Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Gestione IVS: artigiani e commercianti si iscrivono alla relativa gestione INPS (invalidità, vecchiaia, superstiti).
- Quota fissa: si versa sul minimale di reddito in quattro rate annuali, indipendentemente dall’incasso effettivo.
- Quota percentuale: si applica al reddito che supera il minimale, fino al massimale annuo, con le stesse scadenze delle imposte.
- Aliquota: di norma intorno al 24%; per i commercianti è leggermente più alta per un’aliquota aggiuntiva dello 0,48%.
- Forfettari: chi è in regime forfettario può chiedere la riduzione del 35% della contribuzione totale.
- Deducibilità: i contributi versati si deducono dal reddito complessivo IRPEF.
Come funziona la contribuzione per artigiani e commercianti
Se gestisci un’impresa artigiana o commerciale – come titolare individuale, socio di una società di persone o socio lavoratore di una Srl – sei obbligato a iscriverti alla Gestione IVS dell’INPS, che sta per invalidità, vecchiaia e superstiti. È la cassa previdenziale dei lavoratori autonomi del settore produttivo.
Il meccanismo di calcolo dei contributi ha due livelli distinti: una parte fissa, che si paga comunque a prescindere da quanto hai guadagnato nell’anno, e una parte variabile, proporzionale al reddito che supera una certa soglia. Capire questa distinzione è il primo passo per non avere sorprese al momento del versamento.
In questa guida spieghiamo come funziona il calcolo, quando si pagano le rate, cosa cambia per i forfettari e perché conviene sempre verificare la circolare INPS dell’anno in corso, perché le cifre esatte vengono aggiornate annualmente.
- Tutte le spese che riducono le imposte, con i tetti aggiornati
- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
| Componente | Base di calcolo | Scadenze |
|---|---|---|
| Quota fissa (artigiani) | Minimale annuo INPS | 4 rate: 16/5 · 20/8 · 16/11 · 16/2 |
| Quota fissa (commercianti) | Minimale annuo INPS | 4 rate: 16/5 · 20/8 · 16/11 · 16/2 |
| Quota percentuale sul reddito eccedente | Reddito tra minimale e massimale | Con saldo/acconti imposte (giugno-luglio + novembre) |
| Aliquota orientativa artigiani | Di norma circa 24% | Verificare circolare INPS dell'anno |
| Aliquota orientativa commercianti | Di norma circa 24% + 0,48% | Verificare circolare INPS dell'anno |
| Riduzione forfettari | 35% sull'intera contribuzione | Domanda telematica entro 28 febbraio |
Esempio pratico
-
Esempio indicativo (cifre a scopo illustrativo). Ipotizziamo che Tizio, artigiano idraulico, abbia un reddito d’impresa di 35.000 euro nell’anno. Il minimale INPS (il reddito minimo su cui si calcolano le rate fisse) si colloca orientativamente nell’ordine di alcune migliaia di euro – supponiamo, a titolo di esempio, 18.000 euro. La quota fissa corrisponde all’aliquota applicata su 18.000 euro e viene suddivisa in quattro rate uguali alle scadenze fisse (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio). La parte rimanente del reddito, cioè 35.000 − 18.000 = 17.000 euro, viene tassata con la quota percentuale (di norma circa 24%), da versare in sede di saldo e acconti IRPEF. Le cifre precise del minimale e dell’aliquota vanno verificate ogni anno nella circolare INPS di riferimento.
Documenti necessari
- Circolare INPS annuale con minimali, massimali e aliquote IVS in vigore
- Estratto conto contributivo (Cassetto previdenziale INPS, area personale)
- Modello F24 con sezione INPS, causale contributo e matricola
- Tariffazione INPS precompilata (scaricabile dal Cassetto previdenziale)
- Modello per la domanda di riduzione 35% (forfettari, via servizio telematico INPS)
Tizio: artigiano con reddito sopra il minimale
Scenario. Tizio è un idraulico con partita IVA in regime ordinario. Il suo reddito d’impresa supera il minimale annuo INPS. Non ha presentato domanda di riduzione contributi.
Come si applica. Tizio versa la quota fissa in quattro rate alle scadenze fisse (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio). Per la parte di reddito che eccede il minimale, versa la quota percentuale – di norma circa il 24% – come acconto e saldo contestualmente alle imposte IRPEF. I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo IRPEF, abbassando la base imponibile.
In pratica
- Le quattro rate fisse partono indipendentemente dal reddito realizzato: vanno versate anche se l’anno va male.
- La quota percentuale si calcola sull’imponibile dichiarato nella dichiarazione dei redditi: il saldo arriva a giugno dell’anno successivo.
- Verificare ogni anno la circolare INPS per conoscere i valori aggiornati di minimale, massimale e aliquota.
Caio: commerciante in regime forfettario
Scenario. Caio gestisce un piccolo negozio di alimentari. Ha optato per il regime forfettario. Ha presentato entro il 28 febbraio la domanda di riduzione contributiva del 35% tramite il portale INPS.
Come si applica. Grazie alla riduzione del 35%, sia la quota fissa sia la quota percentuale di Caio sono ridotte proporzionalmente. Questo alleggerisce il carico immediato, ma occorre sapere che la riduzione incide anche sull’accredito contributivo ai fini pensionistici: si versano meno contributi, ma si accumula meno ai fini della pensione futura. Anche per Caio vale l’aliquota aggiuntiva dello 0,48% prevista per la gestione commercianti, già integrata nella quota complessiva.
In pratica
- La domanda di riduzione va presentata telematicamente all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno (chi inizia attività la presenta all’iscrizione).
- La riduzione del 35% vale per l’intero anno: sia sulle rate fisse sia sulla quota proporzionale.
- Meno contributi versati = pensione futura potenzialmente più bassa: valutare la scelta con attenzione.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
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Domande frequenti
Chi deve iscriversi alla gestione IVS INPS?
I titolari di impresa individuale artigiana o commerciale, i soci di società di persone e i soci lavoratori di Srl che svolgono attività artigiana o commerciale in modo prevalente.
Devo pagare i contributi fissi anche se non ho guadagnato nulla?
Sì. La quota fissa è dovuta a prescindere dal reddito effettivo. Se il reddito risulta inferiore al minimale, si paga comunque la quota calcolata sul minimale stesso.
Quando si pagano le quattro rate fisse?
Di norma il 16 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 16 febbraio dell’anno successivo. Le date esatte sono confermate ogni anno dalla circolare INPS.
I contributi INPS sono deducibili dalle tasse?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati sono oneri deducibili dal reddito complessivo IRPEF, riducendo la base su cui si calcola l’imposta.
Come si ottiene la riduzione del 35% per i forfettari?
Bisogna presentare una domanda telematica all’INPS, di norma entro il 28 febbraio per chi è già in attività. Chi apre l’attività durante l’anno la presenta contestualmente all’iscrizione.
Che cos'è il massimale contributivo?
È il tetto di reddito oltre il quale non si versano ulteriori contributi previdenziali. La quota percentuale si applica solo fino a quella soglia. Il valore esatto è aggiornato ogni anno dall’INPS.
C'è differenza tra artigiani e commercianti?
Sì, nel tasso di contribuzione: i commercianti pagano un’aliquota leggermente più alta (di norma circa 0,48% in più) per finanziare l’indennizzo previsto in caso di cessazione dell’attività.
Domande frequenti
Chi deve iscriversi alla gestione IVS INPS?
I titolari di impresa individuale artigiana o commerciale, i soci di società di persone e i soci lavoratori di Srl che svolgono attività artigiana o commerciale in modo prevalente.
Devo pagare i contributi fissi anche se non ho guadagnato nulla?
Sì. La quota fissa è dovuta a prescindere dal reddito effettivo. Se il reddito risulta inferiore al minimale, si paga comunque la quota calcolata sul minimale stesso.
Quando si pagano le quattro rate fisse?
Di norma il 16 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 16 febbraio dell'anno successivo. Le date esatte sono confermate ogni anno dalla circolare INPS.
I contributi INPS sono deducibili dalle tasse?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati sono oneri deducibili dal reddito complessivo IRPEF, riducendo la base su cui si calcola l'imposta.
Come si ottiene la riduzione del 35% per i forfettari?
Bisogna presentare una domanda telematica all'INPS, di norma entro il 28 febbraio per chi è già in attività. Chi apre l'attività durante l'anno la presenta contestualmente all'iscrizione.
Che cos'è il massimale contributivo?
È il tetto di reddito oltre il quale non si versano ulteriori contributi previdenziali. La quota percentuale si applica solo fino a quella soglia. Il valore esatto è aggiornato ogni anno dall'INPS.
C'è differenza tra artigiani e commercianti?
Sì, nel tasso di contribuzione: i commercianti pagano un'aliquota leggermente più alta (di norma circa 0,48% in più) per finanziare l'indennizzo previsto in caso di cessazione dell'attività.