Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 166 D.Lgs. 209/2005 – Criteri di redazione

    Art. 166 D.Lgs. 209/2005 – Criteri di redazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Il contratto e ogni altro documento consegnato dall'impresa al contraente va redatto in modo chiaro ed esauriente.

    2. Le clausole che indicano decadenze, nullità o limitazione delle garanzie ovvero oneri a carico del contraente o dell'assicurato sono riportate mediante caratteri di particolare evidenza.

  • Quali debiti restano fuori dalla rottamazione quinquies: 3 casi reali

    In sintesi

    • Carichi affidati prima del 2000 o dopo il 31 dicembre 2023: esclusi
    • Debiti da avviso di accertamento: esclusi tassativamente dalla norma
    • Risorse proprie dell’Unione Europea: non rottamabili
    • Contributi INPS da accertamento ispettivo: esclusi (inclusi solo quelli da dichiarazione)
    • Carichi già oggetto di precedente rottamazione decaduta: valutare caso per caso

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    I commi 82-84 della L. 199/2025 escludono dalla rottamazione-quinquies i carichi affidati ad AdER prima del 1° gennaio 2000 o dopo il 31 dicembre 2023, quelli derivanti da avvisi di accertamento e, in linea di principio, le risorse proprie dell’Unione Europea e i crediti di natura risarcitoria.

    Approfondimento normativo completo: Commi 82-84 LB 2026: rottamazione cartelle 2000-2023, 54 rate fi.

    Quali debiti sono esclusi dalla rottamazione quinquies e perché

    La rottamazione-quinquies ha un perimetro ampio, ma non illimitato: i commi 82-84 della legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) definiscono con precisione sia i debiti inclusi sia quelli esclusi. Conoscere le esclusioni è fondamentale per evitare di presentare domande incomplete o di crearsi aspettative non fondate su posizioni che la norma non ammette. La prima esclusione riguarda la finestra temporale: rientrano solo i carichi affidati ad AdER tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

    La seconda esclusione, strutturalmente più rilevante, riguarda la natura del debito: sono esclusi i carichi originati da avvisi di accertamento, cioè da atti impositivi emessi a seguito di controllo sostanziale (accertamento analitico, sintetico, induttivo, da studi di settore o da indici sintetici di affidabilità). Non rileva la forma esteriore della cartella esella: ciò che conta è il titolo sottostante, leggibile nella descrizione del carico nell’area riservata AdER.

    Esistono poi esclusioni specifiche per determinate categorie di crediti: le risorse proprie dell’Unione Europea (dazi doganali, prelievi agricoli e relative sanzioni) non sono rottamabili, trattandosi di entrate il cui stralcio richiederebbe l’autorizzazione comunitaria. Analogamente, i contributi INPS sorti da accertamento ispettivo restano esclusi, mentre quelli da dichiarazione sono inclusi. Il quadro richiede quindi un’analisi puntuale di ogni singolo carico prima di procedere con la domanda.

    Come identificare i debiti esclusi: verifica pratica

    • Controllare la data di affidamento in AdER: deve essere 2000-2023
    • Leggere il titolo sottostante: se c’è un avviso di accertamento, il carico è escluso
    • Verificare se il carico riguarda dazi doganali o prelievi UE: esclusi
    • Per i contributi INPS: distinguere da dichiarazione (inclusi) da accertamento ispettivo (esclusi)
    • In caso di dubbio, richiedere la visura completa del carico allo sportello AdER

    Caso 1: Caio, imprenditore con accertamento da ISA e omesso versamento IVA

    Scenario. Caio gestisce un ristorante. Nell’area riservata AdER trova due cartelle: la prima per IVA 2016 da dichiarazione annuale (capitale 9.800 euro, affidamento 2018); la seconda per IRPEF 2018 da avviso di accertamento basato su indici sintetici di affidabilità (ISA), capitale accertato 28.000 euro, affidamento 2021. Entrambe ricadono nella finestra 2000-2023.

    Come si legge in pratica. La cartella IVA 2016 è rottamabile: il debito nasce da un omesso versamento già dichiarato, non da un accertamento. Caio paga solo 9.800 euro di capitale con stralcio di sanzioni e interessi. La cartella IRPEF 2018, invece, nasce da un avviso di accertamento ISA: è tassativamente esclusa dalla rottamazione-quinquies, indipendentemente dal fatto che l’affidamento ricada nel periodo ammissibile. Caio deve gestirla autonomamente, valutando il contenzioso o la rateazione ordinaria.

    Riepilogo Caso 1

    • IVA 2016 da dichiarazione (capitale 9.800 euro): rottamabile
    • IRPEF 2018 da accertamento ISA (capitale 28.000 euro): esclusa
    • Criterio discriminante: titolo sottostante, non la data di affidamento
    • Per la cartella esclusa: valutare rateazione ordinaria o contenzioso
    • Azione: richiedere visura completa dei carichi prima di presentare domanda

    Caso 2: Tizio, importatore con debiti doganali e IVA doganale

    Scenario. Tizio è titolare di una società di import-export. Ha due cartelle: la prima per IVA doganale 2014 (capitale 17.500 euro, affidamento 2016); la seconda per dazi doganali su merci UE 2015 (capitale 12.200 euro, affidamento 2017). Entrambe ricadono nel periodo 2000-2023 e non derivano da accertamento sostanziale in senso stretto.

    Come si legge in pratica. I dazi doganali costituiscono risorse proprie dell’Unione Europea: il loro stralcio non è nella disponibilità dello Stato italiano senza previa autorizzazione comunitaria. La cartella per dazi doganali è pertanto esclusa dalla rottamazione-quinquies. La posizione dell’IVA doganale è più articolata: in linea di principio, salvo provvedimento attuativo dell’Agenzia che chiarisca il punto, l’IVA all’importazione potrebbe rientrare se non configura risorsa propria UE in senso stretto. Tizio deve verificare la natura esatta di ciascun carico prima di procedere.

    Riepilogo Caso 2

    • Dazi doganali UE (capitale 12.200 euro): esclusi (risorse proprie UE)
    • IVA doganale (capitale 17.500 euro): verificare con AdER la classificazione esatta
    • Regola: le risorse proprie UE non sono nella disponibilità dello Stato italiano
    • Azione: richiedere chiarimento ad AdER o all’Agenzia delle Dogane
    • In caso di esclusione: valutare rateazione ordinaria o piano di dilazione doganale

    Caso 3: Sempronio, contributi INPS da dichiarazione e da verbale ispettivo

    Scenario. Sempronio ha tre posizioni INPS in AdER: la prima per contributi Gestione Separata 2013 non versati da dichiarazione (capitale 8.400 euro, affidamento 2015); la seconda per contributi IVS artigiani 2017 da dichiarazione (capitale 5.600 euro, affidamento 2019); la terza per contributi accertati da verbale ispettivo INPS 2019 a seguito di una verifica sul lavoro irregolare (capitale 22.000 euro, affidamento 2021).

    Come si legge in pratica. Le prime due posizioni sono espressamente incluse dalla norma: i contributi INPS da dichiarazione rientrano nella rottamazione-quinquies. Sempronio paga 14.000 euro di capitale, con stralcio delle sanzioni civili e delle somme aggiuntive accumulate. La terza posizione, derivante da un verbale ispettivo INPS su lavoro irregolare, è di natura accertativa e non dichiarativa: è esclusa dalla rottamazione e deve essere gestita secondo le regole ordinarie, eventualmente previa contestazione del verbale nelle sedi competenti.

    Riepilogo Caso 3

    • Contributi GS 2013 da dichiarazione (8.400 euro): rottamabili
    • Contributi IVS artigiani 2017 da dichiarazione (5.600 euro): rottamabili
    • Contributi da verbale ispettivo 2019 (22.000 euro): esclusi
    • Risparmio sulle posizioni ammesse: sanzioni civili e somme aggiuntive
    • Per il verbale ispettivo: valutare ricorso o accordo in sede amministrativa

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    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Quali debiti sono esclusi dalla rottamazione quinquies?

    Sono esclusi i carichi affidati ad AdER prima del 1° gennaio 2000 o dopo il 31 dicembre 2023, quelli derivanti da avvisi di accertamento (fiscali o previdenziali da verbale ispettivo), le risorse proprie dell’Unione Europea come i dazi doganali, e in genere i crediti di natura non tributaria o non previdenziale da dichiarazione.

    Come capisco se la mia cartella deriva da un accertamento o da una dichiarazione?

    Nell’area riservata di AdER, ogni carico riporta il titolo sottostante: se compare la dicitura relativa a un avviso di accertamento, un processo verbale di constatazione o un atto di irrogazione sanzioni autonomo, il carico è di origine accertativa. Se invece compare un riferimento alla dichiarazione annuale o all’autoliquidazione, il carico è da dichiarazione e in linea di principio rottamabile.

    I dazi doganali possono essere rottamati?

    No. I dazi doganali costituiscono risorse proprie dell’Unione Europea e il loro stralcio non è nella disponibilità dello Stato italiano. La rottamazione-quinquies non si applica a questa tipologia di debiti. Per i dazi è necessario seguire i canali ordinari di rateazione o di contestazione doganale.

    Cosa succede se presento domanda includendo un debito escluso?

    In base alle prassi delle rottamazioni precedenti, l’AdER in genere non accoglie la domanda per la parte relativa ai carichi esclusi, mentre può accoglierla per i carichi ammissibili. È quindi importante verificare preventivamente la natura di ogni carico per evitare che un errore sulla parte esclusa possa compromettere l’intera domanda.

    Un debito già in rottamazione-quater può essere incluso nella quinquies?

    I debiti già definiti con la rottamazione-quater e non decaduti non possono essere nuovamente rottamati: il beneficio è già stato accordato. I debiti per i quali la rottamazione-quater era decaduta potrebbero in linea di principio rientrare nella quinquies, salvo provvedimento attuativo che chiarisca il punto, se rispettano i requisiti temporali e di origine.

  • Art. 92 L. 633/1941

    Art. 92 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Il diritto esclusivo sulle fotografie dura settant'anni dalla produzione della fotografia.

    COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 8 GENNAIO 1979, N. 19 .

    COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 8 GENNAIO 1979, N. 19 .

    COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 8 GENNAIO 1979, N. 19 . (1)

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 165 D.Lgs. 209/2005 – Raccordo con le disposizioni del codice civile

    Art. 165 D.Lgs. 209/2005 – Raccordo con le disposizioni del codice civile

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Fermo restando quanto diversamente disposto dal presente codice, i contratti di assicurazione, coassicurazione e riassicurazione rimangono disciplinati dalle norme del codice civile .

  • Art. 288 D.P.R. 115/2002

    Art. 288 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Sino a che i regolamenti previsti dall'articolo 228 e dall'articolo 230 non individuano importi più alti, il credito iscritto a ruolo concernente le spese processuali e di mantenimento di importo non superiore a euro 25,82 è discaricato automaticamente se risulta infruttuoso il primo pignoramento.

    2. L'importo massimo è adeguato ogni biennio, in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati verificatasi nel biennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.

  • Art. 287 D.P.R. 115/2002

    Art. 287 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Sino all'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 228, per l'importo previsto dall' articolo 12 bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 , l'ufficio non effettua l'iscrizione a ruolo in caso di inadempimento di crediti relativi a spese processuali e di mantenimento.

  • Art. 164 D.Lgs. 209/2005 – Modalità per la gestione dei sinistri

    Art. 164 D.Lgs. 209/2005 – Modalità per la gestione dei sinistri

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa che esercita l'attività assicurativa nel ramo tutela legale adotta, per la gestione dei sinistri e per la relativa attività di consulenza, una delle modalità, di cui deve essere data preventiva comunicazione all' IVASS , previste dal comma 2.

    2. 2. L'impresa può: a) svolgere direttamente l'attività di gestione dei sinistri e quella di consulenza; b) affidarla ad un'impresa distinta; c) prevedere nel contratto il diritto per l'assicurato di affidare la tutela dei suoi interessi in caso di sinistro, non appena abbia il diritto di esigere l'intervento dell'impresa di assicurazione, a un avvocato o ad altro professionista abilitato dalla legge da lui scelto.

    3. 3. Qualora l'impresa si avvalga della facoltà di cui al comma 2, lettera a), devono ricorrere congiuntamente le seguenti condizioni: a) se l'impresa è multiramo, il personale di cui si avvale non deve svolgere, per conto della stessa, attività di gestione dei sinistri o di consulenza in un altro ramo esercitato dall'impresa; b) indipendentemente dal fatto che l'impresa sia multiramo o specializzata, il personale non deve svolgere, per conto di altra impresa autorizzata all'esercizio delle assicurazioni contro i danni che abbia con la prima legami finanziari, commerciali o amministrativi, attività di gestione dei sinistri o di consulenza in altri rami esercitati dall'impresa con la quale intercorrono i predetti legami.

    4. L'impresa deve dichiarare nel contratto se intende avvalersi della facoltà di cui al comma 2, lettera b), indicando la denominazione sociale dell'impresa alla quale affida la gestione dei sinistri. Quando l'impresa ha legami con un'altra impresa che esercita le assicurazioni contro i danni, il personale incaricato della gestione dei sinistri o della relativa consulenza non può esercitare la stessa o analoga attività in altri rami esercitati da quest'ultima impresa. L'impresa cui sia affidata la gestione dei sinistri è soggetta alla vigilanza dell' IVASS .

    5. L'impresa può adottare una diversa modalità operativa previa comunicazione all' IVASS e con effetto solo per i contratti stipulati successivamente alla comunicazione medesima.

  • Art. 286 D.P.R. 115/2002

    Art. 286 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per la copia su compact disk il diritto è corrisposto con le modalità previste per il pagamento del contributo unificato.

  • Art. 163 D.Lgs. 209/2005 – Requisiti particolari

    Art. 163 D.Lgs. 209/2005 – Requisiti particolari

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa che esercita l'assicurazione di tutela legale osserva nei rapporti con gli assicurati le disposizioni previste agli articoli 173 e 174 e rispetta i requisiti per la gestione dei sinistri di cui all'articolo 164.

    2. La disciplina di cui al presente capo non si applica alle assicurazioni di tutela legale che concernono controversie derivanti dall'utilizzazione di navi marittime o connesse comunque a tale utilizzazione ed all'attività esercitata dall'impresa di assicurazione della responsabilità civile per resistere all'azione dei danneggiati ai sensi dell' articolo 1917 del codice civile .

  • F24 e 730 senza sostituto: saldo e acconti come si versano

    In sintesi

    • 730 senza sostituto: si usa quando non si ha un datore di lavoro che possa trattenere le imposte dalla busta paga.
    • Se dalla dichiarazione emerge un debito, il pagamento avviene tramite modello F24 con le stesse scadenze del modello REDDITI Persone fisiche.
    • Se emerge un credito, il rimborso è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre.
    • Il secondo o unico acconto IRPEF viene trattenuto a novembre dal sostituto; in assenza di sostituto si versa con F24.
    • L’F24 può essere pagato online, in banca, in posta o presso gli agenti della riscossione.
    • Chi ha il IBAN registrato all’Agenzia delle Entrate riceve il rimborso sul conto corrente.

    Cosa cambia se presenti il 730 senza sostituto d'imposta

    Quando si lavora come dipendente, di solito è il datore di lavoro (il cosiddetto ‘sostituto d’imposta’) a trattenere direttamente dalla busta paga le imposte dovute o a rimborsare quelle in eccesso. Ma non sempre questo è possibile: se non hai un datore di lavoro che presta assistenza fiscale, oppure se scegli volontariamente di non avvalertene, presenti il 730 nella modalità ‘senza sostituto’.

    In questo caso la gestione delle somme dovute o dei rimborsi cambia completamente: tocca a te pagare direttamente usando il modello F24, e i rimborsi li eroga l’Agenzia delle Entrate, non il tuo datore di lavoro.

    Le scadenze e le modalità di versamento con il modello F24 seguono quelle previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Questo significa che devi rispettare le stesse date di pagamento che valgono per chi presenta il modello alternativo. Di seguito trovi uno schema chiaro con le date da ricordare.

    Riepilogo versamenti con F24 per il 730 senza sostituto
    Voce Quando si paga Modalità
    Saldo IRPEF e primo acconto Stesse scadenze del modello REDDITI PF Modello F24 (online, banca, posta, agenti riscossione)
    Secondo o unica rata di acconto IRPEF Novembre (lo trattiene il sostituto; in assenza, con F24) Modello F24
    Rimborso in caso di credito A partire dal mese di dicembre Accredito su IBAN o titoli di credito Poste Italiane
    Compensazione del credito Prima del versamento, tramite servizi telematici AdE F24 a saldo zero esclusivamente telematico

    Esempio pratico

    • Tizio presenta il 730/2026 senza sostituto d’imposta perché nel 2025 ha lavorato con contratti brevi e non ha un datore attivo. Dal prospetto di liquidazione emerge un debito di 400 euro. Tizio deve versare tale somma con il modello F24 entro le scadenze previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Se invece Tizio avesse avuto un credito di 300 euro, l’Agenzia delle Entrate glielo avrebbe rimborsato a partire da dicembre, direttamente sul suo conto corrente se ha già comunicato l’IBAN, oppure tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane.

    Documenti necessari

    • Modello F24 (disponibile sul sito Agenzia delle Entrate)
    • Prospetto di liquidazione 730-3 (fornito dal Caf o dal professionista)
    • IBAN del conto corrente (per accredito rimborsi)
    • Copia del modello 730 presentato
    • Attestati di versamento F24 precedenti (se si rateizza)

    Caio presenta il 730 senza sostituto e ha un debito da versare

    Scenario. Caio è un lavoratore con contratto a termine scaduto. Nel 2026 non ha un datore di lavoro che possa fare i conguagli. Presenta il 730 ordinario senza sostituto tramite un Caf. Dal calcolo emerge un debito IRPEF di 520 euro.

    Come si applica. Il Caf trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello F24 precompilato con i dati di Caio, oppure gli consegna il modello F24 compilato entro il decimo giorno prima della scadenza, affinché Caio possa pagare. I versamenti devono essere eseguiti con le stesse modalità e nei termini previsti per il modello REDDITI Persone fisiche. Caio può pagare online, in banca, in posta o presso un agente della riscossione.

    In pratica

    • Il Caf consegna il modello F24 già compilato oppure lo trasmette direttamente in via telematica.
    • Caio rispetta le scadenze del modello REDDITI PF: se paga in ritardo, si applicano interessi e sanzioni.
    • Se richiede la rateizzazione, le rate mensili sono maggiorate degli interessi previsti.

    Sempronio presenta il 730 senza sostituto e ha un credito da rimborsare

    Scenario. Sempronio è pensionato ma ha scelto di presentare il 730 senza sostituto per gestire autonomamente i conguagli. Dal modello 730-3 emerge un credito di 280 euro.

    Come si applica. Poiché non c’è un sostituto che effettua il rimborso in busta paga, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Se Sempronio ha già comunicato all’Agenzia il proprio IBAN, l’accredito avviene direttamente sul conto. Altrimenti riceverà un titolo di credito a copertura garantita emesso da Poste Italiane S.p.A.

    In pratica

    • Per ricevere il rimborso sul conto corrente bisogna aver registrato l’IBAN sul sito dell’Agenzia delle Entrate (tramite Fisconline o modello apposito).
    • Se non si vuole usare la compensazione, il credito viene rimborsato direttamente dall’Amministrazione finanziaria.
    • La compensazione con F24 (art. 17 D.Lgs. n. 241/1997) richiede obbligatoriamente i servizi telematici dell’Agenzia.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quando devo pagare il saldo IRPEF con il F24 se ho il 730 senza sostituto?

    Le scadenze sono le stesse previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Il Caf o il professionista che ti assiste ti consegna il modello F24 compilato entro il decimo giorno prima della scadenza.

    Come funziona il rimborso se ho un credito e nessun sostituto?

    Il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Se hai registrato il tuo IBAN, ricevi i soldi direttamente sul conto; altrimenti Poste Italiane ti invia un titolo di credito.

    Posso rateizzare il debito risultante dal 730 senza sostituto?

    Le istruzioni prevedono che i versamenti avvengano con le stesse modalità del modello REDDITI PF. In caso di incapienza nella retribuzione il residuo può essere trattenuto nei mesi successivi con la maggiorazione degli interessi previsti.

    Il secondo acconto IRPEF di novembre come funziona se non ho il datore di lavoro?

    A novembre viene effettuata la trattenuta del secondo o unico acconto IRPEF e cedolare secca. Se non hai un sostituto, devi versarlo con il modello F24. Se vuoi ridurlo, devi comunicarlo per iscritto al sostituto entro il 10 ottobre (se ce l’hai), oppure gestirlo direttamente con il F24.

    Posso usare il credito del 730 per compensare altre imposte con F24?

    Si, ma la compensazione deve avvenire esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso il modello F24 ‘a saldo zero’ deve essere inviato obbligatoriamente per via telematica.

    Cosa scrivo nel riquadro 'sostituto d'imposta' se non ne ho uno?

    Nella casella ‘730 senza sostituto’ si indica la lettera ‘A’ e nel riquadro dedicato al sostituto si barra la casella ‘Mod. 730 dipendenti senza sostituto’. Se hai un datore di lavoro ma scegli questa modalità volontariamente, il procedimento è lo stesso.

    Vedi anche: IRAP: dichiarazione, acconti e come si versa, Ritenuta d’acconto su provvigioni di agenti e rappresentanti, Ritenuta d’acconto di professionisti e autonomi al 20%, Ritenuta d’acconto, Versare le ritenute con F24 e Come si pagano i contributi INPS con l’F24.

  • Art. 285 D.P.R. 115/2002

    Art. 285 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Il pagamento del diritto di copia, del diritto di certificato, nonché delle spese per le notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile è effettuato mediante l'applicazione di marche da bollo.

    2. Per le spese relative alle notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile, la parte applica le marche sulla nota di iscrizione a ruolo o su atto equipollente, di cui all' articolo 165 del codice di procedura civile .

    3. Per il diritto di copia e per il diritto di certificato la marca si applica sull'originale o sull'istanza.

    4. Il funzionario addetto all'ufficio annulla mediante il timbro a secco dell'ufficio le marche, attesta l'avvenuto pagamento sulla copia o sul certificato, rifiuta di ricevere gli atti, di rilasciare la copia o il certificato se le marche mancano o sono di importo inferiore a quello stabilito.

  • Art. 162-ter D.Lgs. 209/2005 – (Dati statistici)

    Art. 162-ter D.Lgs. 209/2005 – (Dati statistici)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    ((

    1. L'impresa con sede legale nel territorio della Repubblica che opera in coassicurazione comunitaria mantiene dati statistici che mettano in evidenza l'entità delle operazioni di coassicurazione comunitaria alle quali partecipa e gli Stati membri interessati.

    ))

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.