Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

La formula dell'IMU spiegata passo dopo passo

Calcolare l’IMU non è difficile se si segue la formula nella giusta sequenza. Il punto di partenza è la rendita catastale dell’immobile, cioè un valore attribuito dallo Stato al tuo immobile ai fini fiscali. Non è il valore di mercato, né l’affitto reale: è un valore convenzionale che puoi trovare sulla visura catastale o nel rogito di acquisto.

Una volta ottenuta la rendita catastale, la formula si sviluppa in tre passaggi: rivalutazione del 5%, moltiplicazione per il coefficiente della categoria catastale, applicazione dell’aliquota. Se poi possiedi l’immobile solo in parte (ad esempio al 50% con un’altra persona) o solo per una parte dell’anno, l’imposta si riduce in proporzione.

Il moltiplicatore è il numero che ‘gonfia’ la rendita per avvicinarsi a un valore fiscale dell’immobile. È diverso per ogni tipo di immobile: le abitazioni hanno un moltiplicatore alto (160), i negozi uno basso (55). Questo riflette la diversa natura degli immobili e il loro peso fiscale.

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Infine, l’aliquota. La legge fissa un valore di riferimento (chiamato aliquota di base), ma ogni Comune può alzarla o abbassarla ogni anno con una propria delibera. Questo significa che due appartamenti identici in Comuni diversi possono avere IMU diversa. Prima di fare i calcoli, cerca sempre la delibera aggiornata del tuo Comune.

Moltiplicatori IMU per categoria catastale
Moltiplicatore Categorie catastali
160 Gruppo A (escluso A/10), C/2, C/6, C/7
140 Gruppo B, C/3, C/4, C/5
80 A/10 (uffici e studi privati), D/5 (istituti di credito e assicurazioni)
65 Gruppo D (escluso D/5): capannoni, alberghi, teatri, ecc.
55 C/1 (negozi e botteghe)

Esempio pratico

  • Esempio con Tizio: l’appartamento di Tizio (categoria A/3) ha una rendita catastale di 600 euro. Passo 1 – rivalutazione del 5%: 600 × 1,05 = 630 euro. Passo 2 – moltiplicatore 160 per il gruppo A: 630 × 160 = 100.800 euro (questa è la base imponibile). Passo 3 – aliquota: supponendo che il Comune abbia deliberato un’aliquota dello 0,86% per gli ‘altri fabbricati’, l’IMU annua è: 100.800 × 0,0086 = 866,88 euro. Se Tizio possiede l’immobile al 50% con Caio, ciascuno paga la metà: 433,44 euro.

Documenti necessari

  • Visura catastale dell’immobile (per rendita catastale e categoria)
  • Delibera IMU del Comune per l’anno in corso (aliquote aggiornate)
  • Rogito di acquisto (contiene spesso la rendita catastale)
  • Modello F24 (per il versamento)
  • Eventuale atto di divisione o successione (per la quota di possesso)

Caso 1 – Tizio, proprietario al 100% di un capannone (gruppo D)

Scenario. Tizio possiede al 100% un capannone industriale di categoria D/7 con rendita catastale di 4.000 euro. Lo ha avuto per tutto l’anno. Vuole calcolare la base imponibile IMU.

Come si applica. Il capannone D/7 rientra nel gruppo D (escluso D/5), quindi il moltiplicatore è 65. Calcolo: rendita 4.000 × 1,05 = 4.200 euro (rivalutazione). Poi 4.200 × 65 = 273.000 euro di base imponibile. Su questa cifra si applica l’aliquota deliberata dal Comune per i fabbricati del gruppo D. Tizio possiede il 100% per 12 mesi, quindi non ci sono riduzioni proporzionali. La quota destinata allo Stato (codice tributo 3925) e quella destinata al Comune (3930) vanno versate separatamente per gli immobili del gruppo D.

In pratica

  • Per gli immobili del gruppo D l’IMU si divide tra Stato e Comune: usa i codici tributo 3925 e 3930 sull’F24.
  • La rendita catastale è il punto di partenza: trovala sulla visura catastale o nel rogito.
  • Verifica l’aliquota deliberata dal tuo Comune per i fabbricati D: può differire da quella di base.

Caso 2 – Caio, comproprietario al 50% di un negozio acquistato a luglio

Scenario. Caio e un socio acquistano in comproprietà (50% ciascuno) un negozio di categoria C/1 il 10 luglio. La rendita catastale è 1.200 euro. Quanta IMU deve pagare Caio per quell’anno?

Come si applica. Il negozio C/1 ha moltiplicatore 55. Base imponibile piena: 1.200 × 1,05 × 55 = 69.300 euro. Caio possiede il 50%, quindi la sua quota di base imponibile è 34.650 euro. Ora i mesi: l’acquisto è il 10 luglio; luglio non si conta (meno di 15 giorni di possesso quel mese). Si contano agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre: 5 mesi. IMU di Caio = 34.650 × aliquota del Comune × (5/12). Conviene verificare l’aliquota deliberata dal Comune per i negozi C/1 prima di versare.

In pratica

  • Il mese si conta per intero solo se il possesso dura almeno 15 giorni in quel mese.
  • La quota di comproprietà riduce l’imposta proporzionalmente: Caio paga solo sulla sua metà.
  • Controlla sempre l’aliquota specifica per la categoria C/1 nella delibera comunale.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

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Domande frequenti

Dove trovo la rendita catastale del mio immobile?

Puoi trovarla sulla visura catastale, che puoi richiedere gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione ‘Servizi catastali’) oppure in un ufficio catastale. La rendita è indicata anche nel rogito notarile di acquisto.

I terreni agricoli si calcolano nello stesso modo?

No. Per i terreni agricoli la base imponibile parte dal reddito dominicale (non dalla rendita catastale), rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 135.

Come si calcola l'IMU su un'area edificabile?

Per le aree edificabili la base imponibile non usa la rendita catastale né un moltiplicatore fisso: si usa il valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposta.

Cosa succede se acquisto l'immobile il 15 del mese?

Il mese si conta per intero se il possesso dura almeno 15 giorni. Acquistando il 15 del mese, quel mese si conta intero; acquistando il 16 o dopo, quel mese non si conta.

L'aliquota è uguale in tutta Italia?

No. La legge fissa un’aliquota di base (0,86% per i fabbricati ordinari), ma ogni Comune può alzarla fino all’1,06% o abbassarla fino a zero. Bisogna sempre verificare la delibera del proprio Comune.

Se ho più quote di proprietà su più immobili nello stesso Comune, si somma l'imposta?

Sì. L’IMU si calcola separatamente per ogni immobile, applicando la quota di possesso e i mesi di ciascuno. I versamenti si sommano sul medesimo F24 con i relativi codici tributo.

Vedi anche: IMU sulla seconda casa, IMU sulle aree edificabili, Abitazione principale, TARI: cos’è e come si calcola la tassa sui rifiuti, IMU sui terreni agricoli e Scadenze IMU.

Calcolatore IMU — da rendita catastale

Domande frequenti

Dove trovo la rendita catastale del mio immobile?

Puoi trovarla sulla visura catastale, che puoi richiedere gratuitamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate (sezione 'Servizi catastali') oppure in un ufficio catastale. La rendita è indicata anche nel rogito notarile di acquisto.

I terreni agricoli si calcolano nello stesso modo?

No. Per i terreni agricoli la base imponibile parte dal reddito dominicale (non dalla rendita catastale), rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 135.

Come si calcola l'IMU su un'area edificabile?

Per le aree edificabili la base imponibile non usa la rendita catastale né un moltiplicatore fisso: si usa il valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposta.

Cosa succede se acquisto l'immobile il 15 del mese?

Il mese si conta per intero se il possesso dura almeno 15 giorni. Acquistando il 15 del mese, quel mese si conta intero; acquistando il 16 o dopo, quel mese non si conta.

L'aliquota è uguale in tutta Italia?

No. La legge fissa un'aliquota di base (0,86% per i fabbricati ordinari), ma ogni Comune può alzarla fino all'1,06% o abbassarla fino a zero. Bisogna sempre verificare la delibera del proprio Comune.

Se ho più quote di proprietà su più immobili nello stesso Comune, si somma l'imposta?

Sì. L'IMU si calcola separatamente per ogni immobile, applicando la quota di possesso e i mesi di ciascuno. I versamenti si sommano sul medesimo F24 con i relativi codici tributo.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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