Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 6 Rev. Leg. – Iscrizione nel Registro

    Art. 6 Rev. Leg. – Iscrizione nel Registro

    Art. 6 Rev. Leg. – Iscrizione nel Registro

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, sentita la Consob, con proprio regolamento, stabilisce: a) il contenuto e le modalità di presentazione delle domande di iscrizione nel Registro dei revisori legali e delle società di revisione; b) modalità e termini entro cui esaminare le domande di iscrizione e verificare i requisiti. 1 bis. Il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della giustizia, sentita la Consob, definisce, con decreto, il contenuto e le modalità di presentazione della domanda di abilitazione dei revisori e delle società di revisione allo svolgimento dell’attività di attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità, nonchè il contenuto, le modalità e i termini di trasmissione delle informazioni e dei loro aggiornamenti da parte degli iscritti nel Registro.

    2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, se accerta l’insussistenza dei requisiti per l’abilitazione, ne dà comunicazione all’iscritto, assegnandogli un termine non superiore a sei mesi per sanare le carenze. Qualora entro il termine assegnato l’iscritto non abbia provveduto, il Ministero dell’economia e delle finanze dispone, con proprio decreto, la cancellazione dal Registro.

    3. Il provvedimento di cancellazione è motivato e notificato all’interessato.

  • Art. 5 Rev. Leg. – Formazione continua

    Art. 5 Rev. Leg. – Formazione continua

    Art. 5 Rev. Leg. – Formazione continua

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Gli iscritti nel Registro sono tenuti al rispetto degli obblighi di formazione continua.

    2. La formazione continua consiste nella partecipazione a programmi di aggiornamento professio- nale definiti annualmente dal Ministero dell’economia e delle finanze e finalizzati al perfezionamento e al mantenimento delle conoscenze teoriche e delle capacità professionali. Almeno metà del programma di aggiornamento riguarda le materie caratterizzanti la revisione dei conti, ovvero la gestione del rischio e il controllo interno, i principi di revisione nazionali e internazionali applicabili allo svolgimento della revisione legale previsti dalla direttiva 2006/43/CE, come modificata dalla direttiva 2014/56/UE, la disciplina della revisione legale, la deontologia professionale, l’indipendenza e la tecnica professionale della revisione. Il programma di aggiornamento riguarda anche le materie caratterizzanti l’attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità.

    3. Il periodo di formazione continua è triennale. I trienni formativi decorrono dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

    4. L’impegno richiesto per l’assolvimento degli obblighi formativi è espresso in termini di crediti formativi.

    5. In ciascun anno l’iscritto deve acquisire almeno 20 crediti formativi, per un totale di un minimo di 60 crediti formativi nel triennio. I revisori abilitati al rilascio all’attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità devono acquisire almeno venticinque crediti formativi ogni anno solare, di cui almeno dieci caratterizzanti la revisione legale dei conti e almeno dieci caratterizzanti la sostenibilità.

    6. L’attività di formazione continua può essere svolta: a) attraverso la partecipazione a programmi di formazione a distanza erogati dal Ministero dell’economia e delle finanze, anche attraverso organismi convenzionati; b) presso società o enti pubblici e privati, provvisti di struttura territoriale adeguata alla natura dell’attività di formazione ed alle modalità di svolgimento dei programmi formativi, accreditati dal Ministero dell’economia e delle finanze attraverso la sottoscrizione di apposita convenzione.

    7. Possono richiedere l’accreditamento di cui al comma 6, lettera b), i soggetti in possesso dei seguenti requisiti: a) numero di dipendenti adeguato a garantire, tenendo conto della struttura organizzativa, della articolazione territoriale e della esperienza professionale, la qualità della formazione offerta; b) comprovata esperienza, almeno triennale, nel campo della formazione professionale di studenti universitari, professionisti nell’ambito giuridicoeconomico e contabile, dirigenti e funzionari pubblici, nelle materie di cui all’articolo 4; c) impiego, nell’attività di formazione, di docenti con una comprovata esperienza professionale nell’ambito delle materie di cui all’articolo 4; d) organizzazione ispirata a criteri di economicità della prestazione.

    8. I soggetti pubblici o privati, di cui al comma 6, lettera b), sono responsabili della qualità e della pertinenza dei programmi formativi, dell’effettività della partecipazione degli iscritti ai corsi e comunicano annualmente al registro l’assolvimento degli obblighi di formazione in relazione a ciascun partecipante.

    9. In caso di violazione degli obblighi previsti nel presente articolo, ai soggetti pubblici e privati indicati al comma 6, lettera b), è revocato l’accreditamento concesso dal Ministero dell’economia e delle finanze.

    10. L’attività di formazione effettuata dai revisori legali e dai revisori della sostenibilità, prevista dagli Albi professionali di appartenenza, e da coloro che collaborano all’attività di revisione legale o di attestazione della sostenibilità o sono responsabili della revisione o dell’attestazione della sostenibilità all’interno di società di revisione che erogano formazione, viene riconosciuta equivalente se dichiarata conforme dal Ministero dell’economia e delle finanze al programma annuale di aggiornamento professionale di cui al comma 2.

    11. Gli ordini professionali e le società di revisione legale devono comunicare annualmente al Ministero medesimo l’avvenuto assolvimento degli obblighi formativi da parte dei revisori iscritti che hanno preso parte ai programmi di cui al comma 2, nell’ambito della formazione prevista rispettivamente dai singoli ordini professionali e dalle società di revisione.

    12. Il Ministero dell’economia e delle finanze verifica l’effettivo assolvimento degli obblighi formativi da parte degli iscritti nel registro e procede, in caso di mancato adempimento, all’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 24.

    13. Nell’espletamento delle proprie funzioni il Ministero dell’economia e delle finanze può delegare allo svolgimento di compiti connessi alla formazione continua, enti pubblici o privati, selezionati con le procedure previste dalla legge, proponendo la sottoscrizione di apposita convenzione che indichi i compiti delegati e le condizioni alle quali tali compiti devono essere svolti.

  • Art. 3 Rev. Leg. – Tirocinio – Testo aggiornato

    Art. 3 Rev. Leg. – Tirocinio – Testo aggiornato

    Art. 3 Rev. Leg. – Tirocinio

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Il tirocinio: a) è finalizzato all’acquisizione della capacità di applicare concretamente le conoscenze teoriche necessarie per il superamento dell’esame di idoneità professionale , per l’esercizio dell’attività di revisione legale ed, eventualmente, per lo svolgimento dell’incarico finalizzato al rilascio di un’attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità; b) ha durata almeno triennale, di cui almeno otto mesi relativi all’acquisizione delle conoscenze teorico pratiche necessarie nel caso in cui il tirocinante intenda conseguire anche l’abilitazione di cui all’articolo 2, comma 1, secondo periodo. Tale periodo di tirocinio di almeno otto mesi può essere svolto dal revisore legale o dal soggetto che ha già completato il tirocinio per l’esercizio dell’attività di revisione legale, anche disgiuntamente al periodo di tirocinio necessario al conseguimento dell’abilitazione alla revisione legale che ha durata almeno triennale; c) è svolto presso un revisore legale o un’impresa di revisione legale abilitati in uno Stato membro dell’Unione europea e che hanno la capacità di assicurare la formazione pratica del tirocinante. Il revisore legale può accogliere un numero massimo di tre tirocinanti; d) comporta l’obbligo per il tirocinante di collaborare allo svolgimento di incarichi del revisore legale o della società di revisione legale presso i quali il tirocinio è svolto. I revisori legali e le società di revisione legale presso cui il tirocinio è svolto devono assicurare e controllare l’effettiva collaborazione del tirocinante all’attività relativa a uno o più incarichi di revisione legale; la violazione del predetto obbligo da parte dei revisori legali e delle società di revisione legale equivale alla violazione delle norme di deontologia professionale; d-bis) comporta, ai fini dell’abilitazione del revisore allo svolgimento di incarichi finalizzati al rilascio di un’attestazione sulla conformità della rendicontazione di sostenibilità, l’obbligo di collaborare nel periodo di almeno otto mesi allo svolgimento di incarichi di attestazione della conformità della rendicontazione annuale e consolidata di sostenibilità o ad altri servizi relativi alla sostenibilità; e) il tirocinante osserva le disposizioni in materia di segreto professionale. 1 bis. Il tirocinio può essere svolto contestualmente al biennio di studi finalizzato al conseguimento di laurea specialistica o magistrale ovvero ad una sua parte, in base ad appositi accordi, nell’ambito di una convenzione quadro tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ed il Ministero dell’economia e delle finanze.

    2. Nel registro del tirocinio sono indicati, per ciascun tirocinante iscritto: a) le generalità complete del tirocinante e il recapito da questo indicato per l’invio delle comunicazioni relative ai provvedimenti concernenti il tirocinio; b) la data di inizio del tirocinio di revisione legale; b-bis) la data di inizio del tirocinio per l’abilitazione al rilascio dell’attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità; c) il soggetto o i soggetti presso il quale il tirocinio è svolto, con specifica identificazione della finalizzazione del tirocinio di cui alle lettere b) o bbis); d) i trasferimenti del tirocinio, le interruzioni e ogni altro fatto modificativo concernente lo svolgimento del tirocinio.

    3. Le informazioni di cui al comma 2 sono conservate in forma elettronica e sono accessibili gratuitamente sul sito Internet del soggetto incaricato della tenuta del registro del tirocinio ai sensi dell’articolo 21.

    4. Entro sessanta giorni dal termine di ciascun anno di tirocinio, il tirocinante redige una relazione sull’attività svolta ai sensi del comma 1, lettera d), specificando gli atti e i compiti relativi ad attività di revisione legale alla cui predisposizione e svolgimento ha partecipato, con indicazione del relativo oggetto e delle prestazioni tecnicopratiche rilevanti alla cui trattazione ha assistito o collaborato. La relazione, unitamente alla dichiarazione del revisore legale o della società di revisione legale presso cui è stato svolto il tirocinio che attesta la veridicità delle indicazioni ivi contenute, è trasmessa al soggetto incaricato della tenuta del registro del tirocinio. La relazione attestante lo svolgimento delle attività di tirocinio di cui al comma 1, lettera d-bis) deve essere redatta entro sessanta giorni dal termine del periodo di tirocinio, anche separatamente dalla relazione annuale di cui al primo periodo. In caso di dichiarazioni mendaci si applicano le sanzioni di cui all’articolo 24, a carico del tirocinante e del revisore legale o della società di revisione legale presso cui è stato svolto il tirocinio.

    5. Il tirocinante che intende completare il periodo di tirocinio presso altro revisore legale o società di revisione legale, ne dà comunicazione scritta al soggetto incaricato della tenuta del registro del tirocinio, allegando le attestazioni di cessazione e di inizio del tirocinio rilasciate rispettivamente dal soggetto presso il quale il tirocinio è stato svolto e da quello presso il quale è proseguito. La relazione di cui al comma 4 è redatta e trasmessa al soggetto incaricato della tenuta del registro del tirocinio anche in occasione di ciascun trasferimento del tirocinio.

    6. Il periodo di tirocinio svolto presso un soggetto diverso da quello precedentemente indicato non è riconosciuto ai fini dell’abilitazione in mancanza della preventiva comunicazione scritta di cui al comma 5.

    7. Il periodo di tirocinio interamente o parzialmente svolto presso un revisore legale o una società di revisione legale abilitati in un altro Stato membro dell’Unione europea è riconosciuto ai fini dell’abilitazione all’esercizio della revisione legale o all’abilitazione al rilascio di un’attestazione circa la conformità della rendicontazione di sostenibilità, previa attestazione del suo effettivo svolgimento da parte dell’autorità competente dello Stato membro in questione.

    8. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, sentita la Consob, disciplina con regolamento le modalità di attuazione del presente articolo, definendo, tra l’altro: a) il contenuto e le modalità di presentazione delle domande di iscrizione al registro del tirocinio; b) le modalità di svolgimento del tirocinio, ai fini del comma 1, lettera a); c) le cause di cancellazione e sospensione del tirocinante dal registro del tirocinio; d) le modalità di rilascio dell’attestazione di svolgimento del tirocinio; e) gli obblighi informativi degli iscritti nel registro del tirocinio e dei soggetti presso i quali il tirocinio è svolto.

  • CCNL Marittimi e Lavoro Portuale: tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    CCNL Marittimi e Lavoro Portuale: tredicesima, quattordicesima e premi

    Le mensilità aggiuntive rappresentano una componente rilevante della retribuzione annua: per i marittimi e i portuali, la tredicesima e la quattordicesima seguono regole di maturazione e calcolo specifiche, legate alla struttura discontinua del lavoro marittimo e ai cicli operativi portuali.

    In sintesi

    Entrambi i contratti prevedono tredicesima e quattordicesima. Nel CCNL Porti la 13ª si paga a dicembre e la 14ª a giugno, e maturano per dodicesimi sul servizio dei dodici mesi precedenti (art. 17). Nella Sezione 1 del CCNL Armatoriale sono la gratifica natalizia e la gratifica pasquale (art. 33), maturano per mesi di imbarco compiuti e spettano a chi ha compiuto un anno di imbarco. I premi di produzione sono demandati alla contrattazione di secondo livello.

    Dati contrattuali

    CCNL Armatoriale
    Vigente 1° lug. 2024 – 31 dic. 2026 · Confitarma, Assarmatori, Assorimorchiatori / Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti
    CCNL Porti
    Vigente 1° gen. 2024 – 31 dic. 2026 · Assoporti, Assiterminal, Assologistica / Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti

    La tredicesima mensilità

    La tredicesima mensilità (o «gratifica natalizia») è una mensilità aggiuntiva erogata entro il mese di dicembre di ogni anno. Non è prevista dalla legge come obbligo generale — è un istituto di origine contrattuale — ma è così diffusa da essere divenuta prassi consolidata nella quasi totalità dei contratti collettivi nazionali, compresi il CCNL Armatoriale e il CCNL Porti.

    L’importo della tredicesima è pari a una mensilità. Nel CCNL Porti la base è il minimo conglobato più gli scatti di anzianità in godimento e gli altri elementi previsti dai contratti di provenienza (art. 17). Nella Sezione 1 del CCNL Armatoriale è una mensilità di minimo contrattuale, supplemento paga per il personale di Stato Maggiore, valore convenzionale della panatica e scatti (art. 33). Non rientrano nel computo straordinari e premi occasionali.

    La quattordicesima mensilità

    La quattordicesima mensilità è un’ulteriore mensilità aggiuntiva, erogata nel CCNL Porti nel mese di giugno (art. 17); per i marittimi della Sezione 1 del CCNL Armatoriale è la gratifica pasquale, pagata in occasione della Pasqua (art. 33). Non tutti i contratti collettivi nazionali la prevedono; tra quelli che la riconoscono figurano il CCNL Porti e — nelle rispettive sezioni — il CCNL Armatoriale.

    Anche la quattordicesima si matura proporzionalmente al servizio dei dodici mesi che precedono l’erogazione (art. 17 del CCNL Porti).

    Il calcolo per dodicesimi

    Il principio di maturazione proporzionale vale per entrambe le mensilità aggiuntive. Nel CCNL Porti per ogni mese intero di servizio il lavoratore matura 1/12 dell’importo pieno; le frazioni di mese non superiori a 15 giorni di calendario non si calcolano, quelle superiori contano come mese intero (art. 17). Nella Sezione 1 del CCNL Armatoriale si pagano tanti dodicesimi quanti sono i mesi di imbarco compiuti, con ratei giornalieri per le frazioni di mese (art. 33). Esempi pratici:

    • Chi ha lavorato 12 mesi nell’anno di riferimento percepisce l’importo pieno della tredicesima.
    • Chi ha lavorato 6 mesi percepisce metà (6/12).
    • Chi è assunto il 20 ottobre 2024 percepisce a dicembre 2024 il rateo pari a 2/12 (ottobre = 12 gg < 15 gg: non conta; novembre e dicembre contano ciascuno per 1/12).

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive e premi nei due CCNL
    Istituto CCNL Armatoriale CCNL Porti Scadenza erogazione
    Tredicesima mensilità Sì Sì Dicembre (Natale per i marittimi)
    Quattordicesima mensilità Sì (per le sezioni che la prevedono) Sì Giugno (Pasqua per i marittimi, Sezione 1)
    Premio di produzione aziendale Eventuale (contrattazione 2° livello) Eventuale (contrattazione 2° livello) Variabile
    EAR (Elemento Aggiuntivo Retributivo) 64 €/mese sul nostromo, riparametrato sugli altri gradi, per 14 mensilità EDR 50 €/mese (tutti i livelli) per 13 mensilità, da novembre 2024 Con le mensilità indicate
    Una tantum vacanza contrattuale 380 € (200 € a luglio 2024 e 180 € a gennaio 2025) 600 € lordi: 350 € retributivi e 250 € di welfare, ai lavoratori in servizio all’8 ottobre 2024 Date indicate dagli accordi

    I premi di produzione e la contrattazione di secondo livello

    Né il CCNL Armatoriale né il CCNL Porti fissano a livello nazionale un premio di produzione obbligatorio e uniforme. Entrambi i contratti — come prassi della contrattazione collettiva italiana — prevedono la possibilità di istituire premi aziendali attraverso accordi di secondo livello tra l’impresa (o l’associazione di settore) e le rappresentanze sindacali.

    Nel settore portuale, dove operano grandi terminal con significativi margini di produttività, gli accordi aziendali di secondo livello possono prevedere premi di risultato anche di diverse centinaia di euro annui, spesso collegati a indicatori di movimentazione container (TEU), efficienza delle operazioni e riduzione dell’assenteismo.

    Casi pratici

    Tizio — Nostromo assunto a maggio, tredicesima parziale

    Tizio viene imbarcato il 1° maggio 2024 come nostromo su una nave da carico. Alla fine di dicembre 2024 la tredicesima è corrisposta in tanti dodicesimi quanti sono i mesi di imbarco compiuti (art. 33 della Sezione 1): 8 dodicesimi (da maggio a dicembre). Se la sua retribuzione mensile è di 2.500 euro, la tredicesima sarà pari a 2.500 × 8/12 = 1.666,67 euro lordi.

    Caio — Operatore portuale e premio aziendale

    Caio lavora in un terminal container che ha sottoscritto un accordo di secondo livello con Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. L’accordo prevede un premio annuo di 800 euro lordi se il terminal movimenta almeno 500.000 TEU nell’anno. Nel 2024 il terminal raggiunge 520.000 TEU: Caio percepisce il premio pieno di 800 euro, erogato a marzo 2025 con i criteri previsti dall’accordo.

    Sempronia — Impiegata portuale che si dimette a giugno

    Sempronia si dimette il 15 giugno 2025 da impiegata di 2° livello. All’atto del conguaglio, il datore di lavoro le liquida: (a) la quattordicesima per il periodo luglio 2024 – giugno 2025, pari a 11/12 dell’importo pieno: la frazione di giugno (15 giorni) non supera i 15 giorni e non si calcola (art. 17); (b) il rateo di tredicesima per il periodo gennaio-giugno 2025, pari a 5/12 per lo stesso motivo; (c) il TFR maturato.

    Domande frequenti

    I marittimi hanno diritto alla tredicesima?
    Sì. La Sezione 1 del CCNL Armatoriale prevede la gratifica natalizia (13ª) e la gratifica pasquale (14ª) per i marittimi che abbiano compiuto un anno di imbarco; ai marittimi entrati o usciti nel corso dell’anno spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi di imbarco compiuti (art. 33).
    I lavoratori portuali hanno anche la quattordicesima?
    Sì. Il CCNL Porti prevede la tredicesima (dicembre) e la quattordicesima (giugno). Entrambe maturano in proporzione al servizio dei dodici mesi precedenti l’erogazione (art. 17).
    Come si calcola la tredicesima se si è lavorato solo parte dell’anno?
    Si calcola per dodicesimi: nel CCNL Porti per ogni mese intero di servizio si matura 1/12 dell’importo pieno, e le frazioni di mese contano come mese intero solo se superano i 15 giorni (art. 17). Chi ha lavorato 6 mesi percepisce metà della tredicesima.
    Esistono premi di produzione nel CCNL Porti?
    Il CCNL Porti non fissa premi a livello nazionale ma consente la contrattazione di secondo livello per l’introduzione di premi aziendali. Nei grandi terminal i premi possono raggiungere importi significativi.
    La quattordicesima si deve pagare in caso di licenziamento?
    Sì. In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno, la quattordicesima matura proporzionalmente ai mesi lavorati e deve essere liquidata insieme al TFR.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate ai rinnovi del CCNL Unico dell’Industria Armatoriale dell’11 luglio 2024 e del CCNL dei Lavoratori dei Porti del 18 novembre 2024. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 264 ord. giud. – Promozioni da conferire durante l’anno 1942, per i gradi di consigliere di corte di cassazione ed equiparati (abrogato)

    Art. 264 ord. giud. – Promozioni da conferire durante l’anno 1942, per i gradi di consigliere di corte di cassazione ed equiparati

    R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 – Ordinamento giudiziario

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 5 aprile 2006, n. 160. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le promozioni ai gradi di consigliere di corte di cassazione e parificati per tutti i posti che si renderanno vacanti durante l’anno 1942, saranno conferite ai magistrati dichiarati idonei nel concorso indetto col decreto ministeriale 10 febbraio 1940, secondo l’ordine della relativa graduatoria.

    Nella prima attuazione del presente ordinamento, la richiesta di scrutinio per le promozioni in corte di cassazione può comprendere un numero di magistrati da determinarsi dal Ministro, senza la limitazione contenuta nell’articolo 184

  • CCNL Studi Odontoiatrici: TFR, calcolo e destinazione 2026

    CCNL Studi Odontoiatrici e Medici

    In sintesi

    Il TFR si calcola accantonando ogni anno la retribuzione annua lorda utile divisa per 13,5 e rivalutando il montante con un tasso dell’1,5% piu il 75% dell’inflazione ISTAT. Alla cessazione viene erogato dal datore (studi fino a 49 dipendenti) o dall’INPS tramite Fondo di Tesoreria. Il lavoratore puo scegliere di destinarlo a un fondo pensione complementare.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (CCNL Studi professionali, applicato agli studi odontoiatrici)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (testo integrale pubblicato da Confprofessioni)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (resta applicabile fino al rinnovo)
    Platea
    ASO, igienisti dentali, segretarie e ausiliari degli studi dentistici

    Tabella riepilogativa

    Calcolo TFR – Schema sintetico CCNL Studi Odontoiatrici
    Voce Formula / Importo
    Quota annua di accantonamento Retribuzione annua lorda utile / 13,5
    Retribuzione utile ai fini TFR Minimo, scatti, indennita fisse, tredicesima (esclusi rimborsi spese)
    Rivalutazione annua (31 dicembre) 1,5% fisso + 75% aumento indice ISTAT prezzi al consumo
    Imposta sostitutiva sulla rivalutazione 17% annuo
    Anticipazione (max 70%) Dopo 8 anni continuativi; max 1 volta per datore
    Erogazione alla cessazione Dal datore di lavoro (che conguaglia con il Fondo di Tesoreria INPS se ha almeno 50 dipendenti)

    Come si calcola il TFR negli studi odontoiatrici

    Il TFR e disciplinato dall’art. 2120 c.c. e si calcola con la medesima formula per tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal CCNL applicato:

    • Quota annua = retribuzione annua lorda utile / 13,5. Il divisore corrisponde a un accantonamento del 7,41% lordo, che scende al 6,91% perché il datore trattiene dalla quota il contributo aggiuntivo IVS dello 0,50%.
    • Retribuzione utile: include paga base, contingenza, scatti di anzianita, tredicesima, indennita fisse. Esclude rimborsi spese, benefit occasionali, somme una tantum.
    • Rivalutazione: ogni 31 dicembre il montante TFR viene rivalutato con tasso pari all’1,5% fisso piu il 75% dell’aumento ISTAT. Su questa rivalutazione si applica imposta sostitutiva del 17%.

    Destinazione del TFR: fondo pensione o azienda

    Dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è automatica per i lavoratori alla prima assunzione: il TFR futuro va al fondo di settore, salvo rinuncia entro 60 giorni (art. 8, c. 7, D.Lgs. 252/2005). Per gli altri lavoratori la scelta resta tra fondo pensione e TFR in azienda:

    • Fondo pensione: TFR versato mensilmente al fondo; vantaggi fiscali significativi alla prestazione (tassazione separata al 15-9% anziche IRPEF ordinaria). Deducibilita dei contributi volontari aggiuntivi fino a 5.164 euro/anno.
    • Azienda: per studi fino a 49 addetti il TFR rimane in azienda; per studi con almeno 50 addetti le quote vanno al Fondo di Tesoreria INPS, ma alla cessazione il TFR lo paga comunque il datore, che poi lo conguaglia con l’INPS.

    Gli studi odontoiatrici applicano di norma il CCNL Studi professionali: il fondo pensione di riferimento è Fon.Te., in cui nel 2010 è confluito il fondo di categoria Previprof; l’assistenza sanitaria integrativa è Cadiprof.

    Anticipazione e liquidazione

    Il lavoratore puo richiedere anticipazione del TFR maturato se:

    • Ha almeno 8 anni di anzianita continua nello stesso studio.
    • L’importo richiesto non supera il 70% del TFR maturato.
    • La motivazione rientra in quelle ammesse: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali e per la formazione (L. 53/2000).
    • Il diritto e esercitabile una sola volta per datore.

    Alla cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto) il TFR va liquidato: la legge non fissa un termine in giorni, che può essere indicato dal CCNL o dagli usi. In caso di ritardo sono dovuti interessi e rivalutazione monetaria (art. 429 c.p.c.).

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo TFR dopo 5 anni come ASO
    Tizio e ASO a tempo pieno con minimo contrattuale di 1.500 euro lordi mensili. Retribuzione annua utile (12 mensili + tredicesima): 1.500 x 13 = 19.500 euro. Quota TFR annua: 19.500 / 13,5 = 1.444 euro. Dopo 5 anni (rivalutazione media indicativa 1,8% annuo) il TFR e circa 7.500-7.800 euro lordi. Sul TFR si applica la tassazione separata, con l’aliquota calcolata sul suo reddito di riferimento.
    Caia – Anticipazione TFR per acquisto prima casa
    Caia lavora nello stesso studio da 9 anni e ha maturato un TFR di 13.000 euro lordi. Vuole acquistare la prima casa. Richiede anticipazione del 70%: 9.100 euro lordi, soggetti a tassazione separata con l’aliquota del TFR. La richiesta deve essere documentata con compromesso o rogito notarile.
    Sempronio – TFR non liquidato tempestivamente
    Sempronio si e dimesso e dopo 60 giorni lo studio non ha ancora liquidato il TFR (4.200 euro). Sempronio invia diffida scritta. Decorsi 15 giorni dalla diffida senza risposta, puo presentare ricorso al Tribunale del Lavoro richiedendo il pagamento con interessi legali e rivalutazione monetaria.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per un part-time?
    Identicamente al tempo pieno: retribuzione annua utile (proporzionata all’orario ridotto) divisa per 13,5. Il montante si rivaluta allo stesso modo. Non esistono coefficienti diversi per il part-time.
    Il TFR si perde in caso di dimissioni?
    No: il TFR maturato spetta al lavoratore in ogni caso di cessazione del rapporto, comprese dimissioni volontarie, licenziamento per giusta causa e scadenza del contratto a termine.
    Conviene destinare il TFR al fondo pensione?
    Per la maggior parte dei lavoratori dipendenti conviene: tassazione favorevole alla prestazione (15-9%), deducibilita dei contributi aggiuntivi, rendimento del fondo storicamente superiore alla rivalutazione in azienda. Verificare con un consulente previdenziale.
    Quando viene erogato il TFR dopo le dimissioni?
    La legge non fissa un termine in giorni: si paga di norma con le competenze di fine rapporto o nei tempi previsti dal CCNL. In caso di ritardo sono dovuti interessi e rivalutazione monetaria (art. 429 c.p.c.).
    La tredicesima entra nel calcolo del TFR?
    Si: la tredicesima mensilita rientra nella retribuzione annua utile ai fini TFR, in quanto compenso continuativo e contrattualmente previsto.

    Fonti: CCNL Studi odontoiatrici chiuso al 2005, si applica il CCNL Studi professionali (ilccnl.it) · Rinnovo CCNL Studi professionali 16/2/2024 (Euroconference). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento 2026, ferie, permessi e festivita 2026, maternita, paternita e congedi parentali 2026, scatti di anzianita, tredicesima e mensilita aggiuntive 2026 e malattia, infortunio e periodo di comporto 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Odontoiatrici e Medici. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 325-bis D.Lgs. 209/2005 – Nozione di fatturato

    Art. 325-bis D.Lgs. 209/2005 – Nozione di fatturato

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Ai fini dell'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente Codice, per fatturato si intende il fatturato totale annuo risultante dall'ultimo bilancio disponibile, approvato dall'organo competente, così come definito dalle disposizioni attuative dettate dall'IVASS. Ove il fatturato non sia, per qualsiasi motivo, determinabile, la sanzione applicabile è compresa tra un minimo di euro 5.000,00 e un massimo di euro 5 milioni. (45)

  • Art. 84 CTS – Regime fiscale delle organizzazioni di volontariato…

    Art. 84 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Regime fiscale delle organizzazioni di volontariato e degli enti filantropici

    In vigore dal 03/08/2017

    1. Non si considerano commerciali, oltre alle attività di cui all'articolo 79, commi 2, 3 e 4, le seguenti attività effettuate dalle organizzazioni di volontariato e svolte senza l'impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato: a) attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; b) cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari semprechè la vendita dei prodotti sia curata direttamente dall'organizzazione di volontariato senza alcun intermediario; c) attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale. 2. I redditi degli immobili, destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività non commerciale da parte delle organizzazioni di volontariato, sono esenti dall'imposta sul reddito delle società 2-bis. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche agli enti filantropici

  • Art. 77 DPR 445/2000 – Norme abrogate

    Art. 77 DPR 445/2000 – Norme abrogate

    Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa

    1. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono abrogati: la legge 4 gennaio 1968 n. 15; l'articolo 2, comma 15 , primo periodo della legge 24 dicembre 1993 n. 537; l'articolo 2 commi 3 , 4 , 7 , 9 e 10 e l' articolo 3 commi 1 , 4 , 5 , e 11 come sostituito dall' articolo 2, comma 10 della legge 16 giugno 1998, n. 191 , della legge 15 maggio 1997 n. 127; l'articolo 2, comma 11 della citata legge 16 giugno 1998 n. 191; gli articoli 2 e 3 della legge 24 novembre 2000, n.340; l'articolo 55, comma 3 della legge 21 novembre 2000, n.342 . (L)

    2. Sono altresì abrogati: il D.P.R. 10 novembre 1997 n. 513 ; il D.P.R. 20 ottobre 1998 n. 403 ; il D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 428 ; i commi 2 e 3 dell'articolo 37 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223 . (R)

  • Articolo 36 TU Giustizia Tributaria: Alta sorveglianza

    Art. 36 D.Lgs. 175/2024 – Alta sorveglianza

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Il Presidente del Consiglio dei ministri esercita l'alta sorveglianza sulle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado e sui magistrati e i giudici tributari. Il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'economia e delle finanze hanno facoltà di chiedere al Consiglio di presidenza e ai presidenti delle corti di giustizia tributaria informazioni circa il funzionamento della giustizia tributaria ed i servizi relativi e possono fare, al riguardo, le comunicazioni che ritengono opportune al Consiglio di presidenza.

    2. Il Ministro dell'economia e delle finanze presenta entro il 30 ottobre di ciascun anno una relazione al Parlamento sullo stato della giustizia tributaria nell'anno precedente anche sulla base degli elementi predisposti dal Consiglio di presidenza, con particolare riguardo alla durata dei processi e all'efficacia degli istituti deflattivi del contenzioso.

  • Art. 61 D.Lgs. 231/2001 – Provvedimenti emessi nell’udienza preliminare

    Art. 61 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – Provvedimenti emessi nell’udienza preliminare

    In vigore dal 04/07/2001

    1. Il giudice dell'udienza preliminare pronuncia sentenza di non luogo a procedere nei casi di estinzione o di improcedibilità della sanzione amministrativa, ovvero quando l'illecito stesso non sussiste o gli elementi acquisiti ((non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna dell'ente)) . Si applicano le disposizioni dell' articolo 426 del codice di procedura penale .

    2. Il decreto che, a seguito dell'udienza preliminare, dispone il giudizio nei confronti dell'ente, contiene, a pena di nullità, la contestazione dell'illecito amministrativo dipendente dal reato, con l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto che può comportare l'applicazione delle sanzioni e l'indicazione del reato da cui l'illecito dipende e dei relativi articoli di legge e delle fonti di prova nonché gli elementi identificativi dell'ente.

  • Art. 121 L. Fall. – Casi di riapertura del fallimento

    Art. 121 L. Fall. – Casi di riapertura del fallimento

    Art. 121 L. Fall. – Casi di riapertura del fallimento

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Nei casi preveduti dai numeri 3 e 4 dell’art. 118, il tribunale, entro cinque anni dal decreto di chiusura, su istanza del debitore o di qualunque creditore, può ordinare che il fallimento già chiuso sia riaperto, quando risulta che nel patrimonio del fallito esistano attività in misura tale da rendere utile il provvedimento o quando il fallito offre garanzia di pagare almeno il dieci per cento ai creditori vecchi e nuovi.

    Il tribunale, con sentenza in camera di consiglio, se accoglie l’istanza: 1) richiama in ufficio il giudice delegato ed il curatore o li nomina di nuovo; 2) stabilisce i termini previsti dai numeri 4) e 5) del secondo comma dell’articolo 16, eventualmente abbreviandoli non oltre la metà; i creditori già ammessi al passivo nel fallimento chiuso possono chiedere la conferma del provvedimento di ammissione salvo che intendano insinuare al passivo ulteriori interessi.

    La sentenza può essere reclamata a norma dell’articolo 18.

    La sentenza è pubblicata a norma dell’art. 17.

    Il giudice delegato nomina il comitato dei creditori, tenendo conto nella scelta anche dei nuovi creditori.

    Per le altre operazioni si seguono le norme stabilite nei capi precedenti.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

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