Indice
La guida
In sintesi
- Detrazione del 19%: le spese odontoiatriche danno diritto alla detrazione del 19% sulla parte del totale delle spese sanitarie che supera la franchigia di 129,11 euro (rigo E1 del 730).
- Nessun tetto di spesa: non c’è un importo massimo detraibile. Oltre 15.493,71 euro di spese sanitarie nell’anno la detrazione si può dividere in quattro rate annuali.
- Pagamento tracciabile obbligatorio per i privati: per le prestazioni di un dentista privato non accreditato al SSN serve carta, bancomat, bonifico o assegno; il contante fa perdere la detrazione.
- Strutture pubbliche e accreditate SSN: eccezione: se il dentista opera in una struttura pubblica o privata accreditata al Servizio sanitario nazionale, il pagamento in contanti è ammesso.
- Protesi, impianti, ortodonzia e igiene inclusi; lo sbiancamento e le cure solo estetiche no.
- Familiari: puoi detrarre le spese per il coniuge e i figli fiscalmente a carico, anche se la fattura è intestata a loro; per i familiari non a carico no, salvo le patologie esenti.
Come funziona la detrazione per le spese del dentista
Le spese odontoiatriche – dalle semplici pulizie dei denti agli interventi più complessi come impianti, estrazioni, apparecchi fissi e protesi – rientrano tra le spese sanitarie che danno diritto alla detrazione del 19% nel modello 730. Come per tutte le spese sanitarie, la detrazione si applica sulla parte di spesa totale che supera la franchigia di 129,11 euro, cioè la quota che resta sempre a carico tuo senza agevolazione.
Il dentista privato richiede una regola importante sul pagamento: per detrarre le sue prestazioni devi averle pagate con un metodo tracciabile – carta di credito o debito, bancomat, bonifico bancario o postale, assegno. Il pagamento in contanti non è ammesso per le prestazioni di medici privati non accreditati al Servizio Sanitario Nazionale. La sola eccezione riguarda i dentisti che operano in strutture pubbliche o in strutture private convenzionate con il SSN: in quel caso il contante è ammesso.
Cosa si può detrarre? Praticamente tutte le prestazioni odontoiatriche: visite, igiene dentale professionale, otturazioni, estrazioni, terapie canalari (devitalizzazioni), implantologia, ortodonzia, apparecchi fissi e rimovibili, corone, ponti e protesi. Le protesi dentarie rientrano nella detrazione sia come prestazione professionale sia, quando acquistate separatamente, come dispositivi medici.
Il documento indispensabile è la fattura emessa dal dentista, che deve riportare la descrizione della prestazione, la data e l’importo. Non è sufficiente uno scontrino generico; la fattura deve essere intestata a te (o al familiare a carico per il quale hai sostenuto la spesa).
| Voce | Regola |
|---|---|
| Aliquota di detrazione | 19% sulla parte eccedente la franchigia |
| Franchigia (quota a tuo carico) | 129,11 euro (sul totale delle spese sanitarie) |
| Pagamento tracciabile obbligatorio? | Sì, per i dentisti privati non accreditati SSN |
| Eccezione al pagamento tracciabile | Strutture pubbliche o private accreditate al SSN |
| Cosa è detraibile | Visite, igiene, devitalizzazioni, impianti, protesi, ortodonzia |
| Documento da conservare | Fattura del dentista con descrizione della prestazione e importo |
Spese dentistiche detraibili: c’è un limite massimo?
No. Per le spese sanitarie, comprese quelle del dentista, la legge non fissa un tetto: si detrae il 19% di tutto quello che supera i 129,11 euro di franchigia, calcolata una sola volta sul totale delle spese sanitarie dell’anno (tue e dei familiari a carico). Su una fattura di 10.000 euro, senza altre spese sanitarie, la detrazione è il 19% di 9.870,89 euro, cioè circa 1.875 euro, a condizione che l’IRPEF dovuta sia abbastanza alta da assorbirla: la parte di detrazione che supera l’imposta va persa.
Tre regole aiutano chi ha spese alte:
- Rateizzazione: se le spese dei righi E1, E2 ed E3 superano in totale 15.493,71 euro, puoi barrare la casella del rigo E1 e dividere la detrazione in quattro quote annuali uguali (istruzioni 730/2026). Conviene quando l’imposta di un solo anno non basta ad assorbire tutta la detrazione. Il meccanismo è spiegato nella guida sulle spese mediche oltre 15.493,71 euro.
- Redditi alti: la riduzione delle detrazioni del 19% per chi supera 120.000 euro di reddito non si applica alle spese sanitarie (art. 15, comma 3-quater, del TUIR).
- Tetto per redditi oltre 75.000 euro: le spese sanitarie sono escluse dal limite complessivo alle detrazioni introdotto dal 2025 (art. 16-ter, comma 4, del TUIR).
Pulizia dei denti, sbiancamento e cure estetiche: cosa si detrae
Si detraggono le prestazioni sanitarie: visite, igiene orale professionale (ablazione del tartaro), otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni, impianti, ortodonzia anche con allineatori trasparenti, corone, ponti e protesi. Non si detraggono le prestazioni con finalità solo estetica: la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2023 esclude le spese «tese a rendere più gradevole l’aspetto personale», salvo che siano conseguenza di incidenti, malattie o malformazioni. Lo sbiancamento dei denti fatto per ragioni estetiche rientra in questa esclusione.
Conta la descrizione in fattura. Per l’Agenzia l’indicazione «ciclo di cure mediche odontoiatriche» è sufficiente; se la descrizione non basta a capire che si tratta di una prestazione sanitaria, va chiesta al dentista l’integrazione della fattura. Le protesi realizzate dall’odontotecnico sono detraibili anche con fattura separata, se dai documenti risulta il collegamento con la prestazione del dentista.
Spese del dentista rimborsate da un fondo sanitario o da un’assicurazione
La detrazione spetta solo sulla parte di spesa rimasta a tuo carico. La circolare n. 14/E del 2023 distingue due casi.
| Chi rimborsa | Si detrae la parte rimborsata? |
|---|---|
| Fondo o cassa sanitaria del contratto di lavoro, con contributi che non hanno concorso al reddito (fino a 3.615,20 euro, punto 441 della CU) | No: si detrae solo la parte non rimborsata |
| Polizza sanitaria pagata da te, per la quale non hai avuto detrazioni | Sì: la spesa si considera rimasta a tuo carico |
| Polizza pagata dal datore di lavoro e tassata in busta paga (punto 444 della CU) | Sì: la spesa si considera rimasta a tuo carico |
| Risarcimento di chi ha causato il danno | No |
Se il rimborso arriva in un anno successivo, per spese già detratte, la somma rimborsata va tassata separatamente (art. 17, comma 1, lett. n-bis, del TUIR).
Spese dentistiche del coniuge e dei familiari
Nel rigo E1 vanno le spese sostenute per te e per i familiari fiscalmente a carico (reddito fino a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli fino a 24 anni). La fattura può essere intestata al familiare a carico. Per un coniuge, un genitore o un fratello non a carico la detrazione non spetta, anche se paghi tu; l’unica eccezione riguarda le patologie esenti dal ticket, per cui il familiare può passarti la parte di detrazione che non ha trovato capienza nella sua imposta (rigo E2, fino a 6.197,48 euro di spesa).
Chi materialmente paga conta meno di quanto sembra: la circolare n. 14/E del 2023 ammette il pagamento con la carta di un altro familiare, purché la spesa resti a carico di chi è intestatario della fattura.
Contanti, carta di credito e rate: quando conta il pagamento
- Contanti: validi solo presso strutture pubbliche o private accreditate al SSN (art. 1, commi 679 e 680, della legge n. 160 del 2019). Dal dentista privato non accreditato la spesa pagata in contanti non è detraibile.
- Prova del pagamento: basta l’annotazione del dentista in fattura sul mezzo usato; in alternativa la ricevuta del POS, la copia del bonifico o l’estratto conto.
- Carta di credito: conta il giorno in cui usi la carta, non quello dell’addebito sul conto (risoluzione n. 77/E del 2007).
- Pagamento a rate allo studio: ogni rata si detrae nell’anno in cui è pagata. Una fattura emessa nel 2025 e saldata nel 2026 va nel 730 del 2027.
- 730 precompilato: le spese arrivano dal Sistema Tessera Sanitaria. Se una fattura manca, puoi aggiungerla nel rigo E1 se hai la fattura e la prova del pagamento tracciabile.
Esempio pratico
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Tizio ha sostenuto nel 2025 spese dal dentista privato per 1.400 euro (800 euro per un impianto dentale e 600 euro per un apparecchio ortodontico per il figlio a carico di 14 anni), pagate con bonifico bancario. Ha anche avuto altre spese sanitarie per 200 euro. Totale rigo E1: 1.600 euro. La detrazione è 19% di (1.600 – 129,11) = 19% di 1.470,89 euro = circa 279 euro. Il pagamento con bonifico è indispensabile per le prestazioni del dentista privato: se Tizio avesse pagato in contanti, quella parte di spesa non sarebbe stata detraibile.
Documenti necessari
- Fattura emessa dal dentista con la descrizione della prestazione (es. ‘implantologia’, ‘apparecchio fisso’, ‘devitalizzazione dente 36’), data e importo
- Ricevuta del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico, ricevuta POS) per le prestazioni di dentisti privati non accreditati SSN
- Fattura o ricevuta dell’odontotecnico per le protesi realizzate in laboratorio, se acquistate separatamente
- Eventuale piano di cura del dentista (non obbligatorio per la detrazione, ma utile in caso di controllo per spese elevate come l’implantologia)
Caio paga un dentista privato con bonifico per un impianto
Scenario. Caio nel 2025 ha effettuato un impianto dentale presso uno studio privato, pagando 2.500 euro in tre rate mensili con bonifico bancario. Non ha sostenuto altre spese sanitarie rilevanti quell’anno.
Come si applica. I 2.500 euro sono interamente detraibili, avendo Caio pagato con bonifico (metodo tracciabile). Riporta l’importo nel rigo E1. La detrazione è 19% di (2.500 – 129,11) = 19% di 2.370,89 euro = circa 450 euro. Il fatto che il pagamento sia avvenuto in tre rate non cambia nulla: conta il totale pagato nel 2025. Caio deve conservare le fatture del dentista (o un unico piano di fatturazione) e le ricevute dei tre bonifici. Attenzione: se una rata fosse stata pagata a gennaio 2026, quella parte sarebbe detraibile solo nella dichiarazione del 2027 (periodo d’imposta 2026).
In pratica
- Per il dentista privato usa sempre un pagamento tracciabile: il contante esclude la spesa dalla detrazione.
- Puoi pagare in più rate; detrai nel 730 solo le rate effettivamente pagate nell’anno d’imposta 2025.
- Conserva sia le fatture del dentista sia le ricevute dei bonifici.
Sempronia porta la figlia dal dentista convenzionato con il SSN
Scenario. Sempronia ha portato la figlia di 10 anni (fiscalmente a carico) dal dentista di un poliambulatorio privato accreditato con il SSN per una visita e due otturazioni, pagando il ticket di 45 euro in contanti.
Come si applica. Il poliambulatorio è accreditato con il SSN, quindi si applica l’eccezione al pagamento tracciabile: il contante è pienamente ammesso. La spesa di 45 euro (ticket) è detraibile. Sempronia la somma alle altre spese sanitarie dell’anno nel rigo E1. La detrazione del 19% si calcola sull’intero totale che supera i 129,11 euro. Poiché la spesa è intestata alla figlia fiscalmente a carico, Sempronia può comunque detrarla. Il documento da conservare è la ricevuta del ticket.
In pratica
- Presso strutture accreditate con il SSN il pagamento in contanti del ticket è valido per la detrazione.
- Puoi detrarre le spese dentistiche sostenute per i figli fiscalmente a carico, anche se la ricevuta è a nome del figlio.
- Anche i ticket versati per prestazioni odontoiatriche al SSN rientrano nel rigo E1.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 – Agenzia delle Entrate
- Art. 15 TUIR (detrazioni per oneri) su Legge in Chiaro
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 14/E del 19 giugno 2023 (spese sanitarie, rimborsi, tracciabilità)
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Domande frequenti
Le spese dal dentista si detraggono nel 730?
Sì. Le spese odontoiatriche rientrano nelle spese sanitarie del rigo E1, detraibili al 19%. La detrazione si calcola sulla parte del totale delle spese sanitarie dell’anno che supera la franchigia di 129,11 euro.
C’è un limite massimo per le spese dentistiche detraibili?
No. Non esiste un tetto: si detrae il 19% di tutto quello che supera 129,11 euro. Se le spese sanitarie superano 15.493,71 euro si può dividere la detrazione in quattro rate annuali. Le spese sanitarie non sono ridotte per i redditi oltre 120.000 euro e non entrano nel tetto per i redditi oltre 75.000 euro.
Posso pagare il dentista in contanti e detrarre la spesa?
Solo se il dentista opera in una struttura pubblica o privata accreditata al Servizio sanitario nazionale. Per i dentisti privati non accreditati serve un pagamento tracciabile (carta, bancomat, bonifico, assegno); il contante non consente la detrazione.
Pulizia dei denti e sbiancamento sono detraibili?
L’igiene orale professionale sì, perché è una prestazione sanitaria. Lo sbiancamento fatto per ragioni estetiche no: l’Agenzia delle Entrate esclude le prestazioni che servono solo a migliorare l’aspetto, salvo che siano conseguenza di incidenti, malattie o malformazioni.
Quanto recupero su una fattura del dentista di 10.000 euro?
Senza altre spese sanitarie, il 19% di 9.870,89 euro, cioè circa 1.875 euro, se l’IRPEF dovuta è almeno pari a quell’importo. Con spese oltre 15.493,71 euro si può scegliere di dividere la detrazione in quattro anni.
Posso detrarre le spese dentistiche di mia moglie o dei miei figli?
Sì, se sono fiscalmente a carico: la fattura può essere intestata a loro. Per il coniuge o i figli non a carico la detrazione non spetta, anche se paghi tu, salvo le spese per patologie esenti dal ticket (rigo E2).
Se il fondo sanitario mi rimborsa il dentista posso detrarre la spesa?
Solo la parte non rimborsata, se il fondo è quello del contratto di lavoro con contributi esclusi dal reddito. Se invece il rimborso arriva da una polizza pagata da te senza detrazioni, o da una polizza del datore tassata in busta paga, la spesa resta detraibile.
Cosa devo conservare per detrarre le spese del dentista?
La fattura con la descrizione della prestazione (basta «ciclo di cure odontoiatriche») e la prova del pagamento tracciabile: annotazione in fattura, ricevuta POS, copia del bonifico o estratto conto, se il dentista è un privato non accreditato.
Vedi anche: Detrazione spese mediche, Spese mediche all’estero, Spese mediche specialistiche, Franchigia spese sanitarie, Spese mediche oltre 15.493 euro e Spese mediche per patologie esenti.