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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come si calcola la plusvalenza e l'imposta del 26%

Quando vendi azioni, quote di fondi comuni o ETF guadagnandoci, realizzi una plusvalenza finanziaria. In termini semplici: se hai comprato 100 azioni a 10 euro l’una e le hai vendute a 14 euro l’una, la plusvalenza è 400 euro (la differenza tra 1.400 euro incassati e 1.000 euro spesi).

Dal 1° luglio 2014, su queste plusvalenze si paga un’imposta sostitutiva del 26 per cento. Si chiama ‘sostitutiva’ perché sostituisce l’IRPEF ordinaria: non entra nel reddito complessivo e viene tassata a parte, con un’aliquota fissa indipendente dal tuo reddito.

La base su cui calcoli l’imposta non è solo il prezzo di vendita meno il prezzo d’acquisto. Puoi aggiungere al costo d’acquisto tutte le spese strettamente legate all’operazione: commissioni del broker, spese notarili, imposta di successione se hai ereditato i titoli. Gli interessi passivi invece non sono deducibili.

Se hai comprato lo stesso titolo in momenti diversi a prezzi diversi, il calcolo del costo avviene con il metodo LIFO (Last In First Out): si considerano venduti per primi i titoli acquistati più di recente. Questo criterio è stabilito dall’art. 68 del TUIR e non è una scelta, ma una regola obbligatoria.

Riepilogo imposta sostitutiva sulle plusvalenze finanziarie
Tipo di operazione Periodo di realizzo Aliquota
Partecipazioni non qualificate, ETF, fondi, valute, metalli preziosi, derivati Dal 1° luglio 2014 26%
Stesse tipologie di strumenti Dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014 20%
Stesse tipologie di strumenti Fino al 31 dicembre 2011 12,50%
Cripto-attività (plusvalenze realizzate entro 31 dicembre 2025) Dal 1° luglio 2014 26%

Esempio pratico

  • Tizio ha comprato 500 quote di un ETF azionario a 20 euro ciascuna (10.000 euro totali) pagando 15 euro di commissioni. Le ha vendute nel 2025 a 28 euro ciascuna (14.000 euro totali) pagando altre 18 euro di commissioni. La plusvalenza si calcola così: corrispettivo 14.000 – 18 (commissioni vendita) = 13.982 euro; costo riconosciuto 10.000 + 15 (commissioni acquisto) = 10.015 euro. Plusvalenza netta = 13.982 – 10.015 = 3.967 euro. Imposta sostitutiva al 26%: 3.967 x 0,26 = 1.031,42 euro, da versare con codice tributo 1100.

Documenti necessari

  • Contratto di acquisto o estratto conto del broker con prezzo e data di acquisto dei titoli
  • Nota di vendita o estratto conto con prezzo e data di vendita
  • Ricevute delle commissioni di intermediazione pagate
  • Certificazione del sostituto d’imposta (se in regime amministrato o gestito)
  • Eventuale perizia giurata (se hai rivalutato il valore di acquisto delle partecipazioni)

Tizio vende azioni comprate in momenti diversi

Scenario. Tizio possiede 200 azioni di una società: 100 acquistate nel 2022 a 15 euro e 100 acquistate nel 2024 a 20 euro. Nel 2025 ne vende 100 a 25 euro ciascuna.

Come si applica. Con il metodo LIFO si considerano vendute le 100 azioni acquistate per ultime, cioè quelle del 2024 a 20 euro. La plusvalenza è (25 – 20) x 100 = 500 euro. L’imposta sostitutiva è 500 x 26% = 130 euro. Le 100 azioni comprate nel 2022 a 15 euro rimangono in portafoglio e non generano ancora alcun reddito tassabile.

In pratica

  • LIFO significa che le azioni comprate per ultime si considerano le prime ad essere vendute.
  • Solo alla vendita si realizza la plusvalenza: finché tieni i titoli in portafoglio non paghi nulla.
  • Il costo da usare è sempre quello documentato: conserva gli estratti conto del broker.

Caio vende quote di un fondo comune con costo sconosciuto

Scenario. Caio ha ricevuto in donazione nel 2019 alcune quote di un fondo comune. Non ha la documentazione del costo originario sostenuto dal donante.

Come si applica. Le istruzioni stabiliscono che, in caso di donazione, il costo da assumere è quello del donante. Se Caio non riesce a documentarlo, dovrà applicare le regole generali. Per i fondi comuni (OICR), la differenza negativa tra corrispettivo percepito e costo d’acquisto genera una minusvalenza, mentre quella positiva è plusvalenza tassata al 26%. Caio deve recuperare dall’intermediario o dal donante la documentazione del costo originale, altrimenti rischia di pagare l’imposta sull’intero corrispettivo incassato.

In pratica

  • In caso di donazione il costo da usare è quello che avrebbe usato il donante se avesse venduto lui stesso.
  • Richiedi all’intermediario o alla banca la certificazione storica del costo: spesso la rilasciano gratuitamente.
  • Senza documentazione del costo, il rischio è di pagare l’imposta su un importo più alto del dovuto.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quando devo compilare la Sezione II-A del quadro RT?

Devi compilarla se nel 2025 hai venduto partecipazioni non qualificate (azioni, ETF, quote di fondi) o altri strumenti finanziari come valute estere, metalli preziosi o derivati, realizzando una plusvalenza. Non la compili se usi il regime amministrato (la banca trattiene l’imposta direttamente).

Come si calcola l'imposta da versare?

Sottrai al corrispettivo di vendita il costo fiscalmente riconosciuto (prezzo d’acquisto più commissioni). Sul risultato positivo applichi il 26%. Versi con modello F24 usando il codice tributo 1100.

Posso dedurre le commissioni pagate al broker?

Sì. Le commissioni di intermediazione, le spese notarili e l’imposta di successione (se hai ereditato i titoli) aumentano il costo d’acquisto e riducono la plusvalenza. Non sono invece deducibili gli interessi passivi.

Se ho perso soldi (minusvalenza) devo lo stesso compilare il quadro RT?

Sì, devi indicare la minusvalenza nel quadro RT perché potresti compensarla con plusvalenze dello stesso anno o portarla in detrazione nei quattro anni successivi. Se non la dichiari, perdi questo vantaggio.

Cosa succede se non compilo il quadro RT?

Le plusvalenze non dichiarate sono redditi non tassati: l’Agenzia delle Entrate può accertarle e applicare sanzioni. In regime dichiarativo sei tu il responsabile del calcolo e del versamento dell’imposta.

Cosa significa 'partecipazione non qualificata'?

Una partecipazione è non qualificata quando rappresenta una quota piccola del capitale di una società: sotto il 2% dei diritti di voto (o il 5% del capitale) per le società quotate, o sotto il 20% (o il 25% del capitale) per le non quotate. La maggior parte delle azioni acquistate in borsa da un privato rientra in questa categoria.

Domande frequenti

Quando devo compilare la Sezione II-A del quadro RT?

Devi compilarla se nel 2025 hai venduto partecipazioni non qualificate (azioni, ETF, quote di fondi) o altri strumenti finanziari come valute estere, metalli preziosi o derivati, realizzando una plusvalenza. Non la compili se usi il regime amministrato (la banca trattiene l'imposta direttamente).

Come si calcola l'imposta da versare?

Sottrai al corrispettivo di vendita il costo fiscalmente riconosciuto (prezzo d'acquisto più commissioni). Sul risultato positivo applichi il 26%. Versi con modello F24 usando il codice tributo 1100.

Posso dedurre le commissioni pagate al broker?

Sì. Le commissioni di intermediazione, le spese notarili e l'imposta di successione (se hai ereditato i titoli) aumentano il costo d'acquisto e riducono la plusvalenza. Non sono invece deducibili gli interessi passivi.

Se ho perso soldi (minusvalenza) devo lo stesso compilare il quadro RT?

Sì, devi indicare la minusvalenza nel quadro RT perché potresti compensarla con plusvalenze dello stesso anno o portarla in detrazione nei quattro anni successivi. Se non la dichiari, perdi questo vantaggio.

Cosa succede se non compilo il quadro RT?

Le plusvalenze non dichiarate sono redditi non tassati: l'Agenzia delle Entrate può accertarle e applicare sanzioni. In regime dichiarativo sei tu il responsabile del calcolo e del versamento dell'imposta.

Cosa significa 'partecipazione non qualificata'?

Una partecipazione è non qualificata quando rappresenta una quota piccola del capitale di una società: sotto il 2% dei diritti di voto (o il 5% del capitale) per le società quotate, o sotto il 20% (o il 25% del capitale) per le non quotate. La maggior parte delle azioni acquistate in borsa da un privato rientra in questa categoria.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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