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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando il tuo hobby smette di essere solo un passatempo

Hai una passione per la ceramica, la fotografia, la falegnameria artigianale o le torte decorate e hai cominciato a vendere qualcosa online o tra amici. In molti casi ti chiedi: devo dichiarare questi guadagni? La risposta è quasi sempre sì, ma il modo in cui li dichiari dipende da quanto spesso e in modo organizzato li realizzi.

La legge fiscale italiana distingue due situazioni: l’attività commerciale non esercitata abitualmente (vendita di beni o prodotti) e l’attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente (prestazione di servizi o competenze). In entrambi i casi, se l’attività rimane episodica e non organizzata, i guadagni rientrano tra i ‘redditi diversi’ e si dichiarano nel rigo D5 del Modello 730, oppure nel quadro RL del Modello Redditi PF.

Il punto critico è capire quando un hobby diventa un’attività abituale. Non esiste una soglia di importo che lo determina automaticamente: contano la frequenza delle transazioni, l’organizzazione dei mezzi (hai un magazzino? un sito di e-commerce dedicato? personale?), la continuità nel tempo. Se l’Agenzia delle Entrate considera la tua attività come abituale, sei tenuto ad aprire la partita IVA indipendentemente dai guadagni realizzati.

Redditi da hobby: dove dichiararli nel 730
Tipo di attività Codice rigo D5 Descrizione
Vendita di prodotti artigianali, oggetti, foto, ecc. Codice 1 (attività commerciale occasionale) Redditi da attività commerciali non esercitate abitualmente
Prestazione di servizi creativi, consulenze occasionali Codice 2 (lavoro autonomo occasionale) Redditi da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente
Assunzione di obblighi specifici (es. non divulgare un segreto) Codice 3 Obblighi di fare, non fare o permettere

Esempio pratico

  • Caio dipinge quadri nel tempo libero e nel 2025 ne ha venduti 5 per un totale di 1.200 euro. Le spese di materiale (tele, colori) ammontano a 300 euro. Caio dichiara nel rigo D5, codice 1, il reddito lordo di 1.200 euro e nella colonna delle spese indica 300 euro. Il reddito netto di 900 euro concorre al suo reddito complessivo e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive, a seconda della sua fascia di reddito totale. Se avesse guadagnato la stessa cifra offrendo corsi di pittura occasionali, avrebbe usato il codice 2.

Documenti necessari

  • Ricevute o fatture delle vendite effettuate nel 2025
  • Scontrini e ricevute delle spese sostenute per produrre il reddito
  • Prospetto analitico con compensi lordi, spese per operazione e reddito netto (da conservare ed esibire su richiesta)
  • Certificazione Unica (se hai ricevuto pagamenti da un sostituto d’imposta)
  • Estratti conto o documentazione di pagamenti online (PayPal, bonifici, ecc.)

Tizio: artigiano amatoriale che vende su un marketplace online

Scenario. Tizio fa gioielli artigianali come hobby e nel 2025 ha venduto 15 pezzi su una piattaforma online, guadagnando complessivamente 800 euro. Ha sostenuto 200 euro di spese per materiali. Non ha partita IVA.

Come si applica. L’attività è episodica e non organizzata in modo imprenditoriale: Tizio può dichiarare i 800 euro come reddito da attività commerciale non esercitata abitualmente, nel rigo D5 codice 1 del 730. Nella colonna delle spese inserisce 200 euro. Il reddito netto di 600 euro si aggiunge al suo reddito complessivo. Se le vendite aumentassero significativamente di numero e frequenza nei prossimi anni, Tizio dovrebbe valutare l’apertura della partita IVA.

In pratica

  • Rigo D5, codice 1, del 730 per i redditi da vendita occasionale di prodotti.
  • Le spese documentate si deducono nella colonna apposita del rigo.
  • Conserva un prospetto con ogni singola vendita e le relative spese.

Sempronia: fotografa amatoriale con qualche commissione

Scenario. Sempronia è impiegata e fotografa per passione. Nel 2025 ha ricevuto due commissioni da privati per fotografare matrimoni, per un totale di 2.000 euro. Ha acquistato una lente da 400 euro per queste sessioni.

Come si applica. Due commissioni isolate nell’anno configurano una prestazione di lavoro autonomo occasionale (servizio intellettuale-creativo). Sempronia usa il rigo D5, codice 2, del 730. Dichiara 2.000 euro di lordo e deduce 400 euro di spese specificamente inerenti. Il reddito netto di 1.600 euro concorre al reddito complessivo. Se nel 2026 le commissioni aumentassero molto e Sempronia iniziasse a promuoversi attivamente, dovrebbe aprire la partita IVA.

In pratica

  • Rigo D5, codice 2, del 730 per le prestazioni occasionali di servizi o competenze.
  • Deduci solo le spese direttamente collegate alle singole prestazioni.
  • Il confine con l’abitualità dipende dalla frequenza e dall’organizzazione, non solo dall’importo.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

C'è una soglia minima di guadagno sotto la quale non devo dichiarare nulla?

No, non esiste una franchigia di esenzione per i redditi occasionali. Ogni compenso percepito concorre al reddito complessivo. Esiste però una condizione generale di esonero dalla dichiarazione quando l’imposta totale dovuta non supera 10,33 euro, ma si tratta di un’ipotesi residuale per redditi molto bassi.

Quante volte posso fare una cosa prima che diventi 'abituale' e richieda la partita IVA?

La legge non fissa un numero preciso. La valutazione dell’abitualità dipende dalla frequenza, dall’organizzazione dei mezzi, dalla continuita’ nel tempo e dall’intento di fare profitto in modo sistematico. Non c’è una risposta universale: in caso di dubbio, consulta un professionista.

Se chi mi paga non è un'azienda ma un privato, devo comunque dichiarare?

Sì. L’obbligo di dichiarare non dipende da chi ti paga. Se un privato ti paga per un servizio o acquista un tuo prodotto, il reddito va dichiarato. La differenza rispetto a un pagamento da un’azienda è che l’azienda in genere applica una ritenuta d’acconto e ti rilascia la Certificazione Unica, mentre il privato non lo fa.

Posso dedurre l'ammortamento di un attrezzo comprato per il mio hobby?

Solo se l’attrezzo è specificamente usato per produrre il reddito occasionale. Le spese deducibili devono essere inerenti alla produzione di quel reddito. Se uno strumento viene usato principalmente per uso personale e solo in parte per la prestazione, la deducibilità è limitata alla parte inerente.

Cosa succede se non dichiaro questi redditi?

Si tratta di evasione fiscale, sanzionata dall’Agenzia delle Entrate. I controlli possono avvenire anche tramite la verifica dei movimenti sui conti correnti o delle transazioni su piattaforme di vendita online, che sono tenute a comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate sopra certe soglie.

Domande frequenti

C'è una soglia minima di guadagno sotto la quale non devo dichiarare nulla?

No, non esiste una franchigia di esenzione per i redditi occasionali. Ogni compenso percepito concorre al reddito complessivo. Esiste però una condizione generale di esonero dalla dichiarazione quando l'imposta totale dovuta non supera 10,33 euro, ma si tratta di un'ipotesi residuale per redditi molto bassi.

Quante volte posso fare una cosa prima che diventi 'abituale' e richieda la partita IVA?

La legge non fissa un numero preciso. La valutazione dell'abitualità dipende dalla frequenza, dall'organizzazione dei mezzi, dalla continuita' nel tempo e dall'intento di fare profitto in modo sistematico. Non c'è una risposta universale: in caso di dubbio, consulta un professionista.

Se chi mi paga non è un'azienda ma un privato, devo comunque dichiarare?

Sì. L'obbligo di dichiarare non dipende da chi ti paga. Se un privato ti paga per un servizio o acquista un tuo prodotto, il reddito va dichiarato. La differenza rispetto a un pagamento da un'azienda è che l'azienda in genere applica una ritenuta d'acconto e ti rilascia la Certificazione Unica, mentre il privato non lo fa.

Posso dedurre l'ammortamento di un attrezzo comprato per il mio hobby?

Solo se l'attrezzo è specificamente usato per produrre il reddito occasionale. Le spese deducibili devono essere inerenti alla produzione di quel reddito. Se uno strumento viene usato principalmente per uso personale e solo in parte per la prestazione, la deducibilità è limitata alla parte inerente.

Cosa succede se non dichiaro questi redditi?

Si tratta di evasione fiscale, sanzionata dall'Agenzia delle Entrate. I controlli possono avvenire anche tramite la verifica dei movimenti sui conti correnti o delle transazioni su piattaforme di vendita online, che sono tenute a comunicare i dati all'Agenzia delle Entrate sopra certe soglie.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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