Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 172 L. Fall. – Operazioni e relazione del commissario

    Art. 172 L. Fall. – Operazioni e relazione del commissario

    Art. 172 L. Fall. – Operazioni e relazione del commissario

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il commissario giudiziale redige l’inventario del patrimonio del debitore e una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori, e la deposita in cancelleria almeno quarantacinque giorni prima dell’adunanza dei creditori.

    Nella relazione il commissario deve illustrare le utilità che, in caso di fallimento, possono essere apportate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie che potrebbero essere promosse nei confronti di terzi.

    Nello stesso termine la comunica a mezzo posta elettronica certificata a norma dell’articolo 171, secondo comma.

    Qualora nel termine di cui al quarto comma dell’articolo 163 siano depositate proposte concorrenti, il commissario giudiziale riferisce in merito ad esse con relazione integrativa da depositare in cancelleria e comunicare ai creditori, con le modalità di cui all’articolo 171, secondo comma, almeno dieci giorni prima dell’adunanza dei creditori.

    La relazione integrativa contiene, di regola, una particolareggiata comparazione tra tutte le proposte depositate.

    Le proposte di concordato, ivi compresa quella presentata dal debitore, possono essere modificate fino a quindici giorni prima dell’adunanza dei creditori.

    Analoga relazione integrativa viene redatta qualora emergano informazioni che i creditori devono conoscere ai fini dell’espressione del voto.

    Su richiesta del commissario il giudice può nominare uno stimatore che lo assista nella valutazione dei beni.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 62 L. 633/1941

    Art. 62 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    I supporti fonografici, nei quali l'opera dell'ingegno è riprodotta, non possono essere distribuiti se non portino stabilmente apposte le indicazioni seguenti: a) titolo dell'opera riprodotta; b) nome dell'autore; c) nome dell'artista interprete od esecutore.

    I complessi orchestrali o corali sono indicati col nome d'uso; d) data della fabbricazione.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 171 L. Fall. – Convocazione dei creditori

    Art. 171 L. Fall. – Convocazione dei creditori

    Art. 171 L. Fall. – Convocazione dei creditori

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il commissario giudiziale deve procedere alla verifica dell’elenco dei creditori e dei debitori con la scorta delle scritture contabili presentate a norma dell’art. 161, apportando le necessarie rettifiche.

    Il commissario giudiziale provvede a comunicare ai creditori a mezzo posta elettronica certificata, se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell’impresa o la residenza del creditore, un avviso contenente la data di convocazione dei creditori, la proposta del debitore, il decreto di ammissione, il suo indirizzo di posta elettronica certificata, l’invito ad indicare un indirizzo di posta elettronica certificata, le cui variazioni è onere comunicare al commissario.

    Nello stesso avviso è contenuto l’avvertimento di cui all’articolo 92, primo comma, n. 3).

    Tutte le successive comunicazioni ai creditori sono effettuate dal commissario a mezzo posta elettronica certificata.

    Quando, nel termine di quindici giorni dalla comunicazione dell’avviso, non è comunicato l’indirizzo di cui all’invito previsto dal primo periodo e nei casi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, esse si eseguono esclusivamente mediante deposito in cancelleria.

    Si applica l’articolo 31-bis, terzo comma, sostituendo al curatore il commissario giudiziale.

    Quando la comunicazione prevista dal comma precedente è sommamente difficile per il rilevante numero dei creditori o per la difficoltà di identificarli tutti, il tribunale, sentito il commissario giudiziale, può dare l’autorizzazione prevista dall’art. 126.

    Se vi sono obbligazionisti, il termine previsto dall’art. 163, primo comma n. 2, deve essere raddoppiato.

    In ogni caso l’avviso di convocazione per gli obbligazionisti è comunicato al loro rappresentante comune.

    Sono salve per le imprese esercenti il credito le disposizioni del Regio decreto-legge 8 febbraio 1924, numero 136 .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • CCNL Elettrici: preavviso da 1 a 4 mesi e dimissioni

    CCNL Settore Elettrico

    In sintesi

    Nel CCNL del settore elettrico (art. 26) il preavviso di licenziamento dipende solo dall’anzianità: 1 mese fino a 2 anni, 3 mesi da 2 a 10 anni, 4 mesi oltre 10 anni (8 giorni per chi ha i requisiti della pensione di vecchiaia). Per le dimissioni i termini sono dimezzati. Decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Elettricità Futura · Utilitalia · Energia Libera · Enel · Terna · GSE · Sogin (datoriali) · Filctem-CGIL · Flaei-CISL · Uiltec-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    CCNL 11 febbraio 2025 (rinnovo 2025-2027); testo integrale collazionato firmato il 17 luglio 2025
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL settore elettrico 2025-2027)
    Platea
    Circa 60.000 addetti in quasi 130 imprese (dato delle parti firmatarie al rinnovo 2025)
    Fonte
    testo integrale del CCNL settore elettrico 11 febbraio 2025 (collazione 17 luglio 2025, diffusa dalla Flaei-Cisl)

    Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL del settore elettrico è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: l’ipotesi di accordo è stata firmata l’11 febbraio 2025 da Elettricità Futura, Utilitalia ed Energia Libera insieme ai gruppi maggiori (Enel, Terna, Sogin, GSE) con Filctem-CGIL, Flaei-CISL e Uiltec-UIL, per circa 60.000 addetti in poco meno di 130 imprese. L’aumento complessivo (TEC) è di 312 euro, quello sui minimi (TEM) di 290 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° aprile 2025, 65 dal 1° aprile 2026, 65 dal 1° aprile 2027 e 70 dal 1° ottobre 2027. Fra le novità normative: il confronto preventivo in azienda sull’intelligenza artificiale, la certificazione della rappresentanza, il comporto per i lavoratori con disabilità esteso da 12 a 18 mesi continuativi (da 18 a 24 non consecutivi nell’arco di 36 mesi) e il congedo per le vittime di violenza di genere portato da 6 a 12 mesi. Vedi l’hub CCNL Elettrici e le tabelle retributive.

    Tabella del preavviso: licenziamento e dimissioni

    Preavviso CCNL settore elettrico (art. 26)
    Anzianità di servizio Licenziamento Dimissioni
    Fino a 2 anni compiuti 1 mese 15 giorni
    Da 2 a 10 anni compiuti 3 mesi 1 mese e mezzo
    Oltre 10 anni compiuti 4 mesi 2 mesi
    Lavoratore con i requisiti per la pensione di vecchiaia (dal 2023) 8 giorni di calendario –

    Fonte: art. 26 del CCNL settore elettrico 11 febbraio 2025. Il preavviso non dipende dal livello o dal parametro. Per le dimissioni i termini sono «ridotti alla metà» (comma 3); i termini decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese (comma 4).

    Calcolo preavviso

    Dipende da: anzianità di servizio (fino a 2 anni, da 2 a 10, oltre 10) e da chi recede. Il livello di inquadramento non conta.

    Il preavviso decorre dalla metà o dalla fine di ciascun mese (art. 26, comma 4). In caso di dimissioni, la malattia sopravvenuta non interrompe il preavviso.

    Preavviso lavorato vs indennità

    Chi recede senza rispettare il preavviso paga all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione del periodo mancante (art. 26, comma 5); l’azienda può trattenerla se è il lavoratore a non darlo. La parte che riceve la disdetta può anche troncare subito il rapporto senza dover indennizzare il periodo non lavorato (comma 7). Durante il preavviso l’azienda concede permessi per cercare un nuovo lavoro.

    Dimissioni del lavoratore

    Preavviso dimezzato rispetto al licenziamento (art. 26, comma 3): 15 giorni, un mese e mezzo o 2 mesi secondo l’anzianità. Le dimissioni si presentano con la procedura telematica del Ministero del lavoro (D.Lgs. 151/2015) e sono revocabili entro 7 giorni.

    Non passano dalla procedura telematica, tra l’altro, le dimissioni in periodo di prova e quelle rese in sede protetta; le dimissioni della lavoratrice madre o del padre nei primi 3 anni del figlio vanno convalidate dall’Ispettorato del lavoro.

    Licenziamento per giusta causa

    Senza preavviso. Il CCNL (art. 25, punto 3) indica a titolo di esempio: grave insubordinazione, furto in azienda, trafugamento di disegni, progetti o documenti, danneggiamento volontario, abbandono del posto con pregiudizio per le persone o la sicurezza degli impianti, comportamenti che possono provocare grave pregiudizio all’incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti, lavori per conto proprio con materiale aziendale, rissa.

    Sono invece casi di licenziamento con preavviso (punto 2): l’insubordinazione non grave, le assenze ingiustificate oltre 4 giorni consecutivi o ripetute nell’anno, la manifesta alterazione psico-fisica durante l’orario di lavoro.

    Procedura: contestazione + 5 gg difesa + decisione.

    Licenziamento per giustificato motivo

    Soggettivo o oggettivo. Per oggettivo (riduzione personale, cessazione impianto) RSU verifica. Per gli assunti prima del 7 marzo 2015, nelle aziende con più di 15 dipendenti: tentativo preventivo di conciliazione all’Ispettorato.

    Il settore ha forte protezione: licenziamenti rari, spesso ricollocazione in altri impianti del gruppo (Enel, Terna, A2A hanno mobilità interna).

    Casi pratici

    Tizio – Dimissioni dopo 8 anni
    Tizio (operatore di centrale) con 8 anni di anzianità si dimette con la procedura telematica per un’altra opportunità. Il licenziamento richiederebbe 3 mesi; per le dimissioni il preavviso è la metà, un mese e mezzo, con decorrenza dalla metà o dalla fine del mese.
    Caia – Tecnica AT licenziata cessazione tratta
    Caia (tecnica AT, 6 anni di anzianità) è licenziata per la cessazione della linea. Preavviso di 3 mesi, pagato come indennità sostitutiva. RSU + ricollocazione in altra zona del gruppo (Terna ha mobilità interna).
    Sempronio – Operatore licenziato per ebbrezza in centrale
    Sempronio (operatore centrale) sorpreso in turno in stato di alterazione da alcol. La sola manifesta alterazione psico-fisica in servizio è tra i casi di licenziamento con preavviso (art. 25, punto 2, lettera m); se però il suo comportamento ha messo a grave rischio persone o impianti si può arrivare al licenziamento senza preavviso (punto 3, lettera f). In ogni caso: contestazione scritta, 5 giorni per la difesa, poi la decisione. TFR e ratei restano dovuti.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi dimetto da operatore centrale?
    Dipende solo dall’anzianità, non dal livello: 15 giorni fino a 2 anni, un mese e mezzo da 2 a 10 anni, 2 mesi oltre 10 anni (metà del preavviso di licenziamento, art. 26).
    Posso essere licenziato senza preavviso?
    Solo per giusta causa. Il CCNL cita come esempi grave insubordinazione, furto, danneggiamento volontario, abbandono del posto o comportamenti che mettono in grave pericolo persone o impianti, rissa. Assenze ingiustificate oltre 4 giorni e alterazione psico-fisica in servizio portano invece al licenziamento con preavviso.
    Esiste la mobilità interna in caso di chiusura impianto?
    Sì, gruppi come Enel, Terna, A2A hanno politiche di mobilità interna: in caso di cessazione attività (es. dismissione centrale), il personale viene di solito ricollocato in altri impianti del gruppo con stessa anzianità.
    Le dimissioni online sono obbligatorie?
    Sì, con la procedura telematica del Ministero del lavoro, anche quelle per giusta causa. Sono escluse, tra l’altro, le dimissioni in prova e quelle in sede protetta; per i genitori nei primi 3 anni del figlio serve la convalida dell’Ispettorato.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per parametro, ferie 28 gg, permessi, congedi, maternità, esonero centrali, paternità, 13ª, 14ª, premi produttività, malattia, comporto, infortunio elettrico e prova per parametro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Settore Elettrico. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 169 bis L. Fall. – Contratti ((pendenti

    Art. 169 bis L. Fall. – Contratti ((pendenti

    Art. 169-bis L. Fall. – Contratti ((pendenti

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    ).

    Il debitore con il ricorso di cui all’articolo 161 o successivamente può chiedere che il Tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il giudice delegato con decreto motivato sentito l’altro contraente, assunte, ove occorra, sommarie informazioni, lo autorizzi a sciogliersi dai contratti ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti alla data della presentazione del ricorso.

    Su richiesta del debitore può essere autorizzata la sospensione del contratto per non più di sessanta giorni, prorogabili una sola volta.

    Lo scioglimento o la sospensione del contratto hanno effetto dalla comunicazione del provvedimento autorizzativo all’altro contraente.

    In tali casi, il contraente ha diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento.

    Tale credito è soddisfatto come credito anteriore al concordato , ferma restando la prededuzione del credito conseguente ad eventuali prestazioni eseguite legalmente e in conformità agli accordi o agli usi negoziali, dopo la pubblicazione della domanda ai sensi dell’articolo 161 .

    Lo scioglimento del contratto non si estende alla clausola compromissoria in esso contenuta.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai rapporti di lavoro subordinato nonché ai contratti di cui agli articoli 72, ottavo comma, 72-ter e 80 primo comma.

    In caso di scioglimento del contratto di locazione finanziaria, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a versare al debitore l’eventuale differenza fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o da altra collocazione del bene stesso avvenute a valori di mercato rispetto al credito residuo in linea capitale.

    La somma versata al debitore a norma del periodo precedente è acquisita alla procedura.

    Il concedente ha diritto di far valere verso il debitore un credito determinato nella differenza tra il credito vantato alla data del deposito della domanda e quanto ricavato dalla nuova allocazione del bene.

    Tale credito è soddisfatto come credito anteriore al concordato.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 169 L. Fall. – Norme applicabili

    Art. 169 L. Fall. – Norme applicabili

    Art. 169 L. Fall. – Norme applicabili

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Si applicano, con riferimento alla data di presentazione della domanda di concordato, le disposizioni degli articoli 45, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63.

    Si applica l’articolo 43, quarto comma, sostituendo al fallimento l’impresa ammessa al concordato preventivo .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • CCNL Call Center e BPO: tredicesima, premi e mensilità aggiuntive 2026

    CCNL Telecomunicazioni · Call Center e BPO

    CCNL Call Center e BPO: tredicesima, premi e mensilità aggiuntive 2026

    La tredicesima mensilità, il premio di risultato e le mensilità aggiuntive nel CCNL Telecomunicazioni CRM/BPO: quando spettano, come si calcolano i ratei e cosa prevede il rinnovo del novembre 2025.

    In sintesi

    Il CCNL Telecomunicazioni CRM/BPO prevede la tredicesima mensilità corrisposta a Natale, pari a una mensilità piena della retribuzione. La quattordicesima non è contrattualmente prevista (salvo accordi aziendali). Il premio di risultato può essere istituito tramite accordo aziendale con imposta sostitutiva dell’1% (2026-2027). Il rinnovo 2025 ha raddoppiato la contribuzione al fondo bilaterale di solidarietà all’1,6%.

    Dati contrattuali

    CCNL applicabile
    Telecomunicazioni – Parte speciale CRM/BPO
    Parti firmatarie
    Asstel (Assotelecomunicazioni) · Slc-Cgil · Fistel-Cisl · Uilcom-Uil
    Ultimo rinnovo
    11 novembre 2025
    Vigenza
    Trienni 2023-2025 e 2026-2028
    Ambito
    Aziende di outsourcing call center, CRM e Business Process Outsourcing

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive e premi – CCNL Telecomunicazioni CRM/BPO
    Istituto Previsione Note
    Tredicesima mensilità Obbligatoria (CCNL) Corrisposta entro il 24 dicembre, pari a 1 mensilità intera
    Quattordicesima mensilità Non prevista dal CCNL Possibile solo con accordo aziendale
    Premio di risultato Facoltativo, da accordo aziendale/territoriale Imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € (2026-2027)
    Fondo bilaterale di solidarietà 1,6% a carico azienda (rinnovo 2025) Raddoppiato rispetto alla percentuale precedente

    La tredicesima mensilità: quando e quanto spetta

    Il CCNL Telecomunicazioni impone al datore di corrispondere a ciascun lavoratore, in occasione della ricorrenza natalizia, una tredicesima mensilità di importo pari all’intera retribuzione mensile percepita. L’elemento si calcola considerando:

    • paga base tabellare;
    • contingenza;
    • terzo elemento (EDR, 10,33 €);
    • scatti di anzianità maturati;
    • eventuali superminimi individuali;
    • non si includono di norma le indennità variabili (turni, straordinari) calcolate a piede di lista, salvo diversa previsione aziendale.

    Il pagamento deve avvenire entro il 24 dicembre. Per i lavoratori che non hanno prestato servizio per l’intero anno (assunzioni o cessazioni in corso d’anno), spetta il rateo proporzionale: 1/12 per ogni mese intero di servizio; le frazioni pari o superiori a 15 giorni si computano come mese intero.

    La quattordicesima: non prevista dal CCNL

    Il CCNL Telecomunicazioni non prevede la quattordicesima mensilità. Il settore telecomunicazioni si differenzia in questo da altri CCNL (es. commercio, turismo) che riconoscono anche la quattordicesima. La quattordicesima può essere introdotta solo da:

    • accordi aziendali siglati con le RSA/RSU;
    • contratti individuali di miglior favore;
    • prassi aziendale consolidata che abbia acquisito natura di elemento retributivo fisso (giurisprudenza prevalente: sono necessari caratteri di abitualità e costanza).

    Il premio di risultato: tassazione agevolata e accordi aziendali

    Il CCNL incentiva la contrattazione di secondo livello per l’istituzione di premi di risultato collegati a indicatori di produttività, qualità, efficienza e innovazione organizzativa. I premi di risultato:

    • sono facoltativi e devono essere istituiti con accordo aziendale o territoriale depositato all’Ispettorato del Lavoro;
    • godono di tassazione agevolata: nel 2026 e nel 2027 l’imposta sostitutiva è dell’1% (anziché l’IRPEF progressiva), entro il limite annuo di 5.000 €, per chi nell’anno precedente ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 € (legge 208/2015 come modificata dalla legge di bilancio 2026);
    • devono essere collegati a indicatori misurabili e verificabili (es. KPI del call center: FCR, NPS, AHT, riduzione assenteismo, qualità delle interazioni).

    Il fondo bilaterale di solidarietà

    Il rinnovo dell’11 novembre 2025 ha raddoppiato la contribuzione datoriale al fondo bilaterale di solidarietà del settore telecomunicazioni, portandola all’1,6% della retribuzione imponibile. Questo fondo è uno strumento fondamentale di tutela del reddito per i lavoratori del settore in caso di crisi aziendale: eroga assegni di integrazione salariale e sostegno al reddito a lavoratori che non rientrano nell’ambito di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni ordinaria (tipicamente le aziende sotto le 5 dipendenti o in situazioni particolari).

    Casi pratici

    Tizio – Tredicesima dopo assunzione a metà anno
    Tizio viene assunto il 1° luglio 2026 come operatore di livello 2. A dicembre matura 6 mesi di servizio (luglio-dicembre). La tredicesima che gli spetta è il rateo di 6/12, pari a metà della mensilità (circa 748 € lordi sul minimo tabellare di 1.496 €). I mesi con assenza per ferie, malattia o maternità non azzerano il rateo: le assenze tutelate non interrompono la maturazione.
    Caia – Premio di risultato in un call center con accordo aziendale
    Caia lavora in un call center che ha siglato un accordo aziendale con il sindacato, prevedendo un premio di risultato massimo di 1.200 € annui collegato al raggiungimento di KPI qualitativi (soddisfazione clienti superiore al 90%) e di presenza (assenze inferiori al 5%). Caia raggiunge entrambi gli obiettivi: percepisce i 1.200 € con l’imposta sostitutiva dell’1% (12 €) invece dell’IRPEF ordinaria, che al 23% sarebbe stata di circa 276 €.
    Sempronio – Rinnovo senza quattordicesima
    Sempronio arriva da un’esperienza nel settore commercio, dove godeva di quattordicesima. Nel nuovo call center TLC la quattordicesima non è prevista dal CCNL. Prima di firmare il contratto, Sempronio verifica se l’azienda ha accordi aziendali integrativi che la prevedano. In assenza, si confronta con il sindacato e negozia un superminimo individuale non assorbibile che, pur non equivalendo a una quattordicesima strutturata, migliora il trattamento economico complessivo.

    Domande frequenti

    Il CCNL Telecomunicazioni prevede la quattordicesima?
    No. Il CCNL Telecomunicazioni prevede esclusivamente la tredicesima. La quattordicesima può essere istituita solo da accordo aziendale o contratto individuale di miglior favore.
    Quando viene pagata la tredicesima?
    Entro il 24 dicembre di ogni anno. L’importo è pari a una mensilità intera della retribuzione (paga base, contingenza, terzo elemento, scatti). Per chi non ha lavorato l’anno intero spetta il rateo proporzionale.
    Come si calcola il rateo di tredicesima?
    Un dodicesimo per ogni mese intero di servizio. Le frazioni ≥15 giorni valgono come mese intero. Durante ferie, malattia, maternità e infortunio la tredicesima matura regolarmente.
    Il premio di risultato è obbligatorio?
    No. È istituito volontariamente tramite accordo aziendale o territoriale, con imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno nel 2026 e nel 2027.
    Cosa sono i contributi al fondo bilaterale di solidarietà?
    Il fondo bilaterale di solidarietà del settore TLC eroga sostegno al reddito in caso di crisi aziendale. Il rinnovo 2025 ha portato la contribuzione datoriale all’1,6% della retribuzione.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi salariali 2026, come darle, preavviso e telematiche, preavviso, dimissioni e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità, paternità e congedi 2026 e malattia, infortunio e comporto 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni dell’11 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 168 L. Fall. – Effetti della presentazione del ricorso

    Art. 168 L. Fall. – Effetti della presentazione del ricorso

    Art. 168 L. Fall. – Effetti della presentazione del ricorso

    Effetti della presentazione del ricorso

  • Art. 167 L. Fall. – Amministrazione dei beni durante la procedura

    Art. 167 L. Fall. – Amministrazione dei beni durante la procedura

    Art. 167 L. Fall. – Amministrazione dei beni durante la procedura

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Durante la procedura di concordato, il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale … .

    I mutui, anche sotto forma cambiaria, le transazioni, i compromessi, le alienazioni di beni immobili, le concessioni di ipoteche o di pegno, le fideiussioni, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di terzi, le cancellazioni di ipoteche, le restituzioni di pegni, le accettazioni di eredità e di donazioni e in genere gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, compiuti senza l’autorizzazione scritta del giudice delegato, sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato.

    Con il decreto previsto dall’articolo 163 o con successivo decreto, il tribunale può stabilire un limite di valore al di sotto del quale non è dovuta l’autorizzazione di cui al secondo comma.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 166 L. Fall. – Pubblicità del decreto

    Art. 166 L. Fall. – Pubblicità del decreto

    Art. 166 L. Fall. – Pubblicità del decreto

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il decreto è pubblicato, a cura del cancelliere, a norma dell’articolo 17 .

    Il tribunale può, inoltre, disporne la pubblicazione in uno o più giornali, da esso indicati.

    Se il debitore possiede beni immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione, si applica la disposizione dell’articolo 88, secondo comma.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 165 L. Fall. – Commissario giudiziale

    Art. 165 L. Fall. – Commissario giudiziale

    Art. 165 L. Fall. – Commissario giudiziale

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il commissario giudiziale è, per quanto attiene all’esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale.

    Si applicano al commissario giudiziale gli articoli 36, 37, 38 e 39.

    Il commissario giudiziale fornisce ai creditori che ne fanno richiesta, valutata la congruità della richiesta medesima e previa assunzione di opportuni obblighi di riservatezza, le informazioni utili per la presentazione di proposte concorrenti, sulla base delle scritture contabili e fiscali obbligatorie del debitore, nonché ogni altra informazione rilevante in suo possesso.

    In ogni caso si applica il divieto di cui all’articolo 124, comma primo, ultimo periodo.

    La disciplina di cui al terzo comma si applica anche in caso di richieste, da parte di creditori o di terzi, di informazioni utili per la presentazione di offerte ai sensi dell’articolo 163-bis .

    Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al pubblico ministero i fatti che possono interessare ai fini delle indagini preliminari in sede penale e dei quali viene a conoscenza nello svolgimento delle sue funzioni .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 164 L. Fall. – Decreti del giudice delegato

    Art. 164 L. Fall. – Decreti del giudice delegato

    Art. 164 L. Fall. – Decreti del giudice delegato

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    I decreti del giudice delegato sono soggetti a reclamo a norma dell’articolo 26.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

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