Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.
2. Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego superano i cinquemila euro.
2-bis. Nel caso di accredito delle somme di cui ai commi 1 e 2 sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.
1. Salvo che per i crediti pensionistici e fermo restando quanto previsto dall’articolo 545, commi quarto, quinto e sesto, del codice di procedura civile, e dall’articolo 72-ter del presente decreto l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all’articolo 543, secondo comma, numero 4, dello stesso codice, l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede: a) nel termine di sessanta giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica; b) alle rispettive scadenze, per le restanti somme.
2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72, comma 2.
Chi lavora stagionalmente ha spesso più Certificazioni Uniche (CU) da datori diversi: vanno sommati tutti i redditi nella dichiarazione.
Il conguaglio di fine anno viene fatto solo dall’ultimo datore di lavoro che ha effettuato le operazioni di conguaglio; gli altri datori emettono solo CU senza ricalcolare.
Le detrazioni per lavoro dipendente sono ‘rapportate al periodo di lavoro’: spettano proporzionalmente ai giorni lavorati nell’anno, non in misura piena se si è lavorato meno di 365 giorni.
I lavoratori con contratto a tempo determinato inferiore all’anno possono presentare il modello 730 a un CAF o al sostituto, a determinate condizioni.
L’addizionale regionale e comunale IRPEF è sempre dovuta se il reddito complessivo supera le soglie e non è stata trattenuta in misura sufficiente.
Anche le indennità sostitutive del reddito di lavoro dipendente (come la cassa integrazione) sono redditi che vanno dichiarati negli stessi quadri del lavoro dipendente.
La situazione tipica del lavoratore stagionale: più datori, più CU
Il lavoratore stagionale – chi lavora in estate al mare o in montagna, nel turismo, nell’agricoltura o in altri settori con picchi di attività – si trova spesso ad affrontare la dichiarazione dei redditi in modo più complesso rispetto a un dipendente con contratto a tempo indeterminato e un solo datore di lavoro per tutto l’anno. Il motivo principale è la molteplicità dei rapporti di lavoro: nel corso del 2025 può aver lavorato per due, tre o più datori diversi, ciascuno dei quali rilascia una propria Certificazione Unica.
Il punto critico è il conguaglio. Durante l’anno, ogni datore di lavoro applica le ritenute e le detrazioni in modo autonomo, spesso senza conoscere i redditi percepiti dagli altri datori. L’ultimo sostituto d’imposta effettua il conguaglio, ma solo sui redditi che conosce: quelli del proprio rapporto di lavoro. I redditi degli altri datori, attestati dalle altre CU, entrano nel calcolo complessivo solo con la dichiarazione dei redditi annuale. È lì che si scopre se l’IRPEF versata durante l’anno era sufficiente o se c’è un debito da saldare (o un credito da recuperare).
Un altro aspetto rilevante riguarda le detrazioni per lavoro dipendente. Queste non spettano in misura piena se non si è lavorato per tutti e 365 i giorni dell’anno: vengono ‘rapportate al periodo di lavoro’, cioè proporzionate ai giorni effettivamente lavorati. Questo può ridurre le detrazioni riconoscibili rispetto a quelle che ciascun datore ha applicato nel corso dell’anno, generando un debito al momento della dichiarazione.
Chi può presentare il modello 730 con contratto stagionale
Situazione del contratto nel 2026
Può usare il 730?
A chi lo presenta
Contratto a tempo determinato, dura almeno dal mese di presentazione al terzo mese successivo
Sì, se il sostituto presta assistenza
Al sostituto d'imposta o a un CAF/professionista (se conosce i dati del sostituto per il conguaglio)
Contratto a tempo determinato, non dura fino al terzo mese successivo alla presentazione
Sì, ma solo come 730 senza sostituto
A un CAF o professionista abilitato; oppure direttamente all'Agenzia delle Entrate (precompilato)
Personale della scuola con contratto a tempo determinato
Sì, se il contratto dura da settembre 2025 a giugno 2026
Al sostituto d'imposta, a un CAF o a un professionista abilitato
Contratto già concluso, nessun sostituto nel 2026
Sì, come 730 senza sostituto
A un CAF o professionista abilitato; oppure direttamente all'Agenzia (precompilato)
Esempio pratico
Tizio ha lavorato come cameriere in un hotel di montagna da gennaio ad aprile 2025 (datore A) e poi come addetto a un campeggio da giugno a settembre 2025 (datore B). Ha due Certificazioni Uniche. Il datore B ha fatto il conguaglio di fine anno solo sui propri redditi. Nella dichiarazione, Tizio somma i redditi delle due CU: il totale supera quello che il datore B aveva considerato per il conguaglio, e le detrazioni per lavoro dipendente applicate da entrambi i datori erano calcolate come se Tizio lavorasse a tempo pieno per tutto l’anno – ma in realtà ha lavorato circa 240 giorni su 365. La dichiarazione ricalcola le detrazioni proporzionalmente e Tizio risulta con un debito IRPEF residuo, che paga con il modello F24.
Documenti necessari
Tutte le Certificazioni Uniche (CU) 2026 ricevute dai diversi datori di lavoro del 2025
Eventuale CU 2025 rilasciata dal sostituto prima che fosse disponibile la CU 2026, se il rapporto si è concluso nel 2025
Documentazione delle spese detraibili sostenute nel 2025 (sanitarie, scolastiche, ecc.)
Documentazione di eventuali altri redditi (affitti, lavoro autonomo occasionale, indennità)
Codice IBAN per l’eventuale rimborso dall’Agenzia delle Entrate se si presenta il 730 senza sostituto
Caso 1 – Due CU, detrazioni rapportate: risultato a debito
Scenario. Caio ha lavorato per due datori di lavoro stagionali nel 2025: da marzo a giugno (datore A) e da settembre a novembre (datore B). Ha lavorato in totale circa 180 giorni. Entrambi i datori hanno applicato durante l’anno le detrazioni per lavoro dipendente come se Caio lavorasse per tutto l’anno.
Come si applica. Nella dichiarazione, Caio indica i redditi di entrambe le CU. L’Agenzia o il CAF ricalcola le detrazioni per lavoro dipendente in misura proporzionale ai giorni effettivamente lavorati (circa 180 su 365). Le detrazioni già applicate dai datori erano eccessive rispetto a quelle spettanti in proporzione al periodo di lavoro. Il risultato è un debito IRPEF che Caio deve versare con il modello F24. Questo meccanismo è normale e prevedibile per i lavoratori stagionali: non è un errore del datore di lavoro né del lavoratore, ma una conseguenza del sistema di calcolo delle detrazioni.
In pratica
Le detrazioni per lavoro dipendente si rapportano ai giorni lavorati: se non hai lavorato tutto l’anno, le detrazioni totali riconoscibili sono inferiori a quelle che i singoli datori ti hanno già applicato durante l’anno, generando un debito in dichiarazione.
Con più CU di datori diversi è quasi sempre necessario presentare la dichiarazione: è l’unico momento in cui tutti i redditi vengono sommati e il calcolo delle imposte diventa definitivo.
Caso 2 – Stagionale con indennità di disoccupazione tra un contratto e l'altro
Scenario. Tizio ha lavorato in un resort da maggio a ottobre 2025 e tra novembre e dicembre ha percepito la NASpI (indennità di disoccupazione) dall’INPS. Ha una CU dal datore di lavoro e una CU dall’INPS per la NASpI.
Come si applica. Anche le indennità sostitutive del reddito di lavoro dipendente – come la NASpI – vanno dichiarate utilizzando gli stessi quadri del lavoro dipendente. Tizio deve quindi indicare nella dichiarazione sia il reddito da lavoro stagionale (dalla CU del datore) sia la NASpI (dalla CU dell’INPS). I due importi concorrono al reddito complessivo, che diventa la base per il calcolo dell’IRPEF. In questo scenario è importante non dimenticare la CU dell’INPS: ometterla significherebbe dichiarare un reddito inferiore al reale.
In pratica
La NASpI e le altre indennità sostitutive del reddito da lavoro dipendente generano una Certificazione Unica INPS: va inclusa nella dichiarazione esattamente come la CU del datore di lavoro.
Sommare tutti i redditi (lavoro stagionale + indennità) può alzare il totale annuo e ridurre o azzerare alcune detrazioni: il risultato finale va controllato nel prospetto di liquidazione.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Devo presentare la dichiarazione anche se ho lavorato solo pochi mesi?
Dipende dall’importo del reddito complessivo e dalla presenza di altri redditi. Se hai più CU da datori diversi e il conguaglio non è stato fatto su tutti i redditi, la dichiarazione è quasi sempre necessaria per regolare l’IRPEF in modo definitivo. È opportuno verificare la propria situazione presso un CAF.
Cosa succede se un datore stagionale non mi ha rilasciato la CU?
Il datore di lavoro è obbligato a rilasciare la Certificazione Unica. Se non lo ha fatto entro i termini, puoi contattarlo per richiederla. In ogni caso, tutti i redditi percepiti nel 2025 vanno dichiarati anche se la CU non è stata rilasciata.
Le detrazioni per familiari a carico si riducono anch'esse se lavoro meno dell'anno intero?
No, le detrazioni per familiari a carico non sono rapportate al periodo di lavoro: spettano per i mesi in cui il familiare è fiscalmente a carico. Sono invece rapportate al periodo di lavoro le detrazioni per redditi da lavoro dipendente.
Posso usare il modello 730 se il mio contratto stagionale è già finito?
Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto a un CAF o a un professionista abilitato, oppure direttamente all’Agenzia delle Entrate tramite il servizio precompilato. In assenza di un sostituto che effettui il conguaglio, un eventuale credito viene rimborsato dall’Agenzia delle Entrate e un eventuale debito si paga con il modello F24.
Il sostituto d'imposta che mi ha fatto il conguaglio conosceva anche i redditi degli altri datori?
Di norma no. Ogni datore di lavoro effettua le ritenute basandosi solo sui redditi del proprio rapporto di lavoro. L’ultimo sostituto che ha effettuato il conguaglio ha ricalcolato l’imposta sui soli redditi che conosceva. I redditi degli altri datori entrano nel calcolo definitivo solo con la dichiarazione annuale.
Cosa sono le 'indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente' e dove si dichiarano?
Sono somme che sostituiscono temporaneamente lo stipendio, come la cassa integrazione, l’indennità di mobilità o la NASpI. Vanno dichiarate negli stessi quadri del lavoro dipendente (quadro C del modello 730 o corrispondente quadro del modello Redditi PF), come indicato nelle istruzioni ufficiali.
1. L’atto di pignoramento di fitti o pigioni dovute da terzi al debitore iscritto a ruolo o ai coobbligati contiene, in luogo della citazione di cui al numero 4) dell’articolo 543 del codice di procedura civile, l’ordine all’affittuario o all’inquilino di pagare direttamente al concessionario i fitti e le pigioni scaduti e non corrisposti nel termine di quindici giorni dalla notifica ed i fitti e le pigioni a scadere alle rispettive scadenze fino a concorrenza del credito per cui il concessionario procede.
2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento si procede, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del codice di procedura civile.
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Avverso la sentenza della corte di giustizia tributaria di secondo grado può essere proposto ricorso per cassazione per i motivi di cui ai numeri da 1 a 5 dell'articolo 360, primo comma, del codice di procedura civile.
2. Al ricorso per cassazione ed al relativo procedimento si applicano le norme dettate dal codice di procedura civile in quanto compatibili con quelle del presente testo unico.
3. Sull'accordo delle parti la sentenza della corte di giustizia tributaria di primo grado può essere impugnata con ricorso per cassazione a norma dell'articolo 360, primo comma, numero 3, del codice di procedura civile.
Art. 71 DPR 602/1973 – Intervento degli istituti vendite giudiziarie
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Per l’asporto, la custodia e la vendita dei beni mobili, anche registrati, sottoposti a pignoramento, il concessionario può avvalersi degli istituti previsti dall’articolo 159 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Se i beni restano invenduti anche al secondo incanto, il concessionario entro tre mesi procede alla vendita a trattativa privata per un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del secondo incanto o ad un terzo incanto ad offerta libera.
2. I beni rimasti invenduti anche dopo l’applicazione delle disposizioni del comma 1 sono messi a disposizione del debitore, che, ove ne sia stato effettuato l’asporto, è invitato a ritirarli entro il termine di quindici giorni dalla notificazione dell’invito.
3. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 2, i beni non ritirati sono distrutti o donati, senza liberazione del debitore, ad enti di beneficenza ed assistenza, secondo le determinazioni del concessionario, che ne redige verbale.
Fattura immediata: va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.
Fattura differita: ammessa solo se l’operazione risulta da un documento di trasporto (DDT) o da altro documento equivalente.
La differita può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo all’operazione.
La fattura differita può essere riepilogativa: un unico documento per più operazioni dello stesso mese verso lo stesso cliente.
Entrambe le tipologie confluiscono nella dichiarazione IVA annuale e nelle liquidazioni periodiche.
Sbagliare il termine di emissione espone a sanzioni amministrative.
Quando nasce l'obbligo di emettere la fattura
Ogni volta che un professionista o un’impresa effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi soggetta a IVA, nasce l’obbligo di emettere fattura. La legge non lascia libera scelta sui tempi: stabilisce due modalità – la fattura immediata e quella differita – con scadenze precise e condizioni diverse.
La distinzione non è solo formale. Scegliere la modalità sbagliata, o rispettare male i termini, può comportare sanzioni. Capire la differenza permette invece di organizzare la fatturazione in modo ordinato, specialmente quando si hanno molte consegne nel corso del mese verso gli stessi clienti.
Le regole che seguono si applicano alle fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI), che è oggi il canale obbligatorio per la quasi totalità dei soggetti IVA.
Fattura immediata vs differita: confronto rapido
Caratteristica
Fattura immediata
Fattura differita
Termine di emissione
Entro 12 giorni dall'operazione
Entro il giorno 15 del mese successivo
Documento di supporto richiesto
No
Sì (DDT o documento equivalente)
Forma riepilogativa
No
Sì, per più operazioni stesso mese/stesso cliente
Data IVA (esigibilità)
Data dell'operazione
Data dell'operazione (non quella di emissione)
Uso tipico
Prestazioni di servizi, vendite singole
Cessioni di beni con consegna documentata
Esempio pratico
Esempio numerico. Alfa Srl vende materiale edile a Beta Snc effettuando tre consegne nel mese di giugno: il 5, il 12 e il 22 giugno, ognuna accompagnata da regolare DDT. Invece di emettere tre fatture separate, Alfa Srl emette un’unica fattura differita riepilogativa entro il 15 luglio, indicando i riferimenti ai tre DDT e sommando gli imponibili. Se il totale delle tre cessioni è, per esempio, 10.000 euro + IVA al 22% (pari a 2.200 euro), la fattura indicherà 12.200 euro complessivi. L’IVA resta riferita alle singole date di consegna, non al 15 luglio.
Documenti necessari
Fattura elettronica XML (o file p7m firmato) trasmessa via SdI
Documento di trasporto (DDT) con data, mittente, destinatario e descrizione dei beni
Ricevuta di consegna o altro documento equipollente al DDT
Registro delle fatture emesse (tenuto elettronicamente o messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate)
Contratto o ordine di acquisto (utile in caso di contestazione sui termini dell’operazione)
Caso 1 – Tizio, consulente informatico: fattura immediata
Scenario. Tizio è un consulente informatico con partita IVA ordinaria. Il 3 luglio conclude un intervento di assistenza tecnica per un cliente aziendale. Non c’è alcun bene consegnato né DDT: si tratta di una prestazione di servizi.
Come si applica. Per le prestazioni di servizi non esiste un documento di trasporto, quindi la fattura differita non è applicabile. Tizio deve emettere la fattura immediata entro 12 giorni dall’operazione, cioè entro il 15 luglio. Se la invia il 16 luglio, è già fuori termine e rischia una sanzione. La fattura riporterà come data dell’operazione il 3 luglio, che è anche la data di esigibilità dell’IVA.
In pratica
Operazione del 3 luglio: la fattura va trasmessa via SdI entro il 15 luglio.
Se l’intervento fosse durato più giorni, la data dell’operazione è quella di ultimazione.
Nessuna possibilità di accorpare con altre fatture dello stesso mese in forma riepilogativa.
Caso 2 – Caio, grossista di prodotti alimentari: fattura differita
Scenario. Caio gestisce un’impresa di distribuzione alimentare. Nel mese di settembre effettua sei consegne a un supermercato (cliente abituale), ognuna accompagnata da DDT numerato e firmato.
Come si applica. Poiché ogni consegna è documentata dal DDT, Caio può scegliere la fattura differita. Invece di emettere sei fatture separate, emette un’unica fattura riepilogativa entro il 15 ottobre, richiamando i riferimenti di tutti i sei DDT. L’IVA risultante si calcola sulle singole operazioni nelle rispettive date, ma il momento amministrativo di emissione del documento è il 15 ottobre al più tardi.
In pratica
Un solo documento al posto di sei: risparmio di tempo e semplificazione contabile.
Il DDT deve essere completo (data, numero, beni, quantità) per essere valido come supporto.
Se una consegna di settembre manca di DDT, quella specifica operazione va fatturata separatamente come fattura immediata.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Posso usare la fattura differita anche per le prestazioni di servizi?
No. La fattura differita è riservata alle cessioni di beni documentate da DDT o documento equipollente. Per i servizi l’unica opzione è la fattura immediata, da emettere entro 12 giorni dall’ultimazione della prestazione.
Cosa succede se emetto la fattura immediata dopo i 12 giorni?
Si tratta di una violazione dell’obbligo di fatturazione nei termini, sanzionata amministrativamente. È possibile regolarizzare la posizione ricorrendo al ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta e gli interessi secondo le frazioni previste dalla normativa.
La fattura differita riepilogativa può riguardare clienti diversi?
No. La fattura riepilogativa può riguardare solo operazioni dello stesso mese verso lo stesso cliente. Per clienti diversi occorrono fatture distinte.
Qual è la data IVA nella fattura differita: quella dell'operazione o quella di emissione?
La data di esigibilità dell’IVA è quella di ogni singola operazione (cioè le date dei DDT), non il 15 del mese successivo in cui il documento viene emesso. Questo vale anche ai fini della liquidazione periodica.
Il termine dei 12 giorni per la fattura immediata vale anche per le fatture elettroniche?
Sì. La regola dei 12 giorni si applica alle fatture elettroniche inviate tramite SdI. Il conteggio parte dal giorno dell’effettuazione dell’operazione (cessione o ultimazione della prestazione).
Posso emettere una fattura differita anche se ho un solo DDT nel mese?
Sì. La fattura differita non richiede che ci siano più operazioni: anche con un solo DDT è possibile sfruttare il termine del 15 del mese successivo, purché il documento di trasporto sia regolare.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
La rimozione o la distruzione non può essere domandata nell'ultimo anno della durata del diritto.
In tal caso, deve essere ordinato il sequestro dell'opera o del prodotto sino alla scadenza della durata medesima.
Qualora siano stati risarciti i danni derivati dalla violazione del diritto, il sequestro può essere autorizzato anche ad una data anteriore a quella sopraindicata.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito
1. Nel secondo incanto, salvo quanto previsto dall’articolo 539 del codice di procedura civile, i beni sono venduti al miglior offerente ad un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del primo incanto.
Finestra temporale: la dichiarazione IVA annuale si presenta di norma tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta.
Solo telematica: la trasmissione avviene esclusivamente per via telematica, tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) o tramite un intermediario abilitato.
Dichiarazione autonoma: non è inserita nel modello Redditi/UNICO; si presenta come documento separato e indipendente.
Termine puntuale variabile: la data esatta del 30 aprile può essere posticipata quando cade di sabato o in un giorno festivo; verificare sempre il calendario ufficiale dell’anno in corso.
LIPE del 4° trimestre: la comunicazione delle liquidazioni del quarto trimestre può essere presentata insieme alla dichiarazione IVA annuale entro fine febbraio.
La finestra di presentazione: dal 1° febbraio al 30 aprile
La dichiarazione IVA annuale ha una finestra di presentazione ben definita: di norma dal 1° febbraio al 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta. Questo significa che la dichiarazione riferita all’anno 2025 andrà presentata tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. È importante non confondere questa scadenza con quelle delle liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali), che seguono invece un calendario diverso nel corso dell’anno.
La trasmissione è esclusivamente telematica. Non è più prevista la presentazione cartacea né la consegna presso uffici fisici. Chi gestisce in autonomia la propria contabilità può trasmettere tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Entratel per i soggetti di maggiori dimensioni, Fisconline per i privati). In alternativa – e questa è la scelta più comune – ci si rivolge a un intermediario abilitato: un commercialista, un consulente del lavoro o un CAF autorizzato, che trasmette la dichiarazione per conto del contribuente.
Un punto rilevante riguarda la separazione dalla dichiarazione dei redditi. La dichiarazione IVA è un documento autonomo e va presentata indipendentemente dal modello Redditi Persone Fisiche, dal modello Redditi Società di Persone o dal modello Redditi Società di Capitali. In passato era possibile includerla nel modello UNICO; oggi non è più così. Chi dimentica questa separazione rischia di non presentare uno dei due adempimenti nei termini corretti.
Un adempimento correlato è la LIPE, la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA. Le LIPE si presentano trimestralmente, ma quella del quarto trimestre gode di una finestra particolare: può essere presentata insieme alla dichiarazione IVA annuale, entro la fine di febbraio. Chi non vuole gestire separatamente queste comunicazioni può quindi sfruttare questa possibilità per concentrare gli adempimenti di inizio anno.
Termini principali della dichiarazione IVA annuale
Adempimento
Termine di norma
Apertura finestra presentazione dichiarazione IVA
1° febbraio dell'anno successivo
Chiusura finestra presentazione dichiarazione IVA
30 aprile dell'anno successivo (verificare termine puntuale)
LIPE 4° trimestre (in alternativa alla scadenza separata)
Di norma entro il 16 marzo (verificare termine puntuale dell'anno)
Acconto IVA dicembre (codice tributo 6013)
Entro il 27 dicembre dell'anno in corso
Esempio pratico
Tizio è un consulente con partita IVA ordinaria che liquida l’IVA trimestralmente. Nel 2025 ha effettuato quattro liquidazioni periodiche e versato i relativi importi con F24. A inizio 2026, entro fine febbraio, presenta anche la LIPE del quarto trimestre 2025 insieme alla dichiarazione IVA annuale. La dichiarazione definitiva riepiloga tutte le operazioni dell’anno 2025 e determina il saldo finale: se risulta un debito residuo, lo versa con F24 (codice tributo 6099) nei termini previsti; se risulta un credito, sceglie se riportarlo, compensarlo o chiederne il rimborso.
Documenti necessari
Registro delle fatture emesse (anno d’imposta di riferimento)
Registro degli acquisti (anno d’imposta di riferimento)
Modelli F24 delle liquidazioni periodiche già versate
Comunicazioni LIPE trasmesse nel corso dell’anno
Eventuale documentazione di operazioni intracomunitarie o di esportazione
Caso 1 – Tizio, libero professionista con liquidazione mensile
Scenario. Tizio è un avvocato con partita IVA ordinaria che per volume d’affari è tenuto alla liquidazione mensile dell’IVA. Ogni mese, entro il 16, versa l’IVA del mese precedente con F24 usando i codici tributo da 6001 a 6012. Ha presentato regolarmente le LIPE trimestrali nel corso dell’anno.
Come si applica. Per Tizio la dichiarazione IVA annuale riepiloga i 12 mesi di operazioni e i 12 versamenti mensili già effettuati. La dichiarazione va trasmessa in via telematica entro il 30 aprile dell’anno successivo. Se dal quadro VL risulta un saldo a debito non ancora coperto dai versamenti mensili, Tizio lo versa con F24 (codice 6099) nel termine previsto. La LIPE del quarto trimestre, nel suo caso, è già stata presentata autonomamente entro i termini trimestrali, quindi non ha necessità di presentarla con la dichiarazione annuale.
In pratica
Tizio trasmette la dichiarazione IVA annuale entro il 30 aprile, separatamente dalla dichiarazione dei redditi.
Se c’è un saldo a debito residuo, lo versa con F24 codice 6099 prima della scadenza; se c’è un credito, lo riporta o lo compensa l’anno successivo.
Caso 2 – Caio, piccolo commerciante con liquidazione trimestrale
Scenario. Caio gestisce un negozio di abbigliamento. Il suo volume d’affari nell’anno precedente non ha superato 800.000 euro (soglia per le attività diverse dalle prestazioni di servizi), quindi ha optato per la liquidazione trimestrale. Paga l’IVA entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre, con la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.
Come si applica. Caio presenta le LIPE trimestrali regolarmente. La LIPE del quarto trimestre, tuttavia, può essere presentata entro fine febbraio insieme alla dichiarazione IVA annuale, evitando una trasmissione separata a gennaio. La dichiarazione annuale va comunque presentata entro il 30 aprile. Il termine puntuale di ciascun anno va verificato perché può slittare in caso di sabato o festivi.
In pratica
Caio sfrutta la possibilità di presentare la LIPE del 4° trimestre entro fine febbraio insieme alla dichiarazione annuale, riducendo il numero di trasmissioni separate.
La dichiarazione IVA annuale definitiva è comunque trasmessa entro il 30 aprile, in via telematica e in modo autonomo rispetto al modello Redditi.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Entro quando si presenta la dichiarazione IVA annuale?
Di norma tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo al periodo d’imposta. Il termine esatto del 30 aprile può slittare se cade di sabato o in un giorno festivo: occorre verificare il calendario ufficiale dell’anno in corso.
La dichiarazione IVA si può presentare in forma cartacea?
No. La presentazione avviene esclusivamente in via telematica, tramite i canali Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso un intermediario abilitato come un commercialista.
La dichiarazione IVA è ancora inclusa nel modello UNICO?
No. La dichiarazione IVA è autonoma rispetto al modello Redditi (ex UNICO) e va presentata separatamente. Confonderle è un errore frequente che può portare a omettere uno dei due adempimenti.
Cosa succede se si presenta la dichiarazione IVA in ritardo?
Se la presentazione avviene entro 90 giorni dal termine, la dichiarazione è considerata tardiva (non omessa) e la sanzione può essere ridotta tramite il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni la dichiarazione è omessa a tutti gli effetti.
La LIPE del quarto trimestre ha una scadenza diversa?
Sì. La comunicazione LIPE del quarto trimestre può essere presentata entro la fine di febbraio dell’anno successivo, contestualmente alla dichiarazione IVA annuale, invece che nei termini ordinari trimestrali. È una facoltà, non un obbligo.
Chi si occupa della trasmissione telematica se non si ha Entratel?
Ci si rivolge a un intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF o altro soggetto iscritto nell’apposito elenco dell’Agenzia delle Entrate. L’intermediario trasmette la dichiarazione per conto del contribuente sotto la propria responsabilità.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
L 'autore ha il diritto esclusivo, ai sensi delle disposizioni contenute nella sezione I del capo III di questo titolo: a) di adattare e di registrare l'opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata; b) di riprodurre, di distribuire, di noleggiare e di dare in prestito gli esemplari dell'opera così adattata o registrata; c) di eseguire pubblicamente e di comunicare l'opera al pubblico mediante l'impiego di qualunque supporto.
La cessione del diritto di riproduzione o dei diritto di distribuzione non comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritto di esecuzione pubblica o di comunicazione al pubblico.
Per quanto riguarda la radiodiffusione, il diritto d'autore resta regolato dalle norme contenute nella precedente sezione.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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