Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 3 D.Lgs. 151/2001 – Divieto di discriminazione
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. È vietata qualsiasi discriminazione per ragioni connesse al sesso, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, con particolare riguardo ad ogni trattamento meno favorevole in ragione dello stato di gravidanza, nonché di maternità o paternità, anche adottive, ovvero in ragione della titolarità e dell’esercizio dei relativi diritti.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Il contratto con il quale l'autore concede la facoltà di rappresentare in pubblico un'opera drammatica, drammatico-musicale, coreografica, pantomimica o qualunque altra opera destinata alla rappresentazione, è regolato, oltrechè dalle disposizioni contenute nei codici, dalle disposizioni generali di questo capo e dalle disposizioni particolari che seguono.
Salvo patto contrario, la concessione di detta facoltà non è esclusiva e non è trasferibile ad altri.
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. Ai fini del presente testo unico:
a) per «congedo di maternità» si intende l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice;
a-bis) per «congedo di paternità» si intende l’astensione dal lavoro del lavoratore, che ne fruisce in via autonoma ai sensi dell’articolo 27-bis del presente decreto;
b) per «congedo di paternità alternativo» si intende l’astensione dal lavoro del lavoratore, in alternativa al congedo di maternità nei casi previsti dall’articolo 28 del presente decreto;
c) per «congedo parentale» si intende l’astensione facoltativa della lavoratrice o del lavoratore;
d) per «congedo per la malattia del figlio» si intende l’astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della malattia stessa;
e) per «lavoratrice» o «lavoratore», salvo che non sia altrimenti specificato, si intendono i dipendenti, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro nonché i soci lavoratori di cooperative.
2. Le indennità di cui al presente testo unico corrispondono, per le pubbliche amministrazioni, ai trattamenti economici previsti, ai sensi della legislazione vigente, da disposizioni normative e contrattuali. I trattamenti economici non possono essere inferiori alle predette indennità.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Non possono aprirsi o condursi agenzie di prestiti su pegno o altre agenzie di affari, quali che siano l'oggetto e la durata, anche sotto forma di agenzie di vendita, di esposizioni, mostre o fiere campionarie e simili, senza darne comunicazione al Questore .
La comunicazione è necessaria anche per l'esercizio del mestiere di sensale o di intromettitore.
COMMA ABROGATO DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012, N. 5 , CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 4 APRILE 2012, N. 35
.
La comunicazione vale esclusivamente pei locali in essa indicati.
È ammessa la rappresentanza.
Le attività di recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi sono soggette alla licenza del Questore. A esse si applica il quarto comma del presente articolo e la licenza del questore abilita allo svolgimento delle attività di recupero senza limiti territoriali, osservate le prescrizioni di legge o di regolamento e quelle disposte dall'autorità.
Per le attività previste dal sesto comma del presente articolo, l'onere di affissione di cui all'articolo 120 può essere assolto mediante l'esibizione o comunicazione al committente della licenza e delle relative prescrizioni, con la compiuta indicazione delle operazioni consentite e delle relative tariffe.
Il titolare della licenza è, comunque, tenuto a comunicare preventivamente all'ufficio competente al rilascio della stessa l'elenco dei propri agenti, indicandone il rispettivo ambito territoriale, ed a tenere a disposizione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza il registro delle operazioni. I suoi agenti sono tenuti ad esibire copia della licenza ad ogni richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza ed a fornire alle persone con cui trattano compiuta informazione della propria qualità e dell'agenzia per la quale operano.
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
È vietata l'inserzione, nei giornali o in altri scritti periodici, di avvisi o corrispondenze di qualsiasi genere che, anche in modo indiretto o simulato, o con un pretesto terapeutico o scientifico, si riferiscano ai mezzi diretti a impedire la procreazione o a procurare l'aborto. 40
È altresì vietata l'inserzione di corrispondenze o di avvisi a morosi. (36)
È, inoltre, vietato di pubblicare, nei giornali o in altri scritti periodici, ritratti dei suicidi o di persone che abbiano commesso delitti.
I giornali o gli scritti periodici, con cui si contravviene alle disposizioni di questo articolo, sono sequestrati in via amministrativa dall'autorità locale di pubblica sicurezza.(13)
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità
1. Il presente testo unico disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità e paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno economico alla maternità e alla paternità.
2. Sono fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi, e da ogni altra disposizione.
D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 2, valutati in 2 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 54 D.Lgs. 81/2015 – Stabilizzazione dei collaboratori
D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)
1. Allo scopo di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nonché di garantire il corretto utilizzo dei contratti di lavoro autonomo, i datori di lavoro privati che procedano, a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, ad assumere con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto possono estinguere i pregressi rapporti di collaborazione attraverso un atto scritto di conciliazione.
2. Le parti, con la sottoscrizione dell’atto conciliativo, dichiarano estinti i rapporti di collaborazione intercorsi in precedenza tra loro, e il lavoratore rinuncia a qualsiasi pretesa in relazione ai pregressi rapporti, ivi compresa quella relativa alla loro qualificazione come rapporti di lavoro subordinato, e il datore di lavoro si impegna a non esercitare futura azione per il recupero delle somme eventualmente già versate al lavoratore in esecuzione dei pregressi rapporti di collaborazione.
3. L’atto di conciliazione non è efficace se non depositato presso la Direzione territoriale del lavoro competente per territorio, che lo approva con decreto.
4. Nel caso in cui siano state già avviate azioni per il recupero di contributi previdenziali e assistenziali non versati, gli oneri previdenziali e assistenziali delle annualità precedenti all’assunzione si prescrivono entro il termine di cinque anni dalla data di conclusione dell’atto di conciliazione.
Cosa sono le ritenute riattribuite: le ritenute d’acconto che clienti o banche hanno trattenuto sui pagamenti alla società di persone vengono ‘girate’ ai soci, in proporzione alle quote, perche li usino nella propria dichiarazione.
Dove si indicano nella dichiarazione SP: le ritenute subite dalla societa compaiono nel quadro RO, sezione II, campo 12 di ogni socio. La somma va poi nel quadro RX (rigo RX51, colonna 3) della dichiarazione della societa.
Come le usa il socio: il socio persona fisica porta la propria quota di ritenuta nella dichiarazione IRPEF (modello Redditi PF o 730) come credito d’acconto, riducendo l’imposta dovuta o generando un rimborso.
Proporzionale alle quote: la riattribuzione avviene in base alla percentuale di partecipazione agli utili risultante dall’atto costitutivo o dalla scrittura privata autenticata.
Prospetto ai soci: la societa e obbligata a rilasciare a ogni socio un prospetto che indica, tra l’altro, le ritenute d’acconto imputabili, distinguendo tra ritenute effettivamente pagate e ritenute figurative.
Ritenute figurative: alcune convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni riconoscono crediti per imposte estere anche se non effettivamente versate; anche questi crediti vanno comunicati ai soci nel prospetto.
Perche la societa non usa da sola le ritenute che ha subito
Immaginate che un cliente della SNC paghi una fattura trattenendo il 4% a titolo di ritenuta d’acconto. Quella somma finisce all’Agenzia delle Entrate, non alla SNC. Ma poiche la SNC non paga IRPEF (la pagano i soci), quella ritenuta deve in qualche modo tornare utile. Il meccanismo si chiama riattribuzione.
In pratica la societa raccoglie tutte le ritenute subite nell’anno – da clienti, da banche sugli interessi attivi, da chiunque abbia effettuato una trattenuta – e le distribuisce ai soci come credito d’imposta, in proporzione alle quote di partecipazione agli utili. Ogni socio inserisce poi quella quota nella propria dichiarazione IRPEF come acconto gia versato, e la scala dall’imposta dovuta.
Le istruzioni Redditi SP 2026 dell’Agenzia delle Entrate regolano questo meccanismo nel quadro RO della dichiarazione SP. In particolare, la sezione II del quadro RO e dedicata all’elenco dei soci: per ciascuno si compila il campo 12 con l’importo delle ritenute riattribuite. La somma di tutti questi importi confluisce nel quadro RX (rigo RX51, colonna 3) della dichiarazione della societa, a bilancio del meccanismo.
Un aspetto importante: nel prospetto che la societa rilascia al socio, le ritenute vanno indicate separatamente tra quelle ‘effettivamente pagate’ (ritenute ordinarie) e quelle ‘figurative’ (cioe crediti d’imposta riconosciuti da convenzioni internazionali contro la doppia imposizione anche senza versamento effettivo). Per il socio e una distinzione rilevante ai fini del calcolo del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero.
Ritenute riattribuite: schema del flusso
Fase
Soggetto
Cosa accade
Cliente o banca effettua la ritenuta
Terzo sostituto d'imposta
Trattiene la ritenuta d'acconto e la versa all'Erario per conto della SNC
Calcolo e indicazione nella dichiarazione SP
SNC o SAS
Indica nel quadro RO, campo 12 di ogni socio, la quota di ritenuta spettante; il totale va in RX51 col. 3
Rilascio del prospetto
SNC o SAS
Consegna a ogni socio il prospetto con la quota di ritenute effettive e figurative
Utilizzo nella dichiarazione personale
Singolo socio
Inserisce la propria quota di ritenuta come acconto IRPEF nella propria dichiarazione (Redditi PF o 730)
Effetto finale
Fisco
La ritenuta gia versata dal terzo riduce il debito IRPEF del socio; se eccede, genera rimborso
Esempio pratico
Alfa SNC (consulenza, due soci: Tizio al 60% e Caio al 40%) ha subito nel 2025 ritenute d’acconto totali per 6.000 euro (principalmente da clienti che pagano con ritenuta del 20% sui compensi). La SNC non le puo usare direttamente: le riattribuisce ai soci. Nel campo 12 del quadro RO, per Tizio indica 3.600 euro (60% di 6.000) e per Caio 2.400 euro (40% di 6.000). La SNC riporta in RX51 il totale di 6.000 euro. Tizio inserisce i suoi 3.600 euro come acconto nella propria dichiarazione IRPEF: se la sua imposta lorda ammonta a 10.000 euro, paga solo 6.400 euro. Caio fa lo stesso con i suoi 2.400 euro.
Documenti necessari
Certificazione unica (CU) rilasciata dai clienti o dagli istituti di credito con le ritenute effettuate
Modello Redditi SP 2026 (quadro RO, sezione II, campo 12 per ogni socio; quadro RX rigo RX51)
Prospetto da rilasciare ai soci con ritenute effettive e figurative, distinte per anno e Stato estero se applicabile
Dichiarazione IRPEF del socio (modello Redditi PF o modello 730) dove inserire la quota di ritenute
Documentazione delle convenzioni internazionali se vi sono ritenute figurative da crediti d’imposta esteri
Tizio socio di Alfa SNC: ritenuta da cliente aziendale compensa l'IRPEF
Scenario. Alfa SNC eroga consulenze a un’azienda che applica la ritenuta d’acconto del 20% sulle fatture. Nel 2025 le ritenute subite sono 8.000 euro. I soci sono Tizio (quota 70%) e Caio (quota 30%). Tizio ha anche redditi da fabbricati.
Come si applica. La SNC riattribuisce a Tizio 5.600 euro (70% di 8.000) e a Caio 2.400 euro. Tizio indica i 5.600 euro nel quadro dedicato alle ritenute della propria dichiarazione IRPEF. La sua IRPEF lorda e 15.000 euro: dopo le detrazioni standard e la ritenuta riattribuita di 5.600 euro, il saldo da versare scende a circa 9.000 euro. Caio, con un’imposta lorda di 3.000 euro, usa i suoi 2.400 euro come acconto: versera solo 600 euro.
In pratica
Le ritenute riattribuite si inseriscono nella dichiarazione del socio come se lui stesso avesse subito quelle ritenute: funzionano esattamente come gli acconti d’imposta versati direttamente.
Se le ritenute riattribuite eccedono l’IRPEF dovuta dal socio, la differenza genera un credito d’imposta che il socio puo chiedere a rimborso o utilizzare in compensazione negli anni successivi.
Caio e il credito figurativo da redditi esteri: il prospetto SP e fondamentale
Scenario. Beta SAS ha incassato nel 2025 proventi da una partecipazione estera in uno Stato con cui l’Italia ha una convenzione contro la doppia imposizione che prevede ritenute figurative. Caio e socio al 50%.
Come si applica. Le ritenute figurative (quelle che la convenzione riconosce anche se lo Stato estero non le ha effettivamente prelevate) vengono indicate dalla SAS nel prospetto rilasciato a Caio, separatamente dalle ritenute ordinarie. Caio utilizza queste informazioni per calcolare il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero nella propria dichiarazione. Il prospetto deve indicare: l’anno di percezione del reddito estero, l’ammontare del reddito prodotto in ciascuno Stato e la relativa imposta (effettiva o figurativa) riferita alla quota di partecipazione del socio.
In pratica
Il prospetto che la societa rilascia al socio e un documento fondamentale: senza di esso il socio non puo correttamente calcolare il credito d’imposta per i redditi esteri ne inserire le ritenute nella dichiarazione.
Le ritenute figurative non sono una anomalia: le prevedono espressamente molte convenzioni bilaterali e le istruzioni Redditi SP le disciplinano nel punto 6 del prospetto da rilasciare ai soci.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
La societa di persone deve versare qualcosa all'Agenzia delle Entrate per le ritenute subite?
No. Le ritenute le versa il sostituto d’imposta (il cliente o la banca) direttamente all’Erario. La societa non deve fare nulla di ulteriore: deve solo raccogliere le Certificazioni Uniche ricevute e ripartire le ritenute tra i soci nel quadro RO della dichiarazione SP.
Cosa succede se la societa non rilascia il prospetto ai soci?
Il prospetto e obbligatorio per legge. Senza di esso i soci non possono inserire correttamente le ritenute nelle proprie dichiarazioni, rischiando di pagare piu IRPEF del dovuto o di perdere crediti d’imposta spettanti.
Le ritenute si ripartiscono sempre in base alle quote di partecipazione agli utili?
Si. La quota di ritenute spettante a ogni socio segue la stessa percentuale di partecipazione agli utili indicata nell’atto costitutivo o nella scrittura privata autenticata. Se le quote non sono documentate si presumono proporzionali ai conferimenti, e se nemmeno quelli sono noti, si presumono uguali tra tutti i soci.
Il socio accomandante di una SAS riceve anche lui le ritenute riattribuite?
Si. L’imputazione delle ritenute segue la quota di partecipazione agli utili, indipendentemente dalla qualita di socio accomandante o accomandatario. Tutti i soci ricevono la propria quota di ritenute nel prospetto.
Se le ritenute riattribuite superano l'IRPEF del socio, cosa fa il socio?
Il socio indica comunque le ritenute nella propria dichiarazione. Se l’imposta netta risultante e negativa (cioe le ritenute superano l’IRPEF dovuta), il socio puo scegliere di chiedere il rimborso della differenza oppure di usarla come credito d’imposta da scomputare nell’anno successivo.
Devono essere riattribuite solo le ritenute d'acconto o anche le ritenute a titolo d'imposta?
Le ritenute che la societa riattribuisce ai soci sono quelle a titolo d’acconto, cioe quelle che non estinguono l’obbligazione tributaria ma rappresentano un pagamento parziale anticipato dell’imposta. Le ritenute a titolo d’imposta definitivo, se applicabili, non si riattribuiscono perche esauriscono gia il prelievo sulla specifica fonte di reddito.
Art. 53 D.Lgs. 81/2015 – Superamento associazione in partecipazione
D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’articolo 2549, secondo comma, del codice civile è sostituito dal seguente: «Nel caso in cui l’associato sia una persona fisica, l’apporto di quest’ultimo non può consistere, nemmeno in parte, in una prestazione di lavoro.»
2. In ogni caso, i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto restano in vigore fino alla loro scadenza naturale e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2015.
Art. 52 D.Lgs. 81/2015 – Superamento del contratto a progetto
D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati gli articoli da 61 a 69-bis del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, con salvezza delle collaborazioni coordinate e continuative nella forma del lavoro a progetto o con programma di lavoro o fase di esso stipulate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, che restano in vigore fino alla loro scadenza e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2015.
2. Sono fatte salve le specifiche discipline delle collaborazioni coordinate e continuative comunque denominate previste in accordi collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Nessuna detrazione ordinaria per gli adulti: la legge prevede la detrazione sportiva esclusivamente per ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni.
Limite di 210 euro per ragazzo: la detrazione del 19% si calcola su un importo massimo di 210 euro per ciascun ragazzo iscritto ad attività sportiva dilettantistica.
Palestre, piscine e associazioni sportive: la detrazione copre iscrizioni annuali e abbonamenti a strutture destinate alla pratica sportiva dilettantistica.
Eccezione sanitaria per gli adulti: se il medico prescrive attività fisica come parte di un percorso terapeutico, le relative spese mediche possono rientrare nelle spese sanitarie detraibili al 19%.
Pagamento tracciabile richiesto: per fruire della detrazione il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili e il documento deve contenere dati precisi.
Detrazione soggetta al riordino: per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, questa detrazione rientra tra quelle soggette ai nuovi limiti introdotti dalla legge di Bilancio 2025.
La detrazione per attività sportiva: a chi spetta davvero
Se stai cercando una detrazione fiscale per la tua palestra, la tua piscina o il tuo abbonamento sportivo, la risposta diretta è: per gli adulti non esiste. La detrazione prevista per le attività sportive riguarda esclusivamente i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni che praticano sport dilettantistico. La norma non prevede alcuna agevolazione analoga per le spese sportive sostenute dai genitori o da qualsiasi persona maggiorenne che non rientri in quella fascia d’età.
La detrazione sportiva vale il 19% della spesa, ma su un importo massimo di 210 euro per ciascun ragazzo. In pratica, il risparmio fiscale massimo per figlio è di circa 40 euro (il 19% di 210 euro). La struttura deve essere un’associazione sportiva, una palestra, una piscina o un altro impianto sportivo destinato alla pratica dilettantistica. Conta anche la fascia d’età: la detrazione spetta per l’intero anno d’imposta anche se i 5 o i 18 anni vengono compiuti nel corso del 2025.
Per gli adulti l’unica via per recuperare qualcosa è attraverso il canale sanitario: se un medico prescrive un’attività fisica specifica come parte di un percorso terapeutico – ad esempio riabilitazione motoria, fisioterapia in piscina o un programma di esercizio terapeutico certificato – le spese per quelle prestazioni possono rientrare tra le spese sanitarie detraibili al 19% nel rigo E1. Ma si tratta di prestazioni cliniche, non di un abbonamento in palestra.
Questa distinzione è importante: un abbonamento mensile in palestra pagato da un adulto, anche se fa bene alla salute, non è detraibile. Lo diventano solo le prestazioni sanitarie rese da professionisti abilitati – fisioterapista, medico dello sport – nell’ambito di un trattamento terapeutico, documentato da fattura che indica la prestazione e la figura professionale.
Detrazione sportiva: chi può e chi non può
Soggetto
Detrazione sportiva
Note
Ragazzo 5-18 anni (sport dilettantistico)
Sì, 19% su max 210 euro/ragazzo
Codice 16, rigo E8-E10
Adulto over 18 con abbonamento palestra
No
Nessuna detrazione specifica
Adulto con prescrizione medica (fisioterapia, riabilitazione)
Sì, come spesa sanitaria al 19%
Rigo E1, franchigia 129,11 euro
Esempio pratico
Tizio ha due figli: uno di 10 anni iscritto a nuoto (quota annua 350 euro) e uno di 20 anni appassionato di calcetto. Lui stesso ha un abbonamento in palestra da 600 euro l’anno. Per il figlio di 10 anni, Tizio indica nel 730 l’importo massimo consentito di 210 euro (non 350, perche il limite per ragazzo e proprio 210 euro): la detrazione del 19% e pari a 39,90 euro. Per il figlio di 20 anni e per il proprio abbonamento non spetta alcuna detrazione sportiva, perche entrambi hanno piu di 18 anni. Se invece Tizio avesse pagato 12 sedute di fisioterapia in piscina prescritte dal medico, quelle spese andrebbero nel rigo E1 come spese sanitarie, con la franchigia di 129,11 euro.
Documenti necessari
Per la detrazione sportiva ragazzi: bollettino bancario o postale, fattura o ricevuta da cui risultino la denominazione e la sede della struttura sportiva, la causale del pagamento, l’attivita sportiva praticata, l’importo pagato, i dati anagrafici del ragazzo e il codice fiscale di chi paga
Per le prestazioni sanitarie (adulti con prescrizione medica): fattura o ricevuta del professionista sanitario (fisioterapista, medico) con indicazione della prestazione e della figura professionale
Ricevuta del pagamento tracciabile (bonifico, estratto conto, ricevuta carta) per entrambe le tipologie di spesa
Genitore che iscrive il figlio a calcio: quanto recupera?
Scenario. Caio ha un figlio di 13 anni iscritto a una societa sportiva dilettantistica di calcio. Ha pagato l’iscrizione annuale di 300 euro e il costo del materiale (tuta, scarpe) di 150 euro. Ha pagato tutto con bonifico bancario.
Come si applica. La detrazione spetta solo per la quota di iscrizione annuale o abbonamento, non per l’acquisto di attrezzature o abbigliamento sportivo. Il limite per ragazzo e di 210 euro: Caio potra indicare nel 730 soltanto 210 euro (non 300). La detrazione del 19% su 210 euro e pari a 39,90 euro. Le 150 euro per la tuta e le scarpe non danno diritto ad alcuna agevolazione.
In pratica
Detrai al massimo 210 euro per ragazzo: se hai pagato di piu, l’eccedenza non conta.
Solo iscrizioni e abbonamenti alla struttura sportiva: attrezzature, abbigliamento e trasferte non sono detraibili.
Conserva il documento di pagamento con tutti i dati richiesti: denominazione societa, attivita sportiva, dati del ragazzo e del pagante.
Adulto con problema alla schiena: la palestra non basta
Scenario. Sempronio, 45 anni, ha un abbonamento annuale in palestra da 720 euro per fare ginnastica su consiglio del medico a causa di una lombalgia cronica. Il medico gli ha anche prescritto 10 sedute di fisioterapia (500 euro totali).
Come si applica. L’abbonamento in palestra da 720 euro non e detraibile: per gli adulti non esiste una detrazione per le spese di palestra, nemmeno se consigliate dal medico. Le 10 sedute di fisioterapia (500 euro), invece, sono detraibili al 19% come spese sanitarie nel rigo E1, perche si tratta di prestazioni rese da un professionista sanitario abilitato. La detrazione si calcola sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro applicata sul totale delle spese sanitarie dell’anno.
In pratica
L’abbonamento in palestra per adulti non si detrae, nemmeno con il consiglio del medico: manca una norma specifica.
Le sedute di fisioterapia prescritte dal medico si detraggono al 19% come spese sanitarie nel rigo E1.
Il confine e tra ‘prestazione sanitaria’ (fisioterapia, riabilitazione) e ‘attivita sportiva autonoma’ (palestra, piscina): solo la prima e detraibile per gli adulti.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
No. La detrazione per attivita sportiva e prevista solo per ragazzi tra 5 e 18 anni che praticano sport dilettantistico, con un limite di 210 euro per ragazzo. Non esiste una norma analoga per gli adulti.
Fino a che importo si puo detrarre lo sport per i figli?
Il limite massimo e di 210 euro per ragazzo. La detrazione del 19% su questo importo corrisponde a un risparmio fiscale massimo di circa 39,90 euro per figlio. Se hai due figli iscritti a sport diversi, il limite di 210 euro si applica a ciascuno separatamente.
La piscina o la palestra sono detraibili per i ragazzi solo se sono associazioni sportive?
La detrazione spetta per iscrizioni ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. La struttura deve rilasciare un documento con tutti i dati richiesti (denominazione, attivita praticata, dati del ragazzo, importo, codice fiscale del pagante).
Posso detrarre le sedute in piscina prescritte dal medico se sono adulto?
Dipende dalla natura della prestazione. Se si tratta di fisioterapia o riabilitazione in acqua svolta da un fisioterapista, la spesa e detraibile come spesa sanitaria nel rigo E1. Se invece e un normale abbonamento alla piscina, anche con consiglio medico, non e detraibile.
La detrazione sportiva per i ragazzi e soggetta al riordino delle detrazioni per redditi alti?
Si. Le spese per attivita sportive dei ragazzi rientrano nel riordino delle detrazioni introdotto dalla legge di Bilancio 2025 per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. A differenza delle spese sanitarie, questa detrazione non e esclusa dal riordino.
Cosa devo conservare per detrarre lo sport del figlio?
Il bollettino di pagamento, la fattura o la ricevuta deve indicare: denominazione e sede della struttura sportiva, causale del pagamento, attivita sportiva praticata, importo pagato, dati anagrafici del ragazzo e codice fiscale di chi paga. Il pagamento deve essere tracciabile.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.