Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 51 TU Giustizia Tributaria – Astensione e ricusazione dei componenti delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado

    Art. 51 D.Lgs. 175/2024 – Astensione e ricusazione dei componenti delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. L'astensione e la ricusazione dei componenti delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado sono disciplinate dalle disposizioni del codice di procedura civile in quanto applicabili.

    2. Il giudice tributario ha l'obbligo di astenersi e può essere ricusato anche nel caso di cui all'articolo 139, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e in ogni caso in cui abbia o abbia avuto rapporti di lavoro autonomo ovvero di collaborazione con una delle parti.

    3. Sulla ricusazione decide il collegio al quale appartiene il componente della corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado ricusato, senza la sua partecipazione e con l'integrazione di altro membro della stessa corte di giustizia tributaria designato dal suo presidente.

  • Art. 182 octies L. Fall. – Convenzione di moratoria

    Art. 182 octies L. Fall. – Convenzione di moratoria

    Art. 182-octies L. Fall. – Convenzione di moratoria

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    La convenzione di moratoria conclusa tra un imprenditore, anche non commerciale, e i suoi creditori, diretta a disciplinare in via provvisoria gli effetti della crisi e avente ad oggetto la dilazione delle scadenze dei crediti, la rinuncia agli atti o la sospensione delle azioni esecutive e conservative e ogni altra misura che non comporti rinuncia al credito, in deroga agli articoli 1372 e 1411 del codice civile , è efficace anche nei confronti dei creditori non aderenti che appartengano alla medesima categoria.

    Ai fini di cui al primo comma occorre che: a) tutti i creditori appartenenti alla categoria siano stati informati dell’avvio delle trattative o siano stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede e abbiano ricevuto complete e aggiornate informazioni sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore nonché sulla convenzione e i suoi effetti; b) i crediti dei creditori aderenti appartenenti alla categoria rappresentino il settantacinque per cento di tutti i creditori appartenenti alla categoria, fermo restando che un creditore può essere titolare di crediti inseriti in più di una categoria; c) i creditori della medesima categoria non aderenti, cui vengono estesi gli effetti della convenzione, subiscano un pregiudizio proporzionato e coerente con le ipotesi di soluzione della crisi o dell’insolvenza in concreto perseguite; d) un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), abbia attestato la veridicità dei dati aziendali, l’idoneità della convenzione a disciplinare provvisoriamente gli effetti della crisi, e la ricorrenza delle condizioni di cui alla lettera c).

    In nessun caso, per effetto della convenzione, ai creditori della medesima categoria non aderenti possono essere imposti l’esecuzione di nuove prestazioni, la concessione di affidamenti, il mantenimento della possibilità di utilizzare affidamenti esistenti o l’erogazione di nuovi finanziamenti.

    Non è considerata nuova prestazione la prosecuzione della concessione del godimento di beni oggetto di contratti di locazione finanziaria già stipulati.

    La convenzione va comunicata, insieme alla relazione del professionista indicato al secondo comma ai creditori non aderenti mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o presso il domicilio digitale.

    Entro trenta giorni dalla comunicazione può essere proposta opposizione avanti al tribunale.

    Il tribunale decide sulle opposizioni in camera di consiglio, con decreto motivato.

    Nel termine di quindici giorni dalla comunicazione, il decreto del tribunale è reclamabile alla corte di appello, ai sensi dell’articolo 183.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 182 septies L. Fall. – Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa

    Art. 182 septies L. Fall. – Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa

    Art. 182-septies L. Fall. – Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    La disciplina di cui all’articolo 182-bis si applica, in deroga agli articoli 1372 e 1411 del codice civile , al caso in cui gli effetti dell’accordo siano estesi anche ai creditori non aderenti che appartengano alla medesima categoria, individuata tenuto conto dell’omogeneità di posizione giuridica ed interessi economici.

    Ai fini di cui al primo comma occorre che: a) tutti i creditori appartenenti alla categoria siano stati informati dell’avvio delle trattative, siano stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede e abbiano ricevuto complete e aggiornate informazioni sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore nonché sull’accordo e sui suoi effetti; b) l’accordo preveda la prosecuzione dell’attività d’impresa in via diretta o indiretta; c) i crediti dei creditori aderenti appartenenti alla categoria rappresentino il 75 per cento di tutti i creditori appartenenti alla categoria, fermo restando che un creditore può essere titolare di crediti inseriti in più di una categoria; d) i creditori della medesima categoria non aderenti ai quali sono estesi gli effetti dell’accordo possano risultare soddisfatti in base all’accordo stesso in misura non inferiore rispetto all’alternativa liquidatoria; e) il debitore abbia notificato l’accordo, la domanda di omologazione e i documenti allegati ai creditori nei confronti dei quali chiede di estendere gli effetti dell’accordo.

    Per i creditori della medesima categoria non aderenti ai quali il debitore chiede di estendere gli effetti dell’accordo il termine per proporre opposizione decorre dalla data della notifica di cui al secondo comma.

    In nessun caso, per effetto dell’accordo di ristrutturazione, ai creditori ai quali è stato esteso l’accordo possono essere imposti l’esecuzione di nuove prestazioni, la concessione di affidamenti, il mantenimento della possibilità di utilizzare affidamenti esistenti o l’erogazione di nuovi finanziamenti.

    Non è considerata nuova prestazione la prosecuzione della concessione del godimento di beni oggetto di contratti di locazione finanziaria già stipulati.

    Quando un’impresa ha debiti verso banche e intermediari finanziari in misura non inferiore alla metà dell’indebitamento complessivo, l’accordo di ristrutturazione dei debiti può individuare una o più categorie tra tali tipologie di creditori che abbiano fra loro posizione giuridica ed interessi economici omogenei.

    In tal caso il debitore, con la domanda di cui all’articolo 182-bis, può chiedere, anche se non ricorre la condizione prevista dal secondo comma, lettera b), del presente articolo, che gli effetti dell’accordo siano estesi anche ai creditori non aderenti appartenenti alla medesima categoria.

    Restano fermi i diritti dei creditori diversi da banche e intermediari finanziari.

    Ai fini dell’accordo non si tiene conto delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 182 sexies L. Fall. – Riduzione o perdita del capitale della società in crisi

    Art. 182 sexies L. Fall. – Riduzione o perdita del capitale della società in crisi

    Art. 182-sexies L. Fall. – Riduzione o perdita del capitale della società in crisi

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Dalla data del deposito della domanda per l’ammissione al concordato preventivo, anche a norma dell’articolo 161, sesto comma, della domanda per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione di cui all’articolo 182 bis ovvero della proposta di accordo a norma del sesto comma dello stesso articolo e sino all’omologazione non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile .

    Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, n. 4, e 2545-duodecies del codice civile .

    Resta ferma, per il periodo anteriore al deposito delle domande e della proposta di cui al primo comma, l’applicazione dell’ articolo 2486 del codice civile .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 182 quinquies L. Fall. – Disposizioni in tema di finanziamento e di continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti

    Art. 182 quinquies L. Fall. – Disposizioni in tema di finanziamento e di continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti

    Art. 182-quinquies L. Fall. – Disposizioni in tema di finanziamento e di continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il debitore che presenta, anche ai sensi dell’articolo 161 sesto comma, una domanda di ammissione al concordato preventivo o una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’articolo 182 bis, primo comma, o una proposta di accordo ai sensi dell’articolo 182 bis, sesto comma, può chiedere al tribunale di essere autorizzato, anche prima del deposito della documentazione di cui all’articolo 161, commi secondo e terzo, assunte se del caso sommarie informazioni, a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell’articolo 111, se un professionista designato dal debitore in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), verificato il complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa sino all’omologazione, attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori.

    L’autorizzazione di cui al primo comma può riguardare anche finanziamenti individuati soltanto per tipologia ed entità, e non ancora oggetto di trattative.

    Il debitore che presenta una domanda di ammissione al concordato preventivo ai sensi dell’articolo 161, sesto comma, anche in assenza del piano di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e), o una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’articolo 182-bis, primo comma, o una proposta di accordo ai sensi dell’articolo 182-bis, sesto comma, può chiedere al tribunale di essere autorizzato in via d’urgenza a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell’articolo 111, funzionali a urgenti necessità relative all’esercizio dell’attività aziendale fino alla scadenza del termine fissato dal tribunale ai sensi dell’articolo 161, sesto comma, o all’udienza di omologazione di cui all’articolo 182-bis, quarto comma, o alla scadenza del termine di cui all’articolo 182-bis, settimo comma.

    Il ricorso deve specificare la destinazione dei finanziamenti, che il debitore non è in grado di reperire altrimenti tali finanziamenti e che, in assenza di tali finanziamenti, deriverebbe un pregiudizio imminente ed irreparabile all’azienda.

    Il tribunale, assunte sommarie informazioni sul piano e sulla proposta in corso di elaborazione, sentito il commissario giudiziale se nominato, e, se del caso, sentiti senza formalità i principali creditori, decide in camera di consiglio con decreto motivato, entro dieci giorni dal deposito dell’istanza di autorizzazione.

    La richiesta può avere ad oggetto anche il mantenimento di linee di credito autoliquidanti in essere al momento del deposito della domanda.

    Il tribunale può autorizzare il debitore a concedere pegno o ipoteca o a cedere crediti a garanzia dei medesimi finanziamenti.

    Il debitore che presenta domanda di ammissione al concordato preventivo con continuità aziendale, anche ai sensi dell’articolo 161 sesto comma, può chiedere al tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi, se un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), attesta che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione della attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori.

    L’attestazione del professionista non è necessaria per pagamenti effettuati fino a concorrenza dell’ammontare di nuove risorse finanziarie che vengano apportate al debitore senza obbligo di restituzione o con obbligo di restituzione postergato alla soddisfazione dei creditori.

    Il tribunale può autorizzare il pagamento delle retribuzioni dovute per le mensilità antecedenti al deposito del ricorso ai lavoratori addetti all’attività di cui è prevista la continuazione.

    Quando è prevista la continuazione dell’attività aziendale, la disciplina di cui al quinto comma si applica, in deroga al disposto dell’articolo 55, secondo comma, al rimborso, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo con garanzia reale gravante su beni strumentali all’esercizio dell’impresa, se il debitore, alla data della presentazione della domanda di ammissione al concordato, ha adempiuto le proprie obbligazioni o se il tribunale lo autorizza al pagamento del debito per capitale ed interessi scaduto a tale data.

    Il professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), attesta anche che il credito garantito potrebbe essere soddisfatto integralmente con il ricavato della liquidazione del bene effettuata a valore di mercato e che il rimborso delle rate a scadere non lede i diritti degli altri creditori.

    Il debitore che presenta una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’articolo 182-bis, primo comma, o una proposta di accordo ai sensi dell’articolo 182-bis, sesto comma, può chiedere al Tribunale di essere autorizzato, in presenza dei presupposti di cui al quinto comma del presente articolo, a pagare crediti anche anteriori per prestazioni di beni o servizi.

    In tal caso i pagamenti effettuati non sono soggetti all’azione revocatoria di cui all’articolo 67.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 1238 Codice della Navigazione – Competenza per le contravvenzioni

    Art. 1238 Codice della Navigazione – Competenza per le contravvenzioni

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Salvo i casi in cui appartiene all'autorità consolare, la cognizione delle contravvenzioni previste dal presente codice in materia di navigazione marittima appartiene ai comandanti di porto capi di circondario. Per il relativo procedimento si applicano le disposizioni del codice di procedura penale relative al procedimento di competenza del pretore, esclusa l'assistenza del pubblico ministero nel giudizio. L'appello contro le sentenze di tale autorità, nei casi in cui è ammesso dal codice di procedura penale, è portato a cognizione del tribunale. Esso va proposto nei termini e secondo le forme stabiliti nel codice predetto. Contro le sentenze di tale autorità, nei casi in cui non è ammesso l'appello, può proporsi ricorso per cassazione ai sensi del codice di procedura penale. 19 ———— AGGIORNAMENTO La Corte Costituzionale con sentenza 24 giugno – 9 luglio 1970 n. 121 (in G.U. 1a s.s. 15/7/1970, n. 177) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale degli artt. 1238, 1242, 1243, 1246 e 1247 del codice della navigazione approvato con R.D. 30 marzo 1942, n. 327."

  • Art. 182 quater L. Fall. – disposizioni in tema di prededucibilità dei crediti nel concordato preventivo, negli accordi di ristrutturazione dei debiti

    Art. 182 quater L. Fall. – disposizioni in tema di prededucibilità dei crediti nel concordato preventivo, negli accordi di ristrutturazione dei debiti

    Art. 182-quater L. Fall. – disposizioni in tema di prededucibilità dei crediti nel concordato preventivo, negli accordi di ristrutturazione dei debiti

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    I crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi forma effettuati … in esecuzione di un concordato preventivo di cui agli articoli 160 e seguenti ovvero di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis) sono prededucibili ai sensi e per gli effetti dell’articolo 111.

    Sono parificati ai crediti di cui al primo comma i crediti derivanti da finanziamenti erogati in funzione della presentazione della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo o della domanda di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, qualora i finanziamenti siano previsti dal piano di cui all’articolo 160 o dall’accordo di ristrutturazione e purché la prededuzione sia espressamente disposta nel provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissione al concordato preventivo ovvero l’accordo sia omologato .

    In deroga agli articoli 2467 e 2497-quinquies del codice civile , il primo e il secondo comma del presente articolo si applicano anche ai finanziamenti effettuati dai soci fino alla concorrenza dell’80 per cento del loro ammontare.

    Si applicano i commi primo e secondo quando il finanziatore ha acquisito la qualità di socio in esecuzione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti o del concordato preventivo .

    COMMA ABROGATO DAL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134 .

    Con riferimento ai crediti indicati al secondo comma, i creditori, anche se soci, sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze per l’approvazione del concordato ai sensi dell’articolo 177 e dal computo della percentuale dei crediti prevista all’articolo 182-bis, primo e sesto comma.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Come si pagano i contributi INPS con l’F24

    In sintesi

    • Modello F24: è l’unico strumento per versare i contributi INPS di artigiani, commercianti e lavoratori autonomi.
    • Sezione INPS: nel modello F24 i contributi previdenziali vanno nella sezione dedicata, distinta da quella delle imposte.
    • Causale contributo: ogni tipo di contributo ha un codice causale specifico assegnato dall’INPS.
    • Codice INPS: per artigiani e commercianti è il codice di 17 cifre che l’INPS indica nella comunicazione con i modelli di pagamento; per i professionisti iscritti alla Gestione separata il campo «matricola INPS/codice INPS» resta vuoto.
    • Cassetto previdenziale: l’INPS mette a disposizione la tariffazione precompilata per artigiani e commercianti.
    • Compensazione: il modello F24 permette di compensare i contributi con eventuali crediti fiscali.

    Il modello F24: lo strumento per versare all'INPS

    I contributi previdenziali INPS – sia le rate fisse della quota minimale, sia la quota percentuale sul reddito eccedente – si versano tutti tramite il modello F24. Non esistono altri canali: né bonifico bancario diretto all’INPS, né vaglia. Il modello F24 è il modello di pagamento unificato che raccoglie imposte, contributi e tributi locali in un unico documento.

    Il vantaggio pratico è la compensazione: se hai un credito fiscale (ad esempio un rimborso IRPEF che hai scelto di portare in compensazione invece di ricevere in denaro), puoi usarlo per abbattere l’importo dei contributi da versare nello stesso F24, fino ad azzerarlo se il credito è sufficiente.

    Per artigiani e commercianti, l’INPS semplifica ulteriormente le cose: attraverso il Cassetto previdenziale – l’area personale sul sito INPS – è possibile scaricare la tariffazione, cioè i modelli F24 precompilati con gli importi delle rate fisse già calcolati. In questo modo il rischio di errori nella compilazione si riduce sensibilmente.

    Struttura del modello F24 per i contributi INPS
    Elemento Cosa indicare Note
    Sezione Sezione INPS (non 'Erario') I contributi previdenziali vanno nella sezione specifica
    Causale contributo Codice causale INPS (es. AF, AP, CF, CP per artigiani/commercianti) Ogni tipo di contributo ha il proprio codice
    Codice sede Codice della sede INPS Per artigiani e commercianti è la sede presso cui è aperta la posizione; per i professionisti della Gestione separata quella della residenza
    Matricola INPS / codice INPS / filiale azienda Artigiani e commercianti: codice INPS di 17 cifre. Gestione separata professionisti: nessun dato Il codice INPS si legge nella comunicazione che l’INPS invia con i modelli di pagamento
    Periodo di riferimento «da» e «a» Mese e anno di inizio e di fine del periodo contributivo, nella forma mm/aaaa Nei modelli precompilati delle rate fisse il periodo è già indicato
    Importo a debito Ammontare della rata o del saldo Verificare dalla tariffazione INPS o calcolo proprio
    Compensazione Eventuale credito da compensare nella colonna 'a credito' Consente di ridurre l'importo da pagare

    Come fare l’F24 INPS passo passo

    Per fare un F24 per i contributi INPS si compila una riga della sezione INPS per ogni causale. I passaggi sono questi.

    1. Recupera i dati del versamento. Artigiani e commercianti trovano nel Cassetto previdenziale i modelli F24 già compilati per le quattro rate dei contributi sul minimale. I contributi sul reddito eccedente il minimale (saldo e acconti) risultano invece dalla dichiarazione dei redditi; per i professionisti della Gestione separata dal quadro RR del modello Redditi PF.
    2. Indica il codice sede. È il codice della sede INPS: quella presso cui è aperta la posizione per artigiani e commercianti, quella della residenza per i professionisti. I codici sono nella tabella codici sede INPS pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.
    3. Scrivi la causale contributo (per esempio AF, CF, AP, CP, P10, PXX: la tabella è più sotto).
    4. Compila il campo «matricola INPS/codice INPS/filiale azienda». Artigiani e commercianti indicano il codice INPS di 17 cifre riportato nella comunicazione INPS; i professionisti della Gestione separata lo lasciano vuoto.
    5. Indica il periodo di riferimento «da» e «a» nella forma mm/aaaa: per il saldo dei contributi 2025 di un professionista, per esempio, da 01/2025 a 12/2025.
    6. Scrivi l’importo nella colonna «importi a debito versati» oppure, se compensi un credito contributivo risultante dalla dichiarazione, nella colonna «importi a credito compensati».
    7. Presenta l’F24. Chi ha la partita IVA, come artigiani e commercianti, lo presenta in via telematica, anche tramite intermediario o home banking. Se nel modello compensi un credito, devi usare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
    Scadenze dei contributi INPS da pagare con l’F24
    Contributi Scadenze
    Artigiani e commercianti: contributi sul minimale (rate fisse) 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo
    Artigiani e commercianti: contributi sul reddito eccedente il minimale Saldo e acconti alle scadenze previste per l’IRPEF
    Professionisti della Gestione separata Saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto alla scadenza di novembre; differimento di 30 giorni con lo 0,40% da versare con la causale DPPI

    Fonti: INPS, F24 per artigiani e commercianti e F24 per professionisti iscritti alla Gestione separata.

    Causali contributo INPS nell’F24: AF, CF, AP, CP e le altre

    La causale contributo dice all’INPS che cosa stai pagando. Quelle più cercate sono nella tabella; l’elenco completo è nella tabella delle causali INPS dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata al 2 luglio 2026.

    Principali causali contributo INPS per il modello F24
    Causale Per cosa si usa Campo matricola/codice INPS
    AF (artigiani), CF (commercianti) Contributi dovuti sul minimale di reddito (rate fisse) Codice INPS di 17 cifre
    AP (artigiani), CP (commercianti) Contributi eccedenti il minimale, a debito; nella colonna a credito, l’importo versato in eccedenza risultante dalla dichiarazione Codice INPS di 17 cifre
    APR, CPR Pagamento rateale dei contributi eccedenti il minimale Codice INPS di 17 cifre
    API, CPI Stessa voce di APR e CPR nella tabella dell’Agenzia (contributi eccedenti il minimale); solo a debito Codice INPS di 17 cifre
    AFP, CFP / APP, CPP Contributi di anni pregressi richiesti con la prima emissione del modello F24 (sul minimale / sull’eccedenza) Codice INPS di 17 cifre
    AR, ARN / CR, CRN Pagamento per intero dei debiti segnalati con avviso di pagamento Codice INPS di 17 cifre
    AD, CD Rate di una dilazione chiesta in fase amministrativa Codice INPS di 17 cifre
    PXX Gestione separata: professionisti non pensionati e non iscritti ad altre forme obbligatorie (saldo o acconto); PXXR se rateizzato Nessun dato
    P10 Gestione separata: professionisti pensionati o iscritti ad altre forme obbligatorie; P10R se rateizzato Nessun dato
    DPPI Interessi dello 0,40% per il differimento e interessi di rateizzazione della Gestione separata Nessun dato
    C10, CXX Gestione separata, contributi a carico dei committenti Filiale azienda
    COC, COS, COSI Gestione committenti: recupero crediti, sanzioni, interessi Formato indicato dall’INPS
    DM10 Contributi delle aziende con dipendenti Matricola azienda
    DOM1 Datori di lavoro domestico Codice del rapporto di lavoro domestico (12 cifre)
    LAS Aziende agricole per operai a tempo indeterminato e determinato, contributi correnti Formato indicato dall’INPS

    Se sbagli la causale o il codice, il versamento non viene abbinato alla tua posizione: per correggere un F24 già pagato vedi codice tributo sbagliato nell’F24.

    Esempio pratico

    • Esempio. Tizio, artigiano, deve versare la prima rata dei contributi sul minimale in scadenza il 16 maggio. Accede al Cassetto previdenziale INPS, scarica la tariffazione e trova un modello F24 già compilato con: sezione INPS, codice sede, causale AF, il proprio codice INPS di 17 cifre, il periodo di riferimento e l’importo della rata, calcolato dall’INPS sul minimale e sull’aliquota dell’anno. Tizio presenta il modello in via telematica (servizi dell’Agenzia delle Entrate, home banking o intermediario) entro il 16 maggio. Se volesse compensare un credito IRPEF, lo indicherebbe nella sezione Erario dello stesso F24: in quel caso dovrebbe presentarlo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

    Documenti necessari

    • Tariffazione INPS precompilata (scaricabile dal Cassetto previdenziale, area personale INPS)
    • Estratto conto contributivo INPS per verificare la propria matricola e la posizione
    • Circolare INPS annuale con le causali F24 aggiornate e gli importi delle rate fisse
    • Credenziali SPID o CIE per accedere al Cassetto previdenziale INPS
    • Software o servizio telematico per la presentazione del modello F24 (Fisconline AdE, home banking, intermediario abilitato)

    Tizio: artigiano che usa la tariffazione precompilata

    Scenario. Tizio è un falegname artigiano. Non si appoggia a un intermediario per i contributi INPS e preferisce gestire tutto in autonomia. Vuole capire come pagare la rata di maggio senza commettere errori.

    Come si applica. Tizio accede al sito INPS con le proprie credenziali SPID, entra nel Cassetto previdenziale e scarica la tariffazione: trova quattro modelli F24 precompilati, uno per ciascuna rata dell’anno. Il modello di maggio è già completo con sezione INPS, causale, matricola, periodo e importo. Tizio può pagarlo direttamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline) o attraverso l’home banking abilitato alla presentazione dell’F24. Non deve compilare nulla a mano: firma digitalmente e invia.

    In pratica

    • La tariffazione INPS è il metodo più sicuro per evitare errori di causale o matricola: usarla sempre se disponibile.
    • Le credenziali SPID o CIE sono necessarie per accedere al Cassetto previdenziale: attivarle in anticipo rispetto alle scadenze.
    • Il pagamento deve avvenire entro la scadenza: i giorni festivi spostano la scadenza al primo giorno lavorativo successivo.

    Caio: commerciante con credito IRPEF da compensare

    Scenario. Caio gestisce un negozio. Dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente è risultato un credito IRPEF di alcune centinaia di euro che ha scelto di portare in compensazione invece di richiedere il rimborso. Vuole usarlo per ridurre i contributi INPS di agosto.

    Come si applica. Caio compila il modello F24 di agosto includendo: nella sezione INPS, la rata dei contributi commercianti con la relativa causale e matricola; nella sezione Erario, il credito IRPEF con il codice tributo e l’anno di riferimento, inserito nella colonna ‘a credito’. Il saldo finale sarà la differenza tra contributi dovuti e credito disponibile. Se il credito supera l’importo della rata, l’eccedenza resta disponibile per compensazioni future.

    In pratica

    • La compensazione F24 richiede che il credito sia già disponibile (dichiarazione presentata, credito certificato): non è possibile usare un credito ancora non maturato.
    • Per compensare crediti di imposte sui redditi (e relative addizionali) per più di 5.000 euro l’anno serve il visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito, e la compensazione si può fare dal decimo giorno successivo alla presentazione (art. 1, comma 574, L. 147/2013, richiamato nelle istruzioni Redditi 2026). Un F24 con importi a credito compensati va presentato con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate: vedi anche compensazione dei crediti in F24 nel 2026.
    • Verificare le causali dei crediti da compensare: ogni tipo di credito ha il proprio codice tributo da inserire nella sezione Erario.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Posso pagare i contributi INPS in contanti o con bonifico?

    Il bonifico diretto all’INPS non è previsto: i contributi di artigiani, commercianti e professionisti della Gestione separata si versano con il modello F24. Chi ha la partita IVA deve presentarlo in via telematica (servizi dell’Agenzia delle Entrate, home banking o intermediario); se nell’F24 compensi un credito, servono i servizi telematici dell’Agenzia.

    Dove trovo la mia matricola INPS da scrivere nell’F24?

    Per artigiani e commercianti il campo «matricola INPS/codice INPS» si compila con il codice INPS di 17 cifre indicato nella comunicazione che l’INPS invia con i modelli di pagamento, che trovi anche nel Cassetto previdenziale. I professionisti iscritti alla Gestione separata lasciano il campo vuoto.

    Quali sono le causali contributo INPS per artigiani e commercianti?

    AF e CF per i contributi sul minimale (rate fisse), AP e CP per i contributi eccedenti il minimale, APR e CPR per il pagamento rateale dell’eccedenza, AFP, CFP, APP e CPP per gli anni pregressi, AR, ARN, CR e CRN per i debiti da avviso di pagamento, AD e CD per le rate di dilazione. La prima lettera indica la gestione: A artigiani, C commercianti.

    Che codice sede INPS devo indicare?

    Il codice della sede INPS presso cui è aperta la posizione contributiva, per artigiani e commercianti, oppure quello della sede di residenza per i professionisti della Gestione separata. I codici sono nella tabella codici sede INPS pubblicata dall’Agenzia delle Entrate; nei modelli precompilati del Cassetto previdenziale il codice è già scritto.

    Cosa succede se pago in ritardo?

    Il versamento tardivo comporta sanzioni civili calcolate sull’importo non versato, proporzionali ai giorni di ritardo. Sono distinte dalle sanzioni tributarie e vengono calcolate dall’INPS. È comunque possibile regolarizzare la propria posizione.

    Posso rateizzare i contributi INPS?

    Le rate fisse sono già distribuite in quattro scadenze annuali. Il saldo e gli acconti dei contributi eccedenti il minimale si possono rateizzare come l’IRPEF, con le causali APR e CPR (artigiani e commercianti) o PXXR e P10R (Gestione separata). Per debiti già scaduti l’INPS può concedere una dilazione su domanda: le rate si versano con le causali AD e CD.

    Posso compensare i contributi INPS con un credito IVA o IRPEF?

    Sì, nel modello F24 il credito si indica nella sezione Erario e riduce il totale da pagare, anche per la parte INPS. In questo caso l’F24 va presentato con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; oltre 5.000 euro annui di crediti di imposte sui redditi serve il visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito, e per l’IVA valgono regole proprie.

    Come si accede al Cassetto previdenziale INPS?

    Con SPID, CIE o CNS dall’area riservata MyINPS del sito INPS. Artigiani e commercianti vi trovano i modelli F24 precompilati delle rate fisse, con codice sede, causale, codice INPS e periodo già compilati, e l’estratto conto.

    Vedi anche: Forfettario e contributi INPS, Versare le ritenute con F24, Come si compila e si paga un F24, Codice tributo sbagliato nell’F24, F24 e senza sostituto e Compensazioni F24 e crediti fiscali.

  • Art. 1241 Codice della Navigazione – Conclusioni dell’inchiesta formale sui sinistri

    Art. 1241 Codice della Navigazione – Conclusioni dell’inchiesta formale sui sinistri

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Se la commissione per l'inchiesta formale sui sinistri marittimi esprime il parere che il fatto è avvenuto per dolo o per colpa, il verbale d'inchiesta è inviato al procuratore del Re Imperatore. Il verbale d'inchiesta ha valore di rapporto.

  • Art. 182-ter L. Fall. – Trattamento dei crediti tributari e contributivi

    Art. 182-ter L. Fall. – Trattamento dei crediti tributari e contributivi

    Art. 182-ter L. Fall. – Trattamento dei crediti tributari e contributivi

    R.D. 16 marzo 1942, n. 267 – Legge fallimentare

    1. Con il piano di cui all’articolo 160 il debitore, esclusivamente mediante proposta presentata ai sensi del presente articolo, può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, se il piano ne prevede la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, indicato nella relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d).

    Se il credito tributario o contributivo è assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei a quelli delle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo ha natura chirografaria [anche a seguito di degradazione per incapienza] , il trattamento non può essere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel caso di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali è previsto un trattamento più favorevole.

    Nel caso in cui sia proposto il pagamento parziale di un credito tributario o contributivo privilegiato, la quota di credito degradata al chirografo deve essere inserita in un’apposita classe.

    2. Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale, copia della domanda e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata al competente agente della riscossione e all’ufficio competente sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore, unitamente alla copia delle dichiarazioni fiscali per le quali non è pervenuto l’esito dei controlli automatici nonché delle dichiarazioni integrative relative al periodo fino alla data di presentazione della domanda.

    L’agente della riscossione, non oltre trenta giorni dalla data della presentazione, deve trasmettere al debitore una certificazione attestante l’entità del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso.

    L’ufficio, nello stesso termine, deve procedere alla liquidazione dei tributi risultanti dalle dichiarazioni e alla notifica dei relativi avvisi di irregolarità, unitamente a una certificazione attestante l’entità del debito derivante da atti di accertamento, ancorché non definitivi, per la parte non iscritta a ruolo, nonché dai ruoli vistati, ma non ancora consegnati all’agente della riscossione.

    Dopo l’emissione del decreto di cui all’articolo 163, copia dell’avviso di irregolarità e delle certificazioni deve essere trasmessa al commissario giudiziale per gli adempimenti previsti dagli articoli 171, primo comma, e 172.

    In particolare, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, l’ufficio competente a ricevere copia della domanda con la relativa documentazione prevista al primo periodo, nonché a rilasciare la certificazione di cui al terzo periodo, si identifica con l’ufficio che ha notificato al debitore gli atti di accertamento.

    3. Relativamente al credito tributario complessivo, il voto sulla proposta concordataria è espresso dall’ufficio, previo parere conforme della competente direzione regionale, in sede di adunanza dei creditori, ovvero nei modi previsti dall’articolo 178, quarto comma.

    4. Il voto è espresso dall’agente della riscossione limitatamente agli oneri di riscossione di cui all’ articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 .

    5. Il debitore può effettuare la proposta di cui al comma 1 anche nell’ambito delle trattative che precedono la stipulazione dell’accordo di ristrutturazione di cui all’articolo 182-bis.

    [In tali casi l’attestazione del professionista, relativamente ai crediti tributari o contributivi, e relativi accessori, ha ad oggetto anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale; tale punto costituisce oggetto di specifica valutazione da parte del tribunale] La proposta di transazione fiscale, unitamente alla documentazione di cui all’articolo 161, è depositata presso gli uffici indicati al comma 2 del presente articolo.

    Ai fini della proposta di accordo su crediti aventi ad oggetto contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, e relativi accessori, copia della proposta e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata all’ufficio competente sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore .

    Alla proposta di transazione deve altresì essere allegata la dichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legale rappresentante ai sensi dell’ articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa , di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , che la documentazione di cui al periodo precedente rappresenta fedelmente e integralmente la situazione dell’impresa, con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio.

    L’adesione alla proposta è espressa, su parere conforme della competente direzione regionale, con la sottoscrizione dell’atto negoziale da parte del direttore dell’ufficio.

    L’atto è sottoscritto anche dall’agente della riscossione in ordine al trattamento degli oneri di riscossione di cui all’ articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 .

    L’assenso così espresso equivale a sottoscrizione dell’accordo di ristrutturazione.

    6. La transazione fiscale conclusa nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione di cui all’articolo 182-bis è risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente, entro novanta giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie

    Articolo in vigore. Alla verifica sul testo ufficiale questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo dava erroneamente per non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • Art. 182-bis L. Fall. – Accordi ristrutturazione

    Art. 182-bis L. Fall. – Accordi ristrutturazione

    Art. 182 Bis L. Fall. – Accordi di ristrutturazione dei debiti

    Accordi di ristrutturazione dei debiti

  • Art. 182 L. Fall. – Cessioni

    Art. 182 L. Fall. – Cessioni

    Art. 182 L. Fall. – Cessioni

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Se il concordato consiste nella cessione dei beni e non dispone diversamente, il tribunale nomina nel decreto di omologazione uno o più liquidatori e un comitato di tre o cinque creditori per assistere alla liquidazione e determina le altre modalità della liquidazione.

    In tal caso, il tribunale dispone che il liquidatore effettui la pubblicità prevista dall’ articolo 490, primo comma, del codice di procedura civile e fissa il termine entro cui la stessa deve essere eseguita.

    Si applicano ai liquidatori gli articoli 28, 29, 37, 38, 39 e 116 in quanto compatibili.

    Si applicano al comitato dei creditori gli articoli 40 e 41 in quanto compatibili.

    Alla sostituzione dei membri del comitato provvede in ogni caso il tribunale.

    Le vendite di aziende e rami di aziende, beni immobili e altri beni iscritti in pubblici registri, nonché le cessioni di attività e passività dell’azienda e di beni o rapporti giuridici individuali in blocco devono essere autorizzate dal comitato dei creditori.

    Alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti legalmente posti in essere dopo il deposito della domanda di concordato o in esecuzione di questo, si applicano gli articoli da 105 a 108-ter in quanto compatibili.

    La cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo, sono effettuati su ordine del giudice, salvo diversa disposizione contenuta nel decreto di omologazione per gli atti a questa successivi.

    Si applica l’articolo 33, quinto comma, primo, secondo e terzo periodo, sostituendo al curatore il liquidatore, che provvede con periodicità semestrale dalla nomina.

    Conclusa l’esecuzione del concordato preventivo con cessione dei beni, il liquidatore deposita un rapporto riepilogativo finale redatto in conformità a quanto previsto dall’articolo 33, quinto comma.

    Il liquidatore comunica a mezzo di posta elettronica certificata altra copia dei rapporti al commissario giudiziale, che a sua volta li comunica ai creditori a norma dell’articolo 171, secondo comma.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.