Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 219 L. Fall. – Circostanze aggravanti e circostanza attenuante

    Art. 219 L. Fall. – Circostanze aggravanti e circostanza attenuante

    Art. 219 L. Fall. – Circostanze aggravanti e circostanza attenuante

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Nel caso in cui i fatti previsti negli articoli 216, 217 e 218 hanno cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità, le pene da essi stabilite sono aumentate fino alla metà.

    Le pene stabilite negli articoli suddetti sono aumentate: 1) se il colpevole ha commesso più fatti tra quelli previsti in ciascuno degli articoli indicati; 2) se il colpevole per divieto di legge non poteva esercitare un’impresa commerciale.

    Nel caso in cui i fatti indicati nel primo comma hanno cagionato un danno patrimoniale di speciale tenuità, le pene sono ridotte fino al terzo.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 218 L. Fall. – Ricorso abusivo al credito

    Art. 218 L. Fall. – Ricorso abusivo al credito

    Art. 218 L. Fall. – Ricorso abusivo al credito

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    1.

    Gli amministratori, i direttori generali, i liquidatori e gli imprenditori esercenti un’attività commerciale che ricorrono o continuano a ricorrere al credito, anche al di fuori dei casi di cui agli articoli precedenti, dissimulando il dissesto o lo stato d’insolvenza sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni.

    2.

    La pena è aumentata nel caso di società soggette alle disposizioni di cui al capo II, titolo III, parte IV, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , e successive modificazioni.

    3.

    Salve le altre pene accessorie di cui al libro I, titolo II, capo III, del codice penale , la condanna importa l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a tre anni .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • CCNL Gas-Acqua: welfare, FASIE e fondo pensione

    CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua)

    In sintesi

    Nel CCNL Gas-Acqua la sanità integrativa passa dal fondo FASIE e la previdenza complementare da Fondenergia o Pegaso, secondo l’associazione a cui aderisce l’azienda. Dal 1° gennaio 2026 il rinnovo dell’8 maggio 2025 aumenta il contributo aziendale di 4 € al mese per la previdenza e di 2 € al mese per la sanità.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · Anfida · Proxigas · Assogas · Filctem-CGIL · Femca-CISL · Uiltec-UIL
    Ultimo rinnovo
    8 maggio 2025, per il triennio 2025-2027 (il precedente era del 18 maggio 2023)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027. Aumento dei minimi (TEM) di 260 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° luglio 2025, 60 dal 1° luglio 2026, 60 dal 1° luglio 2027 e 50 dal 1° ottobre 2027. Dal 1° gennaio 2026 l’orario contrattuale scende a 38 ore medie settimanali
    Platea
    ~50.000 (tecnici reti gas, operatori distribuzione idrica, dipendenti multiutility, personale impianti depurazione)

    I fondi del contratto

    Welfare CCNL Gas-Acqua
    Strumento Fondo Novità del rinnovo 2025
    Sanità integrativa FASIE +2 € al mese a carico azienda dal 1/1/2026
    Previdenza complementare Fondenergia o Pegaso +4 € al mese a carico azienda dal 1/1/2026
    Premorienza e invalidità permanente Assicurazione contrattuale +1 € al mese

    Il contratto prevede la sanità integrativa tramite il fondo FASIE e la previdenza complementare tramite Fondenergia o Pegaso, secondo l’associazione a cui aderisce l’azienda. Il rinnovo dell’8 maggio 2025 ha aumentato dal 1° gennaio 2026 il contributo aziendale di 4 € al mese per la previdenza complementare e di 2 € al mese per la sanità integrativa, più 1 € al mese per l’assicurazione premorienza e invalidità permanente.

    Quale fondo pensione

    Il fondo dipende dall’associazione datoriale: Pegaso è il fondo dei servizi di pubblica utilità (gas, acqua ed elettricità) a cui fanno capo le ex municipalizzate e, per l’acqua, le imprese Anfida; le aziende del gas privato fanno riferimento a Fondenergia. Le aliquote di contribuzione sono fissate dagli accordi istitutivi di ciascun fondo.

    Domande frequenti

    Qual è il fondo sanitario del CCNL Gas-Acqua?
    FASIE. Dal 1° gennaio 2026 il contributo aziendale cresce di 2 € al mese.
    Qual è il fondo pensione?
    Fondenergia o Pegaso, secondo l’associazione a cui aderisce l’azienda. Dal 1° gennaio 2026 il contributo aziendale cresce di 4 € al mese.
    Il Faschim vale per il gas-acqua?
    No: Faschim è il fondo sanitario dei chimici. Nel gas-acqua il fondo è FASIE.

    Fonti: rinnovo 8/5/2025: previdenza e sanità. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 28 gg, ROL, permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª, premi produttività e malattia, comporto e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 217 bis L. Fall. – Esenzioni dai reati di bancarotta

    Art. 217 bis L. Fall. – Esenzioni dai reati di bancarotta

    Art. 217-bis L. Fall. – Esenzioni dai reati di bancarotta

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    1.

    Le disposizioni di cui all’articolo 216, terzo comma, e 217 non si applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di un concordato preventivo di cui all’articolo 160 o di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis o del piano di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), ovvero di un accordo di composizione della crisi omologato ai sensi dell’ articolo 12 della legge 27 gennaio 2012, n. 3 , nonché ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice a norma dell’articolo 182-quinquies e alle operazioni di finanziamento effettuate ai sensi dell’ articolo 22-quater, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 , convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 , nonché ai pagamenti ed alle operazioni compiuti, per le finalità di cui alla medesima disposizione, con impiego delle somme provenienti da tali finanziamenti.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 217 L. Fall. – Bancarotta semplice

    Art. 217 L. Fall. – Bancarotta semplice

    Art. 217 L. Fall. – Bancarotta semplice

    Bancarotta semplice

  • Art. 834 c.p.c. – Norme applicabili al merito (abrogato)

    Art. 834 c.p.c. – Norme applicabili al merito

    R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 – Codice di procedura civile

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le parti hanno facoltà di stabilire d’accordo tra loro le norme che gli arbitri debbono applicare al merito della controversia oppure di disporre che gli arbitri pronuncino secondo equità.

    Se le parti non provvedono, si applica la legge con la quale il rapporto è più strettamente collegato.

    In entrambi i casi gli arbitri tengono conto delle indicazioni del contratto e degli usi del commercio

  • Art. 216 L. Fall. – Bancarotta fraudolenta

    Art. 216 L. Fall. – Bancarotta fraudolenta

    Art. 216 L. Fall. – Bancarotta fraudolenta

    Bancarotta fraudolenta

  • Art. 119 L. 633/1941

    Art. 119 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Il contratto può avere per oggetto tutti i diritti di utilizzazione che spettano all'autore nel capo dell'edizione, o taluni di essi, con il contenuto e per la durata che sono determinati dalla legge vigente al momento del contratto.

    Salvo patto contrario, si presume che siano stati trasferiti i diritti esclusivi.

    Non possono essere compresi i futuri diritti eventualmente attribuiti da leggi posteriori, che comportino una protezione del diritto di autore più larga nel suo contenuto o di maggiore durata.

    Salvo pattuizione espressa, l'alienazione non si estende ai diritti di utilizzazione dipendenti dalle eventuali elaborazioni e trasformazioni di cui l'opera è suscettibile, compresi gli adattamenti alla cinematografia, alla radiodiffusione ed alla registrazione su apparecchi meccanici.

    L'alienazione di uno o più diritti di utilizzazione non implica, salvo patto contrario, il trasferimento di altri diritti di che non siano necessariamente dipendenti dal diritto trasferito, anche se compresi, secondo le disposizioni del titolo I, nella stessa categoria di facoltà esclusive.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 215 L. Fall. – Risoluzione e annullamento del concordato

    Art. 215 L. Fall. – Risoluzione e annullamento del concordato

    Art. 215 L. Fall. – Risoluzione e annullamento del concordato

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Se il concordato non è eseguito, il tribunale, su ricorso del commissario liquidatore o di uno o più creditori, pronuncia, con sentenza in camera di consiglio, la risoluzione del concordato.

    Si applicano le disposizioni dei commi dal secondo al sesto dell’articolo 137.

    Su richiesta del commissario o dei creditori il concordato può essere annullato a norma dell’articolo 138.

    Risolto o annullato il concordato, si riapre la liquidazione amministrativa e l’autorità che vigila sulla liquidazione adotta i provvedimenti che ritiene necessari.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 214 L. Fall. – Concordato

    Art. 214 L. Fall. – Concordato

    Art. 214 L. Fall. – Concordato

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    L’autorità che vigila sulla liquidazione, su parere del commissario liquidatore, sentito il comitato di sorveglianza, può autorizzare l’impresa in liquidazione, uno o più creditori o un terzo a proporre al tribunale un concordato, a norma dell’articolo 124, osservate le disposizioni dell’articolo 152, se si tratta di società.

    La proposta di concordato è depositata nella cancelleria del tribunale col parere del commissario liquidatore e del comitato di sorveglianza, comunicata dal commissario a tutti i creditori ammessi al passivo con le modalità di cui all’articolo 207, quarto comma , e pubblicata mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e deposito presso l’ufficio del registro delle imprese.

    I creditori e gli altri interessati possono presentare nella cancelleria le loro opposizioni nel termine perentorio di trenta giorni, decorrente dalla comunicazione fatta dal commissario per i creditori e dall’esecuzione delle formalità pubblicitarie di cui al secondo comma per ogni altro interessato.

    Il tribunale, sentito il parere dell’autorità che vigila sulla liquidazione, decide sulle opposizioni e sulla proposta di concordato con decreto in camera di consiglio.

    Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 129, 130 e 131.

    Gli effetti del concordato sono regolati dall’articolo 135.

    Il commissario liquidatore con l’assistenza del comitato di sorveglianza sorveglia l’esecuzione del concordato.(50)

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 1328 Codice della Navigazione – Applicazione delle norme del codice

    Art. 1328 Codice della Navigazione – Applicazione delle norme del codice

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Le disposizioni del codice che richiedono per la loro applicazione l’emanazione di particolari norme regolamentari non entrano in vigore sino a quando dette norme non sono emanate.

  • Art. 213 L. Fall. – Chiusura della liquidazione

    Art. 213 L. Fall. – Chiusura della liquidazione

    Art. 213 L. Fall. – Chiusura della liquidazione

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Prima dell’ultimo riparto ai creditori, il bilancio finale della liquidazione con il conto della gestione e il piano di riparto tra i creditori, accompagnati da una relazione del comitato di sorveglianza, devono essere sottoposti all’autorità, che vigila sulla liquidazione, la quale ne autorizza il deposito presso la cancelleria del tribunale e liquida il compenso al commissario.

    Dell’avvenuto deposito, a cura del commissario liquidatore, è data comunicazione ai creditori ammessi al passivo ed ai creditori prededucibili con le modalità di cui all’articolo 207, quarto comma , ed è data notizia mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali designati dall’autorità che vigila sulla liquidazione.

    Gli interessati possono proporre le loro contestazioni con ricorso al tribunale nel termine perentorio di venti giorni, decorrente dalla comunicazione fatta dal commissario a norma del primo comma per i creditori e dalla inserzione nella Gazzetta Ufficiale per ogni altro interessato.

    Le contestazioni sono comunicate, a cura del cancelliere, all’autorità che vigila sulla liquidazione, al commissario liquidatore e al comitato di sorveglianza, che nel termine di venti giorni possono presentare nella cancelleria del tribunale le loro osservazioni.

    Il tribunale provvede con decreto in camera di consiglio.

    Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 26.

    Decorso il termine senza che siano proposte contestazioni, il bilancio, il conto di gestione e il piano di riparto si intendono approvati, e il commissario provvede alle ripartizioni finali tra i creditori.

    Si applicano le norme dell’articolo 117, e se del caso degli articoli 2495 e 2496 del codice civile .(50)

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.