Art. 85 L. 689/1981 – Entrata in vigore
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Le disposizioni contenute nella presente Sezione si applicano anche ai reati commessi prima dell'entrata in vigore della presente legge.
Autore
Andrea Marton
Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
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L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Le disposizioni contenute nella presente Sezione si applicano anche ai reati commessi prima dell'entrata in vigore della presente legge.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Quando per il reato per il quale si procede è ammessa l'oblazione o può trovare applicazione la disposizione prevista dallo articolo 77 ne va fatta menzione nella comunicazione giudiziaria.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Colui il quale viola, in tutto o in parte, gli obblighi impostigli con la sentenza pronunciata a norma dell'articolo 77 è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. In caso di condanna la pena non può essere sostituita a norma di questo Capo.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Per l'esecuzione delle sanzioni sostitutive si applicano le disposizioni della Sezione I di questo Capo.
Hai presentato il 730 o il modello REDDITI e ti accorgi di aver sbagliato qualcosa – magari hai dimenticato un reddito, hai indicato un importo troppo basso o hai versato meno di quanto dovuto. Non è una situazione irrecuperabile: la legge ti permette di correggere spontaneamente, pagando una sanzione ridotta rispetto a quella che scatterebbe in caso di accertamento. Questo strumento si chiama ravvedimento operoso.
Il punto di partenza è capire se la correzione ti avvantaggia o ti svantaggia. Se dimenticavi una detrazione e aggiungendola ottieni un rimborso maggiore o un debito minore, puoi usare il 730 integrativo in modo semplice. Se invece l’errore o l’omissione genera un maggior debito – hai dimenticato di dichiarare un reddito o hai versato meno acconti del dovuto – devi usare il modello REDDITI Persone fisiche 2026 e pagare subito la differenza con interessi e sanzione ridotta.
Il ravvedimento conviene sempre farlo da soli, prima che l’Agenzia delle Entrate ti contesti qualcosa. Le sanzioni ridotte previste dalla legge sono significativamente inferiori a quelle ordinarie, e il calcolo è semplice: tributo non versato più interessi legali maturati giorno per giorno, più la sanzione ridotta in proporzione al tempo trascorso.
| Tipo di correzione | Strumento da usare | Scadenza |
|---|---|---|
| Maggior credito, minor debito o imposta invariata | 730 integrativo (codice 1) | Entro il 26 ottobre 2026 (termine scaduto: ora restano il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 o la dichiarazione integrativa a favore) |
| Solo dati del sostituto d'imposta errati | 730 integrativo (codice 2) | Entro il 26 ottobre 2026 (termine scaduto: ora restano il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 o la dichiarazione integrativa a favore) |
| Entrambi (sostituto + dati fiscali a favore) | 730 integrativo (codice 3) | Entro il 26 ottobre 2026 (termine scaduto: ora restano il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 o la dichiarazione integrativa a favore) |
| Minor credito o maggior debito – ravvedimento | REDDITI PF 2026 correttiva | Entro il 2 novembre 2026 |
| Minor credito o maggior debito – integrativa | REDDITI PF 2026 integrativa | Entro scadenza anno successivo |
| Integrativa tardiva con ravvedimento | REDDITI PF 2026 integrativa | Entro 31 dicembre del quinto anno successivo |
Tizio ha presentato il 730/2026. Ad agosto si accorge di non aver dichiarato un affitto percepito nel 2025 di 3.000 euro (canone libero, tassazione ordinaria). La maggiore IRPEF dovuta è circa 1.050 euro. Deve presentare il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026. Paga: 1.050 euro di imposta, più gli interessi legali maturati dal giorno della scadenza originale, più la sanzione ridotta prevista dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997. La presentazione spontanea prima di qualsiasi contestazione dell’Agenzia gli garantisce la sanzione nella misura ridotta. Il suo datore di lavoro continua comunque a eseguire le operazioni di conguaglio del 730 originario.
Scenario. Caio ha presentato il 730 in aprile ma ad agosto si ricorda di non aver indicato le spese mediche del 2025 da cui avrebbe ottenuto un rimborso maggiore.
Come si applica. La correzione produce un maggiore credito per Caio, non un maggior debito. Può quindi presentare un 730 integrativo con codice 1 entro il 26 ottobre 2026 (termine scaduto: ora restano il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 o la dichiarazione integrativa a favore). Deve rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato (anche se il 730 originario era stato presentato tramite sostituto d’imposta). Non deve pagare sanzioni né interessi: la correzione è a suo favore e non richiede ravvedimento.
Scenario. Sempronio ha omesso di dichiarare nel 730 un compenso da lavoro autonomo occasionale percepito nel 2025. A settembre 2026 se ne accorge. La maggiore imposta dovuta è 800 euro.
Come si applica. Poiché la correzione comporta un maggior debito, Sempronio non può usare il 730 integrativo. Deve presentare il modello REDDITI PF 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026 (correttiva nei termini) o, in alternativa, come dichiarazione integrativa entro la scadenza dell’anno successivo. In entrambi i casi deve versare contemporaneamente le 800 euro di imposta, gli interessi legali maturati giorno per giorno e la sanzione ridotta prevista dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997. Il versamento avviene tramite modello F24.
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
No. Il 730 integrativo con codice 1, 2 o 3 è riservato alle correzioni che producono un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata. Se dalla correzione emerge un maggior debito, devi usare il modello REDDITI PF 2026 con ravvedimento operoso.
Hai tre opzioni: entro il 2 novembre 2026 (correttiva nei termini), entro la scadenza della dichiarazione dell’anno successivo (integrativa), oppure entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione originaria (art. 2, comma 8, D.P.R. n. 322 del 1998). In tutti i casi devi pagare tributo, interessi e sanzione ridotta.
No. La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con il 730 originario. Il tuo datore di lavoro o ente pensionistico continua a effettuare rimborsi o trattenute in base al 730 consegnato.
Le istruzioni del 730 rimandano all’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997 per la sanzione ridotta. L’importo dipende da quanto tempo è trascorso dalla violazione: prima si regolarizza, minore è la sanzione. Per i dettagli sulle percentuali aggiornate è consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista.
Sì. Il modello REDDITI PF è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere presentato direttamente in via telematica. Il versamento avviene con il modello F24. Tuttavia, per calcolare correttamente interessi e sanzione ridotta, può essere utile il supporto di un CAF o di un professionista abilitato.
Dipende dall’errore. Se il dato errato proveniva da una comunicazione di terzi (come il sostituto d’imposta o la banca), potresti non essere soggetto a controlli documentali su quella voce. Ma se l’errore genera una maggiore imposta, resta comunque l’obbligo di correggere con il modello REDDITI PF. È bene verificare la situazione specifica con un professionista.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Il provvedimento di cui all'articolo 77 non può essere emesso nei confronti di chi in precedenza ne ha già beneficiato o nei confronti di chi ha riportato condanna a pena detentiva.(2)
Dal 1° agosto 2026 i minimi mensili lordi di questo contratto vanno da 1.553,52 € (Liv. 5) a 2.331,19 € (Liv. 1). La tabella completa per livello è qui sotto; scatti di anzianità, indennità e premi si aggiungono.
Minimi tabellari — in vigore dal 1° agosto 2026
| Livello | Minimo mensile lordo |
|---|---|
| Liv. 1 | 2.331,19 € |
| Liv. 2 | 2.036,32 € |
| Liv. 3 | 1.825,85 € |
| Liv. 4S | 1.762,35 € |
| Liv. 4 | 1.690,20 € |
| Liv. 5 | 1.553,52 € |
Importi = totale mensile (paga base + contingenza ed EDR) del CCNL Feniof per il personale delle imprese esercenti l’attività funebre, rinnovato il 20 maggio 2025 (Feniof con Filt-CGIL, Fit-CISL e Uiltrasporti; durata 1/1/2025-31/12/2028). Aumento a regime di 200 € al 4° livello in 4 tranche (ago 2025, ago 2026, set 2027, ott 2028). Dal 1° agosto 2026 i totali salgono a: liv. 1 = 2.331,19 € · liv. 2 = 2.036,32 € · liv. 3 = 1.825,85 € · liv. 4S = 1.762,35 € · liv. 4 = 1.690,20 € · liv. 5 = 1.553,52 €. Il rinnovo introduce anche l’indennità domenicale a 6,15 € e il nuovo profilo del movimentatore del feretro (V livello).
Fonte: circolare ufficiale FENIOF del 22/5/2025 con le tabelle allegate all’accordo di rinnovo (verificata sul PDF originale). Tabella «Minimi contrattuali da agosto 2026» della stessa circolare, coincidente con le banche dati contrattuali. Valori verificati il 5 ottobre 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.
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La busta paga nel settore delle onoranze funebri e strutturata come segue:
Il contratto di settore disciplina anche le dotazioni DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) obbligatorie a carico del datore di lavoro e la formazione sulla gestione del rischio biologico, in ottemperanza al D.Lgs. 81/2008.
Il CCNL Onoranze Funebri regola con precisione il servizio di reperibilita, essenziale in un settore in cui le esigenze dei familiari del defunto possono manifestarsi in qualsiasi ora del giorno e della notte.
Il regime di reperibilita comporta che il lavoratore sia raggiungibile e in grado di presentarsi in servizio entro un tempo massimo contrattualmente fissato (di norma 30-45 minuti dalla chiamata). Per ogni settimana di reperibilita effettuata il lavoratore percepisce:
Se durante la reperibilita il lavoratore viene effettivamente chiamato in servizio nelle ore notturne o festive, le maggiorazioni orarie si sommano all’indennita fissa.
La tredicesima mensilita e corrisposta entro il 20 dicembre di ogni anno ed e pari alla retribuzione mensile base comprensiva di scatti e indennita contrattuali fisse (escluse le voci variabili come le maggiorazioni notturne).
Il CCNL Onoranze Funebri e uno dei pochi contratti nazionali a prevedere esplicitamente:
Il CCNL prevede scatti triennali (ogni tre anni, non biennali): un operatore funebre inquadrato al livello C che lavori per 15 anni nello stesso datore matura 5 scatti. Il valore indicativo per livello:
La progressione verticale – dal livello D al C, dal C al B – avviene per acquisizione di mansioni superiori stabili (art. 2103 c.c.) o per superamento di corsi di abilitazione (ad es. corso per tanatoprattore o patente C per autista di carro funebre). Gli accordi aziendali possono prevedere passaggi automatici dopo un certo numero di anni di permanenza nello stesso livello.
Stesso CCNL: consulta anche Preavviso, Ferie, Maternità, Tredicesima e premi, Malattia e infortunio e Prova.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Pompe Funebri. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Sulla richiesta formulata dall'imputato prima dell'emissione del decreto di citazione a giudizio, della richiesta di citazione a giudizio o dell'ordinanza di rinvio a giudizio, provvede il pretore per i procedimenti dinanzi a lui pendenti ed il giudice istruttore negli altri casi; il parere del pubblico ministero è espresso dal procuratore della Repubblica. Se la richiesta è formulata in un momento successivo, provvede il giudice del dibattimento ed il parere è espresso dal pubblico ministero di udienza.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Nel corso dell'istruzione e fino a quando non sono compiute per la prima volta le formalità di apertura del dibattimento, il giudice, quando ritiene, in seguito all'esame degli atti e agli accertamenti eventualmente disposti, che sussistono elementi per applicare per il reato per cui procede la sanzione sostitutiva della libertà controllata o della pena pecuniaria può disporre con sentenza, su richiesta dell'imputato e con il parere favorevole del pubblico ministero, l'applicazione della sanzione sostitutiva, con esclusione di ogni pena accessoria e misura di sicurezza, ad eccezione della confisca nei casi previsti dal secondo comma dell'articolo 240 del codice penale. In tal caso, con la stessa sentenza, dichiara estinto il reato per intervenuta applicazione della sanzione sostitutiva su richiesta dell'imputato. Nella determinazione e nell'applicazione della sanzione sostitutiva si osservano le disposizioni della Sezione I di questo Capo. La sentenza produce i soli effetti espressamente previsti nella presente Sezione. Contro la sentenza è ammesso soltanto ricorso per cassazione.
Quando vendi la tua prima casa (acquistata con le agevolazioni) e ne compri un’altra nello stesso regime agevolato, il Fisco ti riconosce un credito d’imposta. In pratica, non paghi due volte: l’imposta versata al primo acquisto ti viene restituita sotto forma di credito da usare nella dichiarazione dei redditi.
Il credito è pari all’imposta di registro o all’IVA pagata al momento del primo acquisto agevolato. Se allora hai pagato 3.000 euro di imposta di registro, quello è il tetto massimo del credito. In ogni caso non puoi ottenere un credito superiore a quanto dovrai pagare di imposta di registro o IVA per il secondo acquisto.
Non è un rimborso in denaro diretto: il credito riduce l’IRPEF che risulta dalla dichiarazione. Se avanza qualcosa perché non hai abbastanza IRPEF da pagare, puoi riportarlo alla dichiarazione dell’anno successivo (colonna 1 del rigo G1, ‘Residuo precedente dichiarazione’). Puoi anche usarlo in compensazione con il modello F24 prima di presentare il 730.
Attenzione: se hai già utilizzato il credito per ridurre l’imposta di registro dovuta sull’atto di acquisto, oppure per ridurre imposte di registro, ipotecarie e catastali su atti successivi, non devi compilare il rigo G1.
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Importo del credito | Imposta di registro o IVA pagata al primo acquisto agevolato |
| Limite massimo | Non può superare l'imposta di registro o IVA dovuta per il secondo acquisto |
| Periodo acquisto nuovo immobile | Dal 1° gennaio 2025 alla data di presentazione del 730/2026 |
| Termine per vendere/acquistare | Un anno tra vendita e nuovo acquisto (in qualsiasi ordine) |
| Rigo 730 | G1 (colonna 2 per il credito maturato nel 2025) |
| Credito non usato | Si riporta al 730 dell'anno successivo |
Tizio aveva acquistato nel 2018 un appartamento con le agevolazioni prima casa, pagando 4.000 euro di imposta di registro. Nel 2025 vende quell’appartamento e, sei mesi dopo, acquista una nuova prima casa pagando 3.500 euro di imposta di registro agevolata. Il credito spettante è pari al minore tra i 4.000 euro versati al primo acquisto e i 3.500 euro dovuti al secondo: Tizio può quindi indicare 3.500 euro nel rigo G1, colonna 2 del 730/2026 e scalare quella somma dall’IRPEF.
Scenario. Caio vende a marzo 2025 l’appartamento acquistato con agevolazioni prima casa nel 2015. A novembre 2025 acquista un nuovo appartamento, sempre con agevolazioni prima casa, pagando 2.800 euro di imposta di registro.
Come si applica. Caio ha rispettato il termine: il nuovo acquisto è avvenuto entro un anno dalla vendita. Il credito d’imposta maturato è pari all’imposta pagata al primo acquisto (supponiamo 3.200 euro), ma non può superare i 2.800 euro dovuti al secondo acquisto. Caio indica quindi 2.800 euro nel rigo G1, colonna 2 del 730/2026.
Scenario. Sempronio acquista a febbraio 2025 una nuova prima casa con IVA agevolata, versando 4.500 euro di IVA. A ottobre 2025 vende il vecchio appartamento acquistato anni prima con agevolazioni, sul quale aveva pagato 3.800 euro di imposta di registro.
Come si applica. Anche in questo caso il credito spetta: la legge ammette entrambe le sequenze (prima vendi poi compri, o prima compri poi vendi) purché i due atti avvengano entro un anno l’uno dall’altro. Il credito è 3.800 euro (imposta pagata al primo acquisto), che non supera i 4.500 euro di IVA dovuta al secondo. Sempronio indica 3.800 euro nel rigo G1, colonna 2.
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
È pari all’imposta di registro o all’IVA pagata al momento del primo acquisto agevolato, ma non può mai superare l’imposta di registro o l’IVA dovuta per il secondo acquisto.
Sì. In quel caso compili la colonna 3 del rigo G1 con l’importo già compensato, e il CAF o il sostituto calcolerà il residuo utilizzabile in dichiarazione.
La parte che non trova capienza nell’IRPEF dell’anno si riporta alla dichiarazione successiva (colonna 1 del rigo G1 nell’anno dopo).
Sì, purché si dimostri che alla data di acquisto dell’immobile ceduto erano posseduti i requisiti per l’agevolazione prima casa previsti dalla normativa vigente all’epoca, e questo risulti nell’atto di acquisto del nuovo immobile.
Sì, a condizione di dimostrare il possesso dei requisiti e che questo risulti nell’atto del nuovo acquisto.
No. Se supera l’IRPEF dovuta, la parte eccedente si riporta all’anno successivo. Non viene rimborsata in denaro.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
L'autore, qualora concorrano gravi ragioni morali, ha diritto di ritirare l'opera dal commercio, salvo l'obbligo di indennizzare coloro che hanno acquistati i diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o spacciare l'opera medesima.
Questo diritto è personale e non è trasmissibile.
Agli effetti dell'esercizio di questo diritto l'autore deve notificare il suo intendimento alle persone alle quali ha ceduto i diritti ed al Ministero della cultura popolare, il quale dà pubblica notizia dell'intendimento medesimo nelle forme stabilite dal regolamento.
Entro il termine di un anno a decorrere dall'ultima data delle notifiche e pubblicazioni, gli interessati possono ricorrere all'autorità giudiziaria per opporsi all'esercizio della pretesa dell'autore o per ottenere la liquidazione ed il risarcimento del danno.
Fonte: Normattiva.it.
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Alle pene sostitutive previste dal presente Capo si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 47, comma 12-bis, 51-bis, 51-quater e 53-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354.