Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Livelli, qualifiche e mansioni CCNL Metalmeccanici industria

    CCNL · Metalmeccanici industria

    Dal 1° giugno 2021 il CCNL Metalmeccanici industria inquadra operai, impiegati e quadri in un’unica classificazione di nove livelli, da D1 ad A1, raggruppati in quattro campi di responsabilità (D, C, B, A). Le vecchie categorie numerate (dalla 2ª all’8ª, con 3ª Super e 5ª Super) sono state convertite livello per livello e la 1ª categoria è stata abolita. Il rinnovo del 22 novembre 2025 ha lasciato questo impianto invariato: cambiano i minimi, non i livelli.

    Sistema vigente · 9 livelli in 4 campi (D1-A1) In vigore dal · 1° giugno 2021 Riferimento · CCNL 5 febbraio 2021, art. 1 «Classificazione dei lavoratori»

    I nove livelli e le vecchie categorie

    La tabella riporta, per ogni livello, la categoria da cui deriva secondo la tabella di comparazione del contratto e il minimo tabellare mensile lordo in vigore dal 1° giugno 2026. Chi era assunto prima del giugno 2021 trova qui il proprio vecchio inquadramento; chi legge «C3» in busta paga sa che corrisponde alla vecchia 5ª.

    LivelloEx categoriaCampo di responsabilitàMinimo da giugno 2026
    D12ª (e 1ª, abolita)D · Ruoli operativi1.784,94 €
    D23ªD · Ruoli operativi1.979,37 €
    C13ª SuperC · Ruoli tecnico-specifici2.022,12 €
    C24ªC · Ruoli tecnico-specifici2.064,88 €
    C35ªC · Ruoli tecnico-specifici2.211,43 €
    B15ª SuperB · Ruoli specialistici e gestionali2.370,33 €
    B26ªB · Ruoli specialistici e gestionali2.542,98 €
    B37ªB · Ruoli specialistici e gestionali2.838,99 €
    A18ª (Quadri)A · Gestione del cambiamento e innovazione2.907,01 €

    I minimi sono lordi e non comprendono scatti di anzianità, superminimi né elemento perequativo; il dettaglio per voce, gli aumenti già fissati per giugno 2027 e giugno 2028 e il calcolo annuo sono nella scheda sulle tabelle retributive del CCNL Metalmeccanici.

    La 1ª categoria non esiste più. Chi al 31 maggio 2021 era inquadrato in 1ª è stato riclassificato in D1 dal 1° giugno 2021, conservando l’anzianità maturata. Oggi il livello d’ingresso più basso è il D1, che corrisponde alla vecchia 2ª.

    I quattro campi di responsabilità

    Il contratto non distingue più i livelli in base alla qualifica legale (operaio, impiegato, quadro): la qualifica resta, ma operai e impiegati possono stare nello stesso livello se il ruolo ha lo stesso contenuto professionale. I livelli sono raggruppati in quattro campi, crescenti da D ad A:

    • D · Ruoli operativi (D1, D2): attività esecutive secondo istruzioni e procedure.
    • C · Ruoli tecnico-specifici (C1, C2, C3): attività tecniche con autonomia crescente, diagnosi e guida di gruppi.
    • B · Ruoli specialistici e gestionali (B1, B2, B3): funzioni specializzate e direttive, responsabilità di unità e progetti.
    • A · Ruoli di gestione del cambiamento e innovazione (A1): i quadri.

    Per collocare un ruolo nel livello giusto l’art. 1 usa sei criteri di professionalità: autonomia e responsabilità gerarchico-funzionale, competenza tecnica specifica, competenze trasversali, polivalenza, polifunzionalità, miglioramento continuo e innovazione. Conta quello che il lavoratore fa davvero, non il titolo di studio né l’anzianità, salvo le regole d’ingresso per diplomati e laureati viste più sotto.

    Cosa fa chi sta in ciascun livello

    Sintesi delle declaratorie dell’art. 1. Il testo contrattuale rinvia poi a esempi di profili professionali divisi per area (produzione e logistica, manutenzione, qualità, amministrazione, ricerca e sviluppo, commerciale, informatica): sono esempi, e il livello si decide sulle mansioni effettive.

    LivelloContenuto del ruolo
    D1Attività elementari di produzione, ufficio o servizi su poche postazioni, seguendo istruzioni definite. Non servono conoscenze professionali specifiche, solo competenze di base (digitali, di calcolo, di comunicazione).
    D2Attività ordinarie in un’area determinata, con limitata autonomia e conoscenze specifiche sufficienti ad applicare istruzioni e procedure.
    C1Attività di un’area determinata svolte con polivalenza e autonomia riconosciuta: capacità di diagnosi tecnica e di lavoro in gruppo.
    C2Attività complesse che richiedono precisione, con normale autonomia; può guidare gruppi di lavoratori e sa interpretare disegni e schemi.
    C3Responsabilità sui risultati di attività specifiche, guida di squadre articolate, operazioni complesse e diagnosi autonoma.
    B1Attività di elevato livello tecnico in funzioni specializzate, con ampia autonomia; guida gruppi grazie a un’elevata competenza tecnico-pratica.
    B2Lavoratori con funzioni direttive e competenze specialistiche: rispondono in autonomia di unità o progetti e ne gestiscono le risorse organizzative ed economiche.
    B3In più rispetto al B2, presidiano competenze distintive, gestiscono e supervisionano funzioni fondamentali e innovano su problemi complessi.
    A1Quadri con ampia autonomia nell’ambito degli obiettivi aziendali: conducono servizi o unità di grandi dimensioni governandone i fattori tecnologici, umani, organizzativi ed economici.

    Che livello spetta al mio ruolo: le famiglie professionali per area

    Molti cercano il livello di una mansione precisa: elettricista, disegnatore, addetto al controllo qualità, impiegato amministrativo, marketing. Il contratto non ha una tabella «mansione = livello». Al punto 1.5 dell’art. 1 elenca, solo a titolo di esempio, le famiglie professionali raggruppate per area funzionale, e precisa che ogni famiglia può essere articolata su più livelli, a seconda del contenuto effettivo del ruolo e del contesto aziendale:

    • Acquisti, qualità, sicurezza-ambiente: acquisti, collaudo e laboratori, qualità cliente, qualità prodotto e processo, sistemi e metodi qualità, servizio prevenzione e protezione.
    • Amministrazione e controllo di gestione: contabilità, controllo di gestione, finanza, fiscalità, tesoreria.
    • Manutenzione, installazione e tecnologie: attrezzisti e stampisti, installatori e manutentori di impianti elettrici e termotecnici, manutentore meccanico-elettrico-elettronico-software, tecnici di assistenza.
    • Personale e organizzazione: paghe e contributi, formazione, selezione, relazioni industriali.
    • Produzione e logistica: addetti e conduttori di linee e impianti automatizzati, addetti a macchine a controllo numerico, assemblaggi e montaggi, saldatore, gruisti, logistica, programmazione della produzione.
    • Ricerca e sviluppo e gestione progetti: disegnatori e progettisti di prodotto e di processo, addetti prove e laboratori, responsabili di commessa, prototipazione.
    • Servizi commerciali: marketing e comunicazione, vendite, servizio clienti, tecnico commerciale.
    • Servizi informatici: sviluppo e testing, sicurezza informatica, data analyst, amministratore di database e sistemi.

    Per stabilire il livello si parte quindi dalla declaratoria della tabella sopra e dai sei criteri di professionalità. Un esempio: il C2 «guida un gruppo di altri lavoratori», il C3 «guida e controlla gruppi o squadre articolate» e risponde dei risultati di attività specifiche. Gli esempi di profili professionali allegati all’art. 10 del contratto aiutano nei casi dubbi, ma il contratto stesso dice che non sono completi e non sono prescrittivi.

    Fonte: CCNL Metalmeccanici industria, art. 1, punti 1.1, 1.2 e 1.5.

    Inquadramento all’assunzione e passaggi automatici

    Il contratto fissa alcune regole d’ingresso e di avanzamento che scattano da sole, senza bisogno di una promozione.

    Operai: dal D1 al D2

    • Chi arriva da una scuola professionale con il relativo titolo (livello 4 QEQ) e senza pratica di lavoro passa in D2 dopo 3 mesi dall’assunzione.
    • Chi è inserito in figure professionali articolate su più livelli passa in D2 entro 18 mesi di prestazione; entro 9 mesi se ha frequentato corsi professionali specifici di livello 3 QEQ.
    • Chi è legato al ciclo produttivo e cresce solo con cambi organizzativi o tecnologici passa in D2 comunque entro 36 mesi.
    • Gli addetti alle linee a catena o a cadenza passano in D2 al termine di 36 mesi in linea di montaggio.

    Questi passaggi non comportano per forza un cambio di mansioni. Per un operaio, quindi, il termine dipende dalla situazione: 3, 9 o 18 mesi, fino a 36 mesi per chi è legato al ciclo produttivo o lavora in linea. La regola dei 18 mesi di ininterrotta permanenza in D1 con passaggio automatico al D2 è invece scritta per gli impiegati (lettera B dell’art. 1, vedi sotto).

    Impiegati: diplomati e laureati

    • Con laurea (anche triennale) o diploma ITS, l’impiegato che svolge attività inerenti al titolo entra in C3.
    • Con diploma quinquennale di scuola superiore entra in C2 e passa comunque in C3 dopo 24 mesi di permanenza ininterrotta in attività inerenti al diploma.
    • L’impiegato inquadrato in D1 passa in D2 dopo 18 mesi di ininterrotta permanenza.
    Operaio in D1: 18 o 36 mesi?

    Tizio è stato assunto come operaio in D1 nell’aprile 2025, inserito in una figura professionale articolata su più livelli, e lavora senza interruzioni. Entro ottobre 2026, cioè entro 18 mesi di prestazione, deve essere inquadrato in D2. Ai minimi di giugno 2026 il passaggio vale 194,43 € lordi al mese (da 1.784,94 a 1.979,37 €), su tredici mensilità. Se invece Tizio fosse addetto a una linea a catena o a cadenza, il passaggio scatterebbe al termine di 36 mesi di lavoro in linea, cioè nell’aprile 2028.

    Diplomata assunta in C2

    Caia, perito meccanico con diploma quinquennale, entra in ufficio tecnico in C2. Se continua a lavorare in attività legate al diploma, dopo 24 mesi ininterrotti passa in C3: 146,55 € lordi in più al mese ai minimi di giugno 2026 (da 2.064,88 a 2.211,43 €).

    Mansioni superiori: quando il livello diventa definitivo

    L’art. 3 del CCNL è più favorevole al lavoratore dei 6 mesi previsti in generale dall’art. 2103 del codice civile. Chi viene adibito a mansioni di un livello superiore matura il passaggio definitivo dopo:

    • 60 giorni continuativi, oppure 120 giorni non continuativi nell’arco di un anno, oppure 6 mesi non continuativi nell’arco di tre anni;
    • per i livelli B1, B2, B3 e A1: 4 mesi continuativi, oppure 9 mesi non continuativi nell’arco di tre anni.

    Per tutto il periodo spetta un compenso non inferiore alla differenza fra la propria retribuzione e quella del livello superiore. Il passaggio non matura se si sostituisce un collega assente con diritto alla conservazione del posto (malattia, infortunio, ferie, maternità, congedi, aspettativa), salvo che il collega non venga poi riammesso nelle sue mansioni.

    Sostituzione di un collega o posto scoperto?

    Sempronio, in C2, da tre mesi fa il capoturno di reparto (mansioni da C3) perché il capoturno precedente si è dimesso. I 60 giorni continuativi sono superati e non sta sostituendo nessuno con diritto al posto: il C3 gli spetta in via definitiva, con le differenze retributive dal primo giorno di mansioni superiori. Se invece avesse sostituito un capoturno in malattia, avrebbe avuto diritto solo alla differenza di paga per il periodo, senza promozione.

    Domande frequenti

    Quali sono i livelli del CCNL Metalmeccanici industria?

    Sono nove: D1 e D2 (ruoli operativi), C1, C2 e C3 (ruoli tecnico-specifici), B1, B2 e B3 (ruoli specialistici e gestionali) e A1 (quadri). Il sistema è in vigore dal 1° giugno 2021 e il rinnovo del 22 novembre 2025 lo ha mantenuto.

    A che livello corrisponde la vecchia 5ª categoria?

    Al C3. Le altre corrispondenze: 2ª = D1, 3ª = D2, 3ª Super = C1, 4ª = C2, 5ª Super = B1, 6ª = B2, 7ª = B3, 8ª Quadri = A1. La 1ª categoria è stata abolita e confluita nel D1.

    Quanto si guadagna per livello nel 2026?

    Dal 1° giugno 2026 i minimi tabellari mensili lordi vanno da 1.784,94 € del D1 a 2.907,01 € dell’A1; il C3, livello di riferimento del contratto, è a 2.211,43 €. Al minimo si aggiungono eventuali scatti di anzianità, superminimi e voci aziendali.

    Dopo quanto tempo si passa dal D1 al D2?

    Dipende dalla qualifica. L’operaio con titolo di scuola professionale passa dopo 3 mesi; chi è inserito in figure articolate su più livelli entro 18 mesi (entro 9 se ha frequentato corsi professionali di livello 3 QEQ); chi è legato al ciclo produttivo o lavora su linee a catena o a cadenza entro 36 mesi. L’impiegato passa in D2 dopo 18 mesi di ininterrotta permanenza in D1.

    Dopo quanto tempo le mansioni superiori danno diritto al livello?

    Dopo 60 giorni continuativi, 120 giorni non continuativi in un anno o 6 mesi non continuativi in tre anni. Per i livelli B1, B2, B3 e A1 servono 4 mesi continuativi o 9 mesi non continuativi in tre anni. Non vale se si sostituisce un collega assente con diritto alla conservazione del posto.

    Il titolo di studio conta per l’inquadramento?

    Solo all’ingresso degli impiegati: con laurea o ITS si parte dal C3, con diploma quinquennale dal C2 (e dopo 24 mesi si passa in C3), sempre che il lavoro sia inerente al titolo. Per il resto il livello dipende dalle mansioni effettive.

    A che livello viene assunto un laureato nel CCNL metalmeccanici?

    Al livello minimo C3, se è assunto come impiegato e svolge attività inerenti alla laurea, anche triennale, o al diploma ITS. Con un diploma quinquennale si parte dal C2 e si passa al C3 dopo 24 mesi di permanenza ininterrotta in attività inerenti al diploma.

    Quanto è la paga oraria per livello?

    Il contratto dice che i minimi sono «ragguagliati a mese (173 ore)»: la paga oraria minima si ottiene dividendo il minimo mensile per 173. Al C3, con 2.211,43 € dal 1° giugno 2026, fa circa 12,78 € lordi all’ora; al D1 (1.784,94 €) circa 10,32 €.

    Un C2 può coordinare altri lavoratori?

    Sì. Secondo la declaratoria, il C2 guida un gruppo di altri lavoratori secondo le definizioni organizzative dell’azienda; il C3 guida e controlla gruppi o squadre articolate e risponde dei risultati di specifiche attività; dal B1 in su si arriva alla gestione di unità, progetti e funzioni.

    Avvertenza editoriale. Questa guida sintetizza gli artt. 1 e 3 della disciplina sulla classificazione del CCNL Metalmeccanici industria del 5 febbraio 2021, confermata dal rinnovo del 22 novembre 2025, e i minimi tabellari in vigore dal 1° giugno 2026. Per un caso individuale fai riferimento al testo ufficiale del contratto, agli accordi aziendali e, per le situazioni controverse, a un consulente del lavoro, alle rappresentanze sindacali o all’ispettorato territoriale del lavoro.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici, art. 1 — Classificazione · art. 3 — Passaggio temporaneo di mansioni · minimi giugno 2026. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e comporto, carenza e indennità.

  • Welfare e sanità integrativa nel CCNL Metalmeccanici Industria: Metasalute e Cometa

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il welfare del CCNL Metalmeccanici Industria ha tre strumenti: mètaSalute (sanità integrativa, 156 € l’anno a carico dell’azienda, iscrizione automatica salvo rinuncia scritta), Cometa (pensione complementare facoltativa: l’azienda versa il 2% dei minimi se il lavoratore versa almeno l’1,2%) e i flexible benefit, che dal 2026 valgono 250 € l’anno (prima 200 €), messi a disposizione entro febbraio solo per il 2026.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Tabella riepilogativa

    Welfare contrattuale Metalmeccanici – Quadro 2026
    Strumento Tipo Costo Iscrizione
    mètaSalute Sanità integrativa 156 € annui a carico dell’azienda (13 € al mese), familiari a carico compresi Automatica, salvo rinuncia scritta
    Cometa Pensione complementare Azienda 2% dei minimi (2,2% per chi aderisce dopo il 5/2/2021 con meno di 35 anni) + lavoratore almeno 1,2% del minimo + TFR Facoltativa
    Flexible benefit Welfare aziendale 100% datore (250 €/anno dal 2026) Automatica (esente fiscalmente)
    Premio di risultato convertibile Welfare aggiuntivo 0 (conversione da premio) Su scelta del lavoratore

    Metasalute: la sanità integrativa

    Metasalute è il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa previsto dal CCNL Metalmeccanici Industria per tutti i lavoratori del settore. L’iscrizione è automatica (con la prima finestra utile dopo l’assunzione, superata la prova) salvo rinuncia scritta, e il contributo di 156 € l’anno è interamente a carico dell’azienda, con copertura anche dei familiari fiscalmente a carico (art. 16).

    Cosa copre Metasalute (prestazioni principali, soggette a massimali e franchigie):

    • Visite specialistiche e accertamenti diagnostici (RM, TAC, ecografie, ecc.)
    • Prestazioni odontoiatriche (visita, ablazione tartaro, otturazioni, ortodonzia ridotta)
    • Ricoveri ospedalieri (sia in strutture convenzionate sia rimborso post-spesa)
    • Maternità e check-up annuali
    • Prevenzione oncologica
    • Fisioterapia post-infortunio

    Le prestazioni si possono richiedere in due modalità: diretta presso strutture convenzionate (paga Metasalute, ticket a carico iscritto) o indiretta con rimborso post-spesa (pago io, Metasalute mi rimborsa secondo nomenclatore).

    Cometa: pensione complementare

    Cometa è il fondo pensione di settore (vedi articolo dedicato sul TFR). Aderirvi è una scelta volontaria che però comporta un contributo aggiuntivo del datore di lavoro:

    • Contributo datore: 2% dei minimi contrattuali, 2,2% per chi ha aderito dopo il 5 febbraio 2021 con meno di 35 anni (solo se il lavoratore aderisce e contribuisce a sua volta, art. 15)
    • Contributo lavoratore: almeno l’1,2% del minimo contrattuale; i versamenti alla previdenza complementare sono deducibili fino a 5.164,57 € annui deducibili fiscalmente
    • TFR: 100% del TFR maturando può essere destinato al fondo (di norma irreversibile)

    L’adesione si formalizza entro 6 mesi dall’assunzione tramite il modulo di adesione Cometa. La scelta è particolarmente conveniente per lavoratori sotto i 40 anni con orizzonte temporale lungo.

    Flexible benefit: cosa è e cosa cambia nel 2026

    Il flexible benefit è un budget annuale a disposizione del lavoratore, fruibile tramite una piattaforma welfare (es. Edenred, Day, Pellegrini Welfare). Il valore è stato aumentato dal rinnovo 2025-2028:

    • 2025: 200 € annui
    • Dal 2026: 250 € annui (anticipo a febbraio 2026)

    Cosa si può fare con il flexible benefit:

    • Rimborso spese mediche, ottiche, odontoiatriche (oltre Metasalute)
    • Spese scolastiche figli (libri, mensa, dopo-scuola, ITS, università)
    • Asilo nido e badanti per familiari
    • Abbonamenti trasporti e palestre
    • Buoni spesa e shopping (max 258 € totali con altre liberalità ex art. 51 TUIR)
    • Contributo aggiuntivo al fondo pensione Cometa

    Destinazione: il CCNL permette di destinare il valore, di anno in anno, al Fondo Cometa o a mètaSalute (art. 17); il rinnovo del 22 novembre 2025 ha cambiato l’importo e la scadenza del 2026, non questa regola. Il credito non utilizzato entro il 31 maggio dell’anno successivo viene perso.

    Vantaggio fiscale del welfare aziendale

    Tutti gli strumenti welfare elencati (Metasalute, Cometa, flexible benefit, conversione PdR) sono regolati dall’art. 51 c. 2 TUIR che ne prevede l’esenzione totale fiscale e contributiva, a determinate condizioni:

    • Le prestazioni devono essere servizi e non denaro (no contante in busta paga)
    • Devono essere fornite tramite piattaforma welfare certificata o fondo riconosciuto
    • Devono riguardare la generalità dei dipendenti o categorie omogenee

    Confronto netto/lordo:

    • 200 € in busta paga (livello C3): ~130 € netti
    • 250 € in welfare: 250 € netti (esenti)
    • Differenza: +120 € di valore reale (~+50% in valore)

    Conversione del premio di risultato in welfare

    Il premio di risultato aziendale (vedi articolo dedicato) può essere convertito in welfare aggiuntivo dal lavoratore. Questa scelta gode di un trattamento fiscale ancora più favorevole:

    • Premio in denaro: imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno nel 2026 e nel 2027 (per redditi di lavoro dipendente fino a 80.000 € nell’anno precedente)
    • Premio convertito in welfare: esenzione totale (no IRPEF, no contributi)

    Esempio: PdR aziendale di 1.500 €. In denaro: 15 € di imposta sostitutiva (1%) più i contributi INPS a carico del lavoratore. In welfare: 1.500 € di valore d’uso, senza imposte né contributi (che però non contano per la pensione).

    La scelta si fa in via preventiva tramite la piattaforma welfare aziendale.

    Casi pratici

    Tizio – Visita specialistica con Metasalute
    Tizio ha bisogno di una risonanza magnetica. Prenota presso una struttura convenzionata Metasalute. La struttura fattura direttamente al fondo, Tizio paga solo un ticket di franchigia (es. 35 €). Senza Metasalute avrebbe pagato l’intera RM (~250 € privatamente).
    Caia – Adesione a Cometa
    Caia (26 anni) aderisce a Cometa entro 6 mesi dall’assunzione. Destina il 100% TFR + versa 1,5% di contributo personale. Il datore versa 2% aggiuntivo. Su 35 anni di carriera, il montante atteso a 65 anni può superare di 30-40% il valore del solo TFR in azienda.
    Sempronio – Flexible benefit per università figli
    Sempronio ha una figlia all’università. Usa i 250 € di flexible benefit 2026 per rimborsare la tassa di iscrizione universitaria. 100% esenti fiscalmente. Se gli stessi 250 € fossero stati pagati in busta paga, sarebbero diventati ~160 € netti dopo IRPEF.

    Domande frequenti

    mètaSalute è obbligatorio?
    L’iscrizione è automatica salvo rinuncia scritta, e il contributo di 156 € l’anno (13 € al mese) è interamente a carico dell’azienda, con copertura dei familiari fiscalmente a carico (art. 16). Il lavoratore non paga nulla.
    Cosa copre Metasalute?
    Visite specialistiche, diagnostica strumentale, prestazioni odontoiatriche, ricoveri, maternità, prevenzione, fisioterapia. Le prestazioni hanno massimali annui e franchigie variabili per tipo. Consultare il nomenclatore Metasalute aggiornato.
    Conviene aderire a Cometa?
    Sì se hai un orizzonte temporale lungo (>15-20 anni). Vantaggi: contributo dell’azienda pari al 2% dei minimi (2,2% per i nuovi aderenti under 35), rendimento atteso superiore alla rivalutazione legale TFR, deduzione fiscale dei versamenti personali fino a 5.164 €/anno.
    Cosa cambia per il flexible benefit nel 2026?
    Valore aumentato a 250 € (vs 200 €). Per il 2026 è messo a disposizione entro febbraio anziché entro il 1° giugno. Resta destinabile, a scelta, a Cometa o a mètaSalute (art. 17).
    Quando scadono i crediti welfare?
    Il credito flexible benefit non utilizzato entro il 31 maggio dell’anno successivo viene perso. Es. il credito 2026 deve essere speso entro il 31 maggio 2027.
    Posso convertire il premio di risultato in welfare?
    Sì, conviene quasi sempre. Il premio in denaro sconta l’imposta sostitutiva dell’1% (2026-2027) e i contributi, quello convertito in welfare è completamente esente (0% IRPEF, 0% contributi). La scelta si fa in via preventiva tramite la piattaforma aziendale.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici 5/2/2021 (artt. 15-17, Sez. IV Tit. IV) · accordo di rinnovo 22/11/2025 · Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e comporto, carenza e indennità.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il CCNL Metalmeccanici Industria prevede la tredicesima mensilità, pagata normalmente alla vigilia di Natale, ma non la quattordicesima. Chi lavora in aziende senza premio di risultato e riceve solo importi del CCNL ha diritto a giugno all’elemento perequativo, fino a 485 € l’anno. Si aggiungono gli eventuali premi di risultato aziendali e, dal 2026, flexible benefit per 250 € l’anno (prima 200 €).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Tabella riepilogativa

    Voci aggiuntive alla retribuzione mensile
    Voce Importo / Calcolo Periodicità
    Tredicesima 1 mensilità, ragguagliata alla retribuzione globale di fatto Normalmente alla vigilia di Natale
    Quattordicesima NON prevista –
    Elemento perequativo (art. 13) Fino a 485 € l’anno, solo senza premio di risultato e senza voci oltre il CCNL Con la retribuzione di giugno
    Premio di risultato (variabile) Negoziato a livello aziendale Annuale, su obiettivi
    Flexible benefit 250 € dal 2026 (vs 200 € 2025) Annuale (febbraio 2026)
    Welfare integrativo Convertibile da premio risultato Su scelta lavoratore

    La tredicesima: 13ª mensilità annuale

    La tredicesima mensilità è una retribuzione aggiuntiva pari a una mensilità intera, ragguagliata alla retribuzione globale di fatto e pagata normalmente alla vigilia di Natale (art. 7, Sez. IV, Tit. IV). Maturazione: 1/12 per ogni mese di servizio, con la frazione superiore a 15 giorni contata come mese intero; il periodo di prova è utile.

    La base è la retribuzione globale di fatto del mese: minimo tabellare, scatti di anzianità, superminimi e indennità fisse continuative; restano fuori le voci occasionali come straordinari saltuari, premi e rimborsi di trasferta.

    Esempio: livello C3 con minimo 2.211 €/mese e 2 scatti di anzianità (~50 €) = base 2.261 €. Tredicesima dicembre 2026: 2.261 € lordi.

    La tredicesima è soggetta a tassazione IRPEF ordinaria. Generalmente il “netto” è inferiore al netto di una mensilità ordinaria perché su di essa non si applicano alcune detrazioni mensili.

    Perché non c'è la quattordicesima

    Il CCNL Metalmeccanici Industria non prevede la quattordicesima, che è invece presente in altri CCNL del settore privato (Commercio, Studi Professionali, Turismo, ecc.).

    Storicamente questa scelta è stata compensata da:

    • Minimi tabellari relativamente competitivi nel settore privato
    • L’elemento perequativo di giugno (fino a 485 € l’anno), che però spetta solo a chi non ha premi di risultato né altri importi oltre quelli del CCNL
    • I premi di risultato a livello aziendale
    • Il welfare contrattuale (Metasalute + flexible benefit)

    Quindi anche se non c’è una “quattordicesima” formale, il pacchetto retributivo complessivo include voci aggiuntive che ne svolgono in parte la funzione.

    Elemento perequativo

    Il CCNL non prevede un «Elemento Retributivo Annuo». Prevede invece l’elemento perequativo (art. 13, Sez. IV, Tit. IV): a giugno, ai lavoratori in forza al 1° gennaio di aziende senza contrattazione di secondo livello sul premio di risultato, che nell’anno precedente hanno ricevuto solo importi fissati dal CCNL, spettano 485 euro lordi (dal 2014), o una cifra inferiore se hanno avuto retribuzioni aggiuntive, in proporzione ai mesi di servizio dell’anno precedente.

    L’elemento perequativo è onnicomprensivo e non incide sul TFR; se il rapporto cessa prima di giugno si paga con le competenze di fine rapporto.

    Premi di risultato variabili

    I premi di risultato (PdR) sono una retribuzione variabile negoziata a livello aziendale (con accordo sindacale aziendale o con la RSU). Sono legati a obiettivi misurabili:

    • Produttività (volumi prodotti, riduzione scarti)
    • Redditività (margine operativo, EBITDA)
    • Qualità (riduzione difettosità, customer satisfaction)
    • Sicurezza (riduzione infortuni)

    I PdR godono di un regime fiscale agevolato: imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno nel 2026 e nel 2027 (invece dell’IRPEF ordinaria), per redditi di lavoro dipendente fino a 80.000 € nell’anno precedente. È inoltre possibile convertire il PdR in welfare (servizi, rimborsi, flexible benefit aggiuntivi) con esenzione totale fiscale e contributiva, fino al limite del singolo premio.

    Flexible benefit: dal 2026 vale 250 €

    Il flexible benefit è un budget annuale che il datore di lavoro mette a disposizione del lavoratore per spese di natura sociale e personale, attraverso una piattaforma welfare. Il valore è aumentato dal rinnovo:

    • 2025: 200 € annui
    • 2026 in avanti: 250 € annui (riconoscimento anticipato a febbraio 2026)

    Il flexible benefit può essere usato per: rimborsi medici, spese scolastiche dei figli, abbonamenti trasporti, libri, viaggi, palestre, asilo nido, badanti, contributo a fondi pensione.

    Destinazione: il valore si può destinare, di anno in anno, al Fondo Cometa o a mètaSalute (art. 17); il rinnovo del 22 novembre 2025 ha cambiato importo e scadenza 2026, non questa regola.

    Il valore di 250 € è esente fiscalmente e contributivamente in quanto welfare aziendale (art. 51 c. 2 TUIR), purché fruito tramite piattaforma certificata e non in denaro.

    Casi pratici

    Tizio – Tredicesima dicembre 2026
    Tizio (C3) con 4 anni di anzianità e 1 scatto: base mensile 2.211 + 26 € scatto = 2.237 €. Tredicesima dicembre 2026: 2.237 € lordi (~1.620-1.700 € netti, considerando la diversa applicazione di detrazioni). Il CCNL prevede il pagamento normalmente alla vigilia di Natale.
    Caia – Premio risultato convertito in welfare
    Caia ha maturato un PdR aziendale di 2.000 €. Sceglie di convertirlo interamente in welfare (buoni spesa, rimborsi spese mediche per figli, abbonamento palestra). Risultato: incassa 2.000 € netti di welfare (esenti) vs ~1.300 € netti se incassati come retribuzione (tassati al 35%).
    Sempronio – Flexible benefit 250 € usato per scuola
    Sempronio ha 2 figli in età scolare. Usa il flexible benefit 2026 di 250 € sulla piattaforma welfare per rimborso libri di testo e mensa scolastica. 100% esente, nessuna tassazione. Lo stesso importo in busta paga gli avrebbe reso ~165 € netti.

    Domande frequenti

    Quando arriva la tredicesima?
    Normalmente alla vigilia di Natale (art. 7, Sez. IV, Tit. IV). Matura 1/12 per ogni mese di servizio, contando come mese intero la frazione superiore a 15 giorni; chi è in azienda tutto l’anno riceve una mensilità intera.
    Il CCNL Metalmeccanici prevede la quattordicesima?
    No, la quattordicesima non è prevista. Ci sono però i premi di risultato aziendali e, per chi non li ha, l’elemento perequativo di giugno (fino a 485 € l’anno).
    Cos’è l’elemento perequativo?
    Una somma fino a 485 € l’anno pagata a giugno a chi lavora in aziende senza premio di risultato e ha ricevuto solo importi del CCNL nell’anno precedente, in proporzione ai mesi di servizio. Non incide sul TFR (art. 13, Sez. IV, Tit. IV).
    Come funzionano i premi di risultato?
    Sono retribuzione variabile negoziata a livello aziendale, legata a obiettivi misurabili. Imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno nel 2026 e nel 2027, per redditi fino a 80.000 €. Convertibili in welfare con esenzione totale.
    Quanto vale il flexible benefit nel 2026?
    250 € annui (vs 200 € fino al 2025). Erogato anticipatamente a febbraio 2026. Esente fiscalmente se fruito tramite piattaforma welfare per beni/servizi (non in denaro). Si può destinare anche a Cometa o a mètaSalute (art. 17).
    Quando si paga la tredicesima sul TFR?
    La tredicesima rientra nella base di calcolo del TFR (è retribuzione utile). Quindi influisce sull’accantonamento TFR (1/13,5 dell’annua). Il TFR finale viene comunque liquidato a cessazione del rapporto, non a dicembre.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici 5/2/2021 (artt. 7, 13 e 17, Sez. IV, Tit. IV) · accordo di rinnovo 22/11/2025 · Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, comporto, carenza e indennità e durata per livello e recesso.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Apprendistato professionalizzante nel CCNL Metalmeccanici Industria

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Nel CCNL Metalmeccanici Industria l’apprendistato professionalizzante dura da 6 a 36 mesi (30 per chi ha un diploma o una laurea inerente, 24 per le mansioni ripetitive in linea del livello D2). Dal 1° giugno 2021 l’apprendista è inquadrato subito nel livello finale e riceve l’85%, il 90% e il 95% del minimo di quel livello in tre periodi uguali. La formazione è di almeno 80 ore medie l’anno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Durata e retribuzione: le percentuali del contratto

    Apprendistato professionalizzante: periodi e percentuali del minimo del livello finale (art. 8)
    Durata complessiva 1° periodo, 85% 2° periodo, 90% 3° periodo, 95%
    36 mesi 12 mesi 12 mesi 12 mesi
    30 mesi 10 mesi 10 mesi 10 mesi
    24 mesi 8 mesi 8 mesi 8 mesi

    Se la durata è più breve, i tre periodi si riducono in proporzione e le percentuali restano le stesse. La retribuzione oraria si calcola con il divisore 173. Al termine, se nessuna delle parti recede, il rapporto prosegue a tempo indeterminato con il 100% del minimo.

    Apprendista metalmeccanico: paga mensile lorda sui minimi dal 1° giugno 2026
    Livello finale Minimo pieno 85% 90% 95%
    D2 1.979,37 1.682,46 1.781,43 1.880,40
    C1 2.022,12 1.718,80 1.819,91 1.921,01
    C2 2.064,88 1.755,15 1.858,39 1.961,64
    C3 2.211,43 1.879,72 1.990,29 2.100,86
    B1 2.370,33 2.014,78 2.133,30 2.251,81
    B2 2.542,98 2.161,53 2.288,68 2.415,83
    B3 2.838,99 2.413,14 2.555,09 2.697,04

    Minimi del rinnovo del 22 novembre 2025 dal 1° giugno 2026; percentuali dell’art. 8 della disciplina dell’apprendistato. Sono esclusi D1 e A1, per cui l’apprendistato non è ammesso. Dal 1° giugno 2027 i minimi aumentano di nuovo e le percentuali si applicano ai nuovi importi.

    Chi può essere assunto e per quanto

    • Età: dai 18 ai 29 anni, salvo le deroghe di legge.
    • Durata: minimo 6 mesi, massimo 36 mesi. Si riduce di 6 mesi, a 30, per chi ha un diploma di livello 4 QEQ, un diploma ITS o una laurea inerente alla professionalità da conseguire.
    • 24 mesi al massimo per le figure del livello D2 addette a produzioni in serie su linee a catena o di montaggio semplice, con attività brevi, semplici e ripetitive.
    • Livelli esclusi: non si può fare apprendistato per qualifiche del livello D1 né del livello A1.

    Inquadramento: subito nel livello finale

    Per i contratti stipulati dal 1° giugno 2021 l’apprendista è inquadrato fin dall’inizio nel livello corrispondente alla qualifica da conseguire, e la retribuzione è una percentuale del minimo di quel livello. Il vecchio meccanismo del sotto-inquadramento, con la partenza da uno o due livelli più in basso, non si applica più ai nuovi contratti. Chi era stato assunto prima del giugno 2021 ed era ancora in 1ª categoria è stato inquadrato in D1 da quella data.

    I livelli finali e la corrispondenza con le vecchie categorie sono spiegati nella scheda sui livelli del CCNL Metalmeccanici.

    La formazione

    La formazione professionalizzante deve essere di almeno 80 ore medie annue, compresa la formazione iniziale sulla sicurezza per il rischio specifico, e può svolgersi anche on the job e in affiancamento. Si integra con l’eventuale offerta formativa pubblica regionale sulle competenze di base e trasversali. Il percorso è scritto nel piano formativo individuale (PFI) e seguito da un tutor o referente aziendale indicato per nome, che a fine percorso attesta la formazione svolta. Le ore di formazione sono ore di lavoro e sono retribuite come tali.

    Periodo di prova, malattia e premio di risultato

    • Periodo di prova: va pattuito per iscritto e dura quanto quello ordinario del livello finale; durante la prova ciascuna parte può recedere senza preavviso.
    • Prolungamento: se l’apprendista è assente per malattia, infortunio, gravidanza o puerperio per più di trenta giorni, il contratto si allunga per un periodo pari all’assenza.
    • Tredicesima: spetta ragguagliata a 173 ore della retribuzione globale di fatto.
    • Premio di risultato: dove previsto dall’accordo aziendale, all’apprendista si calcola dall’inizio del terzo periodo (quello al 95%).
    • Apprendistato già svolto: almeno 12 mesi presso altri datori, per le stesse attività e senza interruzioni superiori a un anno, riducono la durata di 6 mesi.

    Quanti apprendisti può assumere un’azienda metalmeccanica

    Il CCNL rinvia ai limiti di legge (art. 42, commi 7 e 8, D.Lgs. 81/2015):

    • al massimo 3 apprendisti ogni 2 lavoratori qualificati o specializzati in servizio;
    • sotto i 10 dipendenti, non oltre il 100% dei qualificati e specializzati;
    • chi non ha lavoratori qualificati, o ne ha meno di tre, può assumere al massimo 3 apprendisti;
    • dai 50 dipendenti in su, per assumere nuovi apprendisti bisogna aver confermato a tempo indeterminato almeno il 20% degli apprendisti nei 36 mesi precedenti.

    Per le imprese artigiane valgono invece i limiti della legge quadro sull’artigianato (L. 443/1985) e il CCNL dell’artigianato metalmeccanico, con durate e percentuali diverse.

    Recesso e fine del periodo formativo

    Durante l’apprendistato il rapporto si può interrompere solo per giusta causa o giustificato motivo, come un normale tempo indeterminato. Se l’apprendista si dimette durante il percorso, deve il preavviso ordinario del suo livello. Al termine del periodo formativo ciascuna parte può recedere con un preavviso di 15 giorni dalla fine del contratto, durante il quale resta la disciplina dell’apprendistato; se nessuno recede, il rapporto prosegue come ordinario rapporto a tempo indeterminato, nel livello conseguito e con la retribuzione piena. Il periodo di apprendistato conta per l’anzianità di servizio; per gli scatti di anzianità si computa al 65%. Gli apprendisti non si contano nell’organico ai fini dei limiti numerici previsti da leggi e contratti (art. 47, comma 3, D.Lgs. 81/2015).

    Casi pratici

    Tizio – Perito industriale verso il C3
    Tizio, 22 anni, perito industriale, è assunto come apprendista per una qualifica del livello C3 (la vecchia 5ª categoria). Con un diploma inerente la durata massima scende a 30 mesi, divisi in tre periodi da 10. Ai minimi di giugno 2026 (2.211,43 € per il C3): 1.879,72 € nei primi 10 mesi, 1.990,29 € dall’11° al 20°, 2.100,86 € dal 21° al 30°, poi il minimo pieno.
    Caia – Impiegata tecnica verso il B1
    Caia è assunta come apprendista per un profilo da tecnico del livello B1 (ex 5ª Super), con durata di 36 mesi. È inquadrata B1 dal primo giorno e riceve 2.014,78 € per 12 mesi, 2.133,30 € per altri 12 e 2.251,81 € per gli ultimi 12, sui minimi di giugno 2026; gli aumenti contrattuali successivi si applicano alle stesse percentuali.
    Sempronio – Montaggio in linea
    Sempronio è assunto come apprendista addetto a una linea di montaggio con operazioni brevi e ripetitive, livello D2. Per questo profilo la durata massima è di 24 mesi: tre periodi da 8 mesi all’85%, 90% e 95% del minimo D2.

    Domande frequenti

    Quanto dura l’apprendistato nel CCNL Metalmeccanici?
    Da 6 a 36 mesi; 30 per chi ha un diploma, un ITS o una laurea inerente; al massimo 24 per le mansioni brevi e ripetitive in linea del livello D2.
    Quanto prende un apprendista metalmeccanico?
    L’85%, poi il 90% e infine il 95% del minimo del livello finale, in tre periodi uguali. Per un C3, ai minimi di giugno 2026: 1.879,72 €, 1.990,29 € e 2.100,86 € lordi al mese.
    L’apprendista parte da un livello più basso?
    No, per i contratti dal 1° giugno 2021: è inquadrato subito nel livello finale e cambia solo la percentuale di retribuzione. Il sotto-inquadramento era la regola dei contratti precedenti.
    Quante ore di formazione sono previste?
    Almeno 80 ore medie l’anno, compresa la formazione sulla sicurezza per il rischio specifico, anche on the job, secondo il piano formativo individuale e con un tutor aziendale.
    Si può fare apprendistato per qualsiasi livello?
    No: sono escluse le qualifiche del livello D1 e del livello A1.
    Quanto preavviso deve dare un apprendista metalmeccanico?
    Durante l’apprendistato, chi si dimette dà il preavviso ordinario del proprio livello. Alla fine del periodo formativo ciascuna parte può recedere con un preavviso di 15 giorni.
    Quanti apprendisti può avere un’azienda?
    Per legge al massimo 3 ogni 2 lavoratori qualificati o specializzati (il 100% sotto i 10 dipendenti, 3 se i qualificati sono meno di tre). Dai 50 dipendenti serve aver confermato almeno il 20% degli apprendisti nei 36 mesi precedenti.

    Fonti: CCNL 5 febbraio 2021, disciplina dell’apprendistato professionalizzante · art. 42 D.Lgs. 81/2015. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e comporto, carenza e indennità.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TFR nel CCNL Metalmeccanici Industria: calcolo, rivalutazione e Fondo Cometa

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Metalmeccanici Industria si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5 e rivalutando annualmente con 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT. Il pagamento finale deve avvenire entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT da applicare. Il lavoratore può conferire il TFR maturando al Fondo Cometa, il fondo pensione complementare del settore.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Tabella riepilogativa

    TFR Metalmeccanici – Quadro complessivo
    Voce Valore / Regola
    Quota annua accantonata Retribuzione annua ÷ 13,5
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% indice ISTAT
    Termine pagamento finale Entro 30 giorni da pubblicazione indice ISTAT
    Anticipazione: anzianità minima 8 anni presso stesso datore
    Anticipazione: tetto Max 70% del TFR maturato
    Anticipazione: causali Spese mediche, acquisto prima casa, congedi parentali/formazione
    Conferimento a Cometa Volontario, 100% TFR maturando
    Cometa – assets under management ~15 miliardi €
    Cometa – iscritti ~500.000 lavoratori

    Cos'è il TFR e come si calcola

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per il lavoratore, da liquidare alla cessazione del rapporto. Funziona come una retribuzione differita.

    La quota annua di TFR si calcola dividendo la retribuzione utile dell’anno per 13,5. La retribuzione utile comprende le voci continuative (minimo tabellare, scatti, superminimi, indennità fisse, tredicesima) ed esclude rimborsi spese e voci una tantum; il CCNL esclude espressamente dalla base anche lo straordinario con le relative maggiorazioni (dichiarazione a verbale all’art. 5, Sez. IV, Tit. VIII).

    Esempio: retribuzione annua lorda 28.748 € (livello C3 nel 2026).

    Quota TFR maturata nell’anno = 28.748 / 13,5 = 2.130 €.

    Su 10 anni di servizio a quel livello, accantonamento approssimativo: 21.300 € (al lordo delle rivalutazioni).

    Rivalutazione annua del TFR

    Il TFR accantonato al 31 dicembre dell’anno precedente è rivalutato annualmente con un meccanismo a due componenti:

    • 1,5% fisso (componente certa)
    • 75% dell’incremento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI), rilevato a dicembre dell’anno di riferimento

    In anni di alta inflazione (es. 2022-2023, ISTAT >7%) la rivalutazione totale ha superato il 6%. In anni di bassa inflazione la rivalutazione si attesta intorno al 2-3%.

    La rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva del 17%, prelevata direttamente dal datore di lavoro all’atto della liquidazione.

    Anticipazione del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore può chiedere un anticipo del TFR maturato fino al 70% del totale, una sola volta nel corso del rapporto di lavoro (art. 2120 c.c.), per:

    • spese mediche straordinarie documentate (proprie o per familiari fiscalmente a carico)
    • acquisto della prima casa di abitazione (propria o dei figli)
    • congedi parentali o per formazione (anche prima degli 8 anni)

    L’anticipazione va richiesta per iscritto con la documentazione della spesa. Ogni anno l’azienda deve accogliere le richieste entro il 10% degli aventi diritto e comunque del 4% dei dipendenti (art. 2120 c.c.). Il termine di 30 giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT previsto dal CCNL (art. 5, Sez. IV, Tit. VIII) riguarda invece il pagamento del TFR finale, alla cessazione del rapporto.

    Fondo Cometa: la pensione complementare

    Cometa è il fondo pensione complementare di settore per i lavoratori del CCNL Metalmeccanici Industria, attivo dal 1997 e iscritto all’Albo COVIP. È il fondo più grande d’Italia per masse gestite (~15 miliardi €) e numero di iscritti (~500.000).

    Aderire a Cometa significa destinare il TFR maturando (in tutto o in parte) al fondo invece di lasciarlo in azienda. In più si versa un contributo personale (deducibile fiscalmente fino a 5.164,57 €/anno) a cui si aggiunge un contributo del datore di lavoro (2% dei minimi contrattuali, 2,2% per chi ha aderito dopo il 5 febbraio 2021 con meno di 35 anni, se il lavoratore versa almeno l’1,2% del minimo: art. 15, Sez. IV, Tit. IV).

    Vantaggi:

    • Rendimento atteso dei comparti d’investimento (orizzontale di lungo periodo) superiore alla rivalutazione legale del TFR
    • Detassazione: tassazione finale dal 15% al 9% in base agli anni di permanenza nel fondo
    • Contributo aggiuntivo del datore di lavoro (versato solo se il lavoratore aderisce e contribuisce a sua volta)
    • Possibilità di anticipazione e riscatto per cessazione attività

    Importante: la scelta di destinare il TFR a Cometa è generalmente irreversibile. Va valutata con consapevolezza nei primi 6 mesi di assunzione (silenzio = adesione tacita per molti CCNL).

    Liquidazione del TFR alla cessazione

    Alla cessazione del rapporto (per qualsiasi causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento), il datore di lavoro deve corrispondere il TFR maturato (più rivalutazioni) entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT da utilizzare per la rivalutazione finale.

    Il TFR liquidato è soggetto a tassazione separata (aliquota media degli ultimi 5 anni dei redditi del lavoratore), generalmente più favorevole dell’IRPEF ordinaria.

    Se il TFR è stato versato a Cometa, l’erogazione finale avviene secondo i regolamenti del fondo (rendita o capitale, con tassazione del 9-15%).

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo TFR su 10 anni
    Tizio (C3) ha lavorato per 10 anni con retribuzione media di 28.000 €/anno. Quota annua accantonata: 28.000/13,5 = 2.074 €. Totale accantonato senza rivalutazione: ~20.740 €. Con rivalutazioni medie 3%/anno: TFR effettivo a fine periodo ~24.000-25.000 € lordi.
    Caia – Anticipo TFR per prima casa
    Caia (B1, 12 anni di anzianità) ha accumulato 35.000 € di TFR. Sta acquistando la prima casa. Chiede l’anticipo del 70% (= 24.500 €) presentando contratto preliminare. Avendo più di 8 anni di anzianità e una causale prevista dall’art. 2120 c.c., ha diritto all’anticipazione, nei limiti annui del 10% degli aventi diritto e del 4% dei dipendenti.
    Sempronio – Adesione a Cometa
    Sempronio è stato appena assunto. Decide di aderire a Cometa entro 6 mesi: destina il 100% del TFR maturando al fondo, versa un contributo personale dell’1,2% del minimo contrattuale (deducibile fiscalmente) e ottiene il contributo dell’azienda del 2,2% dei minimi, previsto per chi aderisce con meno di 35 anni. Dopo 30 anni il montante finale al fondo è significativamente superiore al TFR lasciato in azienda.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR Metalmeccanici?
    Si divide la retribuzione utile annua per 13,5. Ogni mese viene accantonato 1/12 di questa quota. Il TFR maturato si rivaluta annualmente con 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT.
    Quando viene pagato il TFR finale?
    Entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT da utilizzare per la rivalutazione finale, come previsto dall’art. 5 sezione IV del CCNL. Il TFR è soggetto a tassazione separata.
    Posso chiedere un anticipo del TFR?
    Sì, con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore, una sola volta, per causali specifiche (spese mediche, prima casa, congedi). Massimo 70% del TFR maturato.
    Cos'è il Fondo Cometa?
    È il fondo pensione complementare del settore Metalmeccanici Industria. Attivo dal 1997, ~500.000 iscritti, ~15 miliardi € di masse gestite. Aderendo si destina il TFR al fondo invece di lasciarlo in azienda.
    Conviene aderire a Cometa?
    Dipende dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio. Su 25-30 anni il rendimento atteso dei comparti azionari/bilanciati è generalmente superiore alla rivalutazione legale del TFR (1,5% + 75% ISTAT). In più il datore versa un contributo aggiuntivo solo se il lavoratore aderisce.
    Posso cambiare idea dopo aver aderito a Cometa?
    L’adesione è generalmente irreversibile per quanto riguarda il TFR. Si può però sospendere o ridurre il contributo personale. Per uscire dal fondo si può chiedere il riscatto solo in casi tassativi (cessazione attività, invalidità, decesso).

    Fonti: CCNL Metalmeccanici 5/2/2021 (art. 5, Sez. IV, Tit. VIII; art. 15, Sez. IV, Tit. IV) · art. 2120 c.c.. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e comporto, carenza e indennità.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il preavviso nel CCNL Metalmeccanici Industria dipende dal livello e dall’anzianità di servizio ed è lo stesso per licenziamento e dimissioni. Va da 10 giorni (livelli D1, D2 e C1 fino a 5 anni) a 4 mesi (livelli B2, B3 e A1 oltre 10 anni); i livelli C2, C3 e B1 stanno nel mezzo, da 1 mese e 15 giorni a 2 mesi e 15 giorni. Decorre dal giorno successivo alla comunicazione. In caso di mancato rispetto è dovuta l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Quanti giorni di preavviso per livello

    Termini di preavviso per livello e anzianità di servizio (art. 1)
    Livelli Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
    D1, D2, C1 10 giorni 20 giorni 1 mese
    C2, C3, B1 1 mese e 15 giorni 2 mesi 2 mesi e 15 giorni
    B2, B3, A1 2 mesi 3 mesi 4 mesi

    La stessa tabella vale per il licenziamento e per le dimissioni. I termini si contano di calendario: decorrono dal giorno in cui l’altra parte riceve la comunicazione e il preavviso si calcola dal giorno successivo. Per sapere a quale riga appartieni guarda il livello in busta paga; la corrispondenza con le vecchie categorie è nella scheda sui livelli del CCNL Metalmeccanici.

    Indennità di mancato preavviso: quante mensilità

    Chi non rispetta il preavviso deve all’altra parte un’indennità che il contratto esprime in mensilità di retribuzione:

    Indennità sostitutiva del preavviso (art. 1)
    Livelli Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
    D1, D2, C1 0,33 mensilità 0,67 mensilità 1 mensilità
    C2, C3, B1 1,5 mensilità 2 mensilità 2,5 mensilità
    B2, B3, A1 2 mensilità 3 mensilità 4 mensilità

    Quando si applica il preavviso

    Il preavviso è dovuto in caso di:

    • Licenziamento intimato dal datore di lavoro (escluso licenziamento per giusta causa).
    • Dimissioni presentate dal lavoratore (escluse dimissioni per giusta causa, es. mancato pagamento della retribuzione).
    • Recesso al superamento del periodo di comporto per malattia.

    Il preavviso non si applica in caso di: recesso durante il periodo di prova, licenziamento per giusta causa, dimissioni per giusta causa, cessazione naturale del rapporto a termine.

    Decorrenza e modalità

    Il preavviso decorre dal giorno successivo alla comunicazione (non si conta il giorno della consegna). La comunicazione può avvenire con:

    • lettera raccomandata A/R
    • consegna a mano con firma di ricezione
    • PEC (se il lavoratore ne dispone)

    Questo vale per il licenziamento. Le dimissioni invece, salvo eccezioni (ad esempio durante il periodo di prova o con convalida in sede protetta), si presentano con la procedura telematica del Ministero del lavoro (D.Lgs. 151/2015); il CCNL consente anche la convalida in azienda se il lavoratore è assistito da un componente della RSU. In caso di licenziamento, durante il preavviso l’azienda concede permessi per cercare un nuovo lavoro, con durata e distribuzione stabilite dalla direzione.

    Durante il preavviso il lavoratore resta in servizio e percepisce la retribuzione normale, comprese ferie e ROL eventualmente da fruire.

    Indennità sostitutiva del preavviso

    Se il datore di lavoro intima un licenziamento immediato (senza far lavorare il preavviso), deve corrispondere al lavoratore una indennità sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe stata percepita nel periodo di preavviso (compresi ratei di 13ª, ferie, ROL).

    Se invece sono le dimissioni senza preavviso da parte del lavoratore, sarà il datore di lavoro a trattenere dalla liquidazione finale l’importo corrispondente al preavviso non lavorato.

    L’indennità sostitutiva è imponibile fiscalmente e previdenzialmente come retribuzione ordinaria.

    Esempio di calcolo

    Tizio è inquadrato C3 con 7 anni di anzianità e il minimo di giugno 2026 (2.211,43 € al mese). Le sue dimissioni arrivano all’azienda il 1° marzo 2026.

    • Livello C3, anzianità oltre 5 e fino a 10 anni: preavviso di 2 mesi.
    • Il preavviso si calcola dal 2 marzo e termina il 1° maggio 2026.
    • Se lo lavora tutto, riceve le retribuzioni fino al 1° maggio, più ratei e TFR.
    • Se smette subito di lavorare, l’azienda può trattenere dalle competenze finali l’indennità di 2 mensilità: sul solo minimo, 2 × 2.211,43 = 4.422,86 €. Se lavora una parte del preavviso, la trattenuta si riduce in proporzione.

    Licenziamento per giusta causa

    Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) non richiede preavviso: il rapporto cessa immediatamente. Configurano giusta causa fatti che non consentono la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto: furto, gravi insubordinazioni, abbandono ingiustificato del posto, gravi violazioni dei doveri di fedeltà.

    Per il licenziamento per giustificato motivo soggettivo (mancanze meno gravi del lavoratore) e giustificato motivo oggettivo (ragioni produttive/organizzative), il preavviso è invece sempre dovuto.

    Il licenziamento richiede sempre forma scritta e motivazione (art. 2 L. 604/1966).

    Casi pratici

    Tizio – Dimissioni con preavviso rispettato
    Tizio (C3, 7 anni) presenta le dimissioni il 1° marzo 2026 per accettare un’altra offerta. Preavviso dovuto: 2 mesi. Lavora regolarmente fino al 1° maggio. Competenze finali: retribuzione fino al 1° maggio, ratei di 13ª, ferie e ROL non goduti, TFR. Nessuna trattenuta per mancato preavviso.
    Caia – Licenziamento immediato con indennità
    Caia (B2, 12 anni) riceve il 15 febbraio 2026 lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (soppressione del posto) con effetto immediato. Preavviso dovuto: 4 mesi (livello B2, oltre 10 anni). Il datore le paga l’indennità sostitutiva di 4 mensilità: sul solo minimo di giugno 2026, 4 × 2.542,98 = 10.171,92 €, più ratei e TFR. Caia esce subito ma incassa la liquidazione completa.
    Sempronio – Dimissioni senza preavviso
    Sempronio (D2, 3 anni) si dimette il 1° marzo 2026 e va a casa il giorno stesso. Preavviso dovuto: 10 giorni (livello D2, fino a 5 anni). Non rispettandolo, il datore può trattenergli dalle competenze finali l’indennità di 0,33 mensilità: sul solo minimo, 0,33 × 1.979,37 = 653,19 €.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi licenzio?
    Dipende dal livello e dall’anzianità, ed è lo stesso termine previsto per il licenziamento. Per esempio un C3 con 7 anni di anzianità deve dare 2 mesi; un D2 con 3 anni, 10 giorni; un B3 con 12 anni, 4 mesi.
    Il preavviso si conta in giorni lavorativi o di calendario?
    Di calendario. Se sono 30 giorni di preavviso, si contano dal giorno successivo alla comunicazione fino al 30° giorno di calendario, includendo sabati, domeniche e festivi.
    Cosa succede se non rispetto il preavviso?
    Il datore di lavoro trattiene dalla liquidazione finale (TFR + ratei) un importo pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Si chiama indennità sostitutiva.
    Le ferie possono coprire il preavviso?
    No, di norma il preavviso va effettivamente lavorato. Le ferie non godute vanno monetizzate nella liquidazione finale, non possono “consumare” il preavviso, salvo accordo tra le parti.
    Posso essere licenziato senza preavviso?
    Solo per giusta causa (art. 2119 c.c.): comportamenti gravissimi che impediscono la prosecuzione del rapporto. Per giustificato motivo (soggettivo o oggettivo) il preavviso è sempre dovuto.
    Il preavviso decorre dal giorno della lettera?
    No, dal giorno successivo alla comunicazione effettiva. Per la raccomandata A/R fa fede la data di ricezione, non quella di spedizione.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici, art. 1 — Preavviso. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria, comporto, carenza e indennità e durata per livello e recesso.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Periodo di prova nel CCNL Metalmeccanici Industria: durata per livello e recesso

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il periodo di prova nel CCNL Metalmeccanici Industria varia da 1,5 mesi (livelli D1-C1) a 6 mesi (livelli B2-A1). Si riduce (a 1, 2 o 3 mesi) per chi ha svolto le stesse mansioni per almeno un biennio in altre aziende o vi ha completato l’apprendistato. Durante la prova il recesso è libero per entrambe le parti senza obbligo di preavviso; nei contratti a termine la legge fissa una prova proporzionale alla durata.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    1.743.897 lavoratori (CNEL, codice C011)

    Periodo di prova per livello: durata ordinaria e ridotta

    Durata massima del periodo di prova per livello (Sezione quarta, Titolo I, art. 2 CCNL)
    Livello Durata ordinaria Durata ridotta Campo di responsabilità
    D1, D2, C1 1 mese e mezzo 1 mese D (ruoli operativi) e primo livello del campo C
    C2, C3, B1 3 mesi 2 mesi C (ruoli tecnico specifici) e primo livello del campo B
    B2, B3, A1 6 mesi 3 mesi B (ruoli specialistici e gestionali) e A (gestione del cambiamento e innovazione)

    Durata ridotta per chi (a) ha prestato servizio con identiche mansioni per almeno un biennio presso altre aziende oppure (b) ha completato presso altre aziende l’intero apprendistato professionalizzante per lo stesso profilo. La riduzione non è «a metà»: da 1 mese e mezzo a 1 mese, da 3 a 2 mesi, da 6 a 3 mesi. Fonte: testo del CCNL 5 febbraio 2021 (Fiom), art. 2 della Sezione quarta, Titolo I.

    Per gli apprendisti la prova è pari alla durata ordinaria del livello finale da raggiungere, e chi si ammala può completarla se rientra entro un numero di giorni pari alla metà della prova (disciplina dell’apprendistato, art. 7): i dettagli sono nella scheda sull’apprendistato metalmeccanico. Chi lavora in una PMI Confapi o in un’impresa artigiana ha un contratto diverso: vedi il periodo di prova nel CCNL Confapi e il periodo di prova dei metalmeccanici artigiani.

    Forma scritta obbligatoria

    Il periodo di prova nel CCNL Metalmeccanici Industria deve risultare dalla lettera di assunzione, e per l’art. 2096 c.c. il patto deve essere scritto prima o al momento dell’inizio del lavoro. Senza forma scritta il patto è nullo e l’assunzione è definitiva fin dal primo giorno. Per obbligo e durata della prova «fa testo soltanto la lettera di assunzione», nei limiti massimi della tabella; il CCNL non ammette né la proroga né il rinnovo della prova.

    L’atto scritto deve indicare:

    • la durata in mesi del periodo di prova
    • il livello di inquadramento e le mansioni da svolgere
    • la decorrenza (data di inizio rapporto)

    Periodo di prova: giorni di calendario o di lavoro effettivo?

    Il CCNL esprime la prova in mesi, senza parlare di «lavoro effettivo»: i mesi si contano sul calendario dalla data di assunzione. Se la prova viene interrotta da malattia o infortunio, il lavoratore è ammesso a completarla se può riprendere servizio entro tre mesi (art. 2). La legge aggiunge che malattia, infortunio e congedo di maternità o paternità obbligatori prolungano la prova per un periodo pari all’assenza (art. 7, comma 3, D.Lgs. 104/2022). Le ferie non sono tra le cause di prolungamento indicate dal CCNL o dalla legge.

    Esempio: assunzione il 1° marzo 2026 al livello C3, prova di 3 mesi fino al 31 maggio 2026. Se il lavoratore è in malattia 10 giorni, la prova si allunga di 10 giorni, fino al 10 giugno 2026.

    Periodo di prova nel contratto a tempo determinato

    Per i contratti a termine la legge stabilisce una prova proporzionale alla durata: salvo disposizioni più favorevoli della contrattazione collettiva, un giorno di effettiva prestazione ogni quindici giorni di calendario dall’inizio del rapporto, con un minimo di 2 giorni e un massimo di 15 giorni per i contratti fino a 6 mesi e di 30 giorni per quelli oltre 6 e sotto i 12 mesi (art. 7, comma 2, D.Lgs. 104/2022). In caso di rinnovo per le stesse mansioni non si può prevedere una nuova prova.

    Esempio: un B2 assunto a termine dal 1° agosto 2026 al 31 gennaio 2027 (184 giorni di calendario) ha una prova di circa 12 giorni di effettiva prestazione, non i 6 mesi della tabella.

    Il CCNL aggiunge una regola per chi passa a tempo indeterminato o viene riassunto entro 12 mesi per le stesse mansioni dopo uno o più contratti a termine o di somministrazione nella stessa azienda: se quei periodi superano la prova del livello, la prova non si può prevedere; se sono più brevi, la prova si riduce della stessa misura.

    Durata ridotta: chi ne ha diritto

    Il periodo di prova è ridotto (da 1 mese e mezzo a 1 mese, da 3 a 2 mesi, da 6 a 3 mesi) nei seguenti casi:

    1. Esperienza pregressa con identiche mansioni: il lavoratore ha prestato servizio con identiche mansioni per almeno un biennio presso altre aziende. Il CCNL non pone un limite di tempo entro cui il biennio deve essersi svolto.
    2. Apprendistato completato: chi ha portato a termine il periodo di apprendistato professionalizzante per la stessa qualifica professionale presso un’altra azienda del settore.

    Per avere la riduzione il lavoratore deve presentare all’azienda, al momento dell’assunzione, gli attestati o i certificati di lavoro che documentano compiti e funzioni svolti nelle occupazioni precedenti.

    Recesso durante il periodo di prova

    Durante la prova entrambe le parti possono recedere liberamente, senza obbligo di motivazione e senza preavviso né indennità sostitutiva. Il rapporto cessa nel momento della comunicazione del recesso.

    Limiti al recesso datoriale durante la prova:

    • Il recesso non può essere discriminatorio (sesso, religione, opinioni politiche, appartenenza sindacale).
    • Il recesso non può essere ritorsivo (es. per aver denunciato molestie o irregolarità).
    • Se il recesso avviene quando il lavoratore non ha potuto svolgere la prova (es. è stato in malattia tutto il periodo), può essere contestato.

    Se il rapporto cessa durante la prova o alla sua fine, l’azienda paga il solo periodo di servizio prestato (art. 2).

    Conferma o cessazione al termine della prova

    Se al termine del periodo di prova nessuna delle parti recede, il rapporto si considera automaticamente confermato a tempo indeterminato. Non è necessaria alcuna comunicazione esplicita di conferma.

    Dopo il superamento della prova:

    • L’anzianità di servizio decorre a tutti gli effetti dal giorno dell’assunzione (art. 2).
    • Si applicano tutte le tutele del CCNL e dello Statuto dei Lavoratori.
    • Eventuali successivi licenziamenti seguono le regole ordinarie (giusta causa, giustificato motivo, preavviso).

    Casi pratici

    Tizio – Prima assunzione, prova piena
    Tizio è assunto al livello C3 senza esperienza precedente nella stessa mansione. Il periodo di prova è di 3 mesi pieni (durata ordinaria). Il contratto firmato il 1° febbraio 2026 prevede prova fino al 30 aprile. Se Tizio supera la prova senza ricevere recesso, dal 1° maggio è confermato a tempo indeterminato senza ulteriori formalità.
    Caia – Esperienza pregressa, prova ridotta
    Caia ha lavorato come impiegata tecnica B1 per 3 anni in un’altra azienda metalmeccanica con le stesse mansioni. Viene assunta sempre come B1: la prova massima scende da 3 a 2 mesi, a condizione che consegni all’assunzione il certificato di lavoro della precedente azienda.
    Mevio – Da tempo determinato a indeterminato
    Mevio ha lavorato 4 mesi a termine come C2 e dopo due mesi viene riassunto a tempo indeterminato nello stesso livello e con le stesse mansioni. Poiché 4 mesi superano la prova di 3 mesi del C2, nel nuovo contratto la prova non si può prevedere.
    Sempronio – Recesso del datore durante la prova
    Sempronio (D2) è in prova da 25 giorni quando il datore gli comunica recesso per «mancato superamento della prova». Sempronio sospetta sia un recesso ritorsivo dopo aver segnalato un’irregolarità sulla sicurezza. Si rivolge al sindacato che valuta un ricorso al Giudice del Lavoro per nullità del recesso (la prova non può coprire motivazioni discriminatorie o ritorsive).

    Domande frequenti

    Quanto dura il periodo di prova nel CCNL Metalmeccanici?
    Da 1 mese e mezzo a 6 mesi secondo il livello: 1 mese e mezzo per D1, D2 e C1; 3 mesi per C2, C3 e B1; 6 mesi per B2, B3 e A1. Con un biennio di identiche mansioni in altre aziende o l’apprendistato completato scende a 1, 2 o 3 mesi.
    Il periodo di prova deve essere scritto?
    Sì. La prova deve risultare dalla lettera di assunzione, firmata prima o all’inizio del lavoro (art. 2096 c.c.). Senza forma scritta il patto è nullo e l’assunzione è definitiva dal primo giorno.
    Posso essere licenziato senza motivo durante la prova?
    Sì, durante la prova il recesso è libero senza obbligo di motivazione e senza preavviso. Restano però vietati i recessi discriminatori o ritorsivi, che sono nulli e impugnabili.
    La malattia interrompe il periodo di prova?
    La sospende: per il CCNL chi si ammala o si infortuna completa la prova se rientra entro tre mesi, e per la legge malattia, infortunio e congedi obbligatori di maternità o paternità prolungano la prova della durata dell’assenza (art. 7 D.Lgs. 104/2022).
    Se ho già lavorato come C3 in un'altra azienda, la prova è ridotta?
    Sì, se hai prestato servizio con identiche mansioni per almeno un biennio in altre aziende: per il C3 la prova massima scende da 3 a 2 mesi. Devi consegnare all’assunzione attestati o certificati di lavoro.
    Quanto dura il periodo di prova in un contratto a tempo determinato?
    La legge la rende proporzionale: un giorno di effettiva prestazione ogni 15 di calendario, da 2 a 15 giorni per contratti fino a 6 mesi e fino a 30 giorni per quelli tra 6 e 12 mesi, salvo regole collettive più favorevoli. Se si è già lavorato a termine nella stessa azienda per le stesse mansioni, la prova si riduce o non si può prevedere.
    Il periodo di prova si può prorogare?
    No. Il CCNL vieta la protrazione e il rinnovo della prova; l’unica eccezione è il completamento dopo malattia o infortunio, se il lavoratore rientra entro tre mesi.
    Cosa succede dopo il periodo di prova?
    Se nessuno recede, l’assunzione diventa definitiva senza bisogno di comunicazioni e l’anzianità decorre dal giorno dell’assunzione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e comporto, carenza e indennità.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Nel CCNL Metalmeccanici Industria, durante i 5 mesi di congedo di maternità, l’azienda integra l’indennità INPS dell’80% fino all’intera retribuzione globale (art. 4, Sez. IV, Tit. VI). Il congedo parentale (6 mesi per genitore, 7 per il padre che ne fa almeno 3, 10 o 11 in tutto) si usa entro i 14 anni del figlio ed è indennizzato dall’INPS: 3 mesi all’80% entro i 6 anni, il resto al 30%. Dal 2026 il rinnovo aggiunge 3 giorni l’anno di permesso all’80% per la malattia dei figli fino a 4 anni.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Tabella riepilogativa

    Maternità, paternità e congedi parentali – Retribuzione
    Tipologia Durata Indennità INPS Integrazione datore Totale
    Maternità obbligatoria 5 mesi (2+3 o 1+4) 80% +20% 100%
    Paternità obbligatoria 10 giorni lavorativi 100% – 100%
    Congedo parentale indennizzato (entro i 14 anni) 9 mesi in tutto: 3 per genitore non trasferibili + 3 alternativi 30%; 3 mesi all’80% entro i 6 anni, in alternativa tra i genitori – 30% (80% per 3 mesi)
    Malattia del figlio fino a 4 anni (dal 2026) 3 giorni l’anno – 80% del trattamento netto 80%
    Congedo parentale oltre i 9 mesi indennizzati fino a 10 mesi (11 se il padre ne usa almeno 3), entro i 14 anni del figlio 30% solo con reddito individuale sotto 2,5 volte il minimo INPS – 30%
    Allattamento (riposi) 2 ore/giorno fino a 1 anno 100% INPS – 100%

    Maternità obbligatoria

    La maternità obbligatoria dura 5 mesi, di norma 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo. È ammessa la flessibilità “1+4” (un mese prima e 4 dopo) o “0+5” (tutti dopo il parto) previa attestazione medica di non rischio per la gravidanza.

    L’INPS eroga un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Il CCNL Metalmeccanici Industria prevede che il datore di lavoro integri al 100% la retribuzione, mantenendo continuità reddituale per la lavoratrice.

    Durante la maternità obbligatoria maturano regolarmente ferie, ROL, tredicesima e TFR.

    Paternità obbligatoria

    Il padre lavoratore ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio (D.Lgs. 105/2022), fruibili dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi. L’indennità è del 100% a carico INPS, anticipata dal datore di lavoro.

    Il congedo va richiesto al datore con preavviso di almeno 5 giorni e va comunicato anche all’INPS.

    Congedo parentale facoltativo

    Il congedo parentale è un periodo aggiuntivo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori, fruibile fino al 14° anno di età del figlio. Il limite massimo è di 10 mesi cumulativi tra i due genitori (elevabile a 11 se il padre fruisce di almeno 3 mesi continuativi).

    Singole spettanze:

    • Madre lavoratrice: fino a 6 mesi continuativi o frazionati
    • Padre lavoratore: fino a 6 mesi continuativi o frazionati, elevabili a 7 se almeno 3 mesi continuativi
    • Genitore solo: fino a 11 mesi

    L’indennità INPS è del 30% della retribuzione per 9 mesi complessivi (3 per genitore non trasferibili e 3 alternativi); 3 di questi mesi sono pagati all’80% se fruiti entro i 6 anni del figlio, in alternativa tra i genitori (art. 34 D.Lgs. 151/2001). Il CCNL non prevede un’integrazione aziendale del congedo parentale; il rinnovo del 22 novembre 2025 ha introdotto, dal 2026, 3 giorni l’anno di permesso per la malattia dei figli fino a 4 anni, pagati dall’azienda all’80% del trattamento netto.

    Allattamento e permessi giornalieri

    Durante il primo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre ha diritto a 2 ore di permesso giornaliero retribuito per allattamento (riposi orari ex art. 39 D.Lgs. 151/2001). Se l’orario è inferiore a 6 ore, il permesso è di 1 ora.

    I permessi sono pagati al 100% dall’INPS e anticipati dal datore di lavoro. Se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, il padre può fruire dei permessi al posto della madre.

    Tutela del rapporto e rientro

    Durante la maternità obbligatoria e fino al compimento di 1 anno di età del bambino vige il divieto assoluto di licenziamento (salvo causa di forza maggiore o cessazione dell’attività). Il licenziamento intimato in questo periodo è nullo di diritto.

    Al rientro dal congedo, la lavoratrice ha diritto alle stesse mansioni precedenti o a mansioni equivalenti, nello stesso livello di inquadramento. Eventuali trasferimenti devono essere consensuali.

    Casi pratici

    Tizia – Maternità obbligatoria completa
    Tizia (C3, retribuzione 2.211 €) entra in maternità il 1° marzo 2026. Per 5 mesi percepisce l’80% INPS (~1.769 €) integrato dal datore al 100% (2.211 €). Durante questo periodo matura regolarmente ferie, ROL, 13ª e TFR. Al rientro è reintegrata nelle stesse mansioni.
    Caia e Caio – Congedo parentale alternato
    Caia (B1) usa 3 mesi di congedo parentale dopo la maternità obbligatoria. Indennità INPS: 80% della retribuzione se sono tra i 3 mesi indennizzati all’80% entro i 6 anni del figlio, altrimenti 30%; il CCNL non aggiunge integrazioni. Caio (il marito, B2) fruisce di 3 mesi continuativi: avendo raggiunto la soglia di almeno tre mesi (continuativi o frazionati), la sua spettanza totale sale a 7 mesi (invece di 6).
    Sempronia – Riposi per allattamento
    Sempronia (D2) rientra al lavoro dopo 5 mesi di maternità. Suo figlio ha 5 mesi. Per i prossimi 7 mesi (fino al primo compleanno) ha diritto a 2 ore/giorno di permesso retribuito per allattamento. Sceglie di concentrarle a fine turno, uscendo alle 16:00 invece che alle 18:00. La retribuzione resta piena.

    Domande frequenti

    Quanto dura la maternità obbligatoria?
    5 mesi totali: di norma 2 mesi prima del parto e 3 dopo. È possibile la flessibilità “1+4” o anche “0+5” con attestazione medica di non rischio.
    Quanto prendo durante la maternità?
    100% della retribuzione: 80% INPS + 20% integrazione del datore di lavoro previsti dal CCNL Metalmeccanici Industria. Il pagamento è continuativo, anticipato dal datore.
    Posso essere licenziata se sono incinta?
    No. Dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento di 1 anno di età del bambino vige divieto assoluto di licenziamento, salvo causa di forza maggiore. Il licenziamento intimato è nullo.
    Quanti giorni di paternità obbligatoria?
    10 giorni lavorativi al 100% INPS, fruibili nei 2 mesi prima e nei 5 mesi dopo la data del parto. Vanno richiesti al datore con preavviso di 5 giorni.
    Come funziona il congedo parentale?
    Ogni genitore ha 6 mesi (7 il padre che ne fa almeno 3), 10 in tutto o 11, fino ai 14 anni del figlio. L’INPS paga il 30% per 9 mesi complessivi, di cui 3 all’80% se fruiti entro i 6 anni; il CCNL non integra, ma dal 2026 dà 3 giorni l’anno all’80% per la malattia dei figli fino a 4 anni.
    I riposi per allattamento sono retribuiti?
    Sì, al 100% a carico INPS. Sono 2 ore al giorno se il turno è di almeno 6 ore, 1 ora se inferiore. Validi fino al compimento di 1 anno del bambino. Possono essere fruiti anche dal padre se la madre lavora.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici 5/2/2021 (artt. 4 e 5, Sez. IV, Tit. VI) · accordo di rinnovo 22/11/2025 · D.Lgs. 151/2001, art. 27-bis · art. 34. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria, comporto, carenza e indennità e durata per livello e recesso.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Malattia e infortunio nel CCNL Metalmeccanici Industria: comporto, carenza e indennità

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Nel CCNL Metalmeccanici Industria il posto si conserva per 183, 274 o 365 giorni secondo l’anzianità (comporto breve), che salgono a 274, 411 o 548 giorni nei casi di malattia lunga (comporto prolungato). La retribuzione è intera per 122, 153 o 214 giorni e poi all’80%. Dalla quarta assenza breve nell’anno i primi tre giorni sono pagati al 66%, dalla quinta al 50%. Dal 2026 i lavoratori con disabilità certificata hanno 30-60 giorni in più. L’infortunio sul lavoro ha regole diverse: il posto si conserva fino alla guarigione clinica.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025 (ipotesi di accordo per il 2025-2028; testo base del 5 febbraio 2021)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    1.743.897 lavoratori in 63.454 aziende (archivio CNEL, codice C011)

    Tabella riepilogativa

    Periodo di comporto e trattamento economico per anzianità
    Anzianità Comporto totale 100% retribuzione 80% retribuzione
    Fino a 3 anni 183 giorni 122 giorni 61 giorni
    Da 3 a 6 anni 274 giorni 153 giorni 121 giorni
    Oltre 6 anni 365 giorni 214 giorni 151 giorni

    Calcolo: il comporto si valuta sommando le assenze per malattia nei 3 anni precedenti l’ultimo episodio morboso. Il trattamento economico riparte da capo se la nuova malattia arriva dopo 61 giorni di calendario dalla ripresa del lavoro.

    Comporto prolungato

    Il comporto sale a 274 giorni (fino a 3 anni di anzianità), 411 giorni (da 3 a 6 anni) e 548 giorni (oltre 6 anni) quando c’è una malattia continuativa (al massimo con un’unica ripresa del lavoro non superiore a 61 giorni), quando ci sono state almeno due malattie di 91 giorni o più ciascuna, o quando alla scadenza del comporto breve è in corso una malattia di almeno 91 giorni.

    Cos'è il comporto

    Il periodo di comporto è il tempo massimo in cui il lavoratore assente per malattia o infortunio non sul lavoro conserva il diritto al posto. Superato il comporto, il datore di lavoro può recedere dal contratto per superamento del periodo di conservazione del posto (non un licenziamento per giusta causa: serve comunque comunicazione formale e preavviso).

    Il CCNL Metalmeccanici Industria distingue il comporto in tre fasce in base all’anzianità di servizio. Quello della tabella è il comporto breve: si sommano tutte le assenze per malattia dei 3 anni precedenti l’ultimo episodio.

    I primi tre giorni

    I primi 3 giorni di malattia (carenza) non sono indennizzati dall’INPS e li paga il datore con la retribuzione piena. C’è però un limite per le assenze brevi ripetute: se nell’anno (1° gennaio-31 dicembre) ci sono state più di 3 assenze di non oltre 5 giorni, i primi tre giorni della quarta assenza breve sono pagati al 66% e quelli della quinta e successive al 50%. Sono esclusi i ricoveri (anche in day hospital), le malattie in gravidanza e alcune patologie gravi indicate dal contratto.

    Dal quarto giorno interviene l’INPS (50% fino al 20° giorno, 66,66% dal 21° al 180°), integrata dal datore fino alla retribuzione prevista dal contratto.

    Retribuzione durante la malattia

    Il trattamento economico complessivo durante la malattia è una combinazione di indennità INPS + integrazione del datore di lavoro:

    • Primi 3 giorni (carenza): a carico del datore, al 100% (66% o 50% dalla quarta assenza breve dell’anno).
    • Ricovero ospedaliero oltre 10 giorni: retribuzione intera per i giorni di ricovero, fino a 61 giorni in più rispetto alla tabella.
    • Dal 4° giorno al 122°/153°/214° (in base all’anzianità): 100% retribuzione, ottenuta sommando indennità INPS + integrazione datoriale.
    • Periodo successivo fino al limite del comporto: 80% della retribuzione.
    • Oltre il comporto: nessuna retribuzione, sospensione del rapporto. Il datore può recedere.

    Novità 2026 per i lavoratori con disabilità

    Dal 1° gennaio 2026, ai lavoratori con disabilità certificata (D.Lgs. 62/2024, L. 104/1992, L. 68/1999), al superamento del comporto breve o prolungato spettano altri giorni di conservazione del posto, con un’integrazione del datore fino all’80% della retribuzione:

    • +30 giorni per anzianità fino a 3 anni
    • +45 giorni per anzianità da 3 a 6 anni
    • +60 giorni per anzianità oltre 6 anni

    Separatamente, per la legge 106/2025 chi ha una malattia oncologica o una malattia invalidante o cronica con invalidità di almeno il 74% ha 10 ore annue di permesso per visite e cure e può chiedere un congedo non retribuito fino a 24 mesi, conservando il posto.

    Infortunio sul lavoro: trattamento economico e conservazione del posto

    L’infortunio sul lavoro e la malattia professionale hanno una disciplina propria (art. 1, Sez. quarta, Titolo VI, CCNL Federmeccanica 5 febbraio 2021). Il comporto breve e prolungato dell’art. 2 non si applica: il posto si conserva, in caso di infortunio, fino alla guarigione clinica comprovata dal certificato definitivo dell’Istituto assicuratore e, in caso di malattia professionale, per il periodo in cui il lavoratore percepisce l’indennità per inabilità temporanea.

    • Il lavoratore infortunato ha diritto all’intera retribuzione per la prima giornata in cui abbandona il lavoro.
    • Le aziende integrano quanto il lavoratore percepisce dall’INAIL fino al normale trattamento economico complessivo netto, nei limiti di durata del comporto breve; oltre, spetta il normale trattamento assicurativo.
    • Non si cumulano trattamento contrattuale e assicurativo: al lavoratore spetta il più favorevole.
    • L’infortunio sul lavoro sospende il decorso del preavviso in caso di licenziamento.
    • Se la prosecuzione dell’infermità non consente di riprendere servizio, il lavoratore può risolvere il rapporto con diritto al solo TFR; se non lo fa e l’azienda non licenzia, il rapporto resta sospeso.

    L’indennità INAIL copre il 60% della retribuzione dal 4° al 90° giorno e il 75% dal 91° in poi.

    Comunicazione, certificato e reperibilità in malattia

    Secondo l’art. 2 (CCNL Federmeccanica 5 febbraio 2021), il lavoratore deve avvertire l’azienda entro il primo giorno di assenza (fine turno) e inviare entro il secondo giorno il protocollo del certificato medico; anche la prosecuzione della malattia va comunicata con le stesse modalità. Senza comunicazione, salvo giustificato impedimento, l’assenza è ingiustificata. Il lavoratore deve essere reperibile al domicilio comunicato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni, compresi domeniche e festivi (o nelle diverse fasce stabilite da disposizioni legislative o amministrative), con le eccezioni per le necessità legate alla malattia o per gravi motivi familiari comunicati prima.

    Malattia durante le ferie

    La malattia insorta durante le ferie consecutive sospende la fruizione se comporta un ricovero ospedaliero (per la durata del ricovero) o se la prognosi supera sette giorni di calendario, a condizione che il lavoratore assolva gli obblighi di comunicazione e certificazione (art. 2).

    Aspettativa dopo il comporto

    Al superamento del comporto il lavoratore può chiedere per iscritto l’aspettativa per malattia, continuativa e non frazionabile, fino a 24 mesi per una sola volta nel triennio di riferimento, senza retribuzione né decorrenza dell’anzianità. Per le patologie gravi che richiedono terapie salvavita l’aspettativa può essere fruita anche in modo frazionato. Con più di 8 anni di anzianità si può chiedere l’anticipazione del TFR. Decorsa l’aspettativa senza ripresa del servizio, l’azienda può risolvere il rapporto.

    Novità del rinnovo 2025-2028: malattia dei figli

    Dal 1° gennaio 2026 sono previsti tre giorni di permesso annui per le malattie dei figli fino a quattro anni, con indennità a carico dell’azienda pari all’80% del normale trattamento economico complessivo netto (sintesi del rinnovo 2025-2028, analisi EC News).

    Casi pratici

    Tizio – Influenza di 5 giorni
    Tizio (C3, 4 anni di anzianità) ha un’influenza con prognosi 5 giorni. I primi 3 giorni (carenza) sono pagati al 100% dal datore. I giorni 4 e 5 sono coperti dall’INPS (50%) integrato dal datore fino al 100%. Tizio percepisce la retribuzione piena per tutti i 5 giorni.
    Caia – Patologia lunga con anzianità
    Caia (B2, 8 anni di anzianità) ha una patologia che la tiene a casa 250 giorni nell’anno. Anzianità >6 anni: comporto 365 gg. Per i primi 214 giorni percepisce il 100% (INPS + integrazione). Dal 215° al 250° giorno percepisce l’80% della retribuzione. Conserva il posto.
    Sempronio – Superamento del comporto
    Sempronio (D2, 2 anni di anzianità) accumula 200 giorni di malattia nei 36 mesi precedenti. Comporto fascia <3 anni: 183 giorni. Superato il comporto, il datore di lavoro gli comunica formalmente il recesso per superamento del periodo di conservazione del posto. Riceve TFR e indennità di preavviso (sostitutiva).

    Domande frequenti

    Come si calcola il comporto?
    Si sommano tutti i giorni di assenza per malattia (anche per patologie diverse) nei 36 mesi precedenti all’ultimo episodio. Se la somma supera la fascia prevista per l’anzianità, scatta il superamento.
    Chi paga i primi 3 giorni di malattia?
    Il datore di lavoro, di regola al 100%. Dalla quarta assenza breve (fino a 5 giorni) nello stesso anno i primi tre giorni sono pagati al 66%, dalla quinta al 50%. L’INPS interviene dal quarto giorno.
    Quanto prendo se sono malato?
    Per i giorni coperti al 100% (primi 122/153/214 giorni in base all’anzianità) la retribuzione è piena. Dopo questo periodo si scende all’80% fino al limite del comporto.
    Posso essere licenziato in malattia?
    No, durante il periodo di comporto sei tutelato. Superato il comporto, il datore può recedere con un atto formale (non automatico): deve comunicare il superamento e concedere il preavviso o la relativa indennità sostitutiva.
    Cosa devo fare se sono malato?
    Avvertire l’azienda entro il primo giorno di assenza e inviare entro il secondo giorno il protocollo del certificato medico telematico, che il medico curante trasmette all’INPS (art. 2).
    Quali sono le fasce di reperibilità in malattia?
    Dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni compresi i festivi, nel domicilio comunicato, salvo le diverse fasce stabilite da norme legislative o amministrative.
    Come è trattato l’infortunio sul lavoro nel CCNL?
    Il posto si conserva fino alla guarigione clinica; la prima giornata è pagata per intero e l’azienda integra l’indennità INAIL fino al netto, nei limiti del comporto breve (art. 1).
    Cosa cambia per i lavoratori con disabilità?
    Dal 1° gennaio 2026 chi ha una disabilità certificata ha 30, 45 o 60 giorni in più di conservazione del posto secondo l’anzianità, con integrazione all’80%. Es. oltre 6 anni di anzianità: 365 + 60 = 425 giorni nel comporto breve. Chi ha una malattia oncologica o invalidante con invalidità di almeno il 74% ha inoltre 10 ore annue di permesso e un congedo fino a 24 mesi (L. 106/2025).

    Fonti: CCNL Metalmeccanici, Sez. IV Tit. VI art. 2 — Malattia. Testo integrale: CCNL Federmeccanica 5 febbraio 2021 (Sez. quarta, Titolo VI, artt. 1-2); rinnovo 2025: sintesi del rinnovo 2025-2028. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e durata per livello e recesso.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Ferie, permessi e ROL nel CCNL Metalmeccanici Industria: quanti giorni spettano

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il CCNL Metalmeccanici Industria riconosce 4 settimane di ferie l’anno, con un giorno in più oltre i 10 anni di anzianità e una settimana in più oltre i 18. In aggiunta spettano 13 permessi annui retribuiti (PAR) da 8 ore, 104 ore in tutto, di cui 72 di riduzione d’orario e 32 per le festività abolite (124 ore nel settore siderurgico). I PAR non goduti restano in un conto ore per altri 24 mesi e poi vengono pagati.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Quanto spetta: il quadro

    Ferie e permessi annui retribuiti (artt. 10 e 5 del CCNL)
    Voce Spettanza annua Note
    Ferie 4 settimane 20 giorni su 5 giorni lavorativi a settimana, 24 su 6
    Ferie oltre 10 e fino a 18 anni 4 settimane + 1 giorno anzianità di servizio nella stessa azienda
    Ferie oltre 18 anni 5 settimane una settimana in più rispetto alla misura base
    PAR (permessi annui retribuiti) 104 ore (13 permessi da 8 ore) 72 ore ex riduzione d’orario + 32 ore per le festività abolite
    PAR nel settore siderurgico 124 ore (15,5 permessi da 8 ore) 92 ore di riduzione d’orario + 32 per le festività abolite
    Turnisti su 15 o più turni settimanali con notte + 8 ore per i siderurgici il permesso è monetizzato con la tredicesima
    Turnisti su 18 o più turni con notte + 4 ore dal 1° gennaio 2027 novità del rinnovo 2025, settori non siderurgici
    Turnisti su 21 turni con notte + 4 ore dal 1° gennaio 2028 novità del rinnovo 2025, settori non siderurgici

    Nel metalmeccanico PAR e ROL sono la stessa cosa: il contratto ha riunito le vecchie ore di riduzione d’orario (ROL) e quelle per le ex festività in un unico monte di permessi annui retribuiti. Chi in busta paga legge «ROL» e «ex festività» separati trova le stesse 104 ore divise in 72 + 32.

    Ferie: 4 settimane più l’anzianità

    Ogni anno di servizio fa maturare 4 settimane di ferie retribuite. Ogni settimana vale 5 o 6 giorni lavorativi secondo come è distribuito l’orario: chi lavora dal lunedì al venerdì ha 20 giorni, chi lavora su sei giorni ne ha 24.

    L’anzianità aggiunge poco e tardi: un giorno in più per chi supera i 10 anni di servizio e fino ai 18 compiuti, una settimana in più oltre i 18 anni. Per chi era in forza al 31 dicembre 2007 con la vecchia disciplina degli operai, l’anzianità utile per questi giorni aggiuntivi si conta dal 1° gennaio 2008; a questi lavoratori spetta comunque un giorno in più con 10 anni di anzianità aziendale e 55 anni di età.

    Chi non ha maturato l’intero anno ha diritto a un dodicesimo delle ferie per ogni mese di servizio; la frazione di mese oltre i 15 giorni conta come mese intero. Le festività che cadono durante le ferie non si contano come ferie e allungano il periodo. Il periodo di preavviso non può essere considerato ferie.

    Le ferie sono pagate con la retribuzione globale di fatto e non si possono sostituire con denaro finché il rapporto continua: la rinuncia, anche tacita, non è ammessa. L’indennità per ferie non godute spetta solo alla cessazione. Per legge almeno 2 settimane vanno godute nell’anno di maturazione e le altre entro i 18 mesi successivi (art. 10 D.Lgs. 66/2003).

    Quante ore di ferie e permessi si maturano al mese e in un anno

    Con l’orario normale di 40 ore su 5 giorni, le 4 settimane di ferie valgono 160 ore l’anno e i PAR 104 ore: in tutto 264 ore retribuite di assenza, cioè 22 ore al mese. Sono ore pagate: chi prende un mese intero tra ferie e PAR riceve lo stipendio normale, perché le ferie sono retribuite con la retribuzione globale di fatto e i PAR sono permessi retribuiti.

    Ferie e PAR maturati, orario di 40 ore su 5 giorni (settori non siderurgici)
    Anzianità di servizio Ferie l’anno PAR l’anno Totale l’anno Al mese
    Fino a 10 anni 20 giorni (160 ore) 104 ore 264 ore 22 ore (13 h 20′ di ferie + 8 h 40′ di PAR)
    Oltre 10 e fino a 18 anni 21 giorni (168 ore) 104 ore 272 ore 22 h 40′
    Oltre 18 anni 25 giorni (200 ore) 104 ore 304 ore 25 h 20′

    Calcolo sui valori degli artt. 5 e 10 del contratto. Nel siderurgico i PAR sono 124 ore (totale 284 ore fino a 10 anni). I turnisti su 15 o più turni con notte aggiungono 8 ore; da gennaio 2027 e 2028 si aggiungono i permessi per 18 e 21 turni. Con orario su 6 giorni le ferie sono 24 giorni, ma le ore restano le stesse.

    Part-time. Il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti del collega a tempo pieno, con trattamento riproporzionato alla prestazione (art. 7 D.Lgs. 81/2015): le ore di PAR si riducono in proporzione all’orario, mentre le ferie restano di 4 settimane: il loro valore in giorni o in ore dipende da come è distribuito l’orario ridotto (orizzontale o verticale). Il contratto nazionale non fissa una tabella per il part-time: il conteggio applicato si legge nel cedolino e negli eventuali accordi aziendali.

    Ferie collettive e chi decide il periodo

    Nel metalmeccanico le ferie hanno di norma carattere collettivo, per stabilimento, reparto o scaglione. Il periodo di ferie collettive consecutive non può superare 3 settimane, salvo intese aziendali diverse. Lo fissa la direzione dopo un esame congiunto in azienda, tenendo conto dei desideri dei lavoratori compatibilmente con le esigenze produttive.

    PAR: come si usano

    I 13 permessi maturano in proporzione al servizio: 104 ore diviso 12, cioè 8 ore e 40 minuti al mese. Una parte, fino a un massimo di 7 permessi, può essere destinata alla fruizione collettiva (ad esempio ponti o chiusure di reparto), dopo un esame congiunto con la RSU che si svolge di norma entro settembre. Gli altri sono a disposizione del singolo lavoratore:

    • si chiedono con almeno 7 giorni di preavviso, nel limite del 6% di assenze contemporanee a questo titolo nel turno;
    • senza rispettare i 7 giorni si possono usare per lutti familiari, malattie improvvise di familiari di primo grado e, al massimo 3 volte l’anno, per rilevanti eventi imprevisti: si avvisa l’azienda entro due ore dall’inizio del turno e si documenta entro cinque giorni dal rientro;
    • in caso di lutto i giorni di permesso vanno usati entro 15 giorni dal decesso (30 giorni per i lavoratori extracomunitari), avvisando l’azienda dei giorni che si intendono prendere;
    • chi non lavora su turni avvicendati può usarli anche a gruppi di 2 ore, salvo diverse regole aziendali.

    PAR non goduti: il conto ore

    I permessi non usati entro l’anno non si perdono: confluiscono in un conto ore individuale per altri 24 mesi. Nel primo trimestre del secondo anno l’azienda può chiedere al lavoratore di programmare entro il 30 giugno quelli in scadenza; se il lavoratore non lo fa, può programmarli l’azienda nei sei mesi residui. Le ore ancora accantonate alla fine dei 24 mesi vengono pagate con la retribuzione in atto alla scadenza.

    Casi pratici

    Tizio – 12 anni di anzianità
    Tizio lavora nella stessa azienda dal 2014, dal lunedì al venerdì. Avendo superato i 10 anni ma non i 18, ha diritto a 4 settimane più un giorno: 21 giorni lavorativi di ferie l’anno, non 25. La quinta settimana piena arriverà solo dopo i 18 anni di servizio.
    Caia – Emergenza familiare
    Caia (B1) riceve alle 6 la notizia del ricovero d’urgenza del padre. Avvisa l’azienda entro due ore dall’inizio del turno e usa 16 ore dei suoi PAR individuali senza il preavviso di 7 giorni, perché si tratta di un evento morboso improvviso di un familiare di primo grado. Entro cinque giorni dal rientro consegna la documentazione. Le ore sono retribuite perché sono PAR: non sono permessi aggiuntivi.
    Sempronio – PAR accumulati
    Sempronio a fine 2025 ha 40 ore di PAR non godute. Passano nel conto ore e può usarle fino a fine 2027. Se a inizio 2027 l’azienda gli chiede di programmarle e lui non lo fa, sarà l’azienda a collocarle nella seconda metà dell’anno; quelle eventualmente rimaste alla scadenza gli saranno pagate.

    Domande frequenti

    Quante ferie spettano nel CCNL Metalmeccanici?
    4 settimane l’anno: 20 giorni lavorativi con l’orario su 5 giorni, 24 su 6. Oltre i 10 anni di anzianità si aggiunge un giorno; oltre i 18 anni una settimana.
    Dopo 10 anni si ha diritto a 5 settimane di ferie?
    No. Oltre i 10 anni e fino ai 18 compiuti spetta un solo giorno in più rispetto alle 4 settimane. La quinta settimana piena spetta oltre i 18 anni di anzianità di servizio.
    Quante ore di PAR (o ROL) spettano?
    104 ore l’anno, cioè 13 permessi da 8 ore: 72 ore di riduzione d’orario e 32 ore per le festività abolite. Nel settore siderurgico sono 124. I turnisti su 15 o più turni settimanali con notte hanno 8 ore in più. Il monte non dipende dal numero di dipendenti dell’azienda.
    I PAR non goduti si perdono o si pagano?
    Non si perdono: passano in un conto ore individuale per altri 24 mesi. Alla fine dei 24 mesi le ore ancora accantonate vengono pagate con la retribuzione in atto in quel momento.
    Si possono prendere i PAR senza preavviso?
    Di norma servono 7 giorni di preavviso. Senza preavviso si possono usare per lutti, malattie improvvise di familiari di primo grado e, fino a 3 volte l’anno, per rilevanti eventi imprevisti, avvisando entro due ore dall’inizio del turno e documentando entro cinque giorni.
    Posso farmi pagare le ferie invece di goderle?
    No, finché il rapporto continua. Il CCNL esclude la rinuncia e la sostituzione con un’indennità; le ferie non godute si pagano solo alla cessazione, con la retribuzione giornaliera globale di fatto.
    Si possono prendere 4 settimane di ferie di fila nel metalmeccanico?
    Le ferie collettive consecutive non possono superare 3 settimane, salvo intese aziendali. Per legge il lavoratore può chiedere che almeno 2 settimane siano consecutive nell’anno di maturazione (art. 10 D.Lgs. 66/2003); un periodo più lungo, unendo ferie residue e PAR, va concordato con l’azienda.
    In busta paga trovo ROL ed ex festività separati: che differenza c’è?
    Nessuna nella sostanza: sono le due componenti dei 104 ore di PAR, 72 ore ex riduzione d’orario (ROL) e 32 ore per le festività abolite. Alcuni cedolini le tengono distinte, ma si usano e si pagano con le stesse regole.
    Quante ore di ferie e permessi maturano ogni mese?
    Con 40 ore su 5 giorni: 13 ore e 20 minuti di ferie e 8 ore e 40 minuti di PAR, cioè 22 ore al mese e 264 ore l’anno, fino a 10 anni di anzianità.
    Le regole valgono anche per le PMI metalmeccaniche Confapi?
    No. Le piccole e medie industrie associate a Confapi applicano un altro contratto (Unionmeccanica Confapi), con regole proprie: vedi ferie, permessi e ROL nel CCNL Confapi.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici, art. 10 — Ferie · art. 5 — Orario di lavoro e permessi annui retribuiti · art. 10 D.Lgs. 66/2003. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria, comporto, carenza e indennità e durata per livello e recesso.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmeccanici Industria: orario di lavoro, straordinari e maggiorazioni

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Il CCNL Metalmeccanici Industria fissa l’orario normale a 40 ore settimanali. Lo straordinario è contenuto in 2 ore al giorno e 8 a settimana, con un limite di 200 ore annue per lavoratore (250 nelle aziende fino a 200 dipendenti). Le maggiorazioni per chi non lavora a turni vanno dal 25% (prime 2 ore di straordinario) al 75% (straordinario notturno festivo); il turno notturno ordinario è maggiorato del 20% (art. 7, Sez. IV, Tit. III).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Tabella riepilogativa

    Maggiorazioni CCNL Metalmeccanici Industria (art. 7, Sez. IV, Tit. III)
    Tipologia Lavoro non a turni Lavoro a turni
    Straordinario, prime due ore 25% 25%
    Straordinario, ore successive 30% 30%
    Notturno fino alle 22 20% 20% (onnicomprensivo dal 2013)
    Notturno oltre le 22 30% 20% (onnicomprensivo dal 2013)
    Festivo 50% 50%
    Festivo con riposo compensativo 10% 10%
    Straordinario festivo 55% 55%
    Straordinario festivo con riposo compensativo 35% 35%
    Straordinario notturno, prime 2 ore / successive 50% / 50% 40% / 45%
    Notturno festivo 60% 60% (onnicomprensivo dal 2013)
    Notturno festivo con riposo compensativo 35% 35% (onnicomprensivo dal 2013)
    Straordinario notturno festivo 75% 65%
    Straordinario notturno festivo con riposo compensativo 55% 50%

    Le percentuali si applicano alla retribuzione oraria (retribuzione mensile divisa per 173). Per i turnisti delle aziende impiantistiche che coprono le 24 ore, nelle ore dalle 22 alle 6 le tre maggiorazioni onnicomprensive salgono a 25%, 65% e 40%. Il rinnovo del 22 novembre 2025 ha lasciato invariati percentuali e limiti annui.

    Orario settimanale normale

    L’orario di lavoro contrattuale del CCNL Metalmeccanici Industria è di 40 ore settimanali, distribuite di norma su 5 giorni dal lunedì al venerdì (8 ore al giorno). La distribuzione concreta può variare per accordo aziendale: turni avvicendati, settimana corta, orari multiperiodali.

    Il superamento dell’orario settimanale di 40 ore configura lavoro straordinario, soggetto a maggiorazione retributiva. Lo straordinario è in linea di principio facoltativo, ma il CCNL prevede che nessun lavoratore possa rifiutarsi “salvo giustificato motivo”.

    Limiti annuali allo straordinario

    Lo straordinario individuale è soggetto a due limiti distinti:

    • Limite contrattuale CCNL: 200 ore annue per lavoratore; 250 nelle aziende fino a 200 dipendenti e nelle attività di riparazione navale e aeronautica, varo e collaudo a mare; 260 per manutenzione, installazione e montaggi. Lo straordinario resta comunque entro 2 ore al giorno e 8 a settimana (art. 7).
    • Limite di legge (D.Lgs. 66/2003): in assenza di contratto collettivo 250 ore annue; resta fermo il tetto di 48 ore medie settimanali, straordinario compreso.

    Il superamento del limite non rende lo straordinario “non dovuto” (resta retribuito), ma può costituire violazione contrattuale sanzionabile dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

    Riposo compensativo invece del pagamento

    Il lavoratore può richiedere, in alternativa al pagamento delle maggiorazioni, di recuperare le ore di straordinario come riposo. Questo si applica in particolare al lavoro del sabato e domenicale, secondo le modalità definite a livello aziendale. La quota base oraria rimane sempre retribuita; ciò che viene “convertito” in riposo è la sola maggiorazione percentuale.

    Esempio di calcolo straordinario

    Operaio livello C3 con minimo tabellare 2.211,43 €/mese. La retribuzione oraria base si calcola con divisore 173:

    2.211,43 € / 173 = 12,78 €/ora

    Esempio: 10 ore di straordinario feriale diurno in un mese, 2 ore al giorno per 5 giorni (tutte nelle prime due ore, quindi al 25%):

    • Quota base: 10 × 12,78 € = 127,80 €
    • Maggiorazione 25%: 127,80 × 0,25 = 31,95 €
    • Totale lordo straordinario: 159,75 €

    Se invece le stesse 10 ore sono straordinario notturno festivo, per chi non lavora a turni:

    • Quota base: 127,80 €
    • Maggiorazione 75%: 127,80 × 0,75 = 95,85 €
    • Totale lordo: 223,65 €

    Casi pratici

    Tizio – Straordinario su richiesta dell’azienda
    Tizio (C3) resta 4 ore oltre l’orario in un giorno feriale per chiudere un ordine urgente. Le prime 2 ore sono maggiorate del 25%, le altre 2 del 30%: 12,78 € × (2 × 1,25 + 2 × 1,30) = 65,18 € lordi. Tizio può scegliere se incassarle in busta paga oppure accumularle come ore di riposo da fruire in seguito.
    Caia – Turno notturno fisso
    Caia lavora in produzione su 3 turni avvicendati. Quando le tocca il turno notturno (22:00-06:00), riceve la maggiorazione onnicomprensiva del 20% sulle ore del turno (non è straordinario, ma turno notturno ordinario). Su 40 ore mensili di turno notturno: 40 × 12,78 × 0,20 = 102,24 € lordi.
    Sempronio – Rifiuto giustificato
    Sempronio viene convocato per uno straordinario di sabato, ma quel giorno deve accompagnare un familiare a una visita medica programmata. Comunica per iscritto il giustificato motivo. Il datore di lavoro non può sanzionarlo: il CCNL ammette il rifiuto se motivato da ragioni serie (familiari, salute, impegni inderogabili).

    Domande frequenti

    Quante ore di straordinario posso fare al massimo?
    200 ore annue per lavoratore, 250 nelle aziende fino a 200 dipendenti (260 per manutenzione, installazione e montaggi), con un massimo di 2 ore al giorno e 8 a settimana (art. 7). Su base giornaliera il riposo di 11 ore porta il limite legale a 13 ore di lavoro complessive.
    Lo straordinario è obbligatorio?
    In linea di principio è facoltativo, ma il CCNL prevede che non possa essere rifiutato senza giustificato motivo. Sono motivi validi: impegni di cura familiare, salute, formazione, impegni inderogabili documentabili.
    Come si calcola la quota oraria per lo straordinario?
    Si divide il minimo tabellare mensile per 173 (parametro convenzionale che corrisponde a 40 ore × 4,33 settimane). Su questa base si applicano le maggiorazioni percentuali del CCNL.
    La domenica è sempre festiva?
    Ai fini retributivi, sì: il lavoro domenicale ha sempre maggiorazione, sia che dia diritto a riposo compensativo (+10%) sia che non lo dia (+50%). Le festività infrasettimanali (es. 25 aprile, 1° maggio) hanno maggiorazione 50% se lavorate.
    Posso convertire lo straordinario in ore di riposo?
    Sì, per accordo individuale o aziendale. Si può scegliere di accumulare le ore di straordinario in una “banca ore” e fruirle come riposo successivamente. La quota base resta retribuita, viene convertita solo la maggiorazione.
    Cosa succede se l'azienda non paga lo straordinario?
    Il mancato pagamento dello straordinario è inadempimento contrattuale. Il lavoratore può rivolgersi al sindacato, all’Ispettorato del Lavoro o al Giudice del Lavoro. Le somme dovute non vanno in prescrizione fino a 5 anni dal momento del maturato.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici 5/2/2021 (art. 7, Sez. IV, Tit. III) · accordo di rinnovo 22/11/2025. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria e comporto, carenza e indennità.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Metalmeccanici Industria 2026: tabelle retributive e minimi paga per livello

    CCNL Metalmeccanici Industria

    In sintesi

    Dal 1° giugno 2026 il CCNL Metalmeccanici Industria (Federmeccanica-Assistal) fissa minimi tabellari da 1.784,94 € lordi mensili (livello D1) a 2.907,01 € (livello A1), con un aumento di 53,17 € al livello C3. Il rinnovo del 22 novembre 2025 vale 205,32 € al mese al C3 (+9,64%) in quattro tranche: 27,70 € (giugno 2025), 53,17 € (giugno 2026), 59,58 € (giugno 2027) e 64,87 € (giugno 2028). I flexible benefit salgono a 250 € l’anno.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    22 novembre 2025
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
    Platea
    ~1,5 milioni

    Tabelle retributive metalmeccanici 2026: minimi e aumenti per livello

    La tabella riporta, per ciascuno dei nove livelli (da D1 ad A1, con la corrispondenza con le vecchie categorie), il minimo in vigore fino a maggio 2026, l’aumento scattato il 1° giugno 2026 e il nuovo minimo. Sono gli importi comunicati da Fim-Cisl il 15 giugno 2026, dopo che l’ISTAT ha pubblicato il dato dell’inflazione IPCA-NEI del 2025.

    Tabella aumenti e minimi tabellari metalmeccanici dal 1° giugno 2026 (euro lordi mensili)
    Livello Ex livello Minimo fino a maggio 2026 Aumento dal 1° giugno 2026 Minimo dal 1° giugno 2026 Minimo annuo (13 mensilità)
    D1 2ª 1.742,03 € +42,91 € 1.784,94 € 23.204,22 €
    D2 3ª 1.931,78 € +47,59 € 1.979,37 € 25.731,81 €
    C1 3ª Super 1.973,51 € +48,61 € 2.022,12 € 26.287,56 €
    C2 4ª 2.015,24 € +49,64 € 2.064,88 € 26.843,44 €
    C3 5ª 2.158,26 € +53,17 € 2.211,43 € 28.748,59 €
    B1 5ª Super 2.313,34 € +56,99 € 2.370,33 € 30.814,29 €
    B2 6ª 2.481,84 € +61,14 € 2.542,98 € 33.058,74 €
    B3 7ª 2.770,74 € +68,25 € 2.838,99 € 36.906,87 €
    A1 8ª Quadri 2.837,12 € +69,89 € 2.907,01 € 37.791,13 €

    Fonte: Fim-Cisl, nuovi minimi tabellari giugno 2026.

    Nota: i minimi non comprendono gli scatti di anzianità, che si aggiungono in base agli anni di servizio. Importi al lordo di trattenute previdenziali e fiscali. Il minimo annuo è calcolato su 13 mensilità (tredicesima compresa).

    Come si legge la tabella retributiva

    Il minimo tabellare è la retribuzione base mensile garantita dal CCNL al lavoratore inquadrato in un determinato livello. È il punto di partenza della busta paga, a cui si aggiungono altre voci: scatti di anzianità, indennità di funzione, superminimi individuali, premi di risultato, eventuali ore di straordinario e, per chi non ha contrattazione aziendale né superminimo, l’elemento perequativo (485 € con la busta paga di giugno 2026).

    La struttura del CCNL Metalmeccanici Industria 2025-2028 prevede 9 livelli raggruppati in 4 aree: D (ruoli operativi: D1, D2), C (ruoli tecnico-specifici: C1, C2, C3), B (ruoli specialistici e gestionali: B1, B2, B3) e A (gestione del cambiamento e innovazione: A1). Cosa fa chi sta in ciascun livello e come si passa da uno all’altro è spiegato nella scheda sui livelli del CCNL Metalmeccanici. Ogni livello corrisponde alle declaratorie di mansione descritte nel CCNL.

    Aumenti metalmeccanici 2026, 2027 e 2028: le quattro tranche

    Il rinnovo firmato il 22 novembre 2025 da Federmeccanica, Assistal, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil vale 205,32 € al mese al livello C3 (ex 5ª categoria), pari al 9,64%, distribuiti in quattro tranche a giugno di ogni anno:

    Aumenti dei minimi al livello C3 (euro lordi mensili)
    Decorrenza Aumento mensile (C3) Aumento cumulato Stato
    1° giugno 2025 +27,70 € +27,70 € già in busta paga
    1° giugno 2026 +53,17 € +80,87 € in vigore (tabella sopra)
    1° giugno 2027 +59,58 € +140,45 € da erogare
    1° giugno 2028 +64,87 € +205,32 € da erogare

    Gli aumenti degli altri livelli sono proporzionali al parametro di ciascun livello: per giugno 2026 gli importi esatti, da 42,91 € (D1) a 69,89 € (A1), sono nella tabella sopra.

    Perché l’aumento di giugno 2026 è di 53,17 € e non di 41 €

    Ogni giugno le parti confrontano gli aumenti con l’inflazione IPCA-NEI dell’anno precedente, calcolata dall’ISTAT. Per il 2025 l’ISTAT ha comunicato l’1,9%: applicato al C3 avrebbe dato 41,00 € al mese, ma il contratto garantisce 53,17 € (2,46%), cioè 12,17 € oltre l’inflazione. Il rinnovo ha confermato la clausola di salvaguardia introdotta nel 2021: a giugno 2026, con un’inflazione più bassa delle previsioni, è rimasto dovuto l’importo pattuito.

    Quando arriva l’aumento in busta paga

    Ogni tranche decorre dal 1° giugno e quindi compare nella busta paga di giugno, senza bisogno di accordi individuali. Fim-Cisl chiede alle aziende di non assorbire gli aumenti nei superminimi individuali, ma l’assorbimento dipende da come è stato pattuito il superminimo.

    Fonti: Fim-Cisl, rinnovo del 22 novembre 2025 (205,32 € e tranche) · comunicato unitario Fim, Fiom, Uilm del 15 giugno 2026 (IPCA-NEI 1,9%).

    Cosa contiene la busta paga oltre al minimo

    Sul minimo tabellare si stratificano voci aggiuntive:

    • Scatti di anzianità: uno ogni 2 anni di servizio nella stessa azienda o gruppo, fino a un massimo di 5; importo fisso per livello, da 21,59 € (D1) a 40,96 € (B3 e A1) al mese.
    • Indennità contrattuali: trasferta e reperibilità, con importi aggiornati a ogni tranche (dal 1° giugno 2026 la trasferta intera vale 51,29 €, importo corretto con l’errata corrige diffusa da Federmeccanica: nota Assolombarda).
    • Superminimo individuale: importo aggiuntivo concordato con il datore di lavoro, assorbibile o non assorbibile dagli aumenti contrattuali.
    • Indennità per lavoro disagiato: turni notturni, lavoro in linea, postazioni a temperatura elevata.
    • Tredicesima (mensilità aggiuntiva pagata a dicembre, vedi articolo dedicato).
    • Welfare contrattuale: flexible benefit 250 €/anno dal 2026, da erogare entro febbraio (non monetizzabili in busta).
    • Elemento perequativo: 485 € l’anno, pagati con la busta paga di giugno, a chi lavora in aziende senza contrattazione aziendale e non ha superminimi individuali; chi ha un superminimo annuo più basso riceve la differenza.

    Fonti: CCNL Metalmeccanici, art. 6 — Scatti · minimi giugno 2026 · Fim-Cisl, minimi giugno 2026 · Fim-Cisl, rinnovo 2025-2028. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Metalmeccanici Industria, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria, comporto, carenza e indennità e durata per livello e recesso.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio qualificato con anzianità
    Tizio è inquadrato al livello C3 dal 2021. Da giugno 2026 il suo minimo tabellare passa a 2.211,43 € mensili (+53,17 € rispetto a maggio 2026). Avendo maturato 2 scatti di anzianità da 29,64 € ciascuno (importo del C3), la sua retribuzione base sale a 2.270,71 € lordi mensili, oltre eventuali superminimi.
    Caia – Impiegata tecnica al rinnovo
    Caia è impiegata B2 e firma il contratto il 15 giugno 2026, subito dopo l’entrata in vigore della nuova tabella. Il suo minimo tabellare è 2.542,98 € (vs 2.481,84 € di maggio). La differenza di +61,14 €/mese è automatica: il datore di lavoro la applica dal cedolino di giugno senza necessità di firma di un’integrazione.
    Sempronio – Trasferimento da PMI a grande impresa
    Sempronio cambia lavoro a settembre 2026 passando dal CCNL Metalmeccanici PMI Confapi al CCNL Metalmeccanici Industria Federmeccanica. Inquadrato come C1, il suo minimo tabellare ha come nuovo riferimento il minimo tabellare di 2.022,12 € (livello C1), oltre a un miglior pacchetto welfare (Metasalute + flexible benefit 250 €).

    Domande frequenti

    Quando aumentano gli stipendi nel 2026?
    Gli aumenti previsti dal rinnovo decorrono dal 1° giugno 2026 e sono visibili in busta paga di giugno. Per il livello C3 l’aumento è di 53,17 € lordi mensili. Gli importi per gli altri livelli sono proporzionali al parametro retributivo.
    La tabella retributiva è uguale in tutta Italia?
    Sì, il CCNL Metalmeccanici Industria stabilisce minimi tabellari nazionali validi su tutto il territorio. Possono esistere differenze a livello di contrattazione di secondo livello (premi di risultato, accordi aziendali) ma il minimo tabellare è uniforme.
    Cosa succede se il datore paga meno del minimo?
    Il pagamento sotto il minimo tabellare costituisce inadempimento contrattuale. Il lavoratore può rivolgersi alle organizzazioni sindacali o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per una conciliazione, e in subordine al Giudice del Lavoro per la differenza retributiva.
    Cosa sono i superminimi?
    Il superminimo è un importo individuale aggiuntivo al minimo tabellare, concordato con il datore di lavoro. Può essere “assorbibile” (cioè scompare quando ci sono aumenti contrattuali) o “non assorbibile” (rimane stabile e si somma agli aumenti).
    Lo scatto di anzianità quando matura?
    Lo scatto matura ogni 2 anni di servizio presso la stessa azienda o lo stesso gruppo, fino a un massimo di 5 scatti (10 anni), e decorre dal mese successivo al compimento del biennio. L’importo è fisso per livello: 21,59 € (D1), 25,05 € (D2 e C1), 26,75 € (C2), 29,64 € (C3), 32,43 € (B1), 36,41 € (B2), 40,96 € (B3 e A1) al mese.
    Il flexible benefit di 250 € è in busta paga?
    No, il flexible benefit non è erogato in denaro: è un credito da spendere su una piattaforma welfare per beni e servizi (rimborsi medici, istruzione figli, mobilità, ecc.). Il CCNL consente di destinarlo, di anno in anno, al Fondo Cometa o a mètaSalute (art. 17): il rinnovo del 22 novembre 2025 ha cambiato l’importo (250 €) e la scadenza del 2026, non questa regola.
    Quanto è l’aumento dei metalmeccanici a giugno 2026 per il livello B1, C1 o B2?
    Dal 1° giugno 2026: D1 +42,91 €, D2 +47,59 €, C1 +48,61 €, C2 +49,64 €, C3 +53,17 €, B1 +56,99 €, B2 +61,14 €, B3 +68,25 €, A1 +69,89 € lordi al mese. I nuovi minimi sono 1.784,94 € (D1), 1.979,37 € (D2), 2.022,12 € (C1), 2.064,88 € (C2), 2.211,43 € (C3), 2.370,33 € (B1), 2.542,98 € (B2), 2.838,99 € (B3) e 2.907,01 € (A1).
    Quanto aumentano gli stipendi dei metalmeccanici nel 2027 e nel 2028?
    Al livello C3 l’aumento è di 59,58 € dal 1° giugno 2027 e di 64,87 € dal 1° giugno 2028. Per gli altri livelli l’importo è proporzionale al parametro del livello: le tabelle ufficiali per livello vengono comunicate a giugno di ogni anno, dopo il dato ISTAT sull’inflazione.
    Cos’è l’elemento perequativo di 485 euro?
    È un importo annuo pagato con la busta paga di giugno a chi lavora in aziende senza contrattazione aziendale e senza superminimo individuale. Chi ha un superminimo annuo inferiore a 485 € riceve la differenza.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.