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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Il sostituto d'imposta in parole semplici

Quando ricevi lo stipendio, il tuo datore di lavoro non ti paga l’intera somma lorda: ne trattiene una parte e la versa direttamente all’Agenzia delle Entrate. Quel datore di lavoro si chiama sostituto d’imposta, perché si ‘sostituisce’ a te nel pagare l’imposta allo Stato.

Non è un privilegio del lavoro dipendente: anche un’azienda che commissiona una consulenza a un professionista, un condominio che paga una ditta di pulizie o una piattaforma di affitti brevi che incassa i canoni per conto del proprietario sono sostituti d’imposta. Ogni volta che la legge lo prevede, chi paga la somma deve trattenere una quota e versarla al fisco.

Il meccanismo serve a riscuotere l’imposta in modo capillare e tempestivo, prima ancora che il contribuente presenti la propria dichiarazione dei redditi. Per il percettore, la ritenuta subita è quasi sempre un anticipo: verrà poi confrontata con l’imposta effettivamente dovuta a fine anno e, se risulta in eccesso, darà diritto a un rimborso.

Capire come funziona il sostituto d’imposta è utile per leggere correttamente la busta paga, interpretare la fattura di un professionista, compilare la dichiarazione e sapere cosa aspettarsi dalla Certificazione Unica che arriva ogni anno.

Chi è il sostituto d'imposta e cosa certifica
Soggetto Ritenuta applicata Documento rilasciato
Datore di lavoro (dipendenti) IRPEF progressiva su busta paga (acconto, conguaglio fine anno) CU Lavoro Dipendente
Committente (professionisti/autonomi) 20% sul compenso imponibile (acconto) CU Lavoro Autonomo
Committente (prestazioni occasionali) 20% sul compenso (acconto) CU Redditi Diversi
Condominio (appalti di opere/servizi) 4% sui corrispettivi (acconto) CU / attestazione ritenuta
Intermediario affitti brevi 21% sui canoni (acconto o imposta) CU Locazioni Brevi

Esempio pratico

  • Alfa Srl commissiona a Tizio, commercialista, una consulenza da 1.000 euro. Alfa trattiene 200 euro (20% di 1.000) e ne versa 800 a Tizio. Entro il 16 del mese successivo Alfa versa i 200 euro all’Erario con F24 (codice tributo 1040). A marzo dell’anno seguente rilascia a Tizio la CU con ‘compenso erogato: 1.000 euro; ritenuta operata: 200 euro’. Tizio inserisce quei dati nel modello Redditi, calcola la sua IRPEF totale e detrae i 200 euro già versati da Alfa: se l’IRPEF dovuta è 350 euro, ne paga solo altri 150; se è 180 euro, riceve 20 euro di rimborso.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal sostituto d’imposta
  • Buste paga o prospetti di liquidazione del compenso
  • Ricevute F24 dei versamenti ritenute (disponibili sul cassetto fiscale)
  • Modello 770 del sostituto (per verifiche e controlli incrociati)
  • Fatture o note di parcella con indicazione della ritenuta d’acconto

Caso 1 — Tizio, lavoratore dipendente

Scenario. Tizio è assunto a tempo indeterminato da una piccola impresa. Ogni mese riceve la busta paga con la retribuzione lorda, l’IRPEF trattenuta e il netto accreditato.

Come si applica. Il datore di lavoro è il sostituto d’imposta di Tizio. Applica le aliquote IRPEF progressive, riconosce le detrazioni per lavoro dipendente e, a dicembre, effettua il conguaglio di fine anno: se ha trattenuto troppo, rimborsa la differenza in busta paga; se ha trattenuto poco, integra la trattenuta. A marzo rilascia la CU con il totale dei redditi e delle ritenute dell’anno; quei dati confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata di Tizio sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

In pratica

  • Tizio non deve versare nulla di tasca propria: ci pensa il datore.
  • La CU arriva di norma entro il 16 marzo ed è già precaricata nel 730 precompilato.
  • Se Tizio ha altri redditi (es. affitto), il conguaglio finale avviene con il 730 o il modello Redditi.

Caso 2 — Caio, professionista con partita IVA

Scenario. Caio è un avvocato che emette una parcella da 2.000 euro + IVA a una società cliente. In fattura indica la ritenuta d’acconto del 20%.

Come si applica. La società cliente è il sostituto d’imposta di Caio. Trattiene 400 euro (20% di 2.000), paga a Caio 1.600 euro (più IVA separata che non è colpita dalla ritenuta) e versa i 400 euro al fisco entro il 16 del mese successivo con F24 codice 1040. A fine anno rilascia a Caio la CU con compenso 2.000 euro e ritenuta 400 euro. Caio usa questo dato per scomputare i 400 euro dall’IRPEF dovuta nel modello Redditi.

In pratica

  • La ritenuta non si applica all’IVA: riguarda solo il compenso imponibile.
  • Se Caio ha più clienti sostituti, somma tutte le ritenute certificate nelle rispettive CU.
  • Se la ritenuta subita supera l’IRPEF calcolata, Caio ha diritto a rimborso o può usarla in compensazione.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Chi è obbligato ad agire come sostituto d'imposta?

Chiunque eroghi somme soggette a ritenuta per legge: datori di lavoro, società, enti pubblici e privati, condomini, intermediari di affitti brevi. Anche i privati che assumono collaboratori domestici sono sostituti, ma con regole semplificate.

Entro quando il sostituto deve versare le ritenute?

Entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui ha effettuato il pagamento. Il versamento avviene con modello F24 usando il codice tributo specifico per ogni tipo di ritenuta (es. 1040 per lavoro autonomo, 1001 per lavoro dipendente).

Quando arriva la Certificazione Unica?

Di norma entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono i redditi. Per le CU di soli redditi di lavoro autonomo non rilevanti per la precompilata, il termine è più ampio. Il sostituto la trasmette anche all’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se il sostituto non versa le ritenute?

Il sostituto rischia sanzioni per omesso o tardivo versamento. Può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), pagando la ritenuta dovuta, gli interessi legali e la sanzione ridotta in base al ritardo, il tutto tramite F24.

La ritenuta a titolo d'imposta è sempre definitiva?

Sì. La ritenuta a titolo d’imposta esaurisce il prelievo fiscale su quel reddito: il percettore non la dichiara né la conguaglia. Ne è un esempio la cedolare secca sugli affitti brevi (21%) quando il locatore ha scelto quell’opzione.

Il modello 770 riguarda anche me come lavoratore?

No: il 770 è presentato dal sostituto d’imposta, non dal lavoratore o dal professionista. Il contribuente usa la CU ricevuta dal sostituto per compilare la propria dichiarazione (730 o Redditi PF).

Domande frequenti

Chi è obbligato ad agire come sostituto d'imposta?

Chiunque eroghi somme soggette a ritenuta per legge: datori di lavoro, società, enti pubblici e privati, condomini, intermediari di affitti brevi. Anche i privati che assumono collaboratori domestici sono sostituti, ma con regole semplificate.

Entro quando il sostituto deve versare le ritenute?

Entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui ha effettuato il pagamento. Il versamento avviene con modello F24 usando il codice tributo specifico per ogni tipo di ritenuta (es. 1040 per lavoro autonomo, 1001 per lavoro dipendente).

Quando arriva la Certificazione Unica?

Di norma entro il 16 marzo dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono i redditi. Per le CU di soli redditi di lavoro autonomo non rilevanti per la precompilata, il termine è più ampio. Il sostituto la trasmette anche all'Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se il sostituto non versa le ritenute?

Il sostituto rischia sanzioni per omesso o tardivo versamento. Può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), pagando la ritenuta dovuta, gli interessi legali e la sanzione ridotta in base al ritardo, il tutto tramite F24.

La ritenuta a titolo d'imposta è sempre definitiva?

Sì. La ritenuta a titolo d'imposta esaurisce il prelievo fiscale su quel reddito: il percettore non la dichiara né la conguaglia. Ne è un esempio la cedolare secca sugli affitti brevi (21%) quando il locatore ha scelto quell'opzione.

Il modello 770 riguarda anche me come lavoratore?

No: il 770 è presentato dal sostituto d'imposta, non dal lavoratore o dal professionista. Il contribuente usa la CU ricevuta dal sostituto per compilare la propria dichiarazione (730 o Redditi PF).

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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