Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 202 L. Fall. – Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza

    Art. 202 L. Fall. – Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza

    Art. 202 L. Fall. – Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Se l’impresa al tempo in cui è stata ordinata la liquidazione, si trovava in stato d’insolvenza e questa non è stata preventivamente dichiarata a norma dell’art. 195, il tribunale del luogo dove l’impresa ha la sede principale, su ricorso del commissario liquidatore o su istanza del pubblico ministero, accerta tale stato con sentenza in camera di consiglio, anche se la liquidazione è stata disposta per insufficienza di attivo.

    Si applicano le norme dell’art. 195, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 201 L. Fall. – Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti

    Art. 201 L. Fall. – Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti

    Art. 201 L. Fall. – Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione si applicano le disposizioni del titolo II, capo III, sezione II e sezione IV e le disposizioni dell’art. 66.

    Si intendono sostituiti nei poteri del tribunale e del giudice delegato l’autorità amministrativa che vigila sulla liquidazione, nei poteri del curatore il commissario liquidatore e in quelli del comitato dei creditori il comitato di sorveglianza.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 200 L. Fall. – Effetti del provvedimento di liquidazione per l’impresa

    Art. 200 L. Fall. – Effetti del provvedimento di liquidazione per l’impresa

    Art. 200 L. Fall. – Effetti del provvedimento di liquidazione per l’impresa

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione si applicano gli articoli 42, 44, 45, 46 e 47 e se l’impresa è una società o una persona giuridica cessano le funzioni delle assemblee e degli organi di amministrazione e di controllo, salvo per il caso previsto dall’art. 214.

    Nelle controversie anche in corso, relative a rapporti di diritto patrimoniale dell’impresa, stà in giudizio il commissario liquidatore.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • CCNL Gas-Acqua: maternità, paternità, congedi

    CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua)

    In sintesi

    Il CCNL Gas-Acqua integra INPS al 100% per i 5 mesi di maternità obbligatoria. Per tecniche reti/impianti: esonero immediato da scavi, spazi confinati, esposizione gas/sostanze chimiche. Paternità 10 gg al 100%. Congedo parentale: 9 mesi indennizzati per la coppia. Allattamento 2h/giorno fino a 1 anno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · Anfida · Proxigas · Assogas · Filctem-CGIL · Femca-CISL · Uiltec-UIL
    Ultimo rinnovo
    8 maggio 2025, per il triennio 2025-2027 (il precedente era del 18 maggio 2023)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027. Aumento dei minimi (TEM) di 260 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° luglio 2025, 60 dal 1° luglio 2026, 60 dal 1° luglio 2027 e 50 dal 1° ottobre 2027. Dal 1° gennaio 2026 l’orario contrattuale scende a 38 ore medie settimanali
    Platea
    ~50.000 (tecnici reti gas, operatori distribuzione idrica, dipendenti multiutility, personale impianti depurazione)

    Tabella riepilogativa

    Maternità e congedi
    Voce Durata Indennità
    Maternità obbligatoria 5 mesi 100%
    Maternità anticipata rischi Fino al parto 80% INPS
    Paternità obbligatoria 10 gg 100%
    Congedo parentale 9 mesi indennizzati per la coppia 30% INPS; 80% per un massimo di 3 mesi complessivi entro i 6 anni di vita del bambino
    Allattamento 2h/giorno 100%

    Maternità obbligatoria 5 mesi 100%

    5 mesi (2+3) o flessibilizzato 1+4. INPS 80% + integrazione datore 20%.

    Esonero da rischi gravidanza

    Esonero immediato da: scavi, spazi confinati (cisterne, pozzetti), esposizione gas (metano, idrogeno solforato H2S), esposizione reagenti chimici depuratori, lavori in quota, movimentazione carichi >3 kg, turni notturni. Spostamento mansione (ufficio, dispatching, contabilità) o maternità anticipata.

    Paternità 10 gg

    10 giorni lavorativi al 100%, nei 5 mesi post-parto. Sostituzione organizzata in squadre.

    Congedo parentale

    9 mesi coppia (max 6 singolo), fino a 14 anni del figlio. INPS 30% (80% primi 3 mesi se entro 6 anni).

    Allattamento e post-parto

    2h/giorno fino a 1 anno + esonero notturno + esonero reperibilità H24 + esonero scavi/spazi confinati.

    Casi pratici

    Tizio – Paternità tecnico reti
    Tizio (tecnico) fruisce 10 gg paternità. Sostituzione organizzata in squadra reperibilità.
    Caia – Operatrice impianto maternità anticipata
    Caia (operatrice depuratore) incinta: subito spostamento a controllo qualità laboratorio. Mantenimento retribuzione.
    Sempronio – Allattamento moglie tecnica
    Sempronio (Quadro) non ha allattamento. La moglie (livello 4 tecnica) fruisce 2h/giorno + esonero notti.

    Domande frequenti

    Una tecnica incinta può continuare nel ruolo?
    No, gravidanza esonero immediato da scavi, spazi confinati, esposizione gas/chimici, lavori in quota, movimentazione carichi >3 kg, turni notturni. Spostamento mansione o maternità anticipata.
    Quanto dura la maternità?
    5 mesi obbligatori al 100%. Per esonero rischi: maternità anticipata fino al parto (80% INPS). Totale possibile ~10-11 mesi assenza.
    I padri hanno paternità?
    Sì, 10 giorni lavorativi al 100% (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001), fruibili dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i 5 mesi successivi. Sostituzione organizzata in squadre reperibilità.
    Posso allattare se lavoro su impianti?
    Sì, 2h retribuite/giorno fino a 1 anno + esonero notturno + esonero reperibilità H24 + esonero scavi/spazi confinati.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 28 gg, ROL, permessi, 13ª, 14ª, premi produttività, malattia, comporto e infortunio e prova per livello.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 199 L. Fall. – Responsabilità del commissario liquidatore

    Art. 199 L. Fall. – Responsabilità del commissario liquidatore

    Art. 199 L. Fall. – Responsabilità del commissario liquidatore

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il commissario liquidatore è, per quanto attiene all’esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale.

    Durante la liquidazione l’azione di responsabilità contro il commissario liquidatore revocato è proposta dal nuovo liquidatore con l’autorizzazione dell’autorità che vigila sulla liquidazione.

    Si applicano al commissario liquidatore le disposizioni degli articoli 32, 37 e 38, primo comma, intendendosi sostituiti nei poteri del tribunale e del giudice delegato quelli dell’autorità che vigila sulla liquidazione.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 198 L. Fall. – Organi della liquidazione amministrativa

    Art. 198 L. Fall. – Organi della liquidazione amministrativa

    Art. 198 L. Fall. – Organi della liquidazione amministrativa

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Con il provvedimento che ordina la liquidazione o con altro successivo viene nominato con commissario liquidatore. È altresì nominato un comitato di sorveglianza di tre o cinque membri scelti fra persone particolarmente esperte nel ramo di attività esercitato dall’impresa, possibilmente fra i creditori.

    Qualora l’importanza dell’impresa lo consigli, possono essere nominati tre commissari liquidatori.

    In tal caso essi deliberano a maggioranza, e la rappresentanza è esercitata congiuntamente da due di essi.

    Nella liquidazione delle cooperative la nomina del comitato di sorveglianza è facoltativo.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 197 L. Fall. – Provvedimento di liquidazione

    Art. 197 L. Fall. – Provvedimento di liquidazione

    Art. 197 L. Fall. – Provvedimento di liquidazione

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il provvedimento che ordina la liquidazione, entro dieci giorni dalla sua data, è pubblicato integralmente, a cura dell’autorità che lo ha emanato nella Gazzetta Ufficiale del Regno ed è comunicato per l’iscrizione all’ufficio del registro delle imprese, salve le altre forme di pubblicità disposte nel provvedimento.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 226 D.Lgs. 209/2005 – (Imprese con sede legale in altri Stati membri e in Stati terzi)

    Art. 226 D.Lgs. 209/2005 – (Imprese con sede legale in altri Stati membri e in Stati terzi)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Se le autorità di vigilanza dei rispettivi Stati membri d'origine hanno adottato le misure corrispondenti a quelle previste dagli articoli 221, 222, 222-bis, 225, 240 e 242 l'IVASS vieta alle imprese di assicurazione e di riassicurazione, che hanno sede legale in altri Stati membri e che operano nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento e di prestazione di servizi, di compiere atti di disposizione sui beni esistenti nel territorio della Repubblica, quando ciò sia richiesto dalle autorità di vigilanza dei rispettivi Stati membri d'origine e siano indicati gli attivi che devono costituire oggetto di tale misura. A richiesta delle medesime autorità, l'IVASS adotta altresì i provvedimenti di vincolo delle singole attività patrimoniali a copertura delle riserve tecniche con le modalità di cui all'articolo 224.

    2. L'IVASS applica le disposizioni di cui al presente capo nei confronti delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, che hanno sede legale in Stati terzi in caso di violazione posta in essere dalla sede secondaria stabilita nel territorio della Repubblica.

    3. Se la violazione riguarda le disposizioni sul requisito patrimoniale di solvibilità ed è posta in essere da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di un Paese terzo che sia stabilita, oltre che nel territorio della Repubblica, anche in altri Stati membri e che sia vigilata dall'IVASS anche per le attività effettuate dalle sedi secondarie stabilite negli altri Stati membri, l'adozione dei provvedimenti di cui agli articoli 221, 222, 222-bis, 224 e 225 spetta all'IVASS, ad eccezione dei casi in cui il controllo di solvibilità venga demandato ad altra Autorità ai sensi dell'articolo 51, comma 3. Dei provvedimenti adottati è data comunicazione alle autorità di vigilanza degli altri Stati membri nei quali l'impresa opera o possiede beni. Alle stesse autorità può essere richiesto di adottare misure analoghe, cooperando nell'adozione di ogni provvedimento idoneo a salvaguardare gli interessi degli assicurati e degli altri aventi diritto a prestazioni assicurative.

    4. Nel caso di cui al comma 3, se lo stato di solvibilità per il complesso delle attività esercitate dalle sedi secondarie dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione di un Paese terzo è sottoposto al controllo esclusivo dell'autorità di vigilanza di un altro Stato membro, per l'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 224 sui beni posseduti dall'impresa nel territorio della Repubblica la medesima autorità può avvalersi della cooperazione dell'IVASS.

  • Art. 258 TUEL – Modalità semplificate di accertamento e liquidazione dei debiti

    Art. 258 TUEL – Articolo 258

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. L’organo straordinario di liquidazione, valutato l’importo complessivo di tutti i debiti censiti in base alle richieste pervenute, il numero delle pratiche relative, la consistenza della documentazione allegata ed il tempo necessario per il loro definitivo esame, può proporre all’ente locale dissestato l’adozione della modalità semplificata di liquidazione di cui al presente articolo. Con deliberazione di giunta l’ente decide entro trenta giorni ed in caso di adesione s’impegna a mettere a disposizione le risorse finanziare di cui al comma 2.

    2. L’organo straordinario di liquidazione, acquisita l’adesione dell’ente locale, delibera l’accensione del mutuo di cui all articolo 255, comma 2, nella misura necessaria agli adempimenti di cui ai successivi commi ed in relazione all’ammontare dei debiti censiti. L’ente locale dissestato è tenuto a deliberare l’accensione di un mutuo con la Cassa depositi e prestiti o con altri istituti di credito, con oneri a proprio carico, nel rispetto del limite del 40 per cento di cui all’articolo 255, comma 9, o, in alternativa, a mettere a disposizione risorse finanziarie liquide, per un importo che consenta di finanziare, insieme al ricavato del mutuo a carico dello Stato, tutti i debiti di cui al commi 3 e 4, oltre alle spese della liquidazione. È fatta salva la possibilità di ridurre il mutuo a carico dell’ente.

    3. L’organo straordinario di liquidazione, effettuata una sommaria delibazione sulla fondatezza del credito vantato, può definire transattivamente le pretese dei relativi creditori, ivi compreso l’erario, anche periodicamente, offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 ed il 60 per cento del debito, in relazione all’anzianità dello stesso, con rinuncia ad ogni altra pretesa, e con la liquidazione obbligatoria entro 30 giorni dalla conoscenza dell’accettazione della transazione. A tal fine, entro sei mesi dalla data di conseguita disponibilità del mutuo di cui all’articolo 255, comma 2, propone individualmente ai creditori, compresi quelli che vantano crediti privilegiati, fatta eccezione per i debiti relativi alle retribuzioni per prestazioni di lavoro subordinato che sono liquidate per intero, la transazione da accettare entro un termine prefissato comunque non superiore a 30 giorni. Ricevuta l’accettazione, l’organo straordinario di liquidazione provvede al pagamento nei trenta giorni successivi.

    4. L’organo straordinario di liquidazione accantona l’importo del 50 per cento dei debiti per i quali non è stata accettata la transazione. L’accantonamento è elevato al 100 per cento per i debiti assistiti da privilegio.

    5. Si applicano, per il seguito della procedura, le disposizioni degli articoli precedenti, fatta eccezione per quelle concernenti la redazione ed il deposito del piano di rilevazione. Effettuati gli accantonamenti di cui al comma 4, l’organo straordinario di liquidazione provvede alla redazione del piano di estinzione. Qualora tutti i debiti siano liquidati nell’ambito della procedura semplificata e non sussistono debiti esclusi in tutto o in parte dalla massa passiva, l’organo straordinario provvede ad approvare direttamente il rendiconto della gestione della liquidazione ai sensi dell’articolo 256, comma 11.

    6. I debiti transatti ai sensi del comma 3 sono indicati in un apposito elenco allegato al piano di estinzione della massa passiva.

    7. In caso di eccedenza di disponibilità si provvede alla riduzione dei mutui, con priorità per quello a carico dell’ente locale dissestato. È restituita all’ente locale dissestato la quota di risorse finanziarie liquide dallo stesso messe a disposizione esuberanti rispetto alle necessità della liquidazione dopo il pagamento dei debiti.

  • Art. 195 L. Fall. – Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa

    Art. 195 L. Fall. – Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa

    Art. 195 L. Fall. – Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Se un’impresa soggetta a liquidazione coatta amministrativa con esclusione del fallimento si trova in stato di insolvenza, il tribunale del luogo dove l’impresa ha la sede principale, su richiesta di uno o più creditori, ovvero dell’autorità che ha la vigilanza sull’impresa o di questa stessa, dichiara tale stato con sentenza.

    Il trasferimento della sede principale dell’impresa intervenuto nell’anno antecedente l’apertura del procedimento, non rileva ai fini della competenza.

    Con la stessa sentenza o con successivo decreto adotta i provvedimenti conservativi che ritenga opportuni nell’interesse dei creditori fino all’inizio della procedura di liquidazione.

    Prima di provvedere il tribunale deve sentire il debitore, con le modalità di cui all’articolo 15, e l’autorità governativa che ha la vigilanza sull’impresa.

    La sentenza è comunicata entro tre giorni, a norma dell’ articolo 136 del codice di procedura civile , all’autorità competente perché disponga la liquidazione o, se ne ritiene sussistenti i presupposti, l’avvio della risoluzione ai sensi del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE) ) .

    Essa è inoltre notificata, affissa e resa pubblica nei modi e nei termini stabiliti per la sentenza dichiarativa di fallimento.

    Contro la sentenza predetta può essere proposto reclamo da qualunque interessato, a norma degli articoli 18 e 19.

    Il tribunale che respinge il ricorso per la dichiarazione d’insolvenza provvede con decreto motivato.

    Contro il decreto è ammesso reclamo a norma dell’articolo 22.

    Il tribunale provvede su istanza del commissario giudiziale alla dichiarazione d’insolvenza a norma di questo articolo quando nel corso della procedura di concordato preventivo di un’impresa soggetta a liquidazione coatta amministrativa, con esclusione del fallimento, si verifica la cessazione della procedura e sussiste lo stato di insolvenza.

    Si applica in ogni caso il procedimento di cui al terzo comma.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano agli enti pubblici.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 193 L. Fall. – Abrogato (oggi CCII)

    Art. 193 L. Fall. – Abrogato (oggi CCII)

    Art. 193 L. Fall. – Fine dell’amministrazione controllata

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. Fonte: Normattiva.

  • CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria): tredicesima e premi di risultato

    CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

    CCNL Chimico-Farmaceutico: tredicesima e premi di risultato

    Nel settore chimico-farmaceutico il contratto garantisce 13 mensilità annue, con la gratifica natalizia erogata entro la vigilia di Natale. Alle mensilità contrattuali si aggiungono il premio di partecipazione aziendale, l’EDR e le altre componenti variabili della retribuzione globale.

    In sintesi

    Il CCNL Chimico-Farmaceutico prevede 13 mensilità: la tredicesima equivale a una mensilità ed è corrisposta, di norma, alla vigilia di Natale. Nel settore chimico-farmaceutico non c’è la quattordicesima (prevista solo per lubrificanti e GPL). Il premio di partecipazione è definito a livello aziendale. Dal 1° luglio 2027 l’EDR della categoria D1 è di 26 euro mensili.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Farmindustria · Federchimica · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    15 aprile 2025
    Vigenza
    1° luglio 2025 – 30 giugno 2028
    Mensilità
    13 (tredicesima a dicembre)

    Tabella riepilogativa delle componenti annuali della retribuzione

    Componenti annuali della retribuzione — CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)
    Componente Fonte Importo / regole Erogazione
    Tredicesima mensilità CCNL nazionale Una mensilità ordinaria (TEM + scatti + superminimi) Di norma alla vigilia di Natale
    Quattordicesima mensilità Non prevista per chimico-farmaceutico — —
    Premio di partecipazione (di risultato) Contrattazione aziendale (secondo livello) Variabile per azienda; collegato a produttività, qualità, redditività Di norma settembre-ottobre anno successivo
    EDR (Elemento Distinto della Retribuzione) CCNL nazionale Dal 1° luglio 2027: 26 € per la categoria D1 (rinnovo 15 aprile 2025) Mensile in busta paga
    Scatti di anzianità CCNL nazionale 5 scatti biennali; da 10,33 € (F) a 21,17 € (A) ciascuno Mensile a partire dalla maturazione

    La quattordicesima è prevista solo nei settori lubrificanti e GPL, a fine giugno; nel settore abrasivi a luglio si paga una gratifica feriale pari al 22% di minimo e IPO. Fonti: scheda Unicolavoro del CCNL, accordo di rinnovo 15 aprile 2025.

    La tredicesima: come si calcola

    La tredicesima (gratifica natalizia) è corrisposta, di norma, alla vigilia di Natale e corrisponde a una mensilità della retribuzione ordinaria. La base di calcolo comprende:

    • il minimo contrattuale del livello di inquadramento;
    • l’IPO (Indennità di Posizione Organizzativa) del livello;
    • l’EDR (Elemento Distinto della Retribuzione);
    • gli scatti di anzianità maturati;
    • l’eventuale superminimo individuale non assorbibile.

    Non rientrano nella base di calcolo della tredicesima gli straordinari, i premi di risultato variabili, le indennità di turno o le rimborsi spese.

    Per i lavoratori assunti o cessati nel corso dell’anno, la tredicesima è proporzionale ai mesi di servizio (arrotondamento al mese più prossimo, con soglia a 15 giorni). Esempio: un lavoratore assunto il 1° aprile 2025 riceve 9/12 di tredicesima nel dicembre 2025.

    Premio di partecipazione: la contrattazione aziendale

    Il CCNL nazionale non quantifica un importo minimo per il premio di partecipazione ai risultati, che è rimesso alla contrattazione di secondo livello (accordo aziendale tra direzione e RSU). Le imprese in cui il premio non è contrattato devono scegliere tra il premio variabile previsto dal CCNL, legato a fatturato e assenteismo, e l’Elemento Perequativo, un importo mensile per categoria. Le caratteristiche tipiche nelle aziende del settore:

    • Parametri di riferimento: indicatori di produttività (output per ora lavorata), qualità (scarti, non conformità GMP), redditività (EBITDA, fatturato), sicurezza (infortuni);
    • Erogazione: di norma una volta all’anno (settembre-ottobre), con possibilità di anticipo o liquidazione finale;
    • Tassazione agevolata: il premio di risultato gode dell’imposta sostitutiva dell’1% entro 5.000 € l’anno per il 2026 e il 2027 (L. 208/2015, commi 182 e seguenti, come modificata dalla legge di bilancio 2026); fino al 2025 l’aliquota era del 5% entro 3.000 €;
    • Convertibilità in welfare: il lavoratore può optare per la conversione parziale o totale del premio in beni e servizi welfare, con vantaggio fiscale aggiuntivo.

    Per conoscere l’importo e i parametri del premio nella propria azienda, il lavoratore deve consultare l’accordo aziendale di secondo livello, disponibile presso la RSU o i sindacati di categoria.

    Scatti di anzianità: maturazione e importo

    Il CCNL Chimico-Farmaceutico prevede 5 scatti biennali di importo fisso per categoria: 21,17 € (A), 17,56 € (B), 14,98 € (C), 14,46 € (D), 12,65 € (E), 10,33 € (F) al mese (vedi la scheda sugli scatti di anzianità). Ogni scatto si aggiunge al minimo tabellare e concorre alla base di calcolo della tredicesima, del TFR e del preavviso.

    EDR 2025-2028: le novità del rinnovo

    L’accordo di rinnovo del 15 aprile 2025 stabilisce che dal 1° luglio 2027 l’EDR (Elemento Distinto della Retribuzione) della categoria D1 è di 26 € mensili; per le altre posizioni gli importi sono nelle tabelle allegate all’accordo, riportate nella scheda delle tabelle retributive. L’EDR è incluso nella base di calcolo della tredicesima e del TFR, aumentando di conseguenza anche questi istituti.

    Casi pratici

    Tizio — Operatore D1 con 2 scatti: calcolo della tredicesima
    Tizio è inquadrato D1 con TEM di 2.360,26 € (dicembre 2025). Ha maturato 2 scatti di anzianità della categoria D (14,46 € ciascuno = 28,92 €). La sua base mensile è 2.389,18 €. La tredicesima di dicembre 2025 ammonta a 2.389,18 € lordi (più eventuali superminimi non assorbibili). L’IRPEF applicata è quella del cedolino di dicembre, spesso la più alta dell’anno per effetto del conguaglio.
    Caia — ISF (B1) assunta il 1° aprile 2026: tredicesima proporzionale
    Caia è assunta il 1° aprile 2026. A dicembre 2026 matura la tredicesima per 9 mesi (aprile-dicembre). Con un TEM di 2.854,98 € (B1 dal 1° luglio 2026), la sua tredicesima è pari a 9/12 × 2.854,98 € = 2.141,24 € lordi. L’azienda può concordare di erogare l’importo pieno in anticipo come policy interna, ma contrattualmente l’obbligo è solo per la quota proporzionale.
    Sempronio — Impiegato (C1) e conversione del premio in welfare
    Sempronio riceve un premio di partecipazione di 1.800 € per il 2024, erogato a settembre 2025. Può scegliere se tassarlo all’aliquota sostitutiva del 5% (risparmio rispetto alla sua aliquota marginale IRPEF del 35%) o convertirlo in beni e servizi welfare (es. rimborso spese istruzione figli, contributo trasporto). Sempronio opta per la conversione in welfare, beneficiando dell’esenzione fiscale totale entro i limiti annui previsti dalla legge.

    Domande frequenti

    Il CCNL Chimico-Farmaceutico prevede la quattordicesima?
    No: il settore chimico-farmaceutico (Farmindustria) prevede solo 13 mensilità. La quattordicesima è prevista solo nei settori lubrificanti e GPL del medesimo CCNL; negli abrasivi c’è una gratifica feriale a luglio.
    Quando viene pagata la tredicesima?
    Di norma alla vigilia di Natale. L’importo equivale a una mensilità ordinaria (TEM + scatti + superminimi), al lordo dell’IRPEF.
    Cos’è il premio di partecipazione?
    È un premio variabile annuale legato ai risultati aziendali, definito dalla contrattazione di secondo livello. Nel 2026 e nel 2027 gode dell’imposta sostitutiva dell’1% entro 5.000 € l’anno e può essere convertito in welfare.
    Il lavoratore a part-time ha diritto alla tredicesima intera?
    No: la tredicesima è proporzionale all’orario di lavoro. Un lavoratore al 60% riceve il 60% della tredicesima di un lavoratore a tempo pieno dello stesso livello.
    Cos’è l’EDR e quando aumenta?
    L’EDR (Elemento Distinto della Retribuzione) è una componente fissa mensile della retribuzione. Il rinnovo 2025 fissa l’EDR della D1 a 26 € mensili dal 1° luglio 2027; gli importi delle altre posizioni sono nelle tabelle allegate all’accordo.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Industria Chimica, Chimico-Farmaceutica e affini del 15 aprile 2025. Gli importi degli scatti sono quelli della scheda Unicolavoro del CCNL. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.