In sintesi
- Regola generale: per le seconde case non locate, l’IMU sostituisce l’IRPEF e le addizionali. Il reddito catastale non entra nel calcolo delle imposte sui redditi.
- Va comunque dichiarata: anche se l’IMU sostituisce l’IRPEF, la seconda casa va indicata nel quadro B del 730. Chi presta assistenza fiscale calcolerà solo i redditi degli immobili in locazione.
- Eccezione: immobile nello stesso Comune dell’abitazione principale: se la seconda casa non locata si trova nello stesso Comune della tua casa principale, il reddito catastale concorre all’IRPEF per il 50% (codice 3 in colonna 12 ‘Casi particolari IMU’).
- Esenzione totale IMU: alcuni immobili sono totalmente esenti da IMU (ad esempio certi fabbricati rurali o categorie specifiche). In questo caso si applica IRPEF anche se l’immobile non è locato (codice 1 in colonna 12).
- Immobili locati: se la seconda casa è affittata, si paga IRPEF sul reddito da locazione (o cedolare secca in alternativa). L’IMU non sostituisce l’IRPEF sugli immobili locati.
- Comodato gratuito a familiari: l’IMU può ridursi al 50% (parenti in linea retta di primo grado che usano la casa come abitazione principale) ma non è azzerata; l’IRPEF è sostituita dall’IMU (codice 10 in colonna 2 se il familiare vi dimora abitualmente), salvo il 50% quando la casa è nello stesso Comune della tua abitazione principale.
IMU e IRPEF sulla seconda casa: chi paga cosa
Se possiedi una seconda casa – cioè un immobile che non usi come abitazione principale – la questione fiscale ruota attorno a un principio: l’IMU (Imposta Municipale Propria) e l’IRPEF non si sommano per gli immobili non affittati. In generale, se paghi l’IMU sulla seconda casa sfitta, non devi pagare anche l’IRPEF sullo stesso reddito catastale: l’IMU lo ‘sostituisce’.
Questo non significa però che la seconda casa sparisca dalla dichiarazione. Va comunque indicata nel quadro B del Modello 730, con il codice di utilizzo corretto. È chi ti presta assistenza fiscale (CAF, intermediario abilitato, patronato) a fare i conti: il software calcola il reddito solo sugli immobili che effettivamente producono IRPEF, cioè quelli in locazione.
Esistono però due eccezioni importanti che molti contribuenti ignorano. La prima: se la seconda casa non locata si trova nello stesso Comune della tua abitazione principale, il reddito catastale concorre all’IRPEF, ma solo per il 50%. La seconda: se l’immobile è esente totalmente dall’IMU, allora si applica l’IRPEF anche se non è affittato.
La situazione cambia radicalmente se la seconda casa è data in affitto. In quel caso l’IMU non sostituisce l’IRPEF: paghi entrambe. Il reddito da locazione entra nel 730 e viene tassato – con le aliquote IRPEF ordinarie o con la cedolare secca, se scegli questo regime.
| Situazione della seconda casa | IMU | IRPEF nel 730 | Codice col. 12 |
|---|---|---|---|
| Non locata, comune diverso da abitazione principale | Sì | No (IMU sostituisce) | – |
| Non locata, stesso comune dell'abitazione principale | Sì | Sì, al 50% del reddito catastale | 3 |
| Totalmente esente da IMU (es. certi fabbricati rurali) | No | Sì, per intero | 1 |
| Locata a canone libero (tassazione ordinaria) | Sì | Sì, sul canone (codice utilizzo 3) | – |
| Locata con cedolare secca (21%, 10% per il canone concordato) | Sì | Cedolare sostitutiva IRPEF | – |
| In comodato a familiare che vi dimora (codice 10) | Sì; ridotta al 50% solo per i parenti in linea retta di primo grado che la usano come abitazione principale | No (IMU sostituisce); 50% se è nello stesso Comune della tua abitazione principale | 3 se nello stesso Comune |
Esempio pratico
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Tizio ha la sua abitazione principale a Milano e possiede una seconda casa a Bologna (comune diverso). La casa di Bologna è sfitta. Tizio paga l’IMU al Comune di Bologna ma nel 730/2026 non paga IRPEF su quell’immobile: indica il fabbricato nel quadro B con codice 2 in colonna 2. Se invece la seconda casa fosse a Milano (stesso Comune), Tizio dovrebbe indicare il codice 3 in colonna 12 (‘Casi particolari IMU’) e pagherebbe IRPEF sul 50% della rendita catastale rivalutata.
Documenti necessari
- Visura catastale dell’immobile (rendita e categoria catastale)
- Ricevuta IMU versata per il 2025
- Contratto di locazione (se l’immobile è affittato)
- Certificazione Unica 2026 o documentazione del canone percepito (per immobili locati)
- Eventuale atto di comodato (se l’immobile è dato gratuitamente a familiari)
Seconda casa sfitta in un altro Comune: l’IMU sostituisce l’IRPEF
Scenario. Caio vive e lavora a Roma (abitazione principale in affitto, quindi non di sua proprietà) e possiede un appartamento ereditato a Napoli, tenuto a disposizione e non affittato.
Come si applica. Caio paga l’IMU al Comune di Napoli e nel 730/2026 indica l’appartamento di Napoli nel quadro B con codice 2 in colonna 2 (Utilizzo). Non deve pagare IRPEF su quell’immobile: l’IMU la sostituisce. In colonna 12 non indica nessun codice speciale. Chi compila il 730 non calcolerà reddito imponibile IRPEF per questo immobile.
In pratica
- Anche se non paghi IRPEF sulla seconda casa sfitta, l’immobile va dichiarato nel quadro B: la legge lo richiede.
- Conserva le ricevute dei versamenti IMU: in caso di controllo, dimostrano che l’imposta sostitutiva è stata pagata.
Seconda casa nello stesso Comune della principale: IRPEF al 50%
Scenario. Sempronio abita in una casa di sua proprietà a Torino (abitazione principale, codice 1). Possiede anche un secondo appartamento sempre a Torino, sfitto, che usa come deposito.
Come si applica. Sempronio indica il secondo appartamento nel quadro B con codice 2 in colonna 2 e codice 3 in colonna 12 (‘Casi particolari IMU’). Questo segnala che l’immobile non locato è situato nello stesso Comune della sua abitazione principale. Il reddito catastale di quell’appartamento concorrerà all’IRPEF, ma solo per il 50%. Sempronio paga sia l’IMU che una quota ridotta di IRPEF.
In pratica
- La regola del 50% si applica solo agli immobili ad uso abitativo (categorie catastali da A/1 ad A/11, escluso A/10) non locati e assoggettati a IMU.
- Se il secondo appartamento nel medesimo Comune fosse invece locato, si applicherebbe la tassazione ordinaria (o cedolare secca) sul canone intero, senza la riduzione al 50%.
Come si calcola l’IRPEF sulla seconda casa nello stesso Comune
Per gli immobili ad uso abitativo non locati e soggetti a IMU, situati nello stesso Comune dell’abitazione principale, l’art. 9, comma 9, del D.Lgs. 23/2011 fa concorrere il reddito alla base imponibile IRPEF e delle addizionali nella misura del 50%. In pratica: nel quadro B si indica la rendita catastale non rivalutata (colonna 1) e il CAF o l’intermediario applica la rivalutazione del 5%; il reddito imponibile è quindi rendita × 1,05 × 50%. Su quel reddito si pagano IRPEF e addizionali con le aliquote del tuo scaglione.
Esempio numerico (redditi 2025, 730/2026)
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Sempronio ha una seconda casa non locata, nello stesso Comune della sua abitazione principale, con rendita catastale di 800 euro. Rendita rivalutata: 800 × 1,05 = 840 euro. Reddito imponibile: 840 × 50% = 420 euro. Se il suo reddito complessivo ricade nello scaglione IRPEF del 35% (da 28.000 a 50.000 euro per i redditi 2025), l’IRPEF su quell’immobile è 420 × 35% = 147 euro, a cui si aggiungono le addizionali comunale e regionale. L’IMU si paga a parte, al Comune.
Box, garage e pertinenze della seconda casa: quali codici
Il 50% vale solo per gli immobili ad uso abitativo (categorie catastali da A/1 ad A/11, escluso A/10). Un secondo box o una cantina non sono abitazioni: se non sono locati, l’IMU sostituisce l’IRPEF e nella colonna 2 del quadro B si usano i codici previsti dalle istruzioni del 730/2026:
| Situazione | Codice col. 2 |
|---|---|
| Box o cantina con autonoma rendita, pertinenza dell’abitazione principale | 5 (colonna 12: codice 2 se la pertinenza paga l’IMU) |
| Pertinenza di un immobile tenuto a disposizione | 9 |
| Altro immobile non abitativo non locato (secondo garage autonomo, magazzino) | 9 |
| Unità prive di allacciamento a luce, acqua e gas e di fatto non utilizzate (con dichiarazione sostitutiva) | 9 |
Se l’immobile è in comproprietà o in usufrutto, nel quadro B si indicano i giorni di possesso (colonna 3) e la percentuale di possesso: l’IRPEF, quando dovuta, riguarda solo la tua quota.
Seconda casa data in comodato a un figlio o a un familiare
Le istruzioni del 730/2026 mettono il comodato (codici 2, 9, 10 e 15 della colonna 2) tra i fabbricati non locati per i quali l’IMU sostituisce l’IRPEF e le addizionali, con le stesse due eccezioni: esenzione totale dall’IMU e immobile abitativo nello stesso Comune dell’abitazione principale. Il codice 10 vale per l’abitazione data in uso gratuito a un familiare che vi dimora abitualmente, risultante dall’iscrizione anagrafica. Dal 2016 la riduzione al 50% dell’IMU prevista per il comodato ai parenti in linea retta di primo grado (legge 208/2015, art. 1, comma 10) non è un’esenzione: per questo in colonna 12 non si indica il codice 1. Le condizioni per ottenere la riduzione IMU sono nella pagina dedicata al comodato ai figli: IMU e IRPEF nel 730.
L’IMU si paga o si indica nel 730? E se l’IMU supera l’IRPEF?
L’IMU è un’imposta del Comune: non si calcola né si versa con il 730. Nel 730 si indica l’immobile nel quadro B (rendita, utilizzo, eventuali casi particolari in colonna 12) e il software applica la regola. Non esiste un confronto tra le due imposte: per i beni non locati l’art. 8, comma 1, del D.Lgs. 23/2011 stabilisce che l’IMU sostituisce l’IRPEF e le addizionali sui redditi fondiari, quindi l’IRPEF non si paga a prescindere da quale delle due sarebbe stata più alta. Fanno eccezione gli immobili esenti da IMU e, nella misura del 50%, gli abitativi nello stesso Comune.
Quando la seconda casa non obbliga a presentare la dichiarazione
Le istruzioni del 730/2026 esonerano dalla dichiarazione il contribuente che possiede soltanto l’abitazione principale, le pertinenze e altri fabbricati non locati (oppure, con le condizioni previste, anche un reddito di lavoro dipendente o pensione). L’esonero non si applica se il fabbricato non locato è situato nello stesso Comune dell’abitazione principale, perché in quel caso c’è il 50% di reddito da tassare.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 (quadro B) – Agenzia delle Entrate
- Art. 8, D.Lgs. 23/2011, IMU sostitutiva dell’IRPEF – Normattiva
- Art. 9, comma 9, D.Lgs. 23/2011, immobili abitativi non locati nello stesso Comune – Normattiva
Domande frequenti
Se pago l'IMU sulla seconda casa, devo comunque metterla nel 730?
Sì. La seconda casa va sempre indicata nel quadro B, anche se l’IMU sostituisce l’IRPEF. Omettere l’immobile sarebbe un errore formale nella dichiarazione.
Quando la seconda casa sfitta paga l'IRPEF?
Ci sono due casi: (1) se l’immobile è totalmente esente da IMU, oppure (2) se si trova nello stesso Comune della tua abitazione principale – in quest’ultimo caso l’IRPEF si paga sul 50% della rendita catastale rivalutata.
La seconda casa data in comodato a un figlio paga l'IRPEF?
In generale no: per le abitazioni non locate, comprese quelle date in comodato, l’IMU sostituisce l’IRPEF e le addizionali. Con il figlio che vi dimora abitualmente si indica il codice 10 in colonna 2. Se però la casa si trova nello stesso Comune della tua abitazione principale, il reddito concorre all’IRPEF per il 50% (codice 3 in colonna 12). La riduzione dell’IMU al 50% (legge 208/2015, art. 1, comma 10) spetta ai soli parenti in linea retta di primo grado.
Se la seconda casa è affittata, pago sia IMU che IRPEF?
Sì. L’IMU non sostituisce l’IRPEF sugli immobili locati. Il canone di locazione (o la sua percentuale imponibile) entra nel calcolo IRPEF. Puoi optare per la cedolare secca come alternativa all’IRPEF ordinaria.
Cosa significa 'IMU sostitutiva' dell'IRPEF?
Significa che il legislatore ha deciso che, per gli immobili non affittati, l’imposta locale (IMU) è sufficiente: non si aggiunge anche l’IRPEF statale sullo stesso reddito catastale. Questo vale salvo le eccezioni indicate (stesso Comune, esenzione IMU totale).
Come si calcola l’IRPEF sulla seconda casa nello stesso Comune?
Si moltiplica la rendita catastale per 1,05 (rivalutazione del 5%) e per 50%, e si applicano le aliquote IRPEF e le addizionali. Con rendita 800 euro: 800 × 1,05 × 50% = 420 euro di reddito imponibile.
L’IMU si paga con il 730 e vince sull’IRPEF se è più alta?
No. L’IMU si versa al Comune, non nel 730. Per gli immobili non locati sostituisce l’IRPEF e le addizionali a prescindere dall’importo: non c’è un confronto tra le due imposte (art. 8, comma 1, D.Lgs. 23/2011).
La locazione breve (Airbnb) è equiparata alla locazione ordinaria ai fini IRPEF?
Sì. I redditi da locazione breve (contratti fino a 30 giorni) sono soggetti a IRPEF o cedolare secca, e l’IMU non li esonera dall’imposta sui redditi. Dal 2021, se si affittano più di 4 appartamenti in locazione breve, non si può usare il Modello 730 ma occorre il Modello Redditi PF.
Vedi anche: IMU sulla seconda casa, TARI sulla seconda casa e sull’immobile non occupato, IMU prima casa, IMU dopo separazione o divorzio, IMU sulla casa in affitto e Comodato gratuito ai figli.