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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Il problema della doppia imposizione sui dividendi

Quando un imprenditore o un professionista detiene quote di una SRL direttamente come persona fisica, ogni volta che la società distribuisce gli utili — i cosiddetti dividendi — deve versare un’imposta sostitutiva del 26%. Se poi decide di vendere le proprie quote e realizza una plusvalenza, anche quella è tassata al 26%.

La holding è una società che, invece di operare direttamente sul mercato, possiede partecipazioni in altre società. Quando una holding riceve dividendi dalle proprie partecipate, le regole fiscali sono molto diverse: grazie all’articolo 89 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), solo il 5% di quei dividendi concorre alla formazione del reddito imponibile IRES. Il restante 95% è escluso. Con un’IRES al 24%, la tassazione effettiva sui dividendi infragruppo scende all’1,2%.

Allo stesso modo, se la holding cede le partecipazioni realizzando una plusvalenza, può beneficiare della PEX (Participation Exemption, art. 87 TUIR): il 95% della plusvalenza è esente da IRES, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti di legge. Il risparmio rispetto alla tassazione diretta al 26% è notevole, ma la struttura va costruita con anticipo e ha costi di manutenzione.

Holding vs partecipazione diretta — confronto fiscale
Aspetto Partecipazione diretta (persona fisica) Tramite holding (società di capitali)
Tassazione dividendi ricevuti Imposta sostitutiva 26% Solo il 5% concorre al reddito IRES → tassazione effettiva ~1,2%
Tassazione plusvalenza da cessione quote Imposta sostitutiva 26% PEX: 95% esente, tassato solo 5% → effettiva ~1,2% (IRES 24% × 5%)
Requisiti PEX Non applicabile Possesso ≥12 mesi, immobilizzazione finanziaria, partecipata non in paradiso fiscale, partecipata esercita impresa commerciale
Reinvestimento degli utili Prima del reimpiego: prelievo soggetto a 26% Utili circolano nell'holding quasi senza pressione fiscale (1,2%)
Costi strutturali Nessun costo societario aggiuntivo Seconda società: contabilità ordinaria, bilancio, adempimenti, costi professionali
Minusvalenze da cessione PEX Deducibili (26% in diminuzione) Indeducibili — simmetria con l'esenzione delle plusvalenze
Doppia imposizione all'uscita Una sola imposta (26%) al socio IRES holding + eventuale 26% quando la persona fisica preleva dalla holding

Esempio pratico

  • Alfa SRL genera utili per 200.000 euro e li distribuisce interamente. Tizio la detiene direttamente: versa 200.000 × 26% = 52.000 euro di imposta sostitutiva. Rimangono in tasca 148.000 euro. Beta SRL (la holding di Tizio) detiene invece le stesse quote: riceve i 200.000 euro di dividendi, ma ne tassa solo il 5% = 10.000 euro al 24% di IRES = 2.400 euro. Restano 197.600 euro nella holding, pronti per essere reinvestiti — con un risparmio immediato di 49.600 euro rispetto alla detenzione diretta. Se Tizio vuole poi prelevare quegli utili dalla holding come dividendo, pagherà il 26% su 197.600 euro = 51.376 euro. Il vantaggio della holding emerge in modo netto quando gli utili restano reinvestiti nel gruppo per più anni.

Documenti necessari

  • Atto costitutivo e statuto della holding
  • Delibere di distribuzione degli utili delle partecipate
  • Bilancio della holding con evidenza delle partecipazioni in immobilizzazioni finanziarie
  • Documentazione del costo di acquisto delle partecipazioni (per il calcolo di plusvalenze/minusvalenze)
  • Certificazione degli utili percepiti (CU o attestazione societaria)
  • Eventuale perizia di stima delle quote cedute

Caso 1 — Tizio vuole cedere le quote di Alfa SRL dopo tre anni

Scenario. Tizio ha acquistato quote di Alfa SRL per 50.000 euro. Dopo tre anni le cede per 250.000 euro, realizzando una plusvalenza di 200.000 euro.

Come si applica. Se Tizio detiene le quote direttamente come persona fisica, paga il 26% su 200.000 euro = 52.000 euro di imposta sostitutiva. Se invece le quote sono detenute dalla sua holding Beta SRL, e tutti i requisiti PEX sono rispettati (possesso da oltre 12 mesi, partecipazione in immobilizzazioni finanziarie fin dal primo bilancio, Alfa SRL non in paradiso fiscale e attiva commercialmente), la plusvalenza di 200.000 euro è esente per il 95%. Solo 10.000 euro concorrono al reddito IRES di Beta SRL: imposta 10.000 × 24% = 2.400 euro. Risparmio immediato: 49.600 euro. La holding ha però dovuto essere strutturata prima dell’acquisto delle quote, e il periodo di possesso deve essere ininterrotto.

In pratica

  • La PEX funziona solo se la partecipazione era classificata tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio di possesso.
  • Il periodo minimo di possesso è di 12 mesi: vendere prima annulla il beneficio.
  • Le minusvalenze su partecipazioni PEX sono indeducibili: simmetria fiscale obbligatoria.

Caso 2 — Caio vuole reinvestire i dividendi in una nuova società

Scenario. Caio possiede tramite la sua holding tre partecipazioni. Ogni anno riceve dividendi complessivi di 100.000 euro dalle partecipate. Vuole usare quegli utili per finanziare una nuova acquisizione.

Come si applica. Se Caio avesse le partecipazioni direttamente, dovrebbe prima pagare 26.000 euro di imposta sostitutiva sui 100.000 di dividendi, e potrebbe reinvestire solo 74.000 euro. Con la holding, i 100.000 euro di dividendi infragruppo sono tassati solo al 5% × 24% = 1.200 euro; restano 98.800 euro disponibili per la nuova acquisizione. Anno dopo anno, questo vantaggio si accumula in modo significativo. L’efficienza è massima quando la strategia è di lungo periodo e gli utili vengono continuamente reinvestiti senza uscire dalla struttura societaria.

In pratica

  • Con la holding, il costo fiscale del passaggio di utili tra società del gruppo scende all’1,2% effettivo.
  • Il risparmio annuo, reinvestito, accelera la crescita del gruppo.
  • La convenienza si riduce se Caio preleva frequentemente denaro dalla holding come dividendo personale.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quanto si tassa un dividendo ricevuto da una persona fisica?

Il dividendo percepito da un socio persona fisica è soggetto a un’imposta sostitutiva del 26%, applicata sulla totalità del dividendo lordo. Non è possibile dedurre costi.

Tutti i requisiti PEX devono essere rispettati contemporaneamente?

Sì, devono ricorrere tutti e quattro: possesso ininterrotto da almeno 12 mesi prima della cessione, classificazione in immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio di possesso, residenza fiscale della partecipata non in un Paese a fiscalità privilegiata, esercizio da parte della partecipata di un’impresa commerciale.

Se la holding cede una partecipazione in perdita, la minusvalenza è deducibile?

No. Le minusvalenze su partecipazioni che soddisfano i requisiti PEX sono fiscalmente indeducibili. È il rovescio del beneficio: se le plusvalenze sono esenti al 95%, le minusvalenze non possono essere portate in deduzione.

Conviene sempre la holding?

No. La holding introduce una seconda società con costi fissi (contabilità ordinaria, bilancio, amministrazione, professionisti). Va valutata quando il risparmio fiscale atteso nel tempo è superiore ai costi strutturali aggiuntivi. Per importi modesti o strutture semplici, la detenzione diretta può essere più efficiente.

Il dividendo che esce dalla holding verso il socio persona fisica è tassato?

Sì: quando la holding distribuisce utili al socio persona fisica, questi paga il 26% come per qualsiasi altro dividendo. Il vantaggio complessivo dipende dal tempo che intercorre prima di questo prelievo e dagli utili reinvestiti nel frattempo.

Cosa significa 'partecipazione in immobilizzazioni finanziarie'?

Significa che, nel primo bilancio di esercizio in cui la partecipazione compare, essa deve essere classificata tra le immobilizzazioni (investimento duraturo) e non nell’attivo circolante (investimento speculativo). Questo vincolo va rispettato fin dall’acquisto, con una scelta consapevole e documentata.

Domande frequenti

Quanto si tassa un dividendo ricevuto da una persona fisica?

Il dividendo percepito da un socio persona fisica è soggetto a un'imposta sostitutiva del 26%, applicata sulla totalità del dividendo lordo. Non è possibile dedurre costi.

Tutti i requisiti PEX devono essere rispettati contemporaneamente?

Sì, devono ricorrere tutti e quattro: possesso ininterrotto da almeno 12 mesi prima della cessione, classificazione in immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio di possesso, residenza fiscale della partecipata non in un Paese a fiscalità privilegiata, esercizio da parte della partecipata di un'impresa commerciale.

Se la holding cede una partecipazione in perdita, la minusvalenza è deducibile?

No. Le minusvalenze su partecipazioni che soddisfano i requisiti PEX sono fiscalmente indeducibili. È il rovescio del beneficio: se le plusvalenze sono esenti al 95%, le minusvalenze non possono essere portate in deduzione.

Conviene sempre la holding?

No. La holding introduce una seconda società con costi fissi (contabilità ordinaria, bilancio, amministrazione, professionisti). Va valutata quando il risparmio fiscale atteso nel tempo è superiore ai costi strutturali aggiuntivi. Per importi modesti o strutture semplici, la detenzione diretta può essere più efficiente.

Il dividendo che esce dalla holding verso il socio persona fisica è tassato?

Sì: quando la holding distribuisce utili al socio persona fisica, questi paga il 26% come per qualsiasi altro dividendo. Il vantaggio complessivo dipende dal tempo che intercorre prima di questo prelievo e dagli utili reinvestiti nel frattempo.

Cosa significa 'partecipazione in immobilizzazioni finanziarie'?

Significa che, nel primo bilancio di esercizio in cui la partecipazione compare, essa deve essere classificata tra le immobilizzazioni (investimento duraturo) e non nell'attivo circolante (investimento speculativo). Questo vincolo va rispettato fin dall'acquisto, con una scelta consapevole e documentata.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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