Indice
La guida
In sintesi
- Occasionale vs abituale: se l’attività non è svolta con continuità e non supera certi limiti, rientra nei redditi diversi (attività occasionale); altrimenti occorre la partita IVA.
- Dove si dichiara: il reddito occasionale va nel rigo D5 del quadro D del Modello 730, con il codice 2 per lavoro autonomo occasionale.
- Ritenuta d’acconto: se il committente è un sostituto d’imposta (azienda, agenzia), applica una ritenuta d’acconto sul compenso lordo che trovi indicata nella Certificazione Unica.
- Omaggi e compensi in natura: i prodotti ricevuti in cambio di contenuti (beni ceduti senza corrispettivo monetario) hanno un valore normale che concorre al reddito.
- Partita IVA obbligatoria quando l’attività diventa abituale e professionale: in quel caso il reddito si dichiara nel quadro RE (Redditi PF) o si valuta il regime forfettario (quadro LM).
- Regime forfettario: con ricavi nell’anno precedente non superiori a 85.000 euro e i requisiti di legge, si applica un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettizzato.
Influencer e content creator: come funziona la tassazione
Fare contenuti sui social, collaborare con brand, ricevere omaggi in cambio di post: queste attività generano redditi che vanno dichiarati. Il nodo principale è capire se la tua situazione rientra nel lavoro occasionale o in quello abituale, perché le regole cambiano in modo significativo.
Se collabori sporadicamente con qualche azienda – un paio di campagne all’anno, senza un’organizzazione stabile – si tratta di attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente, cioè un reddito occasionale. Questo tipo di reddito va indicato nel quadro D del Modello 730, oppure nel quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche, senza aprire la partita IVA.
Se invece hai collaborazioni continue, un’agenda di brand fissi, pubblichi con cadenza regolare a fronte di compensi: l’attivita’ si considera abituale. In questo caso scatta l’obbligo di aprire la partita IVA e di scegliere il regime fiscale più adatto (forfettario o ordinario). La linea di confine tra occasionale e abituale non è definita da una soglia di importo scritta nella legge, ma si valuta in concreto in base alla frequenza, all’organizzazione e alla continuità dell’attivita’. Se hai dubbi sul tuo caso specifico, vale la pena consultare un professionista.
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- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
Gli omaggi, cioè i prodotti che ricevi senza pagare in cambio di contenuti, hanno un valore fiscale. Il loro valore normale – il prezzo di mercato – concorre alla formazione del reddito, esattamente come un compenso in denaro. Se il committente è un’azienda, dovrebbe rilasciarti una documentazione che indica il valore del bene ricevuto.
| Caratteristica | Occasionale | Abituale (con P.IVA) |
|---|---|---|
| Partita IVA | Non obbligatoria | Obbligatoria |
| Dove si dichiara | Quadro D rigo D5 (730) o Quadro RL (Redditi PF) | Quadro RE (Redditi PF) o Quadro LM (forfettario) |
| Imposta sostitutiva forfettaria | Non applicabile | 15% (o 5% per le nuove attività) |
| Limite ricavi regime forfettario | Non applicabile | Non superiori a 85.000 euro nell'anno precedente |
| Contributi INPS gestione separata | Verificare obbligo caso per caso | Si, da versare |
Esempio pratico
-
Tizio è un content creator con 50.000 follower. Nel 2025 ha ricevuto 3.000 euro da un brand per 5 post sponsorizzati e un omaggio di prodotti cosmetici del valore di mercato di 400 euro. Il suo reddito complessivo da questa attività è 3.400 euro, da dichiarare nel rigo D5 del quadro D come reddito da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente (codice 2). Se il brand era un sostituto d’imposta, avrà già trattenuto la ritenuta d’acconto indicata nella Certificazione Unica.
Documenti necessari
- Contratti o lettere di incarico con i brand
- Certificazione Unica rilasciata dal committente (se sostituto d’imposta)
- Fatture o ricevute emesse per i compensi percepiti
- Documentazione del valore degli omaggi ricevuti (listino prezzi, fattura del committente)
- Estratti conto dei pagamenti ricevuti da piattaforme o agenzie
Caso 1: creator con collaborazioni sporadiche
Scenario. Caio gestisce un profilo Instagram e nel 2025 ha ricevuto 2.500 euro totali da tre brand diversi per altrettante campagne. Non ha una struttura organizzata, non ha un agente e collabora solo saltuariamente.
Come si applica. L’attivita’ è occasionale: Caio non deve aprire la partita IVA. Il reddito di 2.500 euro va dichiarato nel rigo D5 del quadro D del Modello 730, colonna 1 codice 2 (lavoro autonomo non esercitato abitualmente). Le eventuali ritenute d’acconto già trattenute dai committenti vanno indicate in colonna 4 del medesimo rigo.
In pratica
- Rigo D5, codice 2, reddito lordo 2.500 euro nel quadro D del 730
- Riportare le ritenute dalla Certificazione Unica in colonna 4
- Conservare contratti, ricevute e documentazione degli omaggi ricevuti
Caso 2: creator con attività strutturata e partita IVA
Scenario. Sempronia collabora stabilmente con 10 brand al mese, ha un’agente, pubblica contenuti sponsorizzati con cadenza settimanale e nel 2025 ha incassato 60.000 euro. Nell’anno precedente aveva incassato meno di 85.000 euro. Ha aperto la partita IVA con regime forfettario.
Come si applica. Con ricavi del 2024 sotto i 85.000 euro, Sempronia applica il regime forfettario. Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i compensi percepiti (60.000 euro) per il coefficiente di redditività del suo codice ATECO (per le attività professionali scientifiche e tecniche il coefficiente è del 78%). Il reddito imponibile è quindi 46.800 euro, su cui si applica l’imposta sostitutiva del 15%. Se si tratta del primo anno di attività o dei quattro anni successivi all’avvio, l’aliquota scende al 5%.
In pratica
- Compilare il quadro LM del Modello Redditi PF (non il 730)
- Coefficiente di redditività 78% per attività professionali (verifica il tuo codice ATECO)
- Imposta sostitutiva 15% (5% se attività nuova e si rispettano le condizioni)
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
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Domande frequenti
Devo aprire la partita IVA come influencer?
Dipende dalla continuità e dall’organizzazione della tua attività. Se fai collaborazioni sporadiche senza struttura, sei nel regime occasionale e non serve la partita IVA. Se invece l’attivita’ è abituale, strutturata e continua, l’apertura è obbligatoria. La valutazione si fa caso per caso: in caso di dubbio, rivolgiti a un commercialista.
Come dichiaro gli omaggi ricevuti dai brand?
Gli omaggi (prodotti, servizi) ricevuti in cambio di contenuti hanno un valore normale che concorre al reddito. Se il committente rilascia documentazione del valore, usa quella cifra. Il valore degli omaggi va sommato agli altri compensi e dichiarato nello stesso rigo dei tuoi redditi da creator.
Dove trovo le ritenute d'acconto nella dichiarazione?
Le ritenute d’acconto già trattenute dal committente sono indicate nella Certificazione Unica che il committente ti rilascia entro il 31 marzo. Nel 730 vanno riportate in colonna 4 del rigo D5.
Posso usare il regime forfettario come content creator?
Sì, se nell’anno precedente i tuoi ricavi o compensi non hanno superato 85.000 euro e non ricadi in una delle cause di esclusione previste dalla legge (ad esempio avere un rapporto di lavoro dipendente con lo stesso committente). Con il regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni).
Cosa succede se supero 100.000 euro di incassi nell'anno?
Se i ricavi o compensi percepiti nel corso dell’anno superano 100.000 euro, il regime forfettario cessa di applicarsi nello stesso anno. Il contribuente è tenuto a determinare il reddito con le modalità ordinarie per l’intero anno d’imposta.
Il 730 va bene per i redditi da creator, o serve il Modello Redditi?
Se hai solo reddito occasionale (senza partita IVA), puoi usare il Modello 730 compilando il quadro D. Se hai la partita IVA con regime forfettario o ordinario, devi usare il Modello Redditi Persone Fisiche (quadro LM o RE).