Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 105 D.Lgs. 141/2024 – Accertamento delle violazioni

    Art. 105 D.Lgs. 141/2024 – Accertamento delle violazioni

    Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 26 settembre 2024, n. 141)

    1. Le violazioni delle norme contenute nel presente allegato sono accertate mediante processo verbale.

    2. La stessa disposizione si applica anche per le violazioni delle disposizioni di ogni altra legge, nei casi in cui l’applicazione di essa è demandata all’Agenzia.

  • Art. 250 SIC – Notifica

    Art. 250 SIC – Notifica

    Art. 250 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Notifica

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Prima dell’inizio dei lavori di manutenzione, ristrutturazione e demolizione, di rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, di smaltimento e di trattamento dei relativi rifiuti, nonché di bonifica delle aree interessate, dell’attività estrattiva o di scavo in pietre verdi, in cui i lavoratori sono o possono essere esposti alla polvere proveniente dall’amianto o da materiali contenenti amianto durante il lavoro, il datore di lavoro presenta una notifica all’organo di vigilanza competente per territorio. Tale notifica può essere effettuata in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.

    2. La notifica di cui al comma 1 comprende almeno una descrizione sintetica dei seguenti elementi: a) dell’ubicazione del cantiere e, se del caso, delle aree specifiche in cui devono essere effettuati i lavori; b) del tipo e dei quantitativi di amianto manipolati; c) delle attività e dei procedimenti applicati, anche per quanto riguarda la protezione e la decontaminazione dei lavoratori, lo smaltimento dei rifiuti e, se del caso, il ricambio di aria durante il lavoro in ambienti chiusi; d) del numero di lavoratori interessati, con un elenco dei lavoratori che possono essere assegnati al sito interessato, i certificati individuali di formazione dei lavoratori e la data dell’ultima visita medica periodica; e) della data di inizio dei lavori e della relativa durata; f) delle misure adottate per limitare l’esposizione dei lavoratori all’amianto unitamente all’elenco dei dispositivi da utilizzare.

    2-bis. La documentazione di cui al comma 2, lettera d), deve essere conservata per un arco di tempo di quaranta anni.

    3. Il datore di lavoro provvede affinchè i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso, a richiesta, alla documentazione oggetto della notifica di cui ai commi l e

    2. 4. Il datore di lavoro, ogni qualvolta una modifica delle condizioni di lavoro possa comportare un aumento significativo dell’esposizione alla polvere proveniente dall’amianto o da materiali contenenti amianto, effettua una nuova notifica.

  • Art. 249 SIC – Valutazione del rischio

    Art. 249 SIC – Valutazione del rischio

    Art. 249 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valutazione del rischio

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nella valutazione di cui all’articolo 28, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall’amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare.

    1-bis. Per qualsiasi attività lavorativa che possa presentare un rischio di esposizione alla polvere proveniente dall’amianto o da materiali contenenti amianto, il datore di lavoro valuta i rischi in modo da stabilire la natura e il grado dell’esposizione dei lavoratori e dare priorità alla rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto rispetto ad altre forme di manutenzione e bonifica dell’amianto o dei materiali contenenti amianto.

    2. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione all’amianto non è superato nell’aria dell’ambiente di lavoro, non si applica l’articolo 250, nelle seguenti attività: a) brevi attività non continuative di manutenzione durante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili; b) rimozione senza deterioramento di materiali non degradati in cui le fibre di amianto sono fermamente legate ad una matrice; c) incapsulamento e confinamento di materiali contenenti amianto che si trovano in buono stato; d) sorveglianza e controllo dell’aria e prelievo dei campioni ai fini dell’individuazione della presenza di amianto in un determinato materiale.

    3. Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione ogni qualvolta si verifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativo dell’esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall’amianto o dai materiali contenenti amianto.

    4. La Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6 provvede a definire orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità, di cui al comma 2.

  • Art. 248 SIC – Individuazione della presenza di amianto

    Art. 248 SIC – Individuazione della presenza di amianto

    Art. 248 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Individuazione della presenza di amianto

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Prima di intraprendere lavori di demolizione, di manutenzione o di ristrutturazione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto. Per gli edifici realizzati antecedentemente alla data dell’entrata in vigore della legge 27 marzo 1992, n. 257, il datore di lavoro provvede a chiedere informazioni ai proprietari dei locali, ad altri datori di lavoro e ottenendole da altre fonti, compresi i registri pertinenti. Se tali informazioni non sono disponibili, il datore di lavoro provvede all’esame della presenza di materiali contenenti amianto mediante un operatore qualificato conformemente alle leggi e alle prassi nazionali e acquisisce il risultato di tale esame prima dell’inizio dei lavori. Il datore di lavoro mette a disposizione di un altro datore di lavoro, su richiesta ed esclusivamente al fine di ottemperare all’obbligo di cui al presente comma, tutte le informazioni ottenute nell’ambito di tale esame.

    2. Se vi è il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, si applicano le disposizioni previste dal presente capo.

  • Art. 247 SIC – Definizioni

    Art. 247 SIC – Definizioni

    Art. 247 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi, classificati come sostanze cancerogene di categoria 1 A, a norma dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008: a) l’actinolite d’amianto, n. CAS 77536-66-4; b) la grunerite d’amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5; c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5; d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5; e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4; f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6.

  • Art. 85 Reg. (UE) 2022/2065 – Sistema di condivisione delle informazioni

    Art. 85 Reg. (UE) 2022/2065 – Sistema di condivisione delle informazioni

    Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali (regolamento sui servizi digitali, Digital Services Act)

    1. La Commissione istituisce e mantiene un sistema affidabile e sicuro di condivisione delle informazioni a sostegno delle comunicazioni tra i coordinatori dei servizi digitali, la Commissione e il comitato. Ad altre autorità competenti può essere concesso l'accesso a tale sistema ove necessario per svolgere i compiti loro conferiti in conformità del presente regolamento.

    2. I coordinatori dei servizi digitali, la Commissione e il comitato utilizzano il sistema di condivisione delle informazioni per tutte le comunicazioni a norma del presente regolamento.

    3. La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono le modalità pratiche e operative per il funzionamento del sistema di condivisione delle informazioni e la sua interoperabilità con altri sistemi rilevanti. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 88.

  • Art. 246 SIC – (Campo di applicazione)

    Art. 246 SIC – (Campo di applicazione)

    Art. 246 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Campo di applicazione)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, le norme del presente decreto si applicano a tutte le attività lavorative, ivi compresi i lavori di manutenzione, ristrutturazione e demolizione, la rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, lo smaltimento e il trattamento dei relativi rifiuti, nonché la bonifica delle aree interessate, l’attività estrattiva o di scavo in pietre verdi, la lotta antincendio o gestione delle emergenze in eventi naturali estremi, nelle quali vi è rischio per la salute dei lavoratori, che deriva o può derivare dall’esposizione all’amianto, durante il lavoro.

  • CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione): TFR e fine rapporto

    CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)

    TFR e fine rapporto nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata

    Il trattamento di fine rapporto (TFR) è uno dei diritti più rilevanti del lavoratore dipendente: si accumula per tutta la durata del rapporto e viene liquidato alla cessazione, qualunque ne sia la causa. Nella GDO, dove il lavoro part-time è diffuso e si alternano assunzioni a termine e a tempo indeterminato, conoscere il meccanismo del TFR è fondamentale.

    In sintesi

    Il TFR nella GDO si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: un dodicesimo della retribuzione annua (incluse tredicesima e quattordicesima), rivalutato ogni anno del 75% dell’inflazione + 1,5%. Il lavoratore può scegliere di destinarlo al fondo pensione complementare (Fon.Te., con contributo del datore dell’1,55%) o lasciarlo in azienda (o all’INPS se azienda oltre 50 dipendenti). Il TFR va pagato entro 45 giorni dalla cessazione (art. 235 CCNL).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federdistribuzione · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Ultimo rinnovo
    23 aprile 2024
    Vigenza
    1° aprile 2023 – 31 marzo 2027
    Norma di riferimento
    Art. 2120 c.c. – TFR
    Previdenza complementare
    Da definire con il fondo previsto dal CCNL

    Tabella riepilogativa

    Meccanismo del TFR – schema sintetico
    Aspetto Regola Fonte
    Formula di calcolo annuo Retribuzione annua lorda (incluse 13ª e 14ª) ÷ 13,5 Art. 2120 c.c.
    Rivalutazione annua 75% della variazione ISTAT + 1,5% fisso (tasso sul saldo al 31/12) Art. 2120 c.c.
    Imposta sostitutiva sulla rivalutazione 17% annuo sulla rivalutazione maturata Art. 11 d.lgs. 47/2000
    Destinazione TFR (aziende oltre 50 dip.) Fondo pensione complementare oppure Fondo di Tesoreria INPS D.lgs. 252/2005
    Destinazione TFR (aziende fino a 50 dip.) Fondo pensione complementare oppure in azienda D.lgs. 252/2005
    Contributo datoriale a Fon.Te. 1,55% della retribuzione utile per il TFR per ogni iscritto; minimo a carico del lavoratore 0,55%; quota associativa 22 euro Art. 95 CCNL DMO
    Termine di pagamento Alla cessazione, non oltre 45 giorni; in caso di ritardo non imputabile al lavoratore, interesse del 2% sopra il tasso ufficiale di sconto Art. 235 CCNL DMO
    Anticipo Fino al 70% del maturato, dopo 8 anni, per causali di legge Art. 2120 c.c.
    Tassazione alla liquidazione Tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni Art. 19 TUIR

    Nota: il calcolo del TFR è disciplinato dalla legge (art. 2120 c.c.) ed è uniforme per tutti i lavoratori dipendenti. Il CCNL influisce sulla base di calcolo: l’art. 233 elenca le somme escluse dalla quota annua (rimborsi spese, una tantum e gratificazioni straordinarie non contrattuali, compensi per straordinario e lavoro festivo, contribuzioni a fondi sanitari e pensionistici, indennità sostitutiva di preavviso e di ferie, trasferte non continuative). Il fondo pensione di riferimento è Fon.Te. Fonte: Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025.

    Come si calcola il TFR: la formula

    Ogni anno di rapporto il lavoratore accumula una quota di TFR pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Nella base di calcolo rientrano tutte le somme erogate in dipendenza del rapporto con carattere di continuità, comprese:

    • la paga base nazionale conglobata e la contingenza (la “retribuzione di fatto” dell’art. 191 CCNL);
    • gli scatti di anzianità;
    • la tredicesima mensilità;
    • la quattordicesima mensilità (prevista dal CCNL DMO);
    • le indennità continuative (es. indennità di funzione dei Quadri);
    • le somme dovute per sospensioni del lavoro per malattia, infortunio e simili, computate come retribuzione normale al posto delle indennità INPS e INAIL (art. 233, c. 4).

    Non entrano nel TFR, secondo l’art. 233, c. 3: i rimborsi spese; le somme una tantum e le gratificazioni straordinarie non contrattuali; i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo; le contribuzioni ai fondi sanitari e pensionistici; l’indennità sostitutiva del preavviso e delle ferie; le diarie e le trasferte non continuative; le prestazioni in natura con corrispettivo a carico del lavoratore.

    Rivalutazione annua e imposta

    Il TFR accantonato in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS viene rivalutato ogni anno di un tasso pari al 75% dell’inflazione ISTAT dell’anno precedente, più 1,5 punti percentuali fissi. La rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva del 17%, che viene anticipata dal datore di lavoro con periodicità annuale.

    Se il TFR è versato a un fondo pensione complementare, la rivalutazione non si applica: il rendimento dipende dal fondo prescelto e dalle performance dei comparti di investimento. In questo caso la tassazione alla liquidazione (pensione o riscatto) segue le regole della previdenza complementare.

    Scelta del lavoratore: fondo pensione o TFR in azienda/INPS

    I lavoratori neo-assunti (o che non abbiano ancora espresso la scelta) hanno 6 mesi dall’assunzione per decidere la destinazione del TFR:

    1. Versamento a un fondo pensione complementare: il TFR maturando viene versato al fondo; possono aggiungersi contributi volontari del lavoratore e un contributo datoriale, se previsto dal CCNL o dall’accordo aziendale.
    2. Mantenimento in azienda / INPS: per le aziende con più di 50 dipendenti (la quasi totalità delle grandi catene GDO), il TFR va obbligatoriamente al Fondo di Tesoreria INPS. Per le aziende più piccole, resta in azienda.

    Il fondo di riferimento del CCNL DMO è Fon.Te. (art. 95): il datore versa il 1,55% della retribuzione utile per il TFR per ogni lavoratore iscritto (quota associativa di 22 euro compresa nei limiti previsti) e il lavoratore almeno lo 0,55%. Il contributo datoriale si aggiunge alla destinazione del TFR e rende la previdenza complementare economicamente conveniente. Per gli apprendisti il contributo del datore è dell’1,05% (art. 50).

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio continuativo può richiedere un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato. Le causali ammesse dalla legge (art. 2120 c.c.) sono:

    • acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
    • spese sanitarie straordinarie per patologie gravi del lavoratore o dei familiari a carico;
    • fruizione di congedi parentali o di formazione (ex L. 53/2000).

    L’anticipazione si può chiedere una sola volta nel corso del rapporto ed è tassata con le regole della tassazione separata (art. 19 TUIR); riduce il TFR residuo. Le priorità per la concessione sono fissate dall’Allegato 7 del CCNL.

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo TFR annuo: IV livello con tredicesima e quattordicesima
    Tizio è inquadrato al IV livello con un minimo mensile di 1.781,68 euro (paga base, contingenza ed EDR, dal 1° novembre 2025). Ipotizzando di non avere altre voci, la sua retribuzione annua con 14 mensilità è 1.781,68 × 14 = 24.943,52 euro. TFR maturato nell’anno: 24.943,52 ÷ 13,5 ≈ 1.847,67 euro. Dopo 10 anni di lavoro, a retribuzione costante, avrà accumulato circa 18.500 euro, prima della rivalutazione annua e degli scatti di anzianità.
    Caia – Scelta del fondo pensione: vantaggi del contributo datoriale
    Caia, neo-assunta al III livello (minimo mensile 1.981,84 euro dal 1° novembre 2025), ha 6 mesi per scegliere dove destinare il TFR maturando. Se aderisce a Fon.Te., il datore versa l’1,55% della retribuzione utile per il TFR: su 14 mensilità (27.745,76 euro) sono circa 430 euro l’anno, in aggiunta al TFR. Un incentivo a scegliere il fondo complementare invece del TFR in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS, dove il contributo datoriale non c’è.
    Sempronio – Anticipazione TFR per acquisto casa
    Sempronio lavora in un ipermercato da 9 anni. Vuole comprare la prima casa e chiede l’anticipazione del TFR. Ha maturato 18.000 euro: può richiedere fino al 70% = 12.600 euro. Presenta al datore la domanda con i documenti del preliminare di acquisto. L’anticipazione viene erogata e tassata con le regole della tassazione separata. Il TFR residuo in azienda/INPS si riduce a circa 5.400 euro, che continuerà a rivalutarsi fino alla cessazione del rapporto.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nella grande distribuzione?
    Il TFR si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: la retribuzione annua (incluse tredicesima e quattordicesima) divisa per 13,5. Ogni anno la quota accantonata si rivaluta del 75% dell’inflazione ISTAT più 1,5 punti fissi.
    Dove va il TFR se non viene destinato al fondo pensione?
    Per le aziende con più di 50 dipendenti (tipico nella GDO), il TFR non destinato al fondo pensione viene versato al Fondo di Tesoreria INPS. Per le aziende più piccole, rimane in azienda.
    Si può chiedere l’anticipo del TFR?
    Sì, dopo almeno 8 anni di servizio, una sola volta nel rapporto. L’anticipo massimo è del 70% del TFR maturato. Le causali ammesse sono: acquisto o ristrutturazione della prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedi parentali o formativi.
    Il TFR viene pagato anche in caso di dimissioni?
    Sì. Il TFR è dovuto in ogni caso di cessazione del rapporto (art. 233 CCNL): licenziamento, dimissioni, scadenza del contratto a termine, pensionamento o decesso. Va pagato alla cessazione e comunque non oltre 45 giorni (art. 235); in caso di ritardo non imputabile al lavoratore matura un interesse del 2% sopra il tasso ufficiale di sconto.
    Tredicesima e quattordicesima entrano nel calcolo del TFR?
    Sì. Nella base di calcolo del TFR rientrano tutte le voci retributive continuative, comprese tredicesima e quattordicesima.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 1187 Codice della Navigazione – Abusivo esercizio di servizi di navigazione interna

    Art. 1187 Codice della Navigazione – Abusivo esercizio di servizi di navigazione interna

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Chiunque, senza la concessione prescritta nell'articolo 225, esercita un pubblico servizio di linea o di rimorchio ovvero di traino con mezzi meccanici in navigazione interna è punito con l'ammenda da lire mille a cinquemila. Chiunque senza l'autorizzazione prescritta nell'articolo 226 esercita un servizio di trasporto, di rimorchio o di traino in navigazione interna, non compreso tra quelli di cui al comma precedente, è punito con l'ammenda da lire duecento a duemila.

  • Art. 245 SIC – Adeguamenti normativi

    Art. 245 SIC – Adeguamenti normativi

    Art. 245 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Adeguamenti normativi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 4 SETTEMBRE 2024, N. 135.

    2. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, sentita la commissione consultiva permanente e la Commissione consultiva tossicologica nazionale: a) sono aggiornati gli allegati XLII e XLIII in funzione del progresso tecnico, dell’evoluzione di normative e specifiche comunitarie o internazionali e delle conoscenze nel settore degli agenti cancerogeni o mutageni; b) è pubblicato l’elenco delle sostanze in funzione dell’individuazione effettuata ai sensi del comma 1.

  • Art. 231 ord. giud. – Poteri di sorveglianza sui magistrati del pubblico ministero (abrogato)

    Art. 231 ord. giud. – Poteri di sorveglianza sui magistrati del pubblico ministero

    R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 – Ordinamento giudiziario

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal Regio D.Lgs. 31 maggio 1946, n. 511. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il Ministro di grazia e giustizia esercita l’alta sorveglianza, su tutti i magistrati del pubblico ministero.

    Il procuratore generale del Re Imperatore presso la corte suprema di cassazione esercita la sorveglianza sui magistrati del suo ufficio.

    Il procuratore generale del Re Imperatore presso la corte di appello esercita, la sorveglianza su tutti i magistrati del pubblico ministero del distretto, compresi quelli addetti alle dipendenti procure generali presso le sezioni distaccate ed alle procure del Re Imperatore esistenti nella circoscrizione di tali sezioni, nonché su tutti i pretori e i giudici conciliatori del distretto.

    Esercita pure la sorveglianza sulla sezione istruttoria della corte e sui giudici istruttori dei tribunali del distretto.

    L’avvocato generale presso la sezione distaccata di corte di appello esercita la sorveglianza sui magistrati del pubblico ministero, sui pretori, sui giudici istruttori e sui giudici conciliatori nella circoscrizione della sezione.

    Il procuratore del Re Imperatore esercita la sorveglianza su tutti i magistrati del pubblico ministero e su tutti i pretori e i giudici conciliatori nella circoscrizione del tribunale

  • CCNL Dirigenti Industria: TFR, calcolo e destinazione a Previndai

    CCNL Dirigenti Industria

    In sintesi

    Il TFR del dirigente industriale si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: retribuzione annua utile / 13,5. La base di calcolo comprende tutte le voci retributive di natura continuativa, incluso il TMCG e i superminimi consolidati; l’inclusione dell’MBO dipende dalla ricorrenza. Il TFR puo essere destinato (in tutto o in parte) a Previndai, il fondo pensione complementare contrattuale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria · Federmanager
    Ultimo rinnovo
    13 novembre 2024 (Confindustria-Federmanager, vigenza 2025-2027)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Dirigenti di aziende industriali produttrici di beni e servizi

    Tabella riepilogativa

    TFR dirigente industriale – schema di calcolo
    Voce Inclusa nella base TFR? Note
    Stipendio fisso mensile Si Tutte le 13 mensilita
    Tredicesima mensilita Si Parte della retribuzione annua utile
    Superminimo consolidato Si Voce continuativa
    Indennita fisse di funzione Si Se continuative
    MBO / variabile ricorrente Tendenzialmente si (giurisprudenza) Se erogato con regolarita pluriennale
    Auto aziendale (benefit) Si (per la quota uso privato) Fringe benefit tassabile IRPEF
    Rimborsi spese No Non sono retribuzione
    Una-tantum non ricorrenti No Erogazioni straordinarie non continuative

    Formula di calcolo ex art. 2120 c.c.

    Il TFR si calcola con la formula:

    TFR annuo = Retribuzione annua utile / 13,5

    La retribuzione annua utile comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, esclusi i rimborsi spese. Sul TFR accantonato si applica una rivalutazione annua pari all’1,5% fisso + 0,75% dell’indice ISTAT (art. 2120, comma 4 c.c.).

    Per un dirigente con RGA fissa di 80.000 € annui: TFR annuo = 80.000 / 13,5 = circa 5.926 € per anno di servizio. Dopo 10 anni: circa 59.260 € lordi (soggetti a tassazione separata).

    Destinazione a Previndai

    Dal 2007 (riforma TFR, D.Lgs. 252/2005) il TFR dei nuovi assunti e destinato automaticamente a Previndai salvo diversa scelta del lavoratore. Per i dirigenti assunti prima del 2007 che non hanno espresso scelta, il TFR puo essere rimasto in azienda.

    Previndai (Fondo Pensione Complementare per i Dirigenti di Aziende Industriali) e il fondo contrattuale di riferimento. Il CCNL prevede contribuzione aggiuntiva del datore (variabile, tipicamente 4-6% della RGA) oltre al TFR versato al fondo. La contribuzione a Previndai offre deducibilita IRPEF fino a 5.164,57 € annui.

    Anticipazione del TFR in azienda

    Il dirigente con almeno 8 anni di servizio puo chiedere l’anticipazione del TFR in azienda (fino al 70% del maturato) per:

    • Acquisto o ristrutturazione prima casa (per se o per i figli)
    • Spese sanitarie per se o per familiari
    • Congedi parentali (L. 53/2000)

    Se il TFR e destinato a Previndai, l’anticipazione segue le regole del fondo pensione complementare (piu restrittive nelle prime fasi di adesione). L’anticipazione riduce il capitale accumulato e comporta una tassazione separata.

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo TFR con MBO ricorrente
    Tizio percepisce da 7 anni uno stipendio fisso di 75.000 € + MBO medio di 12.000 € (sempre erogato). Al licenziamento l’azienda calcola il TFR solo sul fisso: 75.000 / 13,5 = 5.556 € per anno x 7 = 38.889 €. Tizio contesta l’esclusione dell’MBO strutturale. Il giudice include l’MBO: base 87.000 / 13,5 = 6.444 € x 7 = 45.111 €. Differenza: circa 6.222 € lordi.
    Caia – TFR e destinazione Previndai
    Caia e dirigente da 5 anni con TFR versato a Previndai. L’azienda versa anche il contributo aggiuntivo del 5% sulla RGA (4.000 € annui su 80.000 €). Dopo 5 anni Caia ha accumulato in Previndai: TFR ~29.630 € + contributo azienda ~20.000 € + rivalutazione = circa 52.000 € lordi. La posizione previdenziale e significativamente superiore al TFR puro in azienda.
    Sempronio – Anticipazione prima casa
    Sempronio ha 10 anni di anzianita e 58.000 € di TFR maturato in azienda. Chiede un’anticipazione del 70% (40.600 €) per acquisto prima casa. L’azienda e tenuta a concedere l’anticipazione (ha 8+ anni di servizio). La somma e soggetta a tassazione separata (aliquota media degli ultimi 5 anni). Il TFR residuo in azienda si riduce a ~17.400 €.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR del dirigente industriale?
    Con la formula dell’art. 2120 c.c.: retribuzione annua utile / 13,5. La retribuzione utile include tutte le voci continuative (fisso, tredicesima, superminimi, indennita fisse) e tendenzialmente l’MBO se strutturale e ricorrente.
    Il TFR e destinato automaticamente a Previndai?
    Per i dirigenti assunti dopo il 1° gennaio 2007, il TFR e destinato a Previndai salvo diversa scelta espressa entro 6 mesi dall’assunzione. Per chi era gia in servizio, la scelta poteva essere fatta entro giugno 2007.
    Qual e la contribuzione aziendale a Previndai?
    Il CCNL Dirigenti Industria prevede una contribuzione aggiuntiva del datore a Previndai (variabile secondo l’accordo di rinnovo, tipicamente 4-6% della RGA). Il dirigente puo versare contributi volontari aggiuntivi con deducibilita IRPEF fino a 5.164,57 € annui.
    Il TFR del dirigente e soggetto a tassazione?
    Si: il TFR e soggetto a tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni (sistema TFR). Se versato a Previndai, la prestazione al pensionamento sconta una tassazione agevolata (15% con abbattimento per anzianita di iscrizione al fondo).
    Quando si puo chiedere l'anticipazione del TFR?
    Dopo 8 anni di anzianita, per acquisto/ristrutturazione prima casa, spese sanitarie o congedi parentali. L’anticipazione e fino al 70% del TFR maturato.

    Stesso CCNL: consulta anche TMCG, tabelle retributive e struttura RGA, preavviso, licenziamento e indennita supplementare, ferie, permessi e assenze retribuite, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e orario di lavoro, reperibilita e assenza di limiti legali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Industria. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.