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In sintesi
- Il codice ATECO identifica l’attività economica e si dichiara all’apertura della partita IVA: da esso dipendono coefficiente forfettario, gestione INPS e adempimenti.
- Dal 1° aprile 2025 è operativa la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce l’ATECO 2007 negli atti e nelle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate.
- Nel forfettario il codice determina il coefficiente di redditività (dal 40% all’86%): scegliere il codice giusto significa calcolare correttamente il reddito tassabile.
- Il codice si può modificare gratuitamente online sul portale del Registro Imprese se non corrisponde più all’attività effettivamente svolta.
Cos'è il codice ATECO e a cosa serve
Il codice ATECO è una sequenza alfanumerica che classifica l’attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. Si dichiara al momento dell’apertura della partita IVA (nel modello AA9/12 o nella Comunicazione Unica) e accompagna l’attività in tutti i rapporti con Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e Camera di Commercio.
Non è una semplice etichetta statistica: dal codice ATECO dipendono il regime contributivo, gli obblighi (ad esempio la SCIA per certe attività), le aliquote applicabili e, nel regime forfettario, il coefficiente con cui si calcola il reddito imponibile.
La nuova classificazione ATECO 2025
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, elaborata dall’Istat, che ha sostituito l’ATECO 2007 (aggiornamento 2022). La classificazione è diventata operativa dal 1° aprile 2025: da quella data tutti gli operatori economici devono utilizzare i nuovi codici negli atti e nelle dichiarazioni presentate all’Agenzia delle Entrate.
Per chi era già in attività, la transizione è in gran parte automatica grazie alle tavole di raccordo tra vecchi e nuovi codici. Dove la corrispondenza non è univoca, è possibile rettificare il proprio codice gratuitamente sul portale del Registro Imprese (modificaateco.registroimprese.it).
Un’avvertenza utile per i forfettari: i coefficienti di redditività del regime forfettario restano agganciati ai gruppi ATECO 2007 richiamati dall’allegato 4 della L. 190/2014. Il passaggio alla nuova classificazione, quindi, non cambia di per sé il coefficiente applicabile, ma è bene verificare la corretta corrispondenza.
Perché il codice ATECO incide su tasse e contributi
Nel regime forfettario il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale dei ricavi considerata reddito tassabile. I coefficienti vanno dal 40% (commercio al dettaglio, alloggio e ristorazione) all’86% (costruzioni e attività immobiliari), passando per il 78% delle attività professionali e il 67% di altri servizi. Scegliere il codice corretto è quindi essenziale: a parità di incassi, il reddito tassabile cambia in modo significativo.
Il codice incide anche sull’inquadramento previdenziale: distingue, ad esempio, un’attività artigiana o commerciale (con iscrizione alle gestioni INPS artigiani/commercianti) da un’attività professionale (Gestione Separata). E può far scattare adempimenti specifici, come la SCIA o l’iscrizione ad albi e registri per le attività regolamentate.
| Tipo di attività | Coefficiente |
|---|---|
| Commercio al dettaglio e all'ingrosso | 40% |
| Alloggio e ristorazione | 40% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Altre attività economiche (servizi) | 67% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche | 78% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
Come scegliere il codice giusto
- Parti dalla descrizione reale e prevalente dell’attività
- Cerca il codice sugli strumenti Istat ATECO 2025
- Verifica il coefficiente forfettario collegato al gruppo ATECO 2007
- Controlla se l’attività richiede SCIA, albi o requisiti
- Se svolgi più attività, indica quella prevalente e le secondarie
Quando conviene farsi seguire da un professionista
Le scelte su forma giuridica, regime fiscale e adempimenti hanno effetti che durano anni. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un commercialista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istat, classificazione ATECO 2025
- Agenzia delle Entrate, risoluzione sulla classificazione ATECO 2025
- Registro Imprese — modifica codice ATECO
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 commi 54-89 (regime forfettario)
- Forfettario 2026: coefficienti di redditività per codice ATECO
- Regime forfettario 2026: requisiti, coefficienti e quadro LM
Domande frequenti
Cos'è il codice ATECO?
È un codice alfanumerico che identifica l’attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. Si dichiara all’apertura della partita IVA e determina inquadramento previdenziale, adempimenti e, nel forfettario, il coefficiente di redditività su cui si calcola il reddito tassabile.
Cosa cambia con l'ATECO 2025?
Dal 1° aprile 2025 è operativa la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce l’ATECO 2007 negli atti e nelle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate. Per chi era già in attività la conversione è in gran parte automatica tramite tavole di raccordo; dove serve, il codice si può rettificare gratuitamente online.
Come incide il codice ATECO sul forfettario?
Nel forfettario il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, cioè la quota dei ricavi considerata reddito imponibile, che varia dal 40% all’86%. A parità di incassi, un codice con coefficiente più alto comporta un reddito tassabile maggiore.
Posso cambiare il codice ATECO se sbaglio o cambio attività?
Sì. Se il codice non corrisponde più all’attività effettivamente svolta lo si può modificare: per le imprese tramite la Comunicazione Unica e, per la riclassificazione legata all’ATECO 2025, gratuitamente sul portale del Registro Imprese.
Domande frequenti