Art. 191 c.c. Scioglimento della comunione
In vigore
La comunione si scioglie per la dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi, per l’annullamento, per lo scioglimento o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale dei beni, per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi. Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purchè omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione. (1) Nel caso di azienda di cui alla lettera d) dell’articolo 177, lo scioglimento della comunione può essere deciso, per accordo dei coniugi, osservata la forma prevista dall’articolo 162.
In sintesi
L'art. 191 c.c. elenca le cause di scioglimento della comunione legale tra coniugi: separazione, divorzio, annullamento, fallimento e altre.
Ratio
L'art. 191 c.c. mira a definire con precisione il momento in cui cessa il regime di comunione legale, tutelando sia i coniugi sia i terzi creditori. La tassatività delle cause impedisce scioglimenti arbitrari o unilaterali non previsti dalla legge.
Analisi
Le cause di scioglimento si distinguono in automatiche (annullamento, scioglimento del matrimonio, morte presunta, fallimento) e giudiziali o convenzionali (separazione giudiziale dei beni, mutamento convenzionale del regime). La separazione personale scioglie la comunione dal momento dell'autorizzazione presidenziale a vivere separati, non dalla sentenza definitiva. La comunicazione all'ufficiale di stato civile garantisce la pubblicità del fatto.
Quando si applica
La norma si applica ogni volta che uno degli eventi elencati si verifica nel corso del matrimonio in regime di comunione legale. È rilevante in sede di separazione, divorzio, procedure concorsuali di un coniuge e in ogni accordo di modifica del regime patrimoniale.
Connessioni
L'art. 191 c.c. si collega all'art. 177 c.c. (oggetto della comunione), all'art. 162 c.c. (forma delle convenzioni matrimoniali), agli artt. 193-195 c.c. (separazione giudiziale e divisione dei beni) e alle norme del diritto fallimentare in caso di insolvenza di un coniuge.
Domande frequenti
In quali casi la comunione si scioglie?
Per morte, assenza, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, separazione, separazione giudiziale dei beni, fallimento, mutamento del regime patrimoniale.
Quando esattamente si scioglie la comunione in caso di separazione?
Nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, oppure alla data del processo verbale di separazione consensuale omologato.
Chi comunica lo scioglimento all'ufficiale dello stato civile?
L'ordinanza o il processo verbale viene comunicato dall'ufficio giudiziale o dal notaio all'ufficiale dello stato civile per l'annotazione.
L'azienda fa sciogliere la comunione più tardi?
Sì: se un'azienda rientra nella comunione (art. 177 lett. d), lo scioglimento può differirsi per continuità operativa.
Cosa succede ai debiti della comunione dopo lo scioglimento?
I creditori conservano i loro diritti sulla comunione e sui beni comuni divisi. La responsabilità personale resta limitata alla quota di ciascun coniuge.
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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