Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Aliquota agevolata del 12,5%: gli interessi dei titoli di Stato, dei buoni del Tesoro (BOT, BTP, CCT) e dei titoli equiparati beneficiano di un’imposta sostitutiva con aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria del 26% applicata ad altri strumenti finanziari.
- Buoni fruttiferi postali inclusi: i buoni fruttiferi postali emessi da Cassa Depositi e Prestiti rientrano nella categoria dei titoli equiparati ai titoli di Stato e godono dello stesso trattamento agevolato.
- Ritenuta trattenuta dall’emittente: di norma la Posta o la banca applica la ritenuta agevolata al momento del rimborso o della cedola, senza che il titolare debba fare nulla nella dichiarazione.
- Quando va dichiarato: se l’imposta sostitutiva non è stata applicata dall’intermediario, gli interessi vanno indicati nel quadro M del modello 730 (rigo M32) o nel modello Redditi PF.
- Plusvalenze da cessione: se vendi un titolo di Stato prima della scadenza e realizzi una plusvalenza, questa è invece soggetta all’aliquota del 26% (quadro T del 730 o RT del Redditi PF).
Regime fiscale dei titoli di Stato e dei buoni postali
I buoni fruttiferi postali, i BOT, i BTP, i CCT e in generale i titoli di Stato italiani godono di un trattamento fiscale più favorevole rispetto alla maggior parte degli altri investimenti finanziari. Mentre gli interessi di un conto deposito o di una normale obbligazione aziendale vengono tassati al 26%, su questi strumenti si applica un’aliquota inferiore, disciplinata dal decreto legislativo n. 239 del 1996.
Nella pratica, il meccanismo funziona in modo analogo agli altri strumenti: la Posta o la banca calcola l’imposta sugli interessi (o sulla differenza tra prezzo di rimborso e prezzo di acquisto, per i titoli zero coupon) e la trattiene prima di versarti il netto. Puoi quindi incassare il buono o ricevere la cedola sapendo già che la tassazione è assolta.
Esistono però casi in cui l’imposta non viene applicata automaticamente dall’intermediario. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2026 indicano che, in queste situazioni, il contribuente deve dichiarare gli interessi nel rigo M32 del quadro M, indicando l’ammontare del reddito e l’aliquota applicabile. Per queste fattispecie, la normativa non consente di optare per la tassazione ordinaria.
| Strumento | Aliquota imposta sostitutiva | Come si paga |
|---|---|---|
| BOT, BTP, CCT e titoli di Stato italiani | 12,5% (agevolata) | Ritenuta alla fonte dall'intermediario |
| Buoni fruttiferi postali (Cassa Depositi e Prestiti) | 12,5% (agevolata) | Ritenuta alla fonte da Poste Italiane |
| Obbligazioni di emittenti privati (es. obbligazioni bancarie) | 26% | Ritenuta alla fonte dall'intermediario |
| Plusvalenza da cessione di titoli di Stato | 26% | Imposta sostitutiva via dichiarazione (quadro T) |
Esempio pratico
-
Tizio possiede un BTP con valore nominale 10.000 euro e cedola annua del 4%. A ogni scadenza cedolare incassa 400 euro lordi di interessi. Poste o la banca applica il 12,5% di imposta sostitutiva agevolata: 50 euro di tasse. Tizio riceve 350 euro netti e non deve indicare nulla nel 730. Se invece Tizio avesse un’obbligazione bancaria con la stessa cedola, l’imposta sarebbe del 26%, pari a 104 euro, con un netto di soli 296 euro.
Documenti necessari
- Certificazione della banca o di Poste Italiane relativa agli interessi percepiti e alla ritenuta applicata nel 2025
- Documento di acquisto (ricevuta, contratto di sottoscrizione) del buono o del titolo di Stato
- Estratto conto del deposito titoli con l’evidenza delle cedole incassate
- Per titoli venduti prima della scadenza: rendiconto dell’operazione di cessione con il corrispettivo incassato
Caso 1: buono fruttifero postale riscosso a scadenza
Scenario. Caio ha sottoscritto un buono fruttifero postale ordinario anni fa e nel 2025 lo riscuote alla scadenza. La differenza tra il valore di rimborso e il capitale versato è di 2.000 euro.
Come si applica. Poste Italiane applica automaticamente l’imposta sostitutiva agevolata sulla differenza di 2.000 euro. Caio riceve il netto senza dover compilare alcun rigo aggiuntivo nel modello 730. L’imposta è definitiva: quella somma non entra nel reddito complessivo IRPEF.
In pratica
- Nessuna compilazione del 730 per gli interessi già tassati alla fonte.
- Conserva la ricevuta di rimborso del buono come documentazione.
- L’aliquota agevolata si applica automaticamente: non devi fare richieste.
Caso 2: interessi da titoli di Stato non assoggettati a ritenuta
Scenario. Sempronio detiene titoli di Stato italiani attraverso un conto titoli estero. L’intermediario straniero non ha applicato la ritenuta italiana sulle cedole del 2025, pari a 800 euro.
Come si applica. Sempronio deve indicare quegli 800 euro nel rigo M32 del quadro M del modello 730, specificando l’ammontare e l’aliquota agevolata applicabile. Non può optare per la tassazione ordinaria in sostituzione dell’imposta sostitutiva su questi proventi. Deve anche verificare l’obbligo di compilare il quadro W per il monitoraggio del conto titoli estero.
In pratica
- Compila il rigo M32 del quadro M con i proventi non tassati alla fonte.
- Per i titoli di Stato si applica l’aliquota agevolata, non quella ordinaria del 26%.
- Non puoi optare per la tassazione ordinaria su questi redditi: la norma lo esclude espressamente.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
I buoni fruttiferi postali sono tassati come le obbligazioni bancarie?
No. I buoni fruttiferi postali emessi da Cassa Depositi e Prestiti beneficiano dell’aliquota agevolata prevista per i titoli di Stato, diversa dall’aliquota ordinaria applicata alle obbligazioni di emittenti privati.
Devo dichiarare gli interessi del BTP nel 730?
Di norma no, se la banca o l’intermediario ha già applicato la ritenuta alla fonte. In quel caso l’imposta è assolta e non è necessario inserire nulla nel 730.
Se vendo un BTP prima della scadenza e guadagno sulla differenza di prezzo, come vengo tassato?
La plusvalenza da cessione di titoli di Stato è soggetta all’imposta sostitutiva del 26%, non all’aliquota agevolata. Devi indicarla nel quadro T del modello 730 o nel quadro RT del modello Redditi PF.
Cosa indica il rigo M32 del quadro M?
Il rigo M32 serve a dichiarare gli interessi e i proventi di obbligazioni e titoli, pubblici e privati, ai quali non sia stata applicata dall’intermediario l’imposta sostitutiva prevista dalla normativa. Si indica l’importo e l’aliquota applicabile.
Posso scegliere la tassazione ordinaria IRPEF invece dell'imposta sostitutiva sui titoli di Stato?
No. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate precisano che per i redditi indicati nel rigo M32 non è ammessa l’opzione per la tassazione ordinaria.
Domande frequenti
I buoni fruttiferi postali sono tassati come le obbligazioni bancarie?
No. I buoni fruttiferi postali emessi da Cassa Depositi e Prestiti beneficiano dell'aliquota agevolata prevista per i titoli di Stato, diversa dall'aliquota ordinaria applicata alle obbligazioni di emittenti privati.
Devo dichiarare gli interessi del BTP nel 730?
Di norma no, se la banca o l'intermediario ha già applicato la ritenuta alla fonte. In quel caso l'imposta è assolta e non è necessario inserire nulla nel 730.
Se vendo un BTP prima della scadenza e guadagno sulla differenza di prezzo, come vengo tassato?
La plusvalenza da cessione di titoli di Stato è soggetta all'imposta sostitutiva del 26%, non all'aliquota agevolata. Devi indicarla nel quadro T del modello 730 o nel quadro RT del modello Redditi PF.
Cosa indica il rigo M32 del quadro M?
Il rigo M32 serve a dichiarare gli interessi e i proventi di obbligazioni e titoli, pubblici e privati, ai quali non sia stata applicata dall'intermediario l'imposta sostitutiva prevista dalla normativa. Si indica l'importo e l'aliquota applicabile.
Posso scegliere la tassazione ordinaria IRPEF invece dell'imposta sostitutiva sui titoli di Stato?
No. Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate precisano che per i redditi indicati nel rigo M32 non è ammessa l'opzione per la tassazione ordinaria.
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