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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Perché i titoli di Stato pagano meno tasse

Non tutti i guadagni finanziari pagano la stessa imposta. Mentre su azioni, ETF e obbligazioni societarie si paga il 26%, sui titoli di Stato italiani (BTP, BOT, CCT, BTP Italia) e su alcune obbligazioni estere equiparate l’aliquota effettiva è del 12,5%. Questo vantaggio esiste per incentivare l’investimento nel debito pubblico e in strumenti considerati meno rischiosi.

Dal punto di vista tecnico, il meccanismo non prevede un’aliquota separata del 12,5%. Funziona così: nel quadro RT inserisci solo il 48,08% del corrispettivo incassato e il 48,08% del costo di acquisto. Poi applichi l’aliquota ordinaria del 26% su quella base ridotta. Il risultato è equivalente ad applicare il 12,5% sull’importo pieno (26% x 48,08% = circa 12,5%).

Questo metodo tecnico serve a mantenere un sistema unico di calcolo nel quadro RT, evitando aliquote diverse in sezioni diverse. In pratica, nei righi RT21 e RT22 della Sezione II-A del quadro RT inserisci già le cifre ridotte al 48,08%: non devi fare altri calcoli separati.

Quali obbligazioni rientrano nell’agevolazione? I titoli di cui all’art. 31 del d.P.R. n. 601 del 1973 (i titoli pubblici italiani) e le obbligazioni emesse da Stati esteri inclusi nella lista ministeriale del 4 settembre 1996 e successive modificazioni, comprese le obbligazioni emesse dagli enti territoriali di quegli Stati (come i bond emessi da regioni o comuni di Paesi EU con fiscalità normale).

Confronto tra titoli al 12,5% e titoli al 26%
Categoria Esempi tipici Base imponibile nel quadro RT Aliquota effettiva
Titoli di Stato italiani (art. 31 DPR 601/1973) BTP, BOT, CCT, BTP Italia, CTZ 48,08% del corrispettivo e del costo 12,5%
Obbligazioni di Stati esteri (lista min. 4/9/1996) Bond sovrani di paesi UE o OCSE in lista 48,08% del corrispettivo e del costo 12,5%
Obbligazioni enti territoriali di detti Stati Bond di regioni o comuni di paesi in lista 48,08% del corrispettivo e del costo 12,5%
Obbligazioni societarie (es. corporate bond) Bond Fiat, Enel, LVMH 100% del corrispettivo e del costo 26%
Azioni, ETF, fondi comuni azionari Azioni Intesa, ETF S&P500 100% del corrispettivo e del costo 26%

Esempio pratico

  • Tizio ha acquistato BTP (titoli di Stato italiani) per 10.000 euro e li ha venduti nel 2025 per 11.000 euro, realizzando una plusvalenza di 1.000 euro. Invece di inserire 11.000 e 10.000 nel quadro RT, inserisce il 48,08%: corrispettivo 11.000 x 48,08% = 5.289 euro; costo 10.000 x 48,08% = 4.808 euro. Plusvalenza ridotta = 5.289 – 4.808 = 481 euro. Imposta = 481 x 26% = 125 euro. Questo corrisponde esattamente a 1.000 euro x 12,5% = 125 euro. Il risultato è identico, ma si ottiene con il meccanismo del 48,08% all’interno dell’aliquota ordinaria del 26%.

Documenti necessari

  • Estratto conto o nota di acquisto dei titoli di Stato con ISIN e prezzo
  • Nota di vendita o rimborso con corrispettivo incassato
  • Documentazione dell’intermediario che attesti la natura del titolo (per capire se rientra nell’agevolazione)
  • Certificazione delle minusvalenze da titoli agevolati rilasciata dall’intermediario (in regime amministrato)

Caio vende BTP guadagnando sulla variazione di prezzo

Scenario. Caio ha comprato 5 BTP sul mercato secondario al prezzo di 98 (valore nominale 100) pagando in tutto 9.800 euro, più 10 euro di commissioni. Li vende nel 2025 a 102, incassando 10.200 euro meno 10 euro di commissioni = 10.190 euro netti.

Come si applica. Il costo fiscalmente riconosciuto è 9.800 + 10 = 9.810 euro. Il corrispettivo netto è 10.190 euro. Plusvalenza piena: 10.190 – 9.810 = 380 euro. Essendo BTP, si applica il 48,08%: base imponibile = 380 x 48,08% = 182,70 euro. Imposta = 182,70 x 26% = 47,50 euro. Se invece fossero state obbligazioni societarie, l’imposta sarebbe stata 380 x 26% = 98,80 euro: quasi il doppio.

In pratica

  • L’agevolazione vale sulla variazione di prezzo (plusvalenza/minusvalenza), non sugli interessi cedolari che seguono regole diverse.
  • Per verificare se un titolo è agevolato, controlla l’ISIN: i BTP iniziano con ‘IT’ e sono facilmente riconoscibili. Per bond esteri verifica la lista ministeriale.
  • Anche i BTP Italia e i BTP Valore rientrano nell’agevolazione perché sono titoli emessi dallo Stato italiano.

Sempronio perde su BTP e vuole compensare

Scenario. Sempronio nel 2025 vende BTP in perdita di 2.000 euro (minusvalenza) e nello stesso anno guadagna 3.000 euro vendendo azioni (plusvalenza Sezione II-A).

Come si applica. La minusvalenza da BTP (titoli al 12,5%) non si usa al 100% per compensare le plusvalenze al 26%. Le istruzioni stabiliscono che le minusvalenze realizzate in regime di tassazione al 12,50% sono deducibili per una quota pari al 48,08% del loro ammontare. Quindi: 2.000 x 48,08% = 961,60 euro compensabili. Plusvalenza netta tassabile: 3.000 – 961,60 = 2.038,40 euro. Imposta: 2.038,40 x 26% = 530 euro circa.

In pratica

  • Le perdite su titoli agevolati al 12,5% valgono meno come ‘scudo’ rispetto alle perdite su titoli al 26%: puoi usarne solo il 48,08%.
  • Questo evita un’asimmetria: se i guadagni pagano solo il 12,5%, anche le perdite compensano in misura proporzionale.
  • Se hai solo perdite su BTP senza plusvalenze da compensare, le riporti nei quattro anni successivi, sempre al 48,08%.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Gli interessi cedolari dei BTP pagano anch'essi il 12,5%?

Sì, anche gli interessi (cedole) dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5%, ma seguono regole diverse dalle plusvalenze: vengono tassati come redditi di capitale, non come redditi diversi, e in genere la banca li trattiene alla fonte. Non vanno nel quadro RT ma eventualmente nel quadro RM se non sono stati tassati alla fonte.

Come faccio a sapere se un'obbligazione estera è agevolata al 12,5%?

Deve essere emessa da uno Stato incluso nella lista del decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successive modificazioni. In pratica si tratta dei Paesi con cui l’Italia ha accordi di scambio di informazioni: la maggior parte dei Paesi UE e OCSE. Chiedi conferma al tuo intermediario.

I fondi obbligazionari che investono in BTP godono dell'agevolazione?

Non direttamente: i proventi dei fondi comuni (OICR) sono redditi di natura finanziaria tassati normalmente al 26%. Solo se il fondo distribuisce importi riferibili a titoli agevolati la quota corrispondente può essere ridotta al 48,08%. Il trattamento dipende dalla composizione del fondo e dalle comunicazioni dell’intermediario.

I BTP comprati in asta primaria e tenuti fino a scadenza generano plusvalenze?

No. Se il BTP viene rimborsato a scadenza alla pari (100), non c’è differenza tra corrispettivo e costo se hai pagato 100. Ma se hai acquistato sotto la pari (es. a 97) e vieni rimborsato a 100, c’è una plusvalenza di 3 punti percentuali tassata al 12,5%.

Le obbligazioni emesse da Comuni italiani godono dell'agevolazione?

No. L’agevolazione riguarda i titoli dello Stato italiano (emessi dal Ministero dell’Economia) e le obbligazioni di enti territoriali di Stati esteri in lista. Le obbligazioni di enti locali italiani (comuni, regioni) sono trattate come obbligazioni ordinarie al 26%.

Se ho perso denaro su BTP posso usare la perdita contro i guadagni in borsa?

Sì, ma solo parzialmente: la minusvalenza da BTP è deducibile contro plusvalenze al 26% solo per il 48,08% del suo importo, perché i BTP godono di un regime di favore e le perdite si proporzionano di conseguenza.

Domande frequenti

Gli interessi cedolari dei BTP pagano anch'essi il 12,5%?

Sì, anche gli interessi (cedole) dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5%, ma seguono regole diverse dalle plusvalenze: vengono tassati come redditi di capitale, non come redditi diversi, e in genere la banca li trattiene alla fonte. Non vanno nel quadro RT ma eventualmente nel quadro RM se non sono stati tassati alla fonte.

Come faccio a sapere se un'obbligazione estera è agevolata al 12,5%?

Deve essere emessa da uno Stato incluso nella lista del decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successive modificazioni. In pratica si tratta dei Paesi con cui l'Italia ha accordi di scambio di informazioni: la maggior parte dei Paesi UE e OCSE. Chiedi conferma al tuo intermediario.

I fondi obbligazionari che investono in BTP godono dell'agevolazione?

Non direttamente: i proventi dei fondi comuni (OICR) sono redditi di natura finanziaria tassati normalmente al 26%. Solo se il fondo distribuisce importi riferibili a titoli agevolati la quota corrispondente può essere ridotta al 48,08%. Il trattamento dipende dalla composizione del fondo e dalle comunicazioni dell'intermediario.

I BTP comprati in asta primaria e tenuti fino a scadenza generano plusvalenze?

No. Se il BTP viene rimborsato a scadenza alla pari (100), non c'è differenza tra corrispettivo e costo se hai pagato 100. Ma se hai acquistato sotto la pari (es. a 97) e vieni rimborsato a 100, c'è una plusvalenza di 3 punti percentuali tassata al 12,5%.

Le obbligazioni emesse da Comuni italiani godono dell'agevolazione?

No. L'agevolazione riguarda i titoli dello Stato italiano (emessi dal Ministero dell'Economia) e le obbligazioni di enti territoriali di Stati esteri in lista. Le obbligazioni di enti locali italiani (comuni, regioni) sono trattate come obbligazioni ordinarie al 26%.

Se ho perso denaro su BTP posso usare la perdita contro i guadagni in borsa?

Sì, ma solo parzialmente: la minusvalenza da BTP è deducibile contro plusvalenze al 26% solo per il 48,08% del suo importo, perché i BTP godono di un regime di favore e le perdite si proporzionano di conseguenza.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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