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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Chi può aprire una partita IVA forfettaria nel 2026

Il regime forfettario è il regime fiscale di vantaggio pensato per le persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione in modo individuale e con ricavi contenuti. Aprire una partita IVA forfettaria nel 2026 significa partire con meno adempimenti e una tassazione più bassa rispetto al regime ordinario.

Il requisito principale riguarda i ricavi o compensi dell’anno precedente: devono essere stati non superiori a 85.000 euro. Se è la tua prima partita IVA, questo requisito si considera automaticamente soddisfatto. Devi però rispettare anche gli altri requisiti: ad esempio, nell’anno precedente non devi aver sostenuto spese per lavoratori dipendenti, collaboratori o lavoro accessorio superiori complessivamente a 20.000 euro.

Un vantaggio importante per chi inizia è l’aliquota ridotta. Nell’anno in cui apri l’attività e nei quattro anni successivi, l’imposta sostitutiva è del 5% anziché del 15%, a patto che non tu non abbia svolto — nei tre anni precedenti — attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata, e che la nuova attività non sia la mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente.

Una volta aperta la partita IVA, il tuo reddito imponibile non si calcola sommando ricavi e sottraendo costi reali: si applica ai ricavi un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO della tua attività. Su questo reddito forfettario si calcola l’imposta sostitutiva.

Coefficienti di redditività per settore (ATECO 2007)
Settore Codice ATECO Coefficiente
Industrie alimentari e bevande 10-11 40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio 45; 46.2-46.9; 47.1-47.7; 47.9 40%
Commercio ambulante alimentari/bevande 47.81 40%
Commercio ambulante altri prodotti 47.82-47.89 54%
Costruzioni e attività immobiliari 41-42-43; 68 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Alloggio e ristorazione 55-56 40%
Professioni, scienze, finanza, sanità, istruzione 64-66; 69-75; 85-88 78%
Altre attività economiche varie 67%

Esempio pratico

  • Caio vuole aprire una partita IVA come grafico freelance nel 2026. Il suo codice ATECO è 74.10.21, che rientra nella categoria ‘Attività professionali, scientifiche e tecniche’ con coefficiente di redditività del 78%. Se nel 2026 incassa 30.000 euro, il reddito imponibile è 30.000 × 78% = 23.400 euro. Poiché è il suo primo anno di attività (e non ha svolto attività analoga nei tre anni precedenti), l’imposta sostitutiva è del 5%: 23.400 × 5% = 1.170 euro. Se Caio fosse già al sesto anno, l’aliquota sarebbe del 15% e l’imposta ammonterebbe a 3.510 euro.

Documenti necessari

  • Documento di identità e codice fiscale
  • Codice ATECO 2007 dell’attività che si intende svolgere (consultabile sul sito ISTAT o AdE)
  • Modello AA9/12 per la comunicazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate (presentabile online)
  • Eventuale iscrizione all’albo professionale o alla Camera di Commercio (se richiesta dall’attività)
  • Domanda di regime contributivo agevolato all’INPS (opzionale ma conveniente per molte categorie)

Tizio apre la partita IVA dopo aver lavorato come dipendente

Scenario. Tizio ha lavorato come dipendente marketing fino a giugno 2025. Da luglio 2025 ha avviato la propria attività di consulenza come libero professionista e vuole applicare il forfettario.

Come si applica. Tizio deve verificare due condizioni per accedere all’aliquota agevolata del 5%. La prima: non aver svolto attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti — se il lavoro dipendente non è assimilabile alla nuova attività professionale, questa condizione può essere soddisfatta. La seconda, e più importante: la nuova attività non deve essere la ‘mera prosecuzione’ del lavoro dipendente precedente. Se Tizio cambia tipo di attività in modo sostanziale, l’aliquota al 5% può spettargli. Se invece offre ai clienti gli stessi servizi che svolgeva per il datore di lavoro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la ‘mera prosecuzione’ e applicare il 15% ordinario.

In pratica

  • Verifica che la nuova attività professionale sia sostanzialmente diversa da quella svolta da dipendente.
  • Conserva documenti che dimostrano il cambiamento di settore o di tipo di prestazione.
  • Barra la casella LM21, colonna 3, nel quadro LM per attestare i requisiti dell’aliquota ridotta al 5%.

Sempronio prosegue l'attività di un familiare

Scenario. Sempronio vuole rilevare il piccolo laboratorio artigiano del padre (falegnameria). Il laboratorio ha avuto ricavi di 40.000 euro nell’anno precedente alla cessione.

Come si applica. Se Sempronio prosegue l’attività d’impresa svolta in precedenza da un altro soggetto (il padre), per accedere all’aliquota agevolata del 5% i ricavi del laboratorio nell’anno precedente non devono superare il limite di 85.000 euro. Nel caso di Sempronio il limite è rispettato (40.000 euro < 85.000 euro). Deve però rispettare anche le altre condizioni: non aver svolto attività analoga negli ultimi tre anni e non configurare una mera prosecuzione. Sempronio potrà quindi applicare il forfettario con aliquota al 5% nel primo anno e nei quattro successivi, dichiarando il reddito nel quadro LM del Modello Redditi PF.

In pratica

  • Verifica i ricavi del laboratorio nell’anno precedente al subentro: devono essere sotto 85.000 euro.
  • Conserva la documentazione del passaggio d’azienda (atto notarile o scrittura privata).
  • Presenta domanda di iscrizione all’INPS artigiani e la domanda di regime contributivo agevolato se preferisci contributi ridotti.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quali sono i requisiti principali per aprire una partita IVA forfettaria nel 2026?

Ricavi o compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro, spese per collaboratori e dipendenti non superiori a 20.000 euro, e assenza delle cause ostative previste dall’art. 1, comma 57, della legge 190/2014 (partecipazioni, rapporti con ex datore di lavoro, redditi da dipendente sopra soglia).

Cos'è il coefficiente di redditività e a cosa serve?

È una percentuale fissata dalla legge per ogni settore economico. Si moltiplica per i tuoi ricavi e il risultato è il reddito imponibile su cui calcoli l’imposta sostitutiva. Ad esempio, un professionista con codice ATECO nelle attività professionali applica il 78%.

L'aliquota del 5% dura per sempre?

No. Spetta solo nell’anno di avvio dell’attività e nei quattro anni successivi. Dal sesto anno in poi si applica l’aliquota ordinaria del 15%.

Come si apre la partita IVA in regime forfettario?

Si presenta il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (anche online tramite il sito AdE o intermediario abilitato) indicando il codice ATECO, il regime forfetario e la data di inizio attività.

I forfettari pagano l'IRAP?

No. L’imposta sostitutiva del 15% (o 5%) sostituisce anche l’IRAP, oltre all’IRPEF e alle addizionali regionali e comunali.

Si possono dedurre le spese nel regime forfettario?

No in modo analitico. La deduzione dei costi è già incorporata nel coefficiente di redditività: non si portano in detrazione le spese reali, salvo i contributi previdenziali obbligatori che si deducono interamente dal reddito forfettario.

Domande frequenti

Quali sono i requisiti principali per aprire una partita IVA forfettaria nel 2026?

Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a 85.000 euro, spese per collaboratori e dipendenti non superiori a 20.000 euro, e assenza delle cause ostative previste dall'art. 1, comma 57, della legge 190/2014 (partecipazioni, rapporti con ex datore di lavoro, redditi da dipendente sopra soglia).

Cos'è il coefficiente di redditività e a cosa serve?

È una percentuale fissata dalla legge per ogni settore economico. Si moltiplica per i tuoi ricavi e il risultato è il reddito imponibile su cui calcoli l'imposta sostitutiva. Ad esempio, un professionista con codice ATECO nelle attività professionali applica il 78%.

L'aliquota del 5% dura per sempre?

No. Spetta solo nell'anno di avvio dell'attività e nei quattro anni successivi. Dal sesto anno in poi si applica l'aliquota ordinaria del 15%.

Come si apre la partita IVA in regime forfettario?

Si presenta il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate (anche online tramite il sito AdE o intermediario abilitato) indicando il codice ATECO, il regime forfetario e la data di inizio attività.

I forfettari pagano l'IRAP?

No. L'imposta sostitutiva del 15% (o 5%) sostituisce anche l'IRAP, oltre all'IRPEF e alle addizionali regionali e comunali.

Si possono dedurre le spese nel regime forfettario?

No in modo analitico. La deduzione dei costi è già incorporata nel coefficiente di redditività: non si portano in detrazione le spese reali, salvo i contributi previdenziali obbligatori che si deducono interamente dal reddito forfettario.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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