Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Se il concordato è stato approvato a norma del primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato riferisce al tribunale il quale fissa un’udienza in camera di consiglio per la comparizione delle parti e del commissario giudiziale, disponendo che il provvedimento venga pubblicato a norma dell’articolo 17 e notificato, a cura del debitore, al commissario giudiziale e agli eventuali creditori dissenzienti.
Il debitore, il commissario giudiziale, gli eventuali creditori dissenzienti e qualsiasi interessato devono costituirsi almeno dieci giorni prima dell’udienza fissata.
Nel medesimo termine il commissario giudiziale deve depositare il proprio motivato parere.
Se non sono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l’esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame.
Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio.
Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 177 se un creditore appartenente ad una classe dissenziente ovvero, nell’ipotesi di mancata formazione delle classi, i creditori dissenzienti che rappresentano il 20 per cento dei crediti ammessi al voto, contestano la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordatoqualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
Il tribunale omologa il concordato preventivo anche in mancanza di adesione da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie quando l’adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze di cui all’articolo 177 e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista di cui all’articolo 161, terzo comma, la proposta di soddisfacimento della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie è conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria.
Il tribunale provvede con decreto motivato comunicato al debitore e al commissario giudiziale, che provvede a darne notizia ai creditori.
Il decreto è pubblicato a norma dell’articolo 17 ed è provvisoriamente esecutivo.
Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal tribunale, che fissa altresì le condizioni e le modalità per lo svincolo.
Il tribunale, se respinge il concordato, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui gli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore, con separata sentenza, emessa contestualmente al decreto.(50)
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
Art. 179 L. Fall. – Mancata approvazione del concordato
Testo vigente (aggiornato da Normattiva)
Se nei termini stabiliti non si raggiungono le maggioranze richieste dal primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato ne riferisce immediatamente al tribunale, che deve provvedere a norma dell’art. 162, secondo comma.(50) Quando il commissario giudiziale rileva, dopo l’approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne dà avviso ai creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all’udienza di cui all’articolo 180 per modificare il voto .
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
Art. 178 L. Fall. – Adesioni alla proposta di concordato
Testo vigente (aggiornato da Normattiva)
Nel processo verbale dell’adunanza dei creditori sono inseriti i voti favorevoli e contrari dei creditori con l’indicazione nominativa dei votanti e dell’ammontare dei rispettivi crediti. È altresì inserita l’indicazione nominativa dei creditori che non hanno esercitato il voto e dell’ammontare dei loro crediti.
Il processo verbale è sottoscritto dal giudice delegato, dal commissario e dal cancelliere.
Se nel giorno stabilito non è possibile compiere tutte le operazioni, la loro continuazione viene rimessa dal giudice ad un’udienza prossima, non oltre otto giorni, dandone comunicazione agli assenti.
I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale.
Le manifestazioni di voto sono annotate dal cancelliere in calce al verbale .
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
Reddito imponibile a prescindere dall’importo: tutti i compensi ricevuti tramite OnlyFans sono redditi imponibili in Italia e vanno dichiarati ogni anno.
Attività occasionale: se la pubblicazione di contenuti è sporadica, i proventi rientrano nei redditi diversi da attività commerciale non abituale (rigo D5, codice 1, causale V1).
Attività abituale: se publichi con continuità e l’attivita’ è strutturata, scatta l’obbligo di partita IVA. Il regime forfettario è applicabile se i ricavi dell’anno precedente non superavano 85.000 euro.
OnlyFans non è sostituto d’imposta italiano: i pagamenti arrivano al lordo, senza ritenuta. Sei tu a dover calcolare e versare le imposte.
Riservatezza: la dichiarazione dei redditi è un atto privato tra te e l’Agenzia delle Entrate. Non è necessario indicare il nome della piattaforma nei moduli; basta dichiarare correttamente il reddito nel rigo appropriato.
Regime forfettario: imposta sostitutiva del 15% (5% per nuove attività) sul reddito determinato applicando il coefficiente di redditività al totale dei ricavi.
OnlyFans e dichiarazione dei redditi: tutto quello che devi sapere
I compensi ricevuti tramite OnlyFans – dagli abbonamenti mensili dei subscriber ai mance (tips) e ai contenuti su richiesta – sono redditi imponibili in Italia. Non dichiarare questi proventi costituisce evasione fiscale, con le conseguenze che ne derivano in caso di accertamento. La buona notizia è che la dichiarazione, nella pratica, è meno complicata di quanto sembri.
Come per ogni altra attività online, il punto di partenza è stabilire se la tua produzione di contenuti è occasionale o abituale. Se hai un profilo che aggiorni di rado, senza una programmazione regolare, e i guadagni sono modesti e discontinui, i proventi rientrano nei redditi diversi da attività commerciale non esercitata abitualmente. Li dichiari nel rigo D5 del quadro D del Modello 730 (codice 1) o nel quadro RL del Modello Redditi PF, senza dover aprire la partita IVA.
Se invece pubblichi contenuti con cadenza regolare, hai subscriber abituali e l’attivita’ è strutturata come fonte di reddito continuativa, si configura un’attivita’ commerciale abituale: scatta l’obbligo di aprire la partita IVA. In questo caso puoi valutare il regime forfettario, se nell’anno precedente i ricavi non superavano 85.000 euro.
Sul tema della riservatezza, molti hanno la preoccupazione che dichiarare i proventi significhi rendere pubblica la natura dell’attivita’. In realtà la dichiarazione dei redditi è strettamente confidenziale. Nei moduli fiscali scrivi importi e codici, non descrizioni dell’attivita’. L’Agenzia delle Entrate non condivide queste informazioni con terzi. L’importante è dichiarare il reddito in modo corretto.
OnlyFans: occasionale vs abituale a confronto
Aspetto
Occasionale (senza P.IVA)
Abituale (con P.IVA)
Partita IVA
Non obbligatoria
Obbligatoria
Modello da usare
730 (quadro D, rigo D5)
Modello Redditi PF (quadro LM o RE)
Ritenuta d'acconto da OnlyFans
Nessuna (soggetto estero)
Nessuna (soggetto estero)
Limite ricavi regime forfettario
Non applicabile
≤ 85.000 euro nell'anno precedente
Imposta sostitutiva forfettaria
Non applicabile
15% (o 5% per nuove attività)
Cessazione regime forfettario nell'anno
Non applicabile
Se ricavi superano 100.000 euro nell'anno
Esempio pratico
Caio ha un profilo OnlyFans che aggiorna ogni settimana. Nel 2025 ha incassato 22.000 euro da abbonamenti e contenuti su richiesta. Nell’anno precedente aveva incassato 15.000 euro (sotto i 85.000 euro). Ha la partita IVA con regime forfettario. Il suo codice ATECO rientra nelle ‘Altre attivita’ economiche’ con coefficiente di redditivita’ del 67%. Reddito imponibile: 22.000 x 67% = 14.740 euro. Imposta sostitutiva al 15%: 2.211 euro. Non compila il 730 ma il Modello Redditi PF, quadro LM, e indica l’importo nel rigo LM22.
Documenti necessari
Estratti pagamento da OnlyFans (scaricabili dal pannello del creator)
Estratti conto bancari o PayPal che mostrano gli accrediti ricevuti
Documentazione del cambio euro/valuta estera se i pagamenti non sono in euro
Eventuale Certificazione Unica di committenti italiani (per collaborazioni con brand italiani sostituti d’imposta)
Ricevuta di apertura partita IVA (se attività abituale)
Caso 1: profilo occasionale con bassi guadagni
Scenario. Tizio ha aperto un profilo OnlyFans per curiosità, lo aggiorna raramente e nel 2025 ha incassato 600 euro totali tra abbonamenti e tips. Non ha struttura organizzativa e non pubblicizza il profilo in modo sistematico.
Come si applica. I 600 euro rientrano nei redditi da attività commerciale non esercitata abitualmente. Tizio li dichiara nel rigo D5, codice 1, quadro D del Modello 730. Non ci sono ritenute da indicare perché OnlyFans (soggetto estero) non applica ritenute italiane. Il reddito concorre alla formazione del suo reddito complessivo ai fini IRPEF. Non è necessario indicare il nome della piattaforma nei moduli: basta il codice corretto e l’importo.
In pratica
Rigo D5, codice 1, importo lordo 600 euro nel quadro D del 730
Colonna 4 ritenute: zero (OnlyFans non applica ritenute italiane)
Conservare gli estratti pagamento scaricati dal pannello OnlyFans
Caso 2: creator con attività strutturata e regime forfettario
Scenario. Sempronia gestisce il profilo OnlyFans come attività principale: pubblica contenuti ogni giorno, fa promozione sui social, ha un piano editoriale e nell’anno 2024 aveva incassato 35.000 euro. Nel 2025 incassa 50.000 euro. Ha aperto la partita IVA con regime forfettario.
Come si applica. Con ricavi 2024 di 35.000 euro (sotto i 85.000 euro), Sempronia resta nel regime forfettario nel 2025. Applica il coefficiente di redditività del suo codice ATECO ai 50.000 euro di ricavi per determinare il reddito imponibile, poi applica l’imposta sostitutiva del 15%. Non compila il 730 ma il Modello Redditi PF, quadro LM.
In pratica
Compilare il quadro LM del Modello Redditi PF (non il 730)
Verificare il codice ATECO corretto per il tipo di attività esercitata
Se i ricavi nell’anno corrente superano 100.000 euro, il forfettario cessa nello stesso anno
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Sì, senza eccezioni. I proventi da OnlyFans sono redditi imponibili in Italia a prescindere dall’importo. Non dichiararli espone al rischio di accertamenti fiscali.
La mia attività su OnlyFans rimane riservata?
La dichiarazione dei redditi è strettamente confidenziale tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate. Nei moduli fiscali si indicano codici e importi, non descrizioni dell’attivita’. L’Amministrazione finanziaria non condivide queste informazioni con terzi.
OnlyFans trattiene le tasse in Italia?
No. OnlyFans è un soggetto estero e non applica la ritenuta d’acconto italiana. I pagamenti arrivano al lordo: sei tu a dover calcolare e versare le imposte.
Quando sono obbligato ad aprire la partita IVA?
Quando l’attivita’ di produzione di contenuti diventa continuativa, strutturata e organizzata come fonte di reddito sistematica. Non esiste una soglia di importo fissa nella legge: si valuta la frequenza, la continuita’ e l’organizzazione. In caso di dubbio, rivolgiti a un commercialista.
Cosa succede se non dichiaro i proventi da OnlyFans?
L’omessa dichiarazione di redditi imponibili costituisce evasione fiscale e può essere oggetto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. I pagamenti dall’estero transitano spesso su conti bancari italiani e possono emergere in fase di controllo.
Posso usare il 730 se ho la partita IVA per OnlyFans?
No. Con la partita IVA (regime forfettario o ordinario) devi usare il Modello Redditi Persone Fisiche (quadro LM o RE), non il 730. Il 730 va bene solo per il regime occasionale senza partita IVA.
Occasionale vs abituale: se l’attività non è svolta con continuità e non supera certi limiti, rientra nei redditi diversi (attività occasionale); altrimenti occorre la partita IVA.
Dove si dichiara: il reddito occasionale va nel rigo D5 del quadro D del Modello 730, con il codice 2 per lavoro autonomo occasionale.
Ritenuta d’acconto: se il committente è un sostituto d’imposta (azienda, agenzia), applica una ritenuta d’acconto sul compenso lordo che trovi indicata nella Certificazione Unica.
Omaggi e compensi in natura: i prodotti ricevuti in cambio di contenuti (beni ceduti senza corrispettivo monetario) hanno un valore normale che concorre al reddito.
Partita IVA obbligatoria quando l’attività diventa abituale e professionale: in quel caso il reddito si dichiara nel quadro RE (Redditi PF) o si valuta il regime forfettario (quadro LM).
Regime forfettario: con ricavi nell’anno precedente non superiori a 85.000 euro e i requisiti di legge, si applica un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettizzato.
Influencer e content creator: come funziona la tassazione
Fare contenuti sui social, collaborare con brand, ricevere omaggi in cambio di post: queste attività generano redditi che vanno dichiarati. Il nodo principale è capire se la tua situazione rientra nel lavoro occasionale o in quello abituale, perché le regole cambiano in modo significativo.
Se collabori sporadicamente con qualche azienda – un paio di campagne all’anno, senza un’organizzazione stabile – si tratta di attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente, cioè un reddito occasionale. Questo tipo di reddito va indicato nel quadro D del Modello 730, oppure nel quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche, senza aprire la partita IVA.
Se invece hai collaborazioni continue, un’agenda di brand fissi, pubblichi con cadenza regolare a fronte di compensi: l’attivita’ si considera abituale. In questo caso scatta l’obbligo di aprire la partita IVA e di scegliere il regime fiscale più adatto (forfettario o ordinario). La linea di confine tra occasionale e abituale non è definita da una soglia di importo scritta nella legge, ma si valuta in concreto in base alla frequenza, all’organizzazione e alla continuità dell’attivita’. Se hai dubbi sul tuo caso specifico, vale la pena consultare un professionista.
Gli omaggi, cioè i prodotti che ricevi senza pagare in cambio di contenuti, hanno un valore fiscale. Il loro valore normale – il prezzo di mercato – concorre alla formazione del reddito, esattamente come un compenso in denaro. Se il committente è un’azienda, dovrebbe rilasciarti una documentazione che indica il valore del bene ricevuto.
Occasionale vs abituale: differenze principali
Caratteristica
Occasionale
Abituale (con P.IVA)
Partita IVA
Non obbligatoria
Obbligatoria
Dove si dichiara
Quadro D rigo D5 (730) o Quadro RL (Redditi PF)
Quadro RE (Redditi PF) o Quadro LM (forfettario)
Imposta sostitutiva forfettaria
Non applicabile
15% (o 5% per le nuove attività)
Limite ricavi regime forfettario
Non applicabile
Non superiori a 85.000 euro nell'anno precedente
Contributi INPS gestione separata
Verificare obbligo caso per caso
Si, da versare
Esempio pratico
Tizio è un content creator con 50.000 follower. Nel 2025 ha ricevuto 3.000 euro da un brand per 5 post sponsorizzati e un omaggio di prodotti cosmetici del valore di mercato di 400 euro. Il suo reddito complessivo da questa attività è 3.400 euro, da dichiarare nel rigo D5 del quadro D come reddito da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente (codice 2). Se il brand era un sostituto d’imposta, avrà già trattenuto la ritenuta d’acconto indicata nella Certificazione Unica.
Documenti necessari
Contratti o lettere di incarico con i brand
Certificazione Unica rilasciata dal committente (se sostituto d’imposta)
Fatture o ricevute emesse per i compensi percepiti
Documentazione del valore degli omaggi ricevuti (listino prezzi, fattura del committente)
Estratti conto dei pagamenti ricevuti da piattaforme o agenzie
Caso 1: creator con collaborazioni sporadiche
Scenario. Caio gestisce un profilo Instagram e nel 2025 ha ricevuto 2.500 euro totali da tre brand diversi per altrettante campagne. Non ha una struttura organizzata, non ha un agente e collabora solo saltuariamente.
Come si applica. L’attivita’ è occasionale: Caio non deve aprire la partita IVA. Il reddito di 2.500 euro va dichiarato nel rigo D5 del quadro D del Modello 730, colonna 1 codice 2 (lavoro autonomo non esercitato abitualmente). Le eventuali ritenute d’acconto già trattenute dai committenti vanno indicate in colonna 4 del medesimo rigo.
In pratica
Rigo D5, codice 2, reddito lordo 2.500 euro nel quadro D del 730
Riportare le ritenute dalla Certificazione Unica in colonna 4
Conservare contratti, ricevute e documentazione degli omaggi ricevuti
Caso 2: creator con attività strutturata e partita IVA
Scenario. Sempronia collabora stabilmente con 10 brand al mese, ha un’agente, pubblica contenuti sponsorizzati con cadenza settimanale e nel 2025 ha incassato 60.000 euro. Nell’anno precedente aveva incassato meno di 85.000 euro. Ha aperto la partita IVA con regime forfettario.
Come si applica. Con ricavi del 2024 sotto i 85.000 euro, Sempronia applica il regime forfettario. Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i compensi percepiti (60.000 euro) per il coefficiente di redditività del suo codice ATECO (per le attività professionali scientifiche e tecniche il coefficiente è del 78%). Il reddito imponibile è quindi 46.800 euro, su cui si applica l’imposta sostitutiva del 15%. Se si tratta del primo anno di attività o dei quattro anni successivi all’avvio, l’aliquota scende al 5%.
In pratica
Compilare il quadro LM del Modello Redditi PF (non il 730)
Coefficiente di redditività 78% per attività professionali (verifica il tuo codice ATECO)
Imposta sostitutiva 15% (5% se attività nuova e si rispettano le condizioni)
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Dipende dalla continuità e dall’organizzazione della tua attività. Se fai collaborazioni sporadiche senza struttura, sei nel regime occasionale e non serve la partita IVA. Se invece l’attivita’ è abituale, strutturata e continua, l’apertura è obbligatoria. La valutazione si fa caso per caso: in caso di dubbio, rivolgiti a un commercialista.
Come dichiaro gli omaggi ricevuti dai brand?
Gli omaggi (prodotti, servizi) ricevuti in cambio di contenuti hanno un valore normale che concorre al reddito. Se il committente rilascia documentazione del valore, usa quella cifra. Il valore degli omaggi va sommato agli altri compensi e dichiarato nello stesso rigo dei tuoi redditi da creator.
Dove trovo le ritenute d'acconto nella dichiarazione?
Le ritenute d’acconto già trattenute dal committente sono indicate nella Certificazione Unica che il committente ti rilascia entro il 31 marzo. Nel 730 vanno riportate in colonna 4 del rigo D5.
Posso usare il regime forfettario come content creator?
Sì, se nell’anno precedente i tuoi ricavi o compensi non hanno superato 85.000 euro e non ricadi in una delle cause di esclusione previste dalla legge (ad esempio avere un rapporto di lavoro dipendente con lo stesso committente). Con il regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni).
Cosa succede se supero 100.000 euro di incassi nell'anno?
Se i ricavi o compensi percepiti nel corso dell’anno superano 100.000 euro, il regime forfettario cessa di applicarsi nello stesso anno. Il contribuente è tenuto a determinare il reddito con le modalità ordinarie per l’intero anno d’imposta.
Il 730 va bene per i redditi da creator, o serve il Modello Redditi?
Se hai solo reddito occasionale (senza partita IVA), puoi usare il Modello 730 compilando il quadro D. Se hai la partita IVA con regime forfettario o ordinario, devi usare il Modello Redditi Persone Fisiche (quadro LM o RE).
Art. 122 L. 689/1981 – Decadenza dalla potestà dei genitori e sospensione dal suo esercizio
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
L' articolo 34 del codice penale è sostituito dal seguente: "Art.
34. – (Decadenza dalla potestà dei genitori e sospensione dall'esercizio di essa). – La legge determina i casi nei quali la condanna importa la decadenza dalla potestà dei genitori. La condanna per delitti commessi con abuso della potestà dei genitori importa la sospensione dall'esercizio di essa per un periodo di tempo pari al doppio della pena inflitta. La decadenza dalla potestà dei genitori importa anche la privazione di ogni diritto che al genitore spetti sui beni del figlio in forza della potestà di cui al titolo IX del libro I del codice civile . La sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori importa anche l'incapacità di esercitare, durante la sospensione, qualsiasi diritto che al genitore spetti sui beni del figlio in base alle norme del titolo IX del libro I del codice civile ".
Art. 177 L. Fall. – Maggioranza per l’approvazione del concordato
Testo vigente (aggiornato da Normattiva)
Il concordato è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.
Ove siano previste diverse classi di creditori, il concordato è approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero di classi.
Quando sono poste al voto più proposte di concordato ai sensi dell’articolo 175, quinto comma, si considera approvata la proposta che ha conseguito la maggioranza più elevata dei crediti ammessi al voto; in caso di parità, prevale quella del debitore o, in caso di parità fra proposte di creditori, quella presentata per prima.
Quando nessuna delle proposte concorrenti poste al voto sia stata approvata con le maggioranze di cui al primo e secondo periodo del presente comma, il giudice delegato, con decreto da adottare entro trenta giorni dal termine di cui al quarto comma dell’articolo 178, rimette al voto la sola proposta che ha conseguito la maggioranza relativa dei crediti ammessi al voto, fissando il termine per la comunicazione ai creditori e il termine a partire dal quale i creditori, nei venti giorni successivi, possono far pervenire il proprio voto con le modalità previste dal predetto articolo.
In ogni caso si applicano il primo e secondo periodo del presente comma.
I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno diritto al voto se non rinunciano in tutto od in parte al diritto di prelazione.
Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono equiparati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.
I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 160, la soddisfazione non integrale, sono equiparati ai chirografari per la parte residua del credito.
Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, la società che controlla la società debitrice, le società da questa controllate e quelle sottoposte a comune controllo, nonché i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato.
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. 1. L'impresa di assicurazione decade dall'autorizzazione quando: a) non dà inizio all'attività entro i primi dodici mesi; b) rinuncia espressamente all'autorizzazione; c) non esercita l'attività per un periodo superiore a sei mesi; d) trasferisce l'intero portafoglio ad altra impresa di assicurazione; e) si verifica una causa di scioglimento della società. Qualora l'impresa non abbia dato inizio all'attività entro i primi dodici mesi ovvero non abbia esercitato la stessa per un periodo superiore a sei mesi, in presenza di giustificati motivi e su richiesta dell'impresa interessata, l' IVASS può consentire un limitato periodo di proroga non superiore a sei mesi.
2. Se l'inattività, la rinuncia o la cessazione dell'attività riguardano soltanto alcuni dei rami per i quali l'impresa di assicurazione è stata autorizzata, la decadenza concerne esclusivamente tali rami.
3. L'IVASS accerta, con provvedimento pubblicato nel Bollettino, la decadenza dall'autorizzazione e, nel caso riguardi il complesso dei rami esercitati, dispone la cancellazione dall'albo delle imprese di assicurazione e di riassicurazione. Il provvedimento è comunicato dall'IVASS alle autorità di vigilanza degli altri Stati membri, per l'adozione da parte di tali Autorità di misure idonee a impedire all'impresa di assicurazione di esercitare l'attività sul loro territorio.
3-bis L'IVASS comunica all'AEAP ogni caso in cui un'impresa di assicurazione e riassicurazione decada dall'autorizzazione rilasciata ai fini della pubblicazione nell'elenco dalla stessa tenuto.
4. L'impresa di assicurazione limita l'attività alla gestione dei contratti in corso e non assume nuovi affari a far data dalla pubblicazione del provvedimento di decadenza. La medesima disposizione si applica nel caso di decadenza limitata ad uno o più rami di attività.
5. Le clausole di tacito rinnovo perdono efficacia con la pubblicazione del provvedimento di decadenza. Nei contratti che hanno durata superiore all'anno il contraente può recedere, mediante comunicazione scritta all'impresa, con effetto dalla scadenza della prima annualità successiva alla pubblicazione del provvedimento di decadenza.
6. Se la decadenza dall'autorizzazione consegue al verificarsi delle situazioni di cui al comma 1, lettere b), c) ed e), l' IVASS, quando ricorrono le condizioni previste all'articolo 245, non adotta il provvedimento di decadenza e propone al Ministro dello sviluppo economico la revoca dell'autorizzazione e la liquidazione coatta amministrativa dell'impresa di assicurazione.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche all'impresa di assicurazione che ha sede legale in uno Stato terzo e che è autorizzata ad operare nel territorio della Repubblica con una sede secondaria. Quando l'autorità di vigilanza dello Stato terzo ha adottato un provvedimento di decadenza nei confronti dell'impresa di assicurazione, analogo provvedimento è adottato nei confronti della sede secondaria.
Art. 175 L. Fall. – Discussione della proposta di concordato
Testo vigente (aggiornato da Normattiva)
Nell’adunanza dei creditori il commissario giudiziale illustra la sua relazione e le proposte definitive del debitore e quelle eventualmente presentate dai creditori ai sensi dell’articolo 163, comma quarto.
COMMA SOPPRESSO DAL D.L. 27 GIUGNO 2015, N. 83 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2015, N. 132 .
Ciascun creditore può esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o convenienti le proposte di concordato e sollevare contestazioni sui crediti concorrenti.
Il debitore può esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o fattibili le eventuali proposte concorrenti.
Quando il tribunale ha disposto che l’adunanza sia svolta in via telematica, la discussione sulla proposta del debitore e sulle eventuali proposte concorrenti è disciplinata con decreto, non soggetto a reclamo, reso dal giudice delegato almeno dieci giorni prima dell’adunanza.
Il debitore ha facoltà di rispondere e contestare a sua volta i crediti, e ha il dovere di fornire al giudice gli opportuni chiarimenti.
Sono sottoposte alla votazione dei creditori tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori, seguendo, per queste ultime, l’ordine temporale del loro deposito.
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
L’adunanza dei creditori è presieduta dal giudice delegato.
Ogni creditore può farsi rappresentare da un mandatario speciale, con procura che può essere scritta senza formalità sull’avviso di convocazione.
Il debitore o chi ne ha la legale rappresentanza deve intervenire personalmente.
Solo in caso di assoluto impedimento, accertato dal giudice delegato, può farsi rappresentare da un mandatario speciale.
Possono intervenire anche i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli obbligati in via di regresso.
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
Art. 173 L. Fall. – Revoca dell’ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura
Testo vigente (aggiornato da Normattiva)
Il commissario giudiziale, se accerta che il debitore ha occultato o dissimulato parte dell’attivo, dolosamente omesso di denunciare uno o più crediti, esposto passività insussistenti o commesso altri atti di frode, deve riferirne immediatamente al tribunale, il quale apre d’ufficio il procedimento per la revoca dell’ammissione al concordato, dandone comunicazione al pubblico ministero e ai creditori.
La comunicazione ai creditori è eseguita dal commissario giudiziale a mezzo posta elettronica certificata ai sensi dell’articolo 171, secondo comma.
All’esito del procedimento, che si svolge nelle forme di cui all’articolo 15, il tribunale provvede con decreto e, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore con contestuale sentenza, reclamabile a norma dell’articolo 18.
Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche se il debitore durante la procedura di concordato compie atti non autorizzati a norma dell’articolo 167 o comunque diretti a frodare le ragioni dei creditori, o se in qualunque momento risulta che mancano le condizioni prescritte per l’ammissibilità del concordato.(50)
Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.