Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 713 c.p.c. – Provvedimenti del presidente

Articolo abrogato D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 149, COME MODIFICATO DALLA L. 29 DICEMBRE 2022, N. 197

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Il presidente trasmette immediatamente il ricorso al pubblico ministero.
  • Su richiesta del P.M., il presidente può rigettare la domanda con decreto senza contraddittorio (norma parzialmente incostituzionale).
  • In caso contrario, nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione dell'interdicendo/inabilitando e delle persone indicate nel ricorso.
  • Ricorso e decreto sono notificati dal ricorrente entro il termine fissato; il decreto è comunicato al P.M.
  • La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la parte in cui il rigetto avviene senza contraddittorio con il ricorrente.
Indice dei contenuti

Il presidente comunica il ricorso al P.M., può rigettarlo su richiesta del P.M. oppure nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione.

Ratio

L'articolo 713 c.p.c. disciplina la fase presidenziale del procedimento di interdizione/inabilitazione, assegnando al pubblico ministero un ruolo di filtro iniziale. La logica è quella di evitare che procedimenti manifestamente infondati, o addirittura abusivi, promossi per finalità patrimoniali dai familiari, proseguano inutilmente, gravando l'interdicendo e il sistema giudiziario. Il P.M. esercita una funzione di controllo pubblicistico, riflettendo l'interesse generale alla corretta applicazione delle misure di protezione.

La dichiarazione di incostituzionalità del 1968 ha tuttavia temperato questo meccanismo: il rigetto non può avvenire senza che il ricorrente possa difendersi, pena la violazione degli artt. 24 e 111 Cost. Il contraddittorio è dunque oggi inderogabile anche nella fase di eventuale rigetto su iniziativa del P.M.

Analisi

Il primo comma prevede due sub-fasi: (a) comunicazione obbligatoria del ricorso al P.M.; (b) possibilità di rigetto con decreto su richiesta del P.M., oppure nomina del giudice istruttore e fissazione dell'udienza. L'udienza riguarda il ricorrente, l'interdicendo/inabilitando e le altre persone la cui audizione il presidente ritiene utile. Il secondo comma regola la notifica: il ricorrente provvede alla notifica di ricorso e decreto a tutte le persone indicate, entro il termine fissato nel decreto; il decreto è comunicato separatamente al P.M. La nota in calce ricorda la sentenza Corte Cost. n. 87/1968 che ha espunto il meccanismo di rigetto senza contraddittorio.

Quando si applica

L'art. 713 si applica immediatamente dopo il deposito del ricorso ex art. 712: è la fase di impulso processuale che trasforma il ricorso in un procedimento formalmente instaurato. La norma si applica sia nei procedimenti di interdizione sia in quelli di inabilitazione, con le medesime forme. Nei casi di urgenza, ad esempio quando l'interdicendo sta compiendo atti pregiudizievoli, il giudice istruttore può, dopo la nomina, adottare i provvedimenti provvisori previsti dagli artt. 419-420 c.c.

Connessioni

L'art. 713 si collega all'art. 712 c.p.c. (forma della domanda), all'art. 714 c.p.c. (istruzione preliminare), agli artt. 417-418 c.c. (legittimazione e iniziativa del P.M.), agli artt. 419-420 c.c. (poteri istruttori del giudice e tutore/curatore provvisorio). La sentenza Corte Cost. n. 87/1968 è parte integrante del quadro normativo vigente e va considerata in ogni applicazione della norma.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Filano presenta ricorso per l'interdizione dello zio Tizio, allegando una perizia psichiatrica. Il presidente trasmette il ricorso al P.M., che dopo la lettura ritiene la domanda prima facie infondata, la perizia è datata e non aggiornata, e chiede il rigetto. Tuttavia, alla luce della sentenza Corte Cost. 87/1968, il presidente non può rigettare senz'altro: fissa un'udienza in contraddittorio con Filano, che può difendersi e depositare una perizia aggiornata. Solo dopo aver sentito il ricorrente il presidente decide se rigettare o nominare il giudice istruttore.

Caso 2: Caio presenta ricorso per l'inabilitazione del fratello Sempronio

Il P.M., dopo la comunicazione del ricorso, non chiede il rigetto. Il presidente nomina il giudice istruttore, fissa l'udienza di comparizione e stabilisce il termine di 30 giorni per la notifica del ricorso e del decreto a Sempronio, ai genitori (parenti di primo grado) e agli altri familiari indicati nel ricorso. Caio provvede alle notifiche tramite il suo avvocato; il decreto viene comunicato separatamente al P.M.

Domande frequenti

Cosa fa il pubblico ministero nel procedimento di interdizione?

Il P.M. riceve comunicazione del ricorso e svolge una funzione di controllo pubblicistico: può chiedere il rigetto se la domanda è manifestamente infondata, oppure partecipa attivamente al procedimento. Il suo intervento tutela l'interesse pubblico alla corretta applicazione delle misure di protezione.

Il giudice può rigettare subito la domanda di interdizione senza ascoltarmi?

No. La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il rigetto senza contraddittorio con il ricorrente (sent. 87/1968). Anche se il P.M. chiede il rigetto, il presidente deve sentire il ricorrente prima di decidere.

Chi viene citato all'udienza presidenziale nel procedimento di interdizione?

Vengono citati il ricorrente, l'interdicendo o l'inabilitando e tutte le altre persone indicate nel ricorso la cui audizione il presidente ritenga utile (familiari, eventuale tutore provvisorio). La citazione avviene tramite notifica del ricorso e del decreto presidenziale.

Entro quanto tempo vanno eseguite le notifiche?

Il termine è fissato dal presidente nel decreto stesso. Di norma si tratta di alcuni giorni o settimane. L'onere della notifica ricade sul ricorrente, che vi provvede tramite il proprio avvocato.

Cosa succede se l'interdicendo nel frattempo compie atti giuridici pregiudizievoli?

Dopo la nomina del giudice istruttore, è possibile chiedere la nomina di un tutore o curatore provvisorio ai sensi degli artt. 419-420 c.c. Il tutore/curatore provvisorio può assistere o rappresentare l'interdicendo negli atti urgenti, limitando i danni prima della sentenza definitiva.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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