- Ricorso per cassazione contro decisioni in appello o di giudici speciali per motivi di giurisdizione
- Termine di ricorso secondo articolo 325, secondo comma
- Conflitti di giurisdizione tra giudici speciali o ordinari ricorribili in cassazione in ogni tempo
- Conflitti negativi di attribuzione tra pubblica amministrazione e giudice ordinario deducibili sempre
- Motivi limitati al campo della giurisdizione, non al merito della causa
Testo dell'articoloVigente
Art. 362 c.p.c. – Altri casi di ricorso
Testo vigente — R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)
Possono essere impugnate con ricorso per cassazione, nel termine di cui all’articolo 325 secondo comma, le decisioni in grado d’appello o in unico grado del giudice amministrativo o di un giudice speciale, per motivi attinenti alla giurisdizione del giudice stesso.
Possono essere denunciati in ogni tempo con ricorso per cassazione:
1) i conflitti positivi o negativi di giurisdizione tra giudici speciali, o tra giudice amministrativo e giudice speciale, o tra questi e i giudici ordinari;
2) i conflitti negativi di attribuzione tra la pubblica amministrazione e il giudice ordinario.
Le decisioni dei giudici ordinari passate in giudicato possono altresì essere impugnate per revocazione ai sensi dell’articolo 391-quater quando il loro contenuto è stato dichiarato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo contrario alla Convenzione ovvero ad uno dei suoi Protocolli.
Stesso numero, altri codici
- Art. 362 Codice Civile: Inventario
- Articolo 362 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 362 Codice di Procedura Penale: Assunzione di informazioni
- Art. 362 c.p.: Omessa denuncia da parte di un incaricato di pubb
- Art. 362 Codice della Navigazione — Decorrenza delle indennità previste negli articoli precedenti
- Art. 362 DPR 495/1992 — Restituzione dei documenti
Commento
Ricorso per cassazione possibile contro decisioni di appelli e giudici speciali per motivi attinenti alla giurisdizione, con termine fissato dall'articolo 325.
Ratio
L'articolo 362 disciplina i casi eccezionali in cui è possibile ricorrere in cassazione non per errori di diritto nel merito, ma per vizi di giurisdizione. La norma riconosce che talvolta un giudice, pur decidendo correttamente nel merito, non aveva in realtà competenza per giudicare la controversia. Questa eccezione risponde al principio che il sistema giudiziario deve garantire che ogni causa sia decisa dal giudice competente.
Il legislatore ha previsto anche che conflitti positivi o negativi di giurisdizione (quando cioè due giudici si contendono la causa oppure nessuno la vuole) possono essere risolti in cassazione, così come i conflitti di attribuzione tra amministrazione e giudice ordinario, elevando il controllo cassatorio oltre il semplice merito della sentenza.
Analisi
La disposizione si articola in due commi. Il primo comma consente il ricorso per cassazione contro decisioni rese in grado di appello o in primo e unico grado da un giudice speciale (es. giudice del lavoro, tributario), ma solo quando il motivo di ricorso riguarda la giurisdizione di quel giudice. Il termine è quello ordinario previsto dall'articolo 325, secondo comma (solitamente 60 giorni dalla notificazione della sentenza).
Il secondo comma estende la ricorribilità in cassazione ai conflitti di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e i giudici ordinari, nonché ai conflitti negativi di attribuzione. Questi ultimi ricorsi non sono soggetti a termine, possono essere deducibili "in ogni tempo", riflettendo l'importanza di risolvere situazioni di paralisi giurisdizionale dove nessun giudice si assume la responsabilità di decidere.
Quando si applica
Si applica quando una sentenza di appello o di un giudice speciale è formalmente corretta nel merito, ma il giudice che l'ha pronunciata era incompetente ratione materiae, ratione personae, ratione loci, o ratione temporis. Ad esempio, una controversia in materia di lavoro decisa da un giudice ordinario invece che dal giudice del lavoro, oppure una lite tributaria decisa da un tribunale civile anziché dalla commissione tributaria provinciale.
Si applica anche quando emerge un conflitto di giurisdizione: due giudici ordinari non sanno chi deve decidere una causa, oppure il giudice del lavoro e il tribunale civile si contendono la stessa controversia. Parimenti, quando la pubblica amministrazione e il giudice ordinario non riescono a identificare chiaramente chi ha competenza su una questione.
Connessioni
L'articolo 325 stabilisce il termine ordinario per il ricorso (60 giorni). L'articolo 366 fissa il contenuto del ricorso. L'articolo 360 disciplina i casi ordinari di ricorribilità in cassazione (errori di diritto nel merito). L'articolo 41 del c.p.c. contiene le norme sui conflitti di giurisdizione in primo grado. La giurisprudenza costante della Cassazione ha chiarito che il vizio di giurisdizione è sempre rilevabile e puntualmente controllato in cassazione.
Casi pratici
Caso 1: Tizio cita Caio per una controversia relativa ai diritti di un lavoratore
La sentenza di primo grado è corretta nel merito e confermata in appello, ma emerge che il giudizio era in realtà di competenza del giudice del lavoro, non del giudice ordinario. Tizio ricorre in cassazione per giurisdizione e la Corte annulla tutto il procedimento, rimettendo la causa al giudice competente. La nuova decisione del giudice del lavoro avrebbe effetti giuridici validi perché pronunciata dal giudice corretto.
Caso 2: Caso 2
Sempronio presenta un'impugnazione di una decisione in materia tributaria resa da un tribunale ordinario. Secondo la normativa tributaria, la competenza è della commissione tributaria provinciale. Ricorre in cassazione lamentando la giurisdizione. La Corte riconosce il vizio, annulla la sentenza e rimette la causa alla commissione tributaria, che dovrà decidere il merito in modo competente secondo le proprie regole procedurali specifiche.
Domande frequenti
Posso ricorrere in cassazione se il giudice ha sbagliato di proposito la giurisdizione?
Sì, il ricorso per cassazione per vizio di giurisdizione è ammissibile indipendentemente dalla volontarietà dell'errore. L'importante è dimostrare che il giudice che ha deciso non era competente. La Corte di cassazione controllerà d'ufficio la giurisdizione anche se le parti non la contestano.
Quanto tempo ho per ricorrere se la sentenza è stata pronunciata da un giudice incompetente?
Hai 60 giorni dalla notificazione della sentenza, secondo l'articolo 325, secondo comma. Questo è il termine ordinario. Se però si tratta di un conflitto di giurisdizione, il ricorso può essere proposto in ogni tempo, senza scadenza.
Se ricorro in cassazione per giurisdizione e vince, cosa succede alla sentenza precedente?
La sentenza anteriore viene annullata completamente, come se non fosse mai stata pronunciata. Il giudice corretto dovrà ricominciare da capo il giudizio e decidere il merito secondo le proprie competenze. Non conta se il merito era stato deciso correttamente dal giudice incompetente.
Che differenza c'è tra conflitto positivo e conflitto negativo di giurisdizione?
Nel conflitto positivo, due giudici diversi si ritengono entrambi competenti e decidono sulla stessa causa (situazione rara). Nel conflitto negativo, nessun giudice ritiene di avere competenza e rifiuta di pronunciarsi, creando un vuoto giurisdizionale. Entrambi sono ricorribili in cassazione.
Posso sollevare il vizio di giurisdizione solo in cassazione o anche prima?
Il vizio di giurisdizione può essere sollevato in ogni grado di giudizio, fin dall'inizio. Tuttavia, se non lo fai prima della sentenza, puoi sempre ricorrervi in cassazione, perché la giurisdizione è controllata sempre dalla Corte di cassazione, anche d'ufficio.
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