← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Le tre scelte da fare prima di aprire la partita IVA

Aprire la partita IVA in sé è un adempimento semplice e gratuito. La parte che incide sui tuoi conti per gli anni successivi sono le tre decisioni che la precedono: quale veste giuridica dare all’attività, quale regime fiscale scegliere e quale codice ATECO attribuire all’attività.

La forma giuridica è il bivio tra ditta individuale (l’imprenditore risponde con tutto il patrimonio personale ma i costi sono minimi) e società (di persone o di capitali, con responsabilità e costi diversi). Se sei un singolo che inizia, nella stragrande maggioranza dei casi si parte da ditta individuale o lavoro autonomo.

Il regime fiscale determina quante imposte paghi e quanta contabilità devi tenere: il forfettario è semplice e leggero ma ha limiti e cause di esclusione; l’ordinario è più oneroso ma senza tetti e con la possibilità di dedurre i costi reali.

Il codice ATECO identifica l’attività e, nel forfettario, determina il coefficiente di redditività su cui si calcola il reddito tassabile.

Come si apre: modello AA9/12 e Comunicazione Unica

I lavoratori autonomi e le imprese individuali aprono la partita IVA con il modello AA9/12, presentato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Si può fare di persona, tramite un intermediario abilitato (commercialista) o telematicamente.

Chi avvia un’impresa (e quindi deve iscriversi al Registro delle Imprese e all’INPS artigiani/commercianti) usa la Comunicazione Unica (ComUnica): un unico invio telematico alla Camera di Commercio che assolve in un colpo solo l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro Imprese, all’INPS e all’INAIL.

L’apertura della partita IVA non costa nulla. I costi compaiono dopo, e dipendono dalla forma scelta: per la ditta individuale sono minimi, per le società si aggiungono notaio, diritti camerali e contabilità.

Documenti e dati necessari

  • Documento d’identità e codice fiscale
  • Codice ATECO dell’attività che si intende svolgere
  • Regime fiscale prescelto (forfettario o ordinario)
  • Indirizzo PEC (obbligatorio per le imprese)
  • Per le imprese: iscrizione al Registro Imprese e alla gestione INPS competente tramite ComUnica

Forfettario o ordinario: come scegliere il regime

Il regime forfettario (L. 190/2014) è il regime naturale per le persone fisiche con ricavi o compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedente. Il reddito si calcola in modo forfettario, applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del proprio gruppo ATECO, e si paga un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni delle nuove attività che ne rispettano i requisiti). Non si addebita l’IVA in fattura e la contabilità è semplificata.

Si decade dal forfettario se nel corso dell’anno si superano i 100.000 euro di incassi (con effetto immediato per l’intero anno) o se scatta una causa ostativa: ad esempio un reddito da lavoro dipendente superiore a 35.000 euro (soglia elevata per il 2025 e il 2026).

Il regime ordinario non ha tetti di ricavi: si applicano l’IRPEF a scaglioni, l’IVA in fattura e la deduzione analitica dei costi. Conviene quando i costi reali sono elevati (superiori a quanto il coefficiente forfettario presume) o quando si superano le soglie del forfettario.

Forfettario e ordinario a confronto (2026)
Aspetto Forfettario Ordinario (semplificato)
Tetto di ricavi 85.000 € (decadenza oltre 100.000 €) Nessun tetto
Imposta Sostitutiva 15% (5% start-up) IRPEF a scaglioni + addizionali
IVA Non addebitata in fattura Addebitata e versata
Costi Forfettizzati nel coefficiente Dedotti analiticamente
Contabilità Semplificata, principio di cassa Registri IVA e contabili

L'iscrizione INPS: Gestione Separata o artigiani/commercianti

Aprire la partita IVA non basta: serve anche la copertura previdenziale. I professionisti senza una cassa di categoria si iscrivono alla Gestione Separata INPS, la cui aliquota per il 2026 è del 26,07% per i titolari di partita IVA (massimale di reddito 122.295 euro). I professionisti con cassa (avvocati, ingegneri, medici, ecc.) versano invece alla propria cassa.

Chi esercita un’attività d’impresa (artigiano o commerciante) si iscrive alle gestioni autonome INPS: per il 2026 l’aliquota è del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti, con contributi calcolati su un reddito minimale di 18.808 euro più una quota percentuale sull’eccedenza. Chi è nel forfettario può chiedere la riduzione del 35% dei contributi.

Questa differenza pesa nella scelta: il professionista in Gestione Separata paga i contributi solo sul reddito effettivo, mentre artigiani e commercianti pagano comunque i contributi fissi sul minimale anche se incassano poco.

Quando conviene farsi seguire da un professionista

Le scelte su forma giuridica, regime fiscale e adempimenti hanno effetti che durano anni. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un commercialista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Quanta IRPEF devi pagare?

Calcola l'IRPEF lorda e netta con scaglioni, aliquote e detrazioni aggiornati, per capire cosa aspettarti dal modello 730.

Apri il calcolatore IRPEF →

Domande frequenti

Quanto costa aprire la partita IVA?

L’apertura della partita IVA come ditta individuale o lavoratore autonomo è gratuita: il modello AA9/12 non prevede diritti o bolli. I costi nascono dopo, con la contabilità e, per le imprese, l’iscrizione al Registro Imprese e il diritto annuale camerale. Per le società si aggiungono notaio e capitale.

Posso aprire la partita IVA in forfettario se ho un lavoro dipendente?

Sì, a condizione che il reddito da lavoro dipendente non superi 35.000 euro (soglia elevata per il 2025 e il 2026) e che non si lavori in prevalenza per il proprio datore di lavoro o ex datore degli ultimi due anni. Sopra 35.000 euro di reddito da dipendente scatta la causa ostativa e non si può accedere al forfettario.

Quanto tempo serve per aprire la partita IVA?

Per i lavoratori autonomi la partita IVA è attribuita in tempo reale al momento della presentazione del modello AA9/12. Per le imprese, con la Comunicazione Unica, l’attribuzione è contestuale all’invio telematico alla Camera di Commercio.

Devo iscrivermi all'INPS anche se sono in forfettario?

Sì. Il regime forfettario riguarda solo le imposte, non i contributi: i professionisti senza cassa si iscrivono alla Gestione Separata, gli imprenditori alla gestione artigiani o commercianti. I forfettari artigiani e commercianti possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi.

Vedi anche: Lavoro autonomo e partita IVA, Redditi occasionali senza partita IVA, Aprire partita IVA forfettaria, Partita IVA che compra un bene strumentale, Ventilazione dei corrispettivi e Rimborso IVA trimestrale.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.