Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 2396 quinquies Codice Civile: Doveri dell’organo di controllo

    Art. 2396 quinquies Codice Civile: Doveri dell’organo di controllo

    Art. 2396-quinquies c.c. – Doveri dell’organo di controllo

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    L’organo di controllo vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza e sul concreto funzionamento dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società, ivi compreso il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e il coordinamento delle sue funzioni. È fatto salvo quanto diversamente stabilito ai sensi delle leggi speciali.

    L’organo di controllo riferisce sull’attività di vigilanza svolta e sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati all’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio ovvero ai sensi del secondo comma dell’articolo 2364-bis.

  • Art. 2396 septies Codice Civile: Cause d’ineleggibilità e di decadenza

    Art. 2396 septies Codice Civile: Cause d’ineleggibilità e di decadenza

    Art. 2396-septies c.c. – Cause d’ineleggibilità e di decadenza

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    Non possono essere eletti alla carica di componente dell’organo di controllo e, se eletti, decadono dall’ufficio:

    a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 2382;

    b) il coniuge, l’altra parte dell’unione civile, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado e i conviventi degli amministratori della società, gli amministratori, il coniuge, l’altra parte dell’unione civile, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado e i conviventi degli amministratori delle società da questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo;

    c) coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza, fermo restando che non costituisce di per sé causa di ineleggibilità e decadenza il fatto di ricoprire cariche in organi di controllo delle società controllate dalla società, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo.

  • Art. 2396 sexies Codice Civile: Poteri dell’organo di controllo

    Art. 2396 sexies Codice Civile: Poteri dell’organo di controllo

    Art. 2396-sexies c.c. – Poteri dell’organo di controllo

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    L’organo di controllo può in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e di controllo e, previa comunicazione al presidente del consiglio, può altresì convocare l’assemblea qualora nell’espletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

    L’organo di controllo può chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Può altresì scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all’andamento generale dell’attività sociale.

    Gli accertamenti eseguiti devono risultare dal libro previsto dall’articolo 2421, primo comma, numero 5).

  • Art. 2409 bis Codice Civile: Revisione legale dei conti

    Art. 2409 bis Codice Civile: Revisione legale dei conti

    Art. 2409-bis c.c. – Revisione legale dei conti

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47 .

    Lo statuto delle società che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato può prevedere che la revisione legale dei conti sia esercitata dal collegio sindacale. In tal caso il collegio sindacale è costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro.

  • Art. 2403 bis Codice Civile: Poteri del collegio sindacale

    Art. 2403 bis Codice Civile: Poteri del collegio sindacale

    Art. 2403-bis c.c. – Poteri del collegio sindacale

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

    Nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo i sindaci sotto la propria responsabilità ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall’articolo 2396-septies.

    L’organo amministrativo può rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l’accesso a informazioni riservate.

  • Art. 2394 bis Codice Civile: Azioni di responsabilità nelle procedure

    Art. 2394 bis Codice Civile: Azioni di responsabilità nelle procedure

    Art. 2394-bis c.c. – Azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    In caso di liquidazione giudiziale, concordato liquidatorio, , liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore, al liquidatore giudiziale , al commissario liquidatore e al commissario straordinario. Le azioni di cui al primo periodo sono proposte, a pena di decadenza, nel termine di due anni dalla sentenza di apertura della liquidazione giudiziale o dalla sentenza che dichiara lo stato di insolvenza.

  • Art. 2391 bis Codice Civile: Operazioni con parti correlate

    Art. 2391 bis Codice Civile: Operazioni con parti correlate

    Art. 2391 BIS c.c. Operazioni con parti correlate

    In vigore

    Gli organi di amministrazione delle società con azioni quotate in mercati regolamentati (1) adottano, secondo principi generali indicati dalla Consob, regole che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e li rendono noti nella relazione sulla gestione; a tali fini possono farsi assistere da esperti indipendenti, in ragione della natura, del valore o delle caratteristiche dell’operazione. I principi e le regole previsti dal (2) primo comma si applicano alle operazioni realizzate direttamente o per il tramite di società controllate e disciplinano le operazioni stesse in termini di competenza decisionale, di motivazione e di documentazione. L’organo di controllo vigila sull’osservanza delle regole adottate ai sensi del primo comma e ne riferisce nella relazione all’assemblea. La Consob, nel definire i principi indicati nel primo comma, individua, in conformità all’articolo 9-quater della direttiva 2007/36/CE, almeno: a) le soglie di rilevanza delle operazioni con parti correlate tenendo conto di indici quantitativi legati al controvalore dell’operazione o al suo impatto su uno o più parametri dimensionali della società. La Consob può individuare anche criteri di rilevanza che tengano conto della natura dell’operazione e della tipologia di parte correlata; b) regole procedurali e di trasparenza proporzionate rispetto alla rilevanza e alle caratteristiche delle operazioni, alle dimensioni della società ovvero alla tipologia di società […] (3), nonchè i casi di esenzione dall’applicazione, in tutto o in parte, delle predette regole. In aggiunta agli altri casi di esenzione, la Consob prevede in ogni caso che le procedure della società possano escludere dall’applicazione delle regole di cui al periodo precedente le operazioni con parti correlate individuate dalla stessa Consob, in base alle soglie di rilevanza di cui alla lettera a), a condizione che per queste operazioni, realizzate nel corso dell’esercizio, siano indicati nella nota integrativa del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato, se redatto, almeno il numero di operazioni realizzate e l’importo complessivo e medio delle stesse per tipologia di operazione con riferimento a ciascuna delle parti correlate con cui le operazioni sono state realizzate (4); c) i casi in cui gli amministratori, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2391, e gli azionisti coinvolti nell’operazione sono tenuti ad astenersi dalla votazione sulla stessa ovvero misure di salvaguardia a tutela dell’interesse della società che consentono ai predetti azionisti di prendere parte alla votazione sull’operazione. (5)

  • Art. 2393 bis Codice Civile: Azione sociale di responsabilità esercitata dai soci

    Art. 2393 bis Codice Civile: Azione sociale di responsabilità esercitata dai soci

    Art. 2393-bis c.c. – Azione sociale di responsabilità esercitata dai soci

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    L’azione sociale di responsabilità può essere esercitata anche dai soci che rappresentino almeno un quinto del capitale sociale o la diversa misura prevista nello statuto, comunque non superiore al terzo.

    Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l’azione di cui al comma precedente può essere esercitata dai soci che rappresentino un quarantesimo del capitale sociale o la minore misura prevista nello statuto.

    La società deve essere chiamata in giudizio e l’atto di citazione è ad essa notificato anche in persona del presidente dell’organo di controllo .

    I soci che intendono promuovere l’azione nominano, a maggioranza del capitale posseduto, uno o più rappresentanti comuni per l’esercizio dell’azione e per il compimento degli atti conseguenti.

    In caso di accoglimento della domanda, la società rimborsa agli attori le spese del giudizio e quelle sopportate nell’accertamento dei fatti che il giudice non abbia posto a carico dei soccombenti o che non sia possibile recuperare a seguito della loro escussione.

    I soci che hanno agito possono rinunciare all’azione o transigerla; ogni corrispettivo per la rinuncia o transazione deve andare a vantaggio della società.

    Si applica all’azione prevista dal presente articolo l’ultimo comma dell’

  • Art. 2396 bis Codice Civile: Divieto di concorrenza e utilizzazione delle informazioni per i direttori generali

    Art. 2396 bis Codice Civile: Divieto di concorrenza e utilizzazione delle informazioni per i direttori generali

    Art. 2396-bis c.c. – Divieto di concorrenza e utilizzazione delle informazioni per i direttori generali

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    I direttori generali non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società concorrenti, né esercitare un’attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere amministratori, o direttori generali in società concorrenti, salvo specifica autorizzazione della società e non possono utilizzare a vantaggio proprio o di terzi dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del loro incarico.

    I direttori generali rispondono dei danni derivanti dalla violazione dei divieti di cui al primo comma.

  • Art. 2396 ter Codice Civile: Denunzia all’organo di controllo

    Art. 2396 ter Codice Civile: Denunzia all’organo di controllo

    Art. 2396-ter c.c. – Denunzia all’organo di controllo

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

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    Ogni socio può denunziare i fatti che ritiene censurabili all’organo di controllo, il quale deve tener conto della denunzia e riferirne all’assemblea.

    Se la denunzia è fatta da tanti soci che rappresentino un ventesimo del capitale sociale o un cinquantesimo nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l’organo di controllo deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all’assemblea; deve altresì convocare l’assemblea qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere. Lo statuto può prevedere per la denunzia percentuali minori di partecipazione.

  • Art. 2390 bis Codice Civile: Utilizzazione delle informazioni

    Art. 2390 bis Codice Civile: Utilizzazione delle informazioni

    Art. 2390-bis c.c. – Utilizzazione delle informazioni

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

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    Gli amministratori non possono utilizzare a vantaggio proprio o di terzi dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del loro incarico.

    Per l’inosservanza di tale divieto l’amministratore può essere revocato e risponde dei danni.

  • Art. 2381 ter Codice Civile: Informazione consiliare

    Art. 2381 ter Codice Civile: Informazione consiliare

    Art. 2381-ter c.c. – Informazione consiliare

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    .

    Gli amministratori sono tenuti ad agire in modo informato.

    Il presidente provvede affinchè adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri.

    Ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società.

    Nell’assumere le proprie determinazioni, gli amministratori cui il consiglio non abbia delegato proprie attribuzioni fanno ragionevole affidamento, anche in relazione alle loro specifiche competenze, sulle informazioni ricevute in conformità alle previsioni della legge e dello statuto. Resta fermo quanto previsto dalle leggi speciali.

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