Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 264 TUEL – Deliberazione del bilancio di previsione stabilmente riequilibrato

    Art. 264 TUEL – Articolo 264

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. A seguito dell’approvazione ministeriale dell’ipotesi di bilancio l’ente provvede entro 30 giorni alla deliberazione del bilancio dell’esercizio cui l’ipotesi si riferisce.

    2. Con il decreto di cui all’articolo 261, comma 3, è fissato un termine, non superiore a 120 giorni, per la deliberazione di eventuali altri bilanci di previsione o rendiconti non deliberati dall’ente nonché per la presentazione delle relative certificazioni. 115

  • Art. 259 Cod. Amb. – Spedizione illegale di rifiuti

    Art. 259 Cod. Amb. – Spedizione illegale di rifiuti

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Chiunque effettua una spedizione di rifiuti costituente spedizione illegale ai sensi dell’articolo 2, punto 35 del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006 e dell’articolo 3 , punto 26 del regolamento (UE) 2024/1157 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 aprile 2024 , è punito con la reclusione da uno a cinque anni. La pena è aumentata in caso di spedizione di rifiuti pericolosi.

    2. Alla sentenza di condanna, o a quella emessa ai sensi dell’ articolo 444 del codice di procedura penale , per i reati relativi al traffico illecito di cui al comma 1 o al trasporto illecito di cui agli articoli 256 e 258, comma 4, consegue obbligatoriamente la confisca del mezzo di trasporto.

  • Art. 263 TUEL – Determinazione delle medie nazionali per classi demografiche delle risorse di parte corrente e della consistenza delle dotazioni organiche

    Art. 263 TUEL – Articolo 263

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Con decreto a cadenza triennale il Ministro dell’interno individua le medie nazionali annue, per classe demografica per i comuni ed uniche per le province, delle risorse di parte corrente di cui all’articolo 259, comma 4.

    2. Con decreto a cadenza triennale il Ministro dell’interno individua con proprio decreto la media nazionale per classe demografica della consistenza delle dotazioni organiche per comuni e province ed i rapporti medi dipendenti-popolazione per classe demografica, validi per gli enti in condizione di dissesto ai fini di cui all’articolo 259, comma 6. In ogni caso agli enti spetta un numero di dipendenti non inferiore a quello spettante agli enti di maggiore dimensione della fascia demografica precedente.

  • Bonus verde 2026: è scaduto, nel 730 solo le rate fino al 2024

    In sintesi

    Aggiornamento: il bonus verde è scaduto il 31 dicembre 2024 e non è stato prorogato né dalla legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) né da quella per il 2026 (L. 199/2025). Le spese di sistemazione a verde sostenute nel 2025 e nel 2026 non danno diritto ad alcuna detrazione. Nel 730/2026 si indicano soltanto le rate residue delle spese sostenute fino al 2024. Per interventi nuovi resta il bonus ristrutturazione, ma solo se i lavori si qualificano come manutenzione straordinaria e non come semplice sistemazione del verde.

    • Detrazione del 36% delle spese di sistemazione a verde di aree scoperte private, giardini, terrazzi, impianti di irrigazione e giardini pensili.
    • Il massimale è 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo: detrazione massima recuperabile 1.800 euro.
    • La detrazione è divisa in 10 rate annuali di pari importo.
    • Rientrano anche le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.
    • Per i condomini, la detrazione spetta al singolo condomino nella quota a lui imputabile, a condizione che l’abbia versata al condominio entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
    • I pagamenti devono essere tracciabili: bonifico bancario o postale, carte di credito/debito, assegni non sono ammessi per questo bonus.

    Come funziona il bonus verde: giardini e terrazzi in detrazione

    Il bonus verde è la detrazione IRPEF del 36% pensata per chi cura o migliora gli spazi verdi della propria abitazione. In pratica, se hai sistemato il giardino, la terrazza o il cortile privato – oppure hai fatto installare un impianto di irrigazione o realizzato un tetto verde – puoi recuperare una parte della spesa scalandola dall’IRPEF in dieci anni.

    Il limite di spesa su cui calcolare la detrazione è 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo: significa che la detrazione massima che puoi ottenere è 1.800 euro (il 36% di 5.000). Se hai speso di più, l’eccedenza non conta ai fini del bonus.

    Il bonus riguarda le spese sostenute dal 2018 al 2024 per interventi su aree scoperte private di edifici esistenti. Se stai portando in dichiarazione rate di spese di quegli anni, le trovi nel quadro E con il codice ’12’ (per proprieta’ individuali) o ’13’ (per parti comuni condominiali). Attenzione: il testo delle istruzioni ufficiali indica i codici 12 e 13 per spese dal 2018 al 2024; verifica se la tua spesa rientra in quel periodo.

    Riepilogo bonus verde (quadro E, rigo E41-E43)
    Voce Importo / condizione
    Aliquota detrazione 36%
    Massimale di spesa per unità abitativa 5.000 euro
    Detrazione massima ottenibile 1.800 euro
    Numero di rate 10 quote annuali di pari importo
    Codice colonna 2 (proprietà individuale) '12'
    Codice colonna 2 (parti comuni condominio) '13'

    Esempio pratico

    • Caio ha sistemato il giardino della sua abitazione nel 2024: ha pagato un giardiniere per la progettazione e la posa di un impianto di irrigazione automatica, spendendo in totale 4.200 euro. Detrazione spettante: 36% di 4.200 = 1.512 euro, divisi in 10 rate da 151,20 euro. Nel 730/2026 Caio indica la rata numero 2 (le spese erano del 2024): 151,20 euro scalati dall’IRPEF. Se avesse speso 7.000 euro, avrebbe potuto detrarre solo il 36% del tetto massimo di 5.000 = 1.800 euro totali.

    Documenti necessari

    • Fatture dell’impresa o del professionista che ha eseguito i lavori
    • Bonifico bancario o postale tracciabile (con causale, codice fiscale del pagante e partita IVA del beneficiario)
    • Documentazione del progetto, se presente (per interventi di progettazione connessa ai lavori)
    • Per condomini: ricevuta del versamento al condominio e ripartizione millesimale

    Caso 1 – Terrazza di casa con giardino pensile

    Scenario. Tizio possiede un appartamento con terrazza. Nel 2024 ha fatto realizzare un giardino pensile: fornitura di substrato, piante e impianto di irrigazione a goccia. Spesa totale: 4.800 euro.

    Come si applica. I giardini pensili rientrano espressamente nel bonus verde. La spesa di 4.800 euro è sotto il tetto di 5.000 euro, quindi tutta è ammissibile. Detrazione: 36% di 4.800 = 1.728 euro in 10 rate da 172,80 euro. Nel 730/2026 Tizio dichiara la rata numero 2 (spesa 2024). Indica il codice ’12’ nella colonna 2 e l’anno 2024.

    In pratica

    • Tetto rispettato: 4.800 euro su 5.000 ammissibili.
    • Seconda rata nel 730/2026: 172,80 euro.
    • Codice ’12’ per abitazione individuale, non condominio.

    Caso 2 – Giardino condominiale

    Scenario. Sempronio vive in un condominio di 10 appartamenti. Nel 2024 il condominio ha rifatto il verde delle aree esterne: posa di prato, siepi e impianto di irrigazione. Spesa totale del condominio: 30.000 euro. A Sempronio spetta il 10% millesimale.

    Come si applica. Per le parti comuni il tetto è 5.000 euro per unità abitativa: qui il condominio ha 10 unità, quindi il massimale complessivo è 50.000 euro. La spesa di 30.000 euro rientra. La quota di Sempronio è 10% x 30.000 = 3.000 euro. Detrazione spettante: 36% di 3.000 = 1.080 euro, in 10 rate da 108 euro. Condizione: Sempronio deve aver versato la sua quota al condominio entro la data di presentazione della dichiarazione.

    In pratica

    • Codice ’13’ per parti comuni condominiali.
    • Rata annua di Sempronio: 108 euro.
    • Il versamento al condominio deve essere avvenuto prima della presentazione del 730.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Qual è il tetto massimo di spesa per il bonus verde?

    5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo. Se hai speso di più, detrai comunque al massimo il 36% di 5.000 = 1.800 euro totali.

    Cosa rientra nel bonus verde?

    La sistemazione a verde di aree scoperte private (giardini, cortili, terrazze), gli impianti di irrigazione, la realizzazione di pozzi, le coperture a verde e i giardini pensili. Rientrano anche le spese di progettazione e manutenzione connesse ai lavori.

    In quante rate si divide la detrazione?

    In 10 rate annuali di pari importo. Se hai sostenuto la spesa nel 2024, la prima rata era nel 730/2025 e la seconda è nel 730/2026.

    Devo usare il bonifico parlante?

    Sì, il pagamento deve essere effettuato con strumenti che permettano la tracciabilità delle operazioni: bonifico bancario o postale, carte di debito o credito. I contanti non sono ammessi.

    Spetta anche per il condominio?

    Sì. Per gli interventi sulle parti comuni esterne del condominio, ogni condomino può detrarre la propria quota, a patto di aver versato la sua parte al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione.

    Il bonus verde vale anche per le spese del 2025?

    Secondo le istruzioni del 730/2026, i codici 12 e 13 si applicano a spese sostenute dal 2018 al 2024. Se hai dubbi sulla tua situazione specifica, confronta le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate relative all’anno di spesa.

  • Art. 258 Cod. Amb. – Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari

    Art. 258 Cod. Amb. – Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. I soggetti di cui all’articolo 189, comma 3, che non effettuano la comunicazione ivi prescritta ovvero la effettuano in modo incompleto o inesatto sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da duemila a diecimila euro; se la comunicazione è effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine stabilito ai sensi della legge 25 gennaio 1994, n. 70 , si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da ventisei euro a centosessanta euro.

    2. Chiunque omette di tenere ovvero tiene in modo incompleto il registro di carico e scarico di cui all’articolo 190, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da quattromila a ventimila euro. Se il registro è relativo a rifiuti pericolosi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a trentamila euro, nonché nei casi più gravi, la sanzione amministrativa accessoria facoltativa della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore.ù

    2-bis. All’accertamento della violazione di cui al comma 2 consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a quattro mesi se si tratta di rifiuti non pericolosi e da due a otto mesi se si tratta di rifiuti pericolosi. Si applicano le disposizioni di cui al Titolo VI, Capo I, Sezione II del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 . All’accertamento della violazione consegue altresì la sospensione dall’Albo nazionale dei gestori ambientali di cui all’articolo 212 per un periodo da due a sei mesi se il trasporto riguarda rifiuti non pericolosi e da quattro a dodici mesi se il trasporto riguarda rifiuti pericolosi.

    3. Nel caso di imprese che occupino un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti, le sanzioni sono quantificate nelle misure minime e massime da millequaranta euro a seimiladuecento euro per i rifiuti non pericolosi e da duemilasettanta euro a dodicimilaquattrocento euro per i rifiuti pericolosi. Il numero di unità lavorative è calcolato con riferimento al numero di dipendenti occupati mediamente a tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di unità lavorative annue; ai predetti fini l’anno da prendere in considerazione è quello dell’ultimo esercizio contabile approvato, precedente il momento di accertamento dell’infrazione.

    4. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua il trasporto di rifiuti senza il formulario di cui all’articolo 193 o senza i documenti sostitutivi ivi previsti, ovvero riporta nel formulario stesso dati incompleti o inesatti è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da milleseicento euro a diecimila euro. Fatta salva l’applicazione del comma 5, chiunque effettua il trasporto di rifiuti pericolosi senza il formulario di cui all’articolo 193 o senza i documenti sostitutivi ivi previsti è punito con la pena della reclusione da uno a tre anni. Tale ultima pena si applica anche a chi nella predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, fornisce false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti e a chi fa uso di un certificato falso durante il trasporto.

    4-bis. Alla sentenza di condanna o alla sentenza emessa ai sensi dell’ articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei reati di cui al comma 4, secondo e terzo periodo, consegue la confisca del mezzo utilizzato per la commissione del reato, salvo che appartenga a persona estranea al reato.

    5. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 4, ove le informazioni, pur formalmente incomplete o inesatte, siano rinvenibili in forma corretta dai dati riportati nella comunicazione al catasto, nei registri cronologici di carico e scarico, nei formulari di identificazione dei rifiuti trasportati e nelle altre scritture contabili tenute per legge, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da duecentosessanta euro a millecinquecentocinquanta euro. La stessa pena si applica nei casi di indicazioni formalmente incomplete o inesatte, ma contenenti gli elementi atti a ricostruire le informazioni richieste ai sensi di legge, nonché nei casi di mancato invio alle autorità competenti e di mancata conservazione dei registri di cui all’articolo 190, comma 1, o del formulario di cui all’articolo

    193. La sanzione ridotta di cui alla presente disposizione si applica alla omessa o incompleta tenuta dei registri cronologici di carico e scarico da parte del produttore quando siano presenti i formulari di trasporto, a condizione che la data di produzione e presa in carico dei rifiuti possa essere dimostrata, o coincida con la data di scarico dei rifiuti stessi.

    6. I soggetti di cui all’articolo 220, comma 2, che non effettuano la comunicazione ivi prescritta ovvero la effettuino in modo incompleto o inesatto sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da duemila euro a diecimila euro; nel caso in cui la comunicazione sia effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine stabilito ai sensi della legge 25 gennaio 1994, n. 70 , si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da ventisei euro a centosessanta euro.

    7. I soggetti responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani che non effettuano la comunicazione di cui all’articolo 189, comma 5, ovvero la effettuano in modo incompleto o inesatto, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da duemila euro a diecimila euro; nel caso in cui la comunicazione sia effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine stabilito ai sensi della legge 25 gennaio 1994, n. 70 , si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da ventisei euro a centosessanta euro.

    8. In caso di violazione di uno o più degli obblighi previsti dall’articolo 184, commi 5- bis.1 e 5-bis.2, e dall’articolo 241-bis, commi 4-bis, 4-ter e 4-quater, del presente decreto, il comandante del poligono militare delle Forze armate è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da tremila euro a diecimila euro. In caso di violazione reiterata degli stessi obblighi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a ventimila euro.

    9. Chi con un’azione od omissione viola diverse disposizioni di cui al presente articolo, ovvero commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione amministrativa prevista per la violazione più grave, aumentata sino al doppio. La stessa sanzione si applica a chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di cui al presente articolo.

    9-bis. Le disposizioni di cui al comma 9 si applicano a tutte le violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116 , per le quali non sia già intervenuta sentenza passata in giudicato.

    10. Salvo che il fatto costituisca reato e fermo restando l’obbligo di corrispondere i contributi pregressi eventualmente non versati, la mancata o irregolare iscrizione al Registro di cui all’articolo 188-bis, nelle tempistiche e con le modalità definite nel decreto di cui al comma 1 del medesimo articolo, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquecento euro a duemila euro, per i rifiuti non pericolosi, e da mille euro a tremila euro per i rifiuti pericolosi. La mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi con le tempistiche e le modalità ivi definite comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquecento euro a duemila euro per i rifiuti non pericolosi e da mille euro a tremila euro per i rifiuti pericolosi.

    10-bis. In sede di prima applicazione delle disposizioni relative alla trasmissione dei dati informativi al Registro di cui all’articolo 188-bis, le sanzioni di cui al secondo periodo del comma 10, con esclusivo riferimento alla mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari di identificazione rifiuti, si applicano a decorrere dal 15 settembre 2026 .

    11. Le sanzioni di cui al comma 10 sono ridotte ad un terzo nel caso in cui si proceda all’iscrizione al Registro entro 60 giorni dalla scadenza dei termini previsti dal decreto di cui al comma 1 dell’articolo 188-bis e dalle procedure operative. Non è soggetta alle sanzioni di cui al comma 11 la mera correzione di dati, comunicata con le modalità previste dal decreto citato.

    12. Gli importi delle sanzioni di cui al comma 10 sono versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, destinati agli interventi di bonifica dei siti di cui all’articolo 252, comma 5, ove ricorrano le condizioni di cui all’articolo 253, comma 5, secondo criteri e modalità di ripartizione fissati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

    13. Le sanzioni di cui al presente articolo, conseguenti alla trasmissione o all’annotazione di dati incompleti o inesatti sono applicate solo nell’ipotesi in cui i dati siano rilevanti ai fini della tracciabilità, con esclusione degli errori materiali e violazioni formali. In caso di dati incompleti o inesatti rilevanti ai fini della tracciabilità di tipo seriale, si applica una sola sanzione aumentata fino al triplo.

  • Art. 262 TUEL – Inosservanza degli obblighi relativi all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato

    Art. 262 TUEL – Articolo 262

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. L’inosservanza del termine per la presentazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato o del termine per la risposta ai rilievi ed alle richieste di cui all’articolo 261, comma 1, o del termine di cui all’articolo 261, comma 4, o l’emanazione del provvedimento definitivo di diniego da parte del Ministro dell’interno integrano l’ipotesi di cui all’articolo 141, comma 1, lettera a).

    2. Nel caso di emanazione del provvedimento definitivo di diniego di cui all’articolo 261, comma 4, sono attribuiti al commissario i poteri ritenuti necessari per il riequilibrio della gestione, anche in deroga alle norme vigenti, comunque senza oneri a carico dello Stato.

  • Art. 257 Cod. Amb. – bonifica dei siti

    Art. 257 Cod. Amb. – bonifica dei siti

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque cagiona l’inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro, se non provvede alla bonifica in conformità al progetto approvato dall’autorità competente nell’ambito del procedimento di cui agli articoli 242 e seguenti. In caso di mancata effettuazione della comunicazione di cui all’articolo 242, il trasgressore è punito con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da mille euro a ventiseimila euro.

    2. Si applica la pena dell’arresto da un anno a due anni e la pena dell’ammenda da cinquemiladuecento euro a cinquantaduemila euro se l’inquinamento è provocato da sostanze pericolose.

    3. Nella sentenza di condanna per la contravvenzione di cui ai commi 1 e 2, o nella sentenza emessa ai sensi dell’ articolo 444 del codice di procedura penale , il beneficio della sospensione condizionale della pena può essere subordinato alla esecuzione degli interventi di emergenza, bonifica e ripristino ambientale. 4. L’osservanza dei progetti approvati ai sensi degli articoli 242 e seguenti costituisce condizione di non punibilità per le contravvenzioni ambientali contemplate da altre leggi per il medesimo evento e per la stessa condotta di inquinamento di cui al comma 1

  • Art. 261 TUEL – Istruttoria e decisione sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato

    Art. 261 TUEL – Articolo 261

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. L’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato è istruita dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, che formula eventuali rilievi o richieste istruttorie, cui l’ente locale fornisce risposta entro sessanta giorni.

    2. Entro il termine di quattro mesi la Commissione esprime un parere sulla validità delle misure disposte dall’ente per consolidare la propria situazione finanziaria e sulla capacità delle misure stesse di assicurare stabilità alla gestione finanziaria dell’ente medesimo. La formulazione di rilievi o richieste di cui al comma 1 sospende il decorso del termine.

    3. In caso di esito positivo dell’esame la Commissione sottopone l’ipotesi all’approvazione del Ministro dell’interno che vi provvede con proprio decreto, stabilendo prescrizioni per la corretta ed equilibrata gestione dell’ente.

    4. In caso di esito negativo dell’esame da parte della Commissione il Ministro dell’interno emana un provvedimento di diniego dell’approvazione, prescrivendo all’ente locale di presentare, previa deliberazione consiliare, entro l’ulteriore termine perentorio di quarantacinque giorni decorrenti dalla data di notifica del provvedimento di diniego, una nuova ipotesi di bilancio idonea a rimuovere le cause che non hanno consentito il parere favorevole. La mancata approvazione della nuova ipotesi di bilancio ha carattere definitivo. 112

    4-bis. In caso di inizio del mandato, l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato già trasmessa al Ministero dell’interno dalla precedente amministrazione, ordinaria o commissariale, può essere sostituita dalla nuova amministrazione con una nuova ipotesi di bilancio entro tre mesi dall’insediamento degli organi dell’ente.

    5. Con il decreto di cui al comma 3 è disposto l’eventuale adeguamento dei contributi alla media previsto dall’articolo 259, comma 4.

  • Art. 256 bis Cod. Amb. – (Combustione illecita di rifiuti)

    Art. 256 Bis Cod. Amb. – (Combustione illecita di rifiuti)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata è punito con la reclusione da due a cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni. Il responsabile è tenuto al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e al pagamento, anche in via di regresso, delle spese per la bonifica.

    2. Le stesse pene si applicano a colui che tiene le condotte di cui all’articolo 255, commi 1 e 1.1 in funzione della successiva combustione illecita di rifiuti. Se i fatti di cui agli articoli 255-bis, 255-ter, 256 e 259 sono commessi in funzione della successiva combustione illecita di rifiuti, le pene per i predetti reati non possono essere inferiori a quelle stabilite dal comma 1.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 8 AGOSTO 2025, N. 116 .

    3-bis. La combustione di rifiuti non pericolosi è punita con la reclusione da tre a sei anni, quando: a) dal fatto deriva pericolo per la vita o per la incolumità delle persone ovvero pericolo di compromissione o deterioramento: 1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; 2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna; b) il fatto è commesso in siti contaminati o potenzialmente contaminati ai sensi dell’articolo 240 o comunque sulle strade di accesso ai predetti siti e relative pertinenze. La combustione di rifiuti pericolosi, quando ricorre taluno dei casi di cui al periodo che precede, è punita con la reclusione da tre anni e sei mesi a sette anni.

    3-ter. Se ai fatti di cui al comma 3-bis segue l’incendio, le pene ivi previste sono aumentate sino alla metà.

    4. La pena è aumentata di un terzo se i fatti di cui ai commi 1 e 3-bis sono commessi in territori che, al momento della condotta e comunque nei cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni di stato di emergenza nel settore dei rifiuti ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225 .

    5. I mezzi utilizzati per il trasporto di rifiuti oggetto del reato di cui al comma 1 del presente articolo, inceneriti in aree o in impianti non autorizzati, sono confiscati ai sensi dell’articolo 259, comma 2, salvo che il mezzo appartenga a persona estranea alle condotte di cui al citato comma 1 del presente articolo e che non si configuri concorso di persona nella commissione del reato. Alla sentenza di condanna o alla sentenza emessa ai sensi dell’ articolo 444 del codice di procedura penale consegue la confisca dell’area sulla quale è commesso il reato, se di proprietà dell’autore o del concorrente nel reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.

    6. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 8 AGOSTO 2025, N. 116 . Fermo restando quanto previsto dall’articolo 182, comma 6-bis, le disposizioni del presente articolo non si applicano all’abbruciamento di materiale agricolo o forestale naturale, anche derivato da verde pubblico o privato.

  • Art. 260 TUEL – Collocamento in disponibilità del personale eccedente

    Art. 260 TUEL – Articolo 260

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. I dipendenti dichiarati in eccedenza ai sensi dell’articolo 259, comma 6, sono collocati in disponibilità. Ad essi si applicano le vigenti disposizioni, così come integrate dai contratti collettivi di lavoro, in tema di eccedenza di personale e di mobilità collettiva o individuale.

    2. Il Ministero dell’interno assegna all’ente locale per il personale posto in disponibilità un contributo pari alla spesa relativa al trattamento economico con decorrenza dalla data della deliberazione e per tutta la durata della disponibilità. Analogo contributo, per la durata del rapporto di lavoro, è corrisposto all’ente locale presso il quale il personale predetto assume servizio.

  • Art. 256 Cod. Amb. – attività di gestione di rifiuti non autorizzata

    Art. 256 Cod. Amb. – attività di gestione di rifiuti non autorizzata

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Fuori dai casi sanzionati ai sensi dell’articolo 29-quattuordecies, comma 1, Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 è punito con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. Se i fatti riguardano rifiuti pericolosi, la pena è della reclusione da uno a cinque anni .

    1-bis. La pena per i fatti di cui al comma 1, primo periodo, è della reclusione da uno a cinque anni quando: a) dal fatto deriva pericolo per la vita o per la incolumità delle persone ovvero pericolo di compromissione o deterioramento: 1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; 2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna; b) il fatto è commesso in siti contaminati o potenzialmente contaminati ai sensi dell’articolo 240 o comunque sulle strade di accesso ai predetti siti e relative pertinenze. Se, ricorrendo taluno dei casi di cui al periodo che precede, i fatti riguardano rifiuti pericolosi, la pena è della reclusione da due anni a sei anni e sei mesi.

    1-ter. Nel caso in cui le violazioni di cui ai commi 1 e 1-bis siano commesse mediante l’utilizzo di veicoli a motore, al conducente del veicolo si applica, altresì, la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da tre a nove mesi . Si applicano le disposizioni di cui al Titolo VI, Capo II, Sezione II del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 .

    1-quater. Alla sentenza di condanna o alla sentenza emessa ai sensi dell’ articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei fatti di cui ai commi 1 e 1-bis, consegue la confisca del mezzo utilizzato per la commissione del reato, salvo che appartenga a persona estranea al reato.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.L. 8 AGOSTO 2025, N. 116 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 3 OTTOBRE 2025, N. 147 .

    3. Fuori dai casi sanzionati ai sensi dell’articolo 29-quattuordecies, comma 1, chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Si applica la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni e sei mesi se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi.

    3-bis. La realizzazione o gestione di una discarica non autorizzata è punita con la reclusione da due a sei anni quando: a) dal fatto deriva pericolo per la vita o per la incolumità delle persone ovvero pericolo di compromissione o deterioramento: 1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; 2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna; b) il fatto è commesso in siti contaminati o potenzialmente contaminati ai sensi dell’articolo 240 o comunque sulle strade di accesso ai predetti siti e relative pertinenze. Se, ricorrendo taluno dei casi di cui al periodo che precede, la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi, la pena è della reclusione da due anni e sei mesi a sette anni.

    3-ter. Alla sentenza di condanna o alla sentenza emessa ai sensi dell’ articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei fatti di cui ai commi 3 e 3-bis, consegue la confisca dell’area sulla quale è realizzata la discarica abusiva, salvo che appartenga a persona estranea al reato, fatti comunque salvi gli obblighi di bonifica o di ripristino dello stato dei luoghi.

    4. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, si applica la pena dell’ammenda da euro 6.000 a euro 52.000 o dell’arresto fino a tre anni nei confronti di colui che, pur essendo titolare di autorizzazioni, iscrizioni o comunicazioni di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216, non osservi le prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni o nelle ipotesi di carenza dei requisiti e delle condizioni richiesti per le iscrizioni o comunicazioni, sempre che il fatto riguardi rifiuti non pericolosi e quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1-bis, lettera a), numeri 1) e 2), e lettera b) .

    5. Chiunque, in violazione del divieto di cui all’articolo 187, effettua attività non consentite di miscelazione di rifiuti, è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro.

    6. Chiunque effettua il deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi, con violazione delle disposizioni di cui all’articolo 227, comma 1, lettera b), è punito con la pena dell’arresto da tre mesi ad un anno o con la pena dell’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da duemilaseicento euro a quindicimilacinquecento euro per i quantitativi non superiori a duecento litri o quantità equivalenti.

    7. Chiunque viola gli obblighi di cui agli articoli 231, commi 7, 8 e 9, 233, commi 12 e 13, e 234, comma 14, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da duecentosessanta euro a millecinquecentocinquanta euro.

    8. I soggetti di cui agli articoli 233, 235 e 236 che non adempiono agli obblighi di partecipazione ivi previsti sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da ottomila euro a quarantacinquemila euro, fatto comunque salvo l’obbligo di corrispondere i contributi pregressi. Ai soggetti di cui all’articolo 234 che non adempiono agli obblighi di partecipazione ivi previsti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 5.000, fatto comunque salvo l’obbligo di corrispondere i contributi pregressi.

    9. Le sanzioni di cui al comma 8 sono ridotte della metà nel caso di adesione effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine per adempiere agli obblighi di partecipazione previsti dagli articoli 233, 234, 235 e 236.

  • Premi di risultato nel 730 2026: imposta sostitutiva al 5%

    In sintesi

    • Imposta sostitutiva al 5%: i premi di risultato da contratti collettivi aziendali o territoriali sono tassati al 5% invece che con le aliquote IRPEF ordinarie.
    • Limite base 3.000 euro lordi: la tassazione agevolata si applica fino a 3.000 euro di premio; la parte eccedente è tassata in modo ordinario.
    • Fino a 4.000 euro: se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro con contratti stipulati fino al 24 aprile 2017 e ancora vigenti.
    • Fino a 5.000 euro nel 2025: se l’azienda distribuisce ai dipendenti una quota degli utili di almeno il 10% degli utili complessivi, il tetto sale a 5.000 euro lordi.
    • Reddito 2024 ≤ 80.000 euro: possono accedere all’agevolazione solo i lavoratori che nell’anno precedente (2024) hanno percepito redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.
    • Si può scegliere la tassazione ordinaria: se risulta più conveniente, il lavoratore può optare per la tassazione IRPEF ordinaria invece dell’imposta sostitutiva.

    Cosa sono i premi di risultato e come vengono tassati

    I premi di risultato sono somme aggiuntive allo stipendio erogate dalle aziende ai lavoratori dipendenti del settore privato in base al raggiungimento di obiettivi misurabili (produttività, qualità, redditività). Devono derivare da contratti collettivi aziendali o territoriali depositati telematicamente presso la competente Direzione territoriale del lavoro entro 30 giorni dalla stipula – senza questo deposito, l’agevolazione non si applica.

    Per il 2025, questi premi godono di una tassazione agevolata: invece di essere sommati al reddito ordinario e tassati con le aliquote IRPEF progressive (che possono arrivare al 23%, 35% o 43%), sono soggetti a una imposta sostitutiva del 5%. In concreto, su 1.000 euro di premio agevolato paghi 50 euro di imposta invece dei 230 che pagheresti con l’aliquota più bassa (23%).

    Il limite entro cui si applica questa tassazione agevolata varia: il tetto standard è 3.000 euro lordi di premio, ma può salire a 4.000 o 5.000 euro a seconda di specifiche condizioni legate all’organizzazione del lavoro in azienda. È importante sapere che solo i lavoratori che nel 2024 hanno percepito redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro possono accedere al regime agevolato.

    Premi di risultato 2025: limiti e condizioni
    Limite agevolato Condizione richiesta Tassazione
    3.000 euro lordi Contratto collettivo aziendale o territoriale standard (codice 1 in CU punto 571) 5% imposta sostitutiva
    4.000 euro lordi Azienda con coinvolgimento paritetico lavoratori, contratti stipulati fino al 24/04/2017 ancora vigenti (codice 2) 5% imposta sostitutiva
    5.000 euro lordi Distribuzione utili d'impresa ≥ 10% degli utili complessivi (codice 3) 5% imposta sostitutiva
    Eccedenza oltre il limite Qualsiasi condizione Tassazione IRPEF ordinaria
    Reddito lavoro dipendente 2024 Soglia di accesso all'agevolazione ≤ 80.000 euro

    Esempio pratico

    • Tizio lavora in un’azienda che ha stipulato un contratto aziendale standard (codice 1). Nel 2025 riceve un premio di risultato di 3.500 euro lordi. I primi 3.000 euro sono tassati al 5%: Tizio paga 150 euro di imposta sostitutiva. I restanti 500 euro sono invece tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Nel 2024 Tizio aveva percepito redditi da lavoro dipendente di 30.000 euro (ben sotto la soglia di 80.000 euro), quindi ha accesso all’agevolazione.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (punti 571-602: tipologia limite, somme agevolate, imposta sostitutiva trattenuta)
    • Contratto collettivo aziendale o territoriale con ricevuta di deposito telematico
    • Modello 730/2026 – rigo C4
    • Certificazione Unica 2025 (per verificare il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente, eventuale busta paga dicembre 2024)

    Lavoratore che conferma la tassazione sostitutiva applicata dal datore

    Scenario. Caio ha ricevuto un premio di risultato di 2.500 euro lordi nel 2025. Il datore di lavoro ha già applicato l’imposta sostitutiva del 5% (125 euro trattenuti). Nel 2024 Caio aveva redditi da lavoro dipendente di 28.000 euro. Il contratto aziendale è standard (codice 1, limite 3.000 euro).

    Come si applica. Caio soddisfa tutti i requisiti: il premio è sotto il limite di 3.000 euro e il reddito 2024 è sotto 80.000 euro. L’imposta sostitutiva del 5% è stata correttamente applicata. Nel rigo C4 del 730, Caio indica i dati della Certificazione Unica e barra la colonna 8 (conferma tassazione sostitutiva). Nessun conguaglio ulteriore: l’imposta è già stata trattenuta in busta paga.

    In pratica

    • Rigo C4, colonna 1: codice 1 (limite 3.000 euro); colonna 3: 2.500 euro; colonna 4: 125 euro (ritenuta 5%).
    • Colonna 8 barrata: conferma la tassazione sostitutiva operata dal datore.

    Lavoratore che sceglie la tassazione ordinaria perché più conveniente

    Scenario. Sempronio ha ricevuto un premio di 1.800 euro assoggettato a imposta sostitutiva dal datore (90 euro trattenuti). Ma ha capito che con la sua situazione reddituale – detrazioni e oneri deducibili – la tassazione ordinaria gli converrebbe di più perché l’IRPEF netta risulterebbe inferiore.

    Come si applica. Sempronio può optare nel 730 per la tassazione ordinaria del premio: il soggetto che presta l’assistenza fiscale includerà i 1.800 euro nel reddito complessivo e calcolerà l’IRPEF ordinaria, usando i 90 euro di imposta sostitutiva già trattenuta come acconto IRPEF. Se l’IRPEF ordinaria risulta inferiore ai 90 euro, Sempronio riceverà un rimborso. Deve barrare la colonna 7 (scelta tassazione ordinaria) nel rigo C4.

    In pratica

    • La scelta tra tassazione ordinaria e sostitutiva va valutata caso per caso in base al proprio profilo reddituale.
    • Colonna 7 (tassazione ordinaria) e colonna 8 (sostitutiva) sono alternative: è obbligatorio barrarne una.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Tutti i lavoratori dipendenti possono avere la tassazione al 5% sul premio?

    No. Possono accedervi solo i lavoratori del settore privato con contratto a tempo determinato o indeterminato, il cui premio deriva da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato telematicamente. Inoltre, il reddito da lavoro dipendente del 2024 non deve superare 80.000 euro.

    Quanto posso ricevere di premio con la tassazione agevolata?

    Il limite standard è 3.000 euro lordi. Sale a 4.000 euro se l’azienda ha contratti con coinvolgimento paritetico stipulati fino al 24 aprile 2017 ancora vigenti. Sale a 5.000 euro se l’azienda distribuisce almeno il 10% degli utili complessivi ai dipendenti.

    Se ricevo premi da più datori di lavoro, come funziona il limite?

    Il limite (3.000, 4.000 o 5.000 euro) si applica in modo complessivo. Se i premi da più datori superano il limite, devi compilare più moduli del rigo C4 e assoggettare a tassazione ordinaria l’eccedenza. Chi presta l’assistenza fiscale effettua il conguaglio.

    Posso scegliere la tassazione ordinaria invece del 5%?

    Sì. Se ritieni che la tassazione IRPEF ordinaria sia più favorevole (per esempio perché hai molte detrazioni), puoi barrare la colonna 7 del rigo C4. Condizione necessaria: aver percepito nel 2024 redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.

    I benefit aziendali (buoni pasto, welfare) rientrano nel limite dei premi?

    I benefit (colonna 5 del rigo C4) non sono assoggettati a imposizione entro il limite del premio agevolabile. Quelli scelti dal lavoratore sotto forma di auto aziendale, prestiti o alloggi sono invece soggetti a tassazione ordinaria e non possono essere assoggettati all’imposta sostitutiva.

    Cosa succede se nel 2024 ho guadagnato più di 80.000 euro?

    Non puoi accedere all’agevolazione. Se il datore ha applicato per errore l’imposta sostitutiva, devi barrare la colonna 9 del rigo C4 (assenza requisiti) e il premio verrà tassato in modo ordinario nel 730, con il recupero della differenza d’imposta.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.