Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Aliquota dimezzata al 12,5%: i titoli di Stato italiani ed equiparati (BTP, BOT, BTP Italia, CCT) sono tassati al 12,5% invece del 26% ordinario.
- Meccanismo del 48,08%: in pratica non si cambia aliquota; si inserisce nel quadro RT solo il 48,08% del corrispettivo e del costo, poi si applica il 26% su quella base ridotta.
- Quali titoli rientrano: titoli di cui all’art. 31 del d.P.R. n. 601 del 1973 (titoli di Stato italiani) e obbligazioni emesse da Stati esteri inclusi nella lista ministeriale del 4 settembre 1996 e successive modificazioni.
- Anche le obbligazioni di enti territoriali esteri: dal decreto-legge n. 66 del 2014, rientrano nell’agevolazione anche le obbligazioni emesse da enti territoriali degli Stati inclusi nella lista.
- Righi RT21 e RT22 della Sezione II-A: qui si riportano i corrispettivi e i costi già ridotti al 48,08% per le operazioni dal 1° luglio 2014.
- Minusvalenze da titoli agevolati: se realizzi una perdita su questi titoli, per compensarla con plusvalenze al 26% puoi usarla solo al 48,08% del suo importo.
Perché i titoli di Stato pagano meno tasse
Non tutti i guadagni finanziari pagano la stessa imposta. Mentre su azioni, ETF e obbligazioni societarie si paga il 26%, sui titoli di Stato italiani (BTP, BOT, CCT, BTP Italia) e su alcune obbligazioni estere equiparate l’aliquota effettiva è del 12,5%. Questo vantaggio esiste per incentivare l’investimento nel debito pubblico e in strumenti considerati meno rischiosi.
Dal punto di vista tecnico, il meccanismo non prevede un’aliquota separata del 12,5%. Funziona così: nel quadro RT inserisci solo il 48,08% del corrispettivo incassato e il 48,08% del costo di acquisto. Poi applichi l’aliquota ordinaria del 26% su quella base ridotta. Il risultato è equivalente ad applicare il 12,5% sull’importo pieno (26% x 48,08% = circa 12,5%).
Questo metodo tecnico serve a mantenere un sistema unico di calcolo nel quadro RT, evitando aliquote diverse in sezioni diverse. In pratica, nei righi RT21 e RT22 della Sezione II-A del quadro RT inserisci già le cifre ridotte al 48,08%: non devi fare altri calcoli separati.
Quali obbligazioni rientrano nell’agevolazione? I titoli di cui all’art. 31 del d.P.R. n. 601 del 1973 (i titoli pubblici italiani) e le obbligazioni emesse da Stati esteri inclusi nella lista ministeriale del 4 settembre 1996 e successive modificazioni, comprese le obbligazioni emesse dagli enti territoriali di quegli Stati (come i bond emessi da regioni o comuni di Paesi EU con fiscalità normale).
| Categoria | Esempi tipici | Base imponibile nel quadro RT | Aliquota effettiva |
|---|---|---|---|
| Titoli di Stato italiani (art. 31 DPR 601/1973) | BTP, BOT, CCT, BTP Italia, CTZ | 48,08% del corrispettivo e del costo | 12,5% |
| Obbligazioni di Stati esteri (lista min. 4/9/1996) | Bond sovrani di paesi UE o OCSE in lista | 48,08% del corrispettivo e del costo | 12,5% |
| Obbligazioni enti territoriali di detti Stati | Bond di regioni o comuni di paesi in lista | 48,08% del corrispettivo e del costo | 12,5% |
| Obbligazioni societarie (es. corporate bond) | Bond Fiat, Enel, LVMH | 100% del corrispettivo e del costo | 26% |
| Azioni, ETF, fondi comuni azionari | Azioni Intesa, ETF S&P500 | 100% del corrispettivo e del costo | 26% |
Esempio pratico
-
Tizio ha acquistato BTP (titoli di Stato italiani) per 10.000 euro e li ha venduti nel 2025 per 11.000 euro, realizzando una plusvalenza di 1.000 euro. Invece di inserire 11.000 e 10.000 nel quadro RT, inserisce il 48,08%: corrispettivo 11.000 x 48,08% = 5.289 euro; costo 10.000 x 48,08% = 4.808 euro. Plusvalenza ridotta = 5.289 – 4.808 = 481 euro. Imposta = 481 x 26% = 125 euro. Questo corrisponde esattamente a 1.000 euro x 12,5% = 125 euro. Il risultato è identico, ma si ottiene con il meccanismo del 48,08% all’interno dell’aliquota ordinaria del 26%.
Documenti necessari
- Estratto conto o nota di acquisto dei titoli di Stato con ISIN e prezzo
- Nota di vendita o rimborso con corrispettivo incassato
- Documentazione dell’intermediario che attesti la natura del titolo (per capire se rientra nell’agevolazione)
- Certificazione delle minusvalenze da titoli agevolati rilasciata dall’intermediario (in regime amministrato)
Caio vende BTP guadagnando sulla variazione di prezzo
Scenario. Caio ha comprato 5 BTP sul mercato secondario al prezzo di 98 (valore nominale 100) pagando in tutto 9.800 euro, più 10 euro di commissioni. Li vende nel 2025 a 102, incassando 10.200 euro meno 10 euro di commissioni = 10.190 euro netti.
Come si applica. Il costo fiscalmente riconosciuto è 9.800 + 10 = 9.810 euro. Il corrispettivo netto è 10.190 euro. Plusvalenza piena: 10.190 – 9.810 = 380 euro. Essendo BTP, si applica il 48,08%: base imponibile = 380 x 48,08% = 182,70 euro. Imposta = 182,70 x 26% = 47,50 euro. Se invece fossero state obbligazioni societarie, l’imposta sarebbe stata 380 x 26% = 98,80 euro: quasi il doppio.
In pratica
- L’agevolazione vale sulla variazione di prezzo (plusvalenza/minusvalenza), non sugli interessi cedolari che seguono regole diverse.
- Per verificare se un titolo è agevolato, controlla l’ISIN: i BTP iniziano con ‘IT’ e sono facilmente riconoscibili. Per bond esteri verifica la lista ministeriale.
- Anche i BTP Italia e i BTP Valore rientrano nell’agevolazione perché sono titoli emessi dallo Stato italiano.
Sempronio perde su BTP e vuole compensare
Scenario. Sempronio nel 2025 vende BTP in perdita di 2.000 euro (minusvalenza) e nello stesso anno guadagna 3.000 euro vendendo azioni (plusvalenza Sezione II-A).
Come si applica. La minusvalenza da BTP (titoli al 12,5%) non si usa al 100% per compensare le plusvalenze al 26%. Le istruzioni stabiliscono che le minusvalenze realizzate in regime di tassazione al 12,50% sono deducibili per una quota pari al 48,08% del loro ammontare. Quindi: 2.000 x 48,08% = 961,60 euro compensabili. Plusvalenza netta tassabile: 3.000 – 961,60 = 2.038,40 euro. Imposta: 2.038,40 x 26% = 530 euro circa.
In pratica
- Le perdite su titoli agevolati al 12,5% valgono meno come ‘scudo’ rispetto alle perdite su titoli al 26%: puoi usarne solo il 48,08%.
- Questo evita un’asimmetria: se i guadagni pagano solo il 12,5%, anche le perdite compensano in misura proporzionale.
- Se hai solo perdite su BTP senza plusvalenze da compensare, le riporti nei quattro anni successivi, sempre al 48,08%.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Gli interessi cedolari dei BTP pagano anch'essi il 12,5%?
Sì, anche gli interessi (cedole) dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5%, ma seguono regole diverse dalle plusvalenze: vengono tassati come redditi di capitale, non come redditi diversi, e in genere la banca li trattiene alla fonte. Non vanno nel quadro RT ma eventualmente nel quadro RM se non sono stati tassati alla fonte.
Come faccio a sapere se un'obbligazione estera è agevolata al 12,5%?
Deve essere emessa da uno Stato incluso nella lista del decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successive modificazioni. In pratica si tratta dei Paesi con cui l’Italia ha accordi di scambio di informazioni: la maggior parte dei Paesi UE e OCSE. Chiedi conferma al tuo intermediario.
I fondi obbligazionari che investono in BTP godono dell'agevolazione?
Non direttamente: i proventi dei fondi comuni (OICR) sono redditi di natura finanziaria tassati normalmente al 26%. Solo se il fondo distribuisce importi riferibili a titoli agevolati la quota corrispondente può essere ridotta al 48,08%. Il trattamento dipende dalla composizione del fondo e dalle comunicazioni dell’intermediario.
I BTP comprati in asta primaria e tenuti fino a scadenza generano plusvalenze?
No. Se il BTP viene rimborsato a scadenza alla pari (100), non c’è differenza tra corrispettivo e costo se hai pagato 100. Ma se hai acquistato sotto la pari (es. a 97) e vieni rimborsato a 100, c’è una plusvalenza di 3 punti percentuali tassata al 12,5%.
Le obbligazioni emesse da Comuni italiani godono dell'agevolazione?
No. L’agevolazione riguarda i titoli dello Stato italiano (emessi dal Ministero dell’Economia) e le obbligazioni di enti territoriali di Stati esteri in lista. Le obbligazioni di enti locali italiani (comuni, regioni) sono trattate come obbligazioni ordinarie al 26%.
Se ho perso denaro su BTP posso usare la perdita contro i guadagni in borsa?
Sì, ma solo parzialmente: la minusvalenza da BTP è deducibile contro plusvalenze al 26% solo per il 48,08% del suo importo, perché i BTP godono di un regime di favore e le perdite si proporzionano di conseguenza.
Domande frequenti
Gli interessi cedolari dei BTP pagano anch'essi il 12,5%?
Sì, anche gli interessi (cedole) dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5%, ma seguono regole diverse dalle plusvalenze: vengono tassati come redditi di capitale, non come redditi diversi, e in genere la banca li trattiene alla fonte. Non vanno nel quadro RT ma eventualmente nel quadro RM se non sono stati tassati alla fonte.
Come faccio a sapere se un'obbligazione estera è agevolata al 12,5%?
Deve essere emessa da uno Stato incluso nella lista del decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successive modificazioni. In pratica si tratta dei Paesi con cui l'Italia ha accordi di scambio di informazioni: la maggior parte dei Paesi UE e OCSE. Chiedi conferma al tuo intermediario.
I fondi obbligazionari che investono in BTP godono dell'agevolazione?
Non direttamente: i proventi dei fondi comuni (OICR) sono redditi di natura finanziaria tassati normalmente al 26%. Solo se il fondo distribuisce importi riferibili a titoli agevolati la quota corrispondente può essere ridotta al 48,08%. Il trattamento dipende dalla composizione del fondo e dalle comunicazioni dell'intermediario.
I BTP comprati in asta primaria e tenuti fino a scadenza generano plusvalenze?
No. Se il BTP viene rimborsato a scadenza alla pari (100), non c'è differenza tra corrispettivo e costo se hai pagato 100. Ma se hai acquistato sotto la pari (es. a 97) e vieni rimborsato a 100, c'è una plusvalenza di 3 punti percentuali tassata al 12,5%.
Le obbligazioni emesse da Comuni italiani godono dell'agevolazione?
No. L'agevolazione riguarda i titoli dello Stato italiano (emessi dal Ministero dell'Economia) e le obbligazioni di enti territoriali di Stati esteri in lista. Le obbligazioni di enti locali italiani (comuni, regioni) sono trattate come obbligazioni ordinarie al 26%.
Se ho perso denaro su BTP posso usare la perdita contro i guadagni in borsa?
Sì, ma solo parzialmente: la minusvalenza da BTP è deducibile contro plusvalenze al 26% solo per il 48,08% del suo importo, perché i BTP godono di un regime di favore e le perdite si proporzionano di conseguenza.
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