Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

In sintesi

  • Plusvalenza = corrispettivo di vendita, al netto degli oneri di diretta imputazione (notaio, mediazione), meno il costo fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti, avviamento compreso.
  • Azienda posseduta da più di cinque anni: l’imprenditore individuale può chiedere la tassazione separata nel quadro RM della dichiarazione Redditi; se non la chiede, la plusvalenza resta nel reddito d’impresa.
  • Calcolo dell’imposta separata: si applica l’aliquota IRPEF corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dei due anni precedenti la cessione; l’imposta definitiva la liquida l’Agenzia delle Entrate.
  • Acconto del 20 per cento: sulla plusvalenza a tassazione separata non soggetta a ritenuta si versa un acconto del 20%, con F24 e codice tributo 4200.
  • Niente 730: chi cede un’azienda dichiara la plusvalenza nel modello Redditi Persone fisiche, non nel 730.

Cosa si intende per plusvalenza da cessione di azienda

Quando vendi la tua azienda, o un ramo di essa, e incassi più di quanto l’azienda vale fiscalmente, realizzi una plusvalenza. Il calcolo è la differenza tra il prezzo che ricevi, al netto degli oneri accessori di diretta imputazione (spese notarili, commissioni di mediazione), e il costo non ammortizzato dei beni ceduti (art. 86, comma 2, TUIR). Nella plusvalenza rientra anche il valore di avviamento.

Il trattamento fiscale dipende da quanto tempo hai avuto l’azienda. Se la possiedi da più di cinque anni puoi chiedere la tassazione separata, che evita di sommare la plusvalenza agli altri redditi dell’anno. Se la possiedi da cinque anni o meno, la plusvalenza entra nel reddito d’impresa (quadri RF o RG) e, se l’azienda è posseduta da almeno tre anni, puoi distribuirla in quote costanti fino a cinque esercizi. Le regole di scelta, compresa la novità 2026 sulla rateazione, sono spiegate nella guida su plusvalenza da cessione d’azienda 2026: rateazione o tassazione separata; qui ci concentriamo su come si dichiara e su un esempio di calcolo.

Dove si dichiara la plusvalenza da cessione di azienda
Situazione Regime Dove si dichiara
Imprenditore individuale, azienda posseduta da più di cinque anni Tassazione separata su richiesta; altrimenti ordinaria Quadro RM, rigo RM2, codice 7 (anno di realizzo in colonna 2)
Azienda posseduta da cinque anni o meno Tassazione ordinaria IRPEF, con eventuale rateazione se posseduta da almeno tre anni Quadro RF o RG (rateazione nel prospetto del quadro RS)
Azienda affittata e poi venduta da chi non esercita più l’impresa Reddito diverso; se l’azienda è posseduta da più di cinque anni si applica la tassazione separata, salvo opzione per l’ordinaria (colonna 5 del rigo RM2) Quadro RL, rigo RL8, oppure quadro RM, rigo RM2, codice 7
Acconto sulla tassazione separata 20 per cento della plusvalenza non soggetta a ritenuta Rigo RM21 e modello F24, codice tributo 4200

Esempio di calcolo della plusvalenza e dell’imposta separata

  • Tizio possiede la sua impresa individuale dal 2017 e nel 2025 la vende per 300.000 euro. Il costo fiscalmente riconosciuto dei beni aziendali è di 120.000 euro e non ci sono oneri di diretta imputazione. La plusvalenza è 300.000 − 120.000 = 180.000 euro. Poiché possiede l’azienda da più di cinque anni, Tizio chiede la tassazione separata e versa un acconto del 20%: 36.000 euro (codice tributo 4200).

    Per stimare l’imposta definitiva si guarda il reddito complessivo netto del 2023 e del 2024. Ipotizziamo 38.000 e 42.000 euro: la metà della somma è 40.000 euro. Con gli scaglioni IRPEF del 2025 (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000), l’imposta su 40.000 euro è 6.440 + 4.200 = 10.640 euro, cioè un’aliquota del 26,6%. Applicata alla plusvalenza dà circa 47.880 euro; tolto l’acconto, restano circa 11.880 euro, che l’Agenzia chiede con la liquidazione. È una stima a titolo di esempio: il calcolo definitivo spetta all’Agenzia delle Entrate.

Documenti necessari

  • Atto notarile di cessione dell’azienda
  • Documentazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti (inventari, libri contabili)
  • Eventuali perizie di stima
  • Fatture degli oneri di diretta imputazione (notaio, mediazione)
  • Dichiarazioni dei redditi dei due anni precedenti, per stimare l’aliquota
  • Modello F24 per l’acconto del 20 per cento (codice tributo 4200)

Azienda posseduta da più di cinque anni: come si chiede la tassazione separata

Scenario. Caio gestisce una ditta individuale aperta nel 2015. Nel 2025 cede l’intera azienda e realizza una plusvalenza di 200.000 euro, già al netto delle spese notarili.

Come si applica. Per l’imprenditore individuale la tassazione separata non è automatica: Caio la chiede dichiarando la plusvalenza nel quadro RM, rigo RM2, con il codice 7 in colonna 1 e l’anno di realizzo in colonna 2. Versa l’acconto del 20% (40.000 euro) con il codice tributo 4200. L’imposta definitiva è calcolata dall’Agenzia con l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del 2023 e del 2024 (art. 21 TUIR). Se Caio preferisce la tassazione ordinaria, non compila il quadro RM e lascia la plusvalenza nel reddito d’impresa.

In pratica

  • Plusvalenza nel quadro RM, rigo RM2, codice 7.
  • Acconto del 20 per cento con F24, codice tributo 4200.
  • Il modello 730 non si può usare per questi redditi.

Azienda ceduta entro i cinque anni: tassazione ordinaria

Scenario. Sempronio apre una piccola officina nel 2022 e la cede nel 2025, realizzando una plusvalenza di 40.000 euro. Non ha maturato i cinque anni di possesso.

Come si applica. La plusvalenza concorre al reddito d’impresa del 2025 e non è possibile la tassazione separata. Sempronio la riporta nel quadro RF o RG insieme agli altri componenti del reddito d’impresa. Se l’officina è posseduta da almeno tre anni, può scegliere in dichiarazione di distribuirla in quote costanti nell’anno e nei quattro successivi, compilando il prospetto delle plusvalenze nel quadro RS.

In pratica

  • Cinque anni di possesso o meno: tassazione ordinaria.
  • Possesso di almeno tre anni: rateazione possibile fino a cinque esercizi.
  • Il quadro RM non serve in questo caso.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Vedi anche: Plusvalenza vendita terreni edificabili, Plusvalenze da vendita immobili, Plusvalenza sulla vendita di un immobile entro 5 anni, PEX: quando le plusvalenze su partecipazioni sono quasi esenti, Vendere l’auto usata tra privati e Rateizzazione plusvalenze d’impresa.

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Domande frequenti

Come si calcola la plusvalenza da cessione d'azienda?

È la differenza tra il corrispettivo incassato, al netto degli oneri accessori di diretta imputazione come notaio e mediazione, e il costo fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti, cioè il costo non ammortizzato. Nella plusvalenza rientra anche l'avviamento.

Posso usare il modello 730 per dichiarare la plusvalenza da cessione dell'azienda?

No. Va dichiarata nel modello Redditi Persone fisiche: nel quadro RM, rigo RM2, codice 7, se chiedi la tassazione separata; altrimenti nel reddito d'impresa (quadri RF o RG).

Come si sceglie la tassazione ordinaria al posto di quella separata?

Per l'imprenditore individuale la regola è la tassazione ordinaria: la separata va chiesta compilando il quadro RM. Se non la chiedi, la plusvalenza resta nel reddito d'impresa. La casella di opzione per l'ordinaria in colonna 5 del rigo RM2 riguarda chi ha realizzato la plusvalenza fuori dall'esercizio dell'impresa, per esempio vendendo un'azienda affittata dopo aver chiuso l'attività.

Come si calcola l'aliquota della tassazione separata?

Si prende la metà del reddito complessivo netto dei due anni precedenti quello della cessione e si individua l'aliquota IRPEF media corrispondente; quell'aliquota si applica alla plusvalenza (art. 21 TUIR). Se in uno dei due anni non c'è reddito imponibile si considera l'altro; se mancano entrambi si applica l'aliquota del primo scaglione.

L'acconto del 20 per cento è obbligatorio?

Sì, sui redditi a tassazione separata non assoggettati a ritenuta va versato un acconto del 20 per cento (art. 1, comma 3, D.L. 669/1996). Si indica nel rigo RM21 e si versa con F24, codice tributo 4200.

Dove si indica la plusvalenza se ho chiuso la partita IVA e venduto l'azienda che avevo affittato?

Chi non esercita più l'impresa indica i proventi della vendita di un'azienda prima affittata nel rigo RL8; se l'azienda è posseduta da più di cinque anni si applica la tassazione separata del rigo RM2, codice 7, con facoltà di optare per l'ordinaria.

La plusvalenza sull'avviamento è trattata allo stesso modo?

Sì. La plusvalenza da cessione di azienda comprende anche il valore di avviamento e segue la stessa disciplina.

Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.