Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

  • Quadro I del 730: chi ha un credito dal 730 può destinarlo, in tutto o in parte, al pagamento con F24 di altre imposte non comprese nel 730, per esempio l’IMU. La parte usata non viene più rimborsata in busta paga.
  • Quanto si può usare: l’importo effettivo e i codici tributo da scrivere nell’F24 sono nel prospetto 730-3, righi da 501 a 506 (da 551 a 556 per il coniuge).
  • Solo online: dal 1° luglio 2024 ogni F24 che contiene una compensazione, anche parziale e anche con saldo da pagare, va presentato con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel o un intermediario abilitato). Niente home banking, banca o posta.
  • Oltre 5.000 euro: per compensare un credito superiore a 5.000 euro serve il visto di conformità.
  • Coniugi: nel 730 congiunto ciascuno usa il proprio credito per le proprie imposte; il credito di un coniuge non paga le imposte dell’altro.
  • Visto infedele: se il visto del Caf o del professionista è sbagliato, paga il Caf o il professionista, salvo che l’errore sia stato causato da dolo o colpa grave del contribuente.

Come si usa il credito del 730 per pagare altre imposte

Se dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF, ci sono due strade: farselo rimborsare dal sostituto d’imposta in busta paga o sulla pensione, oppure usarlo per pagare altre imposte con il modello F24. La seconda si chiama compensazione: invece di versare denaro, si usa il credito come pagamento.

La scelta si fa nel quadro I del 730. Nel rigo I1, casella 1, si indica quanto si vuole pagare con il credito di IRPEF, addizionali e cedolare secca; in alternativa si barra la casella 2 per usare tutto il credito. Il rigo I2 riguarda i crediti delle imposte sostitutive (per esempio quella sulle mance). Il quadro I si può compilare anche nel 730 senza sostituto d’imposta.

Se il credito supera l’importo indicato, la differenza viene rimborsata dal sostituto; se è inferiore, si compensa quello che c’è e si versa la differenza con lo stesso F24. L’importo che si può davvero compensare è quello del prospetto 730-3 consegnato da chi presta l’assistenza (righi da 501 a 506), che riporta anche codice tributo, anno, codice regione e codice comune da scrivere nell’F24.

Compensazione del credito 730 con F24: le regole
Aspetto Regola
Dove si sceglie Quadro I del 730 (rigo I1 per IRPEF, addizionali e cedolare secca; rigo I2 per le imposte sostitutive)
Cosa si può pagare Imposte non comprese nel 730 che si versano con F24, per esempio IMU
Importo e codici da usare Prospetto 730-3, righi da 501 a 506 (551-556 per il coniuge)
Come si presenta l’F24 Solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche se resta un saldo da pagare
Credito oltre 5.000 euro Serve il visto di conformità
730 congiunto Ciascun coniuge usa il proprio credito per le proprie imposte
Debiti di altre persone Non si possono pagare con il proprio credito (divieto di compensazione nell’accollo)
730 integrativo Nel quadro I va indicato un importo non inferiore al credito già compensato; nel rigo F10 il credito già usato in F24

Esempio pratico

  • Tizio ha un credito IRPEF di 400 euro dal 730/2026 e deve pagare 350 euro di IMU. Nel quadro I, rigo I1, indica 350 euro. Ricevuto il prospetto 730-3, compila l’F24 dell’IMU esponendo come credito l’IRPEF con il codice tributo e l’anno riportati nei righi 501-506, e lo invia con i servizi telematici dell’Agenzia: l’F24 è a saldo zero. I restanti 50 euro gli vengono rimborsati in busta paga.

Documenti necessari

  • Prospetto di liquidazione 730-3 con il credito utilizzabile (righi da 501 a 506)
  • Accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (SPID, CIE o CNS) oppure un intermediario abilitato che trasmetta l’F24
  • Importo e scadenza dell’imposta da pagare (per esempio l’IMU di giugno o di dicembre)
  • In caso di 730 integrativo: prospetto 730-3 originario e ricevute degli F24 già presentati

Chi compensa il credito IRPEF con l’IMU

Scenario. Caia ha un credito IRPEF di 600 euro dal 730/2026 e deve pagare l’IMU sulla seconda casa per 500 euro. Vuole evitare di versare i 500 euro.

Come si applica. Caia indica 500 euro nel quadro I del 730 e presenta l’F24 dell’IMU a saldo zero con i servizi telematici dell’Agenzia, non in banca né alla posta. I restanti 100 euro le vengono rimborsati in busta paga dal sostituto d’imposta. Se compensasse più del credito risultante dal prospetto, la parte in eccesso sarebbe un versamento mancato, con sanzioni e interessi a suo carico.

In pratica

  • L’F24 con compensazione si presenta solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel o intermediario abilitato), anche se resta qualcosa da pagare.
  • Il credito di Caia non può pagare l’IMU del marito: il credito di un coniuge non paga le imposte dell’altro.
  • Controlla l’importo nel prospetto 730-3 prima di compensare.

Si può pagare l’IMU del coniuge o di un familiare con il proprio credito?

No. Chi si accolla il debito d’imposta di un’altra persona può pagarlo, ma non usando in compensazione i propri crediti: i versamenti fatti così si considerano non avvenuti e sono sanzionati (art. 1 del DL 124/2019). Le istruzioni del 730 lo ribadiscono per il 730 congiunto: ciascun coniuge può usare il credito della propria dichiarazione solo per le imposte dovute da lui. Il coniuge che ha un debito IMU lo paga con il proprio credito, se ce l’ha, oppure in denaro.

Credito del 730 oltre 5.000 euro: visto di conformità

Per usare in compensazione un credito del 730 superiore a 5.000 euro serve il visto di conformità (art. 3 del DL 50/2017 e art. 1, comma 574, della legge 147/2013, richiamati dalle istruzioni del quadro I). Il 730 presentato tramite Caf o professionista abilitato ha già il visto; chi invia da solo il precompilato e ha un credito di quell’importo deve tenerne conto prima di compensare. Il rimborso in busta paga resta l’alternativa.

Il visto di conformità del Caf

Scenario. Sempronio si rivolge a un Caf per presentare il 730 con molte detrazioni: spese mediche, interessi sul mutuo, ristrutturazione edilizia. Il Caf verifica i documenti e appone il visto di conformità prima di trasmettere la dichiarazione.

Come si applica. Il Caf controlla che i dati del 730 corrispondano ai documenti esibiti: fatture, scontrini, attestazioni del mutuo. Se il visto risulta infedele dopo i controlli formali dell’Agenzia, il Caf paga una somma pari al 30% della maggiore imposta riscontrata, sempre che l’errore non sia stato indotto da dolo o colpa grave del contribuente. Se l’infedeltà non è ancora stata contestata, il Caf può trasmettere una dichiarazione rettificativa e la somma dovuta si riduce come nel ravvedimento.

In pratica

  • Il visto garantisce la corrispondenza tra dichiarazione e documenti: in caso di errore del Caf, la somma la paga il Caf.
  • Se il Caf sbaglia, non paghi tu quella somma, a meno che tu non l’abbia indotto in errore con dolo o colpa grave; l’imposta dovuta resta comunque a tuo carico.
  • Porta tutta la documentazione: il Caf ne conserva copia.

Quando rivolgersi a un professionista

Per un credito oltre 5.000 euro, per un 730 integrativo dopo aver già compensato o per F24 con più tributi conviene farsi assistere. Puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro. Se hai partita IVA o debiti iscritti a ruolo, le regole sono diverse: vedi la guida sulle soglie e i divieti di compensazione in F24 nel 2026.

Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Posso usare il credito del 730 per pagare l’IMU?

Sì. Nel quadro I del 730 indichi quanto credito vuoi usare e poi presenti l’F24 dell’IMU esponendo il credito con i codici riportati nel prospetto 730-3 (righi 501-506). L’F24 va inviato con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Posso pagare l’IMU di mio marito o di mia moglie con il mio credito?

No. Il credito di un coniuge non può pagare le imposte dell’altro, nemmeno nel 730 congiunto, e chi paga un debito d’imposta altrui non può usare i propri crediti in compensazione (art. 1 del DL 124/2019).

Perché nel 730 non posso compensare tutto il credito?

L’importo utilizzabile è quello del prospetto 730-3 e può essere diverso da quello indicato nel quadro I. Inoltre, per compensare un credito superiore a 5.000 euro serve il visto di conformità.

Posso presentare l’F24 con compensazione in banca o alla posta?

No. Dal 1° luglio 2024 ogni F24 con compensazione, anche parziale e anche con un saldo da pagare, si presenta solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel o un intermediario abilitato).

Cosa si intende per compensazione orizzontale e verticale?

La compensazione verticale avviene nello stesso tributo (credito IRPEF usato per un debito IRPEF); quella orizzontale tra tributi diversi (credito IRPEF usato per l’IMU). In entrambi i casi, se è esposta nell’F24, la delega va inviata con i servizi telematici dell’Agenzia.

Quando è obbligatorio il visto di conformità?

Il Caf o il professionista lo appone su ogni 730 che trasmette, dopo aver verificato i documenti. Per compensare in F24 un credito del 730 superiore a 5.000 euro il visto è necessario.

Se il Caf sbaglia il visto, pago io la sanzione?

No, in generale la somma pari al 30% della maggiore imposta la paga il Caf o il professionista che ha apposto il visto infedele, salvo dolo o colpa grave del contribuente. L’imposta dovuta resta però a carico del contribuente.

Cosa succede se ho già usato parte del credito in F24 e poi presento un 730 integrativo?

Nel quadro I del 730 integrativo devi indicare un importo non inferiore al credito già compensato e, nel rigo F10, il credito effettivamente usato in F24 fino alla presentazione dell’integrativo.

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