Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona il coefficiente di redditività nel forfettario

Se sei in regime forfettario, non dichiari i costi uno per uno. Il fisco ha già deciso, per ogni categoria di attività, quale percentuale dei tuoi ricavi rappresenta il tuo reddito netto. Questa percentuale si chiama coefficiente di redditività. La logica è semplice: un commerciante all’ingrosso ha costi molto alti (merce da acquistare, magazzino, ecc.), quindi il coefficiente è basso (40%); un avvocato o un medico ha costi fissi inferiori rispetto ai compensi, quindi il coefficiente è più alto (78%).

Il calcolo del reddito imponibile è: compensi/ricavi dell’anno x coefficiente di redditività = reddito imponibile. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% (oppure 5% se sei nei primi cinque anni di attività e rispetti le condizioni di legge). I contributi previdenziali versati si deducono interamente dal reddito imponibile, riducendo la base su cui si calcola l’imposta.

Attenzione: per l’anno d’imposta 2025 si continuano a usare i codici ATECO 2007 e i relativi coefficienti previsti dall’allegato 4 alla legge n. 190 del 2014. I nuovi coefficienti basati sulla classificazione ATECO 2025 entreranno in vigore solo dopo l’approvazione di un apposito decreto (art. 1, decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81).

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Coefficienti di redditività per gruppo ATECO 2007 (allegato 4, legge 190/2014)
Gruppo di settore Codici ATECO 2007 Coefficiente
Industrie alimentari e delle bevande 10-11 40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio 45; da 46.2 a 46.9; da 47.1 a 47.7; 47.9 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41-42-43) – (68) 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 55-56 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-65-66)-(69-70-71-72-73-74-75)-(85)-(86-87-88) 78%
Altre attività economiche (01-02-03)-(05..09)-(12..33)-(35)-(36..39)-(49..53)-(58..63)-(77..82)-(84)-(90..96)-(97-98)-(99) 67%

Esempio pratico

  • Caio è un consulente informatico (ATECO 62.01, rientra nelle ‘Attività professionali e scientifiche’ con coefficiente 78%). Nel 2025 ha incassato compensi per 40.000 euro. Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euro. Ha versato contributi INPS per 3.500 euro: li deduce interamente. Base per l’imposta sostitutiva: 31.200 – 3.500 = 27.700 euro. Imposta sostitutiva al 15%: 27.700 x 15% = 4.155 euro. Se Caio fosse al primo anno di attività e avesse i requisiti per l’aliquota ridotta al 5%, pagherebbe invece 27.700 x 5% = 1.385 euro.

Documenti necessari

  • Codice ATECO 2007 dell’attività svolta (reperibile sul sito ISTAT o nell’atto di apertura della partita IVA)
  • Registro dei corrispettivi o fatture emesse per determinare il totale dei compensi percepiti nel 2025
  • Ricevute F24 dei contributi previdenziali versati nel 2025
  • Modello Redditi PF 2026, Fascicolo 3, quadro LM, Sezione III (righi LM21-LM39)

Caso 1: Tizio gestisce un ristorante (ATECO 56)

Scenario. Tizio è in regime forfettario e ha incassato nel 2025 ricavi per 55.000 euro dalla sua attività di ristorazione (ATECO 56.10).

Come si applica. Il settore ‘Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione’ (codice 55-56) ha un coefficiente di redditività del 40%. Reddito imponibile: 55.000 x 40% = 22.000 euro. Deduce i contributi INPS versati (supponiamo 4.000 euro), ottenendo 18.000 euro di base imponibile. Imposta sostitutiva al 15%: 2.700 euro.

In pratica

  • Attività di ristorazione (ATECO 55-56): coefficiente 40%. Con 55.000 euro di ricavi, il reddito imponibile lordo è 22.000 euro.
  • Ricorda che anche il limite di ricavi per restare nel forfettario (85.000 euro) si verifica sul totale incassato nell’anno precedente.

Caso 2: Sempronio fa l'agente di commercio (ATECO 46.1)

Scenario. Sempronio è agente di commercio monomandatario, ATECO 46.19, in regime forfettario. Nel 2025 ha incassato provvigioni per 30.000 euro.

Come si applica. Gli intermediari del commercio (ATECO 46.1) hanno un coefficiente del 62%. Reddito imponibile: 30.000 x 62% = 18.600 euro. Dopo la deduzione dei contributi INPS (es. 2.800 euro), la base è 15.800 euro. Imposta sostitutiva al 15%: 2.370 euro.

In pratica

  • Attenzione al codice ATECO corretto: 46.1 (intermediari del commercio, coeff. 62%) è diverso da 46.2-46.9 (commercio all’ingrosso, coeff. 40%).
  • Se svolgi più attività nello stesso gruppo, somma i compensi e usa il coefficiente del gruppo.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

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Domande frequenti

Come trovo il mio coefficiente di redditività se non ricordo il codice ATECO?

Il codice ATECO è indicato nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate e nell’atto di apertura della tua partita IVA. Puoi anche consultare il sito ISTAT per la corrispondenza tra attività e codice. Una volta trovato il codice, cerca il gruppo di appartenenza nella tabella dell’allegato 4 alla legge 190/2014.

Se svolgo due attività con ATECO diversi, quale coefficiente uso?

Se le attività rientrano nello stesso gruppo della tabella, usi il coefficiente del gruppo e sommi tutti i compensi in un unico rigo LM22. Se invece appartengono a gruppi diversi, devi compilare un rigo separato (da LM22 a LM27) per ciascun gruppo, applicando il rispettivo coefficiente.

Il coefficiente cambierà con ATECO 2025?

Sì, ma non ancora per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025). Fino all’approvazione dei nuovi coefficienti, si applicano quelli dell’allegato 4 alla legge 190/2014 basati su ATECO 2007.

I costi reali che ho sostenuto possono abbassare il reddito oltre il coefficiente?

No. Nel forfettario i costi non si deducono analiticamente. L’unica deduzione aggiuntiva è quella dei contributi previdenziali obbligatori versati. Il coefficiente è forfettario e comprende già la stima dei costi del settore.

Cosa succede se supero 100.000 euro di ricavi in corso d'anno?

Il regime forfettario cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro. Devi determinare il reddito con le modalità ordinarie per l’intero anno d’imposta.

Vedi anche: Bollo in fattura del forfettario, Associazioni e legge 398, Forfettario o SRL, IRAP deducibile dall’IRES, Redditi occasionali senza partita IVA e Uscita dal forfettario.

Domande frequenti

Come trovo il mio coefficiente di redditività se non ricordo il codice ATECO?

Il codice ATECO è indicato nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate e nell'atto di apertura della tua partita IVA. Puoi anche consultare il sito ISTAT per la corrispondenza tra attività e codice. Una volta trovato il codice, cerca il gruppo di appartenenza nella tabella dell'allegato 4 alla legge 190/2014.

Se svolgo due attività con ATECO diversi, quale coefficiente uso?

Se le attività rientrano nello stesso gruppo della tabella, usi il coefficiente del gruppo e sommi tutti i compensi in un unico rigo LM22. Se invece appartengono a gruppi diversi, devi compilare un rigo separato (da LM22 a LM27) per ciascun gruppo, applicando il rispettivo coefficiente.

Il coefficiente cambierà con ATECO 2025?

Sì, ma non ancora per la dichiarazione 2026 (anno d'imposta 2025). Fino all'approvazione dei nuovi coefficienti, si applicano quelli dell'allegato 4 alla legge 190/2014 basati su ATECO 2007.

I costi reali che ho sostenuto possono abbassare il reddito oltre il coefficiente?

No. Nel forfettario i costi non si deducono analiticamente. L'unica deduzione aggiuntiva è quella dei contributi previdenziali obbligatori versati. Il coefficiente è forfettario e comprende già la stima dei costi del settore.

Cosa succede se supero 100.000 euro di ricavi in corso d'anno?

Il regime forfettario cessa di avere applicazione dall'anno stesso in cui i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro. Devi determinare il reddito con le modalità ordinarie per l'intero anno d'imposta.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.