Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 2381 bis Codice Civile: Comitato esecutivo e organi delegati

    Art. 2381 bis Codice Civile: Comitato esecutivo e organi delegati

    Art. 2381-bis c.c. – Comitato esecutivo e organi delegati

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    Se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione può delegare proprie attribuzioni a un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi componenti, o a uno o più dei suoi componenti. Se lo statuto lo consente, il consiglio di gestione può delegare proprie attribuzioni solo a uno o più dei suoi componenti.

    Il consiglio determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega; può sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé operazioni rientranti nella delega. Sulla base delle informazioni ricevute valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società; quando elaborati, esamina i piani strategici, industriali e finanziari della società; valuta, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione.

    Non possono essere delegate le attribuzioni indicate negli articoli 2420-ter, 2423, 2443, 2446, 2447, 2501-ter e 2506-bis. Non possono altresì essere delegate le decisioni sull’accesso allo strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, ai sensi dell’articolo 2086, secondo comma, le quali comprendono la determinazione del contenuto della proposta e le condizioni del piano.

    Gli organi delegati curano l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e riferiscono al consiglio e all’organo di controllo, con la periodicità fissata dallo statuto e in ogni caso almeno ogni sei mesi, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società e dalle sue controllate.

  • Art. 2381 ter Codice Civile: Informazione consiliare

    Art. 2381 ter Codice Civile: Informazione consiliare

    Art. 2381-ter c.c. – Informazione consiliare

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    Gli amministratori sono tenuti ad agire in modo informato.

    Il presidente provvede affinchè adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri.

    Ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società.

    Nell’assumere le proprie determinazioni, gli amministratori cui il consiglio non abbia delegato proprie attribuzioni fanno ragionevole affidamento, anche in relazione alle loro specifiche competenze, sulle informazioni ricevute in conformità alle previsioni della legge e dello statuto. Resta fermo quanto previsto dalle leggi speciali.

  • Art. 2384-bis c.c. – Atti che eccedono i limiti dell’oggetto (abrogato)

    Art. 2384-bis c.c. – Atti che eccedono i limiti dell’oggetto (abrogato)

    Art. 2384-bis c.c. – Atti che eccedono i limiti dell’oggetto

    R.D. 16 marzo 1942, n. 262 – Codice civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    [Atti che eccedono i limiti dell’oggetto sociale] [L’estraneità all’oggetto sociale degli atti compiuti dagli amministratori in nome della società non può essere opposta ai terzi in buona fede]

  • Art. 2359 quinquies Codice Civile: Sottoscrizione di azioni o quote della società controllante

    Art. 2359 quinquies Codice Civile: Sottoscrizione di azioni o quote della società controllante

    Art. 2359-quinquies c.c. – Sottoscrizione di azioni o quote della società controllante

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La società controllata non può sottoscrivere azioni o quote della società controllante.

    Le azioni o quote sottoscritte in violazione del comma precedente si intendono sottoscritte e devono essere liberate dagli amministratori, che non dimostrino di essere esenti da colpa.

    Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della società controllata, azioni o quote della società controllante è considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio.

    Della liberazione delle azioni o quote rispondono solidalmente gli amministratori della società controllata che non dimostrino di essere esenti da colpa.

  • Art. 2379 bis Codice Civile: Sanatoria della nullità

    Art. 2379 bis Codice Civile: Sanatoria della nullità

    Art. 2379-bis c.c. – Sanatoria della nullità

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    L’impugnazione della deliberazione invalida per mancata convocazione non può essere esercitata da chi anche successivamente abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dell’assemblea.

    L’invalidità della deliberazione per mancanza del verbale può essere sanata mediante verbalizzazione eseguita prima dell’assemblea successiva. La deliberazione ha effetto dalla data in cui è stata presa, salvi i diritti dei terzi che in buona fede ignoravano la deliberazione.

  • Art. 2380 bis Codice Civile: Amministrazione della società

    Art. 2380 bis Codice Civile: Amministrazione della società

    Art. 2380-bis c.c. – Amministrazione della società

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    La gestione e l’organizzazione dell’impresa, ivi compresa l’istituzione dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, spettano esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni strumentali all’attuazione dell’oggetto sociale.

    L’amministrazione della società può essere affidata anche a non soci.

    Quando affidata a più persone, l’amministrazione è esercitata collegialmente e gli amministratori si costituiscono in consiglio.

    Se lo statuto non stabilisce il numero degli amministratori, ma ne indica solamente un numero massimo e minimo, la determinazione spetta all’organo competente a nominarli.

  • Art. 2379 ter Codice Civile: Invalidità delle deliberazioni di aumento o di riduzione del capitale e della emissione di obbligazioni

    Art. 2379 ter Codice Civile: Invalidità delle deliberazioni di aumento o di riduzione del capitale e della emissione di obbligazioni

    Art. 2379 TER c.c. Invalidità delle deliberazioni di aumento o di

    In vigore

    riduzione del capitale e della emissione di obbligazioni Nei casi previsti dall’articolo 2379 l’impugnativa dell’aumento di capitale, della riduzione del capitale ai sensi dell’articolo 2445 o della emissione di obbligazioni non può essere proposta dopo che siano trascorsi centottanta giorni dall’iscrizione della deliberazione nel registro delle imprese o, nel caso di mancata convocazione, novanta giorni dall’approvazione del bilancio dell’esercizio nel corso del quale la deliberazione è stata anche parzialmente eseguita. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l’invalidità della deliberazione di aumento del capitale non può essere pronunciata dopo che a norma dell’articolo 2444 sia stata iscritta nel registro delle imprese l’attestazione che l’aumento è stato anche parzialmente eseguito; l’invalidità della deliberazione di riduzione del capitale ai sensi dell’articolo 2445 o della deliberazione di emissione delle obbligazioni non può essere pronunciata dopo che la deliberazione sia stata anche parzialmente eseguita. Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci e ai terzi.

  • Art. 2355 bis Codice Civile: Limiti alla circolazione delle azioni

    Art. 2355 bis Codice Civile: Limiti alla circolazione delle azioni

    Art. 2355 BIS c.c. Limiti alla circolazione delle azioni

    In vigore

    Nel caso di azioni nominative ed in quello di mancata emissione dei titoli azionari, lo statuto può sottoporre a particolari condizioni il loro trasferimento e può, per un periodo non superiore a cinque anni dalla costituzione della società o dal momento in cui il divieto viene introdotto, vietarne il trasferimento. Le clausole dello statuto che subordinano il trasferimento delle azioni al mero gradimento di organi sociali o di altri soci sono inefficaci se non prevedono, a carico della società o degli altri soci, un obbligo di acquisto oppure il diritto di recesso dell’alienante; resta ferma l’applicazione dell’articolo 2357. Il corrispettivo dell’acquisto o rispettivamente la quota di liquidazione sono determinati secondo le modalità e nella misura previste dall’articolo 2437-ter. La disposizione del precedente comma si applica in ogni ipotesi di clausole che sottopongono a particolari condizioni il trasferimento a causa di morte delle azioni, salvo che sia previsto il gradimento e questo sia concesso. Le limitazioni al trasferimento delle azioni devono risultare dal titolo.

  • Art. 2357 quater Codice Civile: Divieto di sottoscrizione delle proprie azioni

    Art. 2357 quater Codice Civile: Divieto di sottoscrizione delle proprie azioni

    Art. 2357-quater c.c. – Divieto di sottoscrizione delle proprie azioni

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo quanto previsto dall’articolo 2357-ter, secondo comma , la società non può sottoscrivere azioni proprie.

    Le azioni sottoscritte in violazione del divieto stabilito nel precedente comma si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o, in caso di aumento del capitale sociale, dagli amministratori. La presente disposizione non si applica a chi dimostri di essere esente da colpa.

    Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della società, azioni di quest’ultima è considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Della liberazione delle azioni rispondono solidalmente, a meno che dimostrino di essere esenti da colpa, i promotori, i soci fondatori e, nel caso di aumento del capitale sociale, gli amministratori.

  • Art. 2357 ter Codice Civile: Disciplina delle proprie azioni

    Art. 2357 ter Codice Civile: Disciplina delle proprie azioni

    Art. 2357-ter c.c. – Disciplina delle proprie azioni

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Gli amministratori non possono disporre delle azioni acquistate a norma dei due articoli precedenti se non previa autorizzazione dell’assemblea, la quale deve stabilire le relative modalità. A tal fine possono essere previste, nei limiti stabiliti dal primo e secondo comma dell’articolo 2357, operazioni successive di acquisto ed alienazione.

    Finchè le azioni restano in proprietà della società, il diritto agli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni. Il diritto di voto è sospeso, ma le azioni proprie sono tuttavia computate ai fini del calcolo delle maggioranze e delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell’assemblea. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il computo delle azioni proprie è disciplinato dall’articolo 2368, terzo comma.

    L’acquisto di azioni proprie comporta una riduzione del patrimonio netto di eguale importo, tramite l’iscrizione nel passivo del bilancio di una specifica voce, con segno negativo.

  • Art. 2359 quater Codice Civile: Casi speciali di acquisto o di possesso di azioni o quote della società controllante

    Art. 2359 quater Codice Civile: Casi speciali di acquisto o di possesso di azioni o quote della società controllante

    Art. 2359 QUATER c.c. Casi speciali di acquisto o di possesso di

    In vigore

    azioni o quote della società controllante Le limitazioni dell’articolo 2359-bis non si applicano quando l’acquisto avvenga ai sensi dei numeri 2, 3 e 4 del primo comma dell’articolo 2357-bis. Le azioni o quote così acquistate, che superino il limite stabilito dal terzo comma dell’articolo 2359bis, devono tuttavia essere alienate, secondo modalità da determinarsi dall’assemblea, entro tre anni dall’acquisto. Si applica il secondo comma dell’articolo 2359-ter. Se il limite indicato dal terzo comma dell’articolo 2359-bis è superato per effetto di circostanze sopravvenute, la società controllante, entro tre anni dal momento in cui si è verificata la circostanza che ha determinato il superamento del limite, deve procedere all’annullamento delle azioni o quote in misura proporzionale a quelle possedute da ciascuna società, con conseguente riduzione del capitale e con rimborso alle società controllate secondo i criteri indicati dagli articoli 2437-ter e 2437-quater. Qualora l’assemblea non provveda, gli amministratori e i sindaci devono chiedere che la riduzione sia disposta dal tribunale secondo il procedimento previsto dall’articolo 2446, secondo comma.

  • Art. 2330 bis Codice Civile: Pubblicazione dell’atto costitutivo

    Art. 2330 bis Codice Civile: Pubblicazione dell’atto costitutivo

    Art. 2330-bis c.c.

    Articolo abrogato dalla L. 24 novembre 2000, n. 340. Fonte: Normattiva.

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