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In sintesi
- Identificativo doganale europeo: il codice EORI (Economic Operators Registration and Identification) identifica in modo univoco l’operatore in tutte le operazioni doganali dell’Unione Europea.
- Obbligatorio per importare ed esportare: chiunque presenti dichiarazioni doganali nell’UE deve essere in possesso di un codice EORI valido.
- Richiesta una tantum: il codice si ottiene con una singola domanda all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e non scade.
- Collegato alla partita IVA: per i soggetti italiani il codice EORI è costruito a partire dalla partita IVA, con il prefisso del Paese (IT seguito dai 11 cifre della P.IVA).
- Valido in tutta l’UE: una volta registrato in un Paese membro, il codice EORI è riconosciuto e utilizzabile in tutti gli altri Stati dell’Unione.
Che cos'è il codice EORI e a chi serve
Ogni volta che una merce attraversa la frontiera doganale dell’Unione Europea, le autorità doganali devono sapere chi è il soggetto che effettua l’operazione: l’importatore che riceve la merce o l’esportatore che la invia all’estero. A questo scopo esiste il codice EORI, acronimo di Economic Operators Registration and Identification.
Il codice EORI è un numero di identificazione univoco assegnato a ciascun operatore economico (impresa, professionista, ente) che svolge operazioni doganali nell’Unione Europea. Viene registrato in una banca dati europea condivisa da tutte le dogane degli Stati membri: inserendo il codice, qualsiasi dogana UE può immediatamente identificare l’operatore.
Per i soggetti italiani, il codice EORI è direttamente collegato alla partita IVA: è composto dal prefisso ‘IT’ seguito dalle 11 cifre della partita IVA (es. IT12345678901). Non è un codice separato da ricordare o gestire: se si conosce la propria partita IVA, si conosce anche la struttura del proprio codice EORI.
Il codice EORI è obbligatorio per chiunque presenti o faccia presentare dichiarazioni doganali nell’UE, anche tramite uno spedizioniere doganale. Senza di esso non è possibile effettuare operazioni di import o export. La buona notizia è che si ottiene con una procedura semplice, si richiede una volta sola e non scade.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Formato per soggetti italiani | IT + 11 cifre della partita IVA (es. IT12345678901) |
| Chi deve richiederlo | Chiunque effettui operazioni doganali di import/export nell'UE |
| Dove si richiede (Italia) | Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (sportello o portale telematico) |
| Validità | Tempo indeterminato (non scade); valido in tutta l'UE |
| Costo | Nessun costo per la registrazione |
| Banca dati | Registrato nel sistema europeo EORI condiviso fra tutti gli Stati membri |
Esempio pratico
-
Alfa Srl, con partita IVA 02345678901, decide di iniziare a importare materie prime dalla Turchia. Prima di presentare la prima dichiarazione doganale, l’amministratore verifica se la società è già registrata nel sistema EORI. Dopo la registrazione, il codice EORI di Alfa Srl sarà IT02345678901. D’ora in poi, ogni dichiarazione doganale presentata in Italia o in qualsiasi altro Paese UE riporterà questo codice, che identifica Alfa Srl senza ambiguità di fronte a tutte le dogane europee.
Documenti necessari
- Modulo di richiesta di attribuzione del codice EORI (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli)
- Partita IVA del soggetto richiedente (per persone giuridiche: visura camerale aggiornata)
- Documento di identità del legale rappresentante (per le imprese)
- Codice fiscale del richiedente (per persone fisiche che effettuano operazioni doganali)
Caso 1 — Alfa Srl: prima importazione extra-UE
Scenario. Alfa Srl è una piccola impresa manifatturiera che ha sempre acquistato materie prime da fornitori europei. Decide per la prima volta di importare un componente dalla Corea del Sud.
Come si applica. Prima di procedere, Alfa Srl deve verificare di avere un codice EORI. Poiché non ha mai effettuato operazioni doganali, non è ancora registrata. L’amministratore presenta la domanda all’Agenzia delle Dogane tramite il portale telematico, allegando la visura camerale. L’Agenzia attribuisce il codice EORI, che per i soggetti italiani corrisponde a IT + partita IVA. Da quel momento Alfa Srl può presentare dichiarazioni doganali in Italia e in qualsiasi altro Paese UE utilizzando lo stesso codice.
In pratica
- Il codice EORI di Alfa Srl viene registrato nella banca dati europea: qualsiasi dogana UE può verificarlo.
- Alfa Srl non dovrà richiedere un nuovo codice se in futuro vorrà anche esportare o operare in un altro Paese UE.
- Lo spedizioniere doganale che gestisce l’operazione per conto di Alfa Srl inserirà il codice EORI nella dichiarazione doganale.
Caso 2 — Tizio: professionista con acquisti da Paesi terzi
Scenario. Tizio è un professionista che acquista occasionalmente attrezzature specializzate da un fornitore extra-UE per la propria attività.
Come si applica. Anche una persona fisica che effettua operazioni doganali ha bisogno del codice EORI. Tizio presenta la richiesta all’Agenzia delle Dogane indicando il proprio codice fiscale e partita IVA. Il codice EORI attribuito sarà IT + partita IVA (se Tizio è titolare di partita IVA) oppure sarà basato sul codice fiscale nelle casistiche previste dall’Agenzia. Una volta ottenuto, Tizio potrà effettuare operazioni doganali senza dover ripetere la procedura di registrazione.
In pratica
- Anche i liberi professionisti e le ditte individuali devono registrarsi nel sistema EORI prima di effettuare operazioni doganali.
- La registrazione è gratuita e ha effetto immediato o in tempi brevi dopo la verifica dei dati.
- Il codice è personale: non si può usare il codice EORI di un altro soggetto per le proprie operazioni doganali.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Il codice EORI è obbligatorio anche per chi esporta solo occasionalmente?
Sì. L’obbligo di possedere un codice EORI si applica a qualsiasi soggetto che presenti dichiarazioni doganali nell’UE, indipendentemente dalla frequenza delle operazioni. Chi effettua anche una sola importazione o esportazione extra-UE ne ha bisogno.
Come si verifica se si è già in possesso di un codice EORI?
È possibile consultare la banca dati pubblica EORI sul sito della Commissione Europea (ec.europa.eu), inserendo il proprio codice fiscale o partita IVA preceduti dal prefisso IT. In questo modo si verifica in pochi secondi se la registrazione è già avvenuta.
Quanto tempo ci vuole per ottenere il codice EORI?
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli assegna il codice EORI in tempi relativamente rapidi dopo la presentazione della domanda completa. In molti casi la registrazione avviene in pochi giorni lavorativi.
Il codice EORI ha una data di scadenza?
No. Una volta registrato, il codice EORI è valido a tempo indeterminato. Viene cancellato solo se l’operatore cessa l’attività o ne fa richiesta esplicita.
Lo spedizioniere doganale può usare il proprio codice EORI al posto di quello dell'importatore?
No. Il codice EORI identifica il soggetto che effettua l’operazione doganale (l’importatore o l’esportatore). Lo spedizioniere doganale che agisce per conto del cliente inserisce il codice EORI del cliente nella dichiarazione, non il proprio. Solo nei casi di rappresentanza indiretta lo spedizioniere appare come dichiarante, ma il codice EORI del rappresentato rimane nell’operazione.
Un'impresa con sede in un Paese UE deve registrarsi di nuovo se effettua operazioni doganali in un altro Paese UE?
No. Il codice EORI è riconosciuto in tutta l’Unione Europea. Un’impresa italiana con codice EORI italiano può effettuare operazioni doganali in Francia, Germania o qualsiasi altro Stato membro senza dover ottenere un nuovo codice.
Domande frequenti
Il codice EORI è obbligatorio anche per chi esporta solo occasionalmente?
Sì. L'obbligo di possedere un codice EORI si applica a qualsiasi soggetto che presenti dichiarazioni doganali nell'UE, indipendentemente dalla frequenza delle operazioni. Chi effettua anche una sola importazione o esportazione extra-UE ne ha bisogno.
Come si verifica se si è già in possesso di un codice EORI?
È possibile consultare la banca dati pubblica EORI sul sito della Commissione Europea (ec.europa.eu), inserendo il proprio codice fiscale o partita IVA preceduti dal prefisso IT. In questo modo si verifica in pochi secondi se la registrazione è già avvenuta.
Quanto tempo ci vuole per ottenere il codice EORI?
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli assegna il codice EORI in tempi relativamente rapidi dopo la presentazione della domanda completa. In molti casi la registrazione avviene in pochi giorni lavorativi.
Il codice EORI ha una data di scadenza?
No. Una volta registrato, il codice EORI è valido a tempo indeterminato. Viene cancellato solo se l'operatore cessa l'attività o ne fa richiesta esplicita.
Lo spedizioniere doganale può usare il proprio codice EORI al posto di quello dell'importatore?
No. Il codice EORI identifica il soggetto che effettua l'operazione doganale (l'importatore o l'esportatore). Lo spedizioniere doganale che agisce per conto del cliente inserisce il codice EORI del cliente nella dichiarazione, non il proprio. Solo nei casi di rappresentanza indiretta lo spedizioniere appare come dichiarante, ma il codice EORI del rappresentato rimane nell'operazione.
Un'impresa con sede in un Paese UE deve registrarsi di nuovo se effettua operazioni doganali in un altro Paese UE?
No. Il codice EORI è riconosciuto in tutta l'Unione Europea. Un'impresa italiana con codice EORI italiano può effettuare operazioni doganali in Francia, Germania o qualsiasi altro Stato membro senza dover ottenere un nuovo codice.
Vedi anche