Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Tessile, Abbigliamento e Moda

In sintesi

Il CCNL Tessile-Abbigliamento fissa periodi di preavviso da 15 giorni (1° livello, fino a 5 anni) a 4 mesi (Quadri con oltre 10 anni di anzianità). In mancanza del preavviso, la parte inadempiente deve corrispondere l’indennità sostitutiva. Il licenziamento per giusta causa non richiede preavviso; quello disciplinare segue procedure specifiche.

Dati contrattuali

Risorsa gratuita
Minimi CCNL 2026: il punto d'ingresso settore per settore (PDF)
  • Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
  • Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Niente spam, solo lavoro e fisco utile. Inviando accetti la privacy policy. P.IVA 04180610133.

Parti firmatarie
Sistema Moda Italia (SMI/Confindustria) · Femca-CISL · Filctem-CGIL · Uiltec-UIL
Ultimo rinnovo
Accordo di rinnovo 2022-2025 (in corso di rinnovo per il triennio 2025-2028)
Vigenza
Testo vigente 2022-2025; rinnovo 2025-2028 in trattativa a maggio 2026
Platea
~400.000 (industria tessile, abbigliamento, maglieria, calzature/pelletteria)

Tabella riepilogativa

Periodi di preavviso per livello e anzianità – CCNL Tessile-Abbigliamento
Livello Fino a 5 anni anzianità Da 5 a 10 anni Oltre 10 anni
7° (Quadro) 75 giorni 90 giorni 120 giorni
60 giorni 75 giorni 90 giorni
4°-5° 30 giorni 45 giorni 60 giorni
2°-3° 20 giorni 30 giorni 45 giorni
15 giorni 20 giorni 30 giorni

I periodi indicati sono di calendario. I valori vanno verificati sul testo contrattuale vigente. Sia il licenziamento sia le dimissioni devono essere comunicati per iscritto.

Preavviso: regole generali

Il preavviso è l’obbligo di comunicare con anticipo la volontà di recedere dal rapporto di lavoro. Nel CCNL Tessile si applica sia al licenziamento (salvo giusta causa) sia alle dimissioni volontarie. I periodi variano in funzione del livello di inquadramento e dell’anzianità aziendale.

Durante il preavviso il rapporto di lavoro continua a tutti gli effetti: il lavoratore ha diritto alla retribuzione ordinaria e matura TFR, ferie e ratei di 13ª. Il datore può dispensare il lavoratore dal lavorare durante il preavviso (esonero dal preavviso), pagando comunque l’intero periodo.

Indennità sostitutiva del preavviso

Se il recesso avviene senza rispetto del preavviso (es. dimissioni in tronco da parte del lavoratore, o licenziamento in tronco senza giusta causa), la parte inadempiente deve all’altra l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione globale del periodo non lavorato.

L’indennità sostitutiva del preavviso è imponibile ai fini fiscali (IRPEF ordinaria) e ai fini previdenziali (contributi INPS). Non è soggetta a tassazione separata, a differenza del TFR.

Licenziamento disciplinare: procedura

Il licenziamento per motivi disciplinari segue la procedura obbligatoria dell’art. 7 St. Lav. (L. 300/1970): contestazione scritta dell’addebito, audizione a difesa del lavoratore (entro 5 giorni), provvedimento motivato scritto. Il rispetto della procedura è condizione di validità del licenziamento.

Il CCNL Tessile classifica le infrazioni disciplinari in tre gradi: infrazioni minori (ammonizione scritta), infrazioni medie (sospensione 1-5 giorni), infrazioni gravi (licenziamento con preavviso o giusta causa). La recidiva aggrava il provvedimento.

Dimissioni per giusta causa

Il lavoratore può dimettersi senza preavviso (e con diritto all’indennità sostitutiva a carico del datore) in caso di giusta causa: grave inadempimento del datore, molestie, mancato pagamento della retribuzione per oltre due mesi, demansionamento illegittimo.

Le dimissioni volontarie ordinarie, al di fuori della giusta causa, devono essere comunicate tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (procedura obbligatoria dal D.Lgs. 151/2015 per evitare dimissioni in bianco).

Casi pratici

Tizio – Dimissioni 4° livello con 7 anni di anzianità
Tizio (4° livello, 7 anni anzianità) si dimette. Preavviso dovuto: 45 giorni. Comunica le dimissioni tramite il portale telematico del Ministero. Se l’azienda lo esonera dal preavviso, riceve l’indennità sostitutiva: 45/30 × 1.750 € = circa 2.625 € lordi.
Caia – Licenziamento per giustificato motivo soggettivo
Caia (3° livello, 12 anni anzianità) viene licenziata per assenze ingiustificate reiterate. L’azienda segue la procedura dell’art. 7 St. Lav.: contestazione, audizione, provvedimento scritto. Il preavviso dovuto è di 45 giorni (oltre 10 anni, livello 2°-3°). Caia impugna il licenziamento entro 60 giorni tramite raccomandata A/R.
Sempronio – Giusta causa e dimissioni in tronco
Sempronio (5° livello) non riceve la retribuzione da 3 mesi. Si dimette per giusta causa, senza preavviso. Ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso (60 giorni) a carico del datore: 60/30 × 1.900 € = 3.800 € lordi, oltre al TFR e ai ratei maturati.

Domande frequenti

Quanto è il preavviso per le dimissioni nel tessile?
Dipende dal livello e dall’anzianità: da 15 giorni (1° livello, fino a 5 anni) a 120 giorni (Quadro, oltre 10 anni).
Come si comunicano le dimissioni?
Tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (procedura obbligatoria). Le dimissioni cartacee non sono valide, salvo per alcune categorie escluse dalla legge.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
La parte inadempiente deve corrispondere all’altra l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione globale del periodo non lavorato.
Il licenziamento disciplinare richiede procedura specifica?
Sì: contestazione scritta dell’addebito, audizione a difesa entro 5 giorni, provvedimento motivato scritto. La mancanza di procedura rende il licenziamento invalido.
Entro quando si deve impugnare il licenziamento?
Entro 60 giorni dalla comunicazione scritta del licenziamento, con qualsiasi atto scritto anche stragiudiziale (raccomandata, PEC). Successivamente, entro 180 giorni, con ricorso al Tribunale.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, ferie, permessi, ex-festività e ROL, maternità, paternità e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto, TFR, calcolo e destinazione alla previdenza complementare e livelli di inquadramento, categorie e mansioni.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Tessile, Abbigliamento e Moda. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • Nel CCNL Tessile-Abbigliamento il preavviso di dimissioni e licenziamento e' regolato dal contratto collettivo e dall'art. 2118 c.c.
  • La durata del preavviso varia in base a qualifica, livello e anzianita' di servizio del lavoratore.
  • Le dimissioni richiedono la procedura telematica di convalida prevista dalla legge, salvo le eccezioni di legge.
  • Il licenziamento deve avere giusta causa o giustificato motivo, con le tutele previste dall'ordinamento.
  • La mancata osservanza del preavviso comporta l'obbligo della relativa indennita' sostitutiva.
Indice dei contenuti

La cessazione del rapporto di lavoro nel comparto tessile e dell'abbigliamento e' governata dall'intreccio tra le norme del codice civile, la disciplina legale dei licenziamenti e le clausole del CCNL di settore. Tre sono i profili centrali: il preavviso, le dimissioni e il licenziamento, ciascuno con regole proprie che e' bene tenere distinte.

Il preavviso e l'art. 2118 c.c.

L'art. 2118 del codice civile stabilisce che, nel rapporto a tempo indeterminato, ciascuna parte può recedere dando il preavviso nei termini fissati dal contratto collettivo. Il preavviso ha la funzione di consentire all'altra parte di organizzarsi: al datore di sostituire il lavoratore, al dipendente di trovare una nuova occupazione. La durata e' graduata dal CCNL in base alla qualifica, al livello di inquadramento e all'anzianita' di servizio.

L'indennita' sostitutiva del preavviso

La parte che recede senza rispettare il preavviso e' tenuta a corrispondere all'altra un'indennita' sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo non lavorato. così, se il lavoratore si dimette senza preavviso, il datore può trattenere l'importo corrispondente; se e' il datore a licenziare senza preavviso, deve versarlo al dipendente. L'indennita' rileva anche ai fini del calcolo di altri istituti retributivi.

Le dimissioni e la procedura di convalida

Le dimissioni del lavoratore devono oggi essere rassegnate con la procedura telematica di convalida prevista dalla legge, salvo le eccezioni espressamente contemplate, come quelle rese in sedi protette. La procedura serve a prevenire le dimissioni in bianco e a garantire la genuinita' della volonta' del lavoratore. Entro il termine di legge il dipendente può revocare le dimissioni.

Il licenziamento

Il licenziamento richiede la forma scritta e una motivazione riconducibile alla giusta causa o al giustificato motivo, oggettivo o soggettivo. Il datore deve rispettare, per il licenziamento disciplinare, il procedimento di contestazione previsto dall'art. 7 dello Statuto dei lavoratori. Le conseguenze del licenziamento illegittimo dipendono dal regime applicabile in base alla data di assunzione e alla natura del vizio.

Dimissioni per giusta causa

Quando il lavoratore si dimette per una giusta causa, ad esempio per il mancato pagamento della retribuzione, non e' tenuto al preavviso e matura il diritto all'indennita' sostitutiva a carico del datore, oltre alle tutele connesse. La giusta causa deve consistere in un inadempimento grave tale da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto.

Indicazioni pratiche

Per il lavoratore tessile conviene verificare sul CCNL la durata esatta del preavviso applicabile alla propria posizione e seguire correttamente la procedura telematica per le dimissioni. Per il datore restano essenziali la forma scritta degli atti di recesso, il rispetto delle procedure disciplinari e la corretta gestione del preavviso e della relativa indennita'.

Domande frequenti

Quanto dura il preavviso nel CCNL Tessile?

La durata e' fissata dal contratto collettivo in base a qualifica, livello e anzianita' di servizio, secondo il rinvio dell'art. 2118 c.c. I termini esatti vanno verificati sulle tabelle del CCNL vigente.

Cosa succede se non rispetto il preavviso?

La parte che recede senza preavviso deve corrispondere all'altra un'indennita' sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato. Vale sia per le dimissioni del lavoratore sia per il licenziamento del datore.

Come si presentano le dimissioni?

Con la procedura telematica di convalida prevista dalla legge, salvo le eccezioni come le dimissioni rese in sedi protette. Entro il termine di legge il lavoratore puo' revocarle.

Quando posso dimettermi senza preavviso?

In caso di dimissioni per giusta causa, cioe' in presenza di un inadempimento grave del datore che non consente la prosecuzione del rapporto. In tal caso spetta anche l'indennita' sostitutiva a carico del datore.

Il licenziamento deve essere motivato?

Si'. Richiede forma scritta e una motivazione riconducibile a giusta causa o giustificato motivo. Per il licenziamento disciplinare va rispettato il procedimento di contestazione dell'art. 7 dello Statuto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.