Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 192 c.c. Rimborsi e restituzioni

In vigore

Ciascuno dei coniugi è tenuto a rimborsare alla comunione le somme prelevate dal patrimonio comune per fini diversi dall’adempimento delle obbligazioni previste dall’articolo 186. È tenuto altresì a rimborsare il valore dei beni di cui all’articolo 189, a meno che, trattandosi di atto di straordinaria amministrazione da lui compiuto, dimostri che l’atto stesso sia stato vantaggioso per la comunione o abbia soddisfatto una necessità della famiglia. Ciascuno dei coniugi può richiedere la restituzione delle somme prelevate dal patrimonio personale ed impiegate in spese ed investimenti del patrimonio comune. I rimborsi e le restituzioni si effettuano al momento dello scioglimento della comunione; tuttavia il giudice può autorizzarli in un momento anteriore se l’interesse della famiglia lo esige o lo consente. Il coniuge che risulta creditore può chiedere di prelevare beni comuni sino a concorrenza del proprio credito. In caso di dissenso si applica il quarto comma. I prelievi si effettuano sul denaro, quindi sui mobili e infine sugli immobili.

In sintesi

  • Ciascun coniuge deve rimborsare alla comunione le somme prelevate dal patrimonio comune per scopi diversi dalle obbligazioni familiari.
  • È dovuto anche il rimborso del valore dei beni personali usati per obbligazioni della comunione, salvo prova di vantaggio o necessità familiare.
  • Ogni coniuge può chiedere la restituzione delle somme personali investite nel patrimonio comune.
  • Rimborsi e restituzioni avvengono di regola allo scioglimento della comunione, ma il giudice può anticiparli per ragioni familiari.
  • Il coniuge creditore può prelevare beni comuni a soddisfazione del credito, seguendo l'ordine: denaro, mobili, immobili.
Indice dei contenuti

L'art. 192 c.c. disciplina i rimborsi dovuti alla comunione e le restituzioni spettanti ai coniugi per somme o beni personali impiegati nel patrimonio comune.

Ratio

L'art. 192 c.c. realizza un principio di equità patrimoniale all'interno della comunione: chi ha attinto al fondo comune per scopi personali deve restituire quanto prelevato, mentre chi ha sacrificato risorse personali a beneficio della comunione ha diritto a essere reintegrato.

Analisi

La norma distingue due flussi opposti: i rimborsi (dal coniuge verso la comunione) e le restituzioni (dalla comunione verso il coniuge). I rimborsi scattano quando il coniuge ha utilizzato denaro comune per finalità estranee alle obbligazioni dell'art. 186 c.c. o ha gravato la comunione con atti di straordinaria amministrazione non vantaggiosi. Le restituzioni spettano quando il coniuge ha finanziato con risorse personali spese o investimenti comuni. Il momento ordinario di regolazione coincide con lo scioglimento, ma il giudice può anticipare per tutela della famiglia.

Quando si applica

La norma opera nella fase liquidatoria della comunione, ma assume rilievo anche durante il matrimonio quando un coniuge chiede l'anticipazione al giudice. È applicabile in tutti i casi di scioglimento previsti dall'art. 191 c.c.

Connessioni

L'art. 192 c.c. richiama l'art. 186 c.c. (obbligazioni della comunione), l'art. 189 c.c. (responsabilità sussidiaria della comunione), l'art. 191 c.c. (scioglimento) e l'art. 194 c.c. (divisione).

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio ha prelevato dal patrimonio comune 50.000 euro per investimenti personali non vantaggiosi alla famiglia. Al momento dello scioglimento della comunione, Tizio è tenuto a rimborsare l'importo alla comunione. Se prova che l'investimento ha giovato, il rimborso è ridotto.

Caso 2: Sempronio ha utilizzato fondi comuni per ristrutturare il suo negozio personale

L'opera è miglioramento effettivo. Sempronio può richiedere non il rimborso totale ma il valore aggiunto apportato, calcolato al momento della divisione.

Domande frequenti

Quali somme devono essere rimborsate?

Somme prelevate dal patrimonio comune per fini estranei alle obbligazioni di famiglia (art. 186), salvo eccezioni per atti utili.

Come si calcola il rimborso?

Per il valore nominale delle somme prelevate, detratti i vantaggi provati dall'atto (incremento patrimoniale, risparmio spese familiari).

Quando sono dovuti i rimborsi?

Al momento dello scioglimento della comunione. Il giudice può autorizzare rimborsi anticipati se necessario per la famiglia.

Cosa prova il diritto a non rimborsare completamente?

Se l'atto di straordinaria amministrazione è provato essere stato vantaggioso per la comunione o abbia soddisfatto una necessità della famiglia.

Quali documenti provano la vantaggiosità?

Perizie tecniche, bilanci, rendiconti contabili, valutazioni immobiliari, registri contabili che dimostrino il vantaggio apportato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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