Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- IVA versata dalla PA: il fornitore incassa solo l’imponibile; l’ente acquirente versa l’IVA direttamente all’Erario senza passare per il fornitore.
- Dicitura obbligatoria: la fattura deve riportare «scissione dei pagamenti» e indicare l’IVA separatamente.
- Credito IVA strutturale: il fornitore accumula IVA a credito sugli acquisti senza mai incassare quella sulle vendite, generando quasi sempre un saldo a credito.
- Ambito soggettivo: si applica alle cessioni e prestazioni verso la Pubblica Amministrazione e determinate società partecipate o quotate indicate dalla legge.
- Rimborso o compensazione: il credito IVA accumulato può essere chiesto a rimborso o compensato in F24, con le regole ordinarie sul visto di conformità.
Che cos'è la scissione dei pagamenti
Lo split payment, o scissione dei pagamenti, è il meccanismo previsto dall’articolo 17-ter del DPR 633/1972 in base al quale l’IVA indicata in fattura dal fornitore non viene pagata dal cliente pubblico al fornitore stesso, ma versata direttamente all’Erario dall’ente acquirente. Il fornitore incassa soltanto l’imponibile, cioè il prezzo al netto dell’imposta.
L’obiettivo è eliminare il rischio che un fornitore incassi l’IVA dalla PA e poi non la versi al Fisco. Le amministrazioni pubbliche sono considerate controparti affidabili per la riscossione dell’imposta, quindi il legislatore ha semplicemente spostato su di loro l’obbligo di riversamento.
Dal punto di vista del fornitore privato il meccanismo è svantaggioso sotto il profilo finanziario: emette fattura con IVA, ma quell’IVA non entra nella sua cassa. Allo stesso tempo accumula IVA a credito sugli acquisti senza poterla compensare con l’IVA incassata sulle vendite, generando quasi sempre un saldo a credito nella dichiarazione annuale.
| Passaggio | Chi agisce | Che cosa fa |
|---|---|---|
| Emissione fattura | Fornitore privato | Indica imponibile + IVA + dicitura 'scissione dei pagamenti' |
| Pagamento imponibile | Ente PA | Versa al fornitore solo l'importo senza IVA |
| Versamento IVA | Ente PA | Versa l'IVA separatamente all'Erario tramite F24 o sistema di tesoreria |
| Registrazione acquisti | Fornitore | Registra la fattura nel registro acquisti senza incasso dell'IVA |
| Dichiarazione IVA | Fornitore | Risulta quasi sempre a credito; chiede rimborso o compensa in F24 |
Esempio pratico
-
Tizio, consulente informatico con partita IVA, svolge un servizio per un Comune del valore di 10.000 euro. Emette fattura da 10.000 euro + IVA al 22% (2.200 euro) con la dicitura ‘scissione dei pagamenti’. Il Comune gli accredita 10.000 euro e versa separatamente 2.200 euro all’Erario. Tizio non ha mai in mano i 2.200 euro di IVA, ma li ha già registrati come IVA a debito; al contempo li registra come IVA non incassata. Nella dichiarazione IVA annuale Tizio risulterà tendenzialmente a credito per le spese sostenute (acquisti di software, hardware, formazione) su cui ha pagato IVA a 22%, che non riesce a compensare con l’IVA sulle vendite mai incassata.
Documenti necessari
- Fattura emessa con IVA separata e dicitura ‘scissione dei pagamenti’ (art. 17-ter DPR 633/72)
- Contratto o lettera di incarico con la PA che documenta la prestazione
- Estratto conto bancario o mandato di pagamento della PA (prova dell’incasso del solo imponibile)
- Modello F24 per eventuale compensazione del credito IVA accumulato
- Dichiarazione IVA annuale con richiesta di rimborso o riporto del credito (quadro VX)
Fornitore di beni a un ospedale pubblico
Scenario. Alfa Srl fornisce materiale di consumo medico a un’Azienda Sanitaria Locale (ASL) per 50.000 euro + IVA al 10% (5.000 euro). Emette fattura con la dicitura ‘scissione dei pagamenti’.
Come si applica. La ASL paga ad Alfa Srl soltanto 50.000 euro (imponibile); i 5.000 euro di IVA vengono versati dalla ASL direttamente all’Erario tramite il proprio sistema di tesoreria. Alfa Srl registra la fattura e l’IVA a debito (5.000 euro) ma non incassa quell’importo. Nell’anno ha acquistato materie prime pagando IVA ordinaria: quel credito non viene compensato dall’IVA sulle vendite mai incassata, e alla dichiarazione annuale risulta un saldo a credito che Alfa Srl può compensare o chiedere a rimborso.
In pratica
- Alfa Srl deve emettere la fattura con l’IVA indicata per esteso anche se non la incasserà: è necessaria per permettere alla ASL di versarla correttamente.
- Il credito IVA strutturale che si accumula può diventare rilevante: se supera 5.000 euro e si vuole compensare in F24, serve il visto di conformità sulla dichiarazione.
Professionista che fattura al Ministero
Scenario. Caio, avvocato, presta consulenza legale a un Ministero per 8.000 euro + IVA al 22% (1.760 euro).
Come si applica. Caio emette fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio con la dicitura ‘scissione dei pagamenti’. Il Ministero gli versa 8.000 euro; i 1.760 euro di IVA vengono versati direttamente all’Erario. Caio registra la fattura nel registro vendite (8.000 imponibile, 1.760 IVA non incassata a debito). A fine anno, se ha acquistato beni e servizi per la sua attività pagando IVA, avrà quasi certamente un credito IVA da gestire.
In pratica
- Caio non deve fare nulla di speciale per il versamento dell’IVA: è compito del Ministero. La sua responsabilità si esaurisce nell’emettere la fattura corretta con la dicitura prescritta.
- Se il credito IVA annuale supera la soglia per il rimborso prioritario, Caio può valutare la richiesta di rimborso infrannuale trimestrale (modello TR) per recuperare liquidità.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Il fornitore deve indicare l'IVA in fattura anche se non la incassa?
Sì. La fattura deve riportare l’imponibile, l’aliquota, l’importo dell’IVA e la dicitura ‘scissione dei pagamenti’. L’IVA è indicata ma non viene pagata al fornitore: la PA la versa direttamente all’Erario.
Lo split payment si applica a tutte le pubbliche amministrazioni?
Si applica alla Pubblica Amministrazione in senso ampio e a determinate società partecipate e quotate individuate dalla normativa vigente. L’elenco dei soggetti inclusi è definito dai decreti attuativi dell’art. 17-ter.
I professionisti con ritenuta d'acconto sono esclusi dallo split payment?
No, la ritenuta d’acconto e lo split payment possono coesistere sulla stessa fattura: la PA trattiene la ritenuta e versa separatamente l’IVA all’Erario, mentre al professionista arriva l’imponibile al netto della ritenuta.
Come recupera l'IVA a credito il fornitore?
Il credito IVA che si accumula può essere riportato in detrazione nell’anno successivo, compensato con altri tributi in F24 (con visto di conformità se supera 5.000 euro annui) oppure chiesto a rimborso nelle ipotesi previste dall’art. 30 DPR 633/72.
Il regime forfettario è soggetto allo split payment?
No. I contribuenti in regime forfettario non addebitano IVA, quindi non emettono fattura con IVA e lo split payment non si applica. Emettono fattura senza IVA con la dicitura relativa al regime agevolato.
Come si compila la dichiarazione IVA annuale in caso di split payment?
Le operazioni in split payment vanno indicate nel quadro VE (operazioni attive) come operazioni imponibili. L’IVA relativa non entra nel calcolo dell’IVA a debito da versare, perché già versata dalla PA: esistono specifici campi per distinguere l’IVA addebitata da quella effettivamente esigibile dal dichiarante.
Domande frequenti
Il fornitore deve indicare l'IVA in fattura anche se non la incassa?
Sì. La fattura deve riportare l'imponibile, l'aliquota, l'importo dell'IVA e la dicitura 'scissione dei pagamenti'. L'IVA è indicata ma non viene pagata al fornitore: la PA la versa direttamente all'Erario.
Lo split payment si applica a tutte le pubbliche amministrazioni?
Si applica alla Pubblica Amministrazione in senso ampio e a determinate società partecipate e quotate individuate dalla normativa vigente. L'elenco dei soggetti inclusi è definito dai decreti attuativi dell'art. 17-ter.
I professionisti con ritenuta d'acconto sono esclusi dallo split payment?
No, la ritenuta d'acconto e lo split payment possono coesistere sulla stessa fattura: la PA trattiene la ritenuta e versa separatamente l'IVA all'Erario, mentre al professionista arriva l'imponibile al netto della ritenuta.
Come recupera l'IVA a credito il fornitore?
Il credito IVA che si accumula può essere riportato in detrazione nell'anno successivo, compensato con altri tributi in F24 (con visto di conformità se supera 5.000 euro annui) oppure chiesto a rimborso nelle ipotesi previste dall'art. 30 DPR 633/72.
Il regime forfettario è soggetto allo split payment?
No. I contribuenti in regime forfettario non addebitano IVA, quindi non emettono fattura con IVA e lo split payment non si applica. Emettono fattura senza IVA con la dicitura relativa al regime agevolato.
Come si compila la dichiarazione IVA annuale in caso di split payment?
Le operazioni in split payment vanno indicate nel quadro VE (operazioni attive) come operazioni imponibili. L'IVA relativa non entra nel calcolo dell'IVA a debito da versare, perché già versata dalla PA: esistono specifici campi per distinguere l'IVA addebitata da quella effettivamente esigibile dal dichiarante.
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