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In sintesi
- L’IRAP si dichiara con un modello autonomo, separato dalla dichiarazione dei redditi
- Il versamento avviene tramite modello F24 con le stesse scadenze delle imposte sui redditi
- Si versano saldo e due rate di acconto nel corso dell’anno
- La Regione competente è quella in cui è prodotto il valore della produzione
- Se l’attività è svolta in più Regioni la base imponibile va ripartita tra esse
- Ditte individuali e professionisti senza autonoma organizzazione non presentano la dichiarazione IRAP
La dichiarazione IRAP: un adempimento autonomo
L’IRAP si distingue dalle altre imposte sui redditi anche sotto il profilo dichiarativo: il contribuente soggetto passivo deve presentare un modello di dichiarazione dedicato, il modello IRAP, che è separato e autonomo rispetto al modello Redditi o al modello 730. Questa autonomia dichiarativa riflette la natura dell’imposta, che colpisce il valore aggiunto prodotto dall’attività e non il reddito personale o societario, e segue un calendario di scadenze allineato a quello delle imposte sui redditi.
Il versamento dell’IRAP avviene tramite modello F24, lo stesso strumento utilizzato per IRPEF, IRES e altri tributi erariali e locali. Le somme sono distinte tra saldo dell’anno precedente e acconti per l’anno in corso: di regola il saldo si versa nella prima scadenza utile, mentre gli acconti sono suddivisi in due rate nel corso dell’anno. Le scadenze esatte e le modalità di calcolo degli acconti vanno verificate annualmente nelle istruzioni al modello IRAP e nelle disposizioni di legge vigenti.
Un aspetto specifico dell’IRAP riguarda il collegamento con il territorio: l’imposta è dovuta alla Regione in cui è stato prodotto il valore della produzione netta. Questo significa che le imprese e i professionisti che svolgono attività in più Regioni devono ripartire la base imponibile tra le diverse Regioni, applicando criteri stabiliti dalla legge, e versare l’IRAP a ciascuna in proporzione. La corretta individuazione della Regione competente è quindi un passaggio fondamentale prima ancora di determinare l’aliquota applicabile.
| Adempimento | Strumento | Note operative |
|---|---|---|
| Presentazione della dichiarazione | Modello IRAP autonomo | Separato dal modello Redditi; scadenza allineata alle imposte sui redditi |
| Versamento del saldo | Modello F24 con codice tributo IRAP | Entro la scadenza ordinaria delle imposte sui redditi; possibile proroga per alcune categorie |
| Versamento del primo acconto | Modello F24 | Di norma entro la stessa scadenza del saldo; verificare la percentuale vigente |
| Versamento del secondo acconto | Modello F24 | Di norma entro novembre; verificare la percentuale vigente |
| Ripartizione tra più Regioni | Calcolo interno alla dichiarazione | Proporzionale alle retribuzioni del personale in ciascuna Regione |
| Soggetti esclusi dalla dichiarazione | Non presentano il modello IRAP | Regime forfettario; professionisti/imprenditori senza autonoma organizzazione |
Esempio pratico
- Caio è titolare di una società a responsabilità limitata che svolge attività di commercio all’ingrosso con sede legale e operativa in un’unica Regione. Ogni anno il commercialista di Caio predispone il modello IRAP, separato dal modello Redditi SC della società. Con il primo F24 di giugno vengono versati sia il saldo IRAP relativo all’anno precedente sia la prima rata dell’acconto per l’anno in corso; con il secondo F24 di novembre si versa la seconda rata dell’acconto. Se Caio aprisse un magazzino operativo in una seconda Regione, il commercialista dovrebbe calcolare la quota di valore della produzione attribuibile a ciascuna Regione in base alle retribuzioni del personale impiegato in loco, e versare la corrispondente IRAP alle due Regioni separatamente, applicando le rispettive aliquote che potrebbero differire.
Documenti necessari
- D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446 (disciplina generale dell’IRAP, dichiarazione e versamento)
- Modello IRAP e relative istruzioni, aggiornati annualmente dall’Agenzia delle Entrate
- Provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate sulle scadenze fiscali e sulle proroghe
- Leggi regionali sulle aliquote IRAP differenziate (verificare la misura vigente nella Regione competente)
- Risoluzione/Circolare Agenzia delle Entrate sui criteri di ripartizione della base imponibile tra più Regioni
Caso 1: attività svolta in due Regioni diverse
Scenario. Alfa Srl ha la sede legale e l’ufficio amministrativo in una Regione e uno stabilimento produttivo in un’altra Regione. Nel corso dell’anno impiega dipendenti in entrambe le sedi. Al momento di predisporre la dichiarazione IRAP, il responsabile amministrativo si chiede come ripartire la base imponibile.
Come si applica. Quando l’attività è svolta in più Regioni, la base imponibile IRAP non va attribuita integralmente alla Regione della sede legale, bensì ripartita tra le Regioni interessate in proporzione alle retribuzioni del personale impiegato in ciascuna. Alfa Srl dovrà quindi calcolare la quota delle retribuzioni di competenza di ciascuna Regione rispetto al totale, applicare quella proporzione alla base imponibile complessiva, e versare l’IRAP a ciascuna Regione applicando la rispettiva aliquota vigente. Le aliquote possono differire tra le due Regioni, con possibili riflessi sull’importo complessivo dovuto.
In pratica
- Tenere traccia delle retribuzioni effettivamente erogate al personale impiegato in ciascuna Regione durante l’anno
- La ripartizione della base imponibile si calcola in proporzione alle retribuzioni, non in base alla sede legale
- Verificare le aliquote vigenti in ciascuna Regione interessata, che possono essere differenziate anche per settore produttivo
Caso 2: professionista che verifica se deve presentare la dichiarazione
Scenario. Tizio è un consulente di gestione aziendale che lavora da solo, senza dipendenti, con un computer e un abbonamento a banche dati professionali. Ogni anno si chiede se debba presentare il modello IRAP e versare l’imposta.
Come si applica. La risposta dipende dalla verifica concreta del requisito dell’autonoma organizzazione. Se Tizio opera senza dipendenti, senza collaboratori stabili e con beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile per lo svolgimento della propria attività intellettuale, l’orientamento consolidato esclude la sussistenza dell’autonoma organizzazione e quindi l’obbligo IRAP. In questo caso Tizio non deve presentare il modello IRAP né versare l’imposta. Se invece nel corso del tempo strutturasse diversamente la propria attività, la valutazione andrebbe ripetuta. La stessa esclusione si applica in modo automatico ai contribuenti in regime forfettario.
In pratica
- Valutare ogni anno se la struttura dell’attività è rimasta invariata rispetto alla valutazione precedente sull’autonoma organizzazione
- In caso di dubbio, rivolgersi a un professionista: omettere la dichiarazione quando è dovuta espone a sanzioni, presentarla quando non è dovuta comporta un versamento non necessario
- I contribuenti in regime forfettario non presentano la dichiarazione IRAP per espressa previsione di legge
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Il modello IRAP è separato dal modello Redditi?
Sì. La dichiarazione IRAP è un modello autonomo, distinto dal modello Redditi (SC, SP o PF) e dal modello 730. Viene presentato entro le stesse scadenze ordinarie delle imposte sui redditi, ma costituisce un adempimento separato con propri codici e propria logica di calcolo.
Come si versa l'IRAP?
L’IRAP si versa tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici per l’IRAP. Si prevedono di norma due appuntamenti: il primo per il saldo dell’anno precedente e la prima rata di acconto, il secondo per la seconda rata di acconto. Le scadenze esatte vanno verificate annualmente.
Quante rate di acconto IRAP si versano?
Di regola due rate: la prima entro la scadenza estiva (allineata all’IRES o all’IRPEF), la seconda entro novembre. La percentuale di ciascuna rata e le eventuali eccezioni vanno verificate nelle istruzioni al modello IRAP vigente nell’anno di imposta.
Quale Regione riceve il gettito IRAP?
La Regione in cui il contribuente produce il valore della produzione netta. Se l’attività è svolta in un’unica Regione, tutta l’IRAP va a quella Regione. Se l’attività è svolta in più Regioni, la base imponibile viene ripartita in proporzione alle retribuzioni del personale impiegato in ciascuna e l’imposta è versata separatamente a ciascuna.
Un libero professionista è sempre tenuto a presentare la dichiarazione IRAP?
No. Se il professionista non dispone di un’autonoma organizzazione (assenza di dipendenti, collaboratori stabili e di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile), secondo l’orientamento consolidato non è soggetto IRAP e non deve presentare la dichiarazione. La valutazione è sempre caso per caso.
I forfettari devono presentare il modello IRAP?
No. I contribuenti in regime forfettario sono esclusi dall’IRAP per espressa previsione di legge e non devono né presentare la dichiarazione né versare l’imposta.
L'aliquota IRAP è uguale in tutte le Regioni?
No. La legge statale fissa un’aliquota ordinaria, ma ogni Regione può variarla entro un margine previsto dalla legge e differenziarla per settore (ad esempio le banche e le assicurazioni possono essere soggette ad aliquote più elevate). Per conoscere l’aliquota applicabile occorre sempre verificare la legge regionale vigente nella Regione di competenza.
Vedi anche: Dichiarazione IVA a debito, IRAP: cos’è e come funziona, Chi paga l’IRAP e l’autonoma organizzazione, IRAP: come si calcola la base imponibile, Dichiarazione doganale e Ritenuta d’acconto su provvigioni di agenti e rappresentanti.
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