Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 236 bis L. Fall. – Falso in attestazioni e relazioni

    Art. 236 bis L. Fall. – Falso in attestazioni e relazioni

    Art. 236-bis L. Fall. – Falso in attestazioni e relazioni

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il professionista che nelle relazioni o attestazioni di cui agli articoli 67, terzo comma, lettera d), 161, terzo comma, 182-bis, 182-quinquies , 182-septies e 186-bis espone informazioni false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro.

    Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri, la pena è aumentata.

    Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena è aumentata fino alla metà.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 236 L. Fall. – Concordato preventivo e, accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari, e convenzione di moratoria e amministrazione controllata

    Art. 236 L. Fall. – Concordato preventivo e, accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari, e convenzione di moratoria e amministrazione controllata

    Art. 236 L. Fall. – Concordato preventivo e, accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari, e convenzione di moratoria e amministrazione controllata

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    È punito con la reclusione da uno a cinque anni l’imprenditore, che, al solo scopo di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo o di ottenere l’omologazione di un accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari o il consenso degli intermediari finanziari alla sottoscrizione della convenzione di moratoria o di amministrazione controllata, siasi attribuito attività inesistenti, ovvero, per influire sulla formazione delle maggioranze, abbia simulato crediti in tutto o in parte inesistenti.

    Nel caso di concordato preventivo o di amministrazione controllata, si applicano: 1) le disposizioni degli articoli 223 e 224 agli amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società; 2) la disposizione dell’art. 227 agli institori dell’imprenditore; 3) le disposizioni degli articoli 228 e 229 al commissario del concordato preventivo o dell’amministrazione controllata; 4) le disposizioni degli articoli 232 e 233 ai creditori.

    Nel caso di accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa o di convenzione di moratoria, nonché nel caso di omologazione di accordi di ristrutturazione ai sensi dell’articolo 182-bis quarto comma, terzo e quarto periodo, si applicano le disposizioni previste dal secondo comma, numeri 1), 2) e 4).

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Particolarita del dirigente del terziario: quadri apicali, settori e ruolo manageriale

    CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia)

    In sintesi

    Il CCNL Manageritalia presenta specificita proprie rispetto ai contratti della dirigenza industriale: minimo garantito unitario invece di livelli, forte presenza di variabile legato a obiettivi commerciali, welfare integrativo strutturato su tre fondi. I quadri apicali (I livello CCNL Commercio) occupano una fascia di confine importante, con opportunita di percorsi di sviluppo verso la dirigenza.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confcommercio · Manageritalia
    Ultimo rinnovo
    5 novembre 2025 (Confcommercio-Manageritalia, vigenza 2026-2028)
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Platea
    Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

    Tabella riepilogativa

    Confronto dirigente terziario vs dirigente industria
    Aspetto Dirigente terziario (Manageritalia) Dirigente industria (Federmanager)
    Contratto collettivo CCNL Confcommercio – Manageritalia CCNL Confindustria – Federmanager (o Confapi)
    Struttura del minimo Minimo contrattuale mensile unico (4.660 € dal 2026) Trattamento minimo complessivo di garanzia annuo (85.000 € dal 2026)
    Mensilita 14 13
    Preavviso massimo 12 mesi (oltre 15 anni) 12 mesi (oltre 15 anni)
    Previdenza complementare Fondo Mario Negri Fondo Previndai (Confindustria) o Fondo Previndapi
    Assistenza sanitaria Fasdac Fasi (Confindustria)
    Assicurazione integrativa Associazione Antonio Pastore Non prevista come obbligatoria
    Indennita supplementare 6-18 mensilita (arbitrato) 6-18 mensilita (arbitrato Federmanager)

    Il terziario: commercio, distribuzione e servizi

    Il CCNL Manageritalia si applica alle imprese associate a Confcommercio operanti nel terziario: commercio al dettaglio e all’ingrosso, grande distribuzione organizzata (GDO), e-commerce, logistica, servizi alle imprese (consulenza, IT, marketing, real estate, turismo organizzato, ristorazione organizzata in catena).

    E il contratto della dirigenza delle grandi catene distributive (retail, franchising, GDO), delle societa di servizi (outsourcing, consulenza, logistica) e delle imprese del turismo commerciale (tour operator, agenzie viaggio organizzate).

    Il terziario e il settore a maggiore occupazione dirigenziale femminile rispetto all’industria: il CCNL Manageritalia ha progressivamente adottato misure di conciliazione vita-lavoro e di pari opportunita.

    I quadri apicali: la fascia di confine

    Il quadro di I livello del CCNL Commercio Confcommercio e la figura di confine con la dirigenza. Nella prassi aziendale, molti manager del terziario sono inquadrati come quadri pur svolgendo funzioni dirigenziali, per ragioni di costo (il CCNL Commercio costa meno del CCNL Manageritalia) o di prassi aziendale consolidata.

    I rischi di tale inquadramento erroneo sono:

    • rischio di contestazione giudiziale con riconoscimento retroattivo della qualifica dirigenziale;
    • mancata iscrizione a Fondo Mario Negri, Fasdac e Associazione Antonio Pastore (con conseguente danno previdenziale e sanitario);
    • applicazione delle tutele del CCNL Commercio (straordinari, indennita di turno) in luogo dell’esclusione dell’orario.

    Manageritalia ha sviluppato nel tempo servizi di verifica dell’inquadramento per i manager che sospettano di essere sotto-inquadrati.

    Il ruolo di Manageritalia e la rappresentanza sindacale

    Manageritalia e l’organizzazione sindacale che rappresenta i dirigenti del terziario nella contrattazione collettiva con Confcommercio e nella tutela individuale dei propri iscritti. E strutturata in federazioni territoriali (Manageritalia Milano, Roma, ecc.).

    I principali servizi di Manageritalia per i dirigenti iscritti:

    • consulenza legale e sindacale in caso di controversia con il datore;
    • assistenza nelle procedure arbitrali per l’indennita supplementare;
    • formazione manageriale e aggiornamento professionale;
    • networking e placement per i dirigenti in transizione professionale;
    • gestione e monitoraggio dell’accesso ai fondi Mario Negri, Fasdac, Antonio Pastore.

    L’iscrizione a Manageritalia non e obbligatoria per i dirigenti, ma raccomandata data la complessita del CCNL e la rilevanza degli istituti contrattuali (indennita supplementare, arbitrato).

    Casi pratici

    Tizio – Verifica dell’inquadramento tramite Manageritalia
    Tizio, I livello quadro da 4 anni, sospetta di essere sotto-inquadrato. Contatta Manageritalia, che analizza il contratto individuale e le mansioni svolte. L’analisi conferma che le funzioni di Tizio (responsabile di una divisione con autonomia di budget e potere di firma) corrispondono alla qualifica dirigenziale. Manageritalia assiste Tizio nella negoziazione con il datore, che accetta di regolarizzare l’inquadramento senza contenzioso, versando retroattivamente i contributi ai fondi integrativi.
    Caia – Transizione professionale con supporto Manageritalia
    Caia, 52 anni, viene licenziata con indennita supplementare. Manageritalia attiva il servizio di outplacement: supporto alla revisione del CV, formazione su competenze digitali, accesso alla rete di aziende del terziario partner. Nel frattempo, Caia ottiene la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) dal Fondo Mario Negri per integrare la NASPI durante la ricerca di lavoro.
    Sempronio – Pensionamento e prestazioni dai tre fondi
    Sempronio, 65 anni, va in pensione dopo 20 anni come dirigente del terziario. Riceve: (a) pensione INPS obbligatoria; (b) rendita integrativa dal Fondo Mario Negri (montante di 280.000 euro, rendita mensile stimata di circa 1.200 euro); (c) liquidazione del capitale dall’Associazione Antonio Pastore; (d) mantenimento della copertura Fasdac in forma di prosecuzione volontaria per la fase post-pensionamento.

    Domande frequenti

    Il CCNL Manageritalia si applica anche ai dirigenti delle aziende di servizi IT?
    Si, se l’azienda e associata a Confcommercio e opera nel terziario dei servizi (incluse le societa di IT, consulenza, outsourcing). Se l’azienda e associata a Confindustria (settore ICT/industria), si applica il CCNL Federmanager/Confindustria.
    Un dirigente puo passare da Federmanager a Manageritalia cambiando azienda?
    Si. Il contratto applicabile e quello del nuovo datore. Al cambio di CCNL, la posizione previdenziale nel fondo di provenienza (Previndai) puo essere trasferita al Fondo Mario Negri o mantenuta inattiva. Fasdac e Fasi sono fondi distinti e la copertura di uno non si trasferisce all’altro.
    Cosa e la RITA del Fondo Mario Negri?
    La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) consente al dirigente che abbia cessato l’attivita lavorativa di percepire anticipatamente la prestazione pensionistica complementare dal Fondo Mario Negri, a partire da 5 anni prima dell’eta pensionabile, per tutta la durata della disoccupazione o fino alla pensione. E tassata con aliquota agevolata (15%, riducibile al 9% per anzianita di iscrizione al fondo).
    Il datore e obbligato a versare i contributi ai tre fondi anche durante la malattia?
    Si. I contributi ai fondi integrativi obbligatori (Mario Negri, Fasdac, Antonio Pastore) continuano a decorrere durante la malattia, essendo collegati al rapporto di lavoro in essere e non alla presenza effettiva. Cessano solo con la cessazione del rapporto.
    Esiste un fondo di solidarieta per i dirigenti del terziario?
    Si. E stato istituito il Fondo di solidarieta bilaterale per il settore del terziario, che eroga assegni di integrazione salariale (equipollenti alla CIGS) anche per i dirigenti delle imprese associate a Confcommercio. Il fondo copre le ipotesi di riduzione o sospensione dell’attivita lavorativa per causali previste dalla normativa.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimo contrattuale, indennita supplementare, CCNL Manageritalia 2026, CCNL Manageritalia, CCNL Manageritalia 2026 e calcolo, destinazione e anticipo.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 235 L. Fall. – Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari

    Art. 235 L. Fall. – Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari

    Art. 235 L. Fall. – Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale abilitato a levare protesti cambiari che, senza giustificato motivo, omette di inviare nel termine prescritto al presidente del tribunale gli elenchi dei protesti cambiari per mancato pagamento, o invia elenchi incompleti, è punito con l’ammenda fino a lire cinquecentomila.

    La stessa pena si applica al procuratore del registro che nel termine prescritto non trasmette l’elenco delle dichiarazioni di rifiuto di pagamento a norma dell’articolo 13, secondo comma, o trasmette un elenco incompleto .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • CCNL Studi Odontoiatrici: livelli di inquadramento, qualifiche e mansioni 2026

    CCNL Studi Odontoiatrici e Medici

    In sintesi

    Negli studi odontoiatrici si applica di norma il CCNL Studi professionali (Confprofessioni, rinnovo del 16 febbraio 2024), che classifica il personale in otto livelli: Quadri, 1°, 2°, 3° super, 3°, 4° super, 4° e 5°. Il 1° livello è il più alto e il 5° il più basso. L’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) è di norma al 4° livello; l’igienista dentale è esemplificato al 2°.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (CCNL Studi professionali, applicato agli studi odontoiatrici)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (testo integrale pubblicato da Confprofessioni)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (resta applicabile fino al rinnovo)
    Platea
    ASO, igienisti dentali, segretarie e ausiliari degli studi dentistici

    Tabella riepilogativa

    Livelli del CCNL Studi professionali, area medico-sanitaria e odontoiatrica: figure tipiche
    Livello Figure esemplificate nel CCNL Note
    Quadri Mansioni direttive o di elevata responsabilità (L. 190/1985) Il livello più alto
    1° Responsabile servizio amministrativo, responsabile e coordinatore del team di segreteria Direzione esecutiva su settori o progetti
    2° Igienista dentale (classi di laurea in professioni sanitarie tecniche), segretario di direzione con mansioni di concetto Alto contenuto professionale e autonomia di iniziativa
    3° super Odontotecnico, coadiutore amministrativo esperto Autonomia operativa nelle proprie mansioni
    3° ASO con almeno 24 mesi di esperienza nelle mansioni del 4° super, segretario di concetto, contabile di concetto Mansioni di concetto operativamente autonome
    4° super ASO con almeno 24 mesi di esperienza nelle mansioni del 4° livello Mansioni d’ordine con autonomia esecutiva
    4° ASO, Collaboratore Studio Odontoiatrico (CSO, accordo del 12 dicembre 2018), segretario d’ordine, centralinista Mansioni d’ordine; è il livello di ingresso dell’ASO
    5° Addetto alle pulizie, fattorino, usciere, custode Mansioni ausiliarie e standardizzate. Il livello più basso

    I minimi di ciascun livello sono nella pagina delle tabelle retributive.

    Le figure professionali dello studio odontoiatrico

    Il CCNL per i dipendenti degli studi odontoiatrici, medici e degli studi professionali area sanitaria si applica a un insieme eterogeneo di figure professionali che operano a stretto contatto con il titolare dello studio (medico odontoiatra o dentista libero professionista).

    Le figure principali sono:

    • Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO): figura regolata dal DPCM 9 febbraio 2018, che ne definisce il profilo professionale e impone una formazione minima di 700 ore. Affianca il dentista in tutte le fasi cliniche (preparazione paziente, sterilizzazione, assistenza alla poltrona).
    • Igienista dentale: professionista sanitario abilitato (laurea triennale o diploma equivalente), autorizzato a svolgere prestazioni di igiene orale professionale, educazione sanitaria e prevenzione delle patologie orali, sotto la supervisione del medico odontoiatra.
    • Segretaria/receptionist: gestisce la reception, il registro appuntamenti, la fatturazione, la corrispondenza con pazienti e fornitori.
    • Personale ausiliario: addetti alle pulizie, sterilizzazione strumentario e supporto logistico.

    La struttura dei livelli e le declaratorie

    La classificazione del CCNL Studi professionali si articola su otto livelli, compresi i Quadri, con una declaratoria per ciascuno e un elenco non tassativo di profili. Per l’area medico-sanitaria e odontoiatrica:

    • Quadri e 1° livello: mansioni direttive o di coordinamento, con responsabilità di direzione esecutiva su settori o progetti.
    • 2° livello: mansioni di concetto con alto contenuto professionale; vi rientrano gli operatori tecnici sanitari con laurea, come l’igienista dentale.
    • 3° super e 3° livello: mansioni di concetto o attività tecniche e amministrative con autonomia operativa. Al 3° livello arriva l’ASO con almeno 24 mesi di esperienza nelle mansioni del 4° super.
    • 4° super e 4° livello: mansioni d’ordine. L’ASO entra al 4° livello e passa al 4° super dopo almeno 24 mesi di esperienza effettiva nelle sue mansioni.
    • 5° livello: mansioni ausiliarie, come pulizie, fattorinaggio e custodia.

    Passaggi di livello e mansioni superiori

    Il passaggio da un livello inferiore a uno superiore segue le regole generali (art. 2103 c.c.) e il CCNL:

    • L’ASO al 4° livello con almeno 24 mesi di esperienza effettiva nelle sue mansioni passa al 4° super; con altri 24 mesi nelle mansioni del 4° super passa al 3° livello.
    • In caso di mansioni promiscue si fa riferimento all’attività prevalente, cioè quella di maggior valore professionale, abitualmente prestata (art. 132).
    • Il lavoratore promosso ha diritto alla retribuzione del nuovo livello; se prima percepiva più del nuovo minimo, l’eccedenza resta come assegno «ad personam» non assorbibile dagli scatti di anzianità (art. 133).
    • Lo svolgimento di mansioni superiori diventa definitivo se supera il periodo fissato dal contratto collettivo o, in mancanza, i sei mesi continuativi (art. 2103 c.c.).

    Il demansionamento è ammissibile solo nei casi previsti dall’art. 2103 c.c. (accordo individuale in sede protetta, modifiche organizzative documentate), con conservazione del livello e della retribuzione anteriore.

    Casi pratici

    Tizio – ASO dal 4° al 4° super
    Tizio è ASO al 4° livello: minimo di 1.595,42 € lordi al mese dal 1° ottobre 2025. Dopo 24 mesi di esperienza effettiva nelle mansioni del 4° livello passa al 4° super, il cui minimo è 1.654,70 €: la differenza è 1.654,70 – 1.595,42 = 59,28 € lordi al mese. Con altri 24 mesi nelle mansioni del 4° super arriva al 3° livello (1.706,37 €, cioè 51,67 € in più).
    Caia – Igienista dentale
    Caia è igienista dentale, professionista sanitario con laurea triennale. La declaratoria del CCNL cita l’igienista dentale tra i profili del 2° livello (alto contenuto professionale e autonomia di iniziativa). Se lo studio la inquadra più in basso, Caia può chiedere l’inquadramento corrispondente alle mansioni svolte e le differenze retributive.
    Sempronio – Segretaria adibita a pulizie
    Sempronio è assunta come segretaria di concetto (3° livello). Il titolare la adibisce stabilmente anche alle pulizie dei locali (5° livello). Trattandosi di mansioni inferiori non occasionali, il demansionamento unilaterale senza i presupposti dell’art. 2103 c.c. è nullo e dà diritto al risarcimento del danno; in caso di contestazione Sempronio può rivolgersi all’Ispettorato del lavoro o al sindacato.

    Domande frequenti

    Quanti livelli prevede il CCNL degli studi odontoiatrici?
    Otto: Quadri, 1°, 2°, 3° super, 3°, 4° super, 4° e 5°. Il 1° è il livello più alto, il 5° il più basso. Ogni livello ha una declaratoria e un elenco di profili esemplificativi.
    L'ASO deve avere necessariamente l'attestato DPCM 2018?
    Si: dal DPCM 9 febbraio 2018 la figura di ASO e subordinata al possesso di un attestato rilasciato da enti formativi accreditati (percorso da 700 ore). Senza attestato il lavoratore non puo essere inquadrato come ASO e svolgere le relative mansioni clinico-assistenziali.
    L'igienista dentale è equiparabile a un infermiere per il CCNL?
    No. L’igienista dentale è una figura sanitaria con profilo autonomo (D.M. 15 marzo 1999, laurea triennale); il CCNL Studi professionali la cita tra i profili del 2° livello, insieme agli altri operatori tecnici sanitari con laurea. Non si applica il CCNL Sanità pubblica o privata, salvo diverso accordo aziendale.
    Chi firma il CCNL degli studi odontoiatrici?
    Negli studi odontoiatrici si applica di norma il CCNL Studi professionali, firmato da Confprofessioni con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS-UIL e rinnovato il 16 febbraio 2024. Esistono anche contratti minori specifici, come quello CIU-AIO.
    Il livello determina solo lo stipendio?
    No: determina anche il periodo di prova, la durata del preavviso, il calcolo del TFR e gli istituti di welfare contrattuale (bilateralita, contributi formativi). Per gli igienisti, incide anche sull’accesso ai fondi di previdenza complementare di settore.

    Fonte: testo integrale del CCNL Studi professionali 16 febbraio 2024, classificazione del personale (area medico-sanitaria e odontoiatrica) e artt. 132-133.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento 2026, ferie, permessi e festivita 2026, maternita, paternita e congedi parentali 2026, scatti di anzianita, tredicesima e mensilita aggiuntive 2026 e malattia, infortunio e periodo di comporto 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Odontoiatrici e Medici. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 233 L. Fall. – Mercato di voto

    Art. 233 L. Fall. – Mercato di voto

    Art. 233 L. Fall. – Mercato di voto

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il creditore che stipula col fallito o con altri nell’interesse del fallito vantaggi a proprio favore per dare il suo voto nel concordato o nelle deliberazioni del comitato dei creditori, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire mille.

    La somma o le cose ricevute dal creditore sono confiscate.

    La stessa pena si applica al fallito e a chi ha contrattato col creditore nell’interesse del fallito.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 301 Cod. Amb. – attuazione del principio di precauzione

    Art. 301 Cod. Amb. – attuazione del principio di precauzione

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. In applicazione del principio di precauzione di cui all’articolo 174, paragrafo 2, del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione.

    2. L’applicazione del principio di cui al comma 1 concerne il rischio che comunque possa essere individuato a seguito di una preliminare valutazione scientifica obiettiva.

    3. L’operatore interessato, quando emerga il rischio suddetto, deve informarne senza indugio, indicando tutti gli aspetti pertinenti alla situazione, il comune, la provincia, la regione o la provincia autonoma nel cui territorio si prospetta l’evento lesivo, nonché il Prefetto della provincia che, nelle ventiquattro ore successive, informa il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare .

    4. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare , in applicazione del principio di precauzione, ha facoltà di adottare in qualsiasi momento misure di prevenzione, ai sensi dell’articolo 304, che risultino: a) proporzionali rispetto al livello di protezione che s’intende raggiungere; b) non discriminatorie nella loro applicazione e coerenti con misure analoghe già adottate; c) basate sull’esame dei potenziali vantaggi ed oneri; d) aggiornabili alla luce di nuovi dati scientifici.

    5. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare promuove l’informazione del pubblico quanto agli effetti negativi di un prodotto o di un processo e, tenuto conto delle risorse finanziarie previste a legislazione vigente, può finanziare programmi di ricerca, disporre il ricorso a sistemi di certificazione ambientale ed assumere ogni altra iniziativa volta a ridurre i rischi di danno ambientale.

  • Art. 232 L. Fall. – Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni senza concorso col fallito

    Art. 232 L. Fall. – Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni senza concorso col fallito

    Art. 232 L. Fall. – Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni senza concorso col fallito

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    È punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinquecento a cinquemila chiunque, fuori dei casi di concorso in bancarotta, anche per interposta persona presenta domanda di ammissione al passivo del fallimento per un credito fraudolentemente simulato.

    Se la domanda è ritirata prima della verificazione dello stato passivo, la pena è ridotta alla metà. È punito con la reclusione da uno a cinque anni chiunque: 1) dopo la dichiarazione di fallimento, fuori dei casi di concorso in bancarotta o di favoreggiamento, sottrae, distrae, ricetta ovvero in pubbliche o private dichiarazioni dissimula beni del fallito; 2) essendo consapevole dello stato di dissesto dell’imprenditore distrae o ricetta merci o altri beni dello stesso o li acquista a prezzo notevolmente inferiore al valore corrente, se il fallimento si verifica.

    La pena, nei casi previsti ai numeri 1 e 2, è aumentata se l’acquirente è un imprenditore che esercita un’attività commerciale.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 300 Cod. Amb. – danno ambientale

    Art. 300 Cod. Amb. – danno ambientale

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. È danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.

    2. Ai sensi della direttiva 2004/35/CE costituisce danno ambientale il deterioramento, in confronto alle condizioni originarie, provocato: a) alle specie e agli habitat naturali protetti dalla normativa nazionale e comunitaria di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157 , recante norme per la protezione della fauna selvatica, che recepisce le direttive 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 ; 85/411/CEE della Commissione del 25 luglio 1985 e 91/244/CEE della Commissione del 6 marzo 1991 ed attua le convenzioni di Parigi del 18 ottobre 1950 e di Berna del 19 settembre 1979, e di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 , recante regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, nonché alle aree naturali protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 , e successive norme di attuazione; b) alle acque interne, mediante azioni che incidano in modo significativamente negativo su: 1) lo stato ecologico, chimico o quantitativo o il potenziale ecologico delle acque interessate, quali definiti nella direttiva 2000/60/CE , fatta eccezione per gli effetti negativi cui si applica l’articolo 4, paragrafo 7, di tale direttiva, oppure; 2) lo stato ambientale delle acque marine interessate, quale definito nella direttiva 2008/56/CE , nella misura in cui aspetti particolari dello stato ecologico dell’ambiente marino non siano già affrontati nella direttiva 2000/60/CE ; c) alle acque costiere ed a quelle ricomprese nel mare territoriale mediante le azioni suddette, anche se svolte in acque internazionali; d) al terreno, mediante qualsiasi contaminazione che crei un rischio significativo di effetti nocivi, anche indiretti, sulla salute umana a seguito dell’introduzione nel suolo, sul suolo o nel sottosuolo di sostanze, preparati, organismi o microrganismi nocivi per l’ambiente.

  • Art. 230 L. Fall. – Omessa consegna o deposito di cose del fallimento

    Art. 230 L. Fall. – Omessa consegna o deposito di cose del fallimento

    Art. 230 L. Fall. – Omessa consegna o deposito di cose del fallimento

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il curatore che non ottempera all’ordine del giudice di consegnare o depositare somme o altra cosa del fallimento, ch’egli detiene a causa del suo ufficio, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire diecimila.

    Se il fatto avviene per colpa, si applica la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a lire tremila.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 393 DPR 495/1992 – (Art. 208 Cod. Str.) Proventi delle violazioni spettanti agli enti locali ed alle Forze dell’Ordine

    Art. 393 DPR 495/1992 – (Art. 208 Cod. Str.) Proventi delle violazioni spettanti agli enti locali ed alle Forze dell’Ordine

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Gli enti locali sono tenuti ad iscrivere nel proprio bilancio annuale apposito capitolo di entrata e di uscita dei proventi ad essi spettanti a norma dell'articolo 208 del codice.

    2. Per le somme introitate e per le spese effettuate, rispettivamente ai sensi dell'articolo 208, commi 1 e 4, del codice, gli stessi enti dovranno fornire al Ministero dei lavori pubblici il rendiconto finale delle entrate e delle spese.

    3. Limitatamente alle quote dei proventi da destinarsi a finalità di assistenza e previdenza del personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza, della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato, la ripartizione dei fondi è determinata annualmente con decreto del Ministro dell'interno, proporzionalmente all'entità dell'ammontare delle violazioni accertate dagli Organismi o dei Corpi anzidetti.

  • Art. 229 L. Fall. – Accettazione di retribuzione non dovuta

    Art. 229 L. Fall. – Accettazione di retribuzione non dovuta

    Art. 229 L. Fall. – Accettazione di retribuzione non dovuta

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il curatore del fallimento che riceve o pattuisce una retribuzione, in danaro o in altra forma, in aggiunta di quella liquidata in suo favore dal tribunale o dal giudice delegato, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da lire mille a cinquemila.

    Nei casi più gravi alla condanna può aggiungersi l’inabilitazione temporanea all’ufficio di amministratore per la durata non inferiore a due anni.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

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