabilità fissati dalla legge.
Ratio
L'articolo 28 del codice di procedura civile introduce il principio di autonomia processuale in materia di competenza territoriale. La logica è quella di rispettare la volontà delle parti contraenti, che spesso hanno negoziato e concordato il foro dove eventualmente litigare. Questo principio favorisce la certezza contrattuale e la prevedibilità dei contenziosi, permettendo ai soggetti di pianificare la gestione delle controversie secondo le loro convenienze e capacità organizzative.
Analisi
La norma consente alle parti di derogathe competenza per territorio mediante accordo, ma pone limitazioni significative. Non è possibile derogare per le cause elencate nell'articolo 70 (cause relative a immobili, eredità, status delle persone, diritti della personalità), per i casi di esecuzione forzata, di opposizione all'esecuzione, per procedimenti cautelari e possessori, e per ogni altro caso in cui l'inderogabilità sia disposta dalla legge. Il principio quindi è celui della derogabilità temperata da eccezioni tassative.
Quando si applica
Si applica quando le parti, in un contratto o in un accordo processuale, dichiarano esplicitamente il foro dove intendono risolvere le loro controversie. Ad esempio, in un contratto di locazione si può stabilire che qualsiasi causa fra locatore e conduttore sarà decisa dal giudice di Milano. L'accordo vincolerà entrambe le parti al rispetto di quel foro, salvo che la materia sia inderogabile.
Connessioni
L'articolo 28 si raccorda strettamente con gli articoli 29 e 30 che disciplinano rispettivamente la forma dell'accordo sulla competenza territoriale e il domicilio eletto. Rimanda all'articolo 70 per l'elenco delle cause in cui la competenza è inderogabile. È inoltre collegato all'articolo 26-27 sulla esecuzione forzata e all'articolo 9 sulle competenze per materia, per ricordare che la competenza per materia non è mai derogabile.
Domande frequenti
Come deve risultare l'accordo fra le parti sulla competenza territoriale?
L'articolo 29 richiede che l'accordo risulti da atto scritto. Può essere contenuto nel contratto principale, in una lettera, in una email, purchè in forma scritta che renda identificabile il consenso.
Se le parti sono in disaccordo sulla validità dell'accordo sul foro, chi decide?
Il giudice che riceve la causa ha il potere di decidere sulla validità dell'accordo. Se lo ritiene valido, dichiara la sua competenza. Se lo ritiene invalido, procede nel merito.
L'accordo sulla competenza territoriale è vincolante anche per i successori delle parti?
No, l'accordo sulla competenza è frutto della volontà delle parti e non si trasmette automaticamente ai successori, salvo che il successore assuma la posizione processuale della parte originaria.
Si può derogare la competenza territoriale per controversie relative a diritti della personalità?
No, le cause relative a diritti della personalità (articolo 70 numero 5) sono inderogabili. La protezione della persona prevale sulla volontà delle parti.
Un accordo sulla competenza territoriale è valido anche se conclude un verbale di tentativo di conciliazione?
Sì, purché il verbale sia in forma scritta e contenga il chiaro consenso delle parti. Anche i tentativi di conciliazione possono contenere accordi sulla competenza territoriale.
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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