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In sintesi
- Soglia ricavi: per accedere al forfettario devi aver conseguito nell’anno precedente ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro.
- Aliquota ridotta al 5%: nei primi cinque anni di attività (anno di avvio più i quattro successivi) l’imposta sostitutiva scende dal 15% al 5%, a condizione di non aver svolto attività analoga negli ultimi tre anni.
- Codice ATECO 2007: è il codice che identifica la tua attività economica e determina il coefficiente di redditività da applicare ai tuoi ricavi per calcolare il reddito imponibile.
- Spese personale limitate: per accedere al regime non devi aver sostenuto spese per lavoratori dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio superiori a 20.000 euro nell’anno precedente.
- No IVA e semplificazioni contabili: i forfettari sono esenti dall’IVA, non applicano ritenute alla fonte (salvo eccezioni) e sono esclusi dagli ISA (Indici sintetici di affidabilità).
- Contributi previdenziali agevolati: è possibile richiedere un regime contributivo agevolato all’INPS, con contributi ridotti sulla base del reddito imponibile forfettario.
Chi può aprire una partita IVA forfettaria nel 2026
Il regime forfettario è il regime fiscale di vantaggio pensato per le persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione in modo individuale e con ricavi contenuti. Aprire una partita IVA forfettaria nel 2026 significa partire con meno adempimenti e una tassazione più bassa rispetto al regime ordinario.
Il requisito principale riguarda i ricavi o compensi dell’anno precedente: devono essere stati non superiori a 85.000 euro. Se è la tua prima partita IVA, questo requisito si considera automaticamente soddisfatto. Devi però rispettare anche gli altri requisiti: ad esempio, nell’anno precedente non devi aver sostenuto spese per lavoratori dipendenti, collaboratori o lavoro accessorio superiori complessivamente a 20.000 euro.
Un vantaggio importante per chi inizia è l’aliquota ridotta. Nell’anno in cui apri l’attività e nei quattro anni successivi, l’imposta sostitutiva è del 5% anziché del 15%, a patto che non tu non abbia svolto — nei tre anni precedenti — attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata, e che la nuova attività non sia la mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente.
Una volta aperta la partita IVA, il tuo reddito imponibile non si calcola sommando ricavi e sottraendo costi reali: si applica ai ricavi un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO della tua attività. Su questo reddito forfettario si calcola l’imposta sostitutiva.
| Settore | Codice ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Industrie alimentari e bevande | 10-11 | 40% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45; 46.2-46.9; 47.1-47.7; 47.9 | 40% |
| Commercio ambulante alimentari/bevande | 47.81 | 40% |
| Commercio ambulante altri prodotti | 47.82-47.89 | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-42-43; 68 | 86% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Alloggio e ristorazione | 55-56 | 40% |
| Professioni, scienze, finanza, sanità, istruzione | 64-66; 69-75; 85-88 | 78% |
| Altre attività economiche | varie | 67% |
Esempio pratico
-
Caio vuole aprire una partita IVA come grafico freelance nel 2026. Il suo codice ATECO è 74.10.21, che rientra nella categoria ‘Attività professionali, scientifiche e tecniche’ con coefficiente di redditività del 78%. Se nel 2026 incassa 30.000 euro, il reddito imponibile è 30.000 × 78% = 23.400 euro. Poiché è il suo primo anno di attività (e non ha svolto attività analoga nei tre anni precedenti), l’imposta sostitutiva è del 5%: 23.400 × 5% = 1.170 euro. Se Caio fosse già al sesto anno, l’aliquota sarebbe del 15% e l’imposta ammonterebbe a 3.510 euro.
Documenti necessari
- Documento di identità e codice fiscale
- Codice ATECO 2007 dell’attività che si intende svolgere (consultabile sul sito ISTAT o AdE)
- Modello AA9/12 per la comunicazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate (presentabile online)
- Eventuale iscrizione all’albo professionale o alla Camera di Commercio (se richiesta dall’attività)
- Domanda di regime contributivo agevolato all’INPS (opzionale ma conveniente per molte categorie)
Tizio apre la partita IVA dopo aver lavorato come dipendente
Scenario. Tizio ha lavorato come dipendente marketing fino a giugno 2025. Da luglio 2025 ha avviato la propria attività di consulenza come libero professionista e vuole applicare il forfettario.
Come si applica. Tizio deve verificare due condizioni per accedere all’aliquota agevolata del 5%. La prima: non aver svolto attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti — se il lavoro dipendente non è assimilabile alla nuova attività professionale, questa condizione può essere soddisfatta. La seconda, e più importante: la nuova attività non deve essere la ‘mera prosecuzione’ del lavoro dipendente precedente. Se Tizio cambia tipo di attività in modo sostanziale, l’aliquota al 5% può spettargli. Se invece offre ai clienti gli stessi servizi che svolgeva per il datore di lavoro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la ‘mera prosecuzione’ e applicare il 15% ordinario.
In pratica
- Verifica che la nuova attività professionale sia sostanzialmente diversa da quella svolta da dipendente.
- Conserva documenti che dimostrano il cambiamento di settore o di tipo di prestazione.
- Barra la casella LM21, colonna 3, nel quadro LM per attestare i requisiti dell’aliquota ridotta al 5%.
Sempronio prosegue l'attività di un familiare
Scenario. Sempronio vuole rilevare il piccolo laboratorio artigiano del padre (falegnameria). Il laboratorio ha avuto ricavi di 40.000 euro nell’anno precedente alla cessione.
Come si applica. Se Sempronio prosegue l’attività d’impresa svolta in precedenza da un altro soggetto (il padre), per accedere all’aliquota agevolata del 5% i ricavi del laboratorio nell’anno precedente non devono superare il limite di 85.000 euro. Nel caso di Sempronio il limite è rispettato (40.000 euro < 85.000 euro). Deve però rispettare anche le altre condizioni: non aver svolto attività analoga negli ultimi tre anni e non configurare una mera prosecuzione. Sempronio potrà quindi applicare il forfettario con aliquota al 5% nel primo anno e nei quattro successivi, dichiarando il reddito nel quadro LM del Modello Redditi PF.
In pratica
- Verifica i ricavi del laboratorio nell’anno precedente al subentro: devono essere sotto 85.000 euro.
- Conserva la documentazione del passaggio d’azienda (atto notarile o scrittura privata).
- Presenta domanda di iscrizione all’INPS artigiani e la domanda di regime contributivo agevolato se preferisci contributi ridotti.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Quali sono i requisiti principali per aprire una partita IVA forfettaria nel 2026?
Ricavi o compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro, spese per collaboratori e dipendenti non superiori a 20.000 euro, e assenza delle cause ostative previste dall’art. 1, comma 57, della legge 190/2014 (partecipazioni, rapporti con ex datore di lavoro, redditi da dipendente sopra soglia).
Cos'è il coefficiente di redditività e a cosa serve?
È una percentuale fissata dalla legge per ogni settore economico. Si moltiplica per i tuoi ricavi e il risultato è il reddito imponibile su cui calcoli l’imposta sostitutiva. Ad esempio, un professionista con codice ATECO nelle attività professionali applica il 78%.
L'aliquota del 5% dura per sempre?
No. Spetta solo nell’anno di avvio dell’attività e nei quattro anni successivi. Dal sesto anno in poi si applica l’aliquota ordinaria del 15%.
Come si apre la partita IVA in regime forfettario?
Si presenta il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (anche online tramite il sito AdE o intermediario abilitato) indicando il codice ATECO, il regime forfetario e la data di inizio attività.
I forfettari pagano l'IRAP?
No. L’imposta sostitutiva del 15% (o 5%) sostituisce anche l’IRAP, oltre all’IRPEF e alle addizionali regionali e comunali.
Si possono dedurre le spese nel regime forfettario?
No in modo analitico. La deduzione dei costi è già incorporata nel coefficiente di redditività: non si portano in detrazione le spese reali, salvo i contributi previdenziali obbligatori che si deducono interamente dal reddito forfettario.
Domande frequenti
Quali sono i requisiti principali per aprire una partita IVA forfettaria nel 2026?
Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a 85.000 euro, spese per collaboratori e dipendenti non superiori a 20.000 euro, e assenza delle cause ostative previste dall'art. 1, comma 57, della legge 190/2014 (partecipazioni, rapporti con ex datore di lavoro, redditi da dipendente sopra soglia).
Cos'è il coefficiente di redditività e a cosa serve?
È una percentuale fissata dalla legge per ogni settore economico. Si moltiplica per i tuoi ricavi e il risultato è il reddito imponibile su cui calcoli l'imposta sostitutiva. Ad esempio, un professionista con codice ATECO nelle attività professionali applica il 78%.
L'aliquota del 5% dura per sempre?
No. Spetta solo nell'anno di avvio dell'attività e nei quattro anni successivi. Dal sesto anno in poi si applica l'aliquota ordinaria del 15%.
Come si apre la partita IVA in regime forfettario?
Si presenta il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate (anche online tramite il sito AdE o intermediario abilitato) indicando il codice ATECO, il regime forfetario e la data di inizio attività.
I forfettari pagano l'IRAP?
No. L'imposta sostitutiva del 15% (o 5%) sostituisce anche l'IRAP, oltre all'IRPEF e alle addizionali regionali e comunali.
Si possono dedurre le spese nel regime forfettario?
No in modo analitico. La deduzione dei costi è già incorporata nel coefficiente di redditività: non si portano in detrazione le spese reali, salvo i contributi previdenziali obbligatori che si deducono interamente dal reddito forfettario.
Vedi anche