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In sintesi
- Regime forfettario: imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni) su un reddito calcolato in modo semplificato, senza detrarre i costi reali.
- SRL: l’utile societario paga l’IRES al 24%; quando distribuisci i soldi come dividendo paghi un ulteriore 26% di imposta sostitutiva.
- Il forfettario è conveniente se hai pochi costi deducibili e resti sotto gli 85.000 euro di ricavi o compensi annui.
- La SRL diventa interessante quando i costi aziendali sono elevati (personale, attrezzature, uffici) perché si deducono integralmente prima di calcolare l’IRES.
- Con la SRL puoi scegliere di non distribuire l’utile e tenerlo in azienda per investirlo, rinviando la tassazione sul dividendo.
- Attenzione: se sei forfettario non puoi controllare una SRL che svolge la stessa attività, pena l’uscita dal regime agevolato.
Come funziona la tassazione nei due regimi
Se sei un libero professionista o un piccolo imprenditore, prima o poi ti chiedi se conviene restare da solo — con il regime forfettario — oppure aprire una SRL. Non esiste una risposta universale: dipende dai tuoi ricavi, dai tuoi costi e da quanta liquidità vuoi prelevare ogni anno.
Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se sei in regola con i requisiti) su un reddito calcolato in modo forfettario: si applica ai tuoi incassi un ‘coefficiente di redditività’ stabilito per legge in base al tuo settore ATECO. Per i professionisti (attività scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari) il coefficiente è del 78%, quindi se incassi 70.000 euro il reddito tassabile è 54.600 euro e l’imposta è 8.190 euro. Non puoi detrarre i costi reali.
Nella SRL invece l’utile societario — cioè i ricavi meno tutti i costi effettivi, inclusi stipendi, affitti, ammortamenti — paga l’IRES al 24%. Quando vuoi ‘portare a casa’ i soldi come dividendo, paghi un’ulteriore imposta sostitutiva del 26% sulla somma distribuita. In pratica una parte dell’utile viene tassata due volte: prima in capo alla società (IRES 24%) e poi in capo a te (26% sul dividendo).
| Aspetto | Forfettario | SRL |
|---|---|---|
| Imposta sul reddito/utile | 15% (o 5% primi 5 anni) sul reddito forfettario | IRES 24% sull'utile societario |
| Tassazione sul prelievo personale | Nessuna aggiuntiva (già inclusa nel 15%) | 26% sul dividendo distribuito |
| Costi reali deducibili | No — si usa il coefficiente ATECO | Sì — tutti i costi inerenti e documentati |
| IVA | Non applicata in fattura, non recuperata | Applicata e recuperata normalmente |
| Limite di ricavi/compensi | 85.000 euro annui (fuoriuscita a 100.000) | Nessun limite |
| Contabilità | Super-semplificata | Ordinaria obbligatoria |
| IRAP | Esente | Dovuta (aliquota ordinaria 3,9%) |
Esempio pratico
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Esempio numerico. Tizio, consulente IT, incassa 80.000 euro l’anno con costi reali di 20.000 euro (ufficio, software, telefonia). Coefficiente di redditività forfettario: 78%.
Forfettario: reddito imponibile = 80.000 × 78% = 62.400 euro. Imposta sostitutiva = 62.400 × 15% = 9.360 euro. Tizio porta a casa circa 70.640 euro lordi (al netto dell’imposta), senza aver dedotto i 20.000 euro di costi reali.
SRL: ricavi 80.000, costi 20.000, utile societario 60.000. IRES 24% = 14.400. Utile netto in società 45.600. Se Tizio distribuisce tutto come dividendo: 45.600 × 26% = 11.856. Totale imposte = 14.400 + 11.856 = 26.256 euro. Tizio porta a casa 33.744 euro.
In questo scenario il forfettario è nettamente più conveniente. La SRL guadagna terreno solo se Tizio lascia gran parte dell’utile reinvestito in azienda senza distribuirlo, oppure se i costi reali superassero di molto il forfait implicito (80.000 × 22% = 17.600 euro), cosa che qui non avviene in modo significativo.
Documenti necessari
- Partita IVA e codice ATECO (per identificare il coefficiente di redditività forfettario)
- Registro degli incassi e delle spese (contabilità forfettaria)
- Atto costitutivo e statuto della SRL (se si valuta la trasformazione)
- Bilancio d’esercizio della SRL con conto economico
- Modello Redditi PF quadro LM (per la dichiarazione del forfettario)
- Delibera assembleare di distribuzione degli utili (per i dividendi SRL)
Caso 1 — Tizio resta forfettario: i numeri lo confermano
Scenario. Tizio è un grafico freelance con ricavi di 60.000 euro e costi reali bassi (abbonamento software 2.000 euro, telefono 500 euro). Coefficiente ATECO ‘altre attività economiche’: 67%.
Come si applica. Reddito forfettario: 60.000 × 67% = 40.200 euro. Imposta sostitutiva 15%: 6.030 euro. I costi reali (2.500 euro) sono ben sotto la quota forfettariamente già esclusa (60.000 × 33% = 19.800 euro): il forfait è più generoso della realtà. Aprire una SRL significherebbe pagare IRES 24% su un utile di 57.500 euro (60.000 − 2.500) = 13.800 euro, poi 26% sul dividendo. La scelta forfettaria è chiara.
In pratica
- Se i tuoi costi reali sono molto inferiori alla ‘quota forfettariamente esentata’ (ricavi × complemento del coefficiente), il forfettario ti conviene quasi sempre.
- Finché non superi 85.000 euro di incassi, non c’è motivo economico di aprire una SRL solo per ragioni fiscali.
- Verifica però anche i contributi previdenziali: nel forfettario puoi optare per il regime contributivo agevolato INPS.
Caso 2 — Caio apre la SRL: i costi fanno la differenza
Scenario. Caio gestisce un piccolo laboratorio artigianale con ricavi di 150.000 euro (fuori forfettario) e costi reali di 90.000 euro (materie prime, un dipendente, affitto). Ha bisogno di reinvestire la maggior parte degli utili.
Come si applica. Con ricavi oltre 85.000 euro il forfettario non è applicabile: Caio è già fuori. Con la SRL, utile societario = 60.000 euro. IRES 24% = 14.400 euro. Se Caio non distribuisce dividendi e reinveste i 45.600 euro netti, la tassazione si ferma qui. Se invece preleva solo 20.000 euro come compenso amministratore (deducibile per la SRL), quella somma riduce l’utile societario e viene tassata a IRPEF progressiva in capo a Caio. La SRL con elevati costi e reinvestimento degli utili è la struttura più efficiente.
In pratica
- Superare la soglia di 85.000 euro di incassi esclude automaticamente dal forfettario: la SRL (o la ditta individuale in ordinaria) diventa obbligatoria o comunque necessaria.
- Con costi elevati la SRL permette di dedurli tutti prima di calcolare l’IRES, abbassando significativamente la base imponibile.
- Se pianifichi di non distribuire l’utile ogni anno, l’imposizione si limita al solo 24% IRES, rimandando il 26% sul dividendo.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Qual è il limite di ricavi per restare nel forfettario?
Il limite è 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Se superi 100.000 euro nel corso dell’anno, esci dal regime già da quell’anno e non puoi aspettare quello successivo.
Posso essere forfettario e avere anche una SRL?
No, se controlli direttamente o indirettamente una SRL che svolge un’attività riconducibile alla tua, non puoi applicare il regime forfettario. Devi rimuovere la causa ostativa nell’anno precedente.
Quanto paga di tasse una SRL su 50.000 euro di utile?
L’IRES è il 24% di 50.000 = 12.000 euro. Se distribuisci tutto come dividendo, paghi un altro 26% su 38.000 euro = 9.880 euro. In totale circa 21.880 euro di imposte, pari a un’aliquota effettiva del 43,8%.
Il forfettario paga l'IVA?
No: chi è in regime forfettario non addebita l’IVA in fattura e non la recupera sugli acquisti. Per i clienti privati è un vantaggio (prezzi più bassi); per i clienti business l’IVA è neutra, ma loro non potranno scaricarla.
Cosa succede se supero 85.000 euro a metà anno nel forfettario?
Se superi 85.000 ma non 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo e torni al regime ordinario. Se superi 100.000 euro, esci già nell’anno in corso e devi ricalcolare il reddito con le regole ordinarie per tutto l’anno.
La SRL è sempre più costosa del forfettario?
Non sempre. Dipende dal livello dei costi aziendali, dalla necessità di prelevare liquidità e dal piano di reinvestimento. Con costi elevati e utili lasciati in azienda, la SRL può essere più efficiente del regime ordinario IRPEF, anche se quasi mai batte il forfettario sotto gli 85.000 euro.
Domande frequenti