Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Dichiarazione telematica: si presenta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per ogni operazione con Paesi extra-UE.
- All’importazione si pagano i dazi doganali e l’IVA all’importazione, entrambi liquidati in dogana.
- All’esportazione la cessione è non imponibile IVA e non sconta dazi UE.
- Codice EORI obbligatorio: chi importa o esporta deve registrarsi una sola volta; per i soggetti italiani è collegato alla partita IVA.
- Rappresentante doganale: uno spedizioniere doganale può curare lo sdoganamento in nome e per conto dell’impresa.
Che cos'è la dichiarazione doganale e quando serve
Ogni volta che una merce varca il confine doganale dell’Unione Europea — entrando da un Paese extracomunitario o uscendo verso di esso — chi commercia è tenuto a presentare una dichiarazione doganale all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non si tratta di un adempimento solo burocratico: è il documento con cui l’operatore comunica alle autorità cosa trasporta, quanto vale, da dove proviene e quale regime doganale vuole applicare.
La dichiarazione avviene per via telematica attraverso il sistema AIDA (Automazione Informatica Dogane e Accise), il canale ufficiale per tutte le pratiche doganali in Italia. All’atto pratico, gran parte delle imprese — soprattutto le PMI — affida questo compito a uno spedizioniere doganale iscritto all’albo, che agisce come rappresentante con due diverse modalità: rappresentanza diretta (agisce in nome e per conto dell’importatore) o indiretta (agisce in nome proprio per conto dell’importatore, con responsabilità solidale per i dazi).
La dichiarazione deve riportare il codice merce, il valore della merce, il Paese di origine e il regime doganale richiesto. Questi quattro elementi determinano quanto si paga e con quali formalità. Un errore nella classificazione può portare a recuperi di dazi e sanzioni, per questo è possibile richiedere preventivamente all’Agenzia delle Dogane una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV), un parere ufficiale sul codice doganale da usare.
| Aspetto | Importazione (extra-UE → UE) | Esportazione (UE → extra-UE) |
|---|---|---|
| Dichiarazione doganale | Obbligatoria, telematica | Obbligatoria, telematica |
| Dazi doganali | Dovuti (aliquota per prodotto e origine) | Non dovuti (nessun dazio UE in uscita) |
| IVA | IVA all'importazione, assolta in dogana | Cessione non imponibile IVA |
| Codice EORI | Obbligatorio | Obbligatorio |
| Documento di prova | Fattura, documento di trasporto, documento di origine | Fattura, prova di uscita dal territorio UE |
Esempio pratico
-
Alfa Srl importa dalla Cina 500 pezzi di un accessorio elettronico. Il valore di fattura è 8.000 euro, il trasporto e l’assicurazione fino al porto di Genova ammontano a 600 euro: il valore doganale è quindi 8.600 euro (valore CIF). Lo spedizioniere presenta la dichiarazione di importazione con il codice TARIC corretto, indicando origine Cina e regime ‘immissione in libera pratica’. In dogana vengono liquidati i dazi calcolati sull’8.600 euro e, separatamente, l’IVA all’importazione sulla base imponibile (valore doganale + dazi). La merce viene poi immessa in libera circolazione nel mercato UE.
Documenti necessari
- Fattura commerciale del fornitore estero (con valore, quantità, descrizione merce)
- Documento di trasporto (polizza di carico, lettera di vettura CMR, airway bill)
- Certificato o dichiarazione di origine (per eventuali preferenze tariffarie)
- Codice EORI dell’importatore
- Eventuale licenza di importazione o autorizzazione settoriale
- Informazione Tariffaria Vincolante (ITV), se richiesta preventivamente
Tizio importa un macchinario dagli USA
Scenario. Tizio è titolare di una piccola officina meccanica e acquista un tornio industriale da un fornitore statunitense. Il prezzo concordato è franco fabbrica (EXW): Tizio paga il trasporto fino all’Italia, che ammonta a 1.200 euro, e l’assicurazione per 150 euro.
Come si applica. Il valore doganale non è il solo prezzo del macchinario, ma il valore CIF, cioè il prezzo più tutte le spese di trasporto e assicurazione fino al primo punto di ingresso nel territorio doganale UE. Lo spedizioniere classificherà il macchinario con il codice TARIC corretto e calcolerà i dazi sull’intero valore CIF. Dopodiché verrà liquidata anche l’IVA all’importazione, che Tizio potrà recuperare come credito nella sua liquidazione IVA periodica (essendo un soggetto passivo). Senza codice EORI la merce non può essere sdoganata: Tizio deve averlo richiesto preventivamente all’Agenzia delle Dogane.
In pratica
- Il valore doganale comprende prezzo + trasporto + assicurazione fino alla frontiera UE (valore CIF).
- I dazi si calcolano sul valore CIF; l’IVA si calcola su valore CIF + dazi.
- Il codice EORI è obbligatorio: richiederlo una sola volta, è collegato alla partita IVA italiana.
- L’IVA all’importazione è detraibile per i soggetti passivi nella liquidazione periodica.
Caio esporta abbigliamento verso il Giappone
Scenario. Caio gestisce un piccolo marchio di abbigliamento e riceve un ordine da un distributore giapponese per una fornitura da 15.000 euro. Si chiede se deve pagare dazi o IVA in Italia al momento della spedizione.
Come si applica. All’esportazione dall’UE non si pagano dazi doganali: le merci che escono dal territorio UE non sono tassate in uscita. Sul fronte IVA, la cessione all’esportazione è non imponibile: la fattura emessa da Caio al cliente giapponese non contiene IVA italiana. Caio deve però conservare la prova dell’effettiva uscita delle merci dal territorio UE (il documento doganale di esportazione con il visto di uscita). Gli eventuali dazi che il Giappone applicherà all’arrivo della merce sono a carico del compratore giapponese, secondo gli accordi commerciali tra UE e Giappone (che possono prevedere tariffe preferenziali). Anche Caio deve avere il codice EORI per presentare la dichiarazione di esportazione.
In pratica
- L’esportazione è esente IVA (non imponibile): la fattura al cliente estero non riporta IVA italiana.
- Non esistono dazi UE sulle merci in uscita.
- Conservare sempre la prova dell’uscita dal territorio UE (bolletta doganale con visto uscita).
- Il codice EORI è obbligatorio anche per esportare, non solo per importare.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Chi deve presentare la dichiarazione doganale?
Chiunque importi merci da Paesi extra-UE o le esporti verso di essi nell’ambito di un’attività economica. I privati che acquistano piccole spedizioni online godono di franchigie: i dazi non si applicano fino a un valore intrinseco di 150 euro, le spedizioni regalo tra privati sono esenti fino a 45 euro.
Cos'è il codice EORI e come si ottiene?
È il numero di identificazione dell’operatore economico per le operazioni doganali in tutta l’UE. Si richiede una sola volta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; per i soggetti italiani è collegato alla partita IVA. È obbligatorio per chi importa o esporta.
Posso fare lo sdoganamento da solo senza uno spedizioniere?
Sì, in linea di principio. Nella pratica, la procedura telematica richiede accreditamento al sistema AIDA e conoscenza tecnica dei codici TARIC. La grande maggioranza delle imprese delega uno spedizioniere doganale iscritto all’albo, che può agire in rappresentanza diretta o indiretta.
Cosa succede se classifico la merce con il codice sbagliato?
L’Agenzia delle Dogane può recuperare i dazi non pagati con interessi e applicare sanzioni amministrative. Per evitare rischi, è possibile richiedere preventivamente una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV): è un parere ufficiale vincolante sul codice doganale corretto.
All'esportazione devo pagare qualcosa in Italia?
No: all’uscita dal territorio UE non si pagano dazi. La fattura di vendita al cliente estero è emessa senza IVA (cessione non imponibile). Restano gli adempimenti doganali (dichiarazione di esportazione) e la necessità di conservare la prova dell’uscita effettiva delle merci.
Esistono regimi che consentono di non pagare subito i dazi?
Sì. Tra i regimi doganali speciali: il deposito doganale permette di stoccare la merce senza pagare dazi e IVA fino a quando non viene immessa in consumo; il perfezionamento attivo consente di lavorare merci estere da riesportare senza pagare dazi; l’ammissione temporanea permette di introdurre temporaneamente la merce con esonero totale o parziale dai dazi.
Domande frequenti
Chi deve presentare la dichiarazione doganale?
Chiunque importi merci da Paesi extra-UE o le esporti verso di essi nell'ambito di un'attività economica. I privati che acquistano piccole spedizioni online godono di franchigie: i dazi non si applicano fino a un valore intrinseco di 150 euro, le spedizioni regalo tra privati sono esenti fino a 45 euro.
Cos'è il codice EORI e come si ottiene?
È il numero di identificazione dell'operatore economico per le operazioni doganali in tutta l'UE. Si richiede una sola volta all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; per i soggetti italiani è collegato alla partita IVA. È obbligatorio per chi importa o esporta.
Posso fare lo sdoganamento da solo senza uno spedizioniere?
Sì, in linea di principio. Nella pratica, la procedura telematica richiede accreditamento al sistema AIDA e conoscenza tecnica dei codici TARIC. La grande maggioranza delle imprese delega uno spedizioniere doganale iscritto all'albo, che può agire in rappresentanza diretta o indiretta.
Cosa succede se classifico la merce con il codice sbagliato?
L'Agenzia delle Dogane può recuperare i dazi non pagati con interessi e applicare sanzioni amministrative. Per evitare rischi, è possibile richiedere preventivamente una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV): è un parere ufficiale vincolante sul codice doganale corretto.
All'esportazione devo pagare qualcosa in Italia?
No: all'uscita dal territorio UE non si pagano dazi. La fattura di vendita al cliente estero è emessa senza IVA (cessione non imponibile). Restano gli adempimenti doganali (dichiarazione di esportazione) e la necessità di conservare la prova dell'uscita effettiva delle merci.
Esistono regimi che consentono di non pagare subito i dazi?
Sì. Tra i regimi doganali speciali: il deposito doganale permette di stoccare la merce senza pagare dazi e IVA fino a quando non viene immessa in consumo; il perfezionamento attivo consente di lavorare merci estere da riesportare senza pagare dazi; l'ammissione temporanea permette di introdurre temporaneamente la merce con esonero totale o parziale dai dazi.
Vedi anche