Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Opzione su volume d’affari fino a 2 milioni: possono aderire le imprese e i professionisti con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro nell’anno precedente.
- IVA esigibile all’incasso: l’IVA sulle vendite va versata solo quando il cliente paga effettivamente, non alla data della fattura.
- Detrazione all’atto del pagamento: anche l’IVA sugli acquisti diventa detraibile solo quando si paga il fornitore.
- Differimento massimo di un anno: anche se il cliente non paga, l’IVA diventa comunque esigibile dopo un anno dall’emissione della fattura (salvo procedura concorsuale).
- Vantaggio finanziario: si evita di versare IVA all’Erario prima di averla incassata, riducendo il fabbisogno di liquidità.
Come funziona l'IVA per cassa
Nel regime IVA ordinario, l’imposta sulle vendite diventa esigibile — cioè va versata all’Erario — nel momento in cui si emette la fattura, indipendentemente da quando il cliente paga. Questo può creare un problema di liquidità: chi vende con pagamenti dilazionati deve versare l’IVA prima di averla incassata.
Il regime IVA per cassa, disciplinato dall’articolo 32-bis del decreto legge 83/2012, risolve questo problema: l’IVA sulle vendite diventa esigibile solo quando il corrispettivo viene effettivamente incassato, e quella sugli acquisti diventa detraibile solo quando la fattura viene effettivamente pagata. In sostanza, il momento fiscalmente rilevante si sposta dalla data della fattura alla data del movimento di cassa.
Il regime è opzionale e riservato ai soggetti con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro. L’opzione si esercita nella dichiarazione IVA annuale e vale per l’intero anno. Esiste però un limite temporale di sicurezza: se il cliente non paga entro un anno dall’emissione della fattura, l’IVA diventa comunque esigibile (salvo il caso in cui il cliente sia assoggettato a procedura concorsuale, come fallimento o concordato).
| Aspetto | Regime ordinario | Regime per cassa |
|---|---|---|
| IVA sulle vendite esigibile | Alla data della fattura | Alla data dell'incasso |
| IVA sugli acquisti detraibile | Alla data della fattura ricevuta | Alla data del pagamento al fornitore |
| Limite temporale | Nessuno | Max 1 anno dall'emissione della fattura |
| Volume d'affari massimo | Nessun limite | Non superiore a 2 milioni di euro |
| Obbligo di annotazione | Standard | Deve risultare dai registri la data dell'incasso/pagamento |
Esempio pratico
-
Tizio è un artigiano idraulico con volume d’affari di 300.000 euro. A marzo emette una fattura a Caio (un privato) di 5.000 euro + IVA al 22% (1.100 euro). Caio paga a luglio. Nel regime ordinario Tizio avrebbe dovuto versare i 1.100 euro nella liquidazione di marzo (entro il 16 aprile). Con il regime per cassa, l’IVA diventa esigibile solo a luglio e Tizio la versa nella liquidazione di luglio (entro il 16 agosto). Se Caio non paga affatto, dopo un anno dall’emissione (cioè da marzo dell’anno successivo) l’IVA diventa comunque esigibile e Tizio deve versarla anche senza aver incassato il corrispettivo.
Documenti necessari
- Dichiarazione IVA annuale con esercizio dell’opzione per il regime per cassa
- Fatture emesse (con annotazione della data di incasso nei registri)
- Fatture ricevute dai fornitori (con annotazione della data di pagamento)
- Estratti conto bancari o ricevute di pagamento (prova delle date di incasso e pagamento)
- Registro IVA vendite e registro IVA acquisti aggiornati con le date di incasso/pagamento
Fornitore con clienti che pagano a 90 giorni
Scenario. Alfa Srl, piccola impresa di servizi grafici con volume d’affari di 800.000 euro, lavora quasi esclusivamente con aziende che pagano a 90 giorni. Emette fatture per 50.000 euro a gennaio.
Come si applica. Nel regime ordinario Alfa Srl dovrebbe versare l’IVA (22%, cioè 11.000 euro) entro il 16 febbraio, pur non avendo ancora incassato nulla. Con il regime per cassa, l’IVA diventa esigibile solo quando i clienti pagano, presumibilmente ad aprile. Alfa Srl non deve anticipare denaro al Fisco: versa l’IVA nella liquidazione del mese in cui arriva effettivamente il pagamento. Questo migliora sensibilmente il flusso di cassa.
In pratica
- Alfa Srl deve annotare nei registri IVA non solo la data della fattura ma anche la data dell’incasso effettivo, per documentare il momento in cui l’IVA diventa esigibile.
- Se un cliente non paga entro un anno dall’emissione della fattura, l’IVA va versata comunque: il regime per cassa non è una protezione contro i crediti inesigibili.
Artigiano che acquista materiali a credito
Scenario. Caio è un falegname che acquista legno e attrezzatura da fornitori con pagamento a 60 giorni. Riceve fatture per materiali a febbraio (IVA 22%) ma paga i fornitori ad aprile.
Come si applica. Nel regime ordinario Caio potrebbe detrarre l’IVA sugli acquisti già a febbraio, nella liquidazione di quel mese. Con il regime per cassa, la detrazione scatta solo ad aprile, quando paga effettivamente i fornitori. In questo caso il regime è leggermente svantaggioso per la detrazione sugli acquisti, ma vantaggioso per l’IVA sulle proprie vendite se i suoi clienti pagano anch’essi a dilazione. Il beneficio netto va valutato considerando l’intero ciclo incassi-pagamenti.
In pratica
- Il regime per cassa conviene davvero quando i tempi di incasso dai clienti sono più lunghi dei tempi di pagamento ai fornitori: in quel caso si evita di anticipare IVA al Fisco.
- Se invece si incassa prima di pagare i fornitori, il vantaggio si riduce o scompare: il regime ordinario potrebbe essere più semplice da gestire.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Chi può aderire al regime IVA per cassa?
Possono aderire i soggetti passivi IVA (imprese e professionisti) con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro nell’anno solare precedente. L’opzione si esercita nella dichiarazione IVA annuale.
L'IVA va versata anche se il cliente non paga mai?
Sì. Anche senza incasso, l’IVA diventa esigibile al massimo entro un anno dalla data di emissione della fattura. Fa eccezione il caso in cui il cliente sia assoggettato a una procedura concorsuale (fallimento, concordato, ecc.): in quel caso il termine decorre dalla chiusura della procedura.
Il regime per cassa vale anche per le vendite verso la PA in split payment?
No. Le operazioni soggette a split payment seguono le proprie regole: l’IVA è versata dall’ente acquirente all’Erario indipendentemente dal regime IVA del fornitore.
Si può uscire dal regime per cassa una volta scelto?
Sì, l’opzione può essere revocata. In genere la revoca opera dall’anno successivo ed è indicata nella dichiarazione IVA annuale. Verificare le modalità operative nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate dell’anno in corso.
Come va annotata la data di incasso nei registri IVA?
I registri IVA devono riportare, per ogni operazione, sia la data della fattura sia la data dell’effettivo incasso (o pagamento per gli acquisti). In assenza di questa annotazione, il Fisco potrebbe presumere che l’IVA fosse esigibile dalla data della fattura.
Il regime per cassa si applica a tutte le fatture emesse?
In linea di principio sì, una volta esercitata l’opzione. Esistono tuttavia operazioni escluse per natura (ad esempio le operazioni intracomunitarie e quelle con inversione contabile seguono le proprie regole di esigibilità): per i dettagli verificare le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Domande frequenti
Chi può aderire al regime IVA per cassa?
Possono aderire i soggetti passivi IVA (imprese e professionisti) con volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro nell'anno solare precedente. L'opzione si esercita nella dichiarazione IVA annuale.
L'IVA va versata anche se il cliente non paga mai?
Sì. Anche senza incasso, l'IVA diventa esigibile al massimo entro un anno dalla data di emissione della fattura. Fa eccezione il caso in cui il cliente sia assoggettato a una procedura concorsuale (fallimento, concordato, ecc.): in quel caso il termine decorre dalla chiusura della procedura.
Il regime per cassa vale anche per le vendite verso la PA in split payment?
No. Le operazioni soggette a split payment seguono le proprie regole: l'IVA è versata dall'ente acquirente all'Erario indipendentemente dal regime IVA del fornitore.
Si può uscire dal regime per cassa una volta scelto?
Sì, l'opzione può essere revocata. In genere la revoca opera dall'anno successivo ed è indicata nella dichiarazione IVA annuale. Verificare le modalità operative nelle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate dell'anno in corso.
Come va annotata la data di incasso nei registri IVA?
I registri IVA devono riportare, per ogni operazione, sia la data della fattura sia la data dell'effettivo incasso (o pagamento per gli acquisti). In assenza di questa annotazione, il Fisco potrebbe presumere che l'IVA fosse esigibile dalla data della fattura.
Il regime per cassa si applica a tutte le fatture emesse?
In linea di principio sì, una volta esercitata l'opzione. Esistono tuttavia operazioni escluse per natura (ad esempio le operazioni intracomunitarie e quelle con inversione contabile seguono le proprie regole di esigibilità): per i dettagli verificare le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.
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